Marche


La regione delle Marche è collocata nell’Italia Centrale, si estende su di una superficie di oltre 9.600 kmq, con 246 Comuni presenti nelle province di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino.

Geografia

Turismo

Gastronomìa

Storia

Geografia

Il territorio marchigiano confina con le regioni dell’Emilia Romagna, la Repubblica di San Marino, la Toscana l’Umbria, l’Abruzzo, il Lazio, oltre che con il Mar Adriatico.
La struttura del territorio è costituita da catene montuose pressoché parallele, tra le principali troviamo quelle del Catria e del San Vicino.
La prima degrada verso sud con il Monte Penna ed il Monte Pennino dividendo le Marche dall’Umbria, mentre la seconda catena montuosa termina con i Monti Sibillini estendendosi dal Metauro al Tronto raggiungendo con il monte Vettore una elevazione di 2.478 metri, la più alta della regione.
Spostandosi verso il mare si trova un territorio collinare, presentando terreni gessoso – solfiferi che ricoprono le falde esterne dei sistemi principali, prolungandosi soprattutto verso sud, la costa invece, di natura sabbiosa e argillosa, è spezzata dal rilievo del Monte Conero.
I fiumi attraversano l’Appennino in suggestive e spettacolari gole, profonde, citiamo la Gola del Furlo, attraversate dal Metauro, Esino, Potenza, Chienti, Tronto.
Abbondanti risultano essere la acque termali e minerali, prevalentemente sulfuree distribuite un po’ su tutto il territorio.
Tenendo conto dell’influenza derivata dalle altitudini il clima è piuttosto uniformato in tutte le Marche.
Notevole caratteristica del territorio è che il Monte Conero divide in due sezioni la parte costiera, con quella settentrionale esposta ai venti di Nord – Est, mentre quella meridionale è influenzata dai venti caldi ed umidi di Sud – Ovest.
Le precipitazioni risultano più modeste sulla costa, 700 mm circa, aumentano verso l’Appennino superando i 1.000 mm circa.
Sul territorio risulta di rilevante importanza la cerealicoltura, con mais, frumento, ma anche barbabietole da zucchero, ed altrettanto importanti sono le viti, ricordiamo il celeberrimo Verdicchio.
Pregiata la razza marchigiana per quanto concerne l’allevamento bovino, la pesca è florida con i porti di Ancona e San Benedetto del Tronto.
Importanti sono anche le diverse industrie presenti sul territorio, storica la cartiera di Fabriano, ed a tal proposito vi consigliamo di visitare il sito Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano, importanti le industrie del cemento presso Porto Recanati, le industrie meccaniche a Pesaro, e quelle delle fisarmoniche presso Castelfidardo, i calzaturifici tra Fermo e Macerata, poi aziende vitivinicole che hanno saputo trarre il meglio dagli ottimi vitigni, ancora l’industria navale di Fano ed Ancona conferiscono importante rilevanza all’economia del territorio marchigiano.

Turismo

Il territorio delle Marche è capace di offrire un turismo di altissima qualità, supportato dai suggestivi paesaggi, ora montani ora costieri, e dall’indiscussa ospitalità della popolazione che ha fatto, a ragione e con la sua capacità, del turismo una risorsa molto importante per la regione.
Difficile non citare le splendide, fiabesche e pittoresche Rocche, i Castelli, le Fortezze, quindi le località di Arcevia (Ancona), Corinaldo (AN), Offagna (AN), Senigallia (AN), Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), Acquaviva Picena (AP), Arquata del Tronto (AP), Moresco (AP), Caldarola (Macerata), Camerino (MC), Tolentino (MC), Urbisaglia (MC), Pesaro, Gradara (Pesaro Urbino), San Leo (PU), Mondavio (PU), Montecerignone (PU), Sassocorvaro (PU).
Questo già potrebbe risultare un percorso turistico di indiscusso interesse, andando a toccare storia, cultura, arte, il tutto godendo di paesaggi davvero belli, unici, ammalianti.
Poi, il Parco Naturale dei Monti Sibillini, che certo rappresenta col Parco Regionale del Conero un patrimonio naturalistico di indiscusso valore ed interesse, non solo a livello regionale.
Nel primo troviamo decine di vette che si ergono oltre i 2.000 metri, il già citato Vettore, poi il Monte Sibilla, la Cima del Redentore, il Monte Priora ed il Monte Argentella.
La flora che ivi cresce è caratterizzata da stelle alpine dell’Appennino, anemone, silene, gigli, uva orsina, diverse orchidee, specie arboree importanti come il carpino nero e quello biano, l’orniello, il cerro, il castagno, il leccio, il faggio e l’acero.
Alcuni tra i mammiferi che popolano il parco e davvero meritano di essere citati sono il lupo, l’istrice, il gatto selvatico, la martora, l’arvicola ed il capriolo, poi uccelli importanti come l’Aquila reale, il Falco pellegrino, il Gufo relae, l’astore, lo sparviero, il fringuello alpino, la coturnice, il picchio muraiolo.
Il Parco del Conero è costiero e si estende su di una superficie di circa 6.000 ettari, e troviamo il monte omonimo che si affaccia sul mare.
Le vedute panoramiche offerte sono davvero uniche, ma impossibile non citare le importantissime testimonianze storiche, artistiche, dalle incisioni rupestri nelle grotte romane, il Fortino Napoleonico, i Monasteri Benedettini e Francescani, tutte preziose testimonianze comprese nel territorio del parco.
Ovviamente le Marche possono anche offrire spiagge, quindi mare, sole, completo relax, puro divertimento.
La naturale fortuna di una regione di godere sia dei monti che del mare, mette a disposizione del turista la possibilità di diversificare in modo completo una vacanza, renderla davvero unica ed indimenticabile.
Tra le località balneari ricordiamo Numana, Senigallia, Sirolo, Cupra Marittima, Grottammare, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, San Benedetto del Tronto, Porto Recanati, Fano, Gabicce Mare, Pesaro.
Località davvero belle, apprezzate, con stabilimenti balneari di prim’ordine supportati, lo ricordiamo ancora, da paesaggi altamente suggestivi ed affascinanti.

Gastronomì

Quando una regione ha la possibilità di avere il proprio territorio distribuito sia sui monti che affacciato sul mare, indubbiamente la gastronomia locale si arricchisce notevolmente di tante ricette tipiche potendo fruire al meglio di tutte le risorse che il territorio offre.
Le diverse località sono quindi in grado di offrire molteplici piatti titpici scaturiti da ricette più diversificate, attingendo in modo intelligente dalle preziose materie prime che il territorio mette a disposizione.
Ad Ancona ad esempio troviamo in prevalenza una cucina a base di pesce, famoso il brodetto.
Poi le spigole, i dentici, le orate, i prelibati tartufi di mare, le sogliole affogate nel vino bianco, la zuppa di datteri di mare.
Altrettanto famose sono le prelibate olive all’ascolana, ed Ascoli Piceno si distingue anche per la preparazione di piatti come agnello e capretto alla brace.
Particolarmente caratteristiche sono anche le ricette a base di selvaggina, piccione, uccelletti allo spiedo.
La regione gode anche di ottima produzione di formaggi e insaccati, caciotta, cacio fiore, ricotta, pecorino.
Tra i primi piatti citiamo le lasagne all’ascolana, le tagliatelle ai funghi od al tartufo, il particolare formato di pasta nota come lumachelle, od ancora i vincisgrassi, e condimenti con ragù molto particolari, con carne di maiale, lardo, salsiccia, fegatini.
Naturalmente non possono mancare le combinazioni mari e monti, come per gli spaghetti ad esempio, in una regione che può godere sia del mare che dei monti.
Tra i secondi piatti molto apprezzati risultano essere le lumache in porchetta, il merluzzo alla marchigiana, la rana pescatrice, il pollo, alla cacciatora ed alla marchigiana, il brodetto di Portorecanati, il baccalà, ed i grasselli di maiale preparati nel piatto tipico crescia co’li sgrisuli.
I vitigni di uve bianche, nere, girgie, offrono la possibilità di produrre vini di ottima qualità apprezzati a livello internazionale, ricordiamo su tutti il celeberrimo Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Storia

Il territorio marchigiano risulta popolato già a partire dal Paleolitico, e l’evolversi della situazione storica della regione non ha seguito evoluzioni unitarie come accaduto in altre regioni.
Precedentemente al controllo del territorio da parte dei Romani nel III secolo a.C. le Marche erano popolate dai Piceni, i Galli Senoni, Greci ed Umbri.
I Piceni concordarono un trattato di collaborazione con i Romani per contrastare le invasioni galliche, questa allenaza diede i suoi frutti quando sconfissero Galli, Sannini, Umbri ed Etruschi nella battaglia avvenuta nei pressi del fiume Sentinum.
Successivamente le mire espansionistiche di Roma non si accontentarono dell’alleanza precedentemente stipulata, ed il territorio passò interamente sotto il controllo di Roma, vennero così fondate le colonie di Auximum, Pisaurum e Potentia, Aesis e Firmum.
L’Adriatico venne in questo modo collegato a Roma da due oggi celeberrime strade consolari: la Salaria e la Flaminia.
Durante il periodo del Medioevo i Longobardi ed i Bizantini si divisero la regione dopo la conquista, fino a quando i Franchi diedero il controllo del territorio al dominio della Chiesa.
Sorsero diversi monasteri, benedettini e cistercensi, dislocati su gran parte del territorio, col crescere nel corso degli anni del potere feudale, la Chiesa perse il suo dominio portando anche le Marche nella disputa tra Impero e Papato.
Dopo l’anno 1000 il controllo papale dovette quindi fare i conti con la Monarchia sveva e col pregredire di autonomie locali.
Ancona fu uno dei principali liberi Comuni, entrando in competizione economica con Venezia per via del florido commercio marittimo con l’Oriente.
Ma diversi Comuni erano in lotta con quelli vicini, numerosi piccoli scontri ebbero luogo anche per via delle fazioni opposte di guelfi e ghibellini.
Dal XIII secolo in poi si formarono le Signorie ed i Principati.
Alla fine del 1600 le Marche presentavano il loro territorio diviso nello Stato di urbino, i Governi di Macerata, Ancona, Jesi, Loreto, Fabriano, San Severino, Ascoli, Matelica e Montalto fino al sopraggiungere della Rivoluzione Francese.
Terminato il dominio di Napoleone la Chiesa riprese il controllo del territorio marchigiano, e negli anni a venire si verificarono episodi di fermento risorgimentale.
Prese piede nel 1832 la Giovine Italia di Mazzini, nel 1849 ebbe luogo l’occupazione da parte degli Austriaci che ivi rimasero fino al 1857.

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