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	<title>Guida all&#039;acquisto &#187; Elettronica</title>
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		<title>Giradischi analogico</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 12:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il piacere di ascoltare vinile non è mai passato di moda per chi ama l&#8217;ascolto di qualità della musica, di chi è appassionato di riproduzione sonora di qualità. Il suono del vinile ha accompagnato la storia dela riproduzione musicale domestica, con l&#8217;avvento del Compact Disc e del lettore CD ormai risalente al 1982 il modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il piacere di ascoltare <a title="Dischi in vinile" href="http://www.guida-acquisti.com/musica/dischi-in-vinile.html"><strong>vinile</strong></a> non è mai passato di moda per chi ama l&#8217;ascolto di qualità della <a title="Musica" href="http://www.guida-acquisti.com/prodotti/musica/" title="Musica"><strong>musica</strong></a>, di chi è appassionato di riproduzione sonora di qualità.</p>
<p><span id="more-1077"></span><br />
<object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YF88rF65l1E?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YF88rF65l1E?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
<p>
Il suono del vinile ha accompagnato la storia dela riproduzione musicale domestica, con l&#8217;avvento del <strong>Compact Disc</strong> e del <a title="Lettore CD" href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/lettore-cd.html"><strong>lettore CD</strong></a> ormai risalente al 1982 il modello Sony e nel 1983 il Philips, il vinile a detta di alcuni sembrava finito.</p>
<p>Non seguo sinceramente l&#8217;andamento del mercato delle masse, preferisco quello di persone che provano, cercano di acquistare secondo convinzioni personali ascoltando ciò che la propria coscienza, curiosità e interesse suggeriscono.</p>
<p>Ecco perchè non ho mai smesso di acquistare LP, sebbene molti meno rispetto a un tempo visti i costi davvero elevati, come del resto quelli del CD.</p>
<p>MP3 e robe varie no, non mi sono mai interessate, tantomeno <em>scaricare</em> musica da internet <em>(io aborro&#8230;)</em>, lavorando con il pc di tanto su youtube ascolto volentieri un brano invece che un altro (parentesi doverosa da aprire: la forza di internet come mezzo di comunicazione, quindi anche di youtube permette di dare voce a brani meritevoli come questo di <a title="Dove sei stato - Sofia Buconi" href="http://www.autoriemergenti.it/testi-pubblicati/Musica/4191-Dove-sei-stato--sofia-buconi.php" title="Dove sei stato - Sofia Buconi"><strong>Sofia Buconi</strong></a>), però per me l&#8217;ascolto di musica rimane sempre quello del mio caro impianto a cui sono affezionato, quindi per continuare con la parentesi aperta non vedo l&#8217;ora di acquistare, <em>possibilmente su vinile</em>, il disco di <strong>Sofia Buconi</strong>, tra gli altri artisti che mi interessa ascoltare.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/giradischi-analogico.jpg" alt="Giradischi analogico" /><br /><small>Fonte immagine: <a rel="nofollow" href="http://www.michell-engineering.co.uk/pic/tur/michell_gyrodec.jpg">J.A. Michelle Engineering</a></small></p>
<p>
Tornando al <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/giradischi.html" title="Giradischi"><strong>giradischi</strong></a> non ha mai smesso di essere pezzo pregiato <em>in ogni impianto di ogni appassionato</em>: ovvio, quando c&#8217;era solo il vinile e le musicassette, o ancora prima i registratori a bobine, il vinile era il supporto audio privilegiato utilizzato tutte le aziende discografiche per <em>sfornare</em> dischi, e in quanto supporto privilegiato (il vinile era sicuramente più acquistato rispetto alle musicassette) anche la produzione di giradischi ha trovato luogo non solo ovviamente da parte delle aziende specializzate che hanno sempre prodotto articoli interessanti (<a href="http://www.rega.co.uk/"><strong>Rega</strong></a>, <a href="http://www.michell-engineering.co.uk/"><strong>Michelle engineering</strong></a>, <a href="http://www.thorens.com/"><strong>Thorens</strong></a>), ha dato modo anche alle aziende che puntano <em>più sulla quantità che sulla qualità</em> di produrre giradischi che poco avevano a che fare con la <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/alta-fedelta.html" title="Alta fedeltà"><strong>riproduzione sonora di qualità</strong></a>.</p>
<p>Nel momento in cui il compact disc è diventato per così dire il supporto audio per eccellenza (parlo degli anni 80), anche in questo caso la speculazione non si è certo fermata: tutto ciò che fino a quel momento era stato venduto su vinile venne brutalmente <em>riversato</em> sui CD anche se il master di incisione non era di buona qualità, il mercato discografico al consumo è praticamente stato invaso da buona parte di compact disc che contenevano incisioni a dir poco <em>da paura</em>; fruscii vari, rumori di puntine dei solchi del vinile, rumori vari, etc. <strong>D a p a u r a</strong>.</p>
<p>Ovviamente tutte le incisioni più recenti potevano nella maggior parte dei casi di supporti audio (CD) di discreta qualità, con incisioni curate anche nei minimi dettagli; l&#8217;avvento del CD fece credere a molte persone che la riproduzione sonora di qualità fosse un bene acquisito, o quantomeno lo potesse diventare: beh, non necessariamente, non sempre stato così.</p>
<p>Il fatto che un supporto audio sia digitale invece che analogico non implica assolutamente che la riproduzione sonora debba essere migliore; sfido chiunque a dimostrare che un qualsiasi supporto audio di musica compressa (mp3, etc.) possa mai essere quantomeno paragonabile, avvicinabile alla riproduzione sonora che può scaturire da un vinile pesante (così definito) di qualità.</p>
<p>L&#8217;avvento del CD ovviamente fece bruscamente calare le vendite del vinile, che comunque qualche anno dopo venne riscoperto (dai più giovani probabilmente addirittura scoperto) e addirittura in molti casi perfezionato, ovvero dal momento che esisteva anche il CD capace di offrire incisioni di tutto rispetto, da parte di alcune case discografiche la riproduzione del vinile riprese e addirittura in modo più pregiato, curando tutto il procedimento di incisione realizzazione del supporto audio dall&#8217;inizio alla fine con le migliori intenzioni, a partire da un supporto audio (master) di assoluta qualità al fine di garantire un prodotto finale di ottima qualità: il vinile pesante, supporto analogico capace di far scaturire una riproduzione sonora di alta qualità, un suono caldo, corposo, avvolgente, <strong>come un buon bicchiere di vino rosso</strong>.</p>
<p>I giradischi i cui progettisti hanno sempre puntato ad una qualità ottimale della riproduzione sonora, non sono mai appartenuti alle fasce di mercato destinate alle masse, perché in quanto masse la loro scelta di acquisto del mercato è sempre stata controllata, imposta dalle major: in qualsiasi ambito produttivo, idem nel mercato discografico.</p>
<p>Quindi i marchi storici (alcuni dei quali sopraccitati) dei giradischi probabilmente non sono noti ai più, ma più probabilmente gli appassionati riconoscono più in dettaglio la storia dei produttori di componenti audio per la riproduzione sonora di qualità.</p>
<p>Il giradischi è destinato ad essere e rimanere <em>state of art</em> nell&#8217;ambito della costruzione dei componenti audio analogici per la riproduzione sonora domestica di qualità; non solo, ma capaci di design concettualmente importanti, basilari, spartani, essenziali: insostituibili: unici.</p>
<p>Dietro la costruzione di ogni giradischi si cela un progetto ben definito, pensato dal progettista per cercare di ottenere la massima qualità nella riproduzione sonora domestica con un dato budget che inciderà poi sul prezzo finale al consumatore.</p>
<p>Telaio rigido, flottante, trazione a cinghia, trazione diretta, fonorivelatori (testine) a magnete mobile oppure bobina mobile; non esiste a priori una costruzione migliore di un&#8217;altra (sebbene la testina MC rappresenti l&#8217;eccellenza della riproduzione sonora domestica di qualità), in quanto ogni progetto, ogni concezione è studiata con criteri ben precisi, basati su dati scientifici per ottenere il meglio in termini di riproduzione sonora in base anche quelli che sono i personali convincimenti dei progettisti e da anni portano avanti determinate idee invece che altre.</p>
<p>Ad esempio se si vuole partire ad avere nelle proprie mura domestiche in giradischi analogico capace di una buona riproduzione sonora potremo puntare ad un telaio rigido con braccio diritto (invece che a S oppure tangenziali che hanno costi proibitivi e non sono certo di così facile reperibilità) con testine (fonorivelatore) MM.</p>
<p>Questo potrebbe essere sicuramente un buon inizio, forse tra le soluzioni più economiche per quanto riguarda comunque un oggetto determinato da avere costi elevati in quanto la costruzione, la progettazione e la realizzazione di un buon giradischi non è cosa da poco.</p>
<p>Probabilmente però potrebbe essere l&#8217;approccio ideale per iniziare a conoscere il vinile.</p>
<p><em>Ascoltare per credere&#8230;</em></p>
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		<title>Alta fedeltà</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Per alta fedeltà si intende la buona qualità sonora di riproduzione (audio nel caso di questa guida). L’alta fedeltà della riproduzione sonora è in grado di fare la differenza in uno dei nostri massimi momenti di relax. Parlamoci chiaro: l’alta fedeltà non è il pane. Non è un bene di sostentamento necessario, e trovare alta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>alta fedeltà</strong> si intende la buona qualità sonora di riproduzione (audio nel caso di questa guida).<br />
L’<strong>alta fedeltà</strong> della riproduzione sonora è in grado di fare la differenza in uno dei nostri massimi momenti di relax.<br />
Parlamoci chiaro: l’alta fedeltà non è il pane. Non è un bene di sostentamento necessario, e trovare alta fedeltà a due lire ( o euro!) è ben difficile.</p>
<p><span id="more-63"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#riproduzione_sonora">Riproduzione sonora</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#ambiente_di_ascolto">Ambiente di ascolto</a></h2>
<p>
Si trovano prodotti audio di tutti prezzi, ma dobbiamo distinguere, e non necessariamente in base al solo prezzo, ciò che è riproduzione sonora di qualità da ciò che non lo è.<br />
Ascoltare musica è una passione, la passione per la musica stessa che ci spinge ad avere componenti audio che possano far risaltare e riprodurre al meglio la musica che amiamo.<br />
Con tutto il rispetto per i gusti di ciascuno: ma se uno vuole sentire le <em>bastonate</em> sulla batteria, perchè deve spendere tempo e denaro per cercare di costruire un impianto stereo di alta fedeltà?<br />
Che interesse può avere nella riproduzione sonora di qualità?<br />
L’ascolto di musica contraddistinta da una buona riproduzione audio, il più fedele possibile all’originale, è un’esigenza dell’anima di chi ha passione a tal punto nell’ascolto della musica.<br />
La scelta di un impianto quindi, richiede tempo, che dedicheremo volentieri pensando alla musica che ci ha spinto a prendere la decisione di acquistare un impianto hi fi, ed ai risultati piacevoli che ne potranno scaturire.<br />
Quando un impianto risulta buono? Quando riesce a riprodurre al meglio nell’ambiente domestico la musica suonata dal vivo.
</p>
<h3>&#9658; <a id="riproduzione_sonora">La riproduzione sonora</a></h3>
<p>
La <strong>stereofonia</strong> si propone, grazie a tecniche di registrazione del segnale audio e di riproduzione, di riprodurre l’<strong>immagine sonora</strong> il più fedelmente possibile, simulandone larghezza altezza e profondità dell’originale.<br />
Per ottenere l’effetto stereofonico non sono sufficienti due altoparlanti; il segnale audio infatti deve arrivare separato, diviso in due canali, destro e sinistro, così si ottiene la stereofonia, che risulta essere un mezzo efficace nella riproduzione audio di qualità.<br />
La capacità di saper distinguere una sfumatura invece che un’altra nell’ascolto di musica, nasce dall’attenzione che mettiamo nell’ascoltare la musica stessa.<br />
Si tratta di caratteristica altamente soggettiva, che è controllata dalla nostra volontà di concentrazione.<br />
Non si tratta di <strong>vedere o guardare</strong>, ma bensì di <strong>saper ascoltare</strong> per poter cogliere tutte le sfumature che fanno la differenza emotiva quando ascoltiamo musica.<br />
Questa concentrazione ci viene naturale se siamo affascinati dall’ascoltare musica, perchè dall’ascolto vorremo precepire quanto più ci è possibile.<br />
L’<strong>equilibrio timbrico</strong> è l’insieme delle tonalità espresse dal segnale audio: non devono prevalere i toni gravi a discapito di quelli più acuti o viceversa, ma al contrario fornire una giusta eufonìa, una certa simmetria.<br />
Far convivere cioè nello stesso segnale trasmesso, le tonalità in modo equilibrato.<br />
Altro aspetto particolarmente importante nella <strong>riproduzione sonora</strong> è la <strong>dinamica</strong> che è capace di esprimere un impianto stereofonico, ovvero la capacità di seguire nel migliore dei modi la variazione di volume nel segnale audio.<br />
Non ha nulla ha che vedere con il volume vero e proprio, ma si tratta di una capacità reattiva dell’impianto audio nel riprodurre un passaggio ad esempio da un tono grave ad uno particolarmente acuto.<br />
Grazie alla <strong>stereofonia</strong> supportata dalla nostra percezione del suono, si va a creare l’<strong>immagine sonora</strong> del segnale audio riprodotto, ovvero <em>immaginare</em> la precisa collocazione degli strumenti musicali e la loro presenza in uno spazio den definito.<br />
Provate a chiudere gli occhi quando ascoltate il vostro impianto, e cercate di capire qual’è la poszione del cantante rispetto al basso, od al violino, o ad altri strumenti ancora.<br />
Dovreste essere in grado di percepire dove si trova uno specifico strumento invece che un altro, questo è possibile grazie ai due <strong>canali audio</strong> che possono riprodurre il suono dandogli una precisa immagine tridimensionale.
</p>
<h3>&#9658; <a id="ambiente_di_ascolto">L’ambiente di ascolto</a></h3>
<p>
L’<strong>ambiente di ascolto</strong> dove sarà posizionato il nostro impianto hi fi, ripercuote in maniera determinante la qualità sonora dell’impianto stesso.<br />
La giusta collocazione dell’impianto nel giusto ambiente deve essere presa in seria considerazione: potremmo avere altrimenti un impianto di tutto rispetto che se mal collocato non risulterà affatto soddisfacente nella riproduzione sonora, o meglio, nell’ascolto.<br />
Innanzitutto dobbiamo prendere in considerazione le dimensioni della stanza dove posizionare l’impianto.<br />
Diffusori da pavimento ad esempio, dalle dimensioni di 1 metro di altezza avranno necessità di essere collocate ad una certa distanza e dalla parete di fondo e da quelle ai lati e deve intercorrere un distanza minima tra i due altoparlanti, per potersi <em>esprimere</em> in modo idoneo.<br />
Se l’ambiente è piccolo, non è giusto pretendere che diffusori che necessitano di uno spazio minimo che non siamo in grado di garantire, possano suonare bene.<br />
Un impianto audio di qualità deve essere pensato ed acquistato <strong>in base all’ambiente in cui troverà collocazione</strong>, componenti adeguati alle misure della stanza, onde evitare riverberi e rimbombi che nulla hanno a che vedere con una corretta riproduzione musicale.<br />
Il punto di ascolto ideale nella stanza, è il vertice di un ipotetico triangolo equilatero, agli altri vertici del triangolo stesso sono posizionati i diffusori.<br />
La riproduzione corposa delle basse frequenze, ha bisogno di spazio, non possiamo posizionare diffusori dalle potenti prestazioni in gamma bassa in una piccola stanza.<br />
Dovremo cercare di scegliere i componenti più adatti in base all’ambiente di ascolto in cui andremo a collocare l’impianto hi fi.<br />
Se vi recate in un negozio di alta fedeltà, e dite al negoziante che siete intenzionati ad acquistare diffusori, o comunque un impianto, la prima domanda che vi dovrebbe essere posta è: <em>quanto è grande l’ambiente di ascolto?</em><br />
Un ambiente di 35 metri quadri è meglio di uno di 10, ma non tutti abbiamo lo spazio necessario nelle nostre case.<br />
Ci dovremo forse accontentare, ma non per questo rinunciare alla riproduzione audio di qualità.<br />
In un ambiente piuttosto grande (25-30 metri quadri) la musica ha la possibilità di espandersi meglio, e risultare più naturale, meno artefatta.<br />
Un ambiente comunque di 15 metri quadri può essere comunque un buon punto di partenza.<br />
Se l’ambiente è troppo piccolo&#8230; valutate voi.<br />
Un ambiente di ascolto dalla geometria regolare, una stanza a forma di cubo per intenderci, non risulta idoneo alla buona efficienza della riproduzione audio.<br />
Con un pizzico di inventiva nel posizionare l’arredamento della stanza, possiamo ovviare al problema.<br />
A meno che non siate milionari e far costruire un ambiente studiato per la riproduzione del vostro impianto audio&#8230;<br />
Noi comuni mortali, ci arrangiamo con il giusto posizionamento dell’arredamento nell’ambiente di ascolto.<br />
Spostare un mobile, mettere un tendaggio di spessa e consistente stoffa, un tappeto al pavimento od anche a parete, togliere i quadri coperti da vetro, possono essere basilari consigli su come ottimizzare un ambiente di ascolto.<br />
L’impianto hi fi dovrà essere <em>costruito</em> proprio in base all’ambiente in cui verrà collocato.<br />
Il lato più lungo dell’ambiente di ascolto (o comunque quello libero in caso di stanza a <em>cubo</em>) è quello migliore dove posizionare gli altoparlanti (o diffusori, casse, come vi pare&#8230;); in questo modo potremo giocare al meglio nel loro corretto posizionamento con un po’ di prove di ascolto.<br />
Tra gli altoparlanti ed il punto di ascolto, ovvio che non devono esserci mobili o che altro che possa interferire con l’ascolto stesso.<br />
Con un pizzico di pazienza possiamo trovare nel nostro ambiente domestico la giusta collocazione dell’impianto.<br />
Lo stesso negoziante cui sopra, non avrà problemi a farvi provare l’impianto nel votro ambiente domestico, per valutare al meglio la corretta scelta dei componenti.<br />
Se abbiamo un bugget di 5.000 euro per acquistare un impianto, ma non disponiamo dell’ambiente idoneo per farlo rendere al meglio, inutile spendere tanto.<br />
Il suono dell’impianto audio è <strong>fortemente</strong> condizionato dall’ambiente in cui trova collocazione.</p>
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		<title>Amplificatore</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’amplificatore è un apparecchio in grado di modificare l’ampiezza del segnale in entrata che si trova a gestire. Il segnale di ingresso che arriva da una sorgente esterna (giradischi analogico, lettore cd, registratore, etc.) viene amplificato modificando, in uscita, quello che è il segnale in entrata. &#9830; Caratteristiche &#9830; Quale scegliere &#9658; Caratteristiche dell’amplificatore L’amplificatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
L’<strong>amplificatore</strong> è un apparecchio in grado di modificare l’ampiezza del segnale in entrata che si trova a gestire.<br />
Il segnale di ingresso che arriva da una sorgente esterna (giradischi analogico, lettore cd, registratore, etc.) viene amplificato modificando, in uscita, quello che è il segnale in entrata.
</p>
<p><span id="more-65"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Quale scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche dell’amplificatore</a></h3>
<p>
L’<strong>amplificatore</strong> rappresenta il vero e proprio cuore pulsante del nostro impianto di riproduzione di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/alta-fedelta.html" title="Alta fedelt&agrave;"><strong>alta fedeltà</strong></a>.<br />
Se optiamo per la scelta di un <a href="http://www.guida-acquisti.com/alta-fedelta/amplificatore-integrato.html" title="Amplificatore integrato"><strong>amplificatore integrato</strong></a> ovviamente questo svolge sia il ruolo di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/preamplificatore.html" title="Preamplificatore"><strong>preamplificatore</strong></a> che <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/amplificatore-finale.html" title="Finale di potenza"><strong>finale di potenza</strong></a>.<br />
Esistono diverse correnti di pensiero tra gli appassionati più esigenti ed attenti; chi preferisce un’unità di amplificazione composta da preamplificatore e finale di potenza separati, e chi opta per un amplificatore integrato.<br />
Ed ancora, amplificatore a transitor o a tubi (valvole).<br />
Ogni amplificatore presenta determinate caratteristiche, sia in termini di potenza che è in grado di erogare, sia per la qualità e la fedeltà del suono cui risulta capace di riprodurre.<br />
Questo risulta essere l’aspetto più importante per un amplificatore: <strong>la qualità sonora</strong>.<br />
Non secondo il fatto che deve essere in grado di pilotare al meglio quelli che sono i diffusori acustici; anche in termini di dinamica l’amplificatore deve valorizzare al meglio gli altoparlanti.<br />
Amplificatore adeguato per altoparlanti adeguati.<br />
La scelta di un amplificatore in un impianto di alta fedeltà deve essere fatta in base ai componenti che l’amplificatore dovrà supportare.<br />
Anche in questo caso, bene che sia così, prezzi per tutte le tasche.<br />
La qualità dei componenti dell’amplificatore deve essere elevata, per garantire una qualità di riproduzione sonora costante nel tempo.<br />
La corrente infatti, dato il calore che è in grado di sviluppare, mette a dura prova la resistenza all’usura di tutti quei dispositivi che <em>attraversa</em>.<br />
I transistors, i trasformatori, i cavi di collegamento interni all’amplificatore, se fossero di bassa qualità in breve tempo andrebbero a deteriorarsi compromettendo indelebilemente la qualità sonora alla quale abbiamo puntato nell’allestire il nostro impianto hi fi.<br />
Puntiamo sull’<em>essenzialità</em> dell’amplificatore, <em>eliminiamo</em> tutto ciò che non è utile.<br />
Molti amplificatori di elevata qualità ad esempio, sono privi dei controlli di tono per gli alti ed i bassi; non è affatto strano.<br />
Se la qualità sonora di base espressa dall’amplificatore è buona, non risulta affatto necessario <em>correggere</em> una tonalità invece che un’altra.<br />
Ogni controllo presente nell’amplificatore infatti, che lo si voglia oppure no, è un’interruzione del segnale che deve arrivare invece il più integro e fedele possibile agli altoparlanti, per valorizzare al meglio la riproduzione sonora.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Scegliere l’amplificatore</a></h3>
<p>
La scelta di un buon <strong>amplificatore</strong> non deve essere fatta in base alla potenza, questo aspetto potrebbe anche essere accantonato.<br />
La potenza dichiarata in un amplificatore, si riferisce alla sua potenza erogata in condizioni ideali che non rispecchiano per nulla in quelle reali, nel suo utilizzo.<br />
Una cosa è collegare l’amplificatore ad esempio ad una resistenza da 8 Ohms e constatare la potenza erogata, altro discorso completamente diverso è collegare l’amplificatore ai diffusori che spesso presentano carichi molto più complessi di quanto si possa pensare, e la potenza erogata dipende da come l’amplificatore sia in grado di pilotare gli altoparlanti.<br />
Quello che conta alla fine, è la <strong>qualità di riproduzione sonora</strong>, null’altro.<br />
La potenza fine a sé stessa non serve a nulla.<br />
Valutare quale amplificatore possa essere più idoneo per il nostro impianto hi fi, lo si appura solo attravero l’ascolto.<br />
I parametri espressi sulla carta e quelli che poi <em>ascoltiamo</em> uscire dai diffusori, possono non collimare affatto.<br />
La <strong>capacità principale dell’amplificatore</strong> deve essere quella relativa alla capacità con cui è in grado di <em>far suonare</em> gli altoparlanti.<br />
Nessun calcolo può quantificare questa capacità, il vero riscontro è dato dall’<strong>ascolto</strong>.<br />
Altra considerazione importante è quella relativa agli <strong>ingressi</strong> cui è dotato l’amplificatore, ovvero per collegare un lettore cd, un giradischi analogico, un registratore, la radio, ed un componente ausiliario.<br />
Questi ingressi sono più che sufficienti a meno che non si voglia collegare un numero maggiore di sorgenti.<br />
La cosa importante è di avere gli ingressi che servono, e nulla di più.<br />
Se un amplifcatore ha 8 ingressi ad esempio e ne utilizziamo solo 4, che senso hanno i 4 inutilizzati?<br />
Nessuno, non servono a niente se non a far diminuire nel suo complesso la qualità degli ingressi effettivamente utilizzati.<br />
Idem per le uscite: 2 altoparlanti dànno vita alla stereofonia, non 4 o 8.<br />
La semplicità è spesso sinonimo di intelligenza: dobbiamo puntare ad avere il meglio per quanti componenti andiamo ad utilizzare.<br />
Avere l’usita per 4 diffusori ed utilizzarne 2, idem come sopra.<br />
Come già citato nelle caratteristiche a proposito dei controlli di tono, un amplificatore necessita di: tasto di accensione/spegnimento e regolazione del volume.<br />
Tutto il resto avanza.<br />
Persino i controlli di tono, per non parlare di equalizzatore, loudness e lucette varie. Non hanno nulla a che vedere con la qualità.<br />
Per forza di cose, il segnale che arriva dalla sorgente viene corretto da dispositivi elettronici all’interno dell’amplificatore stesso: impossibile quindi pretendere che il segnale possa giungere puro ed intatto agli altoparlanti.<br />
Tutti quei dispositivi in gran parte spesso inutilizzati (es. controlli di tono) non fanno che <strong>interrompere</strong> il segnale facendolo degradare inutilmente, creando una sorta di ostacolo.<br />
Il suono migliore è quello relativo al segnale più puro e meno corrotto che sia possibile ottenere, senza modificarne la timbrica, la dinamica, con <em>giochetti</em> strani e fuorvianti come loudness, equalizzatore, etc.<br />
Alta fedeltà è una cosa, rumore è un’altra. Ciascuno ha i suoi gusti per carità, se non ha il minino interesse nella qualità audio non legge nemmeno questa guida.<br />
Ogni componente della catena dell’impianto, deve essere equilibrato, inutile avere altoparlanti scadenti e cercare di ottenere il meglio dall’amplificatore.<br />
L’amplificatore deve <strong>esaltare</strong> il segnale che arriva dalla sorgente, cercando di corromperlo il meno possibile.</p>
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		<title>Cavi audio</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:01:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[I cavi di segnale in egual misura dei cavi di potenza rappresentano una componente molto importante di un impianto di alta fedelt&#224;, considerati da molti appassionati vera e propria croce e delizia. Come per tutto quanto, non vale la pena di focalizzare l&#8217;attenzione in modo estremo su di un solo particolare, al contrario cercare invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
I <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/cavi-di-segnale.html" title="Cavi di segnale"><strong>cavi di segnale</strong></a> in egual misura dei <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/cavi-di-potenza.html" title="Cavi di potenza"><strong>cavi di potenza</strong></a> rappresentano una componente molto importante di un impianto di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/alta-fedelta.html"><strong>alta fedelt&agrave;</strong></a>, considerati da molti appassionati vera e propria croce e delizia.
</p>
<p><span id="more-70"></span></p>
<p>
Come per tutto quanto, non vale la pena di focalizzare l&rsquo;attenzione in modo estremo su di un solo particolare, al contrario cercare invece di mettere in risalto ogni componente audio con una buona armonia nel suo imsieme, per quanto riguarda un impianto di riproduzione audio in questo caso.
</p>
<h2>&#9830; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#connettori">Connettori</a></h2>
<h2>
<p>
Fossilizzarsi sul particolare no, ma un&rsquo;attenta selezione nella scelta di ogni singolo pezzo che compone l&rsquo;impianto s&igrave;.<br />
In base ai soldi che abbiamo deciso di spendere per realizzare il nostro impianto audio o video, il 10% circa del budget (indicativamente) investiamolo in giusta misura nei cavi sia di <strong>collegamento</strong> che di <strong>potenza</strong>.<br />
I <strong>cavi</strong> non hanno <em>solamente</em> il compito di trasportare il segnale da un componente elettronico ad un altro invece che condurlo agli altoparlanti, ma hanno la delicata responsabilit&agrave; di <strong>disperdere</strong> la minor quantit&agrave; di segnale possibile; non solo, ma anche quella di <strong>alterare</strong> il meno possibile il segnale che conducono.<br />
La dispersione elettrica, fenomeno molto pi&ugrave; comune di quanto si possa pensare, &egrave; dovuta a tre motivi attinenti la fisica:<br />
<strong>1) cattivo conduttore;<br />
2) cattivo isolante;<br />
3) aria circostante</strong>.<br />
Ovvio dunque che la qualit&agrave; dei materiali impiegati nella costruzione dei cavi, ed una attenta procedura della lavorazione fanno la differenza tra quello che potr&agrave; dimostrarsi un buon cavo, oppure no.<br />
Ci sono aziende specializzate, mosse certamente da una forte passione per il loro lavoro, che si occupano esclusivamente di questo: costruire e produrre cavi di alta qualit&agrave;.
</p>
<p>
Questo dovrebbe farci riflettere sull&rsquo;importanza, spesso sottovalutata, che rivestono i cavi, preposti a garantire maggior <em>trasparenza</em> possibile nella conduzione del segnale elettrico.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Cavi audio: caratteristiche</a></h3>
<p>
I cavi che collegano gli apparecchi alla rete elettrica sono detti <strong>cavi di alimentazione</strong>.<br />
<strong>Cavi di segnale</strong> sono quelli che collegano un apparecchio audio ad un altro.<br />
I <strong>cavi di potenza</strong> quelli che collegano il finale (o un amplificatore integrato) agli altoparlanti.<br />
Negli ultimi 30 anni o <em>gi&ugrave; di li</em>, i cavi audio hanno, giustamente, assunto notevole importanta e considerazione da parte degli appassionati e delle aziende che producono componenti audio di alta fedelt&agrave;.<br />
Pur essendo un <strong>componente passivo</strong>, che non pu&ograve; fare nulla per <em>modificare</em> il segnale, l&rsquo;importanza che assumono i cavi nella riproduzione sonora &egrave; notevole.<br />
Facciamo un esempio banale: <em>compero la Ferrari, poi quando devo cambiare le gomme per risparmiare metto quelle ricoperte invece che nuove</em>.<br />
È un insulto all&rsquo;autovettura, un risparmio che fa danno ed &egrave; controproducente, perch&egrave; le prestazioni non potranno pi&ugrave; essere quelle dovute.<br />
Dobbiamo familiarizzare con il concetto che i <strong>cavi audio</strong> sono parte integrante di un impianto di alt&agrave; fedelt&agrave;, non sono un accessorio.<br />
Se acquistiamo una bella accoppiata pre+finale e spendiamo 1.200 euro (al di sotto di tale cifra &egrave; arduo) dobbiamo mettere in preventivo di dare all&rsquo;unit&agrave; di amplificazione in questione dei cavi che siano degni di gestire e veicolare al meglio il segnale tra i due apparecchi.<br />
1.200 euro pre+finale e 10 euro per i cavi? Di cavi qualitativamente apprezzabili e cos&igrave; economici non ne esistono.<br />
L&rsquo;alta fedelta, che non il pane da portare sulla tavola, &egrave; la ricerca per ottenere un risultato sonoro di qualit&agrave; dall&rsquo;impianto audio che andiamo a comporre.<br />
Nessuno ci obbliga a credere che un cavo faccia la differenza rispetto ad un altro, o che un componente fornisca migliori prestazioni di un altro: ascoltare, effettuare prove comparative, provare per credere come diceva qualcuno.<br />
I risultati li noteremo da noi, senza farci influenzare da nessuno.<br />
Oltre tutti i dati tecnici come l&rsquo;<strong>induttanza</strong> (grandezza fisica che misura la proporzione tra la tensione e la sua derivata), l&rsquo;<strong>impedenza</strong> (grandezza fisica che misura la proporzione della corrente e della tensione), la maniera in cui ad esempio i cavi di potenza possano condizionare il <strong>Fattore di Smorzamento</strong> di un amplificatore, ovvero la capacit&agrave; dell&rsquo;amplificatore di controllare gli altoparlanti, tutti dati comunque importanti, ma la nostra valutazione finale deve essere data dall&rsquo;ascolto.<br />
Per ovviare ai tre motivi cui &egrave; legata la dispersione elettrica, di basilare importanza per i cavi audio risultano essere i materiali scelti nella costruzione del cavo, la cura riposta nella costruzione, la loro schermatura dalle interferenze, non essere corruttibili dalle risonanze, la geometria con la quale il cavo viene lavorato.<br />
Poi, visto che la semplicit&agrave; &egrave; sinonimo di intelligenza, mai usare cavi audio pi&ugrave; lunghi del necessario: se si necessita di tre metri di cavo per raggiungere i diffusori, inutile utilizzarne sei: il segnale dovrebbe percorrere un tragitto pi&ugrave; lungo senza motivo.<br />
Idem per i cavi di segnale, gli apparecchi audio in genere sono sempre collocati vicini, quindi cavi dalla lunghezzza superiore al metro non servono.<br />
In alcuni casi specifici la lunghezza minima dei cavi di segnale deve essere rispettata.<br />
Tenendo conto anche del fatto che gli apparecchi audio non possono essere eccessivamente attaccati l&rsquo;uno all&rsquo;altro, per evitare interferenze elettromagnetiche.<br />
Evitare anche di intricare inultimente i cavi: lasciarli liberi, spesso in bella mostra perch&egrave; ne vale la pena.<br />
Marchi famosi di produttori come <a href="http://www.monstercable.com/"><strong>Monster Cable</strong></a>, <a href="http://www.audioquest.com/"><strong>Audioquest</strong></a>, <a href="http://www.vandenhul.com/"><strong>Van Den Hul</strong></a>, gli italianissimi <a href="http://www.hidiamond.it/"><strong>Hidiamond</strong></a> possono essere un punto di riferimento per chiarirsi le idee anche in base ai prezzi.<br />
Ogni cavo di alta fedelt&agrave; &egrave; un componente audio vero e proprio, quindi potenziale corruttore del segnale elettrico: la cosa migliore che pu&ograve; fare &egrave; <strong>inquinare il segnale il meno possibile</strong>.<br />
Pu&ograve; risultare brutale come definizione, ma migliore &egrave; il cavo meno informazioni riesce a sottrarre.<br />
I cavi poi devono essere terminati: a volte vengono offerti completi di <strong>terminazioni</strong> (connettori, forcelle) altre volte si rende necessario l&rsquo;acquisto se il cavo ne &egrave; sprovvisto.<br />
Per collegare i diffusori all&rsquo;amplificatore a volte pu&ograve; essere sufficiente spellare i cavi stessi.
</p>
<h3>&#9658; <a id="connettori">Connettori</a></h3>
<p>
Se decidiamo di fare le cose per bene, anche se siamo sempre a tempo per apportare migliorie al nostro impianto, i <strong>connettori audio</strong> per terminare i cavi sono un&rsquo;altra croce e delizia.<br />
Costruiti ad esempio in rame puro OFC (Oxygebe Free Copper) con doppia bagnatura in oro 24 carati, pezzi unici torniti e fresati con lavorazioni centesimali.<br />
Terminazioni a banana, a forcella, RCA.<br />
Non c&rsquo;&egrave; che da scegliere, la giusta tipologia di connettore per ogni specifico cavo audio.<br />
Per i prezzi spesso c&rsquo;&egrave; di che spaventarsi, ma del resto sono frutto di fine, selettiva e mirata progettazione, costruzione, lavorazione.<br />
Possono davvero essere la ciliegina sulla torta, sono quasi pezzi di gioielleria in alcuni casi.<br />
Ma ci si arriva per gradi, la passione per la riproduzione musicale ci guider&agrave; anche in questa direzione.</p>
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		<title>Cavi di potenza</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I cavi di potenza devono svolgere il compito di trasportare il segnale elettrico dall&#8217;amplificatore ai diffusori acustici. Quando un cavo risulta migliore di un altro? Semplicemente quando lascia passare pi&#249; informazioni ed il pi&#249; fedeli possibili a quelle che riceve in entrata. Sul sito web di una nota azienda americana che produce solo cavi audio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>cavi di potenza</strong> devono svolgere il compito di trasportare il segnale elettrico dall&rsquo;<a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/amplificatore.html" title="Amplificatore"><strong>amplificatore</strong></a> ai <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/diffusori-acustici.html" title="Diffusori acustici"><strong>diffusori acustici</strong></a>.</p>
<p><span id="more-72"></span></p>
<p>
Quando un cavo risulta migliore di un altro?<br />
<em>Semplicemente</em> quando lascia passare pi&ugrave; informazioni ed il pi&ugrave; fedeli possibili a quelle che riceve in entrata.<br />
Sul sito web di una nota azienda americana che produce solo cavi audio, c&rsquo;&egrave; una frase che dice pi&ugrave; o meno cos&igrave;:<br />
pensate al vetro di una finestra. Pi&ugrave; il vetro risulta pulito, meglio possiamo vedere tutto ci&ograve; che c&rsquo;&egrave; al di fuori.
</p>
<p>
Ovviamente, se il vetro &egrave; sporco si vede poco.<br />
È una spiegazione semplicissima che rende molto bene l&rsquo;idea, ed un <strong>cavo di potenza</strong> non solo deve supportare i carichi trasmessi dall&rsquo;amplificatore, ma deve anche cercare di far arrivare agli altoparlanti il segnale pi&ugrave; pulito possibile.<br />
Come fare per ottenere tutto questo? <em>Semplice</em>, impiegare materiali di qualit&agrave; atti a durare nel tempo.<br />
La semplicit&agrave; pu&ograve; fare la differenza, anche se dietro ogni cavo costruito esiste un progetto ben preciso ed altrettanti precisi processi di lavorazione.<br />
Le differenze in termini di riproduzione sonora che pu&ograve; offrire un cavo rispetto ad un altro, sar&agrave; quello che far&agrave; <em>la differenza</em> durante l&rsquo;ascolto del nostro impianto di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/alta-fedelta.html" title="Alta fedelt&agrave;"><strong>alta fedelt&agrave;</strong></a>.<br />
La scelta del cavo di potenza deve avere la finalit&agrave; di esaltare le caratteristiche e dell&rsquo;amplificatore e degli altoparlanti.<br />
Ricette magiche non ne esistono. Le prove comparative di ascolto sono la nostra arma migliore per scegliere un cavo invece che un altro.<br />
Dobbiamo ricavare soddisfazione da un cavo solo se &egrave; in grado di donare al nostro impianto quelle <em>sfumature</em> che stiamo cercando, o correggere eventuali imperfezioni di riproduzione sonora.<br />
Cosa di basilare importanza risulta essere la medesima lunghezza di ciascun cavo per ogni altoparlante: la velocit&agrave; con cui il segnale elettrico raggiunge un altoparlante deve essere la stessa ed impiegare il medesimo tempo anche nel trasmettere il segnale all&rsquo;altro altoparlante, o agli altri, se ne sono presenti 4 ad esempio.<br />
È illogico far percorrere distanze differenti al segnale elettrico dall&rsquo;amplificatore agli altoparlanti, andremmo ad <em>inquinare</em> da subito la corretta riproduzione sonora.<br />
Il rivestimento dei casi e relativo isolante, ha partciloare importanza, come sempre quando si parla di cavi.<br />
Il cavo di potenza ha l&rsquo;arduo compito di portare il segnale elettrico ai diffusori prima che questo venga <em>suonato</em> dagli stessi: avr&agrave; il compito gravoso di non dissipare il precendente ottimo lavoro che pu&ograve; essere stato fatto dai cavi di segnale.<br />
La qualit&agrave; dei connettori, o delle forcelle, dei materiali conduttori e di quelli isolanti: tutti fattori in grado di fare una drastica differenza, molto di pi&ugrave; di quanto si possa immaginare.<br />
<em>L&rsquo;alta fedelt&agrave; passa anche dai cavi.</em></p>
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		<title>Amplificatore integrato</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’amplificatore integrato svolge il ruolo di preamplificatore e amplificatore di potenza insieme. L’elevata qualità che il mercato è in grado di offrire al cliente può definirsi eccellente sia per i componenti separati che per quelli integrati. Non è corretto pensare che un’unità di amplificazione possa svolgere meglio la sua funzione in virtù del fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>amplificatore integrato</strong> svolge il ruolo di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/preamplificatore.html" title="Preamplificatore"><strong>preamplificatore</strong></a> e <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/amplificatore-finale.html" title="Amplificatore finale"><strong>amplificatore di potenza</strong></a> insieme.</p>
<p><span id="more-67"></span></p>
<p>
L’elevata qualità che il mercato è in grado di offrire al cliente può definirsi eccellente sia per i componenti separati che per quelli integrati.<br />
Non è corretto pensare che un’unità di amplificazione possa svolgere meglio la sua funzione in virtù del fatto che siano separati il <em>pre</em> dal <em>finale</em> oppure no.<br />
Anche perchè nel caso di un <strong>componente integrato</strong> appunto, all’interno dello stesso possono comunque essere presenti ben distinte le due sezioni:<br />
quella che si occupa di <em>trattare</em> il segnale audio prima di inviarlo a quella relativa al finale di potenza, che a sua volta deve dimostrarsi all’altezza di far <em>cantare</em> a dovere gli altoparlanti.<br />
Solitamente, ma non sempre ed in base alla qalità dell’amplificatore, l’integrato dispone di un’unica sezione di alimentazione: trasfomatore e condensatori.<br />
La scelta di un <em>integrato</em> invece che di componenti separati, può essere fatta in base alle soggettive esigenze e necessità, non ultime le disponibilità economiche.<br />
L’aspetto che risulta però fondamentale nell’acquisto di un amplificatore è senza ombra di dubbio la qualità sonora che è in grado di esprimere.<br />
Ed anche questa è altamente soggettiva: ciò che un orecchio percepisce può essere percepito in modo differente da un altro.<br />
Solo dopo avere <strong>ascoltato</strong> suonare un amplificatore e avendo fatto prove comparative con altri potremo procedere all’acquisto che più ci soddisfa.<br />
I negozi specializzati nella vendita di componenti audio, sono spesso allestiti con vere e proprie sale d’ascolto dove permettere ai clienti di valutare la qualità di riproduzione sonora dei vari componenti, non di rado sono disposti a far provare al cliente i componente audio nelle proprie musra domestiche, nel proprio ambiente d’ascolto, mai dimenticare questo aspetto.<br />
Ciò che può suonare bene in un ambiente può suonare male in un altro. Un amplificatore non si può certo acquistare a <em>scatola chiusa</em>.<br />
Un <strong>amplificatore integrato</strong> ha dalla sua il vantaggio di essere un unico componente, soprattutto per chi ha problemi di spazio.<br />
Ed esistono amplificatori di qualsiasi prezzo: abbiamo la possibilità di effettuare un buon acquisto, altamente selettivo e più consono al nostro budget andando ad acquistare un amplificatore integrato in grado di soddisfare le nostre esigenze.<br />
In base a ciò che possiamo spendere, effettuiamo delle prove di ascolto tra amplificatori della stessa fascia di prezzo.<br />
Anche se esistono <strong>amplificatori</strong> di qualsiasi prezzo, se si hanno limitate disponibilità economiche meglio optare per un amplificatore integrato: i componenti separati, per forza di cose, partono da un prezzo di base certamente maggiore.<br />
L’amplificatore integrato rappresenta un certa <em>versatilità</em> qualitativamente apprezzabile anche se si dispone di un budget limitato.</p>
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		<title>Cavi di segnale</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.guida-acquisti.com/?p=74</guid>
		<description><![CDATA[I cavi di segnale rivestono l&#8217;importante compito di trasportare il segnale elettrico da un componente ad un altro del&#8217;impianto di alta fedelt&#224;. La loro usura potrebbe essere pi&#249; rapida di quanto si possa credere, e questo potrebbe influire negativamente sulla qualit&#224; della riproduzione audio o video. Dei buoni cavi di collegamento devono garantire una certa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/cavi-di-segnale.html" title="Cavi di segnale"><strong>cavi di segnale</strong></a> rivestono l&rsquo;importante compito di trasportare il segnale elettrico da un componente ad un altro del&rsquo;impianto di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/alta-fedelta.html" title="Alta fedelt&agrave;"><strong>alta fedelt&agrave;</strong></a>.</p>
<p><span id="more-74"></span></p>
<p>
La loro usura potrebbe essere pi&ugrave; rapida di quanto si possa credere, e questo potrebbe influire negativamente sulla qualit&agrave; della riproduzione audio o video.<br />
Dei buoni <strong>cavi di collegamento</strong> devono garantire una certa qualit&agrave; costante nel tempo, come ogni altro componente di alta fedelt&agrave; che sia degno di tale nome.<br />
Non &egrave; logico spendere un tot di denaro per allestire un buon impianto e poi <em>risparmiare</em> sui cavi, di collegamento o di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/cavi-di-potenza.html" title="Cavi di potenza"><strong>potenza</strong></a> che siano.<br />
Per produrre cavi di buona qualit&agrave; sono spesso utilizzati materiali come rame puro e privo di ossigeno (OFC: Oxygene Free Copper) per prevenire eventuali ossidazioni che andrebbero a compromettere in maniera grave la qualit&agrave; adio o video del segnale.<br />
Anche l&rsquo;argento e l&rsquo;oro sono impiegati sovente per migliorare ulteriormente la qualit&agrave; del cavo di segnale e la sua conducibilit&agrave;.<br />
I materiali isolanti con cui i cavi sono rivestiti, hanno particolare importanza: teflon, polipropilene, ceramica, materiali trattati in base a specifiche esigenze di ogni singolo progetto: cavi studiati per soddisfare le pi&ugrave; specifiche esigenze.<br />
Collegare un <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/preamplificatore.html" title="Preamplificatore"><strong>preamplificatore</strong></a> ad un finale di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/amplificatore-finale.html" title="Amplificatore finale"><strong>potenza</strong></a>, l&rsquo;<a href="http://www.guida-acquisti.com/alta-fedelta/amplificatore.html" title="Amplificatore"><strong>amplificatore</strong></a> al <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/lettore-cd.html" title="Lettore cd"><strong>lettore cd</strong></a> od al <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/giradischi.html" title="Giradischi"><strong>giradischi analogico</strong></a>: ogni cavo ha le sue peculiarit&agrave;.<br />
La capacit&agrave;, l&rsquo;induttanza e la resistenza sono le caratteristiche di cui dispone ogni cavo.<br />
Un cavo risulta essere un collegamento <em>passivo</em>, ovvero non pu&ograve; esercitare alcun potere per <em>rielaborare</em> il segnale, ma bens&igrave; pu&ograve; solo trattenere meno informazioni possibili e veicolarne a destinazione il maggior numero.<br />
Anche la qualit&agrave; delle <em>terminazioni</em>, dei <strong>connettori</strong>, riveste particolare importanza.<br />
Come districarsi in questa scelta, come scegliere il cavo di segnale pi&ugrave; idoneo?<br />
Effettuando prove d&rsquo;ascolto comparative, mettendoci passione, e poi ascoltando ancora.<br />
Potremmo rimanere piacevolmente sorpresi dalle qualit&agrave; sonore che un <strong>cavo di segnale</strong> &egrave; in grado di regalarci.</p>
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		<title>Connettori audio</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.guida-acquisti.com/?p=76</guid>
		<description><![CDATA[I connettori servono a terminare i cavi audio e rendere possibile il loro collegamento ai componenti ed ai diffusori. &#9830; La qualità &#9830; Connettori RCA &#9830; Connettori a banana &#9830; Connettori a forcella &#9658; Connettori Presto o tardi un appassionato di alta fedeltà inevitabilmente ci cade, andando a cercare quelle che possono essere le soluzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>connettori</strong> servono a <em>terminare</em> i <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/cavi-audio.html" title="Cavi audio"><strong>cavi audio</strong></a> e rendere possibile il loro collegamento ai componenti ed ai diffusori.</p>
<p><span id="more-76"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#qualita">La qualità</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#rca">Connettori RCA</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#banana">Connettori a banana</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#forcella">Connettori a forcella</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="top">Connettori</a></h3>
<p>
Presto o tardi un appassionato di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/alta-fedelta.html" title="Alta fedelt&agrave;"><strong>alta fedeltà</strong></a> inevitabilmente <em>ci cade</em>, andando a cercare quelle che possono essere le soluzioni migliori per terminare i cavi e risaltarne al massimo le qualità e le prestazioni.<br />
I cavi sono parte integrante di un impianto hi fi, ed i connettori lo sono per i cavi, che lo si voglia o no.<br />
Il semplice connettore RCA presente in molti cavi in dotazione, spesso non risulta sufficiente (tanto il cavo quanto le sue terminazioni) per esaltare al meglio le qualità acustiche di un componente o di tutto l’impianto.<br />
Ed allora&#8230; beh, i connettori possono dare il loro contributo, ben piazzati su cavi audio di qualità.
</p>
<h3>&#9658; <a id="qualita">Connettori di qualità</a></h3>
<p>
Rispetto ai tradizionali connettori, RCA rosso e nero per intenderci, i <strong>connettori</strong> di qualità superiore risultano di dimensioni maggiori, anche queste hanno il loro <em>peso</em>, tanto dal punto di vista <em>fisico</em> quanto su quello qualitativo.<br />
I <strong>connettori oversized</strong> hanno la capacità di ottimizzare, ampliare la superficie di contatto tra componente e connettore.<br />
L’intensità della corrente è dipendente dal percorso e dalla <strong>resistenza di contatto</strong>.<br />
Quando si vanno a collegare due superfici il contatto che si viene a creare, non è ottimale, bensì è effettuato su un certo spazio delle due superifici.<br />
L’aria circostante le superfici crea dispersione, tutta l’area che, pur esistendo un collegamento tra le due superfici, comprende spazi vuoti è definita <strong>resistenza di contatto</strong>.<br />
Il compito arduo dei connettori è minimizzare questa resistenza, garantendo al segnale una migliore capacità di trasferimento.<br />
Il materiale che compone i connettori deve avere notevoli capacità di conduzione.<br />
Il rame <strong>LF OFC</strong> (<strong>Linear Crystal Oxygen Free Copper</strong>) è un buon esempio di rame utilizzato per costruire connettori (e cavi) di qualità.<br />
Essendo particolamente puro, aumenta le capacità conduttive, un pezzo di rame pieno tornito e fresato a dovere, spesso rivestito in oro a 24 kt, rivestimento in oro che magari va ad essere su di un substrato di argento.<br />
Od ancora viene inpiegato argento rivestito di platino.<br />
Sono <em>pezzi di gioielleria</em>, in molti casi di notevoli dimensioni.<br />
Esistono, anche tra i costruttori, diverse scuole di pensiero, chi sostiene il rame OFC e chi non lo giudica capace di rimanere a lungo davvero privo di ossigeno, e per questo va a rivestire il rame di stagno, ovviamente di buona qualità, isolando quindi il rame dall’<em>esterno</em>.<br />
Talvolta viene utilizzato rame che contiene tellurio (elemento semimetallico) per migliorarne la lavorabilità.<br />
Tutto questo al fine unico di migliorare il segnale trasmesso, quindi <em>godere al meglio del suono prodotto</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="rca">Connettori RCA</a></h3>
<p>
I <strong>connettori RCA</strong> sono quelli impiegati per collegare tra loro le diverse unità audio <em>pre > finale, sorgenti audio > amplificatore</em>.<br />
Troviamo in commercio connettori capaci di ospitare cavi spellati di notevole diametro.<br />
Ottimi prodotti si possono trovare nella gamma di connettori offerti dalla <a href="http://www.wbt.de/"><strong>WBT</strong></a>, il cui meccanismo di chiusura, progressivo ad avvitamento, è senza dubbio una delle migliori soluzioni ottenibili.<br />
Il <em>bariletto</em> (in rutenio: metallo che appartiene al gruppo del platino) esterno che racchiude al suo interno il connettore, si avvita andando ad allargare progressivamente lo spinotto inserito nel componente audio, massimizzando l’area di contatto.<br />
Questo sistema brevettato, resiste alle sollecitazioni quali calore e vibrazioni, ed è capace di permettere un contatto ottimale e stabile nei collegamenti.<br />
Il cavo spellato viene ospitato in ampia sede, deve essere saldato alla <em>presa</em> del connettore, e serrato saldamente da vite con chiavetta in dotazione.<br />
La saldatura deve essere eseguita con materiali di alta qualità (stagno con buona percentuale di argento), per non <em>vanificare</em> la <em>bontà</em> del connettore.
</p>
<h3>&#9658; <a id="banana">Connettori a banana</a></h3>
<p>
Anche i <strong>connettori a banana</strong>, prevedono un serraggio progressivo, per avvitamento, il cavo spellato viene saldamente serrato senza però la necessità di essere saldato.<br />
A detta di molti, questa soluzione è preferibile alla saldatura, in quanto quest’ultima, se non eseguita come si deve, può deteriorare la conducibilità, ed essere soggetta a sollecitazioni meccaniche.<br />
Una buona tecnica utilizzata è quella della <strong>aggraffatura</strong>, con una apposita pinza che deve serrare i manicotti, anche questi solitamente in rame puro e placcati in oro, manicotti dotati di <em>isolante</em> nella parte terminale.
</p>
<h3>&#9658; <a id="forcella">Connettori a forcella</a></h3>
<p>
Anche in questo tipo di connettori, il cavo spellato può essere saldato, oppure <em>aggraffato</em>, grazie a particolari capacità meccaniche del serraggio nei <strong>connettori a forcella</strong>.<br />
Dispongono di un’ottima capacità di contatto, ben distribuita sull’area stessa.<br />
Naturalmente, come in ogni connettore è possibile combinare saldatura ed aggraffatura, ma un buon serraggio a compresione spesso risulta sufficiente.
</p>
<p>
Esempi di splendidi connettori audio, e non solo, si possono trovare anche sul sito di <a href="http://www.bocchtech.com/"><strong>Bocchino Technologies</strong></a>.<br />
<em>Guardare per credere&#8230;</em></p>
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		<title>Diffusori acustici</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[I diffusori acustici, ebbene s&#236; le casse, hanno la grande responsabilit&#224; di finalizzare il segnale elettrico proveniente dall&#8217;amplificatore e trasformarlo in segnale acustico. Tale fenonemo di trasformazione del segnale &#232; detto trasduzione. L&#8217;abbinamento dei diffusori acustici con l&#8217;ampliicatore &#232; forse il punto pi&#249; delicato nel comporre un impianto di alta fedelt&#224;. &#9830; Cenni storici &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
I <strong>diffusori acustici</strong>, ebbene s&igrave; le <em>casse</em>, hanno la grande responsabilit&agrave; di finalizzare il segnale elettrico proveniente dall&rsquo;amplificatore e trasformarlo in <strong>segnale acustico</strong>.<br />
Tale fenonemo di trasformazione del segnale &egrave; detto <strong>trasduzione</strong>.<br />
L&rsquo;abbinamento dei <strong>diffusori acustici</strong> con l&rsquo;ampliicatore &egrave; forse il punto pi&ugrave; delicato nel comporre un impianto di alta fedelt&agrave;.
</p>
<p><span id="more-78"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#risposta_in_frequenza">Risposta in frequenza</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#efficienza">Efficienza</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#sensibilita">Sensibilità</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#impedenza">Impedenza</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#frequenza_di_risonanza">Frequenza di risonanza</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#tipologie">Tipologie di diffusori</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#scegliere">Scegliere i diffusori</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici degli altoparlanti</a></h3>
<p>
Gli <strong>altoparlanti</strong>, componenti essenziali dei diffusori acustici, hanno iniziato il loro sviluppo con la radiodiffusione.<br />
Anni precedenti il 1920 vedevano la cuffia come ottimo <em>trasduttore</em>.<br />
Sfruttando le tecniche impiegate fino ad allora nella telefon&igrave;a e nella radiotelegrafia, si rese possibile sviluppare il primo <strong>altoparlante a tromba</strong> per la radio.<br />
La resa acustica di questo tipo di altoparlante &egrave; molto elevata a confronto con i moderni altoparlanti, tanto da riscontrare ancora oggi un certo impiego nei <strong>diffusori acustici</strong> di alta fedelt&agrave;.<br />
La capacit&agrave; di indirizzare il suono in questo tipo di altoparlante &egrave; molto elevata e precisa.<br />
Il suo funzionamento si basava su di un motore capace di produrre vibrazioni nella membrana, azionata da magnete e bobine, e l&rsquo;obiettivo della tromba era quello di adattare l&rsquo;impedenza acustica tra la stessa membrana e l&rsquo;aria circostante.<br />
Il limite della tromba era dovuto alle riproduzioni delle basse frequenze, per poterle riprodurre al meglio si sarebbe reso necessario l&rsquo;impiego di trombe di ragguardevoli dimensioni.<br />
Vennero cos&igrave; inventati gli <strong>altoparlanti a spillo</strong>, cos&igrave; denominati perch&egrave; un perno piuttosto sottile (spillo) collegato ad un cono, di carta o di tessuto che sostituiva la tromba, poteva produrre il suono grazie alla vibrazione prodotta dal perno collegato a sua volta ad un piccolo meccansismo azionato dal campo magnetico.<br />
Poco tempo dopo venne inventato un nuovo sistema di riproduzione sonora, con l&rsquo;introduzione dell&rsquo;<strong>altoparlante a bobina mobile</strong>, detto anche <em>dinamico</em>, il cui successo non &egrave; pi&ugrave; calato.<br />
Dal 1930 in avanti la tecnologia della riproduzione audio ha puntanto gran parte dei suoi sforzi per affinare questa invenzione, tanto che oggi &egrave; il tipo di altoparlante pi&ugrave; diffuso.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche dei diffusori acustici</a></h3>
<p>
I diffusori largamente utilizzati oggi sono quelli definiti <strong>dinamici</strong>, che vanno a coprire la quasi totalit&agrave; del mercato.<br />
Il principio di funzionamento &egrave; dato da una bobina solidale (<em>legata</em> con la membrana dell&rsquo;altoparlante), tale bobina &egrave; immersa nel campo elettromagnetico generato dal magnete.<br />
Il passare della corrente che viene prodotto dall&rsquo;amplificatore crea nella bobina una forza capace di farla muovere avanti e indietro.<br />
Dal momento che la bobina &egrave; solidale con la membrana, l&rsquo;altoparlante riesce a riprodurre onde sonore generate dallo spostamento di aria.<br />
Si tratta di una semplicissima e <em>semplificata</em> breve spiegazione relativa al funzionamento dell&rsquo;altoparlante dinamico.<br />
Nel diffusore dinamico vengono impiegati altoparlanti, a cono, a cupola, etc.<br />
Accanto ai <strong>diffusori dinamici</strong> per&ograve; troviamo anche quelli <strong>elettrostatici</strong>, solitamente <em>pannelli</em> di ragguardevoli dimensioni (altezza e larghezza) e di esiguo spessore, fatte le dovute proporzioni.<br />
Sono molto costosi, capaci di rese sonore invidiabili, ma il prezzo decolla letteralmente, anche per la necessit&agrave; di adeguati sistemi di amplificazione.<br />
Molto semplicemente il loro funzionamento si basa su di una membrana plastica di ampia superficie, posizionata tra due reti metalliche.<br />
Al passaggio della corrente, questa membrana si trova immersa nel campo elettrostatico, spostandosi di pochi decimi di millimetro, producendo il segnale acustico.<br />
Questo tipo di diffusori sono considerati eccellenti nella riproduzione delle frequenze medio-alte, come la voce oppure strumenti a corda, trovano spazio anche diffusori <strong>ibridi</strong> che sono mossi nelle vie medio-alte in modo elettrostatico, e sulle vie pi&ugrave; basse in modo dinamico.<br />
La definizione di <strong>diffusori planari</strong> sta proprio ad indicare la loro particolare costruzione a pannelli, molto grandi, dove la membrana &egrave; piatta con irradiazione sonora <strong>dipolare</strong>, ovvero sia frontalmente che posteriormente, arricchendo l&rsquo;immagine sonora.<br />
Questi particolari altoparlanti possono essere elettrostatici oppure isodinamici, cio&egrave; dove la membrana si muove in modo esteso, uniforme, consentendo teoricamente un movimento omogeneo della membrana.<br />
Il segnale capace di essere udito dall&rsquo;orecchio umano si estende indicativamente da 20 a 20.000 Hertz (Hz), dove 20 Hz rappresentano una tonalit&agrave; grave e 20.000 Hz una molto acuta.<br />
Per diversi motivi legati alla fisica, risulta molto complesso ottimizzare al meglio questa estensione sonora, ragion per cui si rende necessario avere nei <strong>diffusori dinammici</strong> almeno due altoparlanti (<strong>due vie</strong>) che si dividano le sonorit&agrave; da riprodurre, al <strong>woofer</strong> il compito di riprodurre le basse tonalit&agrave;, al <strong>tweeter</strong> le tonalit&agrave; acute, mentre dove previsto il <strong>midrange</strong> questo si occupa della riproduzione delle medie frequenze, e qui siamo nei diffusori a <strong>tre vie</strong>.<br />
Il numero di altoparlanti pu&ograve; anche essere superiore a due pur riproducendo due sole vie; il compito specifico di ogni altoparlante &egrave; quello di riprodurre al meglio determinate sonorit&agrave; per il quale &egrave; stato concepito.<br />
La divisione delle frequenze viene eseguita dal <strong>crossover</strong>, un componente elettrico composto da condensatori, resistenze ed induttanze, svolge il ruolo di filtro che va a dividere in parti (<strong>vie</strong>) le frequenze audio.<br />
È un componente passivo, ma pu&ograve; essere impiegato anche un <strong>crossover attivo</strong> che ha la capacit&agrave; di regolare l&rsquo;impedenza.<br />
In quest&rsquo;ultimo caso si tratta di crossover pi&ugrave; costosi.<br />
Indicativamente le caratteristiche che possono determinare le qualit&agrave; dei diffusori sono:
</p>
<p>
La <a id="risposta_in_frequenza"><strong>Risposta in frequenza</strong></a>, che dovrebbe <strong>teoricamente</strong> essere il pi&ugrave; possibile piatta su tutta la gamma delle frequenze udibili, in tal modo la resa sonora dovrebbe essere simile a tutte le frequenze.
</p>
<p>
L&rsquo;<a id="efficienza"><strong>Efficienza</strong></a>, ovvero la reale potenza acustica dell&rsquo;altoparlante, la capacit&agrave; di trasformare energia elettrica in energia acustica.<br />
Maggiore risulta l&rsquo;efficienza dell&rsquo;altoparlante, maggiore &egrave; la quantit&agrave; di energia elettrica trasformata in acustica.
</p>
<p>
La <a id="sensibilita"><strong>Sensibilit&agrave;</strong></a>, la pressione sonora prodotta dall&rsquo;altoparlante, la sua capacit&agrave; viene misurata in <strong>Decibel</strong> SPL (Sound Pressure Level).<br />
Si misura ad un metro dall&rsquo;altoparlante quando viene applicata la potenza del segnale elettrico di 1 watt.<br />
&#8594; La <strong>potenza massima applicabile</strong>, espressa in due grandezze:<br />
&#8594; &#8594; dove la <strong>potenza di picco</strong> equivale alla potenza massima che l&rsquo;altoparlante &egrave; in grado di sopportare senza subire danni.<br />
&#8594; &#8594; <strong>La potenza RMS</strong> (Root Mean Square) che misura la potenza media applicabile all&rsquo;altoparlante prima che possa iniziare a subire danni.
</p>
<p>
L&rsquo;<a id="impedenza"><strong>Impedenza</strong></a>.<br />
Quando ad un condensatore viene applicato un segnale costituito da frequenze, come il segnale audio, la reazione &egrave; diversa per ogni frequenza.<br />
A secondo dei materiali impiegati per la costruzione varia la resistenza, per comprendere il comportamento del condensatore viene impiegata una <em>grandezza</em> che misura queste caratteristiche comparandole tra loro.<br />
L&rsquo;impedenza &egrave; la grandezza stabilita.<br />
Anche gli altoparlanti mostrano una certa impedenza che varia in base alla frequenza con cui il segnale viene applicato.<br />
&#8594; L&rsquo;impedenza nominale di un altoparlante, &egrave; il valore della <em>grandezza</em> in corrispondenza della frequenza di 1 KHz (1.000 Hz) ed &egrave; il valore preso come riferimento per stabilire il valore dell&rsquo;impedenza.
</p>
<p>
La <a id="frequenza_di_risonanza"><strong>Frequenza di risonanza</strong></a> stabilisce qual&rsquo;&egrave; la capacit&agrave; di oscillazione al quale viene sottoposto l&rsquo;altoparlante.<br />
Se si applica all&rsquo;altoparlante un segnale la cui frequenza si avvicina all&rsquo;effettiva frequenza di risonanza, l&rsquo;altoparlante stesso inizier&agrave; ad emettere un suono simile a quello della frequenza inviata.
</p>
<p>
Al di l&agrave; di queste brevi specifiche, &egrave; sempre l&rsquo;ascolto che determina la nostra scelta, <em>la vera prova del 9</em>.<br />
Ricordate sempre che da un ambiente di ascolto ad un altro, el caratteristiche espresse dai diffusori possono risultare parecchio differenti e contrastanti tra loro:<br />
ad ogni ambiente i giusti diffusori acustici, che dovranno andare <em>d&rsquo;amore a d&rsquo;accordo</em> con l&rsquo;amplificatore.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tipologie">Tipologie di diffusori acustici</a></h3>
<p>
Cominciamo a dire che esistono <strong>diffusori da pavimento</strong>, sensibilmente sviluppati in altezza, e diffusori cos&igrave; detti da <em>libreria</em>, di diemnsioni minori, che spesso per&ograve; per funzionare al meglio necessitano di <strong>buoni supporti</strong>.<br />
Nel primo caso, il diffusore sar&agrave; minimo di 1 metro circa di altezza (qualcosa in meno anche) e sar&agrave; dotato di solidi piedini di diversa fattura, es. conici, che servanoa dare stabilit&agrave; al diffusore posizionato sul pavimento.<br />
Nel caso il diffusore necessiti di supporto, apriti cielo (!!!): anche qui la scelta pu&ograve; essere davvero vasta, solitamente un buon costruttore di diffusori produce anche i supporti (<strong>non compresi nel prezzo</strong>).<br />
I supporti devono essere stabili, rigidi, per sostenere al meglio i diffusori, evitare al massimo vibrazioni esterne, ed &egrave; possibile optare per supporti di acciaio che possono essere riempiti nelle parti tubolati di sabbia, oppure supporti con base in marmo e colonna in legno massello, tutto questo per dare solidit&agrave; e stabilit&agrave; al supporto e di conseguenza al diffusore.<br />
Ho citato solo due esempi relativi ai supporti.<br />
Torniamo ai diffusori: quelli a <em>cassa chiusa</em> (<strong>sospensione pneumatica</strong>), <em>cassa aperta</em> (con un tubo che “pesca” aria dall&rsquo;esterno) <strong>bass reflex</strong>, ed infine <strong>linea di trasmissione</strong>, dove il funzionamento &egrave; simile che nel diffusore bass reflex, ma al posto del tubo l&rsquo;aria percorre un labirinto all&rsquo;interno del diffusore.<br />
Come sempre, non esiste una costruzione migliore di un&rsquo;altra, ogni produzione segue linee di pensiero e dati tecnici ben precisi.<br />
Ci sono sostenitori della cassa chiusa ed altri del bass reflex: ascoltando si valuta e si capisce la differenza, e la valutazione &egrave; altamente soggettiva.<br />
Il legno che costruisce la cassa deve essere rigido, non risuonare, deve essere sordo.<br />
Alcuni modelli prevedono impiego di legno massello, quale noce, ciliegio, ebano, oppure &egrave; utlizzato solo per rivestire il robusto strato di <strong>MDT</strong>, tanto per citare un esempio.<br />
MDT sta per Material Different Technology, materiale che deriva da scaglie di legno, ma non pensiate che venga utilizzato per puntare al risparmio: alcuni produttori lo preferiscono al legno massello per determinate caratteristiche che dimostra.<br />
Scaglie che vengono incollate con speciali collanti termoindurenti, tanto da formare un robusto involucro della cassa.<br />
Nel diffusore a sospensione pneumatica (cassa chiusa), le frequenze prodotte nella parte posteriore del woofer vengono eliminate, l&rsquo;aria chiusa all&rsquo;interno della cassa funge da elastico per il controllo del movimento dell&rsquo;altoparlante.<br />
Nel bass reflex (cassa con apertura) le frequenze posteriori del woofer vengono accordate ad un una determinata frequenza, di modo che l&rsquo;aria che entra ed esce dal tubo possa contibuire ad <em>estendere</em> la frequenza sui bassi.<br />
Il collegamento dell&rsquo;amplificatore ai diffusori necessita di due connettori di ingresso nei diffusori.<br />
Possiamo per&ograve; trovare il <strong>biwiring</strong>, ovvero 4 connettori per ogni diffusore, 2 per il woofer e 2 per il tweeter, in caso di un diffusore a 2 vie con 2 altoparlanti.<br />
Pur disponendo di un solo amplificatore, &egrave; possibile dividere ogni singolo canale tra alti e bassi, sostanzialmente.<br />
Nemmeno questo pu&ograve; <em>cambiare la vita</em>, nonostante ci siano scuole di pensiero diverse a riguardo, in favore di una o dell&rsquo;altra soluzione.<br />
La potenza espressa dai diffusori, ricordate che &egrave; quella <em>concessa</em> dall&rsquo;amplificatore; quindi ancora una volta, i diffusori devono essere scelti in base alle capacit&agrave; dell&rsquo;amplificatore.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Scegliere i diffusori</a></h3>
<p>
Quanto &egrave; in grado di <em>fare</em> il nostro amplificatore?<br />
Il budget a disposizione per i diffusori dovr&agrave; essere ottimizzato in base proprio all&rsquo;amplificatore.<br />
Esempio banale:<br />
se un amplificatore &egrave; in grado di dare 10, ed i diffusori in grado di sopportare 20, abbiamo 10 di troppo&#8230;<br />
Inutile mettere diffusori che vanno a surclassare le capacit&agrave; dell&rsquo;amplificatore, o che quest&rsquo;ultimo riesca a <em>muoverli</em> a fatica.<br />
La scelta quindi si basa sulle capacit&agrave; dell&rsquo;amplificatore e dell&rsquo;ambiente di ascolto, altro punto importante.<br />
Provate a far suonare i diffusori nel vostro ambiente di ascolto, prima di acquistarli: un buon rivenditore non vi negher&agrave; questa possibilit&agrave;.<br />
Se non vi concede questa scelta, cambiate rivenditore.<br />
Quello che un diffusore pu&ograve; esprimere in un determinato ambiente, pu&ograve; non esprimerlo in un altro.<br />
Parametri importanti (oltre l&rsquo;ascolto) nella valutazione dei diffusori &egrave; l&rsquo;<strong>efficienza</strong>, dalla quale dipende la reale potenza e capacit&agrave; dei diffusori.<br />
In linea di massima, quelli ad <strong>alta efficienza</strong>, risultano i pi&ugrave; appetibili: ma anche quelli pi&ugrave; costosi, per ottenere maggiore efficienza i costi salgono notevolmente per via dei materiali impiegati e la costruzione che diventano via via pi&ugrave; esigenti e selettive.<br />
Indicativamente, un&rsquo;efficienza da 85 a 90 Db si considera media.<br />
L&rsquo;<strong>impedenza</strong> poi, &egrave; strettamente connessa al carico elettrico espresso dall&rsquo;amplificatore.<br />
Capire cio&egrave; se il carico elettrico prodotto da quest&rsquo;ultimo risulta idoneo per i diffusori.<br />
Sulle riviste specializzate, ma anche su internet, si trovano una numerosa quantit&agrave; di articoli riguardanti i test tra amplificatore e diffusori, articoli che scendono in dettagli tecnici che possono risultare utili a chi gode di compentenze, almeno basilari, di elettroacustica.<br />
La prova migliore &egrave; sempre quella scaturita dall&rsquo;ascolto, ed &egrave; una valutazione dettata sia dall&rsquo;ambiente che da chi ascolta.<br />
Sempre secondo il budget che abbiamo a disposizione, cerchiamo di scegliere meno altoparlanti in un diffusore, rispetto ad uno che a parit&agrave; di prezzo ne ha di pi&ugrave;.<br />
Esempio: un diffusore a 2 vie con 2 altoparlanti costa 100, idem un diffusore a 3 vie con 3 altroparlanti.<br />
In questo caso &egrave; bene preferire quallo a 2 vie, perch&egrave; a parit&agrave; di prezzo &egrave; composto da un minor numero di componenti, che si presume siano di migliore qualit&agrave;: <em>se si vuole di pi&ugrave;, si paga di pi&ugrave;</em>.<br />
Altro punto focale &egrave; ottenere una buona immagine sonora <em>proiettata</em> dal diffusore.<br />
Meno altoparlanti ci sono, meno difficile risulta farli funzionare in armonia tra i loro.<br />
È possibile ottenere ottimi risultati anche con molti altoparlanti: se avete molto denaro da spendere, buon per voi.<br />
Quando si hanno due vie utilizzate come si deve, sono pi&ugrave; che sufficienti per degli ottimi diffusori.<br />
Da anni utilizzo le <strong>Tannoy D100</strong>, piccole, due vie, con tweeter concentrico al woofer: praticamente &egrave; una sorta di unico altoparlante puntiforme (concnetrico) che diffonde in modo ottimale il suono.<br />
Sono piccoli diffusori, ma dimostrano come sia possibile ottenere un buon risultato comunque, e del resto nel mio ambiente di ascolto sarebbe inutile posizionare diffusori pi&ugrave; grandi e costosi.<br />
La qualit&agrave; della costruzione della cassa inoltre, se ben combinata con quella relativa agli altoparlanti fornisce ottimi risultati.<br />
La rigidit&agrave; della cassa assume notevole importanza, al fine di renderla pi&ugrave; solida al fine di meglio sopportare le vibrazioni che vanno a deteriorare il segnale musicale.<br />
Quindi, in caso di supporti necessari per i diffusori, &egrave; opportuno fare una scelta adeguata.<br />
Un diffusore posizionato <em>a caso</em> da uno collocato su di un supporto ideoneo, pu&ograve; davvero produrre notevoli differenze.<br />
Optando per i diffusori da pavimento, certamente pi&ugrave; costosi, il problema supporto non sussiste.<br />
Tutto ci&ograve; cui sopra &egrave; relativo agli altoparlanti dinamici.<br />
Chi ha intenzione di acquistare <strong>diffusori planari</strong> gode per forza di cose di un ambiente di ascolto sufficientemente spazioso, e se si opta per tale scelta credo si abbia bene in mente quale diffusore acquistare.<br />
I prezzi sono davvero elevati, <strong>ascoltarli bene e preventivamente &egrave; un&rsquo;esigenza da sottolineare per qualsiasi diffusore</strong>, a maggior ragione quando si spende una fortuna.<br />
Io rimango dell&rsquo;idea che i diffusori debbano essere ascoltati nel proprio ambiente domestico, prima dell&rsquo;acquisto, ambiente dove poi verranno collocati.<br />
Quando comprate, cercate di ottenere questa possibilit&agrave; di valutazione, prima di decidere quali diffusori acquistare.<br />
Dove? Rivenditori specializzati.</p>
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		<title>Giradischi</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se il lettore di compact disc ha raggiunto notevoli traguardi di qualit&#224; sonora, un buon giradischi analogico non potr&#224; mai essere sostituito da un lettore digitale per qualit&#224;, sfumature e corposit&#224; che solo la riproduzione analogica &#232; in grado di offrire. &#9830; Giradischi analogico &#9830; Come funziona &#9830; Caratteristiche &#9830; Posizionare il giradischi &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se il lettore di compact disc ha raggiunto notevoli traguardi di qualit&agrave; sonora, un buon <strong>giradischi analogico</strong> non potr&agrave; mai essere sostituito da un lettore digitale per qualit&agrave;, sfumature e corposit&agrave; che solo la riproduzione analogica &egrave; in grado di offrire.</p>
<p><span id="more-80"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#analogico">Giradischi analogico</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#funzionamento">Come funziona</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#posizionamento">Posizionare il giradischi</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#acquistare">Acquistare il giradischi</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="analogico">Giradischi analogico</a></h3>
<p>
Il giradischi analogico rappresenta infatti, per un estimatore ed appassionato di elettroacustica ed alta fedelt&agrave;, un pregiato componente dal quale ben difficilmente riuscir&agrave; mai a separarsi.<br />
Non &egrave; solo un pezzo di storia a tutti gli effetti per quanto riguarda un impianto hi-fi, ma un componente fondamentale che non deve mancare in un impianto audio degno di tale nome.
</p>
<h3>&#9658; <a id="funzionamento">Come funziona il giradischi analogico</a></h3>
<p>
Nell&rsquo;antenato del <strong>giradischi analogico</strong>, il <strong>grammofono</strong>, il disco girava grazie ad una molla che veniva precaricata con una manovella.<br />
L&rsquo;evoluzione della <em>molla precaricata</em> ha portato all&rsquo;impiego di un motore controllato da un circuito elettronico che a sua volta viene pilotato da un oscillatore al quarzo, proprio come accade in un orologio, la rotazione del disco sul piatto avviene quindi in modo costante ed estremamente controllato grazie ai sofisticati dispositivi elettronici oggi possibili.<br />
La puntina (stilo) realizzata in diamante, legge il solco a spirale del disco dall&rsquo;esterno verso l&rsquo;interno.<br />
Nel grammofono, una certa irregolarit&agrave; nella superficie del disco produceva una vibrazione che veniva veicolata ad una membrana, che poteva riprodurre il suono in modo meccanico.<br />
Queste vibrazioni nel giradischi analogico sono utilizzate per creare segnali elettrici grazie all&rsquo;impiego di una bobina, dopocich&eacute; trasmessi all&rsquo;amplificatore.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche del giradischi analogico</a></h3>
<p>
Risulta di particolare ed essenziale importanza, ai fini della qualit&agrave; di riproduzione audio del giradischi analogico, la <strong>rigidit&agrave;</strong> che &egrave; in grado di mantenere, al fine di assorbire meno disturbi possibili dovuti alle vibrazioni di un corpo meccanico in movimento.<br />
Il piatto che gira.<br />
Assumono quindi importanza e rilievo i materiali impiegati nella costruzione del giradischi: uno di buona fattura ad esempio impiega legno per l&rsquo;involucro, e vetro come base per il disco, con uno strato di feltro poggiato sul vetro che a sua volta ospita il disco.<br />
Legno (o marmo) e vetro hanno anche un certo peso specifico: questo aumenta la solidit&agrave; del giradischi, e la sua stabilit&agrave;: fattore numero uno contro le vibrazioni per forza di cose sempre presenti.<br />
Non solo, ma legno, marmo, vetro risultano ottimi dielettrici, ottimi materiali che cercano di <strong>isolare</strong> quanto pi&ugrave; possibile il disco durante la sua lettura da qualsiasi interferenza elettromegnetica.<br />
La stabilit&agrave; del giradischi &egrave; dovuta anche ad una solida base sui cui appoggia il giradischi stesso: basi in gomma piena ad esempio, che vanno ad isolare ulteriormente il componente di riproduzione audio per eccellenza: <strong>il giradischi analogico</strong>.<br />
Oppure piedini conici di ottone dove la base &egrave; la punta: minore ampiezza della base di appoggio per cercare di ridurre ulteriormente le vibrazioni, lasciando <em>librare</em> il giradischi.<br />
Il giradischi analogico infatti viene costruito con due soluzioni sostanzialmente: <strong>telaio rigido</strong> e <strong>telaio sospeso</strong>.<br />
Rispetto alle caratteristiche del telaio rigido sopracitate, il telaio sospeso, (<strong>giradischi con controtelaio</strong>) costituito da un telaio molto essenziale che sostiene braccio e piatto, il tutto sospeso su componenti elatici, esempio molle in metallo.<br />
In questo caso si cerca di isolare al massimo il giradischi <em>da tutto ci&ograve; che gli &egrave; esterno</em>.<br />
La soluzione migliore dell&rsquo;altra? Chi pu&ograve; dirlo!<br />
Ogni buona costruzione fatta con coscienza e cognizione di causa fornisce un valido componente di riproduzione audio, la valutazione finale &egrave; sempre altamente soggettiva, fermo restando le qualit&agrave; delle costruzioni diversificate secondo le tipologie sopraesposte.<br />
Altra caratteristica importante risulta essere la <strong>trazione</strong>, <strong>cinghia</strong> o <strong>diretta</strong>.<br />
Anche in questo caso esempi illustri di grandi marchi storici hanno dimostrato buoni riscontri sia con una soluzione che con l&rsquo;altra.<br />
Tuttavia, la <strong>trazione a cinghia</strong> &egrave; a detta di molti migliore, in quanto va ad isolare il motore dal piatto.<br />
Il motore produce inevitabilmente vibrazioni, la trazione a cinghia permette non solo di isolare il piatto dal motore ma anche il braccio del giradischi su cui trova notevole importanza la testina.<br />
Il vantaggio potenzialmente ottenibile dalla trazione diretta &egrave; legato a sofisticati motori, molto costosi, in grado di produrre meno vibrazioni possibili (mai annullabili totalmente).<br />
Il costo del giradischi in questo caso &egrave; destinato a levitare inesorabilmente, anche perch&egrave; il completo sistema di lettura (braccio e fonorivelatore) debbono essere isolati di conseguenza con sofisticate lavorazioni.<br />
Come per ogni componente di alta fedelt&agrave; che si rispetti, anche il giradischi analogico (componente audio storico per eccellenza della catena di un impianto hi fi) &egrave; oggetto di abbinamenti braccio, testina, cavi, etc.<br />
Marchi famosi hanno fatto la storia anche nella costruzione del singolo componente cha va a costruire il giradischi analogico: braccio, testina.<br />
Il braccio pu&ograve; essere diritto,  tangenziale, oppure <strong>a S</strong>.<br />
Quale scegliere? Nessuno ve lo pu&ograve; dire, lo dovrete capire voi. Ogni costruzione ha il suo perch&egrave;, ogni valutazione di conseguenza.<br />
Il <strong>braccio a S</strong> risulta pi&ugrave; costoso per via della costruzione, meno semplice del <strong>braccio diritto</strong>.<br />
Quello tangenziale ha costi elevati per essere qualitativamente apprezzabile, sebbene non sia molto in uso, questo però non implica che se una costruzione sia ben esguita possa essere meritevole anche se poco utilizzato.<br />
La <strong>testina</strong> si divide in due tipologie: <strong>MM</strong> (<strong>Magnete Mobile</strong>) ed <strong>MC</strong> (<strong>Moving Coil</strong>) ovvero <strong>Bobina Mobile</strong>.<br />
La <strong>testina MC</strong> &egrave; pi&ugrave; costosa, estremamente precisa nella lettura, ed ha una tensione di uscita del segnale pi&ugrave; bassa, necessita quindi di apposita scheda di preamplificazione da alloggiare nel preamplificatore (in caso di due unit&agrave;) oppure in un integrato che risulti predisposto all&rsquo;impiego di giradischi analogico con testina MC.<br />
Quando lo stilo (puntina) del <strong>fonorivelatore</strong> &egrave; da sostituire, si rende necessaria la sostituzione di tutta la testina.<br />
Al contrario della <strong>testina MM</strong> dove &egrave; possibile la sola sostituzione dello stilo, anche se questo copre quasi tutto il costo della testina.<br />
Il costo maggiore da affrontare nella testina MC &egrave; dovuto alla presenza necessaria di un apposito stadio di preamplificazione, e come sempre, sostenere una soluzione in favore od a discapito dell&rsquo;altra &egrave; come vendere fumo.<br />
La valutazione di un componente di alta fedelt&agrave; si ottiene dall&rsquo;ascolto, punto. Se poi una persona gode di elevata competenza in materia e ama districarsi nelle misurazioni espresse da ogni singolo componente, questo &egrave; un altro discorso prettamente legato all&rsquo;elettroacustica.<br />
La protezione in plexiglas che protegge la struttura dalla polvere, &egrave; quasi sempre presente.
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<h3>&#9658; <a id="posizionamento">Posizionare il giradischi analogico</a></h3>
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Il <strong>giradischi analogico</strong> &egrave; un meccanismo di precisione, come tale deve essere salvaguardato da eventuali urti che comprometterebbero la sua ottimale capacit&agrave; di resa.<br />
Per non compromettere la buona resa di questo prezioso strumento, &egrave; importante che venga posizionato su di un piano perfettamente stabile e ben allineato.<br />
Possiamo utilizzare una livella per posizionare al meglio il supporto, poi sistemare il giradischi.<br />
Un giradischi di buona qualit&agrave; che lavora su di un piano inclinato, non serve a nulla, rovineremmo la capacit&agrave; di resa del giradischi compromettendo la qualit&agrave; di riproduzione.<br />
Il suo supporto quindi riveste notevole importanza ai fini della qualit&agrave; operativa del giradischi.<br />
La cura da avere nel mantenere al meglio un giradischi, &egrave; quella degna di un qualsiasi strumento di precisione, un calibro, un micrometro, un orologio.<br />
La regolazione del giradischi analogico deve essere fatta a prodotto nuovo e sottoposta a controlli periodici, per verificare se la precisione di esecuzione dello strumento sia rispettata.<br />
Nell&rsquo;operazione di trasporto &egrave; bene prestare attenzione a non danneggiare il giradischi, gli imballi originali in dotazione sono studiati per ottenere la massima protezione, ma occorre fare bene attenzione da ogni eventuale urto.<br />
Il perno del giradischi ad esempio, se dovesse subire un danno&#8230; possiamo cambiare il giradischi completo.<br />
Alla messa in dima del braccio ci possiamo pensare una volta correttamente posizionato il giradischi, di solito le istruzioni fornite dal costruttore sono esaudienti, ma anche se non fosse cos&igrave;, il vostro rivenditore non avr&agrave; certo difficolt&agrave; ad istruirvi correttamente.<br />
Il posizionamento e la regolazione del <strong>giradischi analogico</strong> sono fondamentali nella resa acustica della riproduzione sonora.<br />
Evitare di posizionarlo troppo vicino ai diffusori per evitare problemi di ritorno acustico (feedback).
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<h3>&#9658; <a id="acquistare">Acquistare il giradischi analogico</a></h3>
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Marchi storici come <a href="http://www.rega.co.uk/"><strong>Rega</strong></a>, <a href="http://www.thorens.com/"><strong>Thorens</strong></a>, Linn Sondek, <a href="http://www.michell-engineering.co.uk/"><strong>J.A. Michell</strong></a>, hanno scritto pagine importanti per quanto riguarda il <em>sempreverde</em> giradischi analogico.<br />
Sia per quando riguarda il <strong>telaio rigido</strong> (Rega) che quello <strong>sospeso</strong> (Thorens), tanto per citare due marchi, troviamo modelli davvero validi, a partire da prezzi base che non possono essere cos&igrave; economici, &egrave; uno strumento di precisione, ricordate?<br />
Inoltre, il prezzo del <strong>fonorivelatore</strong>, che difficilmente &egrave; incluso nell&rsquo;acquisto, incide in modo determinante.<br />
Tanto per fare un esempio: il mio <strong>Rega Planar 3</strong> con fonorivelatore <strong>Elys</strong> sempre Rega costava (prezzo di listino) nel 1998 1.400.000 lire, dove 400.000 lire circa erano per il solo fonorivelatore.<br />
Se volete spendere 100 o 200 euro, continuate pure con il cd, rimandate la spesa a quando sarete pronti, l&rsquo;alta fedelt&agrave; non &egrave; pane da portare sulla tavola..<br />
Prima di gettarsi in abbinamenti tra i vari componenti (giradischi di un marchio, braccio di un altro, fonorivelatore di un altro ancora), &egrave; possibile procedere all&rsquo;acquisto affidandosi ad un marchio solo, dove &egrave; possibile ottenere qualcosa di davvero valido.<br />
Se si ha l&rsquo;esperienza necessaria, si pu&ograve; gi&agrave; partire con abbinamenti mirati, avendo chiaro in mente quali componenti, e di quale marchio acquistare.<br />
Lasciando perdere la tipologia di giradischi a trazione diretta, che comporterebbe spese elevate e ricerche qualitative di sonorit&agrave; piuttosto sofisticate e complesse, &egrave; possibile affrontare la spesa di un buon <strong>giradischi analogico</strong> con le seguenti caratteristiche:<br />
Telaio rigido o flottante (la scelta sta a noi), trazione a cinghia, braccio diritto, un buon fonorivelatore.</p>
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