L’Umbria è una regione dell’Italia Centrale, si estende su di una superficie di oltre 8.450 kmq, comprende 92 Comuni presenti nelle province di Perugia e Terni.
Geografia
Turismo
Gastronomìa
Storia
Geografia
Confinante con le Marche, Toscana e Lazio, presenta terreni gelogicamente differenti per natura e formazione.
Per quanto riguarda la morfologia del territorio, l’Umbria è una regione interna di colline e medie montagne, soltanto l’estremo lato sudorientale nella zona di Norcia presenta le caratteristiche dell’alta montagna, la vetta più alta è rappresentata dal Monte Vettore con 2.478 metri di altezza.
Caratteristici sono i bacini intermontani, già occupati da laghi nel Pliocene e nel Pleistocene, poi colmati in parte da alluvioni.
Il più ampio di questi bacini è quello relativo alla Valle Umbra, tra Foligno e Spoleto, altri quelli nella Valle Tiberina, Gubbio, Terni, Norcia, Gualdo Tadino, Cascia, tutti a fondo pianeggiante.
Le valli, aspre strette e profonde, contrastano con la sommità dei monti che presentano dossi arrotondati, e tra i calcari spiccano fenomeni carsici.
Altro apsetto interessante dal punto di vista morfologico è quello dato dalla montuosità che caratterizza la parte collinosa occidentale, a sinistra del Tevere e del fiume Paglia.
Un lago molto importante è il Trasimeno, noto anche quello suggestivo di Piediluco situato ai piedi delle Cascate delle Marmore.
La temperatura media della regione oscilla tra gli 11 ed i 15°C, temperature più miti nelle zone pianeggianti e collinari, che diventano più severe via via a crescere con l’altitudine.
Le colline risultano discretamente popolate, molto poco le montagne, come in altre zone alpine ed appenniniche vi è la tendenza delle popolazioni contadine ad insediarsi in zone di minor altitudine, Valle Tiberina, bacini del Cascio, della Nera, del Topino e Maroggia.
Tra i centri più noti spiccano Assisi, Gubbio, Città di Castello, Foligno, Spoleto, Orvieto, Narni e Todi.
L’attività agricola e pastorale occupa una rilevante importanza nella regione Umbria, nelle valli principali le colture più diffuse sono frumento, granoturco, vitigni sulle colline, ulivi, importante la produzione di foraggio per l’allevamento di bovini, suini e ovini.
Importante l’opera di realizzazione della centrale idroelettrica di Galleto, alimentata dal Velino e Nera, realizzata nel 1929 risultava la più grande d’Europa.
Importante anche l’industria metallurgica per gli armamenti navali, poi sono presenti industrie chimiche, ed antiche per storia risultano essere quelle tipografiche e di lavorazione della carta.
Altre attività manifatturiere ben sviluppate sono quelle relative ai settori alimentare, dolciario, tessile, abbigliamento.
Altra risorsa importante è legata all’artigianato tipico ed al turismo.
Turismo
In quanto al turismo la regione Umbria è in grado di offrire un soggiorno davvero piacevole, variegato, caratteristico, ricco di itinerari alternativi possibili, meglio ancora se possibile abbinare le diverse tipologie di vacanza.
Il Parco Fluviale del Tevere, comprende il fiume omonimo nel suo tratto medio inferiore, unisce la sponda di Todi con quella di Montecastello Vibio.
Le testimonianze archeologiche, culturali, artistiche e le caratteristiche ambientali fanno del parco un patrimonio sotto diversi punti di vista.
Caratteristico il veloce e impetuoso scorrere del Tevere presso Montemolino, tanto che gli abitanti in quel luogo hanno ribattezzato il fiume il furioso.
Importante la flora, salici, pioppi, ginestre, carpini, la fauna, il germano reale, lo sparviero, la poiana, il nibbio reale, l’airone, il martin pescatore, alcune specie.
Molto interessante poter effettuare poi itinerari nel comprensorio di Assisi, con chiese e affreschi importanti, Spoleto ed il suo circondario, Narni, Amelia, l’antico centro di Otricoli, Orvieto, Todi, ricordiamo le numerosi chiese presenti sul territorio, che risalgono ad epoche differenti, rappresentano, con ciò che racchiudono al loro interno, un patrimonio artistico e storico di ineguagliabile valore e bellezza.
Ma naturalmente, vista la particolare morfologia del territorio, non solo vancanze improntate alla cultura, al buon cibo, ai percorsi legati ai vitigni, ma anche la possibilità effettiva di poter praticare sport estremi per chi è amante di queste specialità.
Paracadustismo, rafting, deltaplano e parapendio, hydrospeed.
Scegliere il soggiorno in hotel, oppure in agriturismo, bed & breakfast, dove il territorio è particolarmente rurale, può offrire al turista un’esperienza senza dubbio molto interessante di addentrarsi nel territorio ed approfondirne la conoscenza, sia dei luoghi che della gente, delle loro tradizioni, usanze.
Non dimentichiamo poi che ogni anno in estate sono davvero numerose le manifestazioni popolari che si svolgono in Umbria, e sono motivo di meta per turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Il folklore rappresenta infatti una della chiavi per conoscere meglio la storia di una popolazione, da citare anche le manifestazioni culturali, grandi o piccole, promosse dai vari Comuni, che assumono comunque sempre notevole interesse talvolta anche al livello nazionale.
