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	<title>Guida all&#039;acquisto &#187; Igiene</title>
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		<title>Sapone</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 17:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sapone, solido un liquido, è un prodotto destinato all&#8217;igiene personale nonché relativa ai capi di bucato destinati al nostro quotidiano, e comunque un prodotto specifico per l&#8217;igiene e la pulizia. &#9830; Cenni storici &#9830; Igiene personale &#9830; Ingredienti del sapone &#9658; Cenni storici &#9650; C&#8217;è chi afferma che la scoperta del sapone (o di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il sapone, solido un liquido, è un prodotto destinato all&#8217;igiene personale nonché relativa ai capi di bucato destinati al nostro quotidiano, e comunque un prodotto specifico per l&#8217;igiene e la pulizia.
</p>
<p><span id="more-937"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#igiene_personale">Igiene personale</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#ingredienti">Ingredienti del sapone</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
C&#8217;è chi afferma che la scoperta del sapone (o di un suo surrogato o comunque qualcosa di simile che servisse specificamente all&#8217;igiene personale nonché all&#8217;igiene in generale) da parte dell&#8217;uomo sia avvenuta per caso.</p>
<p>Questo può sicuramente essere vero ma si tratta sicuramente di un caso voluto, cercato: risulta facile pensare come l&#8217;uomo sentisse l&#8217;esigenza di potersi sentire pulito, di lavarsi, per meglio sentirsi a proprio agio e rapportarsi con gli altri in maniera migliore del quotidiano.</p>
<p>Nel II&deg; millennio a.C. presso la civiltà babilonese; tracce di sostanze simili a sapone verosimilmente usate per l&#8217;igiene personale furono trovate appartenenti a questo periodo.</p>
<p>Gli antichi greci gli antichi romani per pulirsi la pelle usavano un raschietto (strigile) insieme ad oli profumati, ed erano anche conoscenza che dalla cenere e dei grassi (animali o vegetali) si potessero ottenere detergenti buoni tanto per la pelle quanto per i capelli nonché destinati alla pulizia dei capi di abbigliamento e di uso comune.</p>
<p>Nell&#8217;antica Roma sul monte Sapo (secondo la leggenda) gli antichi sacrificavano animali e quindi poi le bruciavano i resti; tali testi venivano appunto utilizzati per la promozione di detergenti, da qui la possibile etimologia della parola sapone.</p>
<p>Subito dopo la disfatta di Roma e la sua caduta l&#8217;instabilità generalizzata che si diffonde in gran parte dell&#8217;Europa porta le persone a perdere l&#8217;abitudine ad una buona, sana e corretta igiene personale; ci si accorgerà ben presto come, durante il medioevo, la mancanza di igiene personale possa essere incentivo di propagazione di epidemie responsabili nei casi più gravi anche di morti, ci si rende conto quanto la mancanza di igiene personale possa influire negativamente sulla salute pubblica.</p>
<p>Impiegando l&#8217;olio di oliva ed il timo le popolazioni arabe producevano regolarmente sapone, furono i primi ad utilizzare la soda caustica (Al-Soda Al-Kawia) di conseguenza a loro si può attribuire la paternità dell&#8217;invenzione del sapone moderno.</p>
<p>Fino al XIX secolo che vede protagonista la rivoluzione industriale, il sapone viene prodotto per lo più in forma artigianale anche in maniera molto abile da maestri saponificatori; per quanto riguarda l&#8217;Europa un uso piuttosto generalizzato del sapone (dopo avere compreso quanto fosse importante l&#8217;igiene personale) sia nuovamente dal XII secolo in avanti, ma è più corretto dire che, sempre in linea molto generale, l&#8217;igiene diffusa torna ad essere un principio da non sottovalutare.</p>
<p>Questo non implica affatto comunque che l&#8217;igiene e la pulizia personale non siano sempre state portate avanti dall&#8217;essere umano, nonostante periodi in cui la cultura generale tollerava, per così dire, la sporcizia.</p>
<p>Proprio la sporcizia è fonte di innumerevoli focoali di malattie, ciò significa che l&#8217;uomo ha compreso da subito quanto fosse importante per una sana sopravvivenza l&#8217;igiene personale, non solo per quanto concerne sé stessi ma anche e soprattutto per rispetto nei confronti degli altri, nonchè per migliorare i rapporti sociali.</p>
<p>Questo può sembrare un aspetto divertente, ma pensate un po&#8217; a quando il sapone non era di così facile reperibilità come oggi: era necessario ingegnarsi per riuscire al meglio nella pulizia personale, non solo per sé stessi ma anche per poter stabilire rapporti scociali basati sul rispetto reciproco.</p>
<p>La pulizia e l&#8217;igiene personale sono uno degli aspetti basilari del rispetto verso il prossimo.</p>
<p>Nel 1789 Nicolas Leblanc mise a punto un procedimento per ottenere carbonato di sodio (sono di buona qualità) dal <a href="http://www.guida-acquisti.com/alimentari/sale.html" title="Sale"><strong>sale</strong></a>, questo contribuì in buona misura abbassare i costi di produzione del sapone e renderlo così facilmente distribuibile abbattendo in maniera notevole i costi.</p>
<p>Il sistema di saponificazione messo a punto da Nicolas Leblanc rimase in uso fino al 1870 quando il metodo Solvay (per merito di Ernest Solvay) rivoluzionano ancora una volta il procedimento per estrarre il carbonato di sodio, metodo utilizzato ancora oggi.</p>
<p>Nei primi anni del XX secolo fecero la comparsa detergenti sintetici largamente impiegati per la pulizia dei capi di bucato, quindi successivamente ad un impiego nella <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/lavatrice.html" title="Lavatrice"><strong>lavatrice</strong></a>.</p>
<p>Ci sembra giusto accennare brevemente all&#8217;importanza della storia del sapone di Marsiglia, dal IX secolo infatti in questa città si prepara un sapone a base di olio d&#8217;oliva, erbe e ossa animali.</p>
<p>Da quel momento la zona diventa per eccellenza di produzione del sapone, favorita anche dalle ambientazioni climatiche che permettono la produzione di olio di oliva su terreni asciutti e calcarei, avere a disposizione le ceneri per l&#8217;estrazione della soda e poter usufruire dei saldi provenienti dalla Camargue.</p>
<p>Quindi la città di Marsiglia poteva già da allora usufruire dei componenti principali per produrre sapone; componenti che presentavano qualità superiore rispetto alla media.</p>
<p>Il vero sapone di Marsiglia prevede l&#8217;uso di olio di oliva puro (invece di grassi animali), come fu stabilito nel 1688 da Luigi XIV.</p>
<p>Si iniziò ad impiegare per la produzione sapone di Marsiglia oli di palma e di copra, ovvero la polpa essiccata della noce di cocco dalla quale si estrae l&#8217;olio che risulta una componente molto importante per il sapone.</p>
<p>Ancora oggi sapone di Marsiglia risulta indicato e consigliato come disinfettante principale per la pulizia di ferite anche da situazioni post-operatorie.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/sapone.jpg" alt="Sapone" /><br /><small>Fonte immagine: http://4.bp.blogspot.com/_TkjofeCz4B8/TL43EI9v-MI/AAAAAAAAAW4/08YeCDPBEmM/s1600/soap.jpg</small> </p>
<h3>&#9658; <a id="igiene_personale">Il sapone per igiene personale</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La qualità del sapone destinato all&#8217;igiene personale quindi la pulizia del corpo deve essere neutro, ovvero presentare un pH neutro per evitare quindi che il sapone possa presentare acidità o basicità (alcalinità) nelle soluzioni in esso presenti.</p>
<p>Com&#8217;è logico supporre deve avere un profumo gradevole in quanto questo andrà ad incidere sulla pulizia personale, ed avrà un effetto gradevole sulla nostra pelle una volta terminato di lavarsi.</p>
<p>Per quanto riguarda il sapone solido questo deve essere sufficientemente pastoso ma non eccessivamente duro, deve risultare morbido al passaggio sulla pelle ed a contatto con l&#8217;acqua, ma contemporaneamente non deve risultare eccessivamente friabile ma bensì mantenere sostanzialmente la forma originaria una volta asciugato e riposto nell&#8217;apposito vano quando abbiamo terminato di pulirci.</p>
<p>Il sapone deve altresì essere sufficientemente schiumoso, ovvero capace (come si evince dall&#8217;aggettivo) di produrre facilmente schiuma quando contatto con l&#8217;acqua viene sfregato per eseguire la pulizia del corpo.</p>
<p>I tensioattivi sono composti capaci di ridurre la tensione superficiale (proprietà di un fluido) al fine di migliorare la bagnatura; i tensioattivi vengono impiegati per la produzione di sapone acido e presenta un pH di 5,5 &#8211; questo tipo di sapone si presenta indicato per chi manifesta eccessiva sensibilità ad un sapone comune dal pH neutro.</p>
<p>Il sapone con pH 5,5 si dimostra meno aggressivo nei confronti della pelle.</p>
<p>Oggi è possibile trovare in commercio tutta una serie di prodotti (in questo caso sapone) che vengono arricchiti da tutta una serie di sostanze lenitive, profumate al fine di rendere più piacevole possibile il contatto con la pelle e la salvaguardia di quest&#8217;ultima mentre esercitiamo la pulizia quotidiana con il sapone.</p>
<p>Queste sostanze aggiuntive spaziano dal <a href="http://www.guida-acquisti.com/alimentari/latte.html" title="Latte"><strong>latte</strong></a>, agli infusi di erbe medicinali e aromatiche, la frutta e la verdura, gli oli.</p>
<p>La classica saponetta viene inoltre proposta in forme diverse, solo ed esclusivamente per motivi di carattere estetico; il sapone liquido in contenitori che possono essere muniti di dosatore per un comodo utilizzo.
