Guida acquisto di prodotti e servizi ¶ Indice guide   ¶ Ricerca guida   ¶ Guida all’acquisto   ¶ Richiedi una guida   ¶ Mappa del sito

Turismo Toscana

Guida alle località turistiche in Toscana

Toscana

Geografia

Turismo

Gastronomia

Storia

Geografia

La Toscana è una regione dell'Italia Centrale che si estende su di una superficie di oltre 22.900 kmq, si ha la presenza di 287 Comuni suddivisi nelle province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.
Confina con la Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria e Lazio.
La sua costa si estende per 328 chilometri, affacciata sul Mar Ligure, tra le foci dei fiumi Magra e Chiarone, nell'entroterra penetra sino allo spartiacque appenninico comprendendo i bacini dei fiumi Magra, Serchio, Arno, Cecina e Ombrone.
Ne suo interno si differenziano diverse subregioni, Lunigiana, Garfagnana, Mugello, Casentino, così come lungo la cota troviamo la Versilia e la Maremma.
La zona occidentale del territorio è costituita dall'Appennino, che culmina in questo tratto con il Monte Prado di 2.064 metri, tra i valichi più utilizzati la Cisa, l'Abetone, la Futa.
Collocati tra l'Appennino ed il mare, sono presenti i rilievi del subappennino, Pratomagno, e la zona del Chianti tra Firenze e Siena, e quelli del preappennino, Alpi Apuane, Monte Amiata.
Presso la costa si elevano il promontorio di Piombino, antistante l'Isola d'Elba, ed i monti dell'Uccellina collegati geneticamente con l'Argentario.
Oltre all'Isola d'Elba si trovano nel Tirreno le isole di Montecristo, Pianosa, Giglio, Giannutri, e nel mar Ligure le Isole di Capraia e Gorgona.
Il clima di tipo mediterraneo è chiaramente influenzato dalla presenza del mare.
Le conche poste tra i vari rilievi e presso la costa, hanno ospitato laghi in epoca geologicamente recente, restano oggi laghi di piccola entità, come quelli di Chiusi e Massaciuccoli.
Dal punto di vista minerario la Toscana è una delle regioni d'Italia più favorite, per l'antichità di formazioni rocciose, ed i frequenti contatti dei terreni sedimentari con masse di rocce intrusive.
L'Isola d'Elba abbonda di minerale di ferro, piriti ferrifere sono state riscontrate in notevoli quantità nella zona metallifera grossetana, come il giacimento di Gavorrano.
Nei giacimenti del Monte Amiata e di altre località nel senese e nel grossetano si è riscontrata la ricca presenza di mercurio.
Risultano poi noti a livello internazionale i marmi delle Alpi Apuane, in diversi gradi di purezza e caratteristiche.
L'agricoltura riveste certamente importanza nel territorio, da citare la buona superficie a disposizione della coltura di cereali, da rilevare poi l'elevata qualità dei bovini per quanto riguarda l'allevamento, citiamo la razza Chianina e Maremmana.
Alta qualità riscontrabile anche nelle coltivazioni vitivinicole, fiore all'occhiello della Toscana, basti pensare al Chianti, al Montepulciano, od al Brunello di Montalcino.
Rinomata è anche la produzione olearia, forte la presenza di castagni nei boschi che coprono circa il 40 % del territorio.
Sia la pianura che la bassa collina sono famose per la produzione di tabacco, prodotti ortofrutticoli, quali barbatietole, foraggio, girasoli, zafferano.
Certamente la Toscana rappresenta uno dei territori più belli d'Italia.

