Basilicata


Le province sono Matera e Potenza, quest’ultima capoluogo della Regione che comprende 131 Comuni.

Geografia

Turismo

Gastronomìa

Storia

Geografia

La Basilicata è una regione dell’Italia Meridionale, parte dell’antica Lucania, che confina con la Puglia, la Campania e la Calabria, nonchè con i mari Tirreno e Ionio.
La Basilicata è in prevalenza montuosa, presenta massicci elevati che sono connessi geologicamente con Campania e Calabria, in una fascia che comprende i gruppi del Pollino, Sirino, Volturino e l’imponente massa del vulcano spento Vulture.
Il terreno degrada, verso Est e Sud, in zone collinari caratterizzate da coltre argillosa, facile alle frane.
Lungo la parte bassa relativa alla costa dello Ionio il terreno è pianeggiante, alluvionale, e l’Appennino mostra fenomeni tipici carsici.
I corsi d’acqua hanno forte peculiarità torrentizia, ed hanno scavato nel corso del tempo ampie valli profonde.
Verso la Puglia è possibile trovare le Gravine, fiumare il cui letto risulta profondamente incassato nel terreno, asciutte nella stagione più arida.
Tra i fiumi più importanti citiamo il Bradano, il Basento, l’Agri ed il Sinni che sfociano nel Mar Ionio, mentre il fiume Noce nel Mar Tirreno.
L’idrografia della Basilicata è ben sviluppata, anche se il terreno, piuttosto permeabile a monte, non permette il formarsi di notevoli masse di acqua corrente.
Il clima manifesta notevoli differenze dovute alla complessità del rilievo del terreno e delle sue direzioni: il versante del Tirreno e le conche risentono dei venti di Occidente, che rendono però le stagioni più miti e piovose.
Il versante ionico presenta invece molteplici escursioni, alternando estati molto calde con periodi di aridità, e piogge perlopiù invernali.
In autunno le piogge sono più prevalenti sui monti.
La vegetazione varia con l’altimetria del territorio, fino ai 400 metri macchia mediterranea, dai 400 ai 1000 metri bosco submontano, oltre i 1000 metri bosco montano sulle cui cime è pascolo alpestre.
Le maggiori risorse economiche derivano dall’agricoltura e dall’allevamento di caprini e ovini, il metano è una delle principali risorse del sottosuolo.
La pesca, non particolarmente sviluppata, è in prevalenza estesa sul versante della costa ionica.

Turismo

Il Parco Nazionale del Pollino rappresenta certo una delle più suggestive attrazioni della Basilicata.
La catena montuosa dell’Appennino, che nel parco è costituita dai Massicci del Pollino e dell’Orsomarso, confina con la Calabria e si trova immersa nel cuore mediterraneo.
Le vette più alte risultano coperte di neve per lunghi periodi, da autunno inoltrato a primavera avanzata.
Il valore naturalistico, morfologico, geologico, vegetazionale, faunistico, che offre il Parco è di importanza notevole.
Il lupo, il gatto selvatico, la martora, la puzzola e la lontra sono tra gli animali più caratteristici della zona, senza dimenticare l’aquila reale, il falco pellegrino, il nibbio reale, che contribuiscono ad accrescere in misura notevole il patrimonio faunistico della regione.
I Laghi di Monticchio, formati nel vulcano ormai ispento del Vulture, sono un patrimonio naturalistico di rara bellezza, particolarmente ricchi dal punto di vista ittico.
Le sorgenti termali che si trovano tutt’intorno, ed i fanghi con proprietà terapeutiche, contribuiscono in buona misura a rendere questa zona una vera oasi naturale molto prestigiosa.
Molto suggestiva la navigazione dei laghi con piccole imbarcazioni.
Le città della Magna Grecia, quelle relative all’epoca romana e le città medievali sono fonte di storia, arte e cultura non indifferente, e la costiera ionica e quella tirrenica offrono turismo balneare.
Dunque, anche in questo caso come per altre regioni d’Italia, si rende possibile variegare le proprie vacanze, e comunque avere a propria disposizione una scelta ottimale del proprio turismo in Basilicata.

Gastronomì

Anche in questo caso, la possibilità di attingere dalle preziose risorse del mare e dei monti, e la forte tradizione contadina nonchè quella della pesca, mettono a disposizione della cucina della Basilicata, una scelta ricca di sapori e di ricette.
Dal momento che l’industria non risulta particolarmente sviluppata a livello nazionale, questo ha reso possibile lo sviluppo di piccole industrie capaci di produrre prodotti, ormai tipici, tra i più apprezzati in assoluto, oleifici, caseifici, pastifici.
Tra i formaggi troviamo il pecorino, il caciocavallo, oltre ad una notevole produzione casearia ed una sapiente cultura delle tradizioni dell’allevamento ovino, che permette, oltre al latte anche per le carni, piatti davvero prelibati ed unici.
La forte presenza di piccoli borghi, centri rurali, ha permesso alla cucina della Basilicata di variare, da zona a zona, le preparazioni di cibo secondo le proprie antiche tradizioni, capaci di essere diverse di posto in posto, regalando al turista e visitatore una quantità infinità di sapori, profumi e colori.
Dal buon olio di oliva, ai salumi, alle verdure, alla frutta, al pane casereccio, nella cucina della Basilicata non manca davvero nulla sino ad arrivare ad ottimi vini particolarmente rinomati ed apprezzati, ricordiamo l’Aglianico del Vulture.
Fusilli con la salsiccia, minestra maritata, spaghetti di Maratea, orecchiette alla materana, ragù lucano, lumache all’origano, capretto alla paesana, pollo in salsa piccante, capitone allo spiedo: ecco elencate alcune delle specialità tipiche della Basilicata per quanto riguarda, solo alcuni, tra i primi e secondi piatti.
La buona produzione agroalimentare permette poi di trovare dolci genuini di antico sapore casereccio.

Storia

Nel suo passato la Basilicata faceva parte del territorio della Lucania, che si estendeva dallo Ionio al Tirreno, territorio che in età romana fece parte della III regione Augustea.
Nel Medioevo seguì, come logico, le situazioni dell’Italia meridionale, trovandosi contesa dai Bizantini, dai Goti, dai Longobardi che si insediarono nel VI secolo.
Divisa tra i vari signori normanni fino al XI secolo, dopo la costituzione di un regno accentrato ritrovò il nome di Basilicata, e venne circoscritta dai fiumi che sfociano nel Mar Ionio.
Melfi, principale città, fu centro di rilevante importanza politica e storica del periodo normanno e svevo.
Nella prima metà del XVI secolo entrò a far parte, con il viceregno di Napoli tra i possedimenti d’Italia.
Dopo diversi anni di insurrezioni e tentativi, solo in parte riusciti, di diversi governi, nel 1806 un governo di restaurazione tentò di frenare il dilagare del brigantaggio, senza però riuscirvi.
Come in tutta l’Italia Meridionale, anche in Basilicata ebbe luogo la drammatica crisi contadina, dove le rivolte sempre più energiche e decise dei contadini, nei confronti delle strutture feudali, vennero represse nel sangue.
Anche in seguito all’unificazione d’Italia, la Basilicata continuò a vivere difficili periodi storici, dovuti al potere di pochi rispetto ai molti, che favorirono senza dubbio una forte migrazione della popolazione.

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