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	<title>Guida all&#039;acquisto &#187; Musica</title>
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		<title>Chitarra</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 11:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno strumento musicale molto somigliante del resto, con corde, un lungo manico sporgente dalla cassa armonica, manico dove spiccava la tastiera (anche se in alcuni casi non delineata in alcun modo ma suonabile e conoscibile dal musicista) e sull&#8217;estremità le chiavette per regolare la tensione delle corde. Uno strumento similare alla chitarra esiste da migliaia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno strumento musicale molto somigliante del resto, con corde, un lungo manico sporgente dalla cassa armonica, manico dove spiccava la tastiera (anche se in alcuni casi non delineata in alcun modo ma suonabile e conoscibile dal musicista) e sull&#8217;estremità le chiavette per regolare la tensione delle corde.</p>
<p><span id="more-1071"></span></p>
<p>
Uno strumento similare alla chitarra esiste da migliaia di anni, sebbene diverso dalla chitarra classica odierna, messa a punto in Spagna seguendo l&#8217;evoluzione di contaminazioni storiche e culturali dello strumento che può essere considerato antesignano della moderna chitarra.
</p>
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<h2><a href="#storia">Storia</a> | <a href="#tipologia">Tipologie</a> | <a href="#musicisti">La chitarra nella musica</a></h2>
<h3><a id="storia">Breve storia della chitarra</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
A quanto pare la rappresentazione iconografica tra le più antiche raffiguranti uno strumento musicale molto simile all&#8217;odierna chitarra risale a 1.400 anni circa a.C. in Turchia, e pare proprio che le origini della chitarra si può affermare che la sua derivazione storica proviene dal Medio Oriente.</p>
<p>Dal <em>sanscrito</em> (lingua indoeuropea) la parola <em>tar</em> significa corda, esemplari con due e tre corde (<em>do-tar</em> e <em>se-tar</em>) sono ancora in uso infatti nel Turkestan, pensiamo ancora a strumenti con il <em>tanbur</em> (il liuto somiglia), il <em>sitar</em> (strumento indiano) ed il <em>setar</em> (iraniano) aventi tutti la stessa tipologia di realizzazione: cassa armonica, manico (tastiera) e corde. Le origini dunque orientali sembrano trovare riscontro grazie agli studi archeologici, sociali e culturali che l&#8217;uomo ha sempre continuato ad esercitare.</p>
<p>La parola <em>chitarra</em> in italiano, <em>gitarre</em> in tedesco, <em>guitar</em> in inglese, <em>guitare</em> in francese derivano chiaramente dalla <em>guitarra</em> spagnola che a sua volta trova il suo antecedente in <em>qitara</em>, parola di origini arabo-andaluse, che ancora <em>pesca</em> dal latino <em>cithara</em> e dal greco antico <em>kithara</em>, progenitore del moderno sitar persiano.</p>
<p>Nonostante il latino, non sembra proprio che la chitarra abia comunque potuto discendere dagli antichi strumenti romanici dotati di corde, sebbene alcune fonti tendano a sostenere tali tesi. Il liuto con le sue quattro corde venne infatti introdotto dai Mori [quindi Berberi e Arabi (Saraceni)] nell&#8217;VIII secolo. L&#8217;orgine dunque della moderna <a href="http://www.guida-acquisti.com/musica/chitarra-acustica.html" title="Chitarra acustica"><strong>chitarra</strong></a> sembra non avere dubbi a riguardo, e qualcosa in più riguardo l&#8217;etimologia della parola sembra chiarirsi.</p>
<p>Dopo l&#8217;introduzione anche in Europa di questo strumento iniziò devolversi seguendo le linee culturali, sociali e perché no anche economiche di ciascuna popolazione, e dalla guitarra moresca a quella latina arrivando alla <strong>vihuela</strong> (definita come <em>viola da mano</em> in italiano) nel XV XVI secolo, la chitarra non ha mai smesso la sua evoluzione nel tempo continuando ad affascinare l&#8217;uomo tanto da essere motivo di studio musicale e antropologico.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/chitarra.jpg" alt="Chitarra" /><br /><small>Fonte immagine: <a rel="nofollow" href="http://www.zemaitis.net/zemaitis-acoustic-SJHW12-image.htm">Zemaitis Guitar</a></small></p>
<h3><a id="tipologia">Tipi di chitarra</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Facciamo un po&#8217; d&#8217;ordine dando un corretto nome a tutte le parti della chitarra come intese oggi: a partire dal basso della chitarra quindi troviamo la <strong>cassa armonica</strong> dotata di <em>spalle</em> (i due angoli arrotondati della cassa armonica dove si trova la <em>tastiera</em>), sulla cassa armonica troviamo il <strong>ponte</strong> (da dove partono le <em>corde</em>), la <strong>buca</strong> (il foro presente che permette alla cassa armonica di suonare quanto vengono fatte vibrare le corde), a salire dunque la <strong>tastiera</strong> cui ogni <strong>tasto</strong> può essere delineato da una barretta metallica, ed il <strong>capo tasto</strong> che precede la <strong>paletta</strong> dove sono posizionate le <strong>meccaniche</strong> (o <strong>chiavi</strong>) per regolare appunto la tensione delle corde.</p>
<p>Ogni tipologia di chitarra segue fedelmente quelle che sono le evoluzioni culturali e sociali di una determinata popolazione, e i maestri liutai desiderano che ciascuno strumento costruito sia capace di produrre un determinato suono; per questo vengono usati tipi di legno differenti, con differenti stagionature per conferire sfumature, tonalità con caratteristiche proprie nonostante il legno possa essere lo stesso; acero, abete, frassino, mogano, noce, korina, centro, palissandro, pioppo e ontano: tutte (alcune) tipologie di legno impiegate per la costruzione della chitarra.</p>
<p>Ogni liutaio quindi tende ad eseguire scelte ben precise in base alla tipologia di chitarra che intende costruire, la quale dovrà avere un determinato suono per il genere musicale prescelto; una chitarra classica infatti non potrà avere la stessa sonorità di una chitarra folk, una chitarra flamenco sarà diversa una chitarra blues e via dicendo. Costruire una chitarra è un&#8217;arte, implica di avere esperienza, conoscenza, capacità.</p>
<p>Partiamo ad esempio dalla chitarra classica, la cui cassa armonica a dimensioni sicuramente minori rispetto ad una chitarra folk o comunque una tipologia di chitarra acustica, he le sei corde in nylon e le tre che ricoprono le tonalità più gravi sono ricoperte di metallo.</p>
<p>Nella chitarra classica extended range troviamo dalle 6 alle 13 corde, citiamo a proposito il virtuoso chitarrista classico <a href="http://www.narcisoyepes.org/"><strong>Narciso Yepes</strong></a> vero e proprio maestro della 10 corde, sostenitore di tale strumento.</p>
<p>La chitarra flamenco invece sebbene sia pressochè simile alla classica prevede una costruzione più leggera, a sua volta esistono diverse di tipologie di chitarre flamenco, come quella denominata flamenca negra usata, tra gli altri, dal celeberrimo <a href="http://www.pacodelucia.org/"><strong>Paco De Lucia</strong></a>. La chitarra flamenco risulta capace di esprimere un suono potente, asciutto con meno riverbero rispetto alla classica, è una cosa ovviamente voluta per conferire alla chitarra flamenco una sonorità caratteristica e particolare.</p>
<p>La chitarra acustica denominata flat-top o steel string per via del fatto che tutte le sere corde sono in metallo, la cassa armonica più grande rispetto alla chitarra classica ed il suono è completamente diverso, metallico (aggettivo che ben trova riscontro), più freddo e sicuramente con un riverbero del tutto differente da quello della chitarra classica.</p>
<p>Interessante a questo proposito ricordare la chitarra acustica 12 corde, dove praticamente le doppie corde sono sistemate in un numero di due dove nella chitarra acustica sei corde ne troviamo una; praticamente sento che corde per così dire, impossibile non ricordare il reverendo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blind_Willie_McTell"><strong>Willie McTell</strong></a> meraviglioso esponente del Piedmont blues, o blues della East coast.</p>
<p>Ricordiamo anche il <em>guitarròn</em> (messicano o cileno) che non può mancare nelle Mariachi band latine, una chitarra dal corpo molto più grande rispetto alle altre, per conferire una sonorità caratteristica per questo tipo di musicalità espressa da questi gruppi di puro carattere folk.</p>
<p>La <em>chitarra battente</em>, tipica della Calabria ma usata anche in altre regioni del centro sud, realizzata in stile antico, dal corpo stretto e allungato; battente in quanto è la sonorità a risultare tale, grazie ad un determinato movimento della mano impiegato per suonare la tarantella, gli stornelli, la pizzica; anche in questo caso ritroviamo un puro carattere folk associato a questo strumento.</p>
<p>Nel XX secolo iniziarono esperimenti per elettrificare il suono della chitarra, e con successo, visto che la chitarra elettrica ha segnato la storia della musica rock, blues; si pensi ai bluesman nella città americane che si dotavano di un piccolo amplificatore per poter fare in modo che la loro musica giungesse a più persone, con maggiore vigore.
