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	<title>Guida all&#039;acquisto &#187; Competenze</title>
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		<item>
		<title>Ricostruzione unghie</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 13:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricostruzione delle unghie che questa guida desidera accennare è di carattere puramente estetico, e fa parte del trattamento cosmetico di bellezza conosciuto come manicure e pedicure che ovviamente prevede servizi completi per la bellezza e la cura delle mani e dei piedi, e le unghie particolarmente curate giocano un ruolo importante. &#9830; Onicotecnica &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La <strong>ricostruzione delle unghie</strong> che questa guida desidera accennare è di carattere puramente estetico, e fa parte del trattamento cosmetico di bellezza conosciuto come <em>manicure</em> e <em>pedicure</em> che ovviamente prevede servizi completi per la bellezza e la cura delle mani e dei piedi, e le unghie particolarmente curate giocano un ruolo importante.
</p>
<p><span id="more-1130"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#onicotecnica">Onicotecnica</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#prodotti">Prodotti</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#gel">Gel</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tips_e_cartine">Tips e cartine</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#nail_art">Nail art</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="onicotecnica">Onicotecnica</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Iniziamo a ribadire il concetto per cui questa breve guida vuole fornire indicazioni riguardo quello che è l&#8217;aspetto puramente estetico relativo alla ricostruzione delle unghie, intendiamo precisare senza mezzi termini che per la ricostruzione di tipo chirurgico (ricostruzione ungueale) nonché problemi relativi a qualsivoglia problematica di tipo sanitario <strong>è indispensabile rivolgersi al medico</strong>.</p>
<p>Ricordiamo anche che un attestato di <em>onicotenica</em> (<em>onico</em> dal greco <em>onyx</em> che significa unghia, quindi letteralmente <em>tecnico delle unghie</em>) in possesso di una figura professionista non può comunque sostituirsi in nessuna misura alla figura del medico, attualmente la legislazione italiana <strong>non prevede il riconoscimento della qualifica professionale di onicotecnico</strong>.</p>
<p>Come prima cosa dunque quando si decide di eseguire un lavoro estetico (menzionato sovente come <em>nail art</em>) sulle proprie unghie delle mani o dei piedi è necessario assicurarsi che le unghie stesse siano in ottima salute, belle a vedersi nonché piacevoli al tatto, lisce e robuste, prive di rotture, crepe o qualsivoglia problematica: ricordiamo infatti che prima di eseguire qualsivoglia trattamento estetico è necessario assicurarsi della perfetta salute e della totale integrità della parte da trattare.</p>
<p>Il disegno di legge n. 911 &#8211; Comunicato alla Presidenza il 10 luglio 2008 &#8211; all&#8217;articolo 1 cita testuali parole:</p>
<p><em>L&#8217;attività di onicotecnico consiste nell&#8217;applicazione e decorazione di unghie artificiali. Essa comprende ogni prestazione artistica eseguita, a esclusivo scopo decorativo, sulla superficie di unghie artificiali delle mani e dei piedi, tramite l&#8217;apposizione di unghie artificiali preformate da decorare, e la successiva lavorazione e colorazione delle stesse, con prodotti non cosmetici quali gel, polveri acriliche ed altri prodotti fra quelli elencati all&#8217;articolo 9, comma 1.</p>
<p>L&#8217;attività di onicotecnico viene eseguita con interventi manuali e mediante l&#8217;uso di prodotti con asciugatura ad aria o fotoindurenti.</em></p>
<p>Vi rimandiamo al testo completo disponibile sul sito del Senato: <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&#038;leg=16&#038;id=00311580&#038;part=doc_dc-articolato_ddl-art_a4edado&#038;parse=no"><strong>Legislatura 16&deg; &#8211; Disegno di legge n. 911</strong></a>.</p>
<p>Fatta questa doverosa premessa continuiamo questa guida.  </p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/ricostruzione-unghie.jpg" alt="Ricostruzione unghie" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.howtodonailart.org/" target="_blank"><small>HowToDoNailArt.org</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="storia">Storia</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Decorare le unghie fa parte senza ombra di dubbio dell&#8217;ornamento estetico che da sempre ha accompagnato il <em>rituale del trucco</em>, dall&#8217;antico Egitto, l&#8217;antica Cina, dove le unghie particolarmente decorate o dipinte potevano indicare la precisa appartenenza ad una specifica classe sociale.</p>
<p>Trattamento estetico dunque inizialmente destinato solo alle donne appartenenti alle caste sociali più abbienti, caste che più di altre hanno sempre avuto la possibilità di potersi distinguere anche sotto un profilo estetico.</p>
<p>Smalti, colori, più o meno eleganti o appariscenti, più di 5.000 anni or sono erano già conosciuti nei paesi arabi, si usava l&#8217;<em>henné</em> ricavato dalla <em>Lawsonia inermis</em>, pianta nota come <em>henna</em> già dal periodo storico cui stiamo menzionando.</p>
<p>Henna che in arabo deriva dalla parola sanscrita <em>mehandika</em>. Facendo un salto nella storia si scopre che l&#8217;Imperatrice della dinastia Qing <em<Dowager Cixi</em> (1835 &#8211; 1908) era solita curare con particolare attenzione la decorazione delle unghie.</p>
<p>Sebbene vi siano notizie contradditorie riguardo i tempi più remoti, pare che entrambi i sessi nell&#8217;antichità, in taluni casi, erano soliti decorare le unghie, ben sappiamo comunque come in determinate culture specifici e puri ornamenti estetici possano assumere significati ben precisi.</p>
<p>Fu nel XVIII secolo a Parigi che la tecnica relativa alla decorazione delle unghie fece un balzo in avanti, diventando popolare negli anni 20 del secolo successivo, e la definizione <em>French manicure</em>, o <em>Paris nails</em> è oggi nota ai più.</p>
<p>Per <em>french</em>si intende oggi la tecnica usata per dare risalto alla parte anteriore dell&#8217;unghia (<em>smile</em>) di solito in bianco intenso rispetto all&#8217;unghia stessa che risulta lucida.</p>
<p>Secondo un articolo presente su EverBridge.com la storia dell&#8217;acrilico impiegato per la decorazione delle unghie (<a href="http://www.evebridge.com/post/588"><strong>Acrilic nails history</strong></a>) fu casuale, grazie al medico dentista <em>Fred Slack</em> che, dopo essersi accidentalmente spezzato un unghia, pensò bene di usare (<em>così pare</em>) una lamina sottile di stagnola per <strong>ricostruire l&#8217;unghia</strong>, decorandola poi con materiale di restauro creando con tutta probabilità il primo esemplare di <strong>unghia ricostruita con materiale acrilico</strong>.</p>
<p>Negli anni 20 i <em>tips</em> (estremità) era proposti in colore bianco candido, come neve, per arrivare ad una tonalità color crema negli anni a seguire. La definizione Paris nails è attribuita ai tips con colorazione rosa sui bordi per poi sfumare in un colore più tenue al centro dell&#8217;unghia.</p>
<p>Le aziende cosmetiche, prima la Revlon fondata nel 1932 a New York, misero a disposizione una serie di colori e sfumature che prima di allora potevano sembrare improbabili.</p>
<p>Dalle unghie <em>square</em> (quadrate) di moda negli anni 70, ad alcune vistose unghie finte ed appariscenti in voga negli anni 80, i decenni successivi hanno visto un ritorno dell&#8217;unghia naturale più sobria ed elegante.
</p>
<h3>&#9658; <a id="prodotti">Prodotti</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Risulta doveroso dire che visto il crescente incremento di questo settore negli ultimi anni, e conseguente larga offerta dei prodotti e dei materiali per la decorazione e ricostruzione delle unghie, è opportuno ricordare che occorre fare maggiore attenzione nella scelta specifica dei prodotti, affinché la scelta stessa sia mirata, adeguata e che non comprenda materiali che possono dare luogo ad allergie.</p>
<p>Esistono prodotti costosi, professionali e di ottima qualità, e prodotti offerti a prezzi stracciati e possono risultare inaffidabili e pericolosi.</p>
<p><strong>Attenzione però</strong>: non è detto che sia un prodotto costa molto <strong>debba necessariamente essere migliore</strong>. Occorre imparare a scegliere come per tutti prodotti del resto, come per qualsiasi acquisto che si intende eseguire perché risulta essere un investimento di denaro, investimento piccolo o grande che sia.</p>
<p>Tanto per non sbagliare ed andare sul sito ricordiamoci di poche regole basilari, ovvero i prodotti siano:</p>
<p>&radic; approvati dal ministero italiano della salute;</p>
<p>&radic; sempre presenti i marchi della comunità europea CE;</p>
<p>&radic; realizzati in Europa o negli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>Dal momento che la qualità dei materiali di produzione non sempre segue in maniera parallela il prezzo, che può essere alto offrendo prodotti non all&#8217;altezza, o viceversa è possibile trovare in commercio prodotti di buona qualità a prezzi convenienti, non dimentichiamo quelle che dovrebbero essere le sopra citate regole basilari per una buona scelta.</p>
<p>Altre semplicissime indicazioni per stabilire se un prodotto di scarsa qualità, sono:</p>
<p>il lavoro eseguito sull&#8217;unghia ha una durata molto breve, ed i risultati del lavoro stesso tutta probabilità sono scarsi per quanto riguarda l&#8217;aderenza e l&#8217;opacità / lucentezza del risultato finale.</p>
<p>Non dimentichiamo ancora una volta che prodotti non idonei possono essere dannosi alla salute, tanto che chi esegue il lavoro (che respira i prodotti e ne entra in contatto) quanto per chi è l&#8217;utilizzatore finale.</p>
<p>Sempre attenzione alla scelta dei prodotti da utilizzare anche qualora ci si decida di rivolgersi a personale specializzato, che sarà ben lieto di mostrarvi la qualità dei prodotti che è solito usare; in caso contrario non pensare due volte a cambiare la vostra scelta.</p>
<p>Sarà opportuno scegliere prodotti allergici qualora vi sia la necessità.
</p>
<h3>&#9658; <a id="gel">Gel</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Solitamente per la ricostruzione delle unghie, ovvero per l&#8217;<strong>applicazione artificiale</strong> sull&#8217;unghia viene usato <strong>il gel</strong>.</p>
<p><strong>Gel di base</strong> che rappresenta il prodotto per la stesura iniziale che va a preparare l&#8217;unghia, <strong>gel modellante</strong> che va a costruire, allungare e appunto modellare l&#8217;unghia, disponibile in commercio in <em>coprente bianco o rosa</em> e <em>trasparente bianco o rosa</em> (pink).</p>
<p><strong>Gel sigillante</strong> come si evince dalla definizione va a completare il lavoro lasciando appunto l&#8217;unghia <em>sigillata</em> per quanto riguarda le precedenti stesure, lucida e brillante, questo gel serve a conferire una buona finitura al lavoro eseguito.</p>
<p>Questo almeno per quanto riguarda le tipologie di gel basilari per eseguire un buon lavoro. Molto conosciuti risultano essere prodotti come il <strong>French gel</strong>, gel colorato e con brillantini (<em>glitter</em>) per poter eseguire tutta una serie di lavorazioni particolari e più o meno complesse per quanto riguarda il disegno ed il vero e proprio stile <em>nail art</em> che ovviamente dipende dalla bravura del grado di preparazione di chi che esegue il lavoro.</p>
<p>Il gel può essere monofase o trifase: <strong>gel monofase</strong> se si tratta di un unico prodotto che non necessita di precedente preparatore specifico per l&#8217;aderenza, in questo caso il prodotto racchiude in sé le tre tipologie sopra elencate, ovvero basilare, modellante, sigillante.</p>
<p><strong>Gel trifase</strong> che consiste specificamente nell&#8217;utilizzare le tre tipologie di gel che stiamo discutendo.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tips_e_cartine">Tips e cartine</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le <strong>tips</strong> sostanzialmente sono appendici, protesi se preferite, in materiale plastico e vengono solitamente utilizzate quando è necessario allungare l&#8217;unghia, mentre le <strong>cartine</strong> trovano un impiego più logico quando le unghie devono essere in piccola misura <em>ricostruite</em>, esempio con l&#8217;aggiunta di angoli.</p>
<p>Le <em>cartine</em> sono utilizzate in gran parte per eseguire piccoli lavori di restauro al fine di non sprecare le <em>tips</em>, tuttavia non è assolutamente tassativo in quanto dipende dalle abitudini dettate dall&#8217;esperienza dell&#8217;<strong>onicotecnica</strong> che esegue il lavoro, e che deve valutare con attenzione e logica come dev&#8217;essere eseguito gli ordini lavoro offrendo contemporaneamente il miglior prezzo al cliente.</p>
<p>Le cartine usa e getta risultano essere più malleabili rispetto a quelle realizzate in teflon od in altri materiali rigidi, tuttavia anche in questo caso non bisogna farsi confondere in quanto è sempre l&#8217;esperienza e la capacità dell&#8217;onicotecnica a fare la differenza.</p>
<p>Le <strong>nail form</strong> metallizzate sono più indicate per essere meglio compatibili con materiali acrilici e comunque gel non particolarmente ricchi di pigmento, mentre le trapsarenti risultano essere particolarmente indicate per il gel.
</p>
<h3>&#9658; <a id="nail_art">Nail art</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La <strong>nail art</strong> consiste dunque nell&#8217;intero procedimento che prevede la ricostruzione dell&#8217;unghia artificiale e la decorazione, procedimento che si intende a partire dalla scelta dei prodotti più idonei non solo per quanto riguarda la buona riuscita del lavoro, bensì anche per una completa anallergicità della cliente.</p>
<p>Quindi sono l&#8217;esperienza, la capacità, la creatività e la fantasia dell&#8217;onicotecnica che possono sbizzarrirsi nel disegnare sulle unghie, delle mani o dei piedi, i soggetti più disparati in tema magari con la stagione pure con il look della cliente, e per sempre il buon gusto a fare la differenza.</p>
<p>Le decorazioni comunque dovrebbero sempre risultare lavori ben eseguiti, che vadano a mettere in risalto le unghie, farle diventare vero e proprio elemento ornamentale della persona.</p>
<p>Ottima salute dell&#8217;unghia, aspetto lucido ed elegante magari con un tocco finale di smalto (top coat). Che sia <em>manicure</em> o <em>pedicure</em>.</p>
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		<title>Demolizioni edili</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 10:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Le demolizioni edili controllate non hanno nulla in comune con la parola distruggere. Al contrario, quando si rendono necessarie, è opportuno mettere in pratica la stessa cura e meticolosità usate nel costruire. La tecnologia oggi, è in grado di fornire un supporto importante nelle tecniche di demolizione, che vadano esse ad implicare abbattimenti totali o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>demolizioni edili controllate</strong> non hanno nulla in comune con la parola <em>distruggere</em>.<br />
Al contrario, quando si rendono necessarie, è opportuno mettere in pratica la stessa cura e meticolosità usate nel <em>costruire</em>.<br />
La tecnologia oggi, è in grado di fornire un supporto importante nelle tecniche di <strong>demolizione</strong>, che vadano esse ad implicare abbattimenti totali o parziali di una struttura.</p>
<p><span id="more-259"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#taglio_cemento_armato">Taglio cemento armato</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#taglio_disco">Taglio a disco</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#taglio_filo">Taglio a filo</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#carotaggi">Carotaggi</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#micropali">Micropali</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tiranti_ancoraggi">Tiranti e ancoraggi</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#esplosivo">Demolizioni con esplosivo</a></h2>
<p>
È necessario effettuare una serie di studi e progetti prima di procedere, in particolar modo quando si deve operare in condizioni di potenziale rischio per le strutture adiacenti che non devono essere coinvolte e per l’ambiente circostante.<br />
Si può rendere necessario quindi, effettuare prelievi idrogeologici e studiare la conformazione del terreno, avvalendosi della collaborazione di geologi per capire come poter operare nella massima sicurezza.<br />
In caso di demolizioni <em>totali</em>, queste non devono deturpare né disturbare o danneggiare l’ambiente che circonda la struttura da abbattere, mentre nel caso di demolizioni <em>parziali</em> è imperativo procedere in maniera che la struttura non venga intaccata ma possa rimanere solida e sicura anche quando la demolizione parziale è terminata.<br />
Tra le tecniche utilizzate dalle aziende che si occupano di <strong>demolizioni edili</strong>, esistono differenti metodologie di lavoro, non tutte necessariamente atte a demolire:<br />
&#8594; il <strong>taglio del cemento armato</strong>, che si rende utile negli abbattimenti totali o parziali di una struttura<br />
&#8594; il <strong>taglio in roccia</strong><br />
&#8594; i <strong>carotaggi ed i micropali</strong>: possono essere utilizzati anche per prelievi idrogeologici o per creare idonee allocazioni per<br />
&#8594; i <strong>tiranti e gli ancoraggi</strong>, che possono essere <strong>provvisori</strong> o <strong>permanenti</strong>.<br />
Che sia necessario abbattere una parete, od una intera struttura, è ovviamente necessario rivolgersi ad <strong>aziende specializzate</strong>.<br />
Le demolizioni controllate presentano numerosi vantaggi rispetto alle <em>tradizionali</em> demolizioni a percussione:<br />
&#8594; drastica diminuzione della rumorosità<br />
&#8594; si supera il problema dell’inquinamento delle polveri;<br />
&#8594; si rende possibile procedere in modo <em>controllato</em> e graduale all’abbattimento del calcestruzzo ed altre struttre particolarmente armate;<br />
&#8594; assenza di vibrazioni che potrebbero intaccare la struttura circostante;<br />
&#8594; la finitura dei tagli permette di raggiungere elevata precisione;<br />
&#8594; riduzione dei costi grazie ad interventi mirati e selettivi.
