Lazio

La regione Lazio è centroccidentale e si estende su di una superficie di oltre 17.000 kmq, comprende 378 Comuni suddivisi nelle province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma (capoluogo e capitale d’Italia) e Viterbo.



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Confina con le regioni Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e Campania, ed all’interno della regione Lazio è compresa la Città del Vaticano.
La forma della regione è pressoché rettangolare, si allunga parallela al Tirreno per circa 280 km, tra le foci dei fiumi Chiarone e Garigliano.
Verso Nord-Ovest si spinge, con parte della provincia di Rieti, oltre lo spartiacque appenninico nel versante dell’Adriatico, e comprende l’alto corso del fiume Tronto.
I rilievi maggiori sono formati da gruppi calcarei, il più elevato, ed in territorio interamente laziale è il Terminillo con i suoi 2.213 metri, notevoli risultano essere anche i massicci dei monti Sabini, Simbruini, Ernici, il Monte Gennaro, Monte della Meta, che è attraversato dal confine della Campania, il Monte Soratte, ed i gruppi antiappenninici dei Lepini, Ausoni ed Aurunci.
Di natura vulcanica sono i gruppi dei Vulsini, Cimini, Sabatini, Colli Albani.
Il maggiore elemento dell’idrografia della regione è il fiume Tevere, che ne fa parte però con il solo corso inferiore a partire dalla confluenza con la Nera.
Tra gli affluenti è interamente laziale l’Aniene che confluisce presso Roma.
Il Velino nasce in territorio laziale ma entra in Umbria prima di confluire nella Nera, e parte del suo bacino (gli alti corsi dei fiumi Salto e Turano) si colloca in territorio abruzzese.
Nella parte meridionale interamente laziale è il bacino del fiume Sacco, mentre solo in parte quella del Liri.
La regione pontina, paludosa, è drenata dal fiume Sisto. Nella zona settentrionale sono compresi i bacini degli emissari dei maggiori laghi del Lazio.
Il Marta dal Lago di Bolsena, l’Arrone dal Lago di Bracciano. Questi laghi, così come quelli minori di Vico, Albano e Nemi, sono di carattere craterico occupando appunto le cavità dei crateri.
Presente una notevole idrografia sotterranea nelle masse calcaree carsificate.
La costa è bassa, con ampie falcature, Gaeta è un porto naturale, Anzio e Terracina risultano più modesti ripari, Civitavecchia in gran parte artificiale.
Il clima del Lazio è fortemente influenzato dal mare e dall’altimetrìa, sulla costa vengono mitigati gli estremi delle temperature, specialmente in inverno, inoltrandosi nel territorio più interno e più elevato queste si fanno più rigide.
Lungo le coste la piovosità si mantiene attorno ai 600 - 700 mm annui, mentre sui rilievi si verificano maggiori precipitazioni che possono raggiungere anche i 2.000 mm.


La regione del Lazio è centroccidentale e si estende su di una superficie di oltre 17.000 kmq, comprende 378 Comuni suddivisi nelle province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma (capoluogo e capitale d’Italia) e Viterbo.
Confina con le regioni della