</p>
<h3><a id="musicisti">La chitarra nella musica</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La chitarra ha rappresentato, e continua a rappresentare, uno strumento di primaria importanza per l&#8217;espressione musicale, dal punto di vista sociale e culturale, di conseguenza anche storico.</p>
<p>Non posso non pensare al blues rurale, ed ai grandi bluesmen della storia come il sopraccitato Willie McTell, Robert Johnson, Lonnie Jonhson (nessun grado di parentela con Robert, ecco però citati tre grandissimi virtuosi della chitarra) Charlie Patton (considerato il padre fondatore del Delta blues), stile grezzo ma estremamente interessante, innovativo, geniale.</p>
<p>La chitarra per questi splendidi personaggi ha rappresentato l&#8217;emblema della loro musica, insieme ovviamente al desiderio di sopravvivere letteralmente attraverso la musica, e comunicare, innovare, creare.</p>
<p>Scuole di pensiero differenti, pensiamo per esempio la musica classica ed ancora una volta ad un musicista straordinaro come Narciso Yepes, traspare dal suo splendido e rigoroso stile una vita intera dedicata allo studio della musica con la chitarra.</p>
<p>Facendo un salto temporale come non pensare a Jimi Hendrix, incapace di stravolgere, reinventarsi lo strumento ed il suo modo di utilizzo, David Gilmour, Brian May, Eddie Van Halen, Angus Young, Jeff Healey, Ben Harper, Lenny Kravitz&#8230; e si potrebbe continuare per tanto.</p>
<p>Tanto nella musica classica quanto nel blues e nel rock, elettrificata oppure no la chitarra è uno strumento capace di essere unico nel vero senso della parola; un buon musicista può tranquillamente intrattenere anche solo con la musica che suona con la sua chitarra.</p>
<p>Uno strumento diventato un classico per eccellenza.</p>
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		<title>Basso acustico</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 15:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il basso acustico (da non confondersi ovviamente con il contrabbasso sebbene la definizione potrebbe anche essere appropriata) è uno strumento musicale simile alla chitarra acustica per dimensioni e forma, che riproduce però sonorità più gravi, ha solitamente 4 corde ma nulla vieta che vi siano modelli con 5 corde, meno utilizzati probabilmente rispetto al 4. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il basso acustico (da non confondersi ovviamente con il contrabbasso sebbene la definizione potrebbe anche essere appropriata) è uno strumento musicale simile alla chitarra acustica per dimensioni e forma, che riproduce però sonorità più gravi, ha solitamente 4 corde ma nulla vieta che vi siano modelli con 5 corde, meno utilizzati probabilmente rispetto al 4.
</p>
<p><span id="more-973"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#considerazioni">Considerazioni</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Kay Musical Instrument Company si cimentò per prima nella realizzazione di un basso acustico, negli anni &#8217;50, la produzione però di questo strumento ebbe luogo successivamente, negli anni &#8217;60 da parte di <em>Ernie Ball</em>, imprenditore americano della California, con l&#8217;intento di fornire ai bassisti uno strumento che potesse risultare con un sound acustico per meglio integrarsi con gli altri strumenti acustici, come la chitarra ed ottenere una resa sonora più <em>performante</em>.</p>
<p>Per Ernie era una cosa normale pensare che se con il basso elettrico suonasse la <a href="http://www.guida-acquisti.com/musica/chitarra-elettrica.html" title="Chitarra elettrica"><strong>chitarra elettrica</strong></a>, era lecito aspettarsi che la chitarra, o comunque altri strumenti acustici fossero <em>supportati</em> da un basso altrettanto acustico.</p>
<p>Non solo, ma osservò che quanto di più vicino ci fosse al suono di basso acustico che intendeva era il guitarron messicano (o cileno) usato dalle Mariachi band, e fu proprio con un <em>guitarron</em> che iniziò ad <em>armeggiare</em> e sperimentare come sarebbe potuto essere lo strumento acustico che voleva ottenere.</p>
<p>Fu grazie alla collaborazione con <em>George William Fullerton</em> (collaboratore di Leo Fender) che nel 1972 vide la vita il marchio Earthwood con la realizzazione del modello <em>Earthwood acoustic bass guitar</em>.</p>
<p>Non trovò tuttavia il riscontro di vendite che probabilmente i suoi costruttori si aspettavano, comunque uno strumento forse più dedicato agli appassionati e sostenitori di una sonorità particolare.</p>
<p>MTV unplugged ha sicuramente contribuito dagli anni &#8217;80 a rendere più conosciuto ai più il basso acustico, durante le performance dei musicisti nelle sessions acustiche live.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/basso-acustico.jpg" alt="Basso acustico" /></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Un&#8217;ottava al di sotto delle 6 corde della chitarra acustica (a salire: mi. si, sol, re, la, mi), il basso acustico 4 corde (a salire: mi, la re, sol) somiglia parecchio alla chitarra acustica, sebbene in determinati modelli la cassa armonica sia più profonda.</p>
<p>Sempre in legno il corpo dello strumento, tanto per la cassa armonica quanto per paletta e tastiera, dove è possibile trovare delle barrette metalliche a delimitare i tasti, in alcuni casi le barrette metalliche sulla tastiera non sono presenti proprio come nel contrabbasso.</p>
<p>Capotasto sulla paletta, meccaniche per regolare la tensione delle corde, ponte oltre la buca sulla cassa armonica, proprio come una chitarra acustica, né più né meno, esteticamente parlando. Con tutte le possibili decorazioni e colorazioni che ne possono scaturire in base al desiderio del costruttore o del cliente, intarsi, intagli, disegni, etc.</p>
<p>Il basso acustico 4 corde è quello più impiegato, in quanto i modelli a 5 o addirittura 6 corde non riescono ad esprimere un riverbero apprezzabile per le note particolarmente gravi (basse) in quanto strumento acustico dalle dimensioni tutto sommato ridotte per esprimere sonorità al di sotto di determinate frequenze.</p>
<p>Anche il 4 corde ad onor del vero non può certo <em>vantare</em> un&#8217;acustica simile a quella di una chitarra ad esempio, in quanto frequenze gravi per scaturire al meglio da uno strumento acustico avrebbero bisogno di maggiore riverbero quindi conseguente maggiore dimensione della cassa armonica.</p>
<p>Questo è probabilmente uno dei motivi per cui il basso acustico ha sempre avuto un riscontro non così elevato nell&#8217;impiego, ovvio che meglio si adatta ad ambienti piccoli in sessioni dove nemmeno gli altri strumenti acustici risultino troppo ridondanti, in caso contrario il suono del basso acustico rischierebbe di essere <em>coperto</em>.</p>
<p>Sovente infatti si trovano <a href="http://www.guida-acquisti.com/musica/chitarra-elettrica.html#pick_up" title="Pick-up"><strong>pick-up</strong></a> che trasformano lo strumento semi-acustico rendendolo <em>elettrificato</em> e collegato ad un aplificatore, in questo modo la resa sonora è certo maggiore a discapito tuttavia della pura risonanza acustica.
