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	<title>Guida all&#039;acquisto &#187; Viaggiare</title>
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		<title>Motoscafo</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 10:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il motoscafo, è un’imbarcazione dotata di motore, o più di uno, interno od esterno nella parte posteriore dello scafo (poppa), a secondo di questo i motoscafi sono detti entrobordo o fuoribordo. Il fuoribordo è utilizzato nelle piccole medie imbarcazioni, mentre in quelle più grandi, nei motoscafi da crociera, noti come cruisers il motore è situato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <strong>motoscafo</strong>, è un’imbarcazione dotata di motore, o più di uno, interno od esterno nella parte posteriore dello scafo (<em>poppa</em>), a secondo di questo i motoscafi sono detti <strong>entrobordo</strong> o <strong>fuoribordo</strong>.<br />
Il fuoribordo è utilizzato nelle piccole medie imbarcazioni, mentre in quelle più grandi, nei <em>motoscafi da crociera</em>, noti come <em>cruisers</em> il motore è situato all’interno dello scafo.<br />
Si tratta di imbarcazione veloce, utilizzata anche come mezzo di locomozione e spostamento nelle località balneari, e come mezzo di crociera se di dimensioni adeguate.
</p>
<p><span id="more-244"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tipologie">Tipologie</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici del motoscafo</a></h3>
<p>
Il legno di <strong>mogano</strong> fu nei primi modelli di motoscafo costruiti il materiale che riscontrava maggior successo, per la resistenza che è in grado di dimostrare alle sollecitazioni.<br />
I primi modelli, quasi esclusivamente legati alle competizioni o comunque alla velocità, raggiungevano costi notevoli, solo pochi potevano permettersi tale spesa.<br />
Soprattutto per la costruzione del motore, il cui progetto era improntato ad aumentare l’affidabilità e l’utilizzo migliore del motore in ambiente nautico.<br />
Intorno al 1920 il motoscafo era un’imbarcazione destinata a pochi, la produzione in serie non poteva ancora venire contemplata per gli elevati costi di produzione di ogni singola imbarcazione.<br />
Negli stessi anni però ebbe inizio negli U.S.A. la produzione <em>in serie</em> di motoscafi, anche  se l’acquisto era destinato a pochi, per via dei prezzi che erano quasi l’equivalente di una modesta abitazione.<br />
<strong>Chris Craft</strong> fu la prima azienda produttrice che riuscì ad ottenere maggiori risultati rispetto alla concorrenza, allora comunque ristretta.<br />
Il motore entrobordo era posizionato al centro della barca, e le linee ed i disegni dello scafo erano improntati sulla velocità, mentre la stabilità dello scafo era ancora da evolvere parecchio.<br />
Le finiture erano eleganti, il motoscafo iniziava sì ad essere prodotto in serie, ma il suo costo proibitivo rendeva possibile l’acquisto solo alle persone economicamente più agiate.<br />
Durante la seconda guerra mondiale, venne introdotto l’utilizzo del <strong>compensato marino</strong>.<br />
Questo particolare compensato, è caratterizzato dal posizionamento dei fogli di legno, in cui le fibre sono collocate a 90° da un foglio al successivo, il cuo scopo è compensare il naturale movimento del legno.<br />
Ne scaturisce un materiale stabile, non soggetto ad imbarcarsi, che evita una possibile e altrettanto naturale deformazione del legno.<br />
Speciali collanti utilizzati per saldare i fogli, ne hanno fatto un materiale specifico per l’utilizzo nautico.<br />
Materiale più economico del mogano, e comunque in grado di garantire soddisfacenti prestazioni.<br />
La vetroresina, in anni successivi, divenne il materiale più impiegato nella costruzione degli scafi, anche di grandi dimensioni.<br />
Il costo della produzione venne notevolmente abbattuto, e questo spinse i produttori ad abbandonare quasi definitivamente il mogano per la costruzione dello scafo.<br />
Questo per quanto riguarda gli U.S.A., fino a quel momento indiscussi leader nella produzione di motoscafi per uso turistico.<br />
Negli anni intorno al 1950, quando gli americani abbandonarono l’idea del mogano, in Italia iniziarono a svilupparsi progetti che invece puntavano proprio su questo pregiato legno per la costruzione degli scafi.<br />
L’azienda produttrice <strong>SVAN</strong>, che produsse sia aeroplani che i famosi <strong>MAS</strong> (Motobarca Armata Svan), imbarcazioni da guerra in dotazione alla Regia Marina Italiana, fu la tradizione costruttiva grazie alla quale i produttori si cimentarono nella costruzione dei nuovi modelli di motoscafo.<br />
Essendo i MAS imbarcazioni caratterizzate dall’estrema velocità, la produzione di legno per imbarcazione in Italia divenne ben presto rinomata, si puntò sull’efficienza dello scafo in legno, anche se l’acquisto rimaneva ancora ad appannaggio di pochi.<br />
Negli anni 60 del secolo scorso, il <strong>Riva Aquarama</strong> diventò uno dei motoscafi più belli in assoluto, tanto da essere considerato ancora oggi, un vero e proprio capolavoro, una <em>Ferrari</em> dell’acqua, un prodotto stilistico altamente raffinato.<br />
Questo modello, destinato ad un pubblico molto ristretto, veniva prodotto in circa 30 esemplari ogni anno, la cura e l’attenzione posta in ogni più piccolo particolare, ne fecero ben presto un modello di culto per gli appassionati.<br />
Ad oggi ogni modello di questo storico motoscafo è considerato un vero e proprio oggetto ricercato dai collezionisti.<br />
I motoscafi destinati ad uso taxi avevano una carena meno improntata sulla velocità vista la necessità di mantenere basse velocità soprattutto in zone dove questa è d’obbligo.<br />
Nei primi anni del 1970 la svedese <strong>Volvo Penta</strong> e l’americana <strong>Mercury</strong>, costruirono modelli <strong>entrofuoribordo</strong> (<em>piede poppiero</em>) che rivoluzionarono l’ambito della navigazione, portando quasi la totalità delle imbarcazioni fino a ai circa 400 cavalli di potenza, ad adottare questo sistema, a suo tempo certamente innovativo.<br />
Questo sistema prevede l’alloggiamento del motore nella poppa dello scafo, un solo complesso costituito da elica, timone, riduttore e motore che presenta diverse caratteristiche vantaggiose.<br />
Concepito per ridurre l’ingombro, agevolare la manutenzione, ha trovato ampio successo soprattutto nelle imbarcazioni medio-piccole destinate al trasporto commerciale.<br />
Praticamente l’entrofuoribordo è situato all’interno della barca ma grazie ad un piede esterno è sollevabile idraulicamente.<br />
Nel corso degli anni l’impiego della <strong>vetroresina</strong> negli scafi è diventato sempre più preponderante, abbattendo i costi di produzione e successiva commercializzazione, soprattutto a favore dell’appassionato che decide di acquistare un <strong>motoscafo</strong> senza spendere cifre un tempo considerate proibitive e destinate quindi solo ad un numero ristretto di persone.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche del motoscafo</a></h3>
<p>
Il motoscafo è inteso come barca senza cabina e dotata di motore, sia esso fuoribordo o entrobordo.<br />
I materiali impiegati nella costruzione del <strong>motoscafo</strong> possono essere legno, plastica, vetroresina, per arrivare a lamiere di acciaio negli scafi più grandi.<br />
Nella scelta dello scafo, si rende necessario valutare la tipologia di motore da applicare.<br />
Nel caso di un <strong>motoscafo fuoribordo</strong>, il motore potrà essere applicato anche ad altri scafi che prevedono questa tipologia di motore, ovvero con la poppa predisposta all’alloggiamento, all’aggancio del motore stesso.<br />
Per le altre tipologie di motorizzazione, <strong>entrobordo</strong> ed <strong>entrofuoribordo</strong> il motore è alloggiato all’interno dello scafo che rimane <em>legato</em> alla tipologia stessa, non è possibile <em>semplicemente</em> cambiare lo scafo.<br />
La sagoma dello scafo risulta quindi concepita per ospitare una determinata tipologia di motorizzazione, di conseguenza la scelta dello scafo stesso assume notevole importanza.<br />
Il <strong>motore fuoribordo</strong> ha migliorato molto nel corso degli anni la sua affidabilità, la facilità di gestione e manutenzione.<br />
Soprattutto nelle piccole imbarcazioni lascia maggiore spazio all’<em>abitabilità</em> della barca.<br />
Il motore 4 tempi risulta meglio indicato nelle piccole potenze erogate, all’incirca sui 100 cavalli, risulta meno dispendioso dell’<strong>entrofuoribordo</strong> quando occupa la stessa fascia di prezzo.<br />
Tuttavia oggi anche il 4 tempi è in grado di godere di un’evoluzione tecnologica che presenta un ottimo rapporto qualità/prezzo.<br />
Il motore a due tempi trova ottima collocazione nel motoscafo fuoribordo per le velocità in grado di raggiungere, capaci di sviluppare potenze di tutto rispetto.<br />
Solitamente un motoscafo trova miglior soluzione nell’adottare un motore fuoribordo, le imbarcazioni con motore entrobordo si prestano meglio ad altre soluzioni di navigazione.<br />
O meglio: con una spesa certamente inferiore siamo in grado di ottenere ottimi rapporti qualità/prezzo con un fuoribordo, anche per la maggiore semplicità di impiego.<br />
Ben sappiamo che le carene si dividono sostanziamente in due tipi: <strong>carena dislocante e planante</strong>.<br />
Le carene dislocanti, solitamente <em>tondeggianti</em> sono impiegate nelle barche a vela, nei pescherecci, ed in parecchie imbarcazioni della marina mercantile.<br />
Le carene plananti invece, come suggerisce il nome stesso, sono progettate per imbarcazioni che debbono sviluppare elevate velocità di crociera.<br />
La loro costruzione permette di planare sull’acqua grazie alla caratteristica dello scafo che si solleva per via alla spinta dinamica che si viene a creare.<br />
Questo tipo di carena si rivela particolarmente idoneo per piccole unità di navigazione come il <strong>motoscafo</strong>.<br />
Grazie all’evoluzione dei motori fuoribordo, si è in grado di ottenere dal motoscafo ottime prestazioni di potenza e di velocità, per chi ha deciso di godere del piacere della navigazione vicino alle coste, il sogno di possedere una <strong>barca a motore</strong> diventa realtà.<br />
Ovviamente, in base alla specifica tipologia di motoscafo si rendono possibili spostamenti brevi, medi od anche piuttosto lunghi, dipende dal prezzo che intendiamo spendere e di conseguenza le caratteristiche specifiche del motoscafo che si intende acquistare.<br />
Come per le automobili per intenderci, c’è di tutto e di più.<br />
Possiamo spendere circa 30.000,00 euro per un motoscafo entrobordo lungo 5,5 mt equipaggiato con motore 3.0 con capacità di 190 Hp (142Kw) con portata di 6 persone, tanto per dare un’indicazione, e la scelta dipende solo dalla disponibilità economica di ciascuno.<br />
Dotati di confortevoli interni necessari per una buona abitabilità della barca, e completi della strumentazione più idonea per la navigazione medio-breve, non certo concepiti per crociere lunghissime ovviamente.<br />
Senza entrare nella tipologia di <strong>cruisers cabinati</strong> in cui è possibile accedere ad imbarcazioni anche dalle lunghezze ragguardevoli, capaci di produrre crociere di tutto rispetto, sia in termini di abitabilità che di navigazione, il <strong>motoscafo</strong> rappresenta una ottima soluzione economicamente contenuta per godere di piacevoli escursioni di media distanza.<br />
Distanza che può anche diventare lunga, potendosi permettere imbarcazioni certo più costose che per tipologia già si avvicinano ai cruisers.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tipologie">Fuoribordo entrobordo ed entrofuoribordo</a></h3>
<p>
Il <strong>fuoribordo</strong> è quello che occupa ovviamente meno spazio all’interno dello scafo, il peso però è concentrato sull’estremità di poppa, di conseguenza anche la spinta dinamica.<br />
A parità di potenza di un motore <strong>entrobordo ed entrofuoribordo</strong> rimane comunque la soluzione più economica.<br />
L’<strong>entrofuoribordo</strong> diventa improponibile per motori di poca potenza: <em>sarebbe più la spesa che l’impresa</em> per intenderci.<br />
L’<strong>entrobordo</strong> invece si rivela una buona scelta quando la potenza del motore tende a salire e diventa un limite nel fuoribordo.<br />
Tuttavia la planata nell’entrobordo non si rende possibile per via del dislocamento dei pesi posizionati diversamente nello scafo.<br />
Non stiamo parlando però di motoscafi da competizione, quindi le velocità di navigazione sono comunque più che soddisfacenti.<br />
Il <em>fuoribordo</em> e l’<em>entrofuoribordo</em> (grazie alla possibilità di sollevare il motore) godono di maggiore facilità di trasporto sul carrello, e rendono possibile la navigazione in fondali bassi grazie a questa peculiarità: nell’<em>entrobordo</em> le appendici sulla carena <em>complicano</em> maggiormente queste operazioni.<br />
Se non si hanno mezzi di trasporto adeguati però, è sufficiente rivolgersi ad aziende specializzate che si occupano del trasporto dell’imbarcazione utilizzando in tutta sicurezza mezzi adeguati.<br />
La scelta definitiva spetta all’acquirente, in base alle esigenze di navigazione e disponibilità economiche.<br />
Riassumendo semplicemente, il fuoribordo risulta essere la soluzione più economica per potenze fino ad un certo livello, l’entrobordo si rivela idoneo per potenze oltre il limite nel fuoribordo, e l’entrofuoribordo è da consdierare, visti i costi, per potenze piuttosto elevate.<br />
<em>Buona navigazione!</em></p>
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		<title>Motoryacht</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 10:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per motoryacht si intende un’imbarcazione a motore e da crociera di dimensioni in lunghezza dai 15 metri fino ai 60. Imbarcazione quindi in grado di offrire buona abitabilità e comfort di navigazione, con tanto di arredi che in alcuni casi nulla hanno da invidiare al miglior arredamento di lussuose abitazioni. &#9830; Cenni storici &#9830; Materiali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Per <strong>motoryacht</strong> si intende un’imbarcazione a motore e da crociera di dimensioni in lunghezza dai 15 metri fino ai 60.<br />
Imbarcazione quindi in grado di offrire buona abitabilità e comfort di navigazione, con tanto di arredi che in alcuni casi nulla hanno da invidiare al miglior arredamento di lussuose abitazioni.