Turismo

Anche per quanto riguarda il turismo, in Toscana è possibile trovare alcune tra le località più belle, pregiate ed apprezzate, in termini di clima, paesaggi, qualità di ciò che il territorio è capace di offrire.
Arte, montagna, mare, terme, parchi: c'è di che soddisfare le soggettive esigenze di ciascuno.
La Toscana nei suoi mesi estivi è capace di raddoppiare il numero di residenti in alcune località del territorio, sebbene sia fonte di turismo 365 giorni l'anno, si pensi alle città d'arte, ai Musei, alle fiere, le sagre, gli eventi culturali, che richiamano ogni anno numerosi visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Agriturismi, hotel, alberghi, bed & breakfast, appartamenti in affitto, dislocati in ogni parte del territorio, permettono al turista di impostare le proprie vacanze nel modo ottimale, godendo di paesaggi suggestivi, buona cucina, percorsi enogastronomici davvero unici, escursioni.
Oltre al conosciuto turismo termale, a Chianciano, Montecatini, Saturnia, si è progressivamente sviluppato un turismo rurale che permette davvero di andare alla scoperta del territorio.
Pensiamo allora al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che si estende per circa 36.000 ettari, e si divide tra Toscana ed Emilia Romagna a cavallo dell'Appennino.
Percorso da sentieri ben delineati e da strade forestali, permette escursioni a piedi, a cavallo, in mountain bike, scoprendo la conoscenza di bellezze naturali, vero e proprio patrimonio della regione.
Il Parco Faunistico del Monte Amiata, con l'omonimo monte, dolce ed austero al tempo stesso.
Od ancora il Parco della Maremma, collocato nel tratto di costa che va da Principina a Mare sino a Talamone, dove si alternano zone pianeggianti occupate dalle Paludi della Trappola, dove i bovini della Maremma sono allevati allo stato brado, poi territori caratterizzati da dune coperte dalle pinete, fino ad arrivare nella parte centrale del parco dominata dai Monti dell'Uccellina.
Importante la fauna presente, cinghiali, daini, faine, istrici, volpi, tassi, e diverse specie di uccelli acquatici quali il codone, il fischione, il germano reale.
Monumenti e Musei dislocati in molteplici località del territorio toscano, abbazie, monasteri, chiese, basiliche, fortezze, giardini.
Poi ancora località balneari quali la Versilia, l'Argentario, Viareggio, le isole di Capraia e d'Elba, Porto Azzurro, Cecina, Orbetello, Livorno, Grosseto.
Come non visitare Firenze, Pisa, Siena, Pistoia, Lucca, Massa Carrara, città ricche di storia e monumenti artistici.
Dalla preistoria attraverso l'epoca romana, dal fecondo Medioevo vissuto dalla regione fino ai giorni nostri, un viaggio culturale che non smette di stupire.

Gastronomia

La gastronomia della Toscana riesce ad offirre una cucina davvero completa, potendo attingere dalle risorse del mare oltre che dai frutti possibili grazie alla bontà del territorio.
La genuina tradizione della cucina marinara livornese, come non citare il cacciucco e le triglie, oppure Pisa che ospita tra i suoi piatti ricette di mare e di terra.
Ma tutte le città e le località del territorio sanno stupire dal punto di vista gastronomico, la cucina di Arezzo che presenta molteplici pietanze come la pappa al pomodoro, le pappardelle all'aretina, il fagiano al tartufo, lo stufato con verdure, i carciofi ripieni, l'agnello allo spiedo, l'anitra sempre all'aretina, andando così ad attingere dalle materie prime offerte dall'allevamento e dall'agricoltura.
A Firenze è possibile la degustazione di piatti che spaziano in tutta la cucinca tipica regionale, prerogativa che certo non può mancare in un capoluogo così importante non solo a livello nazionale.
Nella cucina maremmana spiccano poi piatti come l'acquacotta, il brodo di fagiano, altri piatti a base di selvaggina, cinghiale, lepre, polenta, funghi pregiati grazie alla fertilità del territorio.
Spostandosi a Lucca prevale la tradizione dell'olio crudo come condimento, alternativo ai grassi di origine animale, ricordiamo che la produzione olearia della Toscana è senza dubbio tra le più importanti ed apprezzate d'Italia.
Minestre, zuppe, carni, pesce, verdure, frutta, una fonte davvero ricca capace di rendere la cucina tipica completa ed apprezzata.
Come non citare poi il Lardo di Colonnata, che ha reso la località famosa nel mondo per la produzione e conservazione di questa pregiata parte del grasso suino.
I vitigni presenti sul territorio sono poi altro fiore all'occhiello della regione, vini importanti conosciuti universalmente dai palati più esigenti.
Vini bianchi e rossi, citiamo il Chianti, il pregiato Brunello, il Rosso sempre di Montalcino, il San Giminiano, vini prodotti da uve che ben si caratterizzano e si distinguono secondo le precise località di provenienza.
Un viaggio enogastronomico quello offerto dalla Toscana che merita davvero di essere scoperto con tutte le attenzioni che merita.