</p>
<h3>&#9658; <a id="ingredienti">Ingredienti del sapone</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Gli ingredienti principali necessari per la produzione sapone solo l&#8217;olio o il grasso, l&#8217;idrato di sodio (soda caustica) ed un liquido dove fare sciogliere la soda, come ad esempio acqua pure alcuni tipi di infusi, latte, succhi di frutta, etc.</p>
<p>Ovviamente si tratta di alternative all&#8217;acqua destinate però conferirà sapone proprio da particolari; ad esempio nutritive se si tratta di latte, lenitive per quanto riguarda la camomilla.</p>
<p>Si possono inserire tutta una serie di erbe officinali per far assumere al sapone proprietà che vanno oltre quella fondamentale dell&#8217;igiene personale.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;uso dei grassi solitamente si ottiene una miscela derivata da tipi di grasso differente, al fine di evitare che il sapone possa poi presentarsi troppo duro, oppure eccessivamente morbido; quindi possiamo trovare grassi animali, strutto, burro e margarina, paraffina, c&#8217;era d&#8217;api, olio di palma, olio di cocco, ed <a href="http://www.guida-acquisti.com/alimentari/olio-di-oliva.html" title="Olio di oliva"><strong>olio di oliva</strong></a>, glicerina.</p>
<p>L&#8217;olio d&#8217;oliva può anche essere usato puro (deve essere usato esclusivamente olio di oliva puro per la promozione di sapone di Marsiglia), unico caso in cui un olio possa essere usato, solo, per produrre sapone.</p>
<p>I grassi e gli oli e preziosi rappresentano una componente nutriente per la pelle, come ad esempio l&#8217;olio di mandorle dolci, e di jojoba (una cera prodotta dai semi della pianta), ed ancora l&#8217;olio di karité, una pianta diffusa del continente africano.</p>
<p>Quando il sapone fa uso della sua produzione di questi prodotti il prezzo di vendita è superiore alla media, in quanto tali prodotti non sono di così facile reperibilità e comunque risultano essere costose materie prime.</p>
<p>Per quanto riguarda gli infusi, come ad esempio il tè, o comunque altri infusi di erbe e fiori, camomilla, rosmarino, lavanda, etc.</p>
<p>La soda caustica permette la trasformazione del grasso il sapone, ovvero il procedimento denominato saponificazione.<br />
Una soluzione meno caustica della soda è la lisciva, ovvero acqua e cenere.</p>
<p>Vengono impiegati anche una serie di prodotti aggiuntivi come ad esempio miele, farine, uova per donare al sapone (al prodotto finale) maggiore compattezza, brillantezza, lucidità.</p>
<p>Possono venire impiegati anche profumi e coloranti, questi ultimi per donare esclusivamente un aspetto estetico particolare, specifico; mentre per quanto riguarda l&#8217;uso dei profumi devono essere perfettamente compatibili all&#8217;essere umano.</p>
<p>Il sapone non può deteriorarsi in quanto la sua leggera alcalinità non permette la formazione di batteri o muffe; possono venire impiegati antiossidanti per saponi dal ph leggermente acido (5,5) al fine di impedire il manifestarsi di zone rancide, questi antiossidanti nonchè dinsinfettanti fungicidi vengono solitamente usati nel sapone liquido con ph leggermente acido, in quanto nei flaconi di questo specifico sapone è più facile la formazione di eventuali batteri o funghi, che viene appunto scongiurata dalla presenza di appositi disinfettanti.</p>
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		<title>Crema corpo</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 15:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro corpo è composto al 70% di acqua, che risulta di vitale importanza per la nostra pelle. La pelle infatti è idratata in maniera del tutto naturale, ed in condizioni ottimali, questa idratazione è più che sufficiente per la pelle. Ma quando gli agenti atmosferici insidiano la naturale idratazione, con vento, smog, inquinamento dell’ambiente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro corpo è composto al 70% di acqua, che risulta di vitale importanza per la nostra pelle.<br />
La pelle infatti è idratata in maniera del tutto naturale, ed in condizioni ottimali, questa idratazione è più che sufficiente per la pelle.<br />
Ma quando gli agenti atmosferici insidiano la naturale idratazione, con vento, smog, inquinamento dell’ambiente, la riserva idrica che provvede all’idratazione viene corrotta.</p>
<p><span id="more-141"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#acquistare">Acquistare crema corpo</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#quale">Quale crema scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="acquistare">Acquistare crema corpo</a></h3>
<p>
La <strong>crema idratante per il corpo</strong> serve proprio a questo: idratare la pelle fino a quando la riserva idrica non sia nuovamente nelle condizioni ideali, proteggere la pelle quando la naturale idratazione viene attaccata da elementi esterni.<br />
Al fine di mantenere una pella tonica, elastica, luminosa, può essere utile il supporto di una buona <strong>crema corpo</strong>, ed è giusto distinguere le differenti parti.<br />
La pelle del viso è più delicata ad esempio di quella di altre parti del corpo, le mani possono risultare più esposte a secondo delle condizioni, quindi richiedono creme specifiche.<br />
Esistono diversi prodotti disponibili sul mercato a riguardo, vediamo come orientarci.<br />
Senza dimenticare che la pelle può presentarsi in maniera diversa da soggetto a soggetto: pelle secca, grassa, sensibile, con capillari deboli.<br />
Se la pelle non presenta particolari problemi, è possibile applicare una crema idratante, magari con vitamine, che possa così contribuire a ristabilire una giusta idratazione.<br />
In caso di problemi specifici, ricordiamo sempre che è opportuno rivolgersi al <strong>medico dermatologo</strong> affinché possa indicare la miglior soluzione.<br />
La pelle del corpo, specie nei mesi freddi, risulta ovviamente protetta per proteggersi dalle basse temperature, quindi rimane sostanzialmente <em>nascosta</em> per gran parte dell’anno.<br />
A questo proposito risulta utile praticare lo <strong>scrub</strong>, ovvero eliminare dall’epidermide le cellule morte, questo favorisce l’ossigenazione dei tessuti ed è possibile farsi aiutare da una <a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/crema-esfoliante.html" title="Crema esfoliante"><strong>crema esfoliante</strong></a>.<br />
Un’altra cosa importante quando si applica la <strong>crema</strong>, è quella di <em>massaggiare con cura, frizionare la pelle</em> per ottenere il massimo dall’applicazione della crema, alternando l’impiego della mano aperta a quello dei polpastrelli, al fine di ottenere un massaggio migliore.