</p>
<p><span id="more-246"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#materiali_scafo">Materiali scafo</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche_modelli">Caratteristiche</a></h2>
<h3>&diams; <a id="storia">Cenni storici del motoryacht</a></h3>
<p>
L’esigenza dell’uomo di confrontarsi con sé stesso e con il mare, attraverso la navigazione, è motivo di fascino e di passione sin dai tempi più remoti.<br />
La navigazione un tempo possibile solo grazie alla vela, con il progresso tecnologico e l’impiego del motore, ha reso possibile creare modelli di <strong>motoryacht</strong> particolarmente apprezzabili, in grado di offrire qualità di navigazione davvero eccellenti.<br />
Attraverso il termine inglese <em>custom</em>, oggi intediamo definire un prodotto specifico, adattato, pensato sull’esigenza più selettiva del cliente.<br />
Anche per quando riguarda i modelli, è possibile trovare e scegliere il <strong>motoryacht custom</strong> più vicino alle personali esigenze dell’appassionato, partendo ovviamente da prezzi di base non certo esigui, fino ad arrivare&#8230; dove la possibilità economica di ciascuno lo può permettere.<br />
Nel 1938 l’olandese <strong>Dirk Mulder</strong> inizia a mettere a punto la sua esperienza acquisita dagli studi di ingegneria navale, nonché dall’esperienza di carpentiere, concentrando la sua attenzione sulla costruzione di barche a vela con scafi in legno.<br />
Crea un cantiere nautico suo, realizzando yacht a poppa tonda che vennero considerati innovativi, e nei primi anni dopo il 1940 concepisce l’idea di creare uno scafo in acciaio, senza abbandonare definitivamente il legno, a cui comunque non rinucia.<br />
Continua bensì l’impiego del legno per le sovrastrutture dell’imbarcazione anche quando decide di adottare esclusivamente l’acciaio per la costruzione dello scafo.<br />
Ad iniziare dagli anni 60 prende vita la gamma di imbarcazioni denominate <strong>Super Favorite Cruiser</strong>, motoryacht caratterizzati dalla <em>classica</em> forma a V della sezione prodiera e dalla tuga (abitacolo) ottenuta con pregiati legni.<br />
Anni più tardi inizia ad essere contemplato, da diversi cantieri nautici, l’impiego di nuove applicazioni e procedimenti di lavorazione sulla lega di alluminio, scafi in acciao e sovrastrutture realizzate in lega leggera.<br />
Vengono <em>allungate</em> le dimensioni degli scafi capaci comunque di mantenere ottime velocità di crociera, ed il processo tecnologico, continuamente in sviluppo, seguita a cercare migliori soluzioni per impiegare nuovi materiali da affiancare a quelli che, nel corso degli anni, hanno dimostrato ottime caratteristiche consone alla navigazione.
</p>
<h3>&diams; <a id="materiali_scafo">I materiali</a></h3>
<p>
La scelta del metallo viene presa maggiormente in considerazione quando si intende realizzare un’imbarcazione di considerevoli dimensioni.<br />
Quindi il metallo diventa materiale insostibuibile via via che aumenta la dimensione dello scafo, al fine di garantire la massima sicurezza possibile.<br />
Quando il ferro viene <em>legato</em> con il carbonio, in base al variare della percentuale di questo, si ottiene acciaio, quando viene aggiunto, in adeguate proporzioni il cromo, l’acciaio diventa inox.<br />
Tuttavia questo perde parecchia elasticità, pur risultando utilissimo per realizzare accessori in coperta, se dovesse venire impiegato per l’intera costruzione dello scafo non sarebbe in grado di resistere alle potenti sollecitazioni dovute alla navigazione ed alla <em>forza</em> del mare.<br />
Sotto una certa soglia di lunghezza dell’imbarcazione è possibile impiegare legno (di ottima qualità però), vetroresina (sapientemente realizzata), metallo (acciaio e lega leggera); quest’ultimo diventa sempre più impiegato con l’aumentare della lunghezza dell’imbarcazione, al fine di rendere l’intera struttura stabile ed affidabile.<br />
Uno scafo lungo venti metri ad esempio, inizia a sviluppare un peso davvero notevole, la presenza dell’acciaio nella costruzione e realizzazione è pressoché necessaria, al fine di ottimizzare l’<em>equilibrio</em> tra la quantità di materiale impiegato e lunghezza dello scafo.<br />
Gli odierni processi di lavorazione del metallo sui quali oggi è possibile fare affidamento, hanno alzato notevolmente lo standard qualitativo a maggiore garanzia del prodotto finale.<br />
La precisione ottenibile dalle lavorazioni, la qualità delle saldature, l’impiego di materiali capaci di rendere il metallo <em>inattaccabile</em> dall’ambiente circostante anche nelle condizioni più critiche.<br />
La sabbiatura, il procedimento di trattare superfici con formulati epossidici, conferiscono allo scafo in metallo una elevata resistenza alle sollecitazioni meccaniche, lasciando allo stesso tempo <em>isolato</em> l’acciaio sottostante.<br />
Quando vengono danneggiate le superfici trattate con resine epossidiche, ad esempio per motivi dovuti alla semplice usura, si rende necessario riparare lo scafo, o con ulteriore verniciatura ed applicazione di resine, o, nei casi più gravi, inserire inserti di acciaio ed eseguire saldature.<br />
Tuttavia, l’impiego di <strong>superlamellare corazzato</strong>, specifico compensato marino multistrato, può essere egregiamente impiegato, con ottimi risultati, come del resto la vetroresina saggiamente lavorata.<br />
Le dimensioni dello scafo però, hanno il loro peso, e oltre una certa soglia, si rende opportuno, come citato sopra, il metallo.<br />
E per quanto riguarda il <strong>motoryacht</strong> si parla di imbarcazioni a partire dai 15 metri di lunghezza.<br />
Sempre pe quanto riguarda la sicurezza, l’acciaio (<strong>non inox</strong>) impiegato per la costruzione dello scafo, dimostra buona deformabilità a freddo in caso di urto, questo permette di subire e resistere a determinate sollecitazioni meccaniche.<br />
Non è tutto, in quanto l’acciaio non alimenta eventuali incendi, non brucia, ed una sua sua riparazione, anche improvvisa e/o <em>momentanea</em> può essere eseguita da un buon carpentiere.<br />
È altrettanto giusto citare che, anche l’<strong>alluminio</strong> è una lega che trova ampio margine di applicazione nella realizzazione degli scafi.<br />
L’acciaio risulta essere più pesante, anche se più robusto, ma la leggerezza e la rigidita dell’alluminio sono ben note.<br />
La soluzione di adottare un <em>insieme</em> composto dai due materiali, è particolarmente apprezzabile.<br />
Ovviamente si parla di alluminio specificamente trattato, praticamente una lega che contiene al suo interno, oltre la maggior parte di alluminio, piccole percentuali di altri metalli meno nobili, al fine di rendere lo scafo più resistente all’usura dell’elettrolisi che viene a crearsi con il metallo in acqua.<br />
Anche l’alluminio dimostra ottima resistenza alla deformazione senza presentare rotture, con un punto di fusione piuttosto elevato (600°C contro i 1350° dell’acciaio), corretto considerarlo non infiammabile.<br />
Comunque, in ambiente nautico è corretto dire che la <strong>vetroresina</strong> regna sovrana, quando ben coadiuvata da materiali compositi, policarbonato, fibre particolari (<em>carbonio, kevlar</em>) ad alto carico dinamico e cinetico.<br />
La duttilità dei materiali in questo caso si rivela un’<em>arma vincente</em> da subito, con la possivilità di ottenere realizzazioni particolarmente ricercate in quanto a forma.<br />
La continua ricerca sulle resine epossidiche ed i formulati che possono sortire, il poliuretano, i materiali plastici oggi hanno raggiunto livelli di resistenza davvero notevoli alle sollecitazioni, riducendo notevolmente il peso dello scafo a tutto vantaggio della navigazione.<br />
PRFV sta a significare <strong>Plastici Rinforzati in Fibra di Vetro</strong>, questo a dimostrare il livello di importanza che hanno assunto i materiali plastici ed epossidici nella realizzazione di scafi.<br />
Il successo di questo materiale composito si può riscontrare nel largo impiego usato per la costruzione di <strong>imbarcazioni da diporto</strong> (imbarcazioni con scafo lungo da 10 a 24 metri).<br />
Ha dimostrato nel tempo ottime caratteristiche, e la ricerca sta investendo molto la fine di migliorare le già ottime soluzioni cui si è arrivati.
</p>
<h3><a id="caratteristiche_modelli">Caratteristiche e modelli motoryacht</a></h3>
<p>
Nelle diverse tipologie, interessantissime, di <strong>motoryacht</strong>, è possibile fare un bell’esempio con un <strong>Mulder 54 open</strong>, 16,50 metri di lunghezza per 4,80 di larghezza.<br />
Spinto da un propulsore Volvo capace di erogare 575 cavalli di potenza, raggiunge una velocità di 28 nodi.<br />
Carena <em>semiplanante</em> in alluminio, 3.500 litri di riserva carburante, raggunge un dislocamento di 27 tonnellate.<br />
Sì, una bella stazza, non c’è che dire.<br />
Capace di ospitare 6 posti letto più 2, per design, profilo tecnologico, e curata realzzazione, può davvero essere considerato, per molti altri armatori un traguardo, anche se il 54 open rappresenta il modello <em>entry level</em> della gamma <strong>Mulder&#8217;s Motoryacht</strong>.<br />
A questi livelli però, non è davvero il caso di parlare di <em>entry level</em>, sebbene ci sono modelli di imbarcazione ancor più <em>generosi</em>.<br />
Il <em>54 open</em> è dotato di tre cabine doppie, due bagni, ampio spazio e cucina, livello di comfort assoluto.<br />
È in grado di navigare per 500 miglia con la riserva di carburante di cui è dotato, ad una velocità di 24 nodi.<br />
Questo per <em>definire</em> la sua ampia capacità di <em>spaziare</em> in mare; se si procede ad un altro tipo di assetto di dislocamento è in grado di ridurre notevolmente i consumi.<br />
Le protezioni perimetrali sono realizzate in acciaio inox e gomma, la strumentazione di bordo parecchio <em>performante</em>, gli interni sono finiti con legni pregiati, viene impiegato anche <em>corian</em> (un composto per superfici di arredamento realizzato da DuPont) quindi anche versatilità a bordo.<br />
Cucina ben accessoriata, elettrodomestici di grande marca, insomma: una eccellente vivibilità in un ambiente raffinato, elegante, selettivo.<br />
Non mancano gli schermi al plasma e impianto audio in tutte le cabine, gli oblò sono corredati di zanzariere, ottima la coibentazione dello scafo ed eccellente l’isolamento dalla sala macchine.<br />
Il pozzetto esterno permette di godere in tutta tranquillità la bellezza del mare.
</p>
<p>
Altro modello particolarmente interessante, sempre del cantiere <strong>Mulder</strong> è l’imbarcazione considerata <em>ammiraglia</em> degli <strong>motoryacht</strong> della casa, <strong>92 alu</strong>.<br />
28 metri di lunghezza, 6,40 di larghezza, carena semiplanante in lega di alluminio (o dislocante in acciaio) con dislocamento di 98 tonnellate, riserva carburante di ben 18.000 litri.<br />
Posti letto <em>a richiesta</em>, motore da 1.015 cavalli capace di arrivare ad una velocità di crociera di 17 nodi.<br />
Linee eleganti, <em>sottili</em>, <em>taglienti</em>, sono capaci di conferire una inusuale <em>leggerezza estetica</em> ad un vero e proprio monumento di tecnologia galleggiante.<br />
Grande possibilità di intervenire con l’arredamento più diversificato sull’immenso spazio dell’ampia <em>nave da diporto</em> (ovvero quando lo scafo è superiore ai 24 metri di lunghezza).<br />
Possibile gestire in modo distinto lo spazio da adibire all’equipaggio.<br />
Maestoso il <em>flying bridge</em> che prende vita con spazi sviluppati attorno ad una piscina collocata in posizione centrale.<br />
Navigare con una nave di questo tipo, e l’oceano può essere <em>esplorato</em>.<br />
Ovviamente la strumentazione è dettata dalla tecnologia di avanguardia, più sofisticata, recente ed efficiente.
</p>
<p>
Altro esempio di <em>pezzo da 90</em> di imbarcazioni superlusso è il <strong>Ferretti 830</strong>, oltre 25 metri di scafo (<em>fuori tutto</em>) realizzato in <strong>vetroresina</strong>, con dislocamento a pieno carico di 75 tonnellate, 7.400 litri ospitabili nel serbatoio carburante.<br />
Il lusso è <em>la regola</em> in questo tipo di imbarcazioni, gli arredamenti particolarmente curati, anche nei piccoli particolari, abitabilità comfort ed autonomia rendono possibile <em>abitare il mare</em>.<br />
Capace di ospitare venti persone a bordo, offre finiture di pregio come il marmo nei ripiani del bagno padronale, cristallo temperato, ma nemmeno gli ospiti hanno di che <em>lamentarsi</em>.<br />
Arredato con tutti i comfort delle ultime generazioni, ultracompleto, i due propulsori capaci di portare a 27 nodi la velocità di crociera.<br />
Tutto ciò che può essere considerato <em>opzionale</em> per imbarcazioni più piccole, in questo caso è la <em>regola</em>.<br />
Dotato di finestra <em>open view</em> nella cabina padronale, offre davvero di godere la migliore vista sul mare.<br />
Quattro <em>super cabine</em>, ciascuna dotata di bagno e doccia, raddoppiato nella cabina dell’armatore.<br />
Cucina stilizzata, elettrodomestici di grandi marche&#8230; insomma, <em>chi più ne ha più ne metta!</em>
</p>
<p>
Altro esempio di grande capacità costruttiva è il <strong>Tecnomar Nadara 35 fly</strong>, scafo lunghezza fuori tutto di oltre 34 metri, realizzato in <strong>vetroresina</strong> lavorata ada arte, impensabile il contrario in questo tipo di scafo, largo 7,20 metri.<br />
5 cabine, una linea slanciata, pronta a volare sul mare, spaziosissimo il <em>fly</em>.<br />
Il salone <em>open space</em> interno, non fa che aumentare il piacere della vivibilità in mare.<br />
Due potenti propulsori riescono a far raggiungere al <strong>Nadara 35 fly</strong> una velocità di crociera di 24 nodi, e massima di 26.<br />
Ma non finisce qui: sono disponibili diverse motorizzazioni, a partire dalla <em>entry level</em> cui sopra, fino ad arrivare a due potenti 2770 MTU in grado di far <em>volare</em> sull’acqua lo scafo ad una velocità di crociera di 30 nodi con punta massima di 34.<br />
<a href="http://www.tecnomar.com/"><strong>Tecnomar</strong></a> ha davvero saputo unire massimo comfort ed eleganza alle sue imbarcazioni, estremamente spaziose, senza rinunciare a prestazioni da <em>offoshore</em>.