</p>
<h3>&#9658; <a id="considerazioni">Considerazioni</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
A detta di alcuni il basso acustico è <em>pressochè inutile</em> a meno che non lo si suoni in un salotto con gli amici, e gli amici non abbiano strumenti particolarmente dotati di riverbero altrimenti il basso scomparirebbe musicalmente. Scuole di pensiero differenti come sovente accade quando ci si trova davanti ad idee che dividono gli appassionati di uno specifico settore, in questo caso la <a href="http://www.guida-acquisti.com/prodotti/musica/" title="Musica"><strong>musica</strong></a>.</p>
<p>Come spesso accade però, anche il basso acustico ha fatto proseliti, conquistato appassionati che innamorati dello strumento ne portano avanti la comunque interessante idea del suo <em>creatore</em>, troviamo infatti diversi modelli con la cassa armonica quasi completamente rotonda, altri invece che presentano una struttura della stessa cassa armonica più allungata con la <em>buca</em> posizionata sotto la spalla anteriore e superiore, rispetto alla <em>classica</em> posizione centrale sotto le corde; tale posizione ovviamente fa assumere al basso acustico una sonorità differente che meglio si presta a determinati generi musicali e che meglio può rispondere alle specifiche esigenze di taluni musicisti.</p>
<p>Tant&#8217;è che troviamo modelli interessanti che scaturiscono dall&#8217;idea nativa dell&#8217;acoustic bass guitar; che presentano sostanzialmente dimensioni simili ai <em>classici (ardua definizione)</em> bassi acustici, e adottano la spaziatura delle corde come i bassi elettrici di determinati marchi.</p>
<p>Per i legni impiegati troviamo differenti tipologie e assemblaggi proprio come nella <a href="http://www.recensionando.net/musica/chitarra.html#tipologia" title="Chitarra"><strong>chitarra</strong></a> acustica (o classica), ed ha dato vita a caratteristici strumenti impiegati sovente nella musica folk; oggetto di amore/odio in quanto uno strumento che trova sia sostenitori che apprezzano il suo impiego e denigratori che lo ritengono non all&#8217;altezza del ruolo, in quanto se privo di pick up e amplificatore viene facilmente <em>sovrastato</em> da altri strumenti in termini di resa sonora.</p>
<p>Ovviamente il <em>puro basso acustico</em> non elettrificato e amplificato risulta consono a sessioni unplugged proprio come quelle di MTV che hanno contribuito arendere lo strumento maggiormente conosciuto; sessioni in locali dove il <em>rumore</em> sia controllato (quindi locali piccoli impensabile in pallazzetti il suo utilizzo), misurato, dove il suono sia ascoltabile in tutte le sue frequenze, uno strumento sicuramente adatto a concerti per un, tutto sommato, ristretto numero di persone; ovvio che amplificando il discorso cambia, ma&#8230; i puri sostenitori dell&#8217;acustico?!</p>
<p>Continuerà sicuramente a dividere tra sostenitori e denigratori dello strumento.</p>
<p>Se aziende produttrici specializzate come Fender e Ibanez hanno deciso di produrre bassi acustici, elettrificati o meno, lo hanno fatto solo per un semplice discorso di mercato? Certo nessuno fa nulla per nulla.</p>
<p>A detta sempre d ialcuni risulta ingombrante, poca resa sonora se non amplificato (<em>ci risiamo&#8230;</em>), ingombrante (addirittura) e scomodo da suonare (<em>ne andasse bene una!</em>); utile però nello studio, ce ne sono di buoni, è capace di esprimere particolari caratteristiche.</p>
<p>Probabilmente ogni strumento ha il suo ruolo ben preciso, il basso acustico risulta apprezzato dai sostenitori anche perchè apprezzano il particolare lavoro di alcuni liutai, e certamente è uno strumento che deve necessariamente trovare collocazione idonea in un contesto ben preciso; non può certo avere la versatilità di uno strumento elettrico e amplificato.</p>
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		<title>Chitarra elettrica</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 17:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella chitarra elettrica la vibrazione prodotta dalle corde viene convertita in segnale elettrico tramite induzione elettromagnetica in quanto rilevata da un pick-up (dispositivo elettronico che trasforma la vibrazione in impulso elettrico); tale segnale (in quanto debole) viene amplificato ed inviato all&#8217;altoparlante, di conseguenza la chitarra elettrica necessita di amplificatore. &#9830; Cenni storici &#9830; Costruzione &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Nella chitarra elettrica la vibrazione prodotta dalle corde viene convertita in segnale elettrico tramite induzione elettromagnetica in quanto rilevata da un pick-up (dispositivo elettronico che trasforma la vibrazione in impulso elettrico); tale segnale (in quanto debole) viene amplificato ed inviato all&#8217;altoparlante, di conseguenza la chitarra elettrica necessita di amplificatore.