</p>
<h3>&#9658; <a id="quale">Quale crema corpo scegliere</a></h3>
<p>
Il potenziale squilibrio delle riserve idratanti della pelle, non è dovuto solo al freddo, ma ad esempio anche ad una prolungata esposizione al sole, oppure il contatto con la salsedine, od ancora da disfunzioni patologiche, nel qual caso, ripetiamo, consultare il dermatologo.<br />
Pur essendo privi di patologie, non è poi così sbagliato rivolgersi comunque al medico per chiedere quali creme sia meglio utilizzare: quando avrà valutato il tipo di pelle, il suo consiglio univoco sarà valido nel tempo, si avrà fatto <em>una strada in più</em>, a vantaggio della nostra salute, trovando indicazioni su quale tipo di crema utilizzare.<br />
Una buona <strong>crema idratante</strong> aiuta a ristabilire il giusto apporto per ricostituire il manto idrolipidico, e può aiutare nelle prevenzione di invecchiamento cutaneo.<br />
¶ Per una <strong>pelle normale</strong> la <strong>crema corpo</strong> ha il compito di apportare sostanze idratanti, emollienti, protezione dall’aggressione di agenti esterni.<br />
I principi attivi dunque, sono mirati ad ottenere un’attività di prevenzione alla disidratazione e buon mantenimento della pelle stessa, senza risultare intrusiva con lo spontaneo funzionamento sebaceo.<br />
¶ Per una <strong>pelle grassa</strong> la crema dovrebbe mirare il suo effetto ad un’azione emolliente, astringente, al fine di riequilibrare l’eccessiva dilatazione follicolare che produce sebo in maggiore quantità.<br />
Quindi questo tipo di crema dovrebbe risultare <em>sebo-riequilibrante</em>, oltre che purificante ed ulteriormente igienizzante.<br />
Ulteriormente perchè la <strong>crema corpo</strong> va sempre applicata dopo accurata detersione della cute.<br />
Se la secrezione sebacea risulta davvero forte, si parla di <em>pelle asfittica</em>, proprio per l’eccesso di sebo prodotto che nei casi più estremi ostruisce quasi il follicolo, rendendo questo tipo di pelle pià esposta alle infezioni.<br />
Un esempio di questo tipo di cute è quello in cui si manifesta l’acne giovanile.<br />
¶ La <strong>pelle secca</strong> al contrario di quella grassa, si manifesta disidratata, predisposta alle screpolature ed a spaccature, nei casi più evidenti, dolorose.<br />
Si tratta comunque di <em>sensibilità delle pelle</em>, dunque una <strong>crema indicata</strong> risulta essere non aggressiva, bensì lieve, contenente fattori idratanti naturali, quali amminoacidi, zucchero, lattato sodico, sostanze che sono presenti in modeste quantità in questo tipo di pelle.<br />
La <em>pelle secca</em> può risultare tale, o per eccessiva disidratazione, o per scarsa produzione di sebo, due situazioni che possono manifestarsi contemporaneamente.<br />
Un trattamento <em>sebo-riconstituente</em> a base di acidi grassi può presentare soluzione.<br />
¶ La <strong>pelle mista</strong>, può presentare un alternarsi di zone con cute secca invece che grassa, può manifestarsi una maggiore secrezione sebacea in una zona ed inferiore in un’altra.<br />
È proprio la percentuale di queste secrezioni che va a fare della cute, una pelle secca oppure grassa.<br />
Zone in cui è presente una maggiore quantità di ghiandole sebacee, è normale che si presentino con pelle più grassa rispetto ad altre zone: tuttavia se la discrepanza risulta eccessiva è opportuno conultare il dermatologo.<br />
In caso invece di <strong>pelle ipersensibile</strong> (<em>copparosica</em>), si presenta una dilatazione dei capillari sottoepidermici, risultano sfibrati e creano un fitto reticolo violaceo, ben visibile esternamente.<br />
Questa patologia nota come <em>couperose</em> si presenta in soggetti che soffrono di fragilità capillare.<br />
In alcuni casi questo tipo di pelle manifesta ipersensibilità, alle irritazioni, alle allergie.<br />
Gli sbalzi di temperatura amplificano queste manifestazioni, e risulta ovvio che, soprattutto in questo caso, il consiglio del <strong>medico dermatologo</strong> risulta essenziale, basilare per la salute del soggetto.<br />
Risulta chiaro che la <strong>crema corpo</strong> che può essere ottimale per una persona, può non esserlo per un’altra.<br />
<strong>Acquistare la giusta crema per il corpo</strong>, ci porta inevitabilmente ad acquisire nozioni, anche minime, riguardo lo specifico tipo di pelle da trattare.<br />
In alcuni casi, il consiglio del medico farmacista, e non di uno specialista, può risultare sufficiente: in caso di patologie questo implica obbligatoriamente il consulto medico specialistico.<br />
Un prodotto come questo, più di altri, non può essere comprato a caso, ma oggetto invece di attenta valutazione soprattutto per pelli particolari.<br />
Ricordiamo ancora, che non sempre <em>naturale</em> significa migliore di un prodotto preparato in laboratorio.<br />
Acquistare un prodotto come la <em>crema corpo</em>, implica di poterlo valutare direttamente, applicato sulla pelle.<br />
una buona profumeria o farmacia non rifiuterà una piccola prova che può essere meglio di tante parole.<br />
<em>Acquistare sul sicuro</em> è possibile quando si conosce perfettamente il tipo di <strong>crema corpo</strong> che si intende acquistare, perchè significa che ha già dimostrato di fare al caso nostro dopo un periodo di tempo, anche minimo, sulla pelle.</p>
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		<title>Collutorio</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 11:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>

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		<description><![CDATA[All’interno del cavo orale esiste un reale “ecosistema” in continua evoluzione, composto da saliva, mucose, e milioni di microrganismi. Alcuni di questi utilissimi per la salute dei nostri denti e preziosi per l’igiene orale, altri invece decisamente nemici. Ecco perchè il collutorio può risultare efficace complemento nella cura della propria igiene orale. &#9830; Acquistare collutorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All’interno del cavo orale esiste un reale “ecosistema” in continua evoluzione, composto da saliva, mucose, e milioni di microrganismi.<br />
Alcuni di questi utilissimi per la salute dei nostri denti e preziosi per l’igiene orale, altri invece decisamente nemici.<br />
Ecco perchè il <strong>collutorio</strong> può risultare efficace complemento nella cura della propria igiene orale.</p>
<p><span id="more-225"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#acquistare">Acquistare collutorio</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#azione">Azione del collutorio</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="acquistare">Acquistare collutorio</a></h3>
<p>
Ricordiamo ancora, anche se sembra una ovvia raccomandazione ed in quanto tale forse la si dimentica più facilmente, quasi per paradosso.<br />
Anche se non abbiamo disturbo alcuno ai nostri denti, è bene <strong>andare dal dentista</strong> almeno ogni 6 mesi, per effettuare controlli preventivi.<br />
In caso di dolore ai denti, o comunque disturbi gengivali, richiedere un appuntamente al più presto: non dite “domani passa”.<br />
Meglio recarsi dal dentista per nulla, o per poco, piuttosto che trascurare uno stato di malattia dei denti e/o delle gengive.<br />
Dopo la periodica, regolare ed attenta pulizia con lo <strong>spazzolino</strong> con un valido <strong>dentifricio</strong>, il corretto impiego del <strong>filo interdentale</strong>, il <strong>collutorio</strong> può dare i suoi benefici, impiegato 2-3 volte al giorno.<br />
Prima di <strong>acquistare un collutorio</strong> è opportuno chiedere parere al proprio <strong>medico dentista</strong>.<br />
Alcuni collutori sono terapeutici, non vanno utilizzati a nostro piacimento, ma solo in condizioni particolari.<br />
Esempio un collutorio che contiene <strong>clorexidina</strong>, un disinfettante, battericida, previene infezioni: ovviamente occorre farne uso corretto come consigliato dal medico, rispettando le quantità indicate.
