L’elettrostimolatore permette di inviare alla massa muscolare stimolazioni elettriche tramite gli impulsi della corrente, con l’utilizzo di elettrodi collegati all’apparecchio e applicati sulla cute.
Questi impulsi elettrici vanno a sollecitare la placca neuromotrice del muscolo provocandone una contrazione, caratteristica che può aiutare nell’allenamento della massa muscolare.
♦ Elettrostimolatore
♦ Cenni storici
♦ Caratteristiche
♦ Utilizzo
♦ Accessori
♦ Uso antalgico
Elettrostimolatore
Come sempre è buona regola ricordare una cosa: quando si intraprende una qualsiasi attività fisica è bene evitare un sistema fai da te, ma al contrario chiedere opportune indicazioni ad un medico specializzato in medicina sportiva.
L’utilizzo di strumenti elettromedicali, nei quali rientra anche l’elettrostimolatore, non deve essere improvvisato ed iniziarne un uso senza conoscere a fondo quelle che possono anche essere le possibili controindicazioni.
Il corpo umano può rispondere in maniera diversa e molto soggettiva alle sollecitazioni cui viene sottoposto.
Ragion per cui ribadiamo il concetto: prima di fare un qualsiasi utilizzo di apparecchi od intraprendere un’attività sportiva chiediamo consiglio in merito ad un medico sportivo.
Cenni storici dell’elettrostimolazione
Da tempi remoti l’uomo ha conosciuto quelli che possono essere gli effetti curativi e benefici portati dalla corrente come uso terapeutico.
Sembra che nell’antichità, i romani usassero le scariche elettriche prodotte da pesci come le Torpedini per curare malattie, quali la gotta.
Diverse specie di pesci hanno la capacità di emettere scariche elettriche, dal voltaggio più o meno intenso, a secondo della specie, della dimensione del pesce, e della forza di questa sua peculiarità.
Caratteristica questa che viene utilizzata dai pesci per immobilizzare le proprie prede, o per la difesa da predatori.
Luigi Galvani, consegui la laurea in medicina a Bologna nel 1759, ed è considerato uno dei pionieri nello studio dell’elettrostimolazione, più precisamente si distinse per avere effettuato studi sulla stimolazione nervosa.
Approfondì il fenomeno cercando di capire quali potessero essere le reazioni causate sul nervo animale dalle scariche elettriche.
Negli anni successivi ai primi esperimenti di Galvani, altri studiosi si mossero in tal direzione, arrivando a creare i primi elettrodi per produrre effetti terapeutici, ovviamente provando prima sugli animali in laboratorio.
Nei primissimi anni del 900 vennero introdotte le prime pratiche di elettrostimolazione terapeutica, approfondendo il concetto della quantità di corrente, del suo voltaggio, e del tempo cui poteva essere introdotta in un muscolo avendo prima studiato anche la capacità e consistenza di quest’ultimo.
L’ambiente sportivo attese fino agli anni 70 prima di procedere ad elettrostimolazioni in ambito professionistico, in modo terapeutico e come complemento dell’allenamento.
Oggi gli apparecchi di elettrostimolazione vengono utilizzati anche da atleti non professionisti e da amatori, ma vista la complessità dell’argomento il buon senso deve farci propendere al parere medico prima di un qualsiasi utilizzo dell’elettrostimolatore.
Caratteristiche dell’elettrostimolatore
Sebbene gli elettrostimolatori offerti oggi in commercio abbiano raggiunto una elevata quantità di opzioni disponibili per il trattamento di elettrostimolazione, e vengano venduti corredati di istruzioni in molti casi molto complete, è necessario ricordare a costo di sembrare noiosi, che per comprendere appieno le caratteristiche offerte dal prodotto e dall’utilizzo dell’elettrostimolazione, occorre avere almeno una preparazione scientifica di base, quindi: chiedere al medico.
La fibra muscolare di ciascun individuo può presentare caratteristiche ben distinte da quelle di un altro soggetto, quindi occore capire se la nostra fibra muscolare si rende adatta alla stimolazione elettrica.
Si evince quindi che solo un medico può darci consigli in merito.
La fibra muscolare infatti viene suddivisa diversi gruppi di appartenenza:
fibra muscolare che sostiene sollecitazioni di velocità e resistenza;
fibra muscolare che lavora con metabolismo aerobico o viceversa con metabolismo anaerobico.