</p>
<h3>&#9658; <a id="taglio_cemento_armato">Taglio cemento armato</a></h3>
<p>
Il <strong>taglio del cemento armato</strong> si può rendere necessario per molteplici motivazioni.<br />
Ad esempio, ogni qualvolta si debba intervenire solo in modo <em>parziale</em> sulla struttura.<br />
La correzione di errori dovuti ad una mancanza nel progetto, oppure modificare, ad edifico costruito, il progetto stesso.<br />
Ristrutturare ed ampliare strutture di cemento <em>più</em> o <em>meno</em> <strong>armato</strong>.<br />
Un intero edificio, un cantiere, un capannone, un immobile commerciale o industriale, in quelle situazioni in cui sia necessario intervenire in modo parziale.<br />
In questi casi è <strong>imperativo</strong> agire in modo che la struttura su cui si opera, struttura che mantiene integra la stbilità della costruzione, rimanga intatta, non venga in alcuna misura intaccata nel processo di lavorazione.<br />
In maniera contraria, intervenendo in modo errato, si rischierebbe la stabilità della costruzione su cui si opera.<br />
Attraverso il <em><strong>taglio del cemento</strong></em>, risulta possibile intervenire in modo mirato, ottimale, senza provocare danno alcuno alla struttura, alla sua stessa <strong>preziosa</strong> integrità, e senza inquinare o disturbare l’ambiente circostante la struttura su cui si interviene.<br />
Il <strong>taglio del cemento</strong> infatti, si presenta come una delle tecniche principali nel campo delle <strong>demolizioni edili controllate</strong>.<br />
Si può fare affidamento sul <strong>taglio a filo diamantato</strong> oppure a <strong>disco</strong>.<br />
Entrambe le tecniche consentono un’elevata precisione di intervento, anche su <strong>calcestruzzo o roccia</strong>, il tutto con esecuzioni veloci e difficilmente gestibili diversamente.<br />
Queste tecniche, oltre che permettere di intervenire in tempi rapidi, permettono la gestione da parte di pochissimi operatori specializzati, riducendo i costi di lavorazione.<br />
In alcuni casi non si rende nemmeno necessario sospendere le attività produttive ove si effettuano interventi su di una struttura con le tecniche di <strong>taglio</strong>, ma se questo non fosse possibile si rende comunque <em>sempre importante</em> da parte degli operatori agire nel modo più ecologico possibile nel rispetto dell’ambiente.
</p>
<h3>&#9658; <a id="taglio_disco">Taglio a disco</a></h3>
<p>
Il taglio a disco diamantato si rende possibile grazie ad uno speciale utensile:<br />
- <em><strong>disco di acciaio</strong></em> -<br />
dotato di piccole placche composte <em>da polvere di diamante e metallo</em>, unite alla corona con uno specifico processo di saldatura.<br />
Il <em><strong>disco</strong></em> può essere di molteplici tipologie e di diametro e spessore differenti, in base all’impiego cui viene destinato.<br />
Anche con il <em>taglio a disco</em>, è possibile raggiungere una totale assenza di vibrazioni trasmesse alla struttura su cui si opera, ed attraverso mirati sistemi ad acqua l’abbattimento delle polveri create dalla lavorazione.<br />
La <em>precisione</em> di intervento, la <em>pulizia</em> nell’impiego, e la <em>velocità</em> di operazione, sono indubbi vantaggi nell’utilizzo di questa tecnica.<br />
Il <em><strong>taglio con disco diamantato</strong></em> può essere eseguito su calcestruzzo, cementi più o meno armati, granito, roccia, mattoni pieni o forati che siano, marmo, conglomerati cementizi, pomice, laterizi, alcune pietre naturali e altri composti edilizi.<br />
L’operazione del taglio, viene svolta in modo sequenziale, progressivo, in base alla profondità da raggiungere ed ai tempi stabiliti a secondo del quantitativo del lavoro di abbattimento, anche giornaliero, che si desidera ottenere.<br />
Questa evoluta <strong>tecnica di demolizione controllata</strong>, si rivela utile non solo su strutture di <strong>cemento armato e roccia</strong>, ma anche in tagli di murature, tracciati stradali, altresì su circuiti, piste di decollo e di atteraggio, ponti, selciati, pavimentazioni, scale, canali, pilastri, pali, travi, apertura di spazi in murature, ed altro ancora.<br />
Le modalità e le possibilità di utilizzo risultano molteplici.<br />
Il <em><strong>diamante</strong></em> ha dalla sua la peculiarità di una durezza e resistenza non comuni alle sollecitazioni.<br />
Gli utensili quindi che lo impiegano, acquistano le stesse proprietà, rendendo verosimile il taglio dei materiali anche più ostici, impensabile senza gli appositi e mirati <em>utensili diamantati.</em><br />
La rapidità di impiego e l’ elevata efficienza raggiungibile da questi utensili, rende plausibile eludere ogni forma di percussione pneumatica, evitando drasticamente rumore e soprattutto vibrazioni che risulterebbero senza dubbio deleterie alla struttura su cui si opera.
</p>
<h3>&#9658; <a id="taglio_filo">Taglio a filo</a></h3>
<p>
<strong>Il taglio a filo diamantato</strong> è una tecnica che permette di intervenire anche su cemento molto armato (calcestruzzo), anche quando siano presenti elevate parti in ferro della struttura su cui si opera.<br />
Qualsiasi tipo di materiale edile, che spazia dai mattoni, pieni o forati, al calcestruzzo particolarmente armato, possono essere tagliati, anche la pietra, ed anche dove siano presenti strutture ferrose o comunque metalliche.<br />
Strutture di qualsivoglia forma e dimensioni, senza limite alcuno di spessore delle pareti, attraverso il <em>taglio a filo diamantato</em> risulta possibile tagliare sia in verticale che in orizzontale.<br />
Grazie al <em>filo diamantato</em> infatti, che è un cavo di acciaio che risulta ricoperto di piccole sfere diamantate, di diametro che può variare in base all’utilizzo mirato, selettivo e specifico del filo stesso, risulta possibile operare tranquillamente in molteplici situazioni e nelle più disparate strutture.<br />
Aperture di porte o finestre in pareti, tagli parziali o totali di muratura, pilastri, ponti o parti di essi, dighe, pavimentazioni, pali, canali, condutture, tubi, zone di transito, strutture sommerse, caveaux blindati persino.<br />
La tecnica adottata con il <strong>taglio a filo diamantato</strong> rende possibile intervenire praticamente ovunque, ed ovunque vi sia la necessità di rispettare l’ambiente adiacente quello di lavorazione.<br />
Attraverso macchinari supportati da congegni tecnologici avanzati, è <strong>ragionevole ed attendibile</strong> lavorare nel pieno rispetto ecologico dell’ambiente, senza deturpare né il territorio né il paesaggio.<br />
Il <em>filo diamantato</em> risulta <strong>utensile</strong> di elevata flessibilità in complesse e diversificate modalità di impiego, in poliedriche condizioni.<br />
Abbattimento delle soglie di rumore, assenza di vibrazioni, drastica riduzione delle polveri prodotte grazie a specifici sistemi ad acqua, rendono fattibile un intervento anche in zone ambientali che risultano particolarmente critiche.
</p>
<h3>&#9658; <a id="carotaggi">Carotaggi</a></h3>
<p>
<strong>I carotaggi</strong> si rendono possibili grazie a <strong>perforazioni</strong> con apposite macchine, idrauliche od elettriche.<br />
Anche in questo caso l’utilizzo del <em>diamante</em> industriale trova giusta collocazione.<br />
Le <em>corone diamantate</em>, sono montate su tubi, che possono presentare differente diametro e spessore.<br />
Gli <em>utensili diamantati</em>, che offrono una notevole resistenza e sopportano tranquillamente anche temperature particolarmente elevate, vengono raffreddati mediante sistemi ad acqua od aria.<br />
Le <em><strong>macchine perforatrici</strong></em> ricavano dal diamante la capacità di eseguire perforazioni anche profonde, e riescono a forare calcestruzzi particolarmente armati di consistente spessore.<br />
I <strong>carotaggi</strong> praticamente, eseguono delle <em>fresature</em> vere e proprie nelle pareti o terreni cui viene applicata questa tecnica.<br />
L’assenza di vibrazioni durante la perforazione rappresenta un notevole vantaggio, potendo contare su di una velocità di esecuzione grazie alla tecnologia che supporta le <strong>macchine carotatrici.</strong><br />
Precisione degli interventi, realizzazione di canali calibrati, particolari asole richieste per motivi tecnici, sono solo alcuni dei risultati che si possono ottenere.<br />
Riuscire ad ottenere precisi fori di diverso diametro, in pareti di differente spessore e <em>armatura</em>, è una tecnica che ha richiesto anni di esperienza alle aziende specializzate che si occupano di <em><strong>demolizioni edili controllate</strong></em>.<br />
La tecnica del <em><strong>carotaggio</strong></em> è in grado di dare soluzione a complessità di intervento con risultati difficilmente raggiungibili altrimenti.<br />
È cura e dovere degli operatori lavorare in modo da rispettare appieno l’ecologia dell’ambiente, oltre salvaguardare non solo la struttura in cui si opera, ma bensì anche quella adiacente alla zona di intervento.<br />
La tecnica del <strong>carotaggio</strong> trova rimedio a diverse situazioni, creando idonee cavità dove alloggiare impianti elettrici, idraulici, tubi del metano, condotti di aerazione e ventilazione, tubazioni in genere, colonne di rinforzo della struttura, fori di osservazione e di controllo di costruzioni, di sottosuolo, per prelievi idrogeologici, ed altre esigenze specifiche.
</p>
<h3>&#9658; <a id="micropali">Micropali</a></h3>
<p>
<strong>I micropali</strong> vengono impiegati dopo avere ovviamente terminato il lavoro di perforazione con il <strong>carotaggio</strong>.<br />
La collocazione dei <strong>micropali</strong> trova utilità in molteplici utilizzi: rinforzi di struttura per stabilizzare le fondamenta, o le sottofondazioni.<br />
Possono essere impegati per diventare <em>tubi di sfogo</em> di infiltrazioni, in gallerie ad esempio.<br />
Ancora possono venire utilizzati al fine di ristabilire e risanare le strutture di ponti, condotti, momumenti, riportare il corretto equilibrio di un pendìo o di un terreno non livellato, ridurre cedimenti di strutture portanti, e su qualsiasi altro tipo di conglomerato cementizio.<br />
L’allocazione idonea per i <strong>micropali</strong> può altresì realizzarsi, oltre che con i <strong>carotaggi</strong>, con speciali trivelle o scavi ottenuti con una benna.<br />
In differenti tipologie di terreno anche con strati rocciosi.<br />
Possono essere <em>sistemati</em> in verticale od obliqui andando quando utile a formare una sorta di <em>reticolo</em>, in base alle specifiche esigenze della struttura da supportare, ed offrono un ingombro ridotto portando il minor disturbo possibile al terreno ed alle strutture <em>ospitanti</em>.<br />
Trovano giusta utilità anche nei cantieri, per offrire sicurezza alla protezione necessaria durante gli scavi.<br />
I micropali vengono riempiti con miscele cementizie, con calcestruzzo semplice o armato, dopo avvere ottenuto la rimozione del terreno, e possono essere impiegati anche nel particolare tipo di struttura verticale denominata <em>berlinese</em>, dove i tubi di acciaio riempiti e saldati al terreno, vanno a sostenere la struttura.<br />
La specializzazione ed il perfezionamento raggiunto da queste tecniche di lavorazione edilizia, frutto di anni di lavoro e competenza da parte delle aziende specializzate e della loro collaborazione con progettisti, ha reso possibile anche l’utilizzo di <strong>micropali</strong> di diametro particolarmente ridotto, sfruttabili nelle più disparate, selettive e mirate necessità.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tiranti_ancoraggi">Tiranti e ancoraggi</a></h3>
<p>
<strong>I tiranti di ancoraggio</strong> sono <em>elementi facenti parte della struttura</em>, attivi in trazione, possono essere impiegati per dare stabilità a strutture, anche rocciose, o per legare al suolo pareti atte al sostegno.<br />
La loro opera è quella di supportare e rendere maggiormente sicura la struttura, andando a <em>spostare</em> il carico portante in zone più consone a tollerare sollecitazioni.<br />
I <strong>tiranti di ancoraggio</strong> sono resi possibili grazie a quella strumentazione compresa nella <em>piccola perforazione</em>.<br />
Questa efficienza che li contraddistingue, si ottiene con il mirato utilizzo di tecniche di iniezione.<br />
L’evoluzione di questa tecnologia ed il perfezionamento dei materiali impiegati nell’edilizia, hanno permesso la conoscenza di ampie prospettive di sviluppo ed una rimarchevole diversificazione nelle tipologie di impiego.<br />
I tiranti possono essere <em>provvisori</em>, il cui utilizzo è da esaurire in un periodo di tempo prestabilito prima dell’inizio dei lavori.<br />
Discorso diverso per i <em>tiranti permanenti</em>, il cui impiego deve risultare pertinente per un arco di tempo pari all’intera durata della struttura in cui vengono posti.<br />
L’armatura dei tiranti viene saldata al terreno con l’utilizzo di mirate e speciali iniezioni di miscele cementizie.<br />
Prima di intervenire con la messa in opera dei lavori, è tassativo da parte delle aziende specializzate valutare una attenta analisi del terreno in cui si ha intenzione di posizionare gli <strong>ancoraggi</strong>.<br />
Dal momento che nella zona adiacente l’ancoraggio possono essere riscontrate particolari condizioni idrogeologiche, dovute queste al passaggio di acqua sotterranea o superficiale, oppure acqua corrente o stagnante, onde evitare pericoli di deterioramento con conseguente sgretolazione del terreno, si rende <strong>imperativo</strong> il preventivo controllo del terreno in cui intervenire da parte di <strong>specialisti</strong> del settore.<br />
Solo attraverso la giusta collaborazione in cui i professionisti non escono dalle proprie competenze, si rende fattibile il conseguimento di un importante risultato.