</p>
<h3>&#9658; <a id="azione">L’azione del Collutorio</a></h3>
<p>
Sebbene si trovi il <strong>collutorio</strong> in vendita anche nei supermercati, ricordate sempre che l’autoprescrizione è da evitarsi, <strong>mai assumere</strong> qualsiasi tipo di sostanza senza prima avere consultato il medico.<br />
Dopo la corretta pulizia dei denti, possiamo sciacquare la cavità orale con la quantità di collutorio indicata nelle istruzioni o su consiglio del dentista, risciacquo che in genere deve avvenire per almeno un minuto.<br />
Soluzione da usarsi pura o diluita, sempre secondo le indicazioni.<br />
Tenendo chiuse le labbra, facendo muovere il collutorio tra i denti e le guance, è possibile eseguire una operazione di pulizia e disinfettante della bocca, possibile prevenzione del formarsi di tartaro (placca batterica in eccesso che inizia a colonizzare).<br />
Come per qualsiasi prodotto che si intende assumere, non dimenticate i <strong>possibili effetti collaterali</strong>, anche se il prodotto è base di estratti naturali.<br />
Risulta poi opportuno impiegare <strong>prodotti clinicamente testati</strong> per assicurarci della validità e garanzia del collutorio.<br />
L’<strong>azione del collutorio</strong> può presentare molteplici benefici: aiuta a disgregare ulteriormente la placca batterica, anche piccole tracce che possono rimanere dopo aver utilizzato lo spazzolino.<br />
Protegge le gengive, può prevenire disturbi parodontali, aiuta nelle irritazioni gengivali, e può coadiuvare la guarigione dopo interventi odontoiatrici.<br />
Spesso infatti sono proprio i medici dentisti a consigliarne il corretto utilizzo.<br />
La <strong>clorexidina</strong> sopracitata, aiuta nel contrastare la proliferazione dei batteri impedendo lo sviluppo della placca batterica.<br />
Come diverse tiplogie di prodotti medicali, il suo principio attivo può essere <strong>terapeutico, preventivo, di protezione, e di mantenimento</strong> del buono stato di bocca e denti.<br />
Altri ingredienti che si trovano nel collutorio possono essere: <strong>agenti ossigenanti</strong> (es. perossido di idrogeno, perborato di sodio), che grazie all’azione fisica della loro effervescenza producono un’azione antimicrobica.<br />
Tra gli <strong>agenti antimicrobici</strong> troviamo la già citata clorexidina, poi <strong>Alexidina, Hexetidina, Iodio, Fluoruri</strong> tanto per citare alcuni composti.<br />
Possiamo trovare anche soluzioni che propongono estratti di erbe, come la <strong>Sanguinaria</strong> ad esempio.<br />
Gli agenti antimicrobici sono contenuti in <strong>collutorio disinfettante</strong>, non semplicemente prodotto di cosmesi.<br />
Sostanze <strong>astringenti</strong> possono essere il <strong>cloruro od acetato di zinco, l’acido tannico, o citrico</strong>.<br />
Hanno il potere di tonificare i tessuti gengivali.<br />
L’<strong>olio essenziale</strong> può calmare e lenire il dolore, <strong>sostanze tampone</strong> come <strong>bicarbonato di sodio</strong> possono ristabilire il corretto ph contrastando eccessiva acidità del cavo orale, acidità terreno fertile per la placca batterica.<br />
<strong>Agenti deodoranti</strong> come <strong>menta, clorofilla</strong>, aiutano a prevenire l’alitosi.<br />
Per l’impiego di collutorio al fluoro, vi rimandiamo a questa pagina dove viene trattato nello specifico l’argomento relativo alla possibile assunzione di <a href="http://www.guida-acquisti.com//dentifricio.html#fluoro" title="Fluoro"><strong>fluoro</strong></a>.</p>
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		<title>Dentifricio</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 10:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dentifricio è il prezioso prodotto da impiegare, insieme allo spazzolino da denti, per la cura della nostra igiene orale. Dentifricio al fluoro, sbiancante&#8230; la pubblicità ci bombarda parecchio promettendo denti bianchi in un batter d’occhio. Cerchiamo di capire come orientarci nell’acquisto del dentifricio. &#9830; Caratteristiche e Composizione &#9830; Dentifricio al fluoro &#9830; Azione sbiancante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <strong>dentifricio</strong> è il prezioso prodotto da impiegare, insieme allo <a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/spazzolino-da-denti.html" title="Spazzolino da denti"><strong>spazzolino da denti</strong></a>, per la cura della nostra igiene orale.<br />
Dentifricio al fluoro, sbiancante&#8230; la pubblicità ci <em>bombarda</em> parecchio promettendo denti bianchi in un batter d’occhio.<br />
Cerchiamo di capire come orientarci nell’acquisto del dentifricio.
</p>
<p><span id="more-227"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche_composizione">Caratteristiche e Composizione</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#fluoro">Dentifricio al fluoro</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#azione_sbiancante">Azione sbiancante</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche_composizione">Caratteristiche e composizione del dentifricio</a></h3>
<p>
Il <strong>dentifricio</strong> può essere semplice, oppure <em>medicato</em>, ed in questo caso contiene sostanze antibatteriche, disinfettanti, etc.<br />
Il dentifricio in sè, non può fare miracoli: le belle fanciulle che si notano nelle relative pubblicità con denti bianchi e perfetti certo rappresentano il massimo in fatto di perfetta dentatura.<br />
Trascurando la pulizia dei denti, è sciocco pretendere da un dentifricio quello che questo non può dare.<br />
Può però risultare un valido alleato nella prevenzione della carie, insieme al corretto e regolare utilizzo dello <strong>spazzolino da denti</strong>.<br />
Il dentifricio può essere offerto come pasta, liquido, dai sapori più diversi, menta, arancia, limone, anche per renderlo più gradevole ai bambini e facilitare la loro educazione all’igiene orale con un prodotto che <em>sa di buono</em>.<br />
Un semplice dentifricio senza additivo alcuno (fluoro, etc.) se coadiuvato da una corretta pulizia dei denti può essere più che sufficiente.<br />
Tuttavia, è anche possibile integrare l’azione pulente ed igienizzante dentifricio/spazzolino con prodotti specifici.<br />
Ricordiamo che, in caso di ipersensibilità individuale di denti e/o gengive, <strong>solo il medico dentista</strong> può consigliare quale sia il prodotto specifico più adatto a noi.<br />
La composizione del dentifricio risulta quindi importante per la salute e salvaguardia dei denti e dell’igeiene orale.<br />
Componenti di base per il dentifricio normalmente sono: saponi, detergenti cationici (che sviluppano schiuma al contatto con acqua) che favoriscono una pulizia più accurata <em>emulsionando</em>, polvere inerte che può rimuovere, grazie all’azione meccanica dello spazzolino, la placca batterica, poi coloranti, deodoranti, si possono trovare sostanze ad azione <em>astringente</em> per migliorare la <em>tenuta</em> delle gengive.<br />
In tempi antichi, si usava una <strong>foglia di salvia</strong> per pulire i denti, azione efficace grazie all’azione antisettica dell’olio essenziale.<br />
Troviamo infatti diversi dentifrici in commercio tra i cui componenti si trova proprio l’estratto naturale di salvia.<br />
Altri componenti però, vanno usati con cautela: è il caso ad esempio del <strong>triclosan</strong>, un antibatterico utilizzato anche come conservante, che risulta presente anche in detersivi e detergenti per igiene personale, questa sostanza può, attraverso un effetto cumulativo nei tessuti, causare seri danni all’organismo.<br />
Questo argomento è fonte di discussione e pareri contrastanti tra medici e Ministeri della Sanità a livello internazionale.<br />
In diversi paesi tra i quali l’Italia, l’impiego del <strong>triclosan</strong> è permesso nei cosmetici purchè non superi lo <strong>0,3%</strong> sul composto totale.<br />
È impiegato in dentifrici, colluttori, cosmetici appunto, e prodotti destinati all’igeiene personale e non solo.<br />
A quanto pare, effetti sulla sua tossicità non sono stati dimostrati da indagini approfondite, ed il <strong>Comitato Scientifico per i prodotti Cosmetici della Commissione Europea</strong> ha decretato, nel 2002, che <strong>l’utilizzo del triclosan nel pieno rispetto delle regole vigenti è sicuro</strong>.<br />
Questo però, ha incentivato molti produttori a ridurre, se non eliminare, questa sostanza dai loro prodotti.<br />
Un abuso infatti, potrebbe causare problemi, è quindi consigliabile il suo impiego solo in caso di reale necessità.<br />
Il <strong>triclosan</strong> è un <em>clorofenolo</em> ad azione antisettica, capace di sconfiggere molti batteri, ha capacità disinfettanti.<br />
Le sue proprietà possono però venire alterate, e quindi risultare potenzialmente nocive, se non vengono rispettati determinati criteri di lavorazione, quali l’impiego di materie prime di scarsa qualità, non rispettare le temperature di lavorazione, questo potrebbe <em>innescare</em> processi che alterano le proprietà <em>buone</em> della sostanza.<br />
Ricordiamo il <strong>limite dello 0,3%</strong> e chiediamo magari <strong>consiglio al medico dentista</strong>, che in quanto medico è aggiornato sulle leggi stabilite dal Ministero della Sanità.