</p>
<p><span id="more-970"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#costruzione">Costruzione</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#pick_up">Pick-up</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Fu nei primi anni del XX secolo che iniziano venire eseguiti esperimenti, tentativi per riuscire ad amplificare elettricamente il suono la chitarra, vennero presi alcuni trasmettitori telefonici in qualche maniera adattati ed installati su qualche chitarra, violino, banjo per cercare di amplificare il suono.</p>
<p>Altri tentativi vennero eseguiti con microfoni a carbone collegati in prossimità del ponte della chitarra, cercando di sfruttare il segnale debole e di amplificarlo. I tentativi continuarono ad essere numerosi tanto negli anni &#8217;20 quanto nei &#8217;30 a tal punto che molteplici individui cercavano di attribuirsi la paternità dell&#8217;invenzione della chitarra elettrica.</p>
<p>Tuttavia i primi tentativi davvero concreti furono eseguiti con un approccio più professionale dai liutai, costruttori di chitarre, esperti di elettronica, produttori di strumenti musicali e musicisti che hanno sempre creduto nell&#8217;innovazione, proprio come Les Paul (Lester William Polsfuss) straordinario, eclettico e versatile musicista jazz che, sperimentando, provò collegare un microfono alla sua chitarra.</p>
<p>Qualcuno dei primi tentativi per cimentarsi nella realizzazione di una chitarra elettrica, utilizzò una cassa armonica tipo <em>hollow-bodied</em> di strumenti acustici impiegando pick-up in tungsteno. George Beauchamp nel 1931 iniziò a produrre un tipo di chitarra elettrica amplificata e successivamente iniziò la commercializzazione diventando co-fondatore della Electro-Patent-Instrument Company (successivamente rinominata in Rickenbacker Electro Stringed Instrument Company per via delle partnership commerciali) di Los Angeles.</p>
<p>Le potenzialità polifoniche scaturite dall&#8217;amplificazione della chitarra elettrica si rivelarono ben presto in tutto il loro interesse, e la necessità della chitarra di essere amplificata era di rilevante importanza specialmente nel periodo in cui le <em>big band</em> riscuotevano un successo ed un apprezzamento sempre maggiori, anche per fare in modo che il suono prodotto dalla chitarra elettrica amplificata potesse sostenere e risultare ottimale a quello prodotto dagli ottoni, dalla sezione fiati.</p>
<p>Interessante ricordare come per opera dei fratelli <strong>Dopera</strong> (sembra però che il nome corretto sia <em>Dopyera</em>) vide la luce la <em>chitarra resofonica</em>, <em>resonator guitar</em> o più semplicemente (<em>e largamente conosciuta come</em>) <strong>Dobro</strong> (DOpyera BROthers), un vero e proprio <em>chitarrone</em> metallico, strumento particolarmente apprezzato ed utilizzato da molti <em>bluesmen</em>; il geniale inventore di questo strumento fu John Dopyera e comunque fondò l&#8217;azienda insieme ai suoi fratelli: era la fine degli anni 20.</p>
<p>La chitarra elettrica venne largamente apprezzata dai musicisti jazz; il corpo della chitarra elettrica era già costituito allora da legno massello, corpo in cui non vi era risonanza alcuna, oltre al già citato Rickenbacker anche la Audiovox costruì e commercializzò diversi modelli di chitarre elettriche nei primi anni 30.</p>
<p>Sembra che le prime incisioni discografiche utilizzando una chitarra elettrica furono di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Andy_Iona"><strong>Andy Iona</strong></a>, rinomato musicista, compositore, cantante, autore.</p>
<p>Nel susseguirsi degli anni la chitarra elettrica prese sempre maggiore piede, fu oggetto di sempre maggiore richiesta da parte dei musicisti al punto che le aziende costruttrici di strumenti musicali iniziarono a commercializzare la chitarra elettrica in modo capillare, spesso seguendo proprio le indicazioni, le richieste, e di consigli degli specifici musicisti che avevano particolari esigenze al fine di ottenere determinate sonorità dalla propria chitarra <em>elettrificata</em>.</p>
<p>Impossibile non citare <strong>Les Paul</strong> e <strong>Leo Fender</strong> (tecnico progettista di amplificatori) che hanno letteralmente segnato, lasciato un marchio indelebile nella storia della chitarra elettrica, citiamo due modelli celeberrimi dello strumento come la <strong>Gibosn Les Paul</strong> e la <strong>Fender Stratocaster</strong> che hanno letteralmente rivoluzionato il mondo della chitarra elettrica, tanto da essere impiegate, riviste e rivisitate, personalizzate da straordinari musicisti nel corso degli anni; si pensi ad esempio ai celeberrimi chitarristi degli <strong>AC DC Angus Young</strong> ed a <strong>Eddie Van Halen</strong> (la cui storica band porta il suo nome) capaci di reinventarsi lo strumento al fine di personalizzare il suono prodotto, renderlo originale e consono alle proprie esigenze.</p>
<p>Questo implica andare a mettere mano tanto alle meccaniche quanto alla parte elettronica dello strumento, che presenta una costruzione complessa frutto del lavoro di progettisti esperti che da sempre cercano l&#8217;innovazione. Nel corso degli anni la chitarra elettrica ha visto comparire <em>al suo fianco</em> distorsori di ogni <em>risma</em> e tipologia, amplificatori per tutti i gusti e le esigenze, forme del corpo dalle più svariate alle più tradizionali; pensiamo alle forme del corpo di una chitarra elettrica in puro stile <em>metal</em> invece che una destinata ad un musicista jazz, dove le forme più disparate della prima spaziano fino ad arrivare a quelle più tradizionali della seconda.</p>
<p>La chitarra elettrica ha rappresentato per tantissimi musicisti uno strumento che ha ulteriormente ispirato il loro desiderio di fare musica, di comunicare con essa, a tal punto da spingersi sempre oltre nella ricerca di quel suono che ciascun musicista ha in mente come <em>proprio</em>; questo ha certo incentivato i progettisti, i maestri liutai, i costruttori di strumenti musicali a produrre chitarre sempre più orginali e particolari; pensiamo ancora ad esempio allo straordinario modello usato da <strong>Pino Daniele</strong> con le corde in nylon invece che di metallo.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/chitarra-elettrica.jpg" alt="Chitarra elettrica" /></p>
<h3>&#9658; <a id="costruzione">Costruzione</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Nonostante le forme più disparate che possono essere assunte del corpo e la scelta dei materiali (legno, bachelite, etc.), della paletta, la chitarra elettrica necessariamente mantiene determinate caratteristiche comuni; la paletta su cui alloggiano le meccaniche per agire sulla tensione delle corde, il capo tasto (<em>&ldquo;nut&rdquo;</em> che può essere di materiale plastico, metallo, osso animale, grafite) dentro il quale passano le corde prima di arrivare alla tastiera, delle barrette metalliche che delineano i tasti sulla tastiera stessa, e sempre sulla paletta in alcuni modelli è presente il <em>truss rod</em> che tramite regolazione è in grado di compensare la forza esercitata dalle corde sul manico (tastiera), e quindi il manico arriva al corpo della chitarra, è avvitato oppure incollato, il corpo della chitarra può essere realizzato in diversi materiali come sopraccitato: legno lavorato, dipinto, laccato, oppure fibra di carbonio, policarbonato, etc.</p>
<p>Sul corpo della chitarra prima che inizi la tastiera troviamo posizionati i <em>pick-up</em> che possono essere magnetici oppure piezoelettrici, solitamente ascendere verso la spalla troviamo i potenziometri per regolare il tono ed il volume del suo prodotto dalla chitarra elettrica, non troviamo il <em>ponte</em> fisso oppure il <em>tremolo system</em> capace di particolari vibrazioni che riesce a conferire alle note una certa distorsione. Possibile trovare sempre sul corpo della chitarra una mascherina plastica per proteggere il corpo stesso da eventuali graffi possono scaturire dalla manipolazione sulle corde o sulle manopole.</p>
<p>La costruzione del corpo della chitarra è un argomento di disputa, nel senso che c&#8217;è chi sostiene che non abbia alcuna influenza sul suono prodotto dalla chitarra stessa mentre altri sostengono il contrario, e più specificamente che la differenza dei legni impiegati influisca sul suono stesso.</p>
<p>Ontano, mogano, acero, etc. sono solo alcuni dei legni impiegati che ovviamente hanno caratteristiche ben diverse gli altri capaci sicuramente di fare una differenza sostanziale nel suono espresso dalla <a href="http://www.guida-acquisti.com/musica/chitarra-acustica.html" title="Chitarra acustica"><strong>chitarra acustica</strong></a>, quindi ci sono diverse scuole di pensiero per quanto riguarda la costruzione del corpo in legno della chitarra elettrica, e di quanto il legno stesso (nelle differenti tipologie) possa influire sul suono prodotto.</p>
<p>Tuttavia materiali scadenti tentano di influenzare negativamente non solo la qualità della chitarra, ma bensì anche il suono prodotto, in quanto la chitarra elettrica è l&#8217;ennesimo esempio di uno strumento di precisione e la qualità dei materiali ha sicuramente un suo peso in quanto la pressione esercitata dalle corde in tensione non è cosa da poco, ma per tutti gli strumenti musicali a corda occorre che il materiale di costruzione siano idonei e perfettamente consoli a sopportare una tensione notevole nel tempo, mantenendo caratteristiche qualitative di rilievo; di conseguenza tanto il manico quanto il corpo della chitarra devono sicuramente essere costruiti con materiali qualitativamente apprezzabili, e presentare ottima stabilità, buona rigidità e contemporaneamente capacità di resistenza alle sollecitazioni: rigidità e flessione.