</p>
<h3>&#9658; <a id="esplosivo">Demolizioni con esplosivo</a></h3>
<p>
<strong>La demolizione con esplosivo</strong> richiede una perizia ed una precisione nella sua esecuzione, che non può lasciare spazio nemmeno al più piccolo errore, sia in termini di calcolo e di pianificazione, che in termini di operatività.<br />
Come per qualsiasi altra tecnica di <strong>demolizione controllata</strong> ovviamente;<br />
ma con questa specifica tecnica di demolizione c’è di mezzo l’esplosivo.<br />
La verità è che però ad oggi, si sono raggiunti risultati davvero sorprendenti attraverso il suo utilizzo.<br />
In particolar modo quando si lavora con l’esplosivo si rende necessario procedere preventivamente ad accurati controlli ed eventuali bonifiche ambientali della costruzione da demolire.<br />
Materiale infiammabile ad esempio, od inquinante, andrebbe a compromettere seriamente l’esito del risultato ottenuto dalla demolizione;<br />
potrebbero scaturire situazioni davvero pericolose da gestire.<br />
Una volta resa “sicura” la struttura da abbattere, entra in gioco uno studio meticoloso che coinvolge architetti, ingegneri, esperti di esplosivo, ed operatori.<br />
La forma di un edificio, la sua collocazione rispetto ad altre strutture adiacenti, le misure della struttura da demolire rispetto alle misure delle strutture vicine che non devono subìre alcun danno.<br />
Questi sono solo alcuni degli aspetti cui è necessario tenere conto.<br />
Occorre preventivare da parte degli esperti quale sia l’impatto dell’esplosivo sulla struttura da demolire, impatto che deve essere <strong>calibrato</strong> senza distruggere nulla di meno e nulla di più di quanto preventivato.<br />
Il posizionamento delle cariche esplosive deve essere studiato <em>su misura</em>, per arrivare all’impatto cui sopra, ma dovendo garantire un assoluto coefficiente di sicurezza.<br />
Occorre valutare da parte degli addetti ai lavori, lo stato e la stabilità della struttura de demolire, optando quando è possibile per una <em>caduta</em> laterale della struttura, oppure procedere con una implosione, avendo garanzie che le cariche esplosive siano sufficienti a far crollare su se stessa la struttura da demolire senza intaccare la sicurezza degli edifici adiacenti.<br />
L’innesto delle microcariche esplosive e la conseguente implosione deve essere sequenziale e programmata, per poter procedere in maniera efficace e sicura alla demolizione.</p>
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		<title>Medie mobili</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 09:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Le medie mobili, di cui avrete senza dubbio sentito parlare, possono considerarsi uno dei migliori strumenti che l’analisi tecnica mette a disposizione per operare nel trading on line. Una media mobile non fa altro che andare a calcolare il prezzo medio di una azione su un periodo di tot giorni. &#9830; Stop loss &#9830; Take [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>medie mobili</strong>, di cui avrete senza dubbio sentito parlare, possono considerarsi uno dei migliori strumenti che l’<a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/analisi-tecnica.html" title="Analisi tecnica"><strong>analisi tecnica</strong></a> mette a disposizione per operare nel trading on line.<br />
Una media mobile non fa altro che andare a calcolare il prezzo medio di una azione su un periodo di <em>tot</em> giorni.</p>
<p><span id="more-272"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#stop_loss">Stop loss</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#take_profit">Take profit</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#oscillatori">Gli oscillatori</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#relative_strength_index">Relative strength index</a></h2>
<p>
Per fare questo non occorre altro che sommare la quotazione del titolo degli ultimi sette giorni ad esempio, il risultato lo divideremo per sette ed avremo la <strong>media mobile</strong> su un breve periodo, sette giorni appunto.<br />
È ovvio che nello studio del grafico, la media mobile citata nell’esempio prenderà inizio dall’ottavo giorno del periodo di tempo che abbiamo deciso di studiare, in questo caso 7 giorni.<br />
In genere, ma non è certo vincolante, si fa affidamento sul <strong>prezzo di chiusura</strong> di un determinato titolo.<br />
Nessuno però ci impedisce di studiare il titolo in base al suo prezzo di apertura, o del picco massimo o minimo toccato durante la sessione di contrattazione.<br />
Applicando più medie mobili nello studiare il grafico, possiamo scoprire particolari davvero interessanti.<br />
Due medie mobili, vanno più che bene per cominciare, mai complicarsi la vita.<br />
Poniamo ad esempio di prendere in considerazione lo studio grafico di un titolo nel corso di sei mesi basandoci sul suo prezzo di chiusura:<br />
applichiamo una media mobile a 5 giorni, ed una seconda a 20 giorni<br />
(che equivalgono rispettivamente ad una settimana di contrattazione la prima ed un mese la seconda).<br />
Guardiamo ora il <strong>grafico</strong> di un titolo su un periodo di sei mesi, con le medie mobili a 5 e 20 giorni applicate.</p>
<p><a href="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/medie-mobili.jpg"><img src="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/medie-mobili.jpg" alt="" title="Medie mobili" width="728" height="497" class="alignnone size-full wp-image-528" alt="Grafico medie mobili" /></a></p>
<p>La trend line di colore <strong>nero</strong> rappresenta l’andamento del titolo calcolato in questo caso sul prezzo di chiusura.<br />
La linea di colore <strong>blu</strong> è la <strong>media mobile</strong> calcolata su 5 giorni.<br />
E la linea di colore <strong>verde</strong> è la <strong>media mobile</strong> calcolata su 20 giorni.<br />
Come si può ben notare, quando il titolo (linea nera) è in rialzo, la media mobile di <strong>breve periodo</strong> (linea blu), è posizionata al di sopra della media mobile di <strong>lungo periodo</strong> (linea verde).<br />
Al contrario, quando il trend del titolo è in ribasso, la media mobile a lungo periodo si va a posizionare sopra quella di breve periodo.<br />
Gli incroci sul grafico delle medie mobili vengono chiamati <strong>golden cross</strong> (quando la media mobile a breve periodo perfora quella a lungo periodo ed inizia il trend rialzista), e <strong>devil cross</strong> (quando avviene l’opposto, la media mobile a lungo periodo perfora quella di breve periodo dando vita ad un trend al ribasso).<br />
Attraverso questa semplicissima analisi, che tutti sono in grado di fare, è possibile stabilire, quando è il momento di comperare un titolo, quando cioè ha iniziato un trend al rialzo.<br />
Piacerebbe a tutti comperare appena un titolo inizia a salire e venderlo appena inizia a scendere, ma lasciamo perdere i giochi di prestigio, la borsa può già considerarsi complessa di suo senza volersi complicare ulteriormente la vita.<br />
L’unico obiettivo di chi investe denaro in borsa, è di guadagnare denaro dall’investimento eseguito.<br />
È bene imparare ad accontentarsi di quelli che possono sembrare piccoli risultati, ma facendo due conti ci rendiamo conto che può anche valerne la pena.
</p>
<h3>&#9658; <a id="stop_loss">Stop loss</a></h3>
<p>
Gli <strong>stop loss</strong> possono rivelarsi utili strumenti per non perdere inutilmente denaro quando si investe in borsa.<br />
Come funziona lo stop loss?<br />
Potrebbe essere sufficiente, tanto per comprendere meglio di cosa si tratta, applicare il nostro buon senso quando acquistiamo un titolo.<br />
Nessuno al mondo ci potrà mai assicurare se abbiamo fatto la scelta giusta acquistando un determinato titolo: da come si evolve il mercato azionario immediatamente dopo l’acquisto, capiremo ben presto se avremo fatto la scelta giusta oppure no.<br />
Chiaro come la luce del sole che si acquista un titolo perchè si hanno motivazioni, più o meno valide, che il titolo in questione debba salire di quotazione.<br />
Ma potrebbe anche scendere.<br />
Allora ecco il buon senso: compro il titolo <strong>X</strong> al prezzo di 10 e se invece di iniziare a salire il prezzo del titolo <strong>X</strong> inizia a scendere, io sono disposto a perdere fino a 9,5 poi vendo, accada quel che accada.<br />
Abbiamo applicato un rudimentale quanto efficace stop loss.<br />
Abbiamo stabilito <strong>prima</strong> di acquistare il titolo <strong>X</strong> quanto denaro siamo disposti a perdere.<br />
Ed è così che si deve fare, perchè sbagliare previsione su di un titolo è cosa che può accadere, niente di grave, si punta su altri titoli.<br />
Ma risulta essenziale limitare le perdite, se abbiamo intenzione di trarre profitti.<br />
Naturalmente esistono metodi più logici e sofisticati per applicare uno <strong>stop loss</strong> con cognizione di causa.<br />
Ad esempio potremmo stabilire, prima di acquistare un determinato titolo, qual’è il supporto più affidabile quando ci accingiamo a <a href="http://www.guida-acquisti.com/analisi-tecnica/index.html#studiare_grafico"><strong>studiare il grafico</strong></a>.<br />
Prendiamo un momento in esame, tanto per fare un semplice esempio, il <a href="http://www.guida-acquisti.com/images/immagine-grafico-lineare.html"><strong>grafico</strong></a>.<br />
La retta che parte dal punto contrassegnato con <strong>A</strong> si dimostra senza dubbio un buon supporto, affidabile.<br />
Quindi se dovessimo acquistare il titolo ipotetico rappresentato dal grafico, potremmo avere già un’idea: se il titolo dovesse perforare il supporto non sarebbe davvero opportuno, ma bensì pericoloso, continuare a tenere il titolo perseverando nell’errore.<br />
Inutile perdersi in ripensamenti: quando stabiliamo uno <strong>stop loss</strong> quello deve essere se il titolo scende di quotazione, vendiamo, punto e a capo.<br />
Naturalmente, esistono software in grado di fare tutto il lavoro: noi dovremo solo impostare i parametri desiderati, in base anche a quanto siamo disposti a perdere su di un titolo, indipendentemente da un supporto oppure no.<br />
La cosa importante quando si sceglie di adottare una strategia, dopo avere fatto le dovute sperimentazioni, è di seguirla senza esitare.<br />
Il nostro buon senso può fare la differenza.
</p>
<h3>&#9658; <a id="take_profit">Take Profit</a></h3>
<p>
Al contrario dello <strong>stop loss</strong>, il <strong>take profit</strong> serve per mettere al <em>riparo</em> i nostri profitti.<br />
Molto spesso, quando si ha la buona intuizione di acquistare un titolo che sale di prezzo, saremmo tentati dal non venderlo nella speranza che possa continuare a salire nella quotazione.<br />
Così come gli <strong>stop loss</strong> ci mettono al riparo da eventuali perdite, mai opportune, il <strong>take profit</strong> può rivelarsi utile nei confronti della nostra emotività, che ci spingerebbe magari a rimanere in possesso di un determinato titolo fino a quando non siamo riusciti a capitalizzare il più possibile il nostro investimento.<br />
Lasciamo perdere i giochi di prestigio: dobbiamo al contrario acquisire la necessaria disciplina nell&#8217;’accontentarci di un buon profitto senza correre rischi inutili.<br />
Facciamo un esempio: acquistiamo il solito ipotetico titolo diciamo a 10.<br />
Abbiamo indicazioni per cui il titolo debba salire, altrimenti non lo compreremmo. È però praticamente impossibile che sia destinato a salire in eterno.<br />
Allora, quando vendere?<br />
Possiamo ricavare diverse indicazioni sul come e sul quando.<br />
Tanto per cominciare, non dimentichiamo le <strong>medie mobili</strong>; compra sul <strong>golden cross</strong> e vendi sul <strong>devil cross</strong>.<br />
Il <em>devil cross</em> è già di suo un <strong>take profit</strong>.<br />
Risulta essere un inequivocabile e sensato segnale sul <strong>quando</strong> vendere, al contrario ovviamente del <em>golden cross</em> che ci indica quando è il momento di acquistare.<br />
Un’altra valida indicazione su come impostare il take profit è in base alla <em>resistenza</em> che presenta il <a href="http://www.guida-acquisti.com/images/immagine-grafico-lineare.html"><strong>grafico</strong></a>.<br />
Se acquistiamo ad esempio nel punto contrassegnato con <strong>A</strong> è opportuno pensare che se il titolo sale ed il nostro acquisto si rivela azzeccato, non può certo superare con estrema facilità le rette che fungono da <strong>resistenze</strong> (sopra il prezzo) e da <strong>supporti</strong> (sotto il prezzo).<br />
Sia il <strong>take profit</strong> che lo <strong>stop loss</strong> li dobbiamo rendere <em>adattativi</em>: via via che il prezzo sale, faremo salire anche lo stop:<br />
Se abbiamo acquistato a 10 con stop a 9,5 ed il prezzo è arrivato a 11 lo stop lo possiamo portare a 10,5 ad esempio.<br />
Anche per impostare il take profit possiamo utilizzare sofwtare cui dobbiamo solo impostare i parametri desiderati.<br />
Per proteggere il profitto è indispensabile diventare capaci di accontentarsi anche di un piccolo guadagno acquisito.<br />
Acquistando a <strong>10</strong> con stop a 9,8 siamo disposti a perdere il 2% e con un take profit a 11 potremmo guadagnare il 10% che non è certo poco.<br />
Se l’acquisto si rivela azzeccato ed il prezzo inizia a salire, spostiamo verso l’alto lo stop loss per mettere al riparo i guadagni acquisiti.
</p>
<h3>&#9658; <a id="oscillatori">Gli oscillatori</a></h3>
<p>
Gli <strong>oscillatori</strong> si rivelano essere degli utili <strong>indicatori</strong> nell’applicazione dell’<a href="http://www.guida-acquisti.com/analisi-tecnica/index.html"><strong>analisi tecnica</strong></a>.<br />
Questi preziosi strumenti vengono applicati tenendo conto dell’andamento dei prezzi di un determinato titolo e della quantità dei volumi trattati, fornendo indicazioni sulla <strong>oscillazione</strong> dei prezzi, dei volumi, o entrambi i parametri insieme, facendo scaturire su di un grafico un’analisi comparativa dei prezzi e dei volumi.<br />
Gli <strong>oscillatori</strong> risultano essere parte integrante del trading, attraverso una tecnica che si basa su software e parametri impostati al computer, facendo affidamento su dati statistici.<br />
La tecnica che viene denominata <strong>system trading</strong> non è altro che un modo di fare trading affidandosi ad un software appositamente studiato per lo scopo.<br />
I parametri da stabilire come riferimento nel software sono quelli che hanno dimostrato maggior affidabilità nel corso del tempo.<br />
Se poi dovessimo riscontrare errori, armiamoci di pazienza, ed eseguiamo altre ricerche utili a stabilire quali possano essere nuovi parametri cui fare affidamento.<br />
Infatti, con il <em>trading system</em> dovremo fidarci di quello che indica il software; software a cui noi avremo impostato determinati parametri su cui lavorare i dati di un determinato titolo invece che un altro.<br />
Se i parametri forniscono buoni risultati nel tempo, ovvio che dovremo <em>seguire</em> quelle che saranno le indicazioni scaturite dal trading system.<br />
Metodi infallibili per guadagnare soldi in borsa, non ne esistono.<br />
Inoltre, molto spesso, la nostra emotività può giocare brutti scherzi, facendoci prendere decisioni che possono rivelarsi errate in un futuro molto prossimo al momento in cui si è presa la decisione.<br />
Osservando ad esempio brusche oscillazioni di prezzo su di un titolo in cui abbiamo investito denaro, il nostro stato emotivo del momento ci può dettare di vendere subito invece che di comprare.<br />
Il trading system invece, è in grado di dare dei <em>segnali</em> basati sulla statistica, sui numeri, non sull’emotività.<br />
Avendo stabilito dei parametri che giudichiamo buoni, il trading system non fa altro che indicare quando comprare e quando vendere.<br />
Come spiegato a proposito delle <strong>medie mobili</strong> ad esempio: comperiamo sui <em>golden cross</em> e vendiamo sui <em>devil cross</em>, affidandoci alle medie mobili che abbiamo deciso di adottare.<br />
Solo sperimentando, e studiando i dati storici che abbiamo a disposizione possiamo trovare quelle che possono essere le giuste indicazioni per fare trading: e gli oscillatori ci aiutano in questo.
</p>
<h3>&#9658; <a id="relative_strength_index">Relative strength index</a></h3>
<p>
L’indicatore di forza relativa, <strong>Relative strength indicator</strong> per l’appunto, è uno degli <strong>oscillatori</strong> che si rivelano molto utili nell’<a href="http://www.guida-acquisti.com/analisi-tecnica/index.html"><strong>analisi tecnica</strong></a>.<br />
Questo strumento, è stato pensato ed introdotto da <em>Welles Wilder</em> nel 1978.<br />
Come funziona?<br />
Questo indicatore, si muove con una oscillazione che può variare da O a 100, permettendo una comparazione con il prezzo del titolo in esame, una volta impostati alcuni parametri.<br />
Come prima cosa si rende necessario decidere su quanti giorni, o settimane o mesi, vogliamo far lavorare il <em>relative strength index</em>.<br />
Questo parametro è denominato <strong>periodo</strong>, facilmente intuibile il perchè, non è altro che lo spazio di tempo che decidiamo di prendere in esame.<br />
Facciamo un esempio, dove il periodo è relativo agli ultimi <strong>14</strong> giorni di un determinato titolo.<br />
Ipotizziamo che il titolo in questione negli ultimi 14 giorni, considerando ovviamente il prezzo di chiusura, ha avuto:<br />
<strong>9</strong> rialzi e <strong>5</strong> ribassi. Come si calcola la forza del titolo?<br />
<strong>RSI = 100 &#8211; 100 / (1 + Rs)</strong> dove <strong>Rs = 9 / 5</strong><br />
Rs è il numero di <strong>rialzi</strong> <em>diviso</em> il numero di <strong>ribassi</strong>, ed in questo esempio abbiamo stabilito <strong>9</strong> rialzi e <strong>5</strong> ribassi, quindi: <strong>9 / 5 = 1,8</strong> allora <strong>Rs = 1,8</strong>.<br />
<strong>RSI = 100 &#8211; 100 / (1 + 1,8) = 64</strong><br />
I decimali possiamo anche lasciarli perdere ed arrotondare all’intero più vicino.<br />
Per fugare ogni dubbio, soprattutto per chi si avvicina a questo tipo di strumento per la prima volta, chiariamo bene come abbiamo ottenuto il risultato prima di proseguire.<br />
Non si tratta altro che di una semplice espressione, ed andando a dividere 100 per 2,8 otteniamo 35,714. Diciamo 36.<br />
Andiamo a sottrarre <strong>36</strong> a <strong>100</strong> e otteniamo <strong>64</strong>.<br />
Abbiamo detto che il <strong>relative strength index</strong> (Rsi) oscilla tra 0 e 100. Il risultato ottenuto dagli ultimi 14 giorni che abbiamo preso in esame corrisponde a <strong>64</strong>.<br />
Realizzando un grafico dove si prendono in esame, di giorno in giorno, i 14 risultati precedenti,  potremo ottenere un buon indicatore che ci mostra con quale forza si sta muovendo il titolo.<br />
Generalmente, si considera una zona di <em>ipercomprato</em> quando la linea sul grafico <strong>Rsi</strong> supera il <strong>70</strong>, ed una zona di <em>ipervenduto</em> quando si scende sotto il <strong>30</strong>.<br />
Naturalmente possiamo prendere in considerazione i parametri che più ci soddisfano, facendo una piccola ricerca su di un determinato titolo nel suo passato analizzando il grafico dei prezzi, comparandolo a quello del <em>relative strength index</em>, possiamo certamente decidere quelle che risultano le <em>zone</em> migliori da tenere in considerazione, se non 30 e 70, 40 e 80 ad esempio, ma indicativamente con <strong>30</strong> e <strong>70</strong> possiamo già ottenere qualcosa di buono.<br />
Sperimentando inoltre sul <em>periodo</em>, noi in questo esempio abbiamo utilizzato <strong>14</strong> giorni, è possibile  ottenere riscontri interessanti e utili indicazioni.<br />
Guardiamo il <strong>grafico</strong>.</p>
<p><a href="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/relative-strength-index.jpg"><img src="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/relative-strength-index.jpg" alt="Indice di forza relativa" title="Relative Strength Index" width="728" height="448" class="alignnone size-full wp-image-529" /></a></p>
<p>Se osserviamo bene, quello che è in grado di fare il relative strength index, è di anticipare leggermente il trend del titolo. In questo grafico è è stato preso in considerazione un periodo di 6 mesi con un periodo di 7 giorni, e le linee di ipervenduto e ipercomprato sono impostate rispettivamente a 30 e 70.<br />
Nell’ esempio sopraesposto, abbiamo preso in considerazione il numero di ribassi e quello dei rialzi su un periodo di 14 giorni.<br />
Possiamo anche decidere di prendere in considerazione la media dei punti otteneuti nei rialzi e nei ribassi se preferiamo.<br />
Esempio: teniamo in considerazione il periodo a 14 giorni di cui sopra, 9 rialzi e 5 ribassi.<br />
Ipotizziamo i nove guadagni: 1  1,2  1,1  1  1,5  3  1,4  1  1,3<br />
E i cinque ribassi: 1,5 &#8211; 2 &#8211; 1,4 &#8211; 1 &#8211; 0,9<br />
Somma dei punti nei rialzi: <strong>12,5</strong> somma dei punti nei ribassi: <strong>6,8</strong>.<br />
In questo caso <strong>Rs = 12,5 / 6,8 </strong>ovvero punti dei rialzi diviso i punti dei ribassi.<br />
Quindi <strong>Rsi = 100 &#8211; 100 / (1 + Rs)</strong> dove otteniamo lo stesso risultato, anche se questa formula può risultare più precisa della prima.</p>
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		<title>Bentonite</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/competenze/bentonite.html</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 15:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[La bentonite &#232; un minerale argilloso che trova impiego anche nell&#8217;edilizia, come impermeabilizzante, si tratta di un&#8217;argilla montmorillonitica con elevate caratteristiche colloidali. La sua peculiarit&#224; &#232; quella di gonfiarsi a contatto con acqua, fino ad arrivare ad occupare un volume di molte volte superiore rispetto il minerale a secco. &#200; in grado di sviluppare tixotrop&#236;a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La <strong>bentonite</strong> &egrave; un minerale argilloso che trova impiego anche nell&#8217;edilizia, come impermeabilizzante, si tratta di un&#8217;argilla <a href="#montmorillonitica"><strong>montmorillonitica</strong></a> con elevate caratteristiche colloidali.<br />
La sua peculiarit&agrave; &egrave; quella di gonfiarsi a contatto con acqua, fino ad arrivare ad occupare un volume di molte volte superiore rispetto il minerale a secco.<br />
&Egrave; in grado di sviluppare <a href="#tixotropia"><strong>tixotrop&igrave;a</strong></a> anche con minime quantit&agrave; di acqua.
</p>
<p><span id="more-344"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#top">Bentonite</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#origine">Origine</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#utilizzo">Utilizzo</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#fanghi_bentonitici">Fanghi bentonitici</a></h2>
<h3><a id="montmorillonitica">Montmorillonitica</a></h3>
<div class="evidenza">
La <em>montmorillonite</em> &egrave; un minerale, il nome deriva dalla localit&agrave; di Montmorillon, Vi&eacute;nne, Francia, dove fu rinvenuto ed al quale deve il nome.<br />
</diV></p>
<h3><a id="tixotropia">Tixotrop&igrave;a</a></h3>
<div class="evidenza">
La <em>tixotrop&igrave;a</em> &egrave; un fenomeno per cui alcune materie tendono ad assumere uno stato viscoso quando sottoposti ad agitazione, per rieseguire una coagulazione una volta tornati in assenza di movimento.<br />
</diV></p>
<h3>&#9658; <a id="origine">Origine</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La <strong>bentonite</strong> trova origine da ceneri vulcaniche, o meglio dalla loro alterazione.<br />
Avviene una devetrificazione a contatto con acqua allontanando parte della silice, avviene poi la cristallizzazione della montmorillonite, la cui composizione &egrave; in funzione dell&#8217;acqua in cui le ceneri vulcaniche sono cadute.<br />
Di elevato potere adsorbente si presenta untuosa al tatto, in forma di piccole masse terrose microcristalline.
</p>
<h3>&#9658; <a id="utilizzo">Utilizzo della bentonite</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
L&#8217;impiego nelle costruzioni edili, nella fattispecie nelle fondazioni, pu&ograve; essere impiegato in presenza di terreni in cui la falda acquifera possa facilmente superare il livello di guardia, in parole povere arrivare nei locali, che siano cantine, taverne, box, etc.<br />
Tuttavia l&#8217;impiego della bentonite per questo obiettivo, &egrave; sostenuto da alcuni costruttori ma non da altri che preferiscono, per le costruzioni di <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/acquistare-casa.html"><strong>case</strong></a> ove vi sia la problematica legata alla falda acquifera che spesso sale, utilizzare pompe idrovore, pozzi di contenimento, facendo poi in modo che l&#8217;acqua in eccesso possa confluire nei canali di scarico.<br />
Questo perch&egrave;, a detta di alcuni costruttori la bentonite impiegata per isolare un&#8217;abitazione potrebbe, in un futuro presentare determinate problematiche poi difficilmente risolvibili.<br />
Se la falda acquifera infatti dovesse <em>spingere</em> in superficie, quindi sotto le fondamenta, acqua in eccesso, o con una portata tale da far cedere lo strato di bentonite, i problemi sono ben immaginabili.<br />
In effetti, se una costruzione si trova in una zona dove la <strong>falda acquifera</strong> sia spesso soggetta a questo tipo di aumento, specie nei periodi di precipitazioni abbondanti od eccezionali, potrebbe anche generare un flusso imprevedibile, quindi non teoricamente gestibile dallo strato di bentonite impiegato.<br />
Bentonite che, ricordiamo, si gonfia a contatto con l&#8217;acqua respingendo quindi l&#8217;acqua stessa, lasciando impermeabile lo strato da proteggere.<br />
Diverso &egrave; ovviamente il discorso di un box, se collocato in zone dove, o la falda acquifera, oppure la vicina presenza di fiumi o corsi d&#8217;acqua possa rappresentare frequenti inondazioni, la bentonite trova un valido impiego, anche perch&egrave;, un conto &egrave; un box, altro discorso un&#8217;abitazione qualora si dovesse verificare la presenza di acqua.
</p>
<h3>&#9658; <a id="fanghi_bentonitici">Fanghi bentonitici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il <strong>fango bentonitico</strong>, altro non &egrave; che acqua miscelata a bentonite, miscela sovente usata nei lavori edili come i <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/demolizioni-edili.html#carotaggi"><strong>carotaggi</strong></a>, l&#8217;impiego di <a href="http://www.guida-acquisti.com/demolizioni-edili/index.html#micropali"><strong>micropali</strong></a>, <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/demolizioni-edili.html#tiranti_ancoraggi"><strong>tiranti</strong></a>, <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/demolizioni-edili.html#tiranti_ancoraggi"><strong>ancoraggi</strong></a>.<br />
I <em>fanghi bentonitici</em> possono essere un valido impiego sia durante le perforazioni, che come materiale impermeabilizzante da <em>iniettare</em> nel terreno dove determinate strutture necessitano di tale intervento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.guida-acquisti.com/competenze/bentonite.html/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Dattilografia</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/competenze/dattilografia.html</link>
		<comments>http://www.guida-acquisti.com/competenze/dattilografia.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 14:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo breve corso di dattilografia on line, cercheremo di fornire (senza presunzione alcuna, come sempre del resto) quelle che sono le regole basilari per imparare a scrivere sulla tastiera con le dieci dita. Solo attraverso tanto esercizio si potranno ottenere buoni risultati. &#9830; Corso on line &#9830; Posizione delle mani &#9830; Posizione delle dita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo breve <strong>corso di dattilografia on line</strong>, cercheremo di fornire (<em>senza presunzione alcuna, come sempre del resto</em>) quelle che sono le regole basilari per imparare a scrivere sulla tastiera con le dieci dita.<br />
Solo attraverso tanto esercizio si potranno ottenere buoni risultati.</p>
<p><span id="more-346"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#corso">Corso on line</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#corretta_posizione_delle_mani">Posizione delle mani</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#corretta_posizione_delle_dita">Posizione delle dita</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_G_H">Tasti G H</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_E_I">Tasti E I</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_R_U">Tasti R U</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_T_Y">Tasti T Y</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_W_O">Tasti W O</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_Q_P">Tasti Q P</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_fila_inferiore">Tasti fila inferiore</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#esercizio_postura_posizione_braccia">Postura e posizione gomiti</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_V_M">Tasti V M</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_B_N">Tasti B N</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_X_punto">Tasti X . (punto)</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_Z_trattino">Tasti Z &#8211; (trattino)</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasti_a_e_accentate">Tasti à è</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasto_u_accentata">Tasto ù</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasto_SHIFT">Tasto SHIFT</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#consigli">Consigli</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#programmi">Programmi</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="corso">Corso di dattilografia on line</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Meglio ancora, <em>ovviamente</em>, se il corso di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/macchina-per-scrivere.html#dattilografia" title="Macchina per scrivere"><strong>dattilografia</strong></a> è possibile seguirlo con un insegnante qualificato, per chi specialmente necessita di una capacità elevata nel mettere in pratica <em>una dattilografia</em> a livello elevato, professionale.<br />
Tuttavia, per chi vuole cercare di ottenere il massimo dalla propria tastiera, <em>e dalle proprie dita</em>, quando si accinge a scrivere davanti al proprio pc, ci auguriamo che questo minicorso possa essere di utilità.<br />
Prima di iniziare, <strong>precisiamo</strong> che il tipo di tastiera sul quale impareremo è quello <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettronica/tastiera-pc.html#caratteristiche"><strong>anglosassone</strong></a>.
</p>
<p><a id="fotografia" href="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/dattilografia.jpg"><img src="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/dattilografia.jpg" alt="Dattilografia: scrivere con la tastiera senza guardare i tasti" title="Dattilografia" width="728" height="331" class="alignnone size-full wp-image-489" /></a><br />
<small>fonte immagine</small> <a href="http://www.maurorossi.net/tutoredattilo/"><small>Mauro Rossi</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="corretta_posizione_delle_mani">Corretta posizione delle mani</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Come prima cosa, vediamo di comprendere qual&#8217;è la <strong>corretta posizione delle dita</strong> sulla tastiera.<br />
&radic; Le mani devono risultare sempre ben posizionate al di sopra della tastiera, come nella fotografia qui sopra;<br />
&radic; la posizione della seduta (<a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/poltrona-direzionale.html#postura"><strong>postura</strong></a>) deve essere comoda, corretta, non affaticante per il corpo, <strong>per la schiena ed il collo</strong> in modo particolare;<br />
&radic; durante la scrittura, ed è quello che cercheremo di apprendere con questo <a href="http://www.guida-acquisti.com/corsi-on-line/dattilografia.html"><strong><em>minicorso di dattilografia on line</em></strong></a>, <strong>non è affatto necessario guardare la tastiera mentre si scrive</strong>;<br />
&radic; al contrario, dobbiamo iniziare a <em>familiarizzare con il concetto</em> di <strong>non guardare affatto la tastiera durante la scrittura</strong>.<br />
Oltre che essere affaticante, stressante, per la vista, è anche molto più noioso.<br />
<strong>Guarda sempre il monitor quando scrivi</strong>, e <strong>tieni sempre le mani ben posizionate sopra la tastiera mentre guardi il monitor</strong>: se commetti qualche errore, nulla di grave, lo vedrai subito da quanto appare sul monitor stesso, e per correggere, non ci vuole molto.
</p>
<h3>&#9658; <a id="corretta_posizione_delle_dita">Corretta posizione delle dita</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Come prima cosa, scriviamo in minuscolo, quindi devi assicurarti di avere il tasto <strong>Caps Lock</strong> sbloccato.
</p>
<div class="evidenza">
Il tasto <strong>CAPS LOCK</strong> è quello con il simbolo del lucchetto, a partire dal basso a sinistra della tastiera, il terzo tasto a salire, nell&#8217;ordine (<em>a salire</em>) troviamo:<br />
Ctrl<br />
Shift<br />
Caps Lock
</div>
<p>
&radic; La <strong>barra spaziatrice</strong> <em> va premuta con il</em> <strong>pollice</strong>.<br />
&radic; Il tasto <strong>Invio</strong> (<em>Enter</em>) è da premere con il <strong>dito mignolo della mano destra</strong>, per il ritorno a capo.<br />
&radic; La <strong>posizione base</strong> delle dita è la seguente, e la puoi osservare nella <a href="http://www.guida-acquisti.com/corsi-on-line/dattilografia.html#fotografia"><strong>fotografia qui sopra</strong></a>:<br />
<em>nell&#8217;ordine da sinistra a destra, dita della mano sinistra e destra</em></p>
<div class="evidenza">
m.s. sta per mano sinistra; m.d. sta per mano destra in quanto segue
</div>
<p><strong>Mano sinistra</strong><br />
Tasto <strong>CAPS LOCK</strong> e tasto <strong>A</strong> dito mignolo m.s.<br />
tasto <strong>S</strong> dito anulare m.s.<br />
tasto <strong>D</strong> dito medio m.s.<br />
tasto <strong>F</strong> dito indice m.s.<br />
<strong>Mano destra</strong><br />
tasto <strong>J</strong> dito indice m.d.<br />
tasto <strong>K</strong> dito medio m.d.<br />
tasto <strong>L</strong> dito anulare m.d.<br />
tasto con <strong>&#231; &ograve; &#64;</strong> dito mignolo m.d.
</p>
<p>
Per esercitarti, con le mani ben posizionate sopra la tastiera, <strong>e con le dita posizionate come indicato sopra</strong>, esercitati a scrivere il testo seguente:
</p>
<div class="evidenza">
Ricordandoti di posizionare le dita nella <strong>posizione base</strong>, ogni qualvolta hai premuto il tasto Invio, o Enter, per il ritorno a capo.<br />
Dopo ogni serie formata da 1 o più caratteri, premi una sola volta il tasto <strong>barra spaziatrice</strong>.
</div>
<p>
j k l ò a s d f ò l k j<br />
f d s a ò a l s k d j f<br />
aj sk dl fò ja ks ld òf òa ls kd jf<br />
ajfò òjfa adjl sfkò òkfs ljfa sldk ldks ljòk dafs fljs ajòf
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_G_H">I tasti G e H</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Ora è necessario imparare a digitare anche i tasti <strong>G</strong> e <strong>H</strong>.<br />
Per il tasto <strong>G</strong> utilizza il <em>dito indice della mano sinistra</em>;<br />
per il tasto <strong>H</strong> il <em>dito indice della mano destra</em>.<br />
Prova a scrivere i seguenti caratteri, facendo attenzione a mantenere ben posizionate le dita sulla tastiera, come indicato nella fotografia in alto:<br />
jhfg khdg lhsg hòag khdg lhsg hòag lhsg hòah lhsg khdg jhfg<br />
fgjh dgkh sglh aghò dgkh sglh aghò sglh aghò sglh dgkh fgjh<br />
jfkf lffò ajsj djfj ahsh dhdh fhgò lgkg jggh gòhg ahgl hsgh<br />
ghhg gahò gshl gdhk gfhj ghhg gòha glhs gkhd gjhf ghhg hagò
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_E_I">Tasti E ed I</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Ora impariamo ad utilizzare anche i tasti <strong>E</strong> ed <strong>I</strong>.<br />
Per il tasto <strong>E</strong> utilizziamo <em>il dito medio della mano sinistra</em>;<br />
per il tasto <strong>I</strong> il <em>dito medio della mano destra</em>.<br />
Esercitiamo ci quindi nel premere quanto segue ricordando sempre di:<br />
&radic; usare il tasto <strong>barra spaziatrice</strong> dopo ogni serie di lettere formata ciascuna da 4 caratteri;<br />
&radic; tornare sempre nella <strong>posizione base</strong> con le dita ogni qualvolta tale posizione viene <em>persa</em>, perchè si preme <em>Invio (Enter)</em>, oppure i tasti <em>G, H, E, I</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_R_U">Tasti R ed U</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Impariamo ora, <strong>sempre senza guardare la tastiera</strong> durante la digitazione, ad utilizzare i tasti <strong>R</strong> ed <strong>U</strong>.<br />
Per il tasto <strong>R</strong> utilizziamo <em>il dito indice della mano sinistra</em>;<br />
per il tasto <strong>U</strong> <em>il dito indice della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_T_Y">Tasti T e Y</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Per impiegare i tasti <strong>T</strong> e <strong>Y</strong> è necessario l&#8217;uso degli indici.<br />
Per il tasto con la lettera <strong>T</strong> <em>l&#8217;indice della mano sinistra</em>;<br />
per il tasto <strong>Y</strong> <em>l&#8217;indice della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_W_O">Tasti W ed O</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Per utilizzare i tasti <strong>W</strong> ed <strong>O</strong> si impiegano <em>gli anulari</em>.<br />
Per il tasto <strong>W</strong> <em>l&#8217;anulare della mano sinistra</em>;<br />
per il tasto <strong>O</strong> <em>l&#8217;anulare della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_Q_P">Tasti Q e P</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Per impiegare i tasti <strong>Q</strong> e <strong>P</strong> utilizziamo il dito mignolo:<br />
il <em>dito mignolo della mano sinistra</em> per il tasto <strong>Q</strong>;<br />
il <em>dito mignolo della mano destra</em> per il tasto <strong>P</strong>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="esercizio_postura_posizione_braccia">Postura e corretto posizionamento delle braccia e dei gomiti</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
A questo punto, abbiamo iniziato a prendere confidenza rispettivamente con i tasti della fila centrale e superiore.<br />
<strong>Ricordiamo sempre che</strong>:<br />
&radic; è necessario tanto esercizio per imparare a scrivere correttamente con tutte le dita;<br />
&radic; questo è <em>solamente</em> un minicorso, anche se, seguendo le indicazioni qui scritte, con il giusto esercizio, si possono ottenere interessanti risultati;<br />
&radic; <strong>non dimenticare mai l&#8217;importanza di una corretta <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/poltrona-direzionale.html#postura">postura</a></strong>;<br />
&radic; quindi, l&#8217;importanza di una comoda e funzionale <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/poltrona-direzionale.html"><strong>poltrona direzionale</strong></a>;<br />
&radic; altro punto importante è la <strong>corretta posizione dei gomiti</strong>;<br />
&radic; i gomiti devono risultare pressoché <em>paralleli sulla tastiera</em>, quindi piegati sulle braccia, <strong>di 90&deg; circa</strong>;<br />
&radic; se i gomiti non sono piegati nel modo corretto, è molto probabile che tu possa accusare dolore od affaticamento;<br />
&radic; se accusi dolore, affaticamento, tanto al fisico quanto alla vista, <strong>interrompi immediatamente di lavorare e riposati</strong>;<br />
&radic; <strong>assicurati di trovare la corretta postura</strong>, nonché la <strong>corretta posizione delle braccia e dei gomiti</strong> prima di cominciare a scrivere sulla tastiera, davanti al pc;<br />
&radic; scrivere con una buon metodo di <strong>dattilografia</strong>, deve risultare un movimento fluido, non affaticante, naturale, e ricordati che è corretto <strong>sempre guardare il monitor, mai la tastiera, durante la scrittura</strong> e la conseguente pressione sui tasti con le dita delle mani.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_fila_inferiore">Tasti fila inferiore</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
A questo punto, è corretto iniziare a familiarizzare con i <strong>tasti della fila inferiore</strong>.<br />
Continuiamo dunque questo corso con il tasto <strong>C</strong> e la virgola (<strong>,</strong>).<br />
Il tasto <strong>C</strong> deve essere premuto con <em>il dito medio della mano sinistra</em>, scendendo praticamente con il dito dal tasto <em>D</em>, posizione dalla quale il dito medio della mano sinistra si trova nella <strong>posizione base</strong>, <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/dattilografia.html#fotografia"><strong><em>guarda la fotografia</em></strong></a>;<br />
per premere la virgola (<strong>,</strong>) impiega <em>il dito medio della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_V_M">Tasti V ed M</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Impariamo ad utilizzare due nuovi tasti: <strong>V</strong> e <strong>M</strong>.<br />
Per il tasto <strong>V</strong> usiamo <em>il dito indice della mano sinistra</em>;<br />
per il tasto <strong>M</strong> <em>il dito indice della mano destra</em>.<br />
Facendo praticamente <em>scivolare</em> i rispettivi indici dai tasti <strong>F</strong> e <strong>J</strong> della posizione base.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_B_N">Tasti B e N</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Siamo arrivati al momento di utilizzare i tasti <strong>B</strong> e <strong>N</strong>, e per questi tasti si impiegano gli indici.<br />
Per il tasto <strong>B</strong> utilizziamo <em>l&#8217;indice della mano sinistra</em>;<br />
per il tasto <strong>N</strong> <em>il dito indice della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_X_punto">Tasti X e punto (.)</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
I prossimi tasti da imparare a questo momento, sono il tasto <strong>X</strong> e il punto (<strong>.</strong>).<br />
Per il tasto <strong>X</strong> si utilizza <em>l&#8217;anulare della mano sinistra</em>;<br />
per il punto (<strong>.</strong>) <em>l&#8217;anulare della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_Z_trattino">Tasti Z e trattino (-)</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Ora, impieghiamo i mignoli per i tasti <strong>Z</strong> e trattino (<strong>-</strong>).<br />
Per il tasto <strong>Z</strong> impieghiamo <em>il dito mignolo della mano sinistra</em>;<br />
per il trattino (<strong>-</strong>) <em>il dito mignolo della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasti_a_e_accentate">Tasti &ldquo;&agrave;&rdquo; e &ldquo;&egrave;&rdquo;</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Sempre con i mignoli, possiamo inziare ad esercitarci con i tasti <strong>&agrave;</strong> e <strong>&egrave;</strong>, ovvero la <strong>a</strong> e la <strong>e</strong> accentate.<br />
Per il tasto <strong>à</strong> utilizziamo <em>il dito mignolo della mano destra</em>;<br />
per il tasto <strong>è</strong> <em>il dito mignolo della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasto_u_accentata">Tasto &ugrave;</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Per utilizzare la <strong>u</strong> accentata (<strong>&ugrave;</strong>) impieghiamo <em>il dito mignolo della mano destra</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasto_SHIFT">Tasto SHIFT</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Sulla <strong>tastiera anglosassone</strong> sono presenti due tasti <strong>SHIFT</strong>, ovvero quei tasti utili per scrivere in maiuscolo, tasti riconoscibili dalla freccia che punta vero l&#8217;alto, posizionati alle estremità (destra e sinistra) della tastiera.<br />
Per utilizzare il tasto <strong>SHIFT</strong> impieghiamo i mignoli.<br />
Se ci è più comodo il dito mignolo della mano sinistra, oppure destra.<br />
&radic; più precisamente:<br />
se la prossima lettera che dobbiamo scrivere spetta alla mano sinistra (esempio A), per premere il tasto <strong>SHIFT</strong> utilizziamo <em>il dito mignolo della mano destra</em>;<br />
se invece la prossima lettera che dobbiamo scrivere spetta alla mano destra (esempio I), per il tasto <strong>SHIFT</strong> utilizziamo <em>il dito mignolo della mano sinistra</em>.<br />
Praticamente, per utilizzare il tasto <strong>SHIFT</strong> andremo ad utilizzare il dito mignolo della mano opposta a quella che dovrà premere la prossima lettera, come spiegato chiaramente nelle righe sopra.<br />
Un po&#8217; la stessa cosa che accade utilizzando <em>il dito pollice</em>, destro o sinistro, per premere la <strong>barra spaziatrice</strong>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="consigli">Consigli</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Come si puà facilmente comprendere, e come del resto già citato, solo attraverso tanto esercizio, magari trenta minuti al giorno per cominciare, possiamo ottenere importanti risultati.<br />
Sebbene questa guida è solo un minicorso scritto da redattori appassionati, seguendo queste indicazioni possiamo arrivare ad avere una discreta gestione della <strong>dattilografia</strong>.<br />
Seguendo la guida dall&#8217;inizio, è sufficiente esercitarsi, di volta in volta, con lettere che implicano l&#8217;uso di determinate dita:<br />
indice, medio, anulare, mignolo, pollice.<br />
Andremo quindi a creare un semplicissimo testo da scrivere, che di volta in volta coinvolga l&#8217;utilizzo di lettere che possano esercitare le dita in questione.<br />
<strong>Ricorda che</strong>:<br />
&radic; obiettivo di questa guida, nonché della dattilografia, è <em>anche</em> quello di imparare a scrivere agevolmente <strong>senza guardare la tastiera</strong>.<br />
Tienilo sempre presente quando ti eserciti, inoltre non dimenticare mai di:<br />
&radic; assumere sempre la posizione base delle dita dopo averle spostate per raggiungere tasti che implicano tale spostamento.<br />
Esempio il tasto Enter.
</p>
<h3>&#9658; <a id="programmi">Programmi utili</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Un programma molto utile, nonché divertente per imparare la dattilografia, in modo gratuito, è scaricare il programma <a href="http://www.maurorossi.net/tutoredattilo/pagine/download.htm"><strong>TutoreDattilo</strong></a>.<br />
Semplicissimo nella sua installazione, disponibile in diverse lingue, provarlo vale più di mille parole.<br />
Molto curato e ben realizzato, simpatica l&#8217;acustica che accompagna gli esercizi, per principianti o per utenti intermedi.</p>
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		<item>
		<title>Candele giapponesi</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/competenze/candele-giapponesi.html</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 10:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.guida-acquisti.com/?p=263</guid>
		<description><![CDATA[Applicando al grafico lo studio delle candele giapponesi, è possibile riuscire ad ottenere ulteriori informazioni che possono rivelarsi utili ai fini del trading. Con questo tipo di grafico prendiamo in considerazione i quattro prezzi di riferimento del prezzo di un determinato titolo durante tutta la sessione, che può essere giornaliera (daily), settimanale (weekly), e via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Applicando al grafico lo studio delle <strong>candele giapponesi</strong>, è possibile riuscire ad ottenere ulteriori informazioni che possono rivelarsi utili ai fini del trading.<br />
Con questo tipo di grafico prendiamo in considerazione i quattro prezzi di riferimento del prezzo di un determinato titolo durante tutta la sessione, che può essere giornaliera (daily), settimanale (weekly), e via dicendo.</p>
<p><span id="more-263"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#long_body_candle_line">Long body candle line</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#short_body_candle_line">Short body candle line</a></h2>
<p>
Le candele giapponesi vengono rappresentate sul grafico come rettangoli (o barre se preferite) che si sviluppano in altezza.<br />
Quando la sessione del titolo chiude in positivo (al rialzo) le coloreremo di bianco, in caso contrario di nero. Ovviamente non si tratta di regola, ognuno può cambiare i colori, ma la cosa importante è che siano ben distinguibili dal colore le sessioni al rialzo da quelle al ribasso.<br />
Guardiamo il <strong>grafico</strong>.</p>
<p><a href="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/figure-candele-giapponesi.jpg"><img src="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/figure-candele-giapponesi.jpg" alt="Le figure delle japanese candlestick" title="Figure candele giapponesi" width="728" height="546" class="alignnone size-full wp-image-538" /></a></p>
<p>Ogni candela in questione rappresenta la sessione giornaliera del titolo.<br />
Gli <em>stoppini</em> alle estremità della candela sono rispettivamente il prezzo massimo toccato dal titolo (estremità in alto) durante la sessione, e prezzo minimo (stoppino in basso).<br />
Quando il prezzo di chiusura risulta <strong>inferiore</strong> a quello di apertura, la colorazione delle candele nel grafico è nera, viceversa, quando il prezzo di chiusura è <strong>maggiore</strong> di quello di apertura le candele sono bianche.<br />
Anche con questo tipo di grafico ovviamente possiamo tracciare le <em>trend line</em>, come possiamo fare per un <strong>grafico lineare</strong>, e noteremo certo le stesse peculiarità.<br />
Se nel <a href="http://www.guida-acquisti.com/images/immagine-grafico-lineare.html"><strong>grafico lineare</strong></a> l’andamento del titolo è configurato in un <em>canale</em>, che sia al rialzo od al ribasso, la stessa cosa avviene per il grafico con le candele giapponesi.<br />
In questo caso però abbiamo a disposizione maggiori informazioni, date dai quattro prezzi presi in esame da ciascuna candela (<em>apertura, massimo, minimo, chiusura</em>).<br />
Dalle differenti <a href="http://www.guida-acquisti.com/images/grafico-figure-candele-giapponesi.html"><strong>figure</strong></a> che assumono le candele, scaturiscono informazioni del trend del titolo.<br />
Se il corpo della candela risulta particolarmente allungato, significa che sul mercato, per un determinato titolo c’è stata molta <em>domanda</em> (candele bianche) o molta <em>offerta</em> (candele nere).<br />
Di conseguenza si può cercare di intuire il futuro andamento del prezzo.<br />
Se guardiamo il grafico nel punto contrassegnato con <strong>A</strong>, la <em>long white</em>, ci dice chiaramente che il prezzo di chiusura è stato molto maggiore a quello di apertura, e durante la sessione c’è stata ovviamente una forte <em>domanda</em> che ha fatto levitare il prezzo del titolo.<br />
Invece, nel punto del grafico contrassegnato con <strong>B</strong>, troviamo una <em>long black</em>, dove l’<em>offerta</em> ha fatto precipitare il titolo al ribasso.<br />
E sempre nel caso della <em>long black</em>, possiamo addirittura notare che il prezzo minimo toccato dalla <em>lower shadow</em> (lo stoppino in basso) risulta di ben lunga inferiore.<br />
Nonostante la pessima sessione rappresentata dalla long black, il prezzo del titolo ha cercato di reagire, di contenere i danni, ed anche questa può essere un’utile informazione.<br />
Attraverso le varie <em>figure</em> che scaturiscono dalle <em>japanese candlesticks</em>, è possibile dare diverse interpretazioni del trend in atto.<br />
Abbiamo intanto potuto iniziare a vedere cosa possono offrire la <em>long white</em> e le <em>long black</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="long_body_candle_line">Long body candle line</a></h3>
<p>
Iniziamo a prendere in considerazione le interpretazioni che possono scaturire nell’applicare all’<a href="http://www.guida-acquisti.com/analisi-tecnica/index.html"><strong>analisi tecnica</strong></a> le <a href="http://www.guida-acquisti.com/analisi-tecnica/candele-giapponesi.html"><strong>candele giapponesi</strong></a>.<br />
Prendiamo in esame le <em><strong>long body candles lines</strong></em>, quelle candele cioè dove il corpo risulta particolarmente lungo, che sta a significare la forza di <em>domanda e/o offerta</em> che ha dominato la sessione del titolo in esame.<br />
Nel caso infatti di una <em>long white</em>, nel corso della sessione c’è stata una forte <em>domanda</em> che ha fatto salire notevolmente il prezzo.<br />
Al contrario, nel caso di una <em>long black</em>, l’<em>offerta</em> ha fatto chiudere in negativo il titolo, perchè nel corso delle contrattazioni il titolo in esame è stato venduto in modo consistente.<br />
Se il corpo (<em>body</em>) della candela fosse corto, avremmo indicazioni totalmente diverse: se il prezzo di chiusura risulta vicino a quello di apertura, il prezzo non ha saputo prendere una direzione ben delineata.<br />
Anche se una <em>short body candle</em>, può comunque avere gli stoppini (<em>shadows</em>) molto prolungati: questo vorrebbe significare che nel corso delle contrattazioni si sono verificate violente oscillazioni di prezzo, anche se poi, lo stesso prezzo ha chiuso vicino a dove ha aperto.<br />
Il fatto però che si siano verificate forti oscillazioni, è un elemento da tenere in considerazione, perchè <em>forse</em> il trend del titolo ha intenzione di cambiare rotta.<br />
Una <em><strong>long body candle</strong></em> si può considerare tale, quando la sua lunghezza è circa il triplo di quella precedente.<br />
Questa <em>figura</em> può essere un importante segnale di inversione del trend in atto, o comunque è necessario considerare che il prezzo del titolo sta cercando di cambiare corso.<br />
Se ad esempio dopo un periodo di trend al ribasso, si dovesse presentare una <em>long white</em>, forse la <em>domanda</em> sta iniziando ad essere maggiore dell’<em>offerta</em>, o comunque dimostra un forte segnale di <em>intenzione</em> di cambiare tendenza.<br />
Se al contrario incontriamo una <em>long black</em> dopo un periodo in cui il prezzo del titolo continuava a salire, forse è il caso di prendere in considerazione il fatto che i tempi di stare <em>lunghi</em> sono terminati.<br />
Ricordiamo che nel gergo borsistico, stare <em>lunghi</em> significa guadagnare quando il prezzo sale, mentre stare <em>corti</em> guadagnare quando il prezzo scende.<br />
Questo si rende possibile vendendo un titolo <em>oggi</em> ad esempio, ed impegnarsi a comperarlo, sottoscrivendo il contratto tra <em>tot</em> giorni. Se riusciremo ad <em>acquistare</em> il titolo ad un prezzo inferiore a quanto lo abbiamo venduto, abbiamo guadagnato, viceversa abbiamo perso denaro.<br />
Torniamo ora alle <em>long body candles</em>, che quando si verificano vale la pena di prendere in esame la quantità dei volumi del titolo trattati durante la contrattazione.<br />
Lo studio dei volumi lo possiamo applicare grazie al <a href="http://www.guida-acquisti.com/analisi-tecnica/medie-mobili.html#relative_strength_index"><strong>Relative strength index</strong></a> (RSI), uno degli <a href="http://www.guida-acquisti.com/analisi-tecnica/medie-mobili.html#oscillatori"><strong>oscillatori</strong></a> messi a disposizione dall’<strong>analisi tecnica</strong>.<br />
Se infatti vi verifica la figura di una <em>long white body candle</em> ed i volumi del titolo risultano notevoli, si sarà in presenza di un titolo <em>ipercomprato</em>, ed una possibile inversione di tendenza del trend non è da sottovalutare.<br />
Altro aspetto molto importante è quello di stabilire dove le <em>long body candles</em> si vanno a verificare: se su di un <em><strong>supporto</strong></em> già esistente, nel caso di una <em>long white</em>, forse il trend ora risulta pronto per puntare al rialzo.<br />
Se invece incontriamo una <em>long black</em> che non riesce a <em>perforare una resistenza</em> già esistente, probabilmente a quel punto il trend al rialzo può considerarsi terminato.<br />
Quando si presentano le figure delle <em>long body candle lines</em> è bene, quando possibile, aspettare ancora due o tre sessioni per verificare che effettivamente il trend ha assunto un’altra direzione.<br />
Cautela, sempre. Sperimentare e confrontare, senza stancarsi mai. Decisioni avventate non portano a nulla di buono, a maggior ragione in borsa.
</p>
<h3>&#9658; <a id="short_body_candle_line">Short body candle line</a></h3>
<p>
Al contrario delle <strong>long body</strong>, le <strong>short body candles</strong> si presentano con un corpo relativamente corto.<br />
Possono assumere una certa importanza nelle decisioni da applicare al <strong>trading</strong>.<br />
Il corpo (body) corto infatti, mette in evidenza un certo equilibrio in atto tra <em>domanda</em> ed <em>offerta</em>.<br />
Le <strong>short body candles</strong> sono denominate anche <em>spinning tops</em>.<br />
Il significato che può venire attribuito a questa candela, naturalmente è da prendere in considerazione in base al <em>trend</em> in atto.<br />
Se si verifica una <em>short body</em> in un punto importante di un trend al rialzo, forse la <em>domanda</em> non è più così consistente, ed è giusto prendere in considerazione l’ ipotesi che il trend al rialzo stia perdendo la sua forza.<br />
Viceversa, se si verifica una <strong>short body</strong> in un trend al ribasso, probabilmente la <em>domanda</em> sta iniziando a far vacillare la forza mantenuta sino a quel momento dall’<em>offerta</em>.<br />
Quando possiamo considerare una <em>candela</em> short body?<br />
Quando avviene l’esatto contrario che nelle <strong>long body</strong>, ovvero: quando il corpo della candela risulta la terza parte in altezza della candela che la precede, la possiamo definire <em>short body</em>.<br />
In parole povere, all’incirca tre volte più piccola, sempre della candela precedente.<br />
La stessa importanza che può assumere una long body (chiamate anche <em>tall black</em> oppure <em>tall white</em>), può essere assunta da una short body.<br />
Come sempre quando si <a href="http://www.guida-acquisti.com/analisi-tecnica/index.html#studiare_grafico"><strong>studia un grafico</strong></a>, dobbiamo stabilire in quale contesto del trend il <em>segnale</em> si presenta.<br />
Non ha troppa importanza se gli stoppini (<em>shadows</em>) della candela sono piuttosto prolungati, anche se il mercato ha avuto un certo <em>movimento</em> in termini di offerta e domanda, la cosa che conta è che il corpo della candela risulta corto, quindi il prezzo di <strong>chiusura</strong> è abbastanza vicino a quello di <strong>apertura</strong>, ed a conti fatti vive un momento di indecisione.<br />
Nell’acquisire un po’ di esperienza con i <em>segnali</em> delle <strong>candele giapponesi</strong>, possiamo ricavarne utili interpretazioni per stilare previsioni a breve termine sul <em>trend</em> di un determinato titolo.</p>
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		<title>Analisi tecnica</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 10:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando è il momento migliore per acquistare titoli in borsa?! Probabilmente mai&#8230; probabilmente sempre&#8230; Ad un primo istante può sembrare una banalità, una cosa detta tanto per dire&#8230; eppure, a pensarci bene, possono essere realistiche entrambe le risposte. &#9830; Perchè analisi tecnica &#9830; Studiare il grafico &#9830; Il grafico lineare Ed allora quando acquistare?! Semplice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando è il momento migliore per acquistare titoli in borsa?!<br />
Probabilmente mai&#8230; probabilmente sempre&#8230;<br />
Ad un primo istante può sembrare una banalità, una cosa detta tanto per dire&#8230; eppure, a pensarci bene, possono essere realistiche entrambe le risposte.</p>
<p><span id="more-261"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#at">Perchè analisi tecnica</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#studiare_grafico">Studiare il grafico</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#grafico_lineare">Il grafico lineare</a></h2>
<p>
Ed allora quando acquistare?! Semplice e difficile, tutto sta a trovare il giusto equilibrio, come per tutto del resto.<br />
Visto che ricette segrete o formule magiche non esistono, partiamo dal concetto che la semplicità è sinonimo di intelligenza.<br />
Il mondo della borsa non ha nulla di facile, ma nello stesso tempo non è nemmeno così caotico e articolato come alcuni lo dipingono.<br />
Come può fare un piccolo risparmiatore ad investire in borsa? Come fare per avere un onesto rendimento dai propri risparmi senza rischiare oltre misura di perdere tutto?<br />
Sappiamo bene che lasciare i soldi sul conto corrente, porta ad avere un rendimento esiguo, quasi nullo, in alcuni casi sono maggiori le spese richieste dalla banca per la gestione del conto corrente.<br />
Allora possiamo iniziare a spendere due parole a proposito dell’<strong>analisi fondamentale</strong>, che implica delle buone conoscenze di base dell’economia, e non può certo definirsi alla portata di tutti.<br />
Procurarsi un veritiero bilancio di una determinata azienda quotata in borsa, studiarne i ricavi, le uscite, capire, in base anche ad analisi di mercato, se l’azienda in questione ha buone probabilità per crescere e quindi investire denaro acquistando i titoli che la rappresentano.<br />
Non è affatto semplice, ammesso che qualcosa di semplice sia rimasto. Anche perchè un investitore lungimirante che si affida all’analisi fondamentale, cerca di visionare i bilanci di una società appena questi vengono resi di pubblico dominio&#8230; ma chi è più lungimirante ancora questi bilanci li ha già visti, ed in borsa, tutto ciò che doveva accadere, nel frattempo è già accaduto.<br />
Ecco che allora, i comuni risparmiatori che non godono di particolari conoscenze in ambito finanziario ed economico, possono fare ricorso a quello strumento che è l&#8217;<strong>analisi tecnica</strong>, ovvero lo studio del puro e reale andamento nel mercato di un  determinato titolo.<br />
Per fare della buona analisi tecnica, non è necessario avere conoscenze che implicano l’analisi fondamentale, ma anche con pochi e semplici strumenti possiamo stilare delle previsioni piuttosto affidabili per investire in borsa.
</p>
<h3>&#9658; <a id="at">Perchè analisi tecnica</a></h3>
<p>
L’<strong>analisi tecnica</strong>, attraverso diversi strumenti, può offrire delle previsioni più che soddisfacenti per iniziare a investire su di un titolo, e come sempre, è bene partire dalla semplicità, in particolar modo per chi si avvicina al mondo della borsa.<br />
Perchè acquistare un titolo invece che un altro?!<br />
Perchè si hanno dei presupposti più o meno validi che il titolo in questione debba salire di prezzo, dunque far rendere il nostro investimento.<br />
Ma che fare se il titolo invece che aumentare il proprio valore, inizia a scendere di quotazione?!<br />
Risposta semplice quanto spietata : <strong>vendere</strong>.<br />
Inutile e deleterio intestardirsi su di un titolo ed aspettarsi a tutti i costi che questo debba comunque aumentare di prezzo, se scende, abbiamo stilato una previsione sbagliata, nulla di male, cose che accadono, per questo torna utile vendere senza rischiare ulteriormente.<br />
Va inoltre ricordato che ormai, le spese di commissione delle banche sulla compra-vendita dei titoli, sono a prezzi accettabili, quindi meglio perdere pochi euro che aspettare che il titolo da noi acquistato continui a decrementare il suo valore lasciandoci il classico pugno di mosche in mano.<br />
Si compra un titolo, per guadagnare, non il contrario. È utile sin dal principio fissare un limite (<strong>stop loss</strong>), possiamo farlo in base al nostro buon senso, o con gli strumenti che l’analisi tecnica mette a disposizione.<br />
Comperiamo un ipotetico titolo a 10. Bene. Se il titolo acquistato invece che salire di prezzo inizia a scendere, quanto è giusto aspettare prima di vendere? Il minor tempo possibile. Compro a 10, e se scende a 9 vendo, discorso chiuso.<br />
Il mercato azionario è pieno zeppo di titoli, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta.<br />
Una delle cose più sensate è di evitare di farsi del male.<br />
Lo stop loss che decidiamo <strong>prima di acquistare un titolo</strong> ci mette al riparo da eventuali ed inutili perdite, che non ci possiamo permettere, altrimenti perchè mai dovremmo investire denaro in borsa?!<br />
Uno degli strumenti più semplici ed efficaci è quello delle <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/medie-mobili.html" title="Le medie mobili"><strong>medie mobili</strong></a>, che può fornire delle precise e piuttosto affidabili indicazioni su quando acquistare e quando vendere.<br />
Non dimentichiamo mai una cosa: se vogliamo dormire sonni più che tranquilli, lasciamo perdere di investire denaro in borsa, se non esiste nulla in grado di dare certezze assolute, il mercato finanziario ha probabilità ancora minori di riuscire in questo intento.<br />
Se invece decidiamo di provare ad investire per guadagnare qualcosa in più di un normale interesse di un conto corrente bancario, è giusto tenere presente che certezze non ce ne sono, però abbiamo il 50% di possibilità di fare bene, oltre che male.<br />
Vi sembra un’ affermazione banale?! Mica tanto, se ci riflettete un istante.
</p>
<h3>&#9658; <a id="studiare_grafico">Studiare il grafico</a></h3>
<p>
<strong>studiare i grafici</strong> permette di analizzare a fondo un determinato titolo sul quale possiamo decidere, in base ai risultati ottenuti dallo studio, se investire denaro oppure no.<br />
Nel <strong>trading on line</strong>, abbiamo a disposizione differenti tipologie di grafici:<br />
&#8594; <strong>grafico borsistico</strong><br />
&#8594; <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/analisi-tecnica.html#grafico_lineare" title="Grafico lineare"><strong>grafico lineare</strong></a><br />
&#8594; <strong>grafico point and figure</strong><br />
&#8594; <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/candele-giapponesi.html" title="Candele giapponesi"><strong>le candele giapponesi</strong></a><br />
questi modelli applicati nello studiare i grafici sono più che esaustivi per effettuare una attenta e mirata analisi dei titoli azionari.<br />
Via via che prenderemo confidenza con la materia, potremo decidere anche di usare tipi di grafici differenti per ciascun titolo preso in esame, e valutarne le differenze e convergenze.<br />
Gli stessi risultati (buoni o cattivi) che si possono ottenere con un tipo di grafico, li possiamo ottenere in egual misura anche da un altro.<br />
Chi preferisce affidarsi alle candele giapponesi, chi al grafico borsistico, e via dicendo, ma la cosa importante è cercare di capire a fondo come funziona lo strumento, e cosa ancor migliore sarebbe quella, dopo un po’ di esperienza acquisita, di confrontare le previsioni ottenute dallo studio dei diversi grafici.<br />
Potremmo ad esempio rilevare se una analisi effettuata sul grafico lineare mostra discrepanze rispetto a quella effettuata sullo stesso titolo applicando allo studio le candele giapponesi.<br />
<strong>Studiare i grafici</strong> è parte fondamentale del lavoro da svolgere per effettuare una soddisfacente <strong>analisi tecnica</strong> per poter operare nel <strong>trading on line</strong>.<br />
È necessario imparare anche quale può essere la maniera migliore per <strong>studiare i grafici</strong>, che rimangono sempre il più ampio patrimonio che può essere rappresentato per studiare a fondo l’andamento di un titolo azionario, ed in base a quello stilare previsioni di andamento del titolo stesso.<br />
Dalle previsioni che assumeranno i nostri studi, dovranno scaturire le decisioni importanti di comprare e vendere.<br />
Quindi, è opportuno iniziare a prendere confidenza e familiarità con i grafici stessi, ci si potrà rendere conto della validità dello studio applicato ad un grafico.<br />
Generalmente si studia il grafico applicando il prezzo di chiusura, ma nulla ci impedisce di applicare un altro dei tre parametri rimanenti, purché si abbia la necessaria cognizione di ciò che si vuole fare.<br />
Per ora, prendiamo in considerazione il prezzo di chiusura da applicare al grafico.<br />
Il <strong>grafico lineare</strong>, non è altro che una interpolazione di più punti attraverso una linea, ed ogni punto rappresenta il prezzo di chiusura di un dato giorno.<br />
Attraverso il grafico che si viene a creare, possiamo facilmente intuire qual’è il trend in corso, se al rialzo od al ribasso, possiamo tracciare sul grafico stesso dei “canali” in cui il trend si muove, ed applicare altri strumenti come le medie mobili, le rette, gli oscillatori, ed altri ancora, ma ci arriveremo per gradi.<br />
Il grafico <strong>point and figure</strong>, molto semplice nel suo utilizzo, risulta particolarmente indicato anche usando carta e penna.<br />
Si basa sulla variazione percentuale del prezzo di oggi rispetto a quello di ieri: abbiamo un foglio a quadretti, quando la percentuale sarà in positivo andremo a segnare una <strong>X</strong> in un quadro, e per il negativo usiamo un <strong>cerchio</strong>.<br />
Ovviamente per ogni giorno, ci si sposta nei quadretti del foglio da sinistra verso destra.<br />
Chiusura in positivo + 3,6% andremo a segnare 4 X a salire, chiusura in negativo -2,8% tre cerchi a scendere.<br />
Nel grafico <strong>point and figure</strong> andremo ad arrotondare il valore (dettato dalla differenza percentuale del prezzo di oggi rispetto al prezzo di ieri) all’intero più vicino, ovvero 3,6 lo portiamo a 4 e 2,8 a 3.<br />
Abbiamo poi il “tradizionale” <strong>grafico borsistico</strong>, che opera attraverso l’utilizzo di <em>barrette verticali</em>.<br />
Una linea verticale, le cui estremità sono rispettivamente il prezzo minimo toccato durante la sessione (estremità in basso) ed il prezzo massimo raggiunto nella durata della contrattazione (estremità in alto).<br />
Un trattino orizzontale verso sinistra assumerà il valore del prezzo di apertura, ed un altro trattino orizzontale verso destra il prezzo di chiusura.<br />
Con il grafico di <em>tipo borsistico</em> iniziamo a prendere in considerazione, e quindi studiare, i quattro prezzi di un determinato titolo azionario su tutta la durata della contrattazione, <strong>apertura massimo minimo e chiusura</strong>.<br />
La durata della contrattazione da prendere in esame, può essere giornaliera, ma nulla ci impedisce di prendere in esame (ad esempio nello studio a lungo termine di un titolo) i quattro prezzi sopracitati nell’arco di una settimana, ovvero: il prezzo di apertura del primo dei cinque giorni di tutta la settimana (una settimana lavorativa corrisponde a cinque giorni), il prezzo minimo toccato sempre nell’arco dei cinque giorni, il prezzo massimo raggiunto ed infine il prezzo di chiusura del quinto giorno in questione.<br />
Non esistono periodi predefiniti sui quali operare, così come un determinato periodo di tempo può risultare appropriato per un titolo e non per un altro, quando avremo acquisito la necessaria esperienza potremo sperimentare con maggior cognizione di causa.<br />
Possiamo scegliere di <strong>studiare il grafico</strong> applicando le “<strong>candele giapponesi</strong>” (<em>japanese candlestick</em> o ancora <em>candlestick charts</em>) dove prenderemo ancora in esame i quattro prezzi del titolo raggiunti durante la sessione di contrattazione.<br />
Le candele giapponesi vengono rappresentate con delle barre verticali, o meglio dei rettangoli, le cui estremità raprresentano il prezzo di apertura (estremità in basso) e prezzo di chiusura (estremità in alto).<br />
Gli <em>stoppini</em> della candela, non sono altro che due segmenti che escono dalla barretta (candela) e rappresentano i prezzi massimo e minimo raggiunti nella contrattazione che prendiamo in esame, il segmento sopra sarà il prezzo massimo ed il segmento inferiore il prezzo minimo toccato.<br />
Quando le contrattazioni si chiudono in positivo, le candele rimangono <strong>bianche</strong>, in negativo invece si colorano di <strong>nero</strong>, per diversificare al massimo le chiusure al rialzo ed al ribasso.
</p>
<h3>&#9658; <a id="grafico_lineare">Il grafico lineare</a></h3>
<p>
Il <strong>grafico lineare</strong> non è altro che una semplice interpolazione di punti, proprio come una retta.<br />
I punti del grafico sono rappresentati dal prezzo che decidiamo di studiare.<br />
Questo tipo di grafico forse è quello che può risultare più semplice nel comprendere alcuni importanti meccanismi degli strumenti adottati e del trend in atto.<br />
Se guardiamo il <strong>grafico</strong> ci possiamo certo rendere conto meglio.</p>
<p><a href="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/grafico-lineare.jpg"><img src="http://www.guida-acquisti.com/wp-content/uploads/2010/10/grafico-lineare.jpg" alt="Il grafico lineare" title="Grafico lineare" width="728" height="478" class="alignnone size-full wp-image-536" /></a></p>
<p>Se osserviamo le linee rette tracciate, risulta più semplice, soprattutto se non si ha molta familiarità con i grafici, individuare a “occhio” i canali del trend in atto in un determinato momento.<br />
Nel caso del grafico di esempio, abbiamo preso in considerazione il prezzo di chiusura, su un periodo di un anno, prendendo come riferimento il prezzo di chiusura giornaliero (daily), e come possiamo notare è stato molto semplice, solamente a “colpo d’occhio, tracciare le rette entro le quali il trend in atto si stava spostando.<br />
Se dovessimo prendere in esame un grafico, studiando un periodo ben più lungo, esempio due anni, ci possiamo rendere conto di quanto possa essere utile riuscire a tracciare con chiarezza le rette in cui il trend del titolo oscilla.<br />
Le rette che andiamo a tracciare, non devono risultare per forza parallele.<br />
Cominciamo però da un punto molto importante: da dove si inizia a tracciare una retta nel grafico di un titolo?<br />
Iniziamo senza dubbio da quelli che risultano essere i picchi <strong>minimi</strong> e <strong>massimi</strong> di oscillazione, quelli che secondo il nostro criterio sono importanti per il trend in atto, quelli più significativi.<br />
Nel grafico preso in esame, quando si poteva tracciare la retta di <strong>supporto</strong> con i minimi toccati in <strong>A</strong> ed in <strong>B</strong>, e di conseguenza anche una o più rette parallele, non potevamo sapere che nel punto contrassegnato con <strong>C</strong> la retta avrebbe funzionato ancora come supporto, però così è stato.<br />
Sempre quando abbiamo tracciato la linea retta avendo a disposizione i minimi <strong>A</strong> e <strong>B</strong>, abbiamo potuto tracciare la retta parallela che era logico pensare potesse fungere da <strong>resistenza</strong>, ed anche questo si è rivelato vero per un discreto periodo di tempo.<br />
Ricordiamo ancora, che quando una linea retta funge da <strong>supporto</strong> significa che il prezzo rimbalza verso l’alto, per contro quando la retta funge da <strong>resistenza</strong> rimanda il prezzo del titolo verso il basso.<br />
Per questo motivo la linea di resistenza è anche denominata <em>di rimando</em>, mentre <em>di rimbalzo</em> quando la retta è un supporto.<br />
In genere, si parte a tracciare una retta quando si hanno due massimi consecutivi, ma nulla impedisce di farlo anche con i minimi, a noi decidere quale criterio risulta più idoneo.<br />
Torniamo al nostro grafico di esempio: le rette parallele hanno <em>intrappolato</em> a dovere il titolo con le sue oscillazioni, permettendoci di ricavare utili informazioni del trend in atto in quel momento.<br />
Il titolo, ha incontrato qualche <em>difficoltà</em> ad uscire dal canale delimitato dalle nostre rette tracciate, il che stava a significare che quello era il <em>percorso</em> del titolo in quel periodo.<br />
In diverse occasioni, il prezzo del titolo è uscito dalla retta tracciata in mezzo alle altre due, retta che ha <em>lavorato</em> sia come supporto (quando il titolo era in rialzo) sia come resistenza (quando il titolo era in ribasso).<br />
Circa a metà del grafico, il titolo è uscito con prepotenza dalle tre rette tracciate, in quel caso era ovviamente in atto un forte <em>trend rialzista</em>, e si sarebbero potute tracciare altre rette, non necessariamente parallele ovviamente, per cercare di individuare il nuovo <em>canale</em> creato dal prezzo del titolo.<br />
Quando l’andamento del prezzo subisce questi <em>scossoni</em>, in negativo o positivo, le linee che andremo a tracciare partendo dai massimi e dai minimi, formeranno una sorta di <em>ventaglio</em>.<br />
Qui potrebbe entrare in gioco il <em>ventaglio di Gann</em>, una tecnica adottata per l’appunto da <em>William D. Gann</em>, vissuto sino al 1955, che è riuscito ad ottenere numerosi successi grazie alle tecniche da lui applicate.<br />
Per terminare il discorso con il nostro grafico, possiamo vedere che la linea tracciata con i minimi <strong>A</strong> e <strong>B</strong>, ha dapprima <em>lavorato</em> come supporto, e poi come resistenza, quando il titolo, verso la fine del grafico, ha cambiato tendenza al proprio andamento.<br />
Con molta pazienza, e sperimentazione, è possibile ottenere preziosi dettagli studiando un determinato titolo attraverso il grafico.</p>
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		<title>Mutuo</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 10:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[L’articolo 1813 del Codice Civile della Legge Italiana, dice che il mutuo è un contratto da stipulare tra due parti, il mutuante concede il mutuo, ed il mutuatario lo riceve. Il mutuante presta quindi al mutuatario una determinata somma di denaro, ed il mutuatario si impegna a restituire il denaro in tempi e modalità prestabiliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>articolo 1813 del Codice Civile della Legge Italiana</strong>, dice che il <strong>mutuo</strong> è un contratto da stipulare tra due parti, il <strong>mutuante</strong> concede il mutuo, ed il <strong>mutuatario</strong> lo riceve.<br />
Il <em>mutuante</em> presta quindi al <em>mutuatario</em> una determinata somma di denaro, ed il mutuatario si impegna a restituire il denaro in tempi e modalità prestabiliti al momento dell’attuazione del contratto.</p>
<p><span id="more-205"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tasso_interesse">Tasso Interesse</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#isc"><b>Indice sintetico di costo</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#erogazione_garanzia_ipoteca">Erogazione e garanzie</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#concessione">Concessione Mutuo</a></h2>
<p>
Il mutuo, altro non è che un finanziamento dunque, il cui rimborso si può estendere per un periodo di tempo che va da 5 a 30 anni.<br />
Questo finanziamento deve essere erogato da un <strong>Istituto di Credito</strong> che applica dei tassi di interesse sulla restituzione del finanziamento stesso da parte del mutuatario.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche Mutuo</a></h3>
<p>
Il <strong>mutuo ipotecario</strong> risulta la tipologia più utilizzata in questo tipo di finanziamento.<br />
Viene ovvero garantito il finanziamento da un’ipoteca che vige sull’immobile acquistato.<br />
Nella maggior parte dei casi il mutuo viene concesso per l’acquisto della prima casa, anche se può essere richiesto per altri impegni, quali ristrutturazione, costruzione immobile, acquisto seconda casa, etc.<br />
Il mutuo fa sempre fede sull’ipoteca vigente sul bene che si intende acquistare, o comunque garanzie idonee.<br />
Viene definito <strong>mutuo chirografario</strong> quando le garanzie del finanziamento prestano fede alla sole firme personali: questo tipo di mutuo non dura solitamente più di 60 mesi, ed il rimborso delle rate può essere mensile, trimestrale e semestrale.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tasso_interesse">Tasso di interesse</a></h3>
<p>
Per <strong>tasso di interesse</strong> si intende il prezzo che deve essere pagato per godere del finanziamento concesso, del mutuo.<br />
Dal momento che il pagamento di restituizione del mutuo può essere molto prolungato nel tempo, occorre valutare con attenzione la tipologia di tasso applicata sul mutuo stesso.<br />
Si tratta di elemento fondamentale, basilare, per la restituzione del denaro.<br />
Le principali tipologie di tassi applicati ad un mutuo sono:<br />
¶ <strong>Tasso fisso</strong>;<br />
¶ <strong>Tasso variabile</strong>;<br />
¶ <strong>Tasso misto</strong>.<br />
Il <em>tasso di interesse</em> risulta composto da: <strong>indice di riferimento</strong> e <strong>spread</strong>.<br />
Un indice di riferimento può essere ad esempio <strong>Euribor</strong>, che rappresenta la valutazione della situazione del mercato.<br />
Il nome per esteso che in questo caso significa <strong>Euro Interbank Offered Rate</strong>, si tratta di un tasso medio cui fanno fede transazioni finanziarie in Euro (€).<br />
Un tasso interbancario, ovvero il tasso di interesse con il quale banche prestano denaro ad altre banche.<br />
Lo <strong>spread</strong> lo possiamo tradurre con <em>scarto, margine</em>.<br />
Non è altro che il <em>ricarico</em> che la società erogante il finaziamento aggiunge al tasso di interesse per avere il proprio guadagno.</p>
<p>¶ Il <strong>tasso fisso</strong> prevede che la percentuale di interesse da versare alla società erogante, venga stabilita a priori e sia <strong>vincolata dal rimanere fissa ed inalterata nel tempo</strong>, indipendentemente dal valore del denaro che potrà aumentare o diminuire.<br />
Consente quindi di stabilire al momento di erogazione del mutuo a quanto dovrà ammontare ciascuna rata che il <em>mutuatario</em> dovrà pagare.</p>
<p>¶ Il <strong>Tasso variabile</strong> invece prevede che la percentuale relativa all’interesse delle rate sia soggetta alle variazioni nel tempo dettate dall’indice di riferimento: nell’esempio cui sopra Euribor.<br />
Di conseguenza ci si potrà trovare nella condizione di pagare rate iniziali con basso <em>tasso di interesse</em> e proseguire con uno più elevato, dettato dall’andamento dei mercati finanziari e relativo costo del denaro.<br />
Occorre prestare attenzione ad alcune pubblicità che reclamizzano tassi iniziali più bassi (<em>tasso di ingresso</em>).<br />
Questo non corrisponde all’effettivo e reale tasso di interesse che ci si troverà a pagare terminato il periodo iniziale.</p>
<p>¶ Il <strong>Tasso misto</strong> si è parecchio diffuso negli ultimi anni, e prevede di adottare una soluzione intermedia.<br />
Un periodo di tempo in cui il tasso di interesse sarà fisso, di differente durata e deciso dalla Società erogante, dopodichè si rende possibile la scelta e quindi optare per il tasso variabile.<br />
Un tipo di mutuo, che costa però qualcosa in più, sempre con questa tipologia di <em>tasso di interesse</em> è il <strong>Tasso di interesse variabile con Cap</strong>.<br />
Quando il tasso è variabile, protegge però il mutuatario nel caso l’interesse possa salire a livelli spropositati, viene stabilito quindi un tetto massimo raggiungibile (<em>strike</em>) oltre il quale il cliente continuerà a pagare secondo quanto concordato.
</p>
<h3>&#9658; <a id="isc">Isc: Indice sintetico di costo</a></h3>
<p>
L’<strong>indice sintetico di costo</strong> (detto anche <strong>T.a.e.g.</strong> <em>Tasso annuo effettivo globale</em>) quantifica il costo totale del mutuo.<br />
Si tratta di un indicatore che calcola tutte le spese del finanziamento, anche quelle accessorie.<br />
È da intendersi come percentuale della somma erogata al mutuatario, e comprende tutte le spese sostenute, a differenza del <strong>T.a.n.</strong> (<em>Tasso annuo nominale</em>) che calcola solo il costo relativo agli interessi pagati.<br />
<strong>Isc</strong> rappresenta dunque tutte quelle spese sostenute per ottenere il finanziamento, quali il capitale finanziato, interessi da pagare, spese di istruttoria e di perizia, spese assicurative imposte dalla società erogante.
</p>
<h3>&#9658; <a id="erogazione_garanzia_ipoteca">Erogazione Mutuo Garanzia ed Ipoteca</a></h3>
<p>
Solitamente la massima somma erogabile corrisponde ad un massimo dell’80% sul valore totale dell’immobile, quindi del finanziamento concesso.<br />
La società erogante il mutuo si avvale ovviamente di propri periti e tecnici che possano stabilire il reale valore del bene che si intende acquistare con mutuo.<br />
Quando il <em>mutuatario</em> è in grado però di offire ulteriori garanzie, ritenute soddisfacenti dalla società erogante, il mutuo può essere concesso fino al 100% dell’intero valore del bene da acquistare.<br />
Queste garanzie ulteriori possono essere rappresentate ad esempio da <em>fidejussioni</em>.<br />
Sostanzialmente dove una terza parte garantisce il mutuante per il mutuatario.<br />
I tempi per avere conferma se il mutuo verrà concesso oppure no, sono di circa 20 giorni, a cui se ne aggiungono altri 20 o 30 per ufficializzare il contratto davanti ad un notaio.<br />
I tempi di erogazione del mutuo da parte della società erogante, possono andare quindi da 20 a 60 giorni prima dell’effettivo finanziamento.<br />
Sovente si rende necessario effettuare l’ipoteca davanti al notaio prima di poter usufruire del finanziamento.<br />
Salvo particolari eccezioni, sul bene da ipotecare non devono ovviamente <em>pesare</em> altre ipoteche, in questo modo la società erogante può avvalersi di garanzia più solida.<br />
La durata dell’ipoteca viene stabilita dalla società erogante, in accordo con il mutuatario, ipoteca che viene estinta al termine del pagamento dell’ultima rata del mutuo.
</p>
<h3>&#9658; <a id="concessione">Concessione mutuo</a></h3>
<p>
Per poter ottenere un mutuo è necessario essere cittadini della Comunità Europea con residenza nel Paese dove si intende acquistare il bene od immobile, avere ovviamente una età minima di 18 anni fino ad un massimo di 75-80 secondo le garanzie richieste dalla società erogante il finanziamento.<br />
Il mutuo può essere concesso a lavoratori dipendenti, autonomi o professionisti, ed il <em>mutuante</em> può richiedere tutta la documentazione necessaria a dimostrare il reddito del <em>mutatario</em>.<br />
Il piano di rimborso del finanziamento viene stipulato di comune accordo tra le parti, solitamente a rate mensili, ma in caso di garanzie più elevate il rimborso può avvenire con pagamento trimestrale, od anche più: ovvio che, maggiore è l’entità del prestito, minore sarà la possibilità di ridurre il piano di ammortamento.<br />
Per ottenere il mutuo è necessario calcolare anche quelle spese iniziali necessarie per sostenere l’apertura del finanziamento, quali rogito, altri costi notarili, spese tecniche, perizie, imposte varie, spese di istruttoria, etc.<br />
Occorre quindi farsi spiegare bene dal <em>mutuante</em> quanto denaro serve per aprire il mutuo.</p>
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		<title>Banca</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 10:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La banca si occupa di gestire il denaro dei propri clienti, privati o imprese, e quando richiesto fornire servizi di intermediazione per acquisto di prodotti finanziari e prodotti da essi derivati. Anche la banca stessa risulta essere un’impresa cui a capo si trova sovente un gruppo di persone che fondano la società cui la banca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La banca si occupa di gestire il denaro dei propri clienti, privati o imprese, e quando richiesto fornire servizi di intermediazione per acquisto di prodotti finanziari e prodotti da essi derivati.<br />
Anche la banca stessa risulta essere un’impresa cui a capo si trova sovente un gruppo di persone che fondano la società cui la banca appartiene.
</p>
<p><span id="more-203"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#centrale">Banca centrale</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#on_line">Banca on line</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Quale banca scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici della banca</a></h3>
<p>
Il prestito del denaro ed il deposito di beni di valore con gestione di terzi ha origini antiche, sin da quando hanno iniziato a comparire beni di valore che costituivano la ricchezza di una persona.<br />
Questi beni di valore venivano affidati al sacerdote responsabile che gestiva il tesoro del tempio, che svolgeva anche il ruolo di banca; cosa riscontrata nell’antica Grecia ad esempio.<br />
Le banche possono essere gestite da privati, come nell’esempio cui sopra anche se remoto, o dallo stato.<br />
Qui entra in gioco la <strong>Banca Centrale</strong>: è comunque una banca privata, ma appartiene allo Stato.<br />
La storia delle banche centrali è più recente, tanto che è possibile acquisire per ciascuna l’anno in cui è stata fondata.<br />
In questa nuova ottica della <em>Banca moderna</em>, troviamo per citarne qualcuna: la <strong>Banca centrale svedese</strong> che trovò la sua origine nel 1668, nel 1893 la <strong>Banca D’Italia</strong>.<br />
Dovrebbe trattarsi di dati sufficientemente precisi.<br />
Il ruolo svolto dalla Banca Centrale, si è andato delineando nel tempo, andando a tessere una tela di collaborazioni con le banche private, con apparati politici e dello Stato, per arrivare al controllo e alla vigilanza del sistema bancario nazionale.
</p>
<h3>&#9658; <a id="centrale">La banca centrale</a></h3>
<p>
La <strong>Banca Centrale</strong> oggi ha il compito di vigilare e regolamentare l’intera attività delle banche, e spetta a lei il compito di coniare e mettere in circolazione la moneta nazionale.<br />
Il ruolo svolto dalla Banca Centrale sostanzialmente è equivalente a quello di ogni altra Banca, con la notevole differenza però che, appartenendo allo stato, ha il potere di erogare e ritirare denaro per ristabilire, quando si rivela opportuno, una equa distribuzione di denaro nell’economia nazionale.<br />
Inoltre, le Banche private hanno l’obbligo di mantenere depositi di denaro proprio presso la Banca Centrale, in questo modo, oltre al potere di cui sopra, si rende possibile anche controllare il reale valore della moneta, per impedire un eccesso di inflazione che si potrebbe verificare quando una banca privata detiene troppo denaro, e quindi potere.<br />
Maggiore è il denaro sotto il diretto controllo della Banca Centrale, e minore è (almeno in teoria) l’inflazione; rovescio della medaglia però è molto più difficile ottenere un prestito da una banca privata, a titolo di esempio.<br />
La banca centrale in parole povere, ha il dovere di impedire un collasso dell’economia, attraverso una serie di controlli e regolamentazioni cui le banche private devono, <em>o dovrebbero</em>, sottostare.<br />
Recenti vicissitudini hanno mostrato come il ruolo politico possa influire, nel bene e nel male, sul controllo della Banca Centrale.<br />
Il fatto che esista anche una <strong>Banca Centrale Europea</strong> dovrebbe essere ulteriore garanzia di controllo e trasparenza sulle Banche Centrali e su quelle provate di conseguenza, per i paesi che appartengono all’Unione Europea.
</p>
<h3>&#9658; <a id="on_line">Banca on line</a></h3>
<p>
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per usufruire della banca on line, è un computer ed una connessione ad internet.<br />
Rapidità degli interventi, semplicità di gestione del conto, sono solo alcuni aspetti offerti dalla possibilità di interagire con la propria banca direttamente sul proprio conto corrente.<br />
Le <strong>banche on line</strong> hanno reso possibile un discreto calo delle spese gestionali rispetto alle banche tradizionali.<br />
I vantaggi offerti dalle banche on line possono essere molteplici: minori spese di gestione, velocità nelle operazioni e disposizioni impartite, veloce comunicazioni con gli addetti alla banca attraverso call center, servizi di chat su linee riservate, quindi possibilità di comunicare in tempo reale anche con l’uso del computer.<br />
Per chi opera in borsa sono offerte anche piattaforme tecnologiche all’avanguardia, ed in questo caso l’appoggio di una piattaforma nelle rete telematica può offrire davvero notevoli vantaggi per la possibile rapidità delle operazioni che si desidera effettuare.<br />
La gestione del conto da parte del correntista viene quindi semplificata e velocizzata, senza perdere tempo prezioso nelle obsolete code agli sportelli degli uffici.<br />
I tassi di interesse offerti dalle banche on line spesso sono in piccola parte superiori a quelli delle banche tradizionali, ed offrono pacchetti di servizi cercando di andare incontro al cliente e personalizzando, per quanto possibile, il servizio erogato in base alle esigenze specifiche del cliente stesso.<br />
Il conto corrente on line può risultare un complemento valido al conto corrente tradizionale, ma addirittura sostituirlo completamente, se le possibilità di azione offerte sono buone.<br />
Oggi è sufficiente una carta di credito per poter andare ovunque, ed ogni banca offre questa opportunità.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Quale banca scegliere</a></h3>
<p>
Chi gode di una buona disponibilità economica, può certamente usufruire di più banche per gestire il proprio denaro, confrontando tra le varie offerte quelle che risultano più convenienti.<br />
Nel caso si debba avere una sola banca su cui contare, è opportuno avere determinate garanzie di solidità economica della banca stessa: una sana, onesta e longeva presenza nel mondo economico è già di per sé un buon segnale di fiducia.<br />
L’avvento delle banche on line, ha dato vita a molte piccole società che offrono servizi, totali o parziali, di banking e trading.<br />
In diversi casi si tratta di società, seppur piccole, sotto il diretto controllo di storici gruppi la cui storia dimostra una certa garanzia; in caso contrario occorre valutare cone attenzioe maggiore le credenziali della società cui decidiamo di affidare la gestione del nostro denaro.</p>
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		<title>Finanziamenti</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 10:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Un finanziamento, un prestito, è la concessione di una precisa somma di denaro da parte di una banca o comunque di una società finanziaria, denaro da restituire con precise somme rateali e nei termini di tempo concordati. &#9830; Caratteristiche &#9830; Tipologie di prestiti &#9830; Mutuo &#9830; Come scegliere &#9830; Mediazione creditizia &#9830; Cessione del quinto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Un finanziamento, un prestito, è la concessione di una precisa somma di denaro da parte di una banca o comunque di una società finanziaria, denaro da restituire con precise somme rateali e nei termini di tempo concordati.
</p>
<p><span id="more-201"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tipologie">Tipologie di prestiti</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#mutuo">Mutuo</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#come_scegliere">Come scegliere</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#mediazione_creditizia">Mediazione creditizia</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#cessione_del_quinto">Cessione del quinto</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche del finanziamento</a></h3>
<p>
Quando si richiede un finanziamento, si stipula sempre un contratto che deve riportare con la massima esattezza tutte le condizioni da rispettare sia per il creditore (chi emette il prestito) che per il debitore (chi contrae il debito).</p>
<p>Le rate da pagare per il denaro da restituire solitamente sono mensili, se non diversamente stipulato nel contratto di finanziamento, a cui viene aggiunto un <strong>interesse</strong> che deve essere il guadagno della società che eroga il prestito.<br />
I <strong>tassi di interesse</strong> devono rimanere entro certi limiti stbiliti dalla legge, il tasso può essere <strong>variabile</strong> o <strong>fisso</strong>.</p>
<p>Nel primo caso il tasso varia seguendo l’andamento economico del mercato, quindi gli interessi sono soggetti a variazioni, occorre stabilire a priori se può essere un scelta conveniente.<br />
Nel tasso fisso invece, l’interesse rimane fermo e quantificato alla percentuale stipulata e firmata nel contratto da ambo le parti.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tipologie">Tipologie finanziamenti</a></h3>
<p>
Per soddisfare al meglio le diverse esigenze della clientela, le società finanziare possono erogare differenti tipologie di finanziamento a secondo delle necessità del cliente.<br />
Per <strong>finanziamento personale</strong> si intende un prestito che non è determinato dall’acquisto di un prodotto o servizio specifico, ma è una erogazione di denaro che il cliente chiede per altro tipo di spese.</p>
<p>Come garanzia nel caso di lavoratori dipendenti può far fede la busta paga, da qui la definizione della tipologia di finanziamento: <strong>prestito a dipendente</strong>.<br />
In genere in questo tipo di finanziamenti l’erogazione del denaro è veloce, vista l’entità della cifra erogata che non è mai eccessiva (altrimenti si dovrebbe ricorrere ad altre modalità di finanziamento), l’interesse è quasi sempre a tasso fisso, l’ammontare delle rate, solitamente mensili, viene quantificato e stabilito il loro numero da distribuire nel periodo di tempo in cui il debito deve essere estinto.</p>
<p>Come per ogni tipo di finanziamento è oggetto di contratto, che ambedue le parti devono accettare prima e rispettare poi.<br />
Il <strong>prestito I.N.P.D.A.P.</strong> (Istituto Nazionale Previdenza Dipendenti Amministrazione Pubblica) invece, è una tipologia di finanziamento a cui hanno diritto <strong>solo</strong> i pubblici dipendenti iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie, è una agevolazione di prestito che può trovare risposta in 2 settimane.</p>
<p>Il rimborso della somma erogata viene trattenuto mensilmente dallo stipendio o dalla pensione, il periodo varia dai 12 ai 48 mesi, attualmente il tasso di interesse effettivo è del 4,5%.<br />
Per questi dipendenti è anche possbile ottenere mutui ed altri tipi di finanziamento godendo di agevolazioni che sono loro concesse.</p>