Ogni muscolo risulta differente da un altro, ed a persona a persona le differenze possono essere molteplici, quindi l’elettrostimolazione che si dimostra valida per un soggetto può non esserla per un altro, ne consegue che ogni muscolo può essere in grado di rispondere in modo salutare a determinate elettrostimolazioni con cariche di corrente diversa.
Le quantità di opzioni offerte dagli elettrostimolatori in commercio sono infinite, spesso però anche fuorvianti per essere associate a definizioni che nulla hanno a che vedere con l’elettrostimolazione vera e propria.
Attualmente è possibile trovare in commercio apparecchi anche di ridotte dimensioni, capaci di erogare corrente su diversi canali di uscita, corrente che si rende disponibile attraverso più elettrodi da applicare sulla cute.
Un display rende leggibile l’interfaccia del software che imposta i programmi, ed il suo impiego non è difficile.
La cosa più difficile è comprendere quale sia il giusto elettrostimolatore per ogni persona, che ha fasce muscolari dalle caratteristiche ben delineate e soggettive.
L’elttrostimolatore funziona con batterie ricaricabili, la cui durata dipende dalle applicazioni che se ne fanno.
Attraverso il software possiamo controllare l’intensità della corrente erogata, ed il tempo di attesa che intercorre tra le contrazioni.
Vengono offerti elettrostimolatori che racchiudono nel software tipologie di utilizzo differenti, quali attività sportiva, i cui obbiettivi da raggiungere possono essere:
riscaldamento muscolare, procurare maggiore apertura dei vasi capillari per aumentare la resistenza aerobica muscolare, possono anche lenire le contratture.
A livello estestico si punta al rassodamento, tonicità della massa muscolare, stimolazione ad un drenaggio maggiore.
Generalmente gli elettroatimolatori hanno due o quattro canali di uscita, per ogni canale dovrebbe corrispondere un muscolo su cui lavorare.
I cavi da collegare all’elettrostimolatore terminano con gli elettrodi da applicare sulla cute.
Sebbene possano venire considerati coem accessori, sono parte integrante dell’elettrostimolatore, senza i quali non potremmo far giungere alla massa muscolare la corrente.
Ad ogni canale di uscita deve corrispondere un elettrodo, troviamo anche in commercio elettrodi multipli da collegare ad un solo canale; non dobbiamo però dimenticare che l’erogazione della corrente viene equamente distribuita per ciascun elettrodo presente, anche se fanno capo ad un unico cavo collegato ad un singolo canale.
Utilizzo dell’elettrostimolatore
Una volta impostato il programma disponibile nel software e collegati gli elettrodi alla massa muscolare da trattare, si procede con l’utilizzo.
La durata di ciascun programma può diversificarsi in termini di tempo, da 15 a 45 minuti per citare un esempio, a secondo dell’obbiettivo da raggiungere.
Indicativamente si effettua un alternarsi tra elettrostimolazione di contrazione del muscolo, distensione e recupero.
L’intensità della corrente erogata viene ovviamente impostata da chi utilizza l’apparecchio, ed indicativamente si ha la necessità di sollecitare la massa muscolare fino ai limiti sopportabili, in base al programma specifico impostato ed alla tipologia del programma stesso.
Quindi, dobbiamo scegliere il programma più idoneo alle nostre esigenze;
stabilire il gruppo muscolare da allenare;
applicare gli elettrodi al muscolo ed accendere l’elettrostimolatore;
regolare l’intensità degli impulsi elettrici.
Quando si inizia a percepire la sollecitazione, potremo procedere ad una regolazione più precisa.
Stabilire un serio, efficace ed affidabile programma di trattamento è possibile solo grazie al consiglio del medico sportivo che conosce la nostra condizione fisica e gli obbiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere.
Altro aspetto importante è che i muscoli vanno stimolati in coppia, mai singolarmente; ad esempio i bicipiti, i quadricipiti femorali, in egual misura e perfetta sintonia.
L’utilizzo dell’elettrostimolatore ha il compito di andare a rifinire, perfezionare, il lavoro già effettuato nelle sedute di allenamento.
Meglio chiedere una volta in più, anche se l’utilizzo dell’apparecchio è semplice ed alla portata di tutti.
Meglio sentirsi dare una risposta scontata da una persona competente in materia, piuttosto che sprecare tempo, denaro e salute.
Mai dimenticarsi.