</p>
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<h3>&#9658; <a id="pick_up">Pick-up</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Non possiamo certo equiparare la risonanza di una cassa armonica in una chitarra acustica, con il corpo di una chitarra elettrica che ovviamente non è dotato di cassa armonica; quindi è necessario un amplificatore, quando le corde della chitarra elettrica vengono suonati e sottoposte a vibrazione questo movimento genera, induce corrente nel pick-up (magneti avvolti in bobine di filo conduttore molto sottile), la corrente passa poi attraverso un cavo (collegato alla chitarra elettrica) all&#8217;amplificatore per chitarra.</p>
<p>La vibrazione delle corde che a sua volta è capace di far scaturire, <em>generare</em> corrente, dipende anche dalle forme diverse che può presentare il corpo della chitarra, e come sopraccitato anche la tensione che complessivamente una chitarra è in grado di sopportare.</p>
<p>Il pick-up può essere in alcuni casi isolato in un involucro di resina epossidica o cera, in quanto può essere necessario isolare il pick-up dalle vibrazioni prodotte dalle corde, ed in quanto dispositivi ad induttanza tendono a captare segnali elettromagnetici quindi esserne anche disturbati, e produrre eventuali ronzii, quindi assume particolare importanza la schermatura del pick-up.</p>
<p>Il pick-up inoltre può essere in grado, come tutti i componenti, di cambiare anche drasticamente il solo prodotto da una chitarra, ovvio che come sempre vale la logica: in una chitarra di pessima qualità non avrebbe alcun senso andare ad installare un pick-up dalle qualità pregevoli in quanto miracoli non ne potrebbe fare comunque, e viceversa.</p>
<p>I pick-up <em>double coil (humbucker)</em> sono in grado di ridurre drasticamente le diverse interferenze elettromagnetiche
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Scegliere</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Acquistare e scegliere una chitarra elettrica: <em>quale?!!!</em></p>
<p>Domanda scontata, ovvia e banale: nessuno meglio del musicista stesso conosce quelle che sono le sue personali esigenze e quindi decidere su quale tipo di chitarra elettrica orientarsi nell&#8217;acquisto, inoltre anche quando ha le idee chiare tipo di chitarra elettrica che intende acquistare non è certo sbagliato provare comunque altre chitarre, magari similari, di diverse marche e rientrano tutti nella fascia di prezzo in cui si intende rimanere, al fine di effettuare ulteriori confronti e comparazioni e potrebbero anche rivelare piacevoli sorprese.</p>
<p>Qualsiasi negozio specializzato nella vendita di strumenti musicali <em>non nega a nessuno</em> di provare lo strumento stesso quando si ha intenzione di acquistarlo; sarebbe infatti assurdo il contrario, comprare uno strumento musicale anche se lo si conoscesse alla perfezione senza provarlo.</p>
<p>Per i più esperti è possibile anche assemblare diversi componenti modificando quindi la chitarra elettrica dalla quale si intende partire; tuttavia data l&#8217;ampia scelta a disposizione nella vasta gamma offerta dal mercato delle aziende specializzate, è piuttosto difficile non riuscire a trovare la chitarra che può soddisfare quelle che sono le personali esigenze, in termini di resa sonora, manegevolezza della chitarra, peso, etc.</p>
<p>Quindi: non rimane che trovare uno o più negozi specializzati dove poter tranqullamente provare e comparare gli strumenti, e&#8230; <em>buona musica!!!</em></p>
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		<title>Chitarra acustica</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 10:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[La chitarra acustica racchiude sotto questa classificazione differenti tipologie di chitarre, seppur della medesima basilare costruzione (manico, paletta, corde e cassa acustica), si differenziano notevolmente nel suono prodotto, in base ai diversi legni impiegati nella costruzione, adattando la chitarra ai diversi generi musicali. Musica classica, folk, blues, rock: in questa breve guida cerchiamo di comprendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La <strong>chitarra acustica</strong> racchiude sotto questa classificazione differenti tipologie di chitarre, seppur della medesima basilare costruzione (<em>manico, paletta, corde e cassa acustica</em>), si differenziano notevolmente nel suono prodotto, in base ai diversi legni impiegati nella costruzione, adattando la chitarra ai diversi generi musicali.<br />
Musica classica, folk, blues, rock: in questa breve guida cerchiamo di comprendere le differenze dello strumento.
</p>
<p><span id="more-240"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#folk">Chitarra folk</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#classica">Chitarra classica</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#acquistare">Acquistare la chitarra</a></h2>
<p><object width="640" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RLHR8zaEsA8&#038;hl=it"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RLHR8zaEsA8&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="344"></embed></object></p>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici della Chitarra</a></h3>
<p>
Reperti storici che raffigurano la <strong>chitarra acustica</strong> risalgono al XIII secolo; molto più piccola e corta rispetto a quelle odierne, con quattro corde, che pizzicate producevano il suono.<br />
La derivazione dello strumento è da attribuirsi ai popoli del Medio Oriente, più precisamente al <strong>liuto</strong>, <em>sostituito</em> poi in Spagna nel XIII secolo dalla <strong>vihuela</strong>.<br />
Nel corso degli anni i <strong>liutai</strong>, seguendo anche le regole del costume, della società e le esigenze musicali degli artisti, hanno sviluppato lo strumento in modo da arricchirlo in tonalità (<em>aggiungendo corde</em>), in potenza del suono prodotto (aumentando la dimensione della cassa acustica).<br />
Nel <strong>Rinascimento</strong> la chitarra aveva quattro corde, in budello, nel XVI secolo venne introdotta la quinta corda, sulla tonalità grave, e fino al &#8217;700 <em>pare</em> sia rimasta pressoché invariata.<br />
La chitarra dunque aveva già assunto dimensioni quasi quanto quelle odierne,  dipinti del 1500 raffigurano lo strumento, di discrete dimensioni con le quattro corde.<br />
Nei primi anni dell’800 iniziò a diffondersi la <strong>chitarra con sei corde</strong>, sebbene più piccola rispetto alle attuali, si può affermare che in quegli anni è nata la chitarra moderna.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche della chitarra</a></h3>
<p>
La <strong>chitarra acustica</strong> risulta così costruita: il <strong>manico</strong>, su cui sono presenti le <em>chiavette</em> per dare la giusta trazione ed accordatura alle <em>corde</em>.<br />
La <strong>meccanica</strong> quindi è relativa alle <strong>chiavette</strong>.<br />
La <strong>tastiera</strong>, composta da <em>capotasto e tasti</em> che la attraversano.<br />
L’<strong>attaccatura del manico</strong> è in prossimità della <strong>cassa armonica</strong>, capace di far scaturire il suono.<br />
Sotto <em>la buca</em> presente nella cassa è collocato il <strong>ponte</strong> su cui è alloggiato l’<em>osso del ponte</em> dove partono le <strong>corde</strong> che raggiungono il <strong>manico</strong>.<br />
Può essere presente un <strong>paraplettro</strong> posizionato sotto la buca della cassa, per evitare eventuali danni al legno potenzialmente possibili durante l’uso della chitarra.<br />
I <strong>tasti</strong> veri e propri sono delimitati da <em>barrette metalliche</em>, all’interno di ciascun tasto premendo le corde si possono ottenere differenti tonalità.<br />
Il legno impiegato nella costruzione è in grado davvero di fare la differenza sul suono finale scaturito, ed in base alle tipologie di costruzione e differenti tipi di legno impiegati, la chitarra può raggiungere anche prezzi notevoli.<br />
Quando le corde vengono fatte vibrare, la parte inferiore della cassa (<em>fondo</em>) riflette il suono, mentre la parte superiore (<em>tavola armonica</em>) dove è presente <em>la buca</em> vibra.<br />
Queste vibrazioni vengono <em>trasferite</em> grazie al <em>ponte</em>, che risulta rigidamente collocato sulla parte superiore della cassa.<br />
La parte superiore della cassa della chitarra è molto importante: questa deve essere sufficientemente sottile da poter vibrare, contemporaneamente però deve essere resistente per ospitare il ponte e la trazione che deriva dalle <em>corde</em> collegate al <em>manico</em>.<br />
La superficie deve essere ampia per poter creare vibrazioni sufficienti a produrre poi un suono di una certa forza.<br />
La parte inferiore della cassa invece deve amplificare le onde sonore, ottenute grazie alla caratteristica costruzione della cassa stessa.<br />
Si può quindi facilmente comprendere quanto sia importante il tipo di legno utilizzato, al fine di ottenere il suono desiderato.<br />
Legni impiegati nelle diverse tipologie di costruzione sono <em>abete, cedro, sequoia, ebano, palissandro, mogano, acero, cipresso</em>.<br />
È l’abilità del <em>maestro liutaio</em> che deve stabilire quali legni adoperare e come questi debbano essere disposti, tanto sulla cassa (<em>fondo, fasce, tavola armonica</em>) che sulla tastiera e sul manico.<br />
Il tipo do accordatura più frequente relativa alle sei corde è: <strong>Mi Si Sol Re La Mi</strong> (<em>accordatura spagnola</em>), dalla corda più acuta a quella più grave.