</p>
<h3>&#9658; <a id="fluoro">Dentifricio al fluoro</a></h3>
<p>
Tuttavia ci sono altre sostanze che, se impiegate antro certi limiti, sono favorevoli, in caso di abuso creano problemi.<br />
Il <strong>dentifricio al fluoro</strong>,  in virtù di questo capace di penetrare lo strato superficiale dello smalto, legandosi agli <em>ioni calcio</em> produce <strong>idrossiapatite</strong>, un minerale presente anche nelle ossa sotto forma di calcio.<br />
Questa azione contribuisce a rendere lo smalto più resistente, meno incline ad eventuale sfaldamento dovuto alla presenza di acidi della placca batterica.<br />
Il <strong>fluoro</strong> ha dimostrato ottime capacità di prevenzione della carie, impiegandolo con un dentifricio specifico.<br />
Irrobustisce lo smalto dei denti rendendoli più sani.<br />
L’assunzione di fluoro controllata, anche in gocce o pasticche, aiuta il processo di crescita dei denti anche nei neonati e bambini piccoli.<br />
Opportuno ricordare come <strong>tale somministrazione debba essere eseguita sotto controllo medico</strong>.<br />
Il <strong>fluoruro di sodio</strong> risulta essere il principio attivo nel dentifricio fluorato.<br />
Una eccessiva assunzione di fluoro dall’organismo, provoca <strong>fluorosi</strong> che altera l’aspetto estetico e funzionale dello smalto dei denti.<br />
In parole povere, anche un bicchiere di vino a pasto può fare bene, una bottiglia no.<br />
Di conseguenza. l’impiego di dentifricio fluorato, dovrebbe rendersi necessario <strong>solo su consiglio del medico dentista</strong>.<br />
Questi parametri che scriviamo <strong>solo a livello indicativo</strong>, indicano quanto fluoro sia permesso assumere:
</p>
<p>
Dai a 5 ai 10 kg di peso corporeo max 0,25 mg per giorno.<br />
Da 10 a 15 kg di peso 0,50 mg per giorno<br />
Da 15 a 20 kg di peso 0,75 mg per giorno<br />
Peso superiore a 20 kg 1 mg per giorno
</p>
<p>
Questo solo per indicare quanto sia importante il <strong>consulto medico</strong> per l’assunzione di fluoro.<br />
Ovviamente, i dentifrici offerti in commercio, sono studiati per non far assimilare ai nostri denti una eccessiva dose di fluoro, ma bensì controllata.<br />
Tuttavia, è un aspetto da non sottovalutare, in quanto l’iperdosaggio non è così infrequente come si possa pensare.<br />
Anche una semplice telefonata al vostro dentista di fiducia, può dare valide indicazioni alle vostre esigenze.<br />
Anche in questo caso ci sono state campagne <em>pro e contro</em> il fluoro, che risulta presente anche nell’acqua minerale, od ancora in zone dove l’acqua presente risulti ricca di ioni fluoro.<br />
Ma non solo, anche negli alimenti ne troviamo traccia: mele, spinaci, per citare un esempio.<br />
Il fluoro contenuto nel dentifricio è esiguo in quantità sul totale del composto, ma più che sufficiente per i denti.<br />
Si pensi che, un colluttorio con fluoro, è sufficiente che ne contenga lo <strong>0,05%</strong> per risciaqui da parte di persone <strong>dai 6 anni in poi</strong>.<br />
Rinunciare alla <strong>fluoprofilassi</strong> può risultare sbagliato, tanto quanto abusare del fluoro.<br />
Ecco perchè: fluoro sì, ma controllato.<br />
Quando c’è di mezzo la salute dei denti, chi meglio del <strong>medico dentista può consgiliare ?</strong><br />
La prima regola del <strong>buon consumatore</strong>, è quella di <strong>non sottovalutare mai anche i consigli che possono sembrare scontati</strong>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="azione_sbiancante">Azione sbiancante</a></h3>
<p>
L’<strong>azione sbiancante</strong> spesso pubblicizzata da alcune marche di dentifricio, è un’<strong>azione abrasiva</strong> effettuata sullo smalto.<br />
Di conseguenza, primo può non essere necessaria, secondo può rovinare lo smalto.<br />
Il dentista esegue, con metodi ed apparecchiature professionali, il lavoro di sbiancatura: ma solo quando lo ritiene necessario.<br />
Anche in questo caso, a meno che non si sia medici dentisti, <em>improvvisare</em> nell’utilizzo di un prodotto, non è la scelta giusta.<br />
Può sembrare banale, ma se ci si rivolge ad esempio al carrozziere per chiedere consiglio su quale prodotto sia più indicato per pulire la carrozzeria della nostra auto nuova cui teniamo tanto, perchè non chiedere al medico dentista quale può essere il dentifricio migliore da usare con tranquillità?<br />
Ingiallimento dei denti, o comunque presenza di macchie, chiare o scure, è dovuto a cause da risolvere alla loro radice, il dentifricio non può fare miracoli.<br />
Quindi, ancora una volta: <strong>solo il medico dentista può dare i consigli giusti</strong>.<br />
L’impiego di un dentifricio a base naturale, può risultare consigliato, anche se un po’ più caro rispetto alla media.<br />
L’azione del dentifricio non deve essere aggressiva, ma essere un prezioso supporto dell’azione meccanica di pulizia possibile grazie allo spazzolino.</p>
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		<title>Spazzolino da denti</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/igiene/spazzolino-da-denti.html</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 10:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>

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		<description><![CDATA[La scelta di un buon spazzolino da denti può rivelarsi efficace nella corretta rimozione della placca batterica e nella prevenzione del formarsi di carie. Meglio se il manico risulta diritto alle setole, indipendentemente dall’impugnatura dello spazzolino stesso, che può anche essere ergonomica, e la testina su cui poggiano le setole deve essere in grado di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta di un buon <strong>spazzolino da denti</strong> può rivelarsi efficace nella corretta rimozione della placca batterica e nella prevenzione del formarsi di carie.<br />
Meglio se il manico risulta diritto alle setole, indipendentemente dall’impugnatura dello spazzolino stesso, che può anche essere ergonomica, e la testina su cui poggiano le setole deve essere in grado di raggiungere facilmente ogni angolo della cavità orale per risultare efficace.</p>
<p><span id="more-229"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#setole">Le setole</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#corretto_utilizzo">Corretto utilizzo</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#filo_interdentale">Il filo interdentale</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#utilizzo_filo_interdentale">Corretto utilizzo</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#fluoro">Il fluoro</a></h2>
<p>
Le setole dovrebbero avere una certa durezza per rimuovere in modo corretto la placca batterica: le setole morbide presentano uno svantaggio da questo punto di vista, in caso però di problemi di eccessiva sanguinazione delle gengive, è bene rivolgersi al proprio medico dentista.<br />
Inoltre le setole dello spazzolino da denti è opportuno siano sintetiche, quelle naturali presentano infatti alcuni limiti: trattengono i batteri sulla loro superficie, e dopo pochi utlizzi le loro punte tendono a diventare frastagliate, questo irriterebbe le gengive durante la pulizia dei denti non arrivando a rimuovere in modo ottimale la placca batterica.
</p>
<h3>&#9658; <a id="setole">Importanza delle setole</a></h3>
<p>
Le setole dello spazzolino da denti devono mantenere inalterate le loro caratteristiche durante tutto il periodo in cui lo spazzolino viene impiegato:<br />
devono mantenere la loro rigidità;<br />
risultare giustamente allineate tra loro;<br />
mantenersi perfettamente integre.<br />
Quando queste peculiarità vengono meno, è consigliato sostituire lo spazzolino con uno nuovo.<br />
Indicativamente ogni tre mesi andrebbe cambiato: questo può essere però soggettivo in base alla condizione odontoiatrica di ciascuno ed al modo in cui ognuno utilizza lo spazzolino.<br />
Meglio comunque non lesinare e cambiarlo <em>più spesso</em>, che una volta in meno.<br />
Non risparmieremmo né in denaro né in salute.<br />
Opportuno anche farsi consigliare dal proprio medico dentista quello che può essere lo spazzolino da denti che più ci conviene utilizzare.
</p>
<h3>&#9658; <a id="corretto_utilizzo">Corretto utilizzo dello spazzolino</a></h3>
<p>
Un corretto utilizzo dello <strong>spazzolino da denti</strong>, risulta essere la migliore forma di prevenzione della carie, ed in una alta percentuale anche un’ottima soluzione per combattere l’alitosi.<br />
La corretta igiene orale, oltre che essere una forma di rispetto verso noi stessi e la salute dei nostri denti, è anche un buon biglietto da visita nel nostro vivere quotidiano nei rapporti interpersonali.<br />
Al di là del fatto che risulta buona norma effettuare controlli periodici dal dentista, almeno una volta l’anno, meglio ancora se due, una buona prevenzione può rivelarsi vantaggiosa anche dal punto di vista economico, oltre che sotto l’aspetto fondamentale della nostra salute.<br />
Lo spazzolino da denti, andrebbe di regola utilizzato dopo ogni pasto o spuntino: sappiamo bene però che non sempre questo è possibile.<br />
Di fondamentale importanza però è lavarsi i denti in maniera accurata almeno dopo i pasti principali, in particolar modo la sera, prima di coricarsi: la notte infatti, durante il sonno la salivazione viene meno, e questo risulta essere terreno fertile per la carie.<br />
I medici dentisti consigliano di utilizzare spazzolini da denti con setole di media durezza, che risultano maggiormente efficaci nella pulizia dei denti rispetto a spazzolini con setole morbide.<br />
Per ottenere una buona pulizia dei denti, occorre muovere energicamente lo spazzolino dall’alto verso il basso nella parte superiore della bocca, e viceversa ovviamente nella parte inferiore, massaggiando bene anche le gengive.<br />
Questo comportamento è molto importante: muovendo ad esempio lo spazzolino avanti e indietro, o da destra verso sinistra se preferite, non è affatto corretto.<br />
Così facendo infatti, non riusciremmo a rimuovere la placca batterica che andrebbe invece a depositarsi negli interstizi dentali.<br />
Adottando invece un movimento perpendicolare dalla gengiva verso il dente, dando anche di tanto in tanto un’inclinazione di 45° circa allo spazzolino, potremmo rimuovere in modo efficace la placca batterica dai denti.<br />
Non dimentichiamo poi che la stessa cura posta nella pulizia della parte esterna dei denti, va applicata anche in quella interna, in cui può risultare più facile l’insediarsi dei batteri.<br />
Nella parte dei denti che viene utilizzata per la masticazione, è bene procedere avanti e indietro con lo spazzolino, avendo poi premura di ripetere la pulizia negli interstizi dentali con il movimento perpendicolare dello spazzolino.