</p>
<p>
Queste poche righe giusto per rendere l’idea al lettore della straordinaria capacità di navigazione cui è capace un <strong>motoryacht</strong>.<br />
Non sono barche per tutti, al contrario: la gestione di imbarcazioni simili è un investimento.<br />
La fortuna di poterle possedere un privilegio.</p>
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		<title>Olio motore</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 15:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La basilare funzione dell&#8217;olio nel motore (olio lubrificante) ha la funzione e di lubrificare e raffreddare (lubrificando) le superfici da cui scaturisce attrito, cercando di ridurre quanto possibile l&#8217;usura dovuta all&#8217;attrito stesso che si esercita sulle superfici metalliche. Nei pistoni ad esempio non arriva il liquido di raffreddamento, ecco quindi la duplice funzione dell&#8217;olio nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La basilare funzione dell&#8217;<strong>olio</strong> nel motore (<em>olio lubrificante</em>) ha la funzione e di lubrificare e raffreddare (<em>lubrificando</em>) le superfici da cui scaturisce attrito, cercando di ridurre quanto possibile l&#8217;usura dovuta all&#8217;attrito stesso che si esercita sulle superfici metalliche.<br />
Nei pistoni ad esempio non arriva il liquido di raffreddamento, ecco quindi la duplice funzione dell&#8217;olio nel motore che svolge anche il suo ruolo raffreddando, comunque mantenendo a temperature accettabili le parti meccaniche del motore.
</p>
<p><span id="more-338"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#viscosita">Viscosit&agrave;</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#qualita">Qualità dell&#8217;olio lubrificante</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche olio lubrificante</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Un <strong>olio lubrificante</strong> può essere <em>minerale</em> o <em>sintetico</em>, minerale quando ottenuto raffinando petrolio greggio, sintetico quando costituito da composti chimici, ovvero realizzato per <em>sintesi</em> di determinate sostanze chimiche.<br />
Il componente basilare dell&#8217;olio lubrificante quindi è quanto ottenuto come scritto sopra, addirittura può essere un miscuglio di olio minerale e sintetico ottenendo così un <strong>olio semisintetico</strong>.<br />
Oltre alla <em>base</em> vengono aggiunti gli additivi, che aggiunti in precise quantità all&#8217;olio lubrificante migliorano sensibilmente le prestazioni dell&#8217;olio nel motore.<br />
La <a id="viscosita"><strong>viscosità</strong></a> dell&#8217;olio riveste particolare importanza ai fini dell&#8217;utilizzo del lubrificante.<br />
Viscosità che diminuisce con l&#8217;aumentare del calore facendo diventare l&#8217;olio più fluido, e tende ad aumentare via via che la temperatura scende, diminuendo anche la fluidità.<br />
Praticamente la viscosità dell&#8217;olio lubrificante misura quanto sia efficiente e resistente il prodotto (l&#8217;olio) allo scorrimento.<br />
L&#8217;acronimo <strong>SAE</strong> sta per <em>Society of Automotive Engineers</em>, e misura sostanzialmente la viscosità di un olio lubrificante.<br />
Un olio multigrado è un olio capace di lavorare a diversi regimi di temperatura, riesce cioè a lavorare ed ottenere buone prestazioni sia a caldo che a freddo.<br />
La sigla SAE è seguita da due cifre divise dalla lettera W.<br />
Esempio: <em>SAE 10W 50</em><br />
la prima cifra (10) rappresenta la viscosità a freddo (W sta per winter), più il numero è basso maggiormente l&#8217;olio lubrificante riuscirà a mantenere una certa fluidità nonostante l&#8217;abbassarsi della temperatura.<br />
La seconda cifra (nel nostro esempio 50) indica quanto l&#8217;olio sia capace di ottenere prestazioni ottimali lavorando alle alte temperature.
</p>
<div class="evidenza">
Ciascuna casa produttrice di auto/motoveicoli stabilisce chiaramente quale debba essere il prodotto più indicato per ogni specifico veicolo.<br />
</diV></p>
<h3>&#9658; <a id="qualita">Qualità dell&#8217;olio lubrificante</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
API (<a href="http://www.api.org/">American Petroleum Institute</a>) e ACEA (<a href="http://www.acea.be/">Association des Constructeurs Europeans d&#8217;Automobiles</a>) sono i due principali enti che si occupano di studiare uno specifico prodotto ed attribuirgli un indice qualitativo.<br />
Per quanto riguarda API troviamo sull&#8217;etichetta dell&#8217;olio lubrificante determinati caratteri:<br />
S che sta per service, ovvero motori a benzina, C sta per Commercial ovvero motori Diesel.<br />
La lettera che segue indica poi la qualità epsressa progressivamente in ordine alfabetico.<br />
Troveremo quindi:<br />
(S oppure C, noi usiamo la S per esempio dimostrativo) SE, SF, SG, SH, SJ<br />
Per quanto riguarda ACEA troviamo indicazione in un codice alfanumerico:<br />
A motori a benzina; B motori diesel; E diesel industriali.<br />
Il numero che segue la lettera indica le prestazioni dell&#8217;olio lubrificante.<br />
Esempio: A1, A2, A3.
</p>
<div class="evidenza">
Importante, se si procede da noi a sostituire l&#8217;olio del motore, portare l&#8217;olio esausto in appositi centri di smaltimento.
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Assicurazione auto</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 14:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.guida-acquisti.com/?p=364</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;assicurazione RC (Responsabilit&#224; Civile) auto &#232; obbligatoria per legge per il proprietario del veicolo, questa obbliga di fatto, per legge (legge 990 del 24 dicembre 1969 con tutti gli aggiornamenti a seguire), la compagnia assicurativa a pagare danni a terzi provocati dall&#8217;assicurato che si impegna a corrispondere un premio assicurativo alla compagnia assicurante. &#9830; RC [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>assicurazione RC (Responsabilit&agrave; Civile) auto</strong> &egrave; obbligatoria per legge per il proprietario del veicolo, questa obbliga di fatto, per legge (legge 990 del 24 dicembre 1969 con tutti gli aggiornamenti a seguire), la compagnia assicurativa a pagare danni a terzi provocati dall&#8217;assicurato che si impegna a corrispondere un premio assicurativo alla compagnia assicurante.</p>
<p><span id="more-364"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#responsabilita_civile">RC auto</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#isvap">Isvap</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#on_line">Assicurazione on line o telefonica</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#on_line_come_funziona"> &#8211; Come funziona</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#documenti_obbligatori">Documenti obbligatori</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#opzioni">Opzioni assicurative</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#attestato_di_rischio">Attestato di rischio</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#kasko">Kasko</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="responsabilita_civile">Obbligatoria per legge</a></h3>
<p>
Il fatto che l&#8217;assicurazione auto sia obbligatoria per legge, implica comunque che da parte dell&#8217;assicurato vi sia una consapevolezza di quanto si va a sottoscrivere.<br />
Il massimale minimo imposto dalla legge da dicembre 2009 per la responsabilit&agrave; civile &egrave; di &euro; 2.500.000,00 (DueMilioniCinquecentomila euro), che dovrebbe essere portato a &euro; 5.000.000,00 (cinque milioni di euro) entro il 2012.<br />
Se si desidera passare il massimale &egrave; necessario pagare un prezzo pi&ugrave; elevato alla compagnia assicurativa: c&#8217;&egrave; da dire tuttavia che diverse compagnie assicurative, anche per acquisire clienti, adottano un massimale minimo gi&agrave; impostato sui 5 milioni di euro, ed andando a comprare i prezzi del premio assicurativo con massimali superiori molto spesso conviene.<br />
Ovviamente nessuno si augura di dover mai usare il premio di responsabilit&agrave; civile corrisposto dall&#8217;assicurazione, tuttavia tutelarsi pu&ograve; risultare sempre conveniente.
</p>
<h3>&#9658; <a id="isvap">Isvap</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
L&#8217;<a href="http://www.isvap.it/"><strong>ISVAP</strong></a> &egrave; l&#8217;<em>Istituto per la Viglianza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo</em>, un&#8217;autorit&agrave; indipendente chiamata a vigilare nell&#8217;interesse degli utenti assicurati, per appurare la trasparenza del prodotto offerto.<br />
Nonostante le <em>vicissitudini</em> di questo ente sovente legate al <em>politico di turno</em>, quanto sopra &egrave; il compito dell&#8217;ente stesso.
</p>
<h3>&#9658; <a id="on_line">Assicurazione auto on line</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Era il 1998 quando decisi di rompere gli indugi e di rivolgermi ad un&#8217;assicurazione on-line per la mia automobile di allora, un&#8217;automobile vecchia di 14 anni a cui avevo fatto togliere anche furto e incendio dell&#8217;assicurazione che continuava comunque ad essere troppo cara per le mie tasche: troppo cara sinceramente per le tasche di chiunque, perch&eacute; quando un&#8217;automobile &egrave; vecchia (e non sto parlando di automobili di lusso ma bens&igrave; di utilitarie) non si vede l&#8217;ora di poterla cambiare, denaro permettendo.<br />
Proprio nel febbraio 1998 mi venne consegnata la nuova Renault Megane Coach 1600 cc: l&#8217;assicurazione on-line con copertura totale per l&#8217;automobile nuova, mi costava il 20&#37; meno rispetto alla tradizionale assicurazione cui mancava anche il rimborso in caso di furto e incendio sulla polizza applicata alla vecchia automobile, vecchia di 14 anni.<br />
Proprio allora iniziai a risparmiare parecchio denaro sull&#8217;assicurazione dell&#8217;automobile, quando un paio d&#8217;anni dopo circa un messaggio pubblicitario dell&#8217;assicurazione diceva che, a chiunque avesse portato nuovi clienti sarebbe stato regalato un premio, mi resi conto di essere partito in anticipo: infatti nel 1998, alla mia assicurazione, credo di avere fatto acquisire almeno 20 nuovi clienti.<br />
Regali e sconti a parte, parlando con i conoscenti c&#8217;era ancora chi era scettico riguardo l&#8217;affidabilit&agrave;, la seriet&agrave; di queste assicurazioni on-line.<br />
A parte il fatto che la mia assicurazione on-line era ed &egrave; tuttora facente parte di un grande gruppo assicurativo con uffici dislocati su tutto il territorio, e quando dicevo di questo risparmio ai conoscenti loro puntualmente mi chiedevano: <em>ma ci sar&agrave; da fidarsi?!</em><br />
Io ho sempre risposto: <em>ci sar&agrave; fidarsi delle assicurazioni tradizionali che costano parecchio denaro?!</em><br />
Nemmeno se fosse stato voluto ricordo l&#8217;episodio accaduto a mio fratello: anche lui inizi&ograve; ad essere cliente dell&#8217;assicurazione on-line, e nel giro di 40 giorni la sua automobile venne tamponata per ben tre volte, fortunatamente mai nulla di grave, ma in tutti e tre i casi usc&igrave; il perito dell&#8217;assicurazione, vision&ograve; i danni, e risarc&igrave; puntualmente il denaro relativo al costo della manodopera del carrozziere.
</p>
<h3>&#9658; <a id="on_line_come_funziona">Come funziona</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Assicurarsi on-line &egrave; semplicissimo:<br />
ovviamente attraverso Internet oppure telefonicamente (nel 1998 fu proprio telefonicamente che io stipulai la mia prima assicurazione on-line per l&#8217;automobile).<br />
Nei siti delle assicurazioni on-line &egrave; ovviamente necessaria l&#8217;iscrizione con tutti i nostri dati, la navigazione &egrave; solitamente molto semplice ed intuitiva, possiamo calcolare il preventivo in qualsiasi momento, e decidere poi se stipulare il contratto oppure no.<br />
La stessa cosa pu&ograve; essere eseguita anche telefonicamente se si preferisce: oltre ai nostri dati sono ovviamente necessari quelli dell&#8217;automobile che intendiamo assicurare.<br />
Una volta stipulato il contratto, telefonicamente oppure on-line, questo viene inviato per posta prioritaria (ora denominata posta massiva), non dobbiamo fare altro che firmare i documenti che devono essere restituiti alla compagnia assicurativa, inserirli nella busta pre-affrancata e con indirizzo precompilato e rispedire il tutto.<br />
Qualora l&#8217;operazione venga eseguita on-line ovviamente &egrave; possibile stampare quelli che sono i passaggi principali della stipula del contratto, sebbene la copia originale di questo venga spedita per posta per poi essere rispediti i documenti necessari, quei documenti che resteranno alla compagnia.<br />
Sia che si decida di compilare on-line il questionario relativo ai dati dell&#8217;automobile, oppure telefonicamente parlando con un operatore, vengono comunque chiesti tutti i parametri necessari per calcolare al meglio il finale premio assicurativo, senza spendere pi&ugrave; denaro di quello effettivamente necessario: esempio, se un&#8217;automobile &egrave; dotata oppure no di gancio traino, la percorrenza media di kilometri annuale, eccetera.