TurismoGastronomìStoriamusteriana laziale, detta per l’appunto pontiniana.
Le Grotte del Circeo e la località di Saccopastore sull’Aniene sono nomi ormai noti per i ritrovamenti di reperti umani del tipo di Neanderthal.
Per quanto riguarda l’Età del Bronzo si ricordano soprattutto risultati scaturiti dalle ricerche effettuate nei sepolcri a tumulo dolmenico di Pian Sultano presso Santa Severa.
Tombe appartenenti a genti della civiltà appenninica ad economia pastorale, quindi nomadi.
Altri insediamenti subappenninici sono stati riscontrati lungo il litorale da Roma a Civitavecchia, ma non solo.
Tra questi citiamo l’abitato di Lumi sul Mignone che ha restituito reperti di vasellame miceneo del 1.200 - 1.100 a.C., associato a ceramiche peculiari della civiltà subappenninica.
Sui Colli di Roma si stanziarono genti agricole distribuite in villaggi, che costituirono la confederazione latina dei secoli VIII VI a.C.
Il territorio abitato dai Latini confinava con il paese dei Marsi, dei Sanniti, e con la Campania; territorio che costituì, nella divisione Augustea dell’Italia, la prima regione insieme alla Campania.
Dopo la caduta dell’Impero d’Occidente nel 476 d.C. il territorio laziale passò sotto il controllo dell’Impero d’Oriente, il cui potere però andò presto declinando ad eccezione di quello della Chiesa, che nel secolo VIII andò ad aggiungere numerosi possedimenti ad altri già acquisiti.
Con la donazione di Sutri, di Ameria, Orte, Polinargo e Blera vennero gettate le basi del potere temporale del Papato.
Fin dagli inizi della sua esistenza tuttavia, si ebbero numerosi scontri tra il centralizzatore potere pontificio e quello di forze autonome locali costituite da potenti famiglie laiche.
In questa fase i Papi trovarono però spesso l’appoggio di molti grandi proprietari terrieri che miravano a formare una nuova aristocrazia in sostituzione di quella nobiliare, e grazie a questa politica fu possibile già verso la fine del secolo XI ma soprattutto nel XII, riorganizzare con nuova energia il proprio dominio.
Mentre i Pontefici, che non esitavano anche dell’ausilio di milizie straniere per sottomettere il Lazio ai loro voleri, una forte ribellione iniziò a serpeggiare tra la gente, ribellione che esplose in Roma nel 1.143 capeggiata da Arnaldo da Brescia.
Questa ottenne l’abolizione della Prefettura, la restaurazione del Senato quale espressione di governo democratico, e la creazione del Patrizio quale sommo rappresentante dell’autorità comunale.
Nnonostate col passare degli anni dovette rinunciare al patriziato ed alla Prefettura, il Comune di Roma riuscì comunque a mantenere una certa autonomìa, stipulando con Clemente III una pace di compromesso nel 1188, per la quale ottenne, in cambio di aiuto militare, il riconoscimento dell’esistenza legale del Senato.
Questo riconoscimento accrebbe ulteriormente con Innocenzo III, durante il cui pontificato si potè assistere ad un riordinamento dello stato della Chiesa e le delimitazioni dei suoi confini, che si consolidò negli anni a venire grazie allo stesso Comune di Roma, le cui mire espansionistiche miravano a farsì che tutte le forze provinciali ostili si stringessero attorno al Pontefice.
Al termine della contesa tra Papato ed Impero, il potere della Chiesa si esercitò più concretamente quale potere politico regionale, e Papi quali Niccolò III prima e Bonifacio VIII poi, si dedicarono appieno alla costruzione dello Stato.
Con il trasferimento dei Papi ad Avignone, il potere sui territori della Chiesa e su quello del Lazio, diminuì sensibilmente, ma solo in un primo tempo, perchè la popolazione si rese conto che il malgoverno dei rettori e dei nobili non era consono ad una quantomeno accettabile economia, quindi il popolo comprese che il Papa era l’unico in grado di governare al meglio la città di Roma nonché l’intera regione.
Nel 1377 il Papa fece il suo ritono a Roma, ed il carattere nepotistico della funzione di monarca non fu più in discussione da parte del papato stesso, che assunse spesso forze militari mercenarie per stabilire il suo potere, davanti al quale anche la potente famiglia dei Colonna dovette, suo malgrado, cedere.
Dal secolo XVI in poi la storia della regione Lazio si identifica con quella dello Stato della Chiesa e quella generale dell’Italia.


Il turismo offerto dalla regione Lazio è capace di soddisfare a 360 gradi, per tutto l’anno, le esigenze del visitatore e turista, che qui può trovare davvero una ampia scelta qualitativa.
Divertimento, escursioni, luoghi d’arte, quindi storia, cultura, mare, relax. Ce n’è davvero per tutti i gusti.
Il Parco Naturale del Circeo offre escursioni grazie ai suoi sentieri, anche ciclabili, che portano il visitatore attraverso l’esplorazione di un’area faunistica davvero apprezzabile.
La numerosa presenza di Folaghe, Cormorani, oppure la presenza di specie rare come il Falco Pellegrino, il Falco Pescatore, l’Aquila di Mare, la Gru, il Fenicottero.
Particolarmente interessante risulta anche la presenza di rettili quali il Cervone, l’Orbettino, la Natrice, la Testuggine d’acqua, od ancora anfibi come il Rospo, le Rane, il Tritone.
Pesci nei laghi: Cefalo, Anguilla, Orata, Spigola, Sarago, e nei canali si trovano Carpe, Tinche, Gambusie ed il Pesce Sole.
La foresta ospita animali come il Cinghiale, il Daino, il Capriolo, le Puzzole, Volpi, Lepri, Ricci, Donnole, Talpe, per citarne alcuni.
La vegetazione è capace di regalare al luogo un aspetto davvero incantevole, con un ricco sottobosco.
I laghi di Bolsena e Bracciano, apprezzate località turistiche e di villeggiatura, i Castelli Romani, ed impossibile non citare la Capitale, culla dell’umanità, importantissima ed insostituibile testimonianza di storia, di arte, di sapere, di conoscenza.
La presenza sul territorio dei rilievi, e quella del mare sulla costa, nonché la ricchezza culturale delle città e località, ed il fascino indiscusso delle campagne, sono capaci di offrire un turismo di qualità in ogni periodo dell’anno.
Inutile ricordare come ogni anno un imponente flusso di visitatori e turisti provenga da ogni parte del mondo per vedere e conoscere Roma.
La presenza nella regione di agriturismi, bed and breakfast, hotels (alcuni davvero celbri a livello internazionale), alberghi, masserie, offrono al turista la possibilità di spendere il proprio tempo nel migliore dei modi, secondo i gusti soggettivi di ciascuno, un territorio capace realmente di offrire quantità e qualità.
L’importante gastronomia, i centri sportivi a disposizione del turista, le guide, gli eventi mondani, gli spettacoli teatrali, il cinema, i musei: il territorio del Lazio è tutto questo e molto di più.