Gastronomì
La gastronomia tipica dell’Umbria comprende molte ricette a base di carne, anche di selvaggina, non mancano nemmeno i pesci dei laghi per implementare una cucina davvero molto interessante.
Si tratta di una regione, che forse più di altre, ha saputo mantenere pressoché intatte antiche ricette capaci di risalire non solo al Medioevo ma addirittura al periodo romano e prima ancora.
Ne è un esempio la cottura allo spiedo od alla griglia delle carni, con le braci di grandi camini dei castelli, come si usava nel Medioevo per la preparazione di banchetti importanti.
Citiamo allora a questo proposito i palombacci alla ghiotta, colombi selvatici, prima spennellati con la ghiotta, ovvero una salsa preparata con vino rosso, olio, pancetta, capperi, aceto, olive, acciughe, cipolla, aglio, chiodi di garofano, bacche di ginepro, salvia, succo di limone, poi cotti allo spiedo.
Importanti anche le salsicce, i mazzafegati, i salumi e gli insaccati, la produzione di formaggio.
Caratteristica risulta essere anche la selvaggina di piuma, quaglie, tortore, cucinate avvolte in pasta di pane.
L’olio di oliva è preziosa produzione del territorio, usato in ogni piatto, impreziosisce ed esalta i sapori del cibo.
Le preparazioni legate alla tradizione contadina e montanara, hanno la loro rilevanza, ed impossibile a questo punto non citare il tartufo nero, specialmente quello di Norcia conosciuto ed apprezzato nel mondo, che viene impiegato con uova, spaghetti, nelle ghiotta dei palombacci, nella carne in umido, arrosto, con le trote, con i crostini.
Anche la preparazione del pane occupa uno spazio importante, oltre ai già citati crostini, magari con fegatini di pollo, troviamo la panzanella, a base di pane raffermo, la bruschetta, gli avvoltoli, tortine di pasta circolari, i bocconcelli, torte salate al formaggio, il ciaffagnone, frittella con strutto di maiale e formaggio pecorino.
Dagli antipasti a base di salumi, formaggio caprino ed ovino con foglie di rucola, alle bruschette e diverse preparazioni di pasta di pane, ai primi piatti quali spaghetti nelle diverse ricette, cappelletti in brodo, acquacotta, gnocchi e pasta al sugo d’oca, strangozzi, vincisgrassi, tagliatelle, ai secondi piatti con agnello tartufato, anguilla allo spiedo, persico, trota, coratella, porchetta, oca arrosto, piccione, colombacci, quaglie, tortore, lumache, agnello fritto, la cucina umbra offre davvero sapori e profumi che sono capaci di risvegliare la passione del buon cibo in ciascuno.
Senza dimenticare che oltre il famoso tartufo nero di Norcia, si trova anche una pregiata qualità di tartuto bianco, poi, anche il Prosciutto di Norcia non può non essere menzionato.
Ottime le vedure grazie alla buona produzione del territorio, importanti i vitigni con le cui uve si ottengono vini e liquori rinomati, curata anche la preparazione dei dolci, da ricordare i vini Orvieto e Corbara, il Torgiano, il Montefalco.
Storia
La regione Umbria, abitata anticamente da popolazione italica degli Umbri, comprendeva all’epoca Augustea, oltre all’odierna regione orientale, anche l’ager Gallicus e costituiva la regio VI.
Con l’ordinamento Diocleziano venne unita all’Etruria con la quale formava la provincia di Tuscia et Umbria, ed attraversata dalla via Flaminia.
Devastata gravemente nei primi secoli del Medioevo dalle invasioni barbariche, la regione fu divisa in due parti alla fine del VI secolo, una parte longobarda che formò il Ducato di Spoleto, ed una bizantina costituita dal Ducato di Perugia.
Durante il secolo VIII i territori bizantini passarono sotto l’autorità pontificia, più tardi riconosciuta anche dal Ducato di Spoleto.
La sovranità pontificia lasciò ampia autonomia ai Comuni umbri, e nel secolo XIV nel periodo del papato avignonense, la regione divenne quasi indipendente.
Contemporaneamente sorgevano in Umbria le prime signorie locali e vi intervenirono altri potentati italiani, come quello di Gian Galeazzo Visconti.
Nessuno però riuscì nell’impresa di creare un dominio ampio e saldo, così a partire dal secolo XV il papato potè iniziare nuovamente a lavorare per ristabilire il proprio potere, con opera di restaurazione della sua autorità.
Dopo avere fatto parte dell’impero francese durante tutto il periodo napoleonico, nel 1814 il dominio pontificio fu restaurato completamente, e nel 1831 la regione partecipò attivamente ai moti liberali delle Romagne, ed aderì nel 1849 alla repubblica romana.
Dopo l’occupazione delle truppe austriache un moto antipontificio scoppiato a Perugia nel 1859 venne represso con crudeltà.
Occupata dalle truppe piemontesi nel 1860 l’Umbria entrò a far parte del Regno d’Italia dopo plebiscito.