</p>
<h3>&#9658; <a id="documenti_obbligatori">Documenti obbligatori</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
I documenti obbligatori relativi all&#8217;assicurazione da portare sempre quando si circola in auto sono:<br />
il contratto (polizza auto) che viene emesso in due copie: una per l&#8217;assicurato, l&#8217;altra per la compagnia;<br />
la carta internazionale di assicurazione (carta verde);<br />
ovviamente &egrave; obbligatorio portare con s&eacute; il libretto di circolazione e la patente di guida.
</p>
<h3>&#9658; <a id="opzioni">Opzioni assicurative</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Come abbiamo scritto esiste l&#8217;obbligo di stipulare l&#8217;assicurazione per quanto concerne la Responsabilit&agrave; Civile, questo protegge l&#8217;assicurato in caso provochi danni a terzi, in quanto l&#8217;assicurazione &egrave; tenuta a pagare per l&#8217;assicurato.<br />
Esistono poi tutta una serie di opzioni assicurative, da stipulare quando conviene: furto e incendio ad esempio (sono forniti in unica opzione), specialmente quando l&#8217;automobile &egrave; nuova o comunque mantiene un valore di mercato.<br />
Danni provocati da disordini urbani e atti di vandalismo, da grandine, assistenza legale, etc.<br />
Esistono davvero tante possibilit&agrave; di personalizzare l&#8217;assicurazione della propria automobile secondo quelle che sono le esigenze pi&ugrave; specifiche.
</p>
<h3>&#9658; <a id="attestato_di_rischio">Attestato di rischio</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
L&#8217;<strong>attestato di rischio</strong> &egrave; praticamente la vita assicurativa dell&#8217;assicurato, documento che deve essere presentato qualora si intenda cambiare compagnia assicurativa.<br />
Se l&#8217;assicurato non ha mai causato incidenti questo incide in maniera positiva sul premio assicurativo che &egrave; tenuto a pagare, ovviamente primi assicurativo destinato lievitare il prezzo nel caso l&#8217;assicurato abbia commesso numerosi incidenti.<br />
Altro fattore importante che incide sul premio assicurativo &egrave; relativo a quanti anni l&#8217;assicurato possiede la patente di guida, la sua condotta di automobilista.<br />
L&#8217;attestato di rischio dovrebbe venire consegnato all&#8217;assicurato nel momento in cui la polizza assicurativa &egrave; prossima alla scadenza, attestato che deve poi essere restituito in copia originale alla compagnia assicurativa.
</p>
<h3>&#9658; <a id="kasko">Kasko</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
L&#8217;opzione assicurativa denominata <strong>Kasko</strong> prevede una copertura parziale o totale dei danni causati all&#8217;autovettura anche quando la responsabilit&agrave; &egrave; dello stesso assicurato.<br />
Com&#8217;&egrave; logico supporre in questo caso il prezzo destinato a salire di molto, in alcuni casi il premio assicurativo diventa davvero un onere impegnativo qualora si decida di assicurarsi con questa opzione.<br />
Risulta da valutare questa opzione se l&#8217;assicurato presenta determinate carenze di guida.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Abruzzo</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/abruzzo.html</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 13:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Comprende 4 province, Chieti, L’Aquila (capoluogo), Pescara e Teramo e 305 comuni. Geografia Turismo Gastronom&#236;a Storia Geografia La Regione Abruzzo è situata nell’Italia centrale, confina con le Marche, il Lazio, il Molise ed il mare Adriatico. Nella parte orientale la dolci colline ne caratterizzano la struttura, in quella occidentale forte la presenza dei monti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comprende 4 province, <strong>Chieti</strong>, <strong>L’Aquila</strong> (capoluogo), <strong>Pescara</strong> e <strong>Teramo</strong> e 305 comuni.
</p>
<p><span id="more-389"></span></p>
<h2><a href="#geografia">Geografia</a></h2>
<h2><a href="#turismo">Turismo</a></h2>
<h2><a href="#gastronomia">Gastronom&igrave;a</a></h2>
<h2><a href="#storia">Storia</a></h2>
<h3><a id="geografia">Geografia</h3>
<p>
La <strong>Regione Abruzzo</strong> è situata nell’Italia centrale, confina con le <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Marche.html"><strong>Marche</strong></a>, il <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Lazio.html"><strong>Lazio</strong></a>, il <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Molise.html"><strong>Molise</strong></a> ed il mare Adriatico.<br />
Nella parte orientale la dolci colline ne caratterizzano la struttura, in quella occidentale forte la presenza dei monti che circondano la regione.<br />
I <strong>Monti della Laga: monte Gorzano, il Gran Sasso, Corno Grande</strong>.<br />
I <strong>Monti del Morrone: Monte Morrone, Maiella, Monte Amaro, Monte Greco</strong>, e nella <strong>Marsica</strong> i <strong>Monti della Meta, Monte Petroso, Serra Lunga, Monte Vidia, Monte Velino, Monte Calvo</strong>.<br />
Nella sua quasi totalità la parte occidentale dell’<a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Abruzzo.html"><strong>Abruzzo</strong></a> risulta ricca di <em>doline</em>, depressioni solitamente imbutiformi, tipica peculiarità carsica.<br />
Il clima dell’Abruzzo è capace, sui monti, di inverni nevosi, freddi, particolarmente rigidi ed intensi, mentre sulla costiera adriatica il clima è certo più mediterraneo, sempre più rigido però rispetto a quello della costa tirrenica.<br />
L’Abruzzo è capace quindi di offrire le più alte vette dell’Appennino e contemporaneamente il buon litorale adriatico.<br />
<strong>Pescara</strong> è un centro economico, portuale e balneare, di rilevante interesse, bellissimo da <strong>Chieti</strong> il panorama offerto sulla <strong>Maiella</strong>.<br />
<strong>Teramo</strong> situata sui colli, e <strong>Sulmona</strong> nell’omonima conca pianeggiante, sono ancor oggi città ricche di tradizione.<br />
Affacciata sul mare Adriatico e ricca di monti tra i più importanti in Italia, la <strong>regione Abruzzo</strong> è forte di una millenaria tradizione agricola, la prevalenza di allevamento di ovini, la cui <em>transumanza</em> è ben nota.<br />
Anche la pesca però ha raggiunto un punto di primaria importanza per l’economia della regione.<br />
Lo sviluppo industriale è stato limitato dalle asperità del territorio, tuttavia, proprio grazie a questa caratteristica, l’Abruzzo offre paesaggi naturalistici tra i più apprezzati in assoluto, richiamando nella mente del visitatore immagini e tradizioni di un tempo passato.<br />
Senza dimenticare, per quanto concerne l’industria, gli importanti impianti idroelettrici che producono buona parte della fornitura di energia a livello nazionale.
</p>
<h3><a id="turismo">Turismo</h3>
<p>
Il <strong>Parco Nazionale del Gran Sasso</strong> rappresenta, senza dubbio alcuno, uno dei paesaggi in assoluto più suggestivi d’Italia.<br />
Con i suoi 2912 metri il <strong>Corno Grande</strong> tocca la vetta più elevata degli Appennini, ma il <em>Gran Sasso</em> spicca per l’austerità e la maestosità del suo essere ed apparire.<br />
Su questo magnifico ed incantevole territorio è possibile effettuare <em>trekking, escursioni, alpinismo, sci da fondo</em>, avvalendosi della preziosa collaborazione di guide alpine altamente specializzate, ottimi conoscitori del territorio.<br />
Gli appassionati di montagna non hanno davvero di che <em>lamentarsi</em>.<br />
Inoltre il <strong>Calderone</strong>, unico ghiacciaio dell’Appennino, presenta un ulteriore motivo di bellezza e ricchezza del paesaggio.<br />
L’aspetto di questa catena montuosa, che racchiude quella del <strong>Gran Sasso, i Monti Gemelli ed il Massiccio della Laga</strong>, è fortemente caratterizzato da doline carsiche, grotte, scanalature, conche, modellando il paesaggio montano incentivandone la sua austera maestosità.<br />
Ma il <strong>Parco Nazionale del Gran Sasso</strong> è anche capace di stupire per la vegetazione e la flora che spicca anche sulle quote più elevate.<br />
Il camoscio, il cervo, il capriolo, l’orso bruno marsicano, il lupo, sono alcuni tra gli animali più belli che popolano queste zone.<br />
Senza ovviamente dimenticare l’aquila reale, il gufo reale, il falco pellegrino, che contribuiscono a far accrescere la prestigiosa fauna locale.<br />
Il <strong>Parco della Majella</strong> è un’altra spettacolare testimonianza di ricchezza paesaggistica, naturale, storica.<br />
La <strong>Majella, il Morrone, il Porrara ed i Monti Pizzi</strong> conferiscono all’intero parco un aspetto vasto, massiccio, imponente, altamente suggestivo.<br />
Il <strong>Parco Nazionale d’Abruzzo</strong> e quello del <strong>Sirente &#8211; Velino</strong> completano un già ricco panorama montano altamente apprezzato, di indiscusso valore naturalistico, vero e proprio patrimonio della regione Abruzzo.<br />
Ma l’Abruzzo <em>è anche</em> <strong>Teramo</strong>, che si affaccia sulle pendici del Gran Sasso, Teramo è <em>terra compresa</em> tra il fiume Tordino ed il torrente Vezzola, antichi palazzi del centro, la cattedrale di San Berardo e la sua torre, le piccole strade medievali, l’antico ed il nuovo che creano una particolare armonia.<br />
E l’Abruzzo ovviamente è anche mare, e <strong>Pescara</strong> è importante centro dell’economia regionale, rilevante centro di stazione balneare ottimo punto di incontro per giovani, turisti e visitatori.<br />
Il Festival Internazionale del Jazz, il premio Flaiano, sono dimostrazioni di arte e cultura che arricchiscono la regione, non solo la città che ospita questi importanti eventi.<br />
Impossibile non menzionare <strong>L’Aquila</strong>, importante città dell’Abruzzo per arte, storia e cultura nonchè capoluogo della regione.<br />
Abruzzo è mare, monti, difficile, diciamo pure impossibile, non soddisfare le soggettive esigenze in termini di turismo e vacanze.
</p>
<h3><a id="gastronomia">Gastronom&igrave;</h3>
<p>
La gastronomia dell’Abruzzo è capace di offrire cibo e vini di ottima qualità, forti di tradizioni, di sapori, di storia.<br />
La forte tradizione contadina, l’allevamento degli ovini e quello del bestiame più in generale, l’importanza del mare, fanno sì che la regione Abruzzo sia capace di offrire al suo turista e visitatore una vasta gamma scelta di prodotti tipici, molti che si fregiano dei marchi D.O.P. &#8211; I.G.P. &#8211; D.O.C.G.<br />
La qualità delle verdure, i prodotti agroalimentari, i formaggi, il pesce, la carne ovina, bovina e suina, il buon vino, vanno a fare della cucina abruzzese una delle più ricche ed apprezzate.<br />
La carne di agnello dei ben noti <em>arrosticini</em>, la qualità dei formaggi come le <em>burrelle, la zuppa di cardi, le turcenelle</em>, sono solo alcune delle specialità che è possibile degustare nelle diverse città abruzzesi.<br />
Non mancano certo i primi piatti, pasta, gnocchi, ricordiamo i famosi <em>maccheroni alla chitarra</em>, vera e propria prelibatezza condita con pomodoro e ragù di carne.<br />
Per chi ama il <em>cibo del mare</em> non vi è che l’imbarazzo della scelta, <em>brodetti di pesce, frutti di mare, specialità alla griglia quali i filetti di scampi</em>.<br />
La grande fortuna di <em>poter disporre</em>, insieme, di mare e monti, fanno della cucina abruzzese una delle più ricche e variegate, tanto per scelta quanto per sapori, colori, genuinità, tradizioni culinarie.<br />
Il <strong>Montepulciano ed il Trebbiano d’Abruzzo</strong> sono certo tra i vini più conosciuti ed apprezzati, non solo a livello regionale.<br />
Ma i vitigni che si trovano in Abruzzo offrono uva bianca, grigia, nera, capace di produrre vini di rinomata qualità, capaci di soddisfare anche il degustatore più esigente ed attento.
</p>
<h3><a id="storia">Storia</h3>
<p>
L’Abruzzo risulta già abitato sin dall’era paleolitica, e l’afflusso di popolazioni di stirpe mediterranea continuò anche nell’era neolitica.<br />
I Marsi, i Peligni, i Frentani ed i Sabini risultano tra le popolazioni che hanno storicamente abitato l’Abruzzo.<br />
La politica espansionistica di Roma non risparmiò nemmeno l’Abruzzo, nel corso dei secoli III e IV a.C.<br />
Fu poi uno dei primi territori aperti al Cristianesimo, la costruzione di diversi monasteri ne è la tetimonianza.<br />
L’invasione Longobarda sottopose la regione a forti devastazioni, e nel 572 il territorio venne incorporato sotto il ducato di Spoleto con il nome di Marsia.<br />
Verso la metà del XII secolo i Normanni occuparono tutto il territorio delegittimando qualsiasi autorità locale.<br />
Il territorio venne successivamente conquistato dall’imperatore Enrico VI e questa volta l’Abruzzo seguì l’evolversi delle sorti del Regno di Napoli con le lotte tra Svevi e la Chiesa.<br />
Nei secoli a seguire, Durazzeschi, Angioini, Aragonesi si disputarono la conquista del territorio, lasciandolo però preda delle lotte interne e del banditismo.<br />
Nei primi anni del XVIII secolo terremoti devastanti colpirono l’Abruzzo, durante il conflitto tra Spagnoli ed Austriaci.<br />
Nel 1738 il territorio passò sotto il dominio dei Borbone di Napoli, ed ivi rimase fino al 1860 con l’annessione al Regno d’Italia.<br />
Da questi brevi cenni storici si evince facilmente come la terra d’Abruzzo risulti ricca di storia, in parte riscontrabile nonostante le diverse devastazioni, naturali e non, che hanno colpito il territorio nel corso della sua storia.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Basilicata</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 13:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.guida-acquisti.com/?p=391</guid>
		<description><![CDATA[Le province sono Matera e Potenza, quest&#8217;ultima capoluogo della Regione che comprende 131 Comuni. Geografia Turismo Gastronom&#236;a Storia Geografia La Basilicata è una regione dell&#8217;Italia Meridionale, parte dell&#8217;antica Lucania, che confina con la Puglia, la Campania e la Calabria, nonchè con i mari Tirreno e Ionio. La Basilicata è in prevalenza montuosa, presenta massicci elevati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le province sono <strong>Matera</strong> e <strong>Potenza</strong>, quest&rsquo;ultima capoluogo della Regione che comprende 131 Comuni.