La gastronomia della regione Lazio è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, grazie ai suoi prelibati e ricchi piatti.
Le ricette gastronomiche di origine popolare e contadina, quelle della tradizione povera, sono state implementate ed arricchite nel corso degli anni, non perdendo mai la genuinità di sapori, colori e profumi che sono stati tramandati noi dalla storia culinaria del Lazio.
Ricette povere che, come spesso accade, sono state riscoperte, reinterpretate ed ulteriormente valorizzate da grandi Chef che hanno reso, ancor più celebri, tali ricette.
Grazie alla quantità sul territorio di coltivazioni di prodotti agricoli, frutta, verdura, allevamento del bestiame, prodotti caseari, la cucina tipica del Lazio risulta essere completa, ricca, variegata.
Per la fortuna di noi Italiani, questa è una piacevolissima peculiarità riscontrabile in una miriade di località sul territorio nazionale.
La passione per la buona cucina, ha incrementato in notevole misura le preparazioni di ogni singolo piatto, curando le materie prime in tutta la filiera produttiva.
Dai prodotti agricoli coltivati in un determinato modo, con precise e caratteristiche ambientali proprie, all’allevamento degli animali secondo criteri ben precisi, si è arrivati a godere di un prodotto finale davvero prelibato e raffinato, cha fa parlare di sé in tutto il mondo.
Il prezioso lavoro e l’intelligenza dedicati alla coltivazione e produzione di prodotti alimentari, non ha fatto che incrementare la volontà e le capacità degli Chef di dare il meglio nella preparazione dei piatti.
Ma non solo e necessariamente Chef ovviamente: quante massaie, con il loro prezioso e certosino lavoro sono in grado di offrire prelibatezze difficilmente riscontrabili altrove?
Proprio su questa scia creata da una sana e genuina riscoperta del mangiare bene, del bere bene, dello stare insieme in gradevole compagnia, molti ristoranti, anche parecchio rinomati, hanno portato la loro cucina a quelle che sono le ricette tradizionali tramandate da secoli di generazione in generazione, andandole a ritoccare quà e là, personalizzarle se vogliamo, sempre attuali ed apprezzate.
Per questo il Lazio è capace di regalere piatti indimenticabili.
Dai primi piatti che sono diventati famosi ovunque, come gli spaghetti alla carbonara, i bucatini all’Amatriciana, le fettuccine alla Tuscia, le pappardelle al sugo con la salsiccia, le fregnacce alla sabinese, la minestra col battuto, i rigatoni con la pajata, le tagliatelle, le zuppe, gli straccetti di pasta preparati con i più diversi condimenti.
Citiamo qualche celebre secondo piatto della cucina laziale, i saltimbocca, i carciofi alla Giuda, la trippa, la polenta di farro al tartufo, gli involtini, la coda alla vaccinara, le salsicce con i broccoli, il Luccio alla Bolsenese, l’abbacchio, che racchiude in sé molteplici ricette, ed ancora la coratella.
Il Frascati, il Montefiascone, il vino dei Castelli, tanto per non dimenticare che anche in fatto di vitigni il territorio laziale è capace di offrire e completare una vasta quantità di cibi con i propri vini.
La presenza di vitigni selezionati regala ogni anno vini di indiscussa qualità, le diverse località che ospitano viti sono conosciute ed apprezzate da ogni buongustaio.


Le civiltà paleolitiche più arcaiche sono documentate in parecchie località del territorio laziale.
Le vicissitudini culturali di quell’umanità si collegano alle differenti fasi di attività del vulcano di Bracciano ed alle ripercussioni che ebbero luogo sull’evoluzione paleolitica del territorio.
La civiltà musteriana particolarmente diffusa nell’Agro Pontino, ed i manufatti silicei che la caratterizzano hanno permesso di comprendere la filosofia

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