Accessori dell’elettrostimolatore
Gli elettrodi sono i primi accessori dell’elettrostimolatore, sono autoadesivi, e quando iniziano a perdere la loro capacità adesiva sono da sostituire, perchè inizierebbero a compromettere una valida conduzione degli impulsi elettrici.
Troviamo in commercio anche un gel specifico da applicare sugli elttrodi per aumentarne la durata, anche se di tanto in tanto saranno comunque da sostituire.
Ne esistono di differenti dimensioni, grandi e piccoli, rotondi o quadrati, non rimane che scegliere quelli più appropriati per ogni esigenza.
Ci sono come accennato sopra anche i cavi sdoppiatori, dove da un singolo canale di uscita della corrente possiamo ottenere 2 o 4 elettrodi, non dimentichiamo la ripartizione dell’impulso elettrico, e possono rendersi possibili per allenare al meglio una specifica massa muscolare.
Sono disponibili anche adattatori che permettono l’utilizzo di elettrodi a clip andando ad inserire gli spinotti dei cavi negli appositi alloggiamenti degli adattatori.
Oltre agli elettrodi, possiamo disporre di fasce conduttive, per chi necessita di una distribuzione più uniforme degli impulsi elettrici, disponibili in misure che raggiungono circonferenze diverse, per ciascuna esigenza.
Altro accessorio particolarmente interessante è la cosìdetta penna cercapunti, ha il classico aspetto di una penna, alla cui estremità porta un elettrodo, fine, da collegare al cavo positivo dell’elettrostimolatore.
Permette di trovare il punto nervoso più sensibile per ottenere la massima efficacia durante il trattamento.
► Uso antalgico ▲
Gli effetti terapeutici dell’elettroterapia sono indotti dal passaggio della corrente attraverso il corpo umano e si sviluppano grazie a fenomeni termici, chimici, elettromagnetici.
Gli elettrostimolatori possono essere impiegati per fini terapeutici oppure per perfezionare le sedute di allenamento.
L’uso antalgico (per trattare il dolore) è eseguito con il Tens (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator, ovvero stimolatore elettrico transcutaneo dei nervi).
♦ Indicazioni
Impiegato come terapia per il trattattamento del dolore cronico muscolo-scheletrico, trattamento aggiuntivo nel controllo di dolori acuti, post-operatori, post-traumatici, patologie osteo-articolari acute e croniche, capsulite, nevralgia, mialgia, borsite, tendinite.
La presente guida ha un carattere esplicativo, conoscitivo, non è scritta per incentivare in nessuno misura l’acquisto o l’utilizzo di qualsivoglia prodotto o servizio.
♦ Controindicazioni
L’uso dell’elettroterapia è controindicato per portatori di pacemaker, ulcera, dermatite, ferite, varici, irritazioni cutanee, cardiopatia, stato ansioso, alterazioni della sensibilità locale e soggettiva.
Queste sono solo le controindicazioni più note, ma ogni soggetto è un caso a sé, ed il parere del medico è di tassativa importanza per decidere se iniziare oppure no la terapia.
Considerazioni sull’elettrostimolatore
Ricordiamo che dal da nulla, non si ottiene nulla.
È impossibile ottenere un corpo scolpito, tonico, modellato, non facendo nessuna fatica per arrivare a tanto.
La pubblicità è uno strumento per far conoscere un prodotto, compito del nostro buonsenso capire il giusto utilizzo e soprattutto se necessario.
L’elettrostimolatore si rivela un complemento nell’allenamento, dal quale si possono ottenere buoni risultati, ma miracoli no.
Per ovvie ragioni un elettrostimolatore, viene pubblicizzato da graziose fanciulle dal corpo perfettamente modellato e da uomini con una muscolatura invidiabile, sdraiati al sole mentre l’apparecchio elettromedicale svolge il lavoro.
Si tratta ovviamente di pubblicità, la realtà è ben diversa, senza un adeguato allenamento fisico dettato dalla fatica e dal sudore, si rende inutile l’utilizzo di qualsiasi strumento.
Ricordiamo anche che l’elettrostimolatore non può essere utilizzato da chiunque: persone ipersensibili potrebbero manifestare problemi dall’elettrostimolazione, nei portatori di pace-maker è assolutamente vietato, così come nelle donne in gravidanza.
Come sempre, il buonsenso ci può fornire le giuste indicazioni e naturalmente anche l’elettrostimolatore, se utilizzato con cognizione di causa, può portare i suoi miglioramenti alla massa muscolare.