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<p><span id="more-391"></span></p>
<h2><a href="#geografia">Geografia</a></h2>
<h2><a href="#turismo">Turismo</a></h2>
<h2><a href="#gastronomia">Gastronom&igrave;a</a></h2>
<h2><a href="#storia">Storia</a></h2>
<h3><a id="geografia">Geografia</h3>
<p>
La <strong>Basilicata</strong> è una regione dell&rsquo;Italia Meridionale, parte dell&rsquo;antica <strong>Lucania</strong>, che confina con la <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Puglia.html"><strong>Puglia</strong></a>, la <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Campania.html"><strong>Campania</strong></a> e la <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Calabria.html"><strong>Calabria</strong></a>, nonchè con i mari <strong>Tirreno e Ionio</strong>.<br />
La Basilicata è in prevalenza montuosa, presenta massicci elevati che sono connessi geologicamente con Campania e Calabria, in una fascia che comprende i gruppi del <strong>Pollino, Sirino, Volturino</strong> e l&rsquo;imponente massa del vulcano spento <strong>Vulture</strong>.<br />
Il terreno degrada, verso Est e Sud, in zone collinari caratterizzate da coltre argillosa, facile alle frane.<br />
Lungo la parte bassa relativa alla costa dello Ionio il terreno è pianeggiante, alluvionale, e l&rsquo;Appennino mostra fenomeni tipici carsici.<br />
I corsi d&rsquo;acqua hanno forte peculiarità torrentizia, ed hanno scavato nel corso del tempo ampie valli profonde.<br />
Verso la Puglia è possibile trovare le <em>Gravine</em>, fiumare il cui letto risulta profondamente incassato nel terreno, asciutte nella stagione più arida.<br />
Tra i fiumi più importanti citiamo il <strong>Bradano, il Basento, l&rsquo;Agri ed il Sinni</strong> che sfociano nel Mar Ionio, mentre il fiume <strong>Noce</strong> nel Mar Tirreno.<br />
L&rsquo;idrografia della <strong>Basilicata</strong> è ben sviluppata, anche se il terreno, piuttosto permeabile a monte, non permette il formarsi di notevoli masse di acqua corrente.<br />
Il clima manifesta notevoli differenze dovute alla complessità del rilievo del terreno e delle sue direzioni: il versante del Tirreno e le conche risentono dei venti di Occidente, che rendono però le stagioni più miti e piovose.<br />
Il versante ionico presenta invece molteplici escursioni, alternando estati molto calde con periodi di aridità, e piogge perlopiù invernali.<br />
In autunno le piogge sono più prevalenti sui monti.<br />
La vegetazione varia con l&rsquo;altimetria del territorio, fino ai 400 metri macchia mediterranea, dai 400 ai 1000 metri bosco submontano, oltre i 1000 metri bosco montano sulle cui cime è pascolo alpestre.<br />
Le maggiori risorse economiche derivano dall&rsquo;agricoltura e dall&rsquo;allevamento di caprini e ovini, il metano è una delle principali risorse del sottosuolo.<br />
La pesca, non particolarmente sviluppata, è in prevalenza estesa sul versante della costa ionica.
</p>
<h3><a id="turismo">Turismo</h3>
<p>
Il <strong>Parco Nazionale del Pollino</strong> rappresenta certo una delle più suggestive attrazioni della <strong>Basilicata</strong>.<br />
La catena montuosa dell&rsquo;Appennino, che nel parco è costituita dai Massicci del Pollino e dell&rsquo;Orsomarso, confina con la Calabria e si trova immersa nel cuore mediterraneo.<br />
Le vette più alte risultano coperte di neve per lunghi periodi, da autunno inoltrato a primavera avanzata.<br />
Il valore naturalistico, morfologico, geologico, vegetazionale, faunistico, che offre il Parco è di importanza notevole.<br />
Il lupo, il gatto selvatico, la martora, la puzzola e la lontra sono tra gli animali più caratteristici della zona, senza dimenticare l&rsquo;aquila reale, il falco pellegrino, il nibbio reale, che contribuiscono ad accrescere in misura notevole il patrimonio faunistico della regione.<br />
I <strong>Laghi di Monticchio</strong>, formati nel vulcano ormai ispento del Vulture, sono un patrimonio naturalistico di rara bellezza, particolarmente ricchi dal punto di vista ittico.<br />
Le sorgenti termali che si trovano tutt&rsquo;intorno, ed i fanghi con proprietà terapeutiche, contribuiscono in buona misura a rendere questa zona una vera oasi naturale molto prestigiosa.<br />
Molto suggestiva la navigazione dei laghi con piccole imbarcazioni.<br />
Le città della Magna Grecia, quelle relative all&rsquo;epoca romana e le città medievali sono fonte di storia, arte e cultura non indifferente, e la costiera ionica e quella tirrenica offrono turismo balneare.<br />
Dunque, anche in questo caso come per altre regioni d&rsquo;Italia, si rende possibile variegare le proprie vacanze, e comunque avere a propria disposizione una scelta ottimale del proprio turismo in <strong>Basilicata</strong>.
</p>
<h3><a id="gastronomia">Gastronom&igrave;</h3>
<p>
Anche in questo caso, la possibilità di attingere dalle preziose risorse del mare e dei monti, e la forte tradizione contadina nonchè quella della pesca, mettono a disposizione della cucina della Basilicata, una scelta ricca di sapori e di ricette.<br />
Dal momento che l&rsquo;industria non risulta particolarmente sviluppata a livello nazionale, questo ha reso possibile lo sviluppo di piccole industrie capaci di produrre prodotti, ormai tipici, tra i più apprezzati in assoluto, oleifici, caseifici, pastifici.<br />
Tra i formaggi troviamo il pecorino, il caciocavallo, oltre ad una notevole produzione casearia ed una sapiente cultura delle tradizioni dell&rsquo;allevamento ovino, che permette, oltre al latte anche per le carni, piatti davvero prelibati ed unici.<br />
La forte presenza di piccoli borghi, centri rurali, ha permesso alla cucina della Basilicata di variare, da zona a zona, le preparazioni di cibo secondo le proprie antiche tradizioni, capaci di essere diverse di posto in posto, regalando al turista e visitatore una quantità infinità di sapori, profumi e colori.<br />
Dal buon olio di oliva, ai salumi, alle verdure, alla frutta, al pane casereccio, nella cucina della Basilicata non manca davvero nulla sino ad arrivare ad ottimi vini particolarmente rinomati ed apprezzati, ricordiamo l&rsquo;<strong>Aglianico del Vulture</strong>.<br />
<em>Fusilli con la salsiccia, minestra maritata, spaghetti di Maratea, orecchiette alla materana, ragù lucano, lumache all&rsquo;origano, capretto alla paesana, pollo in salsa piccante, capitone allo spiedo</em>: ecco elencate alcune delle specialità tipiche della Basilicata per quanto riguarda, solo alcuni, tra i primi e secondi piatti.<br />
La buona produzione agroalimentare permette poi di trovare dolci genuini di antico sapore casereccio.
</p>
<h3><a id="storia">Storia</h3>
<p>
Nel suo passato la <strong>Basilicata</strong> faceva parte del territorio della <strong>Lucania</strong>, che si estendeva dallo Ionio al Tirreno, territorio che in età romana fece parte della III regione Augustea.<br />
Nel Medioevo seguì, come logico, le situazioni dell&rsquo;Italia meridionale, trovandosi contesa dai Bizantini, dai Goti, dai Longobardi che si insediarono nel VI secolo.<br />
Divisa tra i vari signori normanni fino al XI secolo, dopo la costituzione di un regno accentrato ritrovò il nome di <strong>Basilicata</strong>, e venne circoscritta dai fiumi che sfociano nel Mar Ionio.<br />
<strong>Melfi</strong>, principale città, fu centro di rilevante importanza politica e storica del periodo normanno e svevo.<br />
Nella prima metà del XVI secolo entrò a far parte, con il viceregno di Napoli tra i possedimenti d&rsquo;Italia.<br />
Dopo diversi anni di insurrezioni e tentativi, solo in parte riusciti, di diversi governi, nel 1806 un governo di restaurazione tentò di frenare il dilagare del brigantaggio, senza però riuscirvi.<br />
Come in tutta l&rsquo;Italia Meridionale, anche in Basilicata ebbe luogo la drammatica <em>crisi contadina</em>, dove le rivolte sempre più energiche e decise dei contadini, nei confronti delle strutture feudali, vennero represse nel sangue.<br />
Anche in seguito all&rsquo;unificazione d&rsquo;Italia, la Basilicata continuò a vivere difficili periodi storici, dovuti al potere di pochi rispetto ai molti, che favorirono senza dubbio una forte migrazione della popolazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Calabria</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/calabria.html</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 13:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rilievo è caratterizzato da gruppi montuosi: quello del Monte Pollino, il Massiccio della Sila, ed il Monte Poro, con il rilievo dell’Aspromonte, caratterizzato dalle fiumare che scendono a raggiera. Geografia Turismo Gastronom&#236;a Storia Geografia La Calabria è la regione italiana peninsulare collocata più a sud, situata sotto la Basilicata, ad Ovest si affaccia sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rilievo è caratterizzato da gruppi montuosi: quello del <strong>Monte Pollino</strong>, il <strong>Massiccio della Sila</strong>, ed il <strong>Monte Poro</strong>, con il rilievo dell’<strong>Aspromonte</strong>, caratterizzato dalle fiumare che scendono a raggiera.
</p>
<p><span id="more-393"></span></p>
<h2><a href="#geografia">Geografia</a></h2>
<h2><a href="#turismo">Turismo</a></h2>
<h2><a href="#gastronomia">Gastronom&igrave;a</a></h2>
<h2><a href="#storia">Storia</a></h2>
<h3><a id="geografia">Geografia</h3>
<p>
La <strong>Calabria</strong> è la regione italiana peninsulare collocata più a sud, situata sotto la <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Basilicata.html"><strong>Basilicata</strong></a>, ad Ovest si affaccia sul Mar Tirreno e ad Est sul Mar Ionio, è separata dalla <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Sicilia.html"><strong>Sicilia</strong></a> dallo <strong>Stretto di Messina</strong>.<br />
<strong>Catanzaro</strong> è capoluogo della regione, le altre sono <strong>Cosenza</strong>, <strong>Crotone</strong>, <strong>Reggio Calabria</strong> e <strong>Vibo Valentia</strong>, i Comuni sono 409.<br />
Le coste sono più basse sul versante dello Ionio, anche se non mancano certe spiagge sul versante del Tirreno.<br />
Il clima è tipicamente mediterraneo, tuttavia, per la particolare configurazione della regione, il clima varia con il rilievo del territorio.<br />
Un clima tutto sommato mite, ed i venti provengono in prevalenza da occidente.<br />
I fiumi <strong>Crati, Neto, e Tacina</strong> sono quelli più lunghi, con bacino più esteso, e con un regime più regolare, fiumi che hanno contribuito ad alluvionare le valli con depositi fertili.<br />
I fiumi del versante Tirrenico, che sono più alimentati per via dei venti da Occidente, hanno portate medie maggiori ma regimi più irregolari, e sono quelli che costituiscono le <em>fiumare calabresi</em>.<br />
Gli estesi affioramenti di rocce granitiche, oltre che conferire una particolare morfologia al terriotorio della <strong>Calabria</strong>, alimentano e nutrono una flora più peculiare, diversa da quella di altre regioni vicine.<br />
Nella zona litoranea si trovano sempreverdi spontanei della macchia mediterranea (<em>mirti, lentischi, oleandri</em>), nonchè agrumeti ed uliveti, con essenze subtropicali ben acclimatate (<em>fichi d’India, banani</em>).<br />
Sono dunque presenti promiscue colture, con cerali, frutteti, vigneti, uliveti, e castagneti.<br />
Il XVIII secolo ha visto l’inizio di una forte emigrazione della popolazione, che risulta perlopiù accentrata nel territorio della regione.
</p>
<h3><a id="turismo">Turismo</h3>
<p>
Il <strong>Parco dell’Aspromonte</strong> è certo un grande patrimonio ambientale e naturalistico della <strong>Calabria</strong>, in tempi antichi risultava pressochè coperto di piante, purtroppo perse nella quasi totalità per via dell’esigenza di legname.<br />
Sull’Aspromonte però, la presenza di boschi, importantissimi per l’ambiente, è ancora forte, e dalle sue vette sono chiaramente visibili l’Etna e le Isole Eolie.<br />
Le ripide ed impervie vallate offrono certo un paesaggio altamente suggestivo, con i torrenti dal corso impetuoso.<br />
Diverse specie di uccelli vivono ben protetti dalla fitta vegetazione, come il picchio, l’aquila reale, il biancone, lo sparviero.<br />
Forte la presenza sull’Aspromonte di monasteri e santuari.<br />
Il <strong>Parco del Pollino</strong> insieme a quello del <strong>Cilento</strong> offrono una ulteriore splendida oasi turistica per chi ama i monti.<br />
Notevole la presenza di spiagge sui versanti dello Ionio e del Tirreno, ed il mare è la principale risorsa turistica della <strong>Calabria</strong>.<br />
Le rinomate ed apprezzate località costiere (Tropea, Reggio, Soverato, etc.) offrono turismo balneare in un lungomare di rara bellezza.<br />
La possibilità di scelta tra mare e monti mette a disposizione del turismo una bella scelta per gestire al meglio le proprie vacanze: sono possibili escursioni in montagna ed attività correlate, ma tranquillamente optare anche per intere giornate passate sulla spiaggia, col il sole ed il mare.<br />
Questa prerogativa di scelta non fa che arricchire le potenzialità turistiche offerte dal territorio calabrese, capace di donare al visitatore una permanenza indimenticabile.