Storia

La presenza dell'uomo in Toscana risale davero a tempi remoti, come testimoniato dai resti dell'Uomo dell'Olmo con aspetti di Homo sapiens, scoperti in un livello argillaceo del Pleistocene medio, all'Olmo in Val di Chiana presso Arezzo.
Importante poi il rinvenimento di reperti scheletrici dell'Uomo del Baccinello ritrovati in un giacimento di lignite a Baccinello, presso Grosseto, che riportano al Miocene superiore.
La cultura mousteriana è documentata da molteplici reperti in pietra, reperiti sia dall'esterno presso Firenze, che da caverne come la grotta dell'Onda presso Equi.
Altre tracce riscontrate risalenti a popolazioni del Paleolitico superiore, dedite alla caccia ed alla raccolta.
Al Neolitico vengono assegnati gli stati superiori di alcune grotte delle Alpi Apuane, mentre una fase arcaica della civiltà del bronzo è attribuita la tomba a fossa di inumato di Battifolle presso Cetona.
Le stelle antropomorfe della Lunigiana, con figure maschili armate di pugnali triangolari, sono da attribuirsi alla fase finale della civiltà del Bronzo.
Con il resto dell'Italia la Toscana venne conquistata progressivamente da Odoacre, Ostrogoti e Bizantini, nella seconda metà del VI secolo occupata dai Longobardi, i quali mantennero unità nel territorio con Lucca come capitale del Ducato.
La conquista carolingia non cambiò subito la situazione, in quanto Lucca rimase capitale della contea che i francesi fondarono in Toscana e che affidarono a Bonifacio nell'812, i cui discendenti controllarono il paese fino alla prima metà del X secolo.
Nel secolo XI iniarono a sorgere importanti trasformazioni economiche, quali piccole attività fondiarie ai danni del latifondo, attività mercantili ed industriali, di conseguenza cambiamenti politici, con le prime autonomie cittadine ed intensa vita comunale.
In un primo momento Lucca conservò un certo potere anche sulle altre città, venne però poi soppiantata da Pisa, il cui decadimento iniziò nel XIII secolo per via delle sconfitte subite da città quali Genova e Firenze.
Fu proprio Firenze che riuscì ad unificare buona parte della Toscana, ed alla fine del XV secolo riuscirono a conservare la loro indipendenza solo Lucca e Siena.
La costituzione di Alessandro De' Medici nominato da Carlo V signore della Repubblica fiorentina, gettò le prime basi dello stato regionale.
Il processo di unificazione fu completato da Cosimo I, dal 1537 capo primario del governo della città di Firenze e suo dominio, con la vittoria su Siena da un lato, e con riforme politiche, giudiziarie ed amministrative dall'altro.
Pio V nel 1569 creò il Granducato, da cui rimasero esclusi Massa, Carrara, Lucca e Piombino, lo Stato dei Presidi e la Contea di Pitignano.
La politica filofrancese di Ferdinando I inserì il granducato nella politica europea, venne incrementata l'agricoltura con importanti opere di bonifica.
Il territorio tuttavia, con le azioni di Cosimo II, del Consiglio di reggenza, di Ferdinando II, andò incontro ad un periodo di decadenza.
Dopo la guerra di successione polacca, il granducato fu assegnato a Francesco Stefano di Lorena, e la nuova politica illuminista portò a nuove riforme e progressi sociali ed economici.
Con Pietro Leopoldo si ebbero nuove bonifiche e ripopolamento delle zone malsane, l'agricoltura venne favorita con la creazione della proprietà privata, si tennero nelle giusta importanza le autonomie locali ai fini amministrativi.
La dinastia lorenese si vide assegnata la Toscana nel 1738 dal Trattato di Vienna, che concluse la guerra di successione polacca.
Tranne il periodo napoleonico dove la Toscana fu dapprima costituita in Regno d'Etruria, poi annessa all'Impero francese, la dinastia lorenese governò la regione sino al 1859.
Il Granduca Ferdinando III con la Restaurazione, stabilì un governo che diede rifugio politico agli esuli perseguitati in altre località italiane, personaggi quali Tommaseo, Colletta, D'Azeglio.
Questo comportamento favorì la crescita culturale del territorio, che assunse carattere liberale.
La Toscana rimase estranea ai moti di indipendenza dei primi dell'800, mentre ebbe notevole diffusione il mito neoguelfo.
Tuttavia nel 1849 prevalsero gli elementi radicali, si instaurò la dittatura dei Guerrazzi e Leopoldo II fu costretto alla fuga.
Il granduca fu ricondotto a Firenze dall'esercito austriaco, allo scoppio della seconda guerra di indipendenza nel 1859 fu costretto da un moto popolare ad abbandonare definitivamente sia Firenze che la Toscana, e dopo un altro periodo di dittatura sotto B. Ricasoli a nome di Vittorio Emanuele II, la regione votò l'annessione al regno sabaudo con il plebiscito del 1860.