</p>
<h3>&#9658; <a id="folk">Chitarra folk</a></h3>
<p>
La <strong>chitarra folk</strong> è quella comunemente conosciuta semplicemente come <em>chitarra acustica</em>.<br />
Le corde sono in metallo, da suonare con il <strong>plettro</strong> od anche con le dita.<br />
I legni più utilizzati in questo tipo di strumento sono il <em>palissandro, il mogano</em>, ma, come per tutte le tipologie di chitarre e le relative e <em>personalizzate</em> richieste degli artisti, è possibile trovare combinazioni di legni differenti, ed è possibile affermare in questi casi che ogni chitarra ha una storia a sè.<br />
La <em>chitarra acustica</em> è prevalentemente impiegata per musica <em>moderna</em>, folk, rock, blues, fusion, etc.<br />
Questa ha una cassa di risonanza più ampia, rispetto alla chitarra classica, il suono è <em>tagliente, pulito, legnoso, schietto</em>, a secondo dei legni impiegati e del risultato che l’artista desidera ottenere, quando la chitarra viene realizzata su richiesta.<br />
La costruzione risulta più rigida per supportare la maggiore trazione prodotta delle corde metalliche rispetto a quelle in nylon.<br />
Nella <strong>chitarra a 12 corde</strong> questa peculiarità è importante, poichè la trazione è doppia, trovando praticamente sullo strumento <em>sei doppie corde</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="classica">Chitarra classica</a></h3>
<p>
La <strong>chitarra classica</strong> utilizza principalmente corde di nylon, rivestite in metallo le tre relative alla note più gravi.<br />
La cassa di risonanza è più piccola rispetto alla chitarra folk, il suono prodotto risulta più caldo, morbido, ovattato, coinvolgente, ben si presta ad esecuzioni di musica classica, per la quale la chitarra è espressamente costruita.<br />
<em>Manco a dirlo</em>, la scelta dei legni relativi alla costruzione determina il suono che sarà capace di scaturire dallo strumento.<br />
L’evoluzione degli strumenti musicali, la ricerca sui materiali, ha portato a produrre anche corde i cui composti basilari sono ottenuti da carbonio, fibra di vetro, sempre per ottenere il suono che meglio riesce a soddisfare le esigenze del musicista.<br />
Evoluzione che ovviamente, è tutt’altro che arrestata, capace quindi di produrre in un futuro molto prossimo, nuove innovazioni.
</p>
<h3>&#9658; <a id="acquistare">Acquistare la chitarra</a></h3>
<p>
Alla domanda <em>quale chitarra acquistare?</em> ne equivale una del tipo: <em>quale vestito scegliere?</em><br />
Dipende dalla capacità individuale, dall’abilità, dal tipo di musica che si intende suonare.<br />
Ovviamente, chi è esperto in materia non ha di che apprendere, al contrario, ha di che insegnare.<br />
Tuttavia, per effettuare il buon acquisto di una <strong>chitarra acustica</strong>, possiamo stabilire quali debbano essere le basilari caratteristiche.<br />
¶ La <strong>cassa di risonanza</strong> risulta verniciata con vernici trasparenti o colorate.<br />
La verniciatura inevitabilmente compromette le qualità sonore, a meno che si possa spendere denaro in più ed acquistare una chitarra la cui verniciatura abbia impiegato particolari tecnologie, non solo per rendere gradevole l’aspetto estetico, ma capace di lasciare inalterate le qualità del legno impiegato nella costruzione.<br />
¶ Il <strong>ponte incollato</strong> è da preferire a quello avvitato: in una chitarra di qualità è incollato, perchè essendo saldato in maniera uniforme, omogenea alla tavola armonica, questo migliora la capacità della tavola di <em>vibrare</em> (come citato sopra) quindi di produrre un suono migliore.<br />
¶ Il <strong>manico della tastiera</strong> deve essere di legno rigido, perfettamente diritto alla cassa armonica.<br />
La disposizione delle barrette metalliche (tasti) deve essere ben eseguita, questo è possibile riscontralo <em>ad orecchio</em>, suonando la chitarra.<br />
Risulta quindi indispensabile provare la chitarra, accordata, per capire se il suono prodotto rispetta le esigenze di chi intende procedere con l’acquisto.<br />
¶ La <strong>meccanica</strong> relativa alle chiavette deve essere tale da permettere di far mantenere alle corde la giusta tensione, senza che questa si possa allentare.<br />
Quando le corde vengono sostituite, queste hanno bisogno di assestarsi, si rendono necessarie quindi regolazioni ulteriori dopo l’accordatura.<br />
Il movimento della meccanica deve risultare fluido, omogeneo, senza scatto alcuno anche nelle più esigue regolazioni.</p>
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		<title>Dischi in vinile</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 13:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il disco in vinile, il celeberrimo Long Playing, è considerato ancora oggi, a ragione, dagli appassionati di musica, un supporto insostituibile per la riproduzione sonora di qualità. &#9830; Dischi in vinile &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; Cura del vinile &#9830; Panno in microfibra Nonostante la musica, o meglio un suo surrogato, è disponibile compressa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il disco in <strong>vinile</strong>, il celeberrimo <em>Long Playing</em>, è considerato ancora oggi, a ragione, dagli appassionati di musica, un supporto insostituibile per la <strong>riproduzione sonora di qualità</strong>.
</p>
<p><span id="more-386"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#top">Dischi in vinile</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#cura">Cura del vinile</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#panno_microfibra">Panno in microfibra</a></h2>
<p>
Nonostante la <em>musica</em>, o meglio un suo surrogato, è disponibile <em>compressa</em> nei supporti digitali più disparati, fermo restando che vengono prodotti <strong>Compact Disc</strong> di elevata qualità, il <strong>vinile</strong> non potrà mai essere sostituito da supporto alcuno:<br />
la morbidezza, la rotondità, le sfaccettature della <strong>riproduzione analogica</strong> non possono temere confronto nemmeno nei riguardi dei supporti di registrazione e incisione più recenti, tanto da rendere il buon vecchio <em>vinile</em> uno degli acquisti più preziosi degli appassionati di musica.
</p>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici del vinile</a></h3>
<p>
Tutto ebbe inizio con il <strong>fonografo</strong>, inventato da <strong>Thomas Edison</strong> nel 1877, una vera e propria rivoluzione nel settore della riproduzione sonora.<br />
Un <strong>cilindro</strong> ricoperto di carta stagnola permetteva le prime incisioni musicali, successivamente il <em>cilindro</em> venne impiegato in cartone ricoperto di cera.<br />
Sembra però corretto citare che anni prima di <strong>Edison</strong>, nel 1857, il francese <strong>Léon Scott de Martinville</strong> mise a punto il <strong>fonautografo</strong>, ovvero un dispositivo che permetteva di registrare graficamente i suoni in una sorta di <em>stenografia</em>.<br />
Non era ancora possibile però registrare, ma gli inventori e scienziati di quel tempo continuarono gli studi fino a quando nel 1876 <strong>Alexander Graham Bell</strong> inventò il <strong>microfono</strong>, e l’anno successivo, come sopracitato, <strong>Thomas Edison</strong> mise a punto un <em>ripetitore telegrafico</em>: un disco ricoperto di carta messo a girare su di un piatto, la sua incisione si rese possibile grazie ad uno <em>stiletto</em> sospeso su di un braccio, questo stiletto andava ad imprimere sul supporto dei solchi disposti a spirale.<br />
Un dispositivo dotato di <em>imbuto</em> atto a <em>raccogliere</em> i suoni, che provocavano una vibrazione di un <em>diaframma</em> in metallo posizionato all’estremità dell’imbuto stesso, vibrazioni che mettevano in moto lo <em>stilo</em>.<br />
La <em>puntina</em> quindi rendeva possibile incidere un solco sul foglio di stagnola avvolto sul cilindro, che veniva azionato manualmente.<br />
La medesima operazione veniva svolta nella <strong>riproduzione sonora</strong>: lo stilo leggeva i solchi incisi sul cilindro, movimentato alla stessa velocità di incisione, restituendo così il <em>suono</em> registrato in precedenza.<br />
Il <strong>fonografo</strong> messo a punto da <strong>Edison</strong>, non venne da Egli studiato <em>solo</em> per riprodurre musica: anzi, era stato pensato proprio come un supporto dove possibile dettare e registrare testi, scritti, in maniera da permetterne la custodia su di un supporto <em>pronto</em> da ascoltare.<br />
La riproduzione sonora, concepita e studiata, fu messa a punto da <strong>Emile Berliner</strong>, tedesco, qualche anno più tardi dall’invenzione di <strong>Edison</strong>.<br />
<strong>Berliner</strong> mise a punto il <strong>grammofono</strong>, <em>evoluzione</em> del fonografo creata proprio per la riproduzione musicale.<br />
La <em>macchina a cilindro</em> messa a punto da <strong>Edison</strong>, venne in breve tempo <em>sostituita</em> dal <strong>grammofono</strong>, che trovò da subito impiego anche come strumento di <em>divertimento</em> e passatempo per ascoltare musica.<br />
Il <em>solco</em> e la <em>puntina</em> sono entrati di prepotenza nel mondo della riproduzione sonora, ben lungi dall’essere abbandonati.<br />
Mentre i cilindri venivano impiegati per registrare dettati, i dischi si erano <em>legati</em> alla musica, registrazione e riproduzione.<br />
Le sperimentazioni per trovare il materiale più idoneo per sviluppare il supporto, sono molteplici: la <strong>gommalacca</strong> è destinata ad entrare nella storia insieme al <strong>disco 78 giri</strong>.<br />
Molto curioso il fatto che la <strong>gommalacca</strong> sia una resina di produzione organica, secreta da un piccolo insetto.<br />
Il <strong>disco in vinile</strong> appare sul mercato nei primi anni del 50, i solchi vennero rimpiccioliti, tanto da essere considerati <em>microsolchi</em>, e la velocità rallentata da 78 a 33 giri al minuto, al fine di ottenere registrazioni di durata superiore, <em>Long Playing</em>.<br />
Poco tempo dopo venne introdotta la <strong>stereofonia</strong>, rivoluzione qualitativa nella <strong>riproduzione sonora</strong>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche del vinile</a></h3>
<p>
La definizione <strong>vinile</strong>, entrata nel linguaggio comune per intendere i <em>Long Playing</em>, fa capo al materiale impiegato per la produzione: il <strong>PVC</strong> (<em>Polivinilcloruro</em> o <em>Cloruro di polivinile</em>).<br />
Il <strong>PVC</strong> è un <em>polimero</em> del <em>cloruro di vinile</em>: il <strong>polimero</strong> è una molecola caratterizzata da elevato peso molecolare, a sua volta costituita da molecole più piccole (<em>monocomeri</em> e <em>copolimeri</em>).<br />
Una delle principali caratteristiche del <strong>PVC</strong> è la sua estrema versatilità ad essere impiegato, miscelato, con più sostanze termoplastiche, allo scopo di rendere il prodotto finale meglio indicato alla funzione per cui viene costruito.<br />
L’impiego di questo materiale nella produzione di dischi, ha trovato ampio successo grazie all’introduzione dei microsolchi, con notevole riduzione del fruscio rispetto ai dischi realizzati in gommalacca.<br />
Durante la riproduzione sul <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/giradischi.html" title="Giradischi"><strong>giradischi analogico</strong></a>, il disco gira alla stessa velocità con cui è stato registrato: per questo riveste particolare importanza, oltre che l’accuratezza di incisione, la buona capacità del giradischi come <strong>strumento di precisione</strong>.<br />
Perchè questo è il <strong>giradischi analogico</strong>: uno <em>strumento di precisione</em> da cui dipende l’elevata, o meno elevata, capacità di riproduzione sonora.<br />
Le prime riproduzioni dei dischi, erano sovente effettuate dagli stessi artisti, o comunque chi per loro, e l’incisione era resa possibile sfruttando l’opposto procedimento della lettura.<br />
Il suono <em>raccolto dall’imbuto</em> produceva vibrazioni alla puntina (stilo) che con il suo peso <em>incideva</em> la superficie del disco nel suo ruotare.<br />
Ovviamente non era possibile duplicare il supporto, ed ogni disco doveva venire prodotto singolarmente in base alla quantità di copie che si intendeva realizzare.<br />
Lo <strong>stampaggio a caldo del disco</strong> ha permesso di trovare la giusta evoluzione nella produzione in serie dei dischi.<br />
Il <strong>Master Disk</strong>, ovvero la prima copia che deve essere incisa nelle apposite sale di registrazione, avviene <em>sostanzialmente</em> come si faceva un tempo: grazie però alle sofisticate evoluzioni in campo tecnologico ed elettronico, è davvero possibile oggi ottenere incisioni di elevata qualità, che sarà poi la qualità di base per dare vita a tutte le copie che si desidera produrre.<br />
Questo disco può essere realizzato in cera, perchè molto malleabile, grazie a questo è possibile ricavare le due <strong>matrici</strong>, ovvero le placche di metallo che riportano fedelmente i solchi del <em>Master Disk</em>.<br />
Le due matrici metalliche ricavate, che sono un vero e proprio stampo, grazie ad elevata pressione vengono chiuse sul supporto in vinile creando così il disco.<br />
La registrazione del <em>master</em> però, può avvenire anche grazie ad un supporto magnetico, un nastro.<br />
Questo sistema rende possibile la modifica del <em>registrato</em>, non permessa dal supporto in cera.<br />
Una volta ottenuta la desiderata elaborazione del <em>nastro magnetico</em> si procede con la creazione del <strong>Master Disk</strong> su supporto acetato grazie all’impiego di un <strong>bulino</strong> (sottile <em>scalpello</em> dalla punta in acciaio) che incide a spirale dal bordo esterno fino al centro del disco stesso.<br />
Anche in questo caso si procede poi alla creazione delle matrici per la produzione di altri supporti.<br />
Il <strong>policarbonato di vinile</strong> è una <em>amalgama</em> impiegata per la produzione dei dischi.<br />
Anche se il <strong>compact disc</strong> e altri supporti digitali sono entrati a pieno titolo nella riproduzione audio, il gusto tutto particolare e sofisticato dell’analogico non potrà mai essere sostituito da supporto alcuno.<br />
Come sempre, tra gli appassionati di elettroacustica e <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/alta-fedelta.html" title="Alta Fedelt&agrave;"><strong>alta fedeltà</strong></a>, oggetto di estimatori e detrattori, il <strong>vinile</strong> è un supporto ancora oggi capace di regalare emozioni di ascolto molto apprezzabili.<br />
Dopo <em>l’effetto boom</em> del compact disc, in parte anche <em>effetto boomerang</em> per la scarsa qualità di incisione dei primi esemplari, alcune aziende specializzate, amanti della buona riproduzione sonora di qualità, hanno iniziato a produrre con passione e professionalità, esemplari di <strong>Long Playing</strong> che nulla hanno da invidiare al cd.<br />
L’impiego oculato della tecnologia nella produzione di questi dischi, rende possibile produrre <em>gioielli</em> di riproduzione audio, caratterizzati spesso da <strong>grammatura</strong> più pesante del disco standard, in alcuni casi anche doppia.<br />
Il peso di un LP può arrivare anche a 200 grammi, questo a tutto vantaggio della rigidità del disco, minore possibilità di deformazione del supporto, maggiore qualità audio.<br />
Ovviamente parlo di LP 33 giri, nonostante molti 45 giri trovano ancora collocazione nelle collezioni di molti appassionati.
</p>
<h3>&#9658; <a id="cura">Cura del disco in vinile</a></h3>
<p>
Risulta ovvio che il disco in vinile non è così <em>resistente</em> né agli urti né allo sporco rispetto ad un compact disc, realizzato in alluminio e poi ricoperto di materiale plastico.<br />
Tuttavia riguardo agli urti problema non sussiste, il <em>Long Playing</em> non è un frisby&#8230;<br />
Una cura particolare però deve essere dedicata a questo tipo di supporto, in particolare per quanto riguarda la pulizia.<br />
Evitare in primo luogo di lasciare <em>impronte digitali</em> dei polpastrelli sul disco, che deve essere sempre movimentato per i bordi.<br />
La <strong>pulizia del disco in vinile</strong> è da sempre oggeto di <em>studio</em> degli audiofili più oltranzisti, anche qui, chi sostiente un metodo chi un altro.<br />
Per esperienza personale, <em>senza rovinarmi troppo la vita</em>, utilizzo un panno di cotone per pulire delicatamente la superficie del disco, <strong>seguendo i solchi a spirale nel movimento di pulizia</strong>.<br />
Panno di cotone che conservo sempre in luogo chiuso al fine di farlo <em>sporcare</em> il meno possibile.<br />
Altro metodo di pulizia consiste nell’utilizzare acqua distillata, occorre però fare attenzione, un minimo di pratica, ed assicurarsi di una totale asciugatura prima dell’impiego del disco.<br />
Sia per questo metodo di pulizia, come per l’impiego di altri <em>solventi</em> è bene essere assoultamente certi dell’utilizzo dei prodotti: se non siamo sicuri meglio affidarci al tradizionale panno in cotone, oppure spazzole apposite come quella in fibra di carbonio capace di ripulire discretamente i solchi.<br />
Per sua <em>natura</em> il disco in vinile attira la polvere: nulla di grave, davvero.<br />
Altro punto essenziale è conservare il disco in vinile in posizione verticale, affinché non debba essere soggetto a pressioni che be causerebbero una inevitabile deformazione.<br />
Se gradite leggere un articolo davvero interessante riguardo <strong>la pulizia del disco in vinile</strong>, vi rimando a <a href="http://www.tnt-audio.com/adeste/vinile.html"><strong>questa pagina</strong></a> dell’ottimo sito web <strong>TNT Audio</strong>, dove potrete certamente, se già non lo conoscete (<em>difficile&#8230;</em>) trovare ottimi spunti e interessanti articoli riguardanti il mondo audio.<br />
Altra caratteristica importante nella cura del disco in vinile è quella di non sottoporlo ad un ripetuto ascolto: la normale <em>defomazione</em> dei microsolchi che avviene durante la lettura da parte della puntina (stilo), necessita di tempo per farli <em>tornare alla loro forma originale</em>, anche se la buona qualità di uno stilo riduce sensibilmente questo aspetto, non secondo il fatto che il disco venga prodotto in <em>vinile pesante</em>, questo riduce ulteriormente la <em>deformazione</em> dei microsolchi.<br />
Un giusto intervallo di tempo tra due ascolti (24 ore secondo alcuni) permette al disco di avere lunga vita a tutto vantaggio delle buona qualità di riproduzione sonora.
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<h3>&#9658; <a id="panno_microfibra">Panno in microfibra</a></h3>
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Nel settore tessile per microfibra si intende una tecnofibra, ovvero un materiale ottenuto con particolari tecnologie, che ha un titolo (in questo caso la titolazione e una unità di misura che determina il titolo di un filato) minore o uguale al DTex, unità di misura usata in tessitura che serve a quantificare la densità lineare delle fibre.</p>
<p>Risulta opportuno fare attenzione all&#8217;etichetta del prodotto in quanto microfibra in sé non significa nulla, basta solo ad indicare la densità della fibra stessa impiegata per fabbricare il prodotto, che può essere poliestere, cotone oppure misto.</p>
<p>I panni in microfibra risultano particolarmente usati, negli ultimi anni hanno avuto un certo riscontro da parte dei consumatori.</p>
<p>Personalmente ad esempio ho un panno in microfibra di cotone che utilizzo per pulire la superficie degli LP; ha la caratteristica di catturare la polvere in modo piuttosto evidente, e pulire a fondo il vinile in maniera accurata è sempre stato l&#8217;operazione non complessa ma sicuramente impegnativa.</p>
<p>Nella confezione di acquisto sono riportate le modalità per lavare il panno quando necessita: non usare saponi, detergenti e ammorbidenti, ma è possibile inserirlo in acqua calda con scaglie di sapone, questo procedimento serve per preservare la microfibra che altrimenti verrebbe compromessa dall&#8217;uso di detergenti e ammorbidenti vari.</p>
<p>Negli ultimi anni i tessuti in microfibra hanno trovato largo impiego come rivestimento per divani e sedie, conferendo al tessuto capacità traspiranti, lavabili impermeabili, in tutta una serie di tonalità di colori differenti che possono tranquillamente integrarsi in qualsiasi tipo di arredamento.</p>
<p>Anche nel settore pulizia per auto i tessuti in microfibra risultano particolarmente impiegati, per produrre quanti, spugne e più in generale panni per la specifica pulizia dell&#8217;automobile.</p>
<p>Anche nell&#8217;abbigliamento questa particolare tipologia di lavorazione del tessuto ha trovato ottimo riscontro, nei tessuti destinati all&#8217;abbigliamento intimo, od ancora ai completi per bagno come accappatoi, etc.</p>
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