</p>
<h3><a id="gastronomia">Gastronom&igrave;</h3>
<p>
La gastronomia della regione <strong>Calabria</strong>, oltre che offrire molti piatti tipici locali, si vanta anche di una forte tradizione legata alla preparazione di piatti a base di pesce.<br />
Dunque, l&#8217;importante tradizione contadina e popolare, riguardo i piatti tipici a base di carne, paste, verdure, viene implementata notevolmente fornendo un assortimento di gusto davvero completo.<br />
Celeberrimi il <em>peperoncino di Soverato, le cipolle di Tropea</em>, questi risultano ingredienti basilari in molteplici ricette, aromi inconfondibili che vanno ad impreziosire e personalizzare qualunque piatto.<br />
Tra i primi piatti citiamo <em>le pennette piccanti, anche con verdure, la minestra con peperoni melanzane e patate, i fusilli al gusto di cedro</em>, poi zuppe e paste preparate secondo tradizioni locali, che variano da località a località, rispettando antiche tradizioni familiari tramandate di generazione in generazione.<br />
Ricordiamo anche la <em>ciambrotta</em>, pietanza vegetariana, e la <em>pasta condita con uova fritte e pecorino</em>.<br />
Tra gli insaccati di maiale più conosciuti della cucina calabrese troviamo le <em>cervellate, i capocolli</em>, serviti come antipasto.<br />
I diversi ragù, preparati spesso con carne di maiale, poi le famose <em>sagne chine</em>, sostanzialmente delle lasagne ripiene di formaggio.<br />
Ovvio che anche il formaggio gioca un ruolo fondamentale in queste ricette, forte di una produzione casearia genuina.<br />
Non dimentichiamo nemmeno il <em>timballo di maccheroni</em>.<br />
Il pesce viene preparato in molteplici ricette, ed impiegando diverse specie.<br />
Conosciuto ed apprezzato risulta essere lo <em>stoccafisso alla marinara, il pescespada</em>, molto importante la preparazione delle verdure, le melanzane, ripiene, fritte, ma ancora la carne; quella di capretto, di maiale, le costolette di agnello.<br />
Una cucina davvero ricca, completa, in grado di soddisfare il palato del turista più esigente, andando a coprire nel migliore dei modi dagli antipasti alla frutta, un&#8217;offerta di cibi e prodotti tipici locali di indiscusso sapore.<br />
Il <em>Cirò ed il Gaglioppo</em> tanto per citare alcuni tra i vini più conosciuti, e senza dimenticare che per quanto concerne i dolci non manca davvero nulla.<br />
Imperdibile il gelato, di produzione artigianale servito con le brioches.
</p>
<h3><a id="storia">Storia</h3>
<p>
Centro vitale della <strong>Magna Grecia</strong>, la <strong>Calabria</strong> comprendeva la <strong>Lucania</strong> ed il <strong>Bruttium</strong>.<br />
Le coste di queste regioni diedero vita a fiorenti colonie greche, <em>Metaponto, Siri, Eraclea, Sibari, Turi, Crotone, Locri, Reggio, Velia, Paestum</em>.<br />
Mentre la pressione delle tribù Lucane e Bruzie si faceva sempre più pressante, le città greche lottarono spesso l’una contro l’altra alternando predomini diversi, ed il secolo III a.C. vide la superiorità delle popolazioni calabresi.<br />
Lucani e Bruzi vennero sconfitti, nel loro contatto con i Romani, nella guerra di Pirro, e colonie di cittadini romani vennero inviate sul territorio sottomesso, nel II secolo a.C.<br/><br />
La riforma di Diocleziano decretò la regione come provincia autonoma governata da un <em>corrector</em> stabilito a Reggio.<br />
Durante i secoli XI e XII i Normanni unirono il territorio alla Sicilia decretando però al contempo l’inizio di un forte decadimento politico ed economico del territorio, in un periodo dominato da invasioni esterne e lotte intestine.<br />
Le popolazioni contadine risultavano oppresse dalle oppressioni feroci dei grandi feudatari, gli Angioini prima e gli Aragonesi poi, sottoposero ad una enorme pressione fiscale i contadini, e nel secolo XIV solo <strong>Cosenza</strong> riuscì a conservare una fiorente vita cittadina.<br />
Nel 1600 il <strong>Campanella</strong> tentò di organizzare un movimento di insurrezione, negli anni a seguire il territorio risentì le ripercussioni della rivoluzione di <strong>Masaniello</strong>.<br />
Anche in questo difficile periodo storico figure come il <strong>Campanella</strong> ed il <strong>Telesio</strong> riuscirono comunque, con l’<strong>Accademia Cosentina</strong>, a continuare l’evoluzione di una promettente vita culturale.<br />
Dopo il ritorno dei Borboni nel 1815, gli anni successivi videro la condanna a morte di Gioacchino Murat e dei fratelli Bandiera che tentarono di conquistare il regno per opporsi ai Borboni, e nemmeno il Pisacane ebbe maggiore buona sorte.<br />
Giuseppe Garibaldi ed il suo esercito liberarono la Calabria nel 1860, e l’anno seguente la regione entrò a far parte del Regno d’Italia.</p>
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		<title>Campania</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 13:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I rilievi sono rappresentati dalla dorsale appenninica centrale con i massicci del Matese, Taburno, Avella, Termini, Cervialto, Alburno, Cervati. Presenti altopiani e conche, a Benevento, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, etc. Geografia Turismo Gastronom&#236;a Storia Geografia La Campania è la regione dell&#8217;Italia Meridionale che confina con Lazio, Molise, Puglia e Basilicata, e nella parte sud-ovest si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I rilievi sono rappresentati dalla dorsale appenninica centrale con i massicci del <em>Matese, Taburno, Avella, Termini, Cervialto, Alburno, Cervati</em>.<br />
Presenti altopiani e conche, a <em>Benevento, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino</em>, etc.
</p>
<p><span id="more-395"></span></p>
<h2><a href="#geografia">Geografia</a></h2>
<h2><a href="#turismo">Turismo</a></h2>
<h2><a href="#gastronomia">Gastronom&igrave;a</a></h2>
<h2><a href="#storia">Storia</a></h2>
<h3><a id="geografia">Geografia</h3>
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La <strong>Campania</strong> è la regione dell&rsquo;Italia Meridionale che confina con <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Lazio.html"><strong>Lazio</strong></a>, <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Molise.html"><strong>Molise</strong></a>, <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Puglia.html"><strong>Puglia</strong></a> e <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Basilicata.html"><strong>Basilicata</strong></a>, e nella parte sud-ovest si affaccia sul <strong>Mar Tirreno</strong>.<br />
Comprende 551 Comuni divisi nelle province di <strong>Avellino</strong>, <strong>Benevento</strong>, <strong>Caserta</strong>, <strong>Napoli</strong> (capoluogo), <strong>Salerno</strong>.<br />
Massicci di origine vulcanica presenti nella zona litoranea (<strong>Vesuvio e Campi Flegrei</strong>) e di origine sedimentaria (<strong>Lattari e Massico</strong>).<br />
I fiumi <em>Garigliano e Volturno</em> bagnano le più importanti pianure del territorio, da ricordare anche quella del fiume <em>Sele</em> che forma la <strong>Piana di Pesto e la Pianura di Salerno</strong>.<br />
Ad Est dei Massicci dell&rsquo;Alburno e del Cervati si estende il <strong>Vallo di Diano</strong>.<br />
I fiumi presentano un corso tortuoso prima di sfociare nel Tirreno.<br />
Copiose sorgenti sgorgano ai piedi di rilievi calcarei, i bacini del Sele e del Volturno sono impiegati per acquedotti, irrigazione, nonchè produzione di energia elettrica.<br />
Nelle zone litoranee è presente una rigogliosa macchia mediterranea, con boschi di quercia, faggi, castagni e conifere.<br />
La disposizione del rilievo protegge il territorio dalle correnti continentali, ed il benefico influsso del mare regala alla <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Campania.html"><strong>Campania</strong></a> un ottimo clima, che tende a diventare più severo via via che ci si accentra nel territorio allontanandosi dal mare.<br />
<em>Scirocco e Libeccio</em> sono i venti che più sovente coprono la zona.<br />
Le isole di <strong>Ischia, Capri e Procida</strong>, conferiscono alla regione uno dei paesaggi in assoluto più belli e suggestivi molto apprezzati e conosciuti a livello mondiale.
</p>
<h3><a id="turismo">Turismo</h3>
<p>
Il turismo della <strong>Campania</strong> è in grado di offrire al turista e visitatore molteplici possibilità di scelta, località balneari, arte e cultura, eventi e manifestazioni.<br />
La <strong>Costiera Amalfitana</strong>, che è una delle mete più ambite dal turismo, con le prestigiose località di Amalfi, Sorrento, Positano, Ravello, Minori, Maiori, Scala, Praiano.<br />
La <strong>Costa del Cilento</strong>, con le sue meravigliose spiagge dalla sabbia particolarmente fine, i tratti di scogli, le grotte, le insenature ed i promontori, spettacolo naturalistico di ineguagliabile bellezza.<br />
Il <strong>Parco del Cilento</strong>, con fauna e flora particolarmente ricche e rigogliose, il <strong>Parco Nazionale del Vesuvio</strong>, ed ovviamente è impossibile non menzionare ulteriormente Ischia, Capri e Procida con quello che nel loro specifico sono capaci di offrire, oltre alle numerose località della <strong>Campania</strong> degne di nota, e ce ne sono davvero tante.<br />
I Musei, le sagre popolari, la storia: la Campania può rappresentare, sotto tutti i punti di vista, una vacanza completa, unica ed indimenticabile.<br />
I suggestivi panorami ed il loro intenso valore naturalistico, le zone storiche importantissime testimonianze culturali, i palazzi, la <strong>Reggia di Caserta</strong>, il <strong>Borgo Medievale</strong> sito in <strong>Caserta Vecchia</strong>, con la Cattedrale, il Palazzo Vescovile, solo per citare alcune località di rilevante interesse, cui ovviamente dedichiamo spazio per le giuste descrizioni in ciascuna pagina dedicata ad ogni singola località.<br />
La Campania è capace di offrire una vacanza che potremmo definirsi davvero completa, capace di soddisfare il gusti più diversi, storia, arte, cultura, teatri, manifestazioni locali, ma anche tanto mare, sole e splendide spiagge, senza dimenticare la favolosa gastronomia regionale che ha contribuito a far conoscere ulteriormente, ed apprezzare, la Campania e l&rsquo;Italia tutta, nel mondo.<br />
Le Stazioni metereologiche di Capo Palinuro, Capri, Grazzanise, Napoli Capodichino, Salerno Pontecagnano e Trevico sono ulteriore dimostrazione dell&rsquo;importanza di rilievo della Campania nell&rsquo;intero contesto del territorio nazionale.<br />
La navigazione marittima nelle acque relative al territorio campano, non è solo supportata dalle più recenti tecnologie, ma è anche capace di offrire uno spettacolo unico e suggestivo durante tutta la navigazione, sia essa commerciale, privata, o con mezzi marittimi di pubblico trasporto, quali traghetti, aliscafi, ed altre molteplici soluzioni messe a disposizioni dalle varie flotte.<br />
Vi consigliamo volentieri di dare un&rsquo;occhiata, a titolo indicativo ed informativo, al sito della <a href="http://www.caremar.it/pages_it/index.asp"><strong>Campania Regionale Marittima S.p.a.</strong></a> per meglio farsi un&rsquo;idea riguardo le interessanti opportunità messe a disposizione dalla navigazione nel Tirreno.
</p>
<h3><a id="gastronomia">Gastronom&igrave;</h3>
<p>
Nella <strong>gastronomia della Campania</strong> è davvero possibile trovare, <em>cosa spesso realizzabile in Italia</em>, quanto di meglio esista per piatti che ormai hanno assunto importanza di rilevante interesse a livello nazionale, ma non solo.<br />
Pensiamo ad esempio agli spaghetti, od alla pizza: in <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Campania.html"><strong>Campania</strong></a> sono davvero, ed a pieno titolo, <em>un&rsquo;altra cosa</em>, senza ovviamente nulla togliere a nessuna delle regioni italiane che tanto ci regalano in termini di sapori, profumi, colori, piatti che il mondo ci invidia e ne ha ben ragione.<br />
Dagli antipasti ai primi piatti, per proseguire con i secondi, i contorni, la verdura, la frutta, i formaggi, i dolci, i gelati ed i dessert, i vini da pasto, bianchi e rossi, i liquori caratteristici degna conclusione di ogni buon pasto, la Campania offre quanto di meglio tutto il territorio sia capace di regalare, territorio che ricordiamo, è <em>amorevolmente</em> supportato dal mare.<br />
Quindi?! Gastronomia unica, eccellente, ricca e completa: per tutti i gusti.<br />
Pensiamo sempre con piacere alla qualità della <a href="http://www.guida-acquisti.com/guida/alimentari/pasta.html"><strong>Pasta</strong></a>, nei suoi diversi formati, offerta dal territorio campano e dalle aziende, anche piccole ed a conduzione familiare, che la producono.<br />
Un vero e proprio <em>gioiello della gastronomia italiana</em> la pasta, che ha fatto conoscere l&rsquo;Italia al mondo intero.<br />
La fine produzione casearia relativa ai latticini, impossibile non pensare alla <strong>mozzarella</strong>, prodotta con latte di mucca o di bufala, capace di esaltare il sapore di pasta, pizza, o di qualsiasi altro piatto cui venga abbinata.<br />
I piccoli <em>pomodorini del Vesuvio</em>, il cui sugo che ne scaturisce <em>cambia davvero il volto del ragù</em>: naturalmente in meglio.<br />
Che dire poi delle più pregiate carni di pesce <em>offerte dal mare</em>, dal prezioso lavoro dei pescatori e venditori.<br />
Che sia pure una questione di gusti, ma il pesce rappresenta in assoluto uno dei cibi più pregiati e preziosi cui la Natura possa offrire ai suoi Figli.<br />
Ed in fatto di gastronomia e pesce, la Campania non è seconda a nessuno, i numerosi piatti tipici di pesce, vere e proprie specialità che grazie alla freschezza del prodotto rendono la cucina della regione ricca, completa, ampia e variegata.<br />
Anche i formaggi rivestono un ruolo importante nell&rsquo;ambito della gastronomia del territorio, la carne di maiale, di vitello, non fanno che completare una cucina ricca ed unica, capace di soddisfare anche i palati più esigenti.<br />
Il buon vino ed i suoi vitigni, non fanno che coronare una gastronomia tra le più apprezzate.