</p>
<h3>&#9658; <a id="filo_interdentale">Filo interdentale</a></h3>
<p>
Il <strong>filo interdentale</strong> risulta essere un altro efficare strumento nella corretta prevenzione della carie.<br />
Come ben sappiamo, una quotidiana igiene orale è quanto di meglio si possa fare per prevenire.<br />
Il filo interdentale è uno strumento di pulizia dentale insostituibile, in quanto permette di effettuare una accurata pulizia anche dove lo <strong>spazzolino</strong> non è in grado di arrivare.<br />
Negli interstizi dentali infatti, grazie al filo interdentale siamo in grado di rimuovere quei residui di placca batterica che potrebbero accumularsi e creare problemi ed infiammazioni delle gengive, oltre che naturalmente causare carie.<br />
Se trascuriamo infatti il corretto utilizzo del filo interdentale, questi residui non possono che essere rimossi dal medico dentista attraverso specifici strumenti, con la pulizia dentale ad esempio.<br />
È chiaro almeno una volta l’anno è buona regola effettuare un visita periodica per stabilire se tale pulizia è comunque necessaria, anche quando si fa un uso quotidiano dello spazzolino e del filo interdentale.<br />
Il <strong>filo interdentale</strong> è prodotto con nylon e politetrafluoroetilene espanso: risulta costituito da molteplici fili intrecciati tra loro, avvolti, in modo che si possano <em>aprire</em> quando il filo interdentale va a <em>sfregare</em> negli interstizi dentali: questo comportamento favorisce la rimozione della placca batterica.<br />
Il filo interdentale cerato, si dimostra più resistente al naturale <em>sfilacciamento</em> del filo durante il suo utilizzo.<br />
Può essere scelto in base a particolari patologie dentali od a fattori di sensibilità individuale.<br />
Il filo interndentale non cerato invece, risultando leggermente più sottile nello spessore, riesce a raggiungere gli interstizi dentali particolarmente stretti.<br />
Per una corretta igiene orale,è indispensabile fare un corretto utilizzo del filo interdentale.
</p>
<h3>&#9658; <a id="utilizzo_filo_interdentale">Utilizzo filo interdentale</a></h3>
<p>
Come ben sappiamo, il filo interdentale può arrivare a pulire gli interstizi dentali non raggiungibili dallo spazzolino.<br />
Deve essere utilizzato però nel modo corretto, con i dovuti accorgimenti, senza causare irritazione alle gengive.<br />
Per utilizzare al meglio il <strong>filo interdentale</strong>, è opportuno tagliarne un pezzo lungo almeno 35-40 cm, per poter eseguire agevolmente la pulizia.<br />
Se avvolgiamo le estremità del filo intorno al dito medio delle due mani, potremmo poi aiutarci con il dito indice nel dare il giusto indirizzo al filo interdentale negli interstizi presenti tra i denti.<br />
Facciamo poi scivolare il filo tra i denti, facendo attenzione ad arrivare sino alla gengiva ma senza procurare a questa sollecitazioni che potrebbero irritarla.<br />
È chiaro che non deve essere impiegata una forza eccessiva; al contrario, dobbiamo procedere con una certa delicatezza, indirizzando il filo dapprima verso un dente e poi verso l’altro, denti tra i quali ovviamente si trova il filo.<br />
Ogni volta che ripetiamo questa operazione di pulizia cambiando gli interstizi dentali, andiamo ad utilizzare un <em>nuovo</em> pezzo di filo: se avremo tagliato un pezzo di filo interdentale sufficientemente lungo, possiamo avvolgere parte del filo usato intorno al dito medio di una mano, e procedere con il filo pulito nella pulizia, utlizzando il filo stesso come se fosse avvolto su di una bobina, costituita in questo caso dalle dita medie delle mani.<br />
È bene procedere con movimenti delicati ma decisi in questo tipo di pulizia; è certamente un’operazione più semplice a farsi che a dirsi.<br />
La cosa importante è che il corretto utilizzo del filo interdentale deve essere quotidiano, dopo avere impiegato lo spazzolino da denti.<br />
Ad oggi, la prevenzione attraverso una corretta igiene orale, risulta essere il metodo migliore per combattere la carie.
</p>
<h3>&#9658; <a id="fluoro">Fluoro chewing gum e gocce</a></h3>
<p>
Il <strong>fluoro</strong> risulta essere un elemento indispensabile non solo per la corretta crescita dei denti, ma anche per mantenerli forti e sani.<br />
Oltre ad una buona pulizia dentale quotidiana con lo spazzolino, ed anche nel dentifricio dovrebbe essere presente il fluoro, questo può essere assunto attraverso chewing gum, particolarmente apprezzate dai ragazzi, od anche gocce.<br />
Queste ultime si rivelano molto utili nei bambini molto piccoli, si possono facilmente inserire gocce nel biberon, andando così ad integrare la loro dieta con il fluoro, che farà crescere sani e robusti i loro denti, quando li avranno.<br />
Addirittura, il fluoro può essere assunto dalle mamme in dolce attesa, i denti infatti iniziano a comparire nel feto intorno al terzo mese di gravidanza.<br />
Risulta ovvio, che <strong>prima di assumere qualsiasi tipo di vitamina</strong>, integratore, od altro ancora, è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico e chiedere parere, in particolar modo durante la gravidanza e l&#8217;allattamento.<br />
Una assunzione regolare di fluoro, si rivela un ottimo sistema di prevenzione per la carie, contribuendo in modo notevole a mantenere i denti sani e forti.<br />
Bastano una o due chewing gum di fluoro al giorno, masticate per una decina di minuti dopo essersi lavati i denti magari, per assimilare una corretta quantità di fluoro a tutto beneficio dei nostri denti.<br />
Avere un bel sorriso, coronato da denti bianchi e sani, è il sogno di tanti.<br />
Il fluoro aiuta i denti nel loro processo di crescita, ed anche dopo la loro eruzione, rende più forte lo smalto e riduce la produzione di acidi della placca batterica.<br />
È davvero possibile attuare una vera e propria <strong>fluoroprofilassi</strong> per aiutare i denti nella crescita, e mantenerli sani e forti una volta cresciuti.<br />
Ricordiamo ancora una volta, che prima di assumere qualsiasi tipo di composto, anche se atto a migliorare la nostra salute e quella dei nostri denti, è <strong>sempre indispensabile</strong> chiedere parere al proprio medico, tassativamente <strong>prima</strong> di iniziarne l&#8217;assunzione.</p>
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		<title>Carta igienica</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/igiene/carta-igienica.html</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 14:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.guida-acquisti.com/?p=374</guid>
		<description><![CDATA[La carta igienica &#232; un prodotto destinato all&#8217;igiene intima di prima necessit&#224; che viene usato immediatamente dopo aver espletato l&#8217;evacuazione. Pur trattandosi di pulizia sommaria non minuziosamente curata come potrebbe avvenire con acqua e sapone, si tratta di un prodotto che per chi &#232; abituato l&#8217;uso quotidiano diventa difficilmente irrinunciabile. &#9830; La carta igienica &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>carta igienica</strong> &egrave; un prodotto destinato all&#8217;igiene intima di prima necessit&agrave; che viene usato immediatamente dopo aver espletato l&#8217;evacuazione.<br />
Pur trattandosi di <em>pulizia sommaria</em> non minuziosamente curata come potrebbe avvenire con acqua e sapone, si tratta di un prodotto che per chi &egrave; abituato l&#8217;uso quotidiano diventa difficilmente irrinunciabile.</p>
<p><span id="more-374"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#carta">La carta igienica</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche e qualità</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#riciclata">Carta igienica riciclata</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="carta">La carta igienica</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Si differenzia dagli altri tipi di carta in quanto riesce a sciogliere con maggiore rapidit&agrave; rispetto ad altri tipi di carta.
</p>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Senza andare troppo lontano nella storia, &egrave; sufficiente pensare alle famiglie contadine, o quelle che comunque vengono in regime di povert&agrave; nella prima met&agrave; del 20&deg; secolo: non &egrave; cos&igrave; raro, e non lo &egrave; stato, riusc&igrave; ad ascoltare i racconti dei vecchi come si arrangiassero con le foglie di zucca una volta terminati propri bisogni, e <em>non necessariamente</em> espletati in un bagno all&#8217;aperto anche perch&eacute; questo sovente non c&#8217;era: 15 si doveva arrangiare in mezzo a un prato.</p>
<p>Sebbene possa far sorridere questo &egrave; quanto accadeva; in alcune sparute comunit&agrave; indigene ai giorni nostri la carta igienica <em>non &egrave; mai arrivata</em>, in alcuni casi anche se &egrave; arrivata non presa in considerazione, &egrave; un prodotto destinato infatti ad uso e consumo delle societ&agrave; pi&ugrave; evoluti, definite tali che in alcuni casi davvero sono in altri decisamente no.</p>
<p>Ed i cenni storici pi&ugrave; interessanti sinceramente mi sembrano proprio quelli legati all&#8217;uso comune della gente appartenente alle classi sociali ed economiche medio basse; tutti sappiamo infatti come le persone abbienti possono avere <em>tutto</em> prima degli altri, appena qualcosa di nuovo viene introdotto nell&#8217;uso comune, o non comune ma bens&igrave; destinato solo a determinati ceti sociali qui lo fanno sempre sicuramente parte.</p>
<p>Ovvio anche supporre come questo prodotto abbia per certi aspetti accompagnato la storia dell&#8217;uomo, in quanto appena questo ha iniziato ad insediarsi in maniera stabile in uno specifico luogo, adibito ad abitazione, ha cominciato anche a predisporre tutta una serie di oggetti prodotti destinati a migliorare la qualit&agrave; della vita nell&#8217;uso comune e quotidiano, a questi prodotti ovviamente spiccano quelli relativi all&#8217;<a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/" title="Igiene personale"><strong>igiene personale</strong></a> in quanto questa, oggettivamente concretamente, migliora la qualit&agrave; della vita dell&#8217;individuo e del suo quotidiano rapporto con gli altri individui.</p>
<p>Quindi penso si possa tranquillamente affermare che la carta igienica, <em>o comunque un suo antenato</em> abbia iniziato a fare la comparsa in tempi ben pi&ugrave; remoti di quelli asseriti da diverse fonti storiche, in quanto l&#8217;essere umano ha sentito questa esigenza, probabilmente in modo particolare, quando ha iniziato l&#8217;insediamento stabile in un luogo preciso: a partire dalle caverne&#8230;</p>
<p>Risulta quindi normale supporre come questo prodotto destinato all&#8217;igiene intima abbia fatto la comparsa, nel corso della storia, prima nelle case dei benestanti quando la <strong>carta igienica</strong> ha iniziato ad essere prodotta per essere venduta: XIV &#8211; XV secolo ? ovvio, come sempre accade in un primo periodo solo per i pi&ugrave; ricchi.</p>
<p>Dal momento della carta ha fatto la sua comparsa in tempi ben pi&ugrave; remoti, ad esempio come supporto destinato la scrittura, credo non sia sbagliato supporre quanto scritto sopra: che il suo effettivo utilizzo sia ben pi&ugrave; remoto di quello che si possa pensare.</p>
<p>La prima produzione industriale avvenne nel 19&deg; secolo; questo mi riporta ancora alle prime parole che ho scritto in questo paragrafo: periodo in cui sicuramente tutte le societ&agrave; cosiddette civilizzate ben sapevano di cosa si trattava, sebbene non ancora tutti potessero permettersi di usare questo tipo di prodotto.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche e qualit&agrave;</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
&Egrave; la <em>goffratura</em> a caratterizzare la carta igienica, ovvero <em>un&#8217;impressione</em> sulla carta stessa che ne determina un lieve rilievo, atto a migliorare l&#8217;attrito.<br />
Maggiore la presenza nella cellulosa, della carta, di fibra vegetale maggiore risulta la morbidezza della carta igienica: <strong>un vero peccato</strong> che a farne le spese siano le foreste secolari, infatti l&#8217;intera produzione mondiale non riesce a farsi bastare la polpa vegetale prodotta dai boschi coltivati appositamente per la produzione di carta.</p>
<p>Non sarebbe assolutamente sbagliato impiegare la carta riciclata per produrre nuova carta igienica: attualmente purtroppo nel mondo una scarsissima percentuale rispetto alla totalit&agrave; della produzione, percentuale che forse non arriva nemmeno al 3 &#8211; 4&#37;.<br />
Eppure sarebbe un&#8217;ottima cosa, la carta igienica potrebbe fare comunque ed egregiamente il suo lavoro (so che pu&ograve; far sorridere), ci&ograve; che non fa sorridere invece &egrave; pensare al disboscamento che avviene regolarmente per produrre la carta che serve poi a&#8230; beh ci siamo capiti.</p>
<p>Se fosse prodotta da materiale riciclato, carta, legno, sottoprodotti del legno, questo contribuirebbe in maniera notevole al mantenimento in salute delle foreste secolari, non solo, ma l&#8217;impatto ambientale che deriva dall&#8217;<strong>uso del cloro</strong> impiegato nel processo di sbiancatura della carta produce un effetto negativo sull&#8217;ambiente.</p>
<p>Vi sar&agrave; certamente capitato di avere tra le mani quaderni per scrittura prodotti da carta riciclata: detta carta ha un colore pi&ugrave; scuro, non &egrave; bianca (<em>nitida e candida</em>) ma altrettanto valida per la scrittura: per quanto mi riguarda &egrave; addirittura migliore in quanto risulta maggiormente predisposta non solo l&#8217;assorbimento dell&#8217;inchiostro, ma scrivendo con la matita (cosa che mi piace particolarmente) la grafite <em<scivola</em> sul foglio che &egrave; una meraviglia.</p>
<p>Appurato dunque che sarebbe consono impiegare carta riciclata, sebbene questa dovesse risultare pi&ugrave; scura (bianco ghiaccio, giallognola) il suo ruolo svolgerebbe appieno comunque: sicuramente manca la predisposizione e l&#8217;educazione da parte dei consumatori ad utilizzare un prodotto che non sia bianco candido, ci&ograve; che lo differenzia in fondo &egrave; solo il colore, e non &egrave; detto assolutamente che pi&ugrave; chiaro questo sia meglio il prodotto svolga il suo ruolo; sovente &egrave; proprio il contrario.</p>
<p>La carta igienica ottenuta utilizzando la produzione carta riciclata, risulterebbe maggiormente predisposta ad essere integrata con sostanze lenitive quali camomilla, <a href="http://www.guida-acquisti.com/alimentari/aloe-vera.html" title="Aloe"><strong>aloe</strong></a>, lavanda: questo &egrave; infatti lo scopo per cui questi prodotti vengono aggiunti alla carta, <em>lenire</em>, e la profumazione che assume la carta stessa &egrave; una conseguenza dell&#8217;impiego di questi prodotti; tali sostanze che riescono ad avere un effetto lenitivo risultano particolarmente indicate nei soggetti che hanno una pelle particolarmente delicata, come i neonati ad esempio.</p>
<p>Anche questo aspetto dunque pu&ograve; essere sufficiente a sfatare il fatto che la carta riciclata sia pi&ugrave; ruvida; se il procedimento di lavorazione viene svolto come si deve &egrave; vero che un po&#8217; pi&ugrave; ruvida, ma &egrave; pi&ugrave; corretto dire meno liscia, ma comunque morbida e soffice, e l&#8217;aggiunta di sostanze lenitive, quando presenti, non fa che amplificare l&#8217;azione delicata della carta igienica.</p>
<p><strong>Potremmo, dovremmo imparare ad utilizzare carta riciclata</strong>, anche nel caso della carta igienica, <em>rinunciando</em> (si fa per dire) alla <em>straordinaria e tanto pubblicizzata</em> morbidezza del foglio a quattro strati.<br />
La carta igienica prodotta da carta riciclata pu&ograve; limitare a contribuire in maniera notevole ad un miglioramento dell&#8217;impatto ambientale, ad una riduzione dell&#8217;inquinamento in quanto il processo che utilizza il cloro non si rende necessario, e la carta igienica prodotta con carta riciclata svolge comunque il suo ruolo come deve: sfido chiunque a dimostrare il contrario.
</p>
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<h3><a name="riciclata">Carta igienica riciclata</a></h3>
<p>Ebbene sì, la <a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/carta-igienica.html" title="Carta igienica"><strong>carta igienica</strong></a>, <em>la famosa carta da culo</em> se preferite e se mi permettete questo tono scherzoso: se non lo permettete va bene lo stesso!!!</p>
<p>Praticamente irrinunciabile per chiunque, tanto per il menefreghista più insulso quanto per l&#8217;ambientalista più convinto: la carta igienica è senza ombra di dubbio un bene di prima necessità destinato all&#8217;igiene intima.</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/carta-igienica-riciclata.jpg" alt="Carta igienica riciclata" /><br /><small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://jeremyinc.com/images/recycled_toilet_paper.JPG"><small>jeremyinc.com</small></a></p>
<p>Nel cosiddetto mondo civilizzato è presente in qualsiasi abitazione, per la precisione in qualsiasi bagno: avete mai provato a pensare all&#8217;impatto ambientale dovuto alla produzione della carta igienica nonché al suo smaltimento?<br />
Non servirebbe molto per ridurre l&#8217;impatto ambientale, semplicemente usare carta igienica prodotta con carta riciclata: il vostro culo non se ne accorgerà nemmeno, se ne accorgerebbe però il pianeta, il nostro pianeta, in quanto andremo a diminuire drasticamente l&#8217;abbattimento di piante destinate poi la produzione della carta.</p>
<p>Maledetto il marketing e da tutto ciò cui ci ha abituato: infatti i <em>markettari</em> sanno bene che vendendo una carta igienica di colore bianco ghiaccio, oppure giallognola, od ancora di colore marroncino avrebbero un drastico calo di vendite, quindi: continuiamo ad abbattere alberi perché ciascuno di noi può sentirsi tranquillo nel vedere la carta igienica bianca, candida ed Immacolata come neve; però dovremmo non dimenticare quello cui serve, ed anche se di colore diverso andrebbe più che bene lo stesso.</p>
<p>Lo stesso discorso ad esempio viene impiegato quando si acquistano quaderni prodotti con carta riciclata: personalmente preferisco, in quanto la carta riciclata risulta molto più morbida nello scrivere, la penna stilografica ci scivola sopra un piacere, e la matita che prediligo scrive sulla carta riciclata che è una meraviglia.</p>
<p>Non ci vorrebbe molto per impegnarci tutti insieme a preservare, quanto di buono rimane, del pianeta. Anche se la carta igienica non è super morbida, super bianca, quattro veli: va bene lo stesso per pulirsi, no?!</p>
<p>Certo che si, anche la carta igienica prodotta con carta riciclata è estremamente morbida e si potrebbe contribuire in maniera concreta, anche se piccola, alla salvaguardia delle piante, a preservare i boschi e dal loro ottimale mantenimento, rinunciare all&#8217;abbattimento indiscriminato di alberi solo per soddisfare stupide esigenze di marketing alle quali purtroppo ci hanno, e ci siamo, abituati.</p>
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		<title>Crema esfoliante</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 14:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos’è lo scrub? È una pulitura della pelle, che ha l’obiettivo di rimuovere le cellule morte che si vengono ad accumulare sullo strato superficiale dell’epidermide. Si rende possibile grazie alla crema esfoliante, che applicata sulla pelle, grazie alle proprietà dolcemente abrasive della crema (o gel), con l’aiuto di una spugna mordida ed un delicato massaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cos’è lo <strong>scrub</strong>?<br />
È una pulitura della pelle, che ha l’obiettivo di rimuovere le cellule morte che si vengono ad accumulare sullo strato superficiale dell’epidermide.<br />
Si rende possibile grazie alla <strong>crema esfoliante</strong>, che applicata sulla pelle, grazie alle proprietà dolcemente abrasive della crema (o gel), con l’aiuto di una spugna mordida ed un delicato massaggio aiuta ad eliminare le cellule morte.</p>
<p><span id="more-143"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#acquistare">Acquistare crema esfoliante</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scrub">Scrub</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="acquistare">Acquistare crema esfoliante</a></h3>
<p>
Questo processo, la pelle lo esegue di suo: tuttavia, gli agenti esterni ed il passare degli anni possono ritardare questa azione.<br />
Ricordiamo che è un’operazione di cui <strong>non si deve abusare</strong>: secondo le differenti zone del corpo lo <strong>scrub</strong> può essere ripetuto dopo un determinato periodo di tempo, cerchiamo di indicare quanto.<br />
Vedremo più avanti nel dettaglio secondo le zone del corpo, dove la pelle risulta più o meno sensibile.<br />
La <strong>crema esfoliante</strong> può essere composta da microgranuli abrasivi, oppure da semi di albicocca, od ancora da enzimi, comunque tutte sostanze capaci di accumulare le cellule morte presenti sulla superficie della cute.<br />
Con l’aiuto di una spugna od apposito guanto, si sfrega producendo un’azione meccanica necessaria alla rimozione delle impurità.<br />
Dopo accurata pulizia della pelle, preferibilmente con acqua calda per facilitare il dilatarsi dei pori, si applica la <strong>crema esfoliante</strong>, si sfrega più o meno delicatamente, a secondo delle zone di cute da trattare.<br />
¶ Sul <strong>viso</strong> ad esempio, dove la cute è più delicata, lo <strong>scrub</strong> non deve essere effettuato troppo frequentemente, si rischierebbe, ricordiamolo, di irritare la pelle.<br />
Una volta ogni 15 giorni può essere sufficiente (secondo i casi), massaggiando in modo delicato con la spugna (o guanto di crine) umida, si deve eseguire una <em>dolce</em> azione meccanica, un massaggio che favorisce la rimozione delle cellule morte.<br />
In particolare sulla fronte, sul mento e sul naso dove la concentrazione risulta maggiore, terminata l’operazione è necessario risciaquare con acqua tiepida, e non dimenticarsi di applicare una crema idratante.<br />
Anche se molto leggera, è comunque un’<em>azione abrasiva</em>, e sulla cute particolarmente sensibile del volto, è normale possa apparire un lieve rossore al termine dell’operazione.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scrub">Scrub e crema esfoliante nelle diverse zone del corpo</a></h3>
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Per il viso può risultare utile una <strong>crema esfoliante</strong> naturale, non troppo aggressiva, ricordiamo che un po’ lo è per forza.<br />
Ad esempio una “crema composta da polvere del nocciolo di oliva”, od altri frutti, riesce a dare un’azione ottimale.<br />
¶ <strong>Lo scrub per il corpo</strong> può richiedere maggiore insisistenza, sempre adeguata e comunque mai eccessiva, secondo le diverse zone.<br />
Sui gomiti ad esempio, o sulle ginocchia, la pelle risulta più coriacea, si necessita quindi di uno sfregamento maggiore.<br />
Questa operazione può anche essere effettuata sotto la doccia, grazie anche ad apposite spazzole che facilitano l’azione.<br />
Indicativamente, una volta la settimana oppure ogni 15 giorni l’operazione può essere ripetuta.<br />
In questo caso, è possibile impiegare anche una crema leggermente più aggressiva, con maggiore azione abrasiva, dove l’azione meccanica di sfregamento viene facilitata.<br />
¶ Anche pe quanto riguarda lo <strong>scrub sui piedi</strong>, l’azione deve risultare piuttosto consistente, per riuscire ad eliminare le cellule morte sulle zone di cute particolarmente dure o ruvide.<br />
Indipendentemente dalla zona cutanea da trattare, e dall’applicazione della <strong>crema esfoliante</strong> con spugna, guanto, o con le mani, la cosa importante risulta essere il massaggio, circolare, con una lieve pressione, al fine di facilitare la rimozione delle impurità.<br />
Nessuno meglio voi conosce il vostro corpo, quindi siete in grado di stabilire ogni quanto sia necessario ripetere l’operazione.<br />
Sempre e comunque, dopo avere terminato, applicare una buona <strong>crema idratante ed emolliente</strong> per fornire maggiore protezione cutanea.<br />
La <strong>crema esfoliante</strong> si presenta con microgranuli, che sono quelli che favoriscono l’azione “abrasiva” atta a rimuovere le impurità.<br />
Possiamo però trovare anche cosmetici il cui composto si basa su acidi derivati dalla frutta: in questo caso il risciacquo deve essere ancora più accurato, al fine di evitare che tracce, anche esigue, di sostanze acide possano rimenere sulla pelle.<br />
Od ancora è possibile scegliere una <strong>crema esfoliante</strong> dove i microgranuli siano zucchero e altri prodotti di orgine naturale a comporre la crema, quali olio essenziale di menta, limone, rosa, rosmarino, estratto di mimosa.<br />
Il beneficio dell’olio riesce a rendere ancor <em>meno aggressiva</em> l’azione dello <strong>scrub</strong>, andando a proteggere da subito la pelle rendendola morbida ed elastica, ottima soluzione per lo scrub al viso dove la pelle è maggiormente delicata e sensibile.<br />
Anche per acquistare la <strong>crema esfoliante</strong> più idonea, è opportuno tenere conto delle specifiche esigenze del proprio tipo di pelle.<br />
La grande produzione di cosmetici da parte delle aziende specializzate, è in grado di offrire prodotti selettivi per ogni esigenza mirata.<br />
Non dimenticate mai: chiedere al dermatologo una volta in più, non costa nulla, e può farci <em>guadagnare</em> molto.</p>
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