Il Friuli Venezia Giulia è una regione dell’Italia Settentrionale, più precisamente occupa la parte nord-orientale, comprende 219 Comuni che sono suddivisi nelle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine.
Nella zona di Tarvisio il confine si estende nel bacino del Danubio, il territorio della regione si distingue morfologicamente in una zona pianeggiante ed i rilievi delle Alpi Carniche e delle Giulie Occidentali.
Geografia
Turismo
Gastronomìa
Storia
Geografia
Le risorgive formano una linea che separa l’alta pianura, formata da materiale grossolano e piuttosto permeabile con ampie zone aride (magredi) ad Ovest del fiume Tagliamento, dalla bassa pianura composta da materiale più fine e fertile.
La costa sull’Adriatico settentrionale è bassa ed orlata dalle lagune di Marano e Grado, più alta verso Est dove si trova il porto di Trieste.
Mancano completamente risorse naturali nel sottosuolo, le risorse di origine naturale sono date dalle foreste della zona montana dove viene praticato anche l’allevamento.
Nella zona collinare e pianeggiante è diffusa l’agricoltura, dove troviamo mais, barbabietole da zucchero, patate, grano.
Sono diffusi i vigneti, le colture ortofrutticole e del tabacco.
La pesca, meno redditizia di altri tempi per via dell’impoverimento del mare, è comunque sempre attiva, la vallicoltura ne è un esempio, praticata sin dai tempi antichi.
Il Tagliamento, l’Isonzo ed il Livenza sono i fiumi principali della regione, il clima, in virtù della protezione delle Alpi Carniche, nella zona pianeggiante è solitamente di tipo marittimo, con temperature non troppo elevate.
Mentre nella parte settentrionale del Friuli Venezia Giulia il clima è tipicamente alpino.
Dove manca la protezione delle Alpi soffia impetuosa la bora, vento freddo e gelido che porta però tempo buono.
Turismo
Il Parco del Tarvisiano rappresenta certo un patrimonio naturalistico di indiscusso interesse, ambientale, faunistico, di flora, ed importantissimo per l’ambiente.
La Foresta di Tarvisio, che si estende su di una ampia superficie, offre un induscusso patrimonio naturalistico.
Altri gioielli artistici sono rappresentati dalle città e borghi, Cividale, Latisana, Palmanova, San Daniele e Udine.
Ma ancora, i castelli, di Arcano, Cassacco, Colloredo di Montalbano, Strassoldo, Susans, Villalta.
Dunque arte, cultura, e natura, le grotte di Villanova, il lago di Cornino, il Parco delle Risorgive e le Valli del Natisone.
Non mancano certo le possibilità di praticare numerose attività all’aria aperta, dalle semplici e sempre salutari passeggiate al trekking, parapendio, escursioni in mountain-bike ed arrampicate, pesca sportiva, equitazione, golf, e centri sportivi in grado di soddisfare le personali e soggettive esigenze del turista.
La ricchezza di musei cui è dotata la regione, fornisce ulteriore motivo di interesse, citiamo il Il Civico Aquario Marino di Trieste, il Museo di Guerra per la Pace Diego de Henriquez, il Museo Sartorio e quello Sveviano, il Civico Museo di Storia e Arte, il Museo del Risorgimento, il Museo della Moda e delle Arti applicate (Gorizia), il Museo della Sinagoga “Gerusalemme sull’Isonzo”, il Museo della Grande Guerra.
Il Museo Friulano di Storia Naturale (Udine), il Museo Geologico ad Ampezzo (UD), il Museo Archeologico Medioevale di Attimis (UD)
I servizi turistici, gli itinerari proposti, le degustazioni enogastronomiche, lo splendido scenario naturalistico del Friuli Venezia Giulia non può che essere meta ambita ed apprezzata per ogni turista, un’altra delle risorse importanti a livello nazionale per quanto riguarda il turismo.
Gastronomì
Si narra che in epoca lontana, i locandieri erano soliti appendere rami di albero fuori dalle proprie osterie e taverne, dove chi di passaggio potesse comprendere che in tal luogo era possibile mangiare bene e riposare.
Da qui nasce il termine frasca, molto adottato ancora oggi per distinguere diversi luoghi dove si possano degustare prodotti tipici locali.
Anche il Friuli Venezia Giulia non si esime da questo piacere del gusto, e possiamo affermare senza dubbio che le minestre sono uno tra i piatti più apprezzati e conosciuti sul territorio.
La preparazione della minestra si rende possibile in tantissimi modi diversi, cambiando ricetta da zona a zona, da paese a paese, da famiglia in famiglia persino, andando ad arricchire un già vasto patrimonio di sapori, colori, ed idee innovative e sempre gustose ed originali che la cucina friulana è in grado di esprimere.
Pensiamo alla celeberrima minestra di fagioli, molto saporita, caratterizzata dalla cottura in pentole di coccio, dove i fagioli vengono impreziositi durante la cottura, con aromi, lardo, odori.
Minestre gustose che si suddividono in zuppe, dolci, saporite, leggere o forti, capaci di essere piatti sostanziosi o più adatti ad apertura di un pasto, con ingredienti più diversificati, ricette che mescolano usanze tradizionali contadine con quelle più aristocratiche.
L’indiscussa capacità della cucina friulana di accostare ingredienti dolci e salati, fa scaturire piatti apprezzati e ben conosciuti non solo sul territorio nazionale.
Lo zucchero, il burro, il formaggio, la mostarda, la senape, gli aromi, le caratteristiche affumicature di alcuni cibi, vanno a creare piatti dai sapori davvero particolari.
Tra i primi piatti citiamo il gulash friulano, i cialzons (agnolotti carnici), i gnocchetti de Gres Jota, le lasagne ai semi di papavero, gli gnocchi alle prugne, il brodeto a la triestina, dove anche il pesce risulta essere componente ricco della cucina tipica friulana.
Cucina nella quale abbondano anche le carni, nei secondi piatti troviamo lo stinco di vitellone al ginepro, i bauletti di carne triestini, la lepre in salsa, la polenta concia, il filetto di manzo alle olive, lo stufato, il salame agrodolce.
L’ottima produzione regionale di frutta, verdura, carne, pesce, rende la cucina friulana vasta e ricca nella scelta, capace di rendere completezza di gusti, colori, sapori.
Storia
Abitato in origine dai Liguri, successivamente da popolazioni veneto-illiriche, il Friuli Venezia Giulia venne invaso dai Celti nel 400 a.C.
La colonia romana di Aquileia, fondata nel 181, divenne di rilevante importanza per la regione, Aquileia che successivamente divenne sede vescovile.
Dopo la totale distruzione da parte degli Unni nel 452, il centro della regione si spostò in Cividale (Forum Iulii), poi invasa dai Longobardi, e nel secolo VII gli Avari riuscirono in un breve periodo di sopravvento.
L’importanza di carattere strategico di Aquileia determinò la creazione di uno stato aquileiense che si costituì nel 1077 e riusci a reggere sino al 1420, promuovendo la nascita dei Comuni.
Approfittando delle rivalità esistenti tra Udine, Cividale ed i da Carrara, i Veneziani occuparono le due città, ne aggiunsero le terre goriziane in funzione di una politica antiasburgica, cercando di puntare ad unificare la regione.
Il dominio veneziano fu capace di dare un buon impulso alla regione, che venne però ceduta all’Austria nel 1797 con il trattato di Campoformio del 17 ottobre.
Dal 1804 al 1815 la regione entrò a far parte del Regno d’Italia, dal congresso di Vienna venne assegnata al vicereame austriaco del Lombardo Veneto, ma durante tutto il periodo del Risorgimento, attraverso congiure ed insurrezioni, la regione manifestò la propria insofferenza verso il regime asburgico.
Dopo la fine del primo conflitto mondiale, tutta la regione venne annessa all’Italia, e dopo la seconda guerra mondiale, alcuni trattati cedettero parte dei territori alla Iugoslavia.
Nel 1964 il Friuli Venezia Giulia ottenne l’autonomia amministrativa.
La denominazione Venezia Giulia, proposta dal goriziano G.I. Ascoli, sostituì Litorale (Küstenland per gli Austriaci), e dal 1920 in poi tale denominazione si estese anche a territori appartenenti alla Carniola.
La regione comprendeva anche il Friuli e corrispondeva ai territori orientali ceduti all’Italia dall’Austria dopo il 1918, ovvero le province di Gorizia, Trieste, Pola e Fiume.