</p>
<h3><a id="storia">Storia</h3>
<p>
La <strong>Campania</strong> occupava in origine un territorio piuttosto limitato popolato in prevalenza da popolazioni di origine sannitica.<br />
<strong>Cuma</strong> fu la prima delle colonie greche stabilitesi sulla costa del Tirreno.<br />
Nel periodo che va dal secolo II al IV anche Roma fondò diverse colonie, <em>Cales, Suessa, Sinuessa, Volturno, Literno, Pozzuoli</em>.<br />
Durante il periodo del dominio romano, la cittadinanza romana ed il latino, lingua ufficiale, sancirono a tutti gli effetti l&rsquo;annessione del territorio all&rsquo;Impero Romano.<br />
Solo Napoli mantenne fede più a lungo alla sua origine greca, sebbene dal 326 in avanti divenne <em>socia</em> di Roma.<br />
Nella <em>ripartizione Augustea</em> delle regioni italiane, la <strong>Campania</strong> venne unita al <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Lazio.html"><strong>Lazio</strong></a>, formando così la prima regione.<br />
<em>Diocleziano</em> stabilì che tale regione divenne provincia con capitale Capua.<br />
La fertilità del suolo, ed il clima mite, hanno da sempre contribuito nel rendere la <strong>Campania</strong> una delle regioni in assoluto più ricche.<br />
Dopo la caduta nel 476 dell&rsquo;Impero Occidentale, il territorio della regione venne controllato dagli Ostrogoti, Bizantini, e Longobardi poi, quando nel 570 incorporarono Capua, ed altra parte del territorio, al <em>Ducato di Benevento</em>.<br />
Il periodo storico che vide alternarsi questi dominatori, fu teatro di parecchie lotte interne, questo facilitò la conquista della Campania da parte dei Normanni, che nel 1062 estesero il dominio dalla <em>Contea di Aversa a Capua ed al Principato di Salerno</em> sotto la guida di <em>Roberto il Guiscardo</em>.<br />
Nel 1139 <em>Ruggero II</em> fece cadere Napoli, e da quel momento in avanti si instaurò un saldo dominio normanno nel Mezzogiorno.<br />
Il periodo storico successivo vide la Campania percorrere lo scenario medesimo del <strong>Regno di Sicilia</strong> prima e delle <strong>Due Sicilie</strong> poi, fino all&rsquo;annessione del <strong>Regno d&rsquo;Italia</strong> nel 1861.<br />
La <em>questione meridionale</em>, dovuta all&rsquo;arretramento sociale dovuto ai Borboni, manifestò per lungo periodo i suoi problemi.</p>
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		<title>Emilia Romagna</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 13:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Emilia Romagna è una regione dell’Italia settentrionale, delimitata dal fiume Po, dal Mar Adriatico e dal crinale dell’Appennino che la divide dalla Toscana. Geografia Turismo Gastronom&#236;a Storia Geografia Dai suoi confini sono escluse alcune valli che appartengono alle Marche ed alla Toscana, la Repubblica di San Marino, e la parte meridionale del Po. A nord [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Emilia Romagna</strong> è una regione dell’Italia settentrionale, delimitata dal fiume Po, dal Mar Adriatico e dal crinale dell’Appennino che la divide dalla <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Toscana.html"><strong>Toscana</strong></a>.</p>
<p><span id="more-408"></span></p>
<h2><a href="#geografia">Geografia</a></h2>
<h2><a href="#turismo">Turismo</a></h2>
<h2><a href="#gastronomia">Gastronom&igrave;a</a></h2>
<h2><a href="#storia">Storia</a></h2>
<h3><a id="geografia">Geografia</a></h3>
<p>
Dai suoi confini sono escluse alcune valli che appartengono alle <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Marche.html"><strong>Marche</strong></a> ed alla <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Toscana.html"><strong>Toscana</strong></a>, la <strong>Repubblica di San Marino</strong>, e la parte meridionale del Po.<br />
A nord confina con il <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Veneto.html"><strong>Veneto</strong></a> e la <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Lombardia.html"><strong>Lombardia</strong></a>, ad ovest con <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Piemonte.html"><strong>Piemonte</strong></a> e <a href="http://www.guida-acquisti.com/viaggiare/Liguria.html"><strong>Liguria</strong></a>.<br />
Comprende le province di <strong>Bologna</strong> (capoluogo), <strong>Ferrara</strong>, <strong>Forlì Cesena</strong>, <strong>Modena</strong>, <strong>Parma</strong>,  <strong>Piacenza</strong>, <strong>Ravenna</strong>, <strong>Reggio Emila</strong> e <strong>Rimini</strong>, province che fanno capo a 341 Comuni.<br />
Quasi metà del territorio è montuoso, la dorsale dell’Appennino è costituita da tronchi montuosi, e l’erosione fluviale forma valli approssimativamente parallele in direzione Ovest ed Est, mentre lo spartiacque di displuvio si sposta in una e nell’altra catena.<br />
Le cime più alte sono rappresentate dai <strong>Monti Penice, Lesina, Ragola, Alpe di Succiso, Susa, Corno alle Scale, Cimone</strong> ed il <strong>Fumaiolo</strong> dove nasce il <strong>Tevere</strong>.<br />
I principali passi sono quelli di <strong>Cisa, Cerreto, Abetone</strong>.<br />
La dorsale dell’Appennino frangia la <strong>Pianura Padana</strong> con una serie di calanchi, ovvero zone dalla tipica e caratteristica morfologia del terreno.<br />
L’idrografia è costituita da fiumi di carattere torrentizio, di cui alcuni tributari del Po: <em>Trebbia, Nure, Taro, Parma, Enza, Secchia, Panaro</em>.<br />
Altri fiumi con foce nell’Adriatico, <em>Po di Volano, Reno, Lamone, Rubicone</em>, od ancora da stagni e lagune sul litorale, come le <strong>Valli di Comacchio</strong>.<br />
Il clima è subcontinentale, più mite in prossimità del mare, capace comunque di inverni rigidi, estati calde ed asciutte, frequenti le nebbie nelle stagioni più fredde.<br />
Sul territorio montano sono presenti boschi e pascoli permanenti, le zone collinari sono coltivate con viti, orti e frutteti, mentre nella pianura una progredita agricoltura costituisce la base economica della regione.<br />
Ben nota e conosciuta la pesca nell’Adriatico ed altrettanto famose sono le anguille delle Valli di Comacchio.<br />
Dalle risorse agricole prendono vita numerose industrie, saccarifere, conserviere, molitorie, l’allevamento di bovini e suini è basilare per le aziende di formaggi ed insaccati, tra i più apprezzati sul territorio nazionale.
</p>
<h3><a id="turismo">Turismo</a></h3>
<p>
Formata da due regioni geograficamente e storicamente distinte, l’<strong>Emilia Romagna</strong> fa del turismo una delle principali risorse della regione.<br />
Il <strong>Parco del Delta del Po</strong>, che a pieno titolo è entrato a far parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, copre la più ampia estensione di zone umide protette presenti su tutto il territorio nazionale, <em>intrinseco</em> patrimonio ecologico ed ambientale che racchiude in sé fauna e flora che a loro volta ospitano centinaia di specie differenti.<br />
Tutte specie fortemente legate prettamente alle relative zone di habitat, che si esprimono con forme ed adattamenti diversi in base alle specifiche caratteristiche ambientali.<br />
Tra i <em>Borghi ed i Castelli</em> della provincia di <strong>Parma</strong> troviamo il <em>Palazzo di Colorno</em>, le cui prime costruzioni risalgono al secolo XIII, poi la <em>Rocca di San Secondo</em>, forte testimoninanza storica del <em>Casato dei Rossi</em>, il <em>Borgo e Rocca di Fontanellato</em>, il <em>Castello di Soragna</em>.<br />
L’Emilia Romagna, ben nota per il suo turismo balneare e le discoteche, è capace di offrire al turista contemporaneamente arte, storia, cultura, sagre popolari, eventi legati alla gastronomia, che sul territorio è ben radicata e fonte di apprezzamento non solo a livello nazionale.<br />
Le zone archeologiche di <em>Reggio Emilia, di Budrio</em>, Bologna e la sua ricca storia, Ferrara con i suoi sei Lidi, Rimini e Riccione non sono solo che alcune tra le località che meritano di essere accuratamente visitate.<br />
I famosi Musei presenti in ciascuna città sono ulteriore testimonianza dell’importanza storica, culturale ed artistica della regione, in cui il turista può trovare ciò che cerca spaziando dal divertimento più puro e distensivo a quello più di ricerca e conoscenza.<br />
Il <em>Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza (Ravenna), la Mostra Permanente sull’Età del Bronzo a Poviglio (Reggio Emilia), il Museo Comunale di Rimini, i Musei di Palazzo Farnese (Piacenza), il Museo Civico Archeologico Etnologico (Modena), altro Museo Archeologico a Forlì, il Museo delle Valli di Argenta (Ferrara), il Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto (Bologna)</em>: ecco che l’Emilia Romagna è capace di offrire storia dell’arte, patrimonio culturale, testimonianze di conoscenza.<br />
Sebbene il turismo nella Regione sia forse più conosciuto per quello balneare, quindi in prevalenza estivo ed improntato al divertimento, il territorio è capace di soddisfare anche il palato del turista più attento.<br />
La bellezza suggestiva dei paesaggi offerti dal territorio, la presenza del mare, quella dell’Appennino, fanno dell’Emilia Romagna una delle regioni d’Italia <em>più complete</em> per quanto concerne la scelta del turismo che è capace di donare ai suoi ospiti.
</p>
<h3><a id="gastronomia">Gastronom&igrave;</a></h3>
<p>
La gastronomia dell’Emila Romagna è forte della vasta offerta legata al territorio: la pesca nell’Adriatico, le anguille di Comacchio, l’allevamento di suini che producono un prodotto conosciuto nel mondo come il Prosciutto Crudo, l’allevamento bovino che produce latte da cui si ricava il prezioso Parmigiano Reggiano, la coltivazione del frumento che ha reso i tipi di pasta della regione famosi nel mondo, pensiamo ai celeberrimi tortellini.<br />
<em>Tanto per cambiare</em>, e con estremo piacere tutto italiano, possiamo tranquillamente affermare che la gastronomia offerta dall’Emilia Romagna non può che contribuire a consolidare nel rendere la cucina italiana famosza, ambita, apprezzata nel mondo intero.<br />
La fine tradizione culinaria, le antiche ricette tramandate da secoli, i metodi di produzione e lavorazione relativi a carni e formaggi, non sono altro che sapiente testimonianza di chi il cibo lo sa produrre per davvero.<br />
Dalle tagliatelle ai cappelletti, gli anolini e le lasagne, il risotto ed i tortelli, solo per citare lacuni tra i primi piatti più conosciuti.<br />
Che dire poi delle specialità legate ai secondi piatti: stufato al latte, stracotto, di asino, zampone di maiale con le lenticchie, la faraona, lo storione, il coniglio, la porchetta, le già citate anguille.<br />
La radicata presenza della tradizione contadina ha attribuito all’agricoltura una delle più apprezzate per qualità del prodotto che ne scaturisce, ripetiamo: prodotti come il Prosciutto Crudo od il Parmigiano non si possono produrre con materie prime qualsiasi.<br />
Al contrario, è necessario esercitare una forte selezione per poter produrre quanto di meglio la regione sa offrire.<br />
Ovviamente, tutto l’ottimo cibo, senza naturalmente dimenticare quello prelibato offerto dal mare, dalla forte tradizione della pesca e delle specialità dei piatti di pesce, il vino non può che coronare ed accompagnare un ottimo pasto, che è la regola, in Emilia Romagna.<br />
Lambrusco, Sangiovese, Cagnina, Trebbiano: ecco alcuni tra i nomi dei vini più apprezzati e conosciuti, i cui vigneti ed uve vengono largamente utilizzate anche per creare altri vini.<br />
Vitigni di uva bianca, rossa e nera, non fanno che arricchire e decretare la gastronomia dell’Emilia Romagna quanto di meglio il turista possa trovare nel territorio.
</p>
<h3><a id="storia">Storia</a></h3>
<p>
Nell’Emilia le civiltà agricole (IV millennio a.C.) sono documentate con le culture di <em>Chiozza di Scandiano e del Pescale</em>, presso tali civiltà fu in uso la ceramica e la pietra levigata.<br />
Alla civiltà dei metalli si passò molto lentamente, ed il <em>Cuprolitico</em> (dal 2.000 a.C.) è noto grazie ai corredi dei sepolcri del <em>Bosco di Malta nel Bolognese, di Cumarola e della cultura di Remedello</em>.<br />
La cultura <em>terramaricola</em>, dal XV secolo a.C. in avanti, vide il bronzo molto diffuso nella regione emiliana.<br />
Tale periodo storico era caratterizzato dalla presenza di capanne circondate da un argine di pali, oppure innalzate su di un tavolato ligneo poggiato su di una sorta di gabbia realizzata con pali.<br />
Queste costruzioni furono così realizzate per la particolare morfologia del terreno della Pianura Padana, dove le inondazioni erano frequenti.<br />
Gli abitanti di queste zone, <em>i terramaricoli</em>, erano pescatori, allevatori e metallurgi.<br />
Il nome <em>Aemilia</em>, che stava ad indicare l’VIII regione d’Ialia al tempo di Augusto, derivava dall’omonima via che attraversa il territorio.<br />
Nel secolo IV d.C. la regione formò, insieme alla Liguria, una provincia consolare, i cui centri principali erano <em>Aeriminum, Caesena, Forum Popilii, Forum Livii, Bononia, Mutina, Regium Lepidum, Parma e Ravenna</em>.<br />
Longobardi e Bizantini invasero il territorio, furono proprio i primi, nel VI secolo a causare molte rovine nel territorio della regione distruggendo le città, che impiegarono due secoli circa per risorgere.<br />
La creazione di Monasteri Benedettini come quelli di <strong>Bobbio e Nonantola</strong>, nonché l’affacciarsi in tale periodo storico di famiglie importanti come i <em>Supponidi</em>, sono testimonianza di questa ripresa.<br />
Nuova ripresa da collocarsi sullo sfondo della lotta relativa alle investiture, ed alla propensione filo-imperiale si contrappose la nascita di un Comune in diverse città nella prima metà del secolo XII.<br />
Nonostante ciò i nuovi Comuni vennero guadagnati dai <strong>Ghibellini</strong> e tornarono quindi utili alla politica imperiale.<br />
Fu in questo clima che avvenne l’affermazione degli <strong>Estensi a Ferrara</strong>.<br />
Parma ruppe quest regola nel 1247 provocando la caduta di <em>Federico II di Svevia</em>, ed in seguito la vittoria di <em>Carlo D’Angiò</em> nel 1266 segnò il trionfo dei <strong>Guelfi</strong> anche in Emilia, e venne ribadita l’affermazione degli Estensi.<br />
Derivò un processo che impedì l’unificazione signorile del territorio, successivamente gli Estensi dovettero dividere con i <em>Visconti</em> (signori dell’intera Lombardia) il territorio dell’Emilia, mantenendo per essi solo Modena e Reggio.<br />
Durante il periodo Napoleonico l’Emilia venne unita alla <em>Repubblica Cispadana</em> nel 1796 ed alla <em>Repubblica Cisalpina</em> l’anno successivo, poi, al Regno d’Italia.<br />
Il Congresso di Vienna stabilì che il territorio dovesse tornare sotto il controllo di Parma e Piacenza, nel 1831 Modena, Parma e la Romagna insorsero, nel 1848 Bologna ed i ducati, concordarono l’annessione col Piemonte, ma dopo la sconfitta di questi, gli austriaci ristabilirono il dominio con i vecchi sovrani.<br />
Nel 1859-60 questi vennero cacciati e <em>Luigi Carlo Farini</em> venne nominato dittatore della regione che venne ammessa al Regno d’italia.</p>
<p>La Romagna venne compresa nell’VIII regione d’Italia con Augusto, e con Diocleziano entrò a far parte del distretto <em>Aemilia et Liguria</em>.<br />
Venne occupata da <em>Odoacre e dai Goti</em>, in seguito dai <em>Bizantini</em>, poi dai <em>Longobardi</em>, proprio a questi si deve il nome di <em>Romania</em>.<br />
Nel 1278 <em>Rodolfo d’Asburgo</em> riconobbe le pretese papali sul territorio, questo provocò una ulteriore ingerenza della Santa Sede nella vita dei vari Comuni, che si ribellarono alle decisioni pontificie.<br />
Nonostante l’instaurazione delle signorìe, la regione continuò un processo storico molto agitato, continuo oggetto di mire di conquista da parte di <strong>Milano</strong>, <strong>Firenze</strong> e <strong>Venezia</strong>.<br />
La Santa Sede prese nuovamente il controllo della situazione con l’insediamento di <em>Riario</em> ad Imola e Forlì, creando uno stato nella regione per opera di <em>Cesare Borgia</em>.<br />
Soltanto <em>Giulio II</em> riuscì, per breve tempo, nell’intento di sottomettere la Romagna, nonostante le lotte tra fazioni popolari e nobiliari non cessarono mai.<br />
L’occupazione degli austriaci fece perdere definitivamente la Romagna dal controllo della Santa Sede, il governo pontificio tornò tuttavia dopo la caduta di Napoleone, dividendo la regione nelle legazioni di Romagna, Bologna e Ferrara.<br />
Una nuova insurrezione nel 1831 portò alla costituzione delle province italiane, tumulti e conquiste continuarono fino al 1860 anno in cui la Romagna venne annessa al Regno d’Italia.</p>
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		<title>Friuli Venezia Giulia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 13:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Friuli Venezia Giulia è una regione dell’Italia Settentrionale, più precisamente occupa la parte nord-orientale, comprende 219 Comuni che sono suddivisi nelle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. Nella zona di Tarvisio il confine si estende nel bacino del Danubio, il territorio della regione si distingue morfologicamente in una zona pianeggiante ed i rilievi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> è una regione dell’Italia Settentrionale, più precisamente occupa la parte nord-orientale, comprende 219 Comuni che sono suddivisi nelle province di <strong>Gorizia</strong>, <strong>Pordenone</strong>, <strong>Trieste</strong> e <strong>Udine</strong>.<br />
Nella zona di <em>Tarvisio</em> il confine si estende nel bacino del <em>Danubio</em>, il territorio della regione si distingue morfologicamente in una zona pianeggiante ed i rilievi delle <strong>Alpi Carniche</strong> e delle <strong>Giulie Occidentali</strong>.</p>
<p><span id="more-410"></span></p>
<h2><a href="#geografia">Geografia</a></h2>
<h2><a href="#turismo">Turismo</a></h2>
<h2><a href="#gastronomia">Gastronom&igrave;a</a></h2>
<h2><a href="#storia">Storia</a></h2>
<h3><a id="geografia">Geografia</h3>
<p>
Le risorgive formano una linea che separa l’alta pianura, formata da materiale grossolano e piuttosto permeabile con ampie zone aride (magredi) ad Ovest del fiume <strong>Tagliamento</strong>, dalla bassa pianura composta da materiale più fine e fertile.<br />
La costa sull’Adriatico settentrionale è bassa ed orlata dalle lagune di <strong>Marano e Grado</strong>, più alta verso Est dove si trova il porto di <strong>Trieste</strong>.<br />
Mancano completamente risorse naturali nel sottosuolo, le risorse di origine naturale sono date dalle foreste della zona montana dove viene praticato anche l’allevamento.<br />
Nella zona collinare e pianeggiante è diffusa l’agricoltura, dove troviamo mais, barbabietole da zucchero, patate, grano.<br />
Sono diffusi i vigneti, le colture ortofrutticole e del tabacco.<br />
La pesca, meno redditizia di altri tempi per via dell’impoverimento del mare, è comunque sempre attiva, la <em>vallicoltura</em> ne è un esempio, praticata sin dai tempi antichi.<br />
Il <em>Tagliamento, l’Isonzo ed il Livenza</em> sono i fiumi principali della regione, il clima, in virtù della protezione delle <em>Alpi Carniche</em>, nella zona pianeggiante è solitamente di tipo marittimo, con temperature non troppo elevate.<br />
Mentre nella parte settentrionale del Friuli Venezia Giulia il clima è tipicamente alpino.<br />
Dove manca la protezione delle Alpi soffia impetuosa la bora, vento freddo e gelido che porta però tempo buono.
</p>
<h3><a id="turismo">Turismo</h3>
<p>
Il Parco del Tarvisiano rappresenta certo un patrimonio naturalistico di indiscusso interesse, ambientale, faunistico, di flora, ed importantissimo per l’ambiente.<br />
La Foresta di Tarvisio, che si estende su di una ampia superficie, offre un induscusso patrimonio naturalistico.<br />
Altri gioielli artistici sono rappresentati dalle città e borghi, Cividale, Latisana, Palmanova, San Daniele e Udine.<br />
Ma ancora, i castelli, di Arcano, Cassacco, Colloredo di Montalbano, Strassoldo, Susans, Villalta.<br />
Dunque arte, cultura, e natura, le grotte di Villanova, il lago di Cornino, il Parco delle Risorgive e le Valli del Natisone.<br />
Non mancano certo le possibilità di praticare numerose attività all’aria aperta, dalle semplici e sempre salutari passeggiate al trekking, parapendio, escursioni in mountain-bike ed arrampicate, pesca sportiva, equitazione, golf, e centri sportivi in grado di soddisfare le personali e soggettive esigenze del turista.<br />
La ricchezza di musei cui è dotata la regione, fornisce ulteriore motivo di interesse, citiamo il Il Civico Aquario Marino di Trieste, il Museo di Guerra per la Pace Diego de Henriquez, il Museo Sartorio e quello Sveviano, il Civico Museo di Storia e Arte, il Museo del Risorgimento, il Museo della Moda e delle Arti applicate (Gorizia), il Museo della Sinagoga &#8220;Gerusalemme sull’Isonzo&#8221;, il Museo della Grande Guerra.<br />
Il Museo Friulano di Storia Naturale (Udine), il Museo Geologico ad Ampezzo (UD), il Museo Archeologico Medioevale di Attimis (UD)<br />
I servizi turistici, gli itinerari proposti, le degustazioni enogastronomiche, lo splendido scenario naturalistico del Friuli Venezia Giulia non può che essere meta ambita ed apprezzata per ogni turista, un’altra delle risorse importanti a livello nazionale per quanto riguarda il turismo.
</p>
<h3><a id="gastronomia">Gastronom&igrave;</h3>
<p>
Si narra che in epoca lontana, i locandieri erano soliti appendere rami di albero fuori dalle proprie osterie e taverne, dove chi di passaggio potesse comprendere che in tal luogo era possibile mangiare bene e riposare.<br />
Da qui nasce il termine <em>frasca</em>, molto adottato ancora oggi per distinguere diversi luoghi dove si possano degustare prodotti tipici locali.<br />
Anche il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> non si esime da questo piacere del gusto, e possiamo affermare senza dubbio che le <strong>minestre</strong> sono uno tra i piatti più apprezzati e conosciuti sul territorio.<br />
La preparazione della <em>minestra</em> si rende possibile in tantissimi modi diversi, cambiando ricetta da zona a zona, da paese a paese, da famiglia in famiglia persino, andando ad arricchire un già vasto patrimonio di sapori, colori, ed idee innovative e sempre gustose ed originali che la cucina friulana è in grado di esprimere.<br />
Pensiamo alla <em>celeberrima</em> <strong>minestra di fagioli</strong>, molto saporita, caratterizzata dalla cottura in pentole di coccio, dove i fagioli vengono impreziositi durante la cottura, con aromi, lardo, odori.<br />
Minestre gustose che si suddividono in <em>zuppe, dolci, saporite, leggere o forti</em>, capaci di essere piatti sostanziosi o più adatti ad apertura di un pasto, con ingredienti più diversificati, ricette che <em>mescolano</em> usanze tradizionali contadine con quelle più aristocratiche.<br />
L’indiscussa capacità della cucina friulana di accostare ingredienti dolci e salati, fa scaturire piatti apprezzati e ben conosciuti non solo sul territorio nazionale.<br />
Lo zucchero, il burro, il formaggio, la mostarda, la senape, gli aromi, le caratteristiche affumicature di alcuni cibi, vanno a creare piatti dai sapori davvero particolari.<br />
Tra i primi piatti citiamo il <strong>gulash friulano</strong>, i <strong>cialzons</strong> (<em>agnolotti carnici</em>), i <strong>gnocchetti de Gres Jota</strong>, le <strong>lasagne ai semi di papavero</strong>, gli <strong>gnocchi alle prugne</strong>, il <strong>brodeto a la triestina</strong>, dove anche il pesce risulta  essere componente ricco della cucina tipica friulana.<br />
Cucina nella quale abbondano anche le carni, nei secondi piatti troviamo <em>lo stinco di vitellone al ginepro, i bauletti di carne triestini, la lepre in salsa, la polenta concia, il filetto di manzo alle olive, lo stufato, il salame agrodolce</em>.<br />
L’ottima produzione regionale di frutta, verdura, carne, pesce, rende la cucina friulana vasta e ricca nella scelta, capace di rendere completezza di gusti, colori, sapori.
</p>
<h3><a id="storia">Storia</h3>
<p>
Abitato in origine dai <em>Liguri</em>, successivamente da popolazioni <em>veneto-illiriche</em>, il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> venne invaso dai <em>Celti</em> nel 400 a.C.<br />
La colonia romana di <strong>Aquileia</strong>, fondata nel 181, divenne di rilevante importanza per la regione, Aquileia che successivamente divenne sede vescovile.<br />
Dopo la totale distruzione da parte degli <em>Unni</em> nel 452, il centro della regione si spostò in <strong>Cividale</strong> (<em>Forum Iulii</em>), poi invasa dai <em>Longobardi</em>, e nel secolo VII gli <em>Avari</em> riuscirono in un breve periodo di sopravvento.<br />
L’importanza di carattere strategico di Aquileia determinò la creazione di uno <em>stato aquileiense</em> che si costituì nel 1077 e riusci a reggere sino al 1420, promuovendo la nascita dei Comuni.<br />
Approfittando delle rivalità esistenti tra <em>Udine, Cividale ed i da Carrara</em>, i <em>Veneziani</em> occuparono le due città, ne aggiunsero le terre goriziane in funzione di una politica antiasburgica, cercando di puntare ad unificare la regione.<br />
Il dominio veneziano fu capace di dare un buon impulso alla regione, che venne però ceduta all’Austria nel 1797 con il <strong>trattato di Campoformio</strong> del 17 ottobre.<br />
Dal 1804 al 1815 la regione entrò a far parte del Regno d’Italia, dal congresso di Vienna venne assegnata al vicereame austriaco del Lombardo Veneto, ma durante tutto il periodo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risorgimento"><strong>Risorgimento</strong></a>, attraverso congiure ed insurrezioni, la regione manifestò la propria insofferenza verso il regime asburgico.<br />
Dopo la fine del primo conflitto mondiale, tutta la regione venne annessa all’Italia, e dopo la seconda guerra mondiale, alcuni trattati cedettero parte dei territori alla Iugoslavia.<br />
Nel 1964 il Friuli Venezia Giulia ottenne l’autonomia amministrativa.<br />
La denominazione Venezia Giulia, proposta dal goriziano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Graziadio_Isaia_Ascoli"><strong>G.I. Ascoli</strong></a>, sostituì <em>Litorale</em> (Küstenland per gli Austriaci), e dal 1920 in poi tale denominazione si estese anche a territori appartenenti alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carniola"><strong>Carniola</strong></a>.<br />
La regione comprendeva anche il Friuli e corrispondeva ai territori orientali ceduti all’Italia dall’Austria dopo il 1918, ovvero le province di <strong>Gorizia</strong>, <strong>Trieste</strong>, Pola e Fiume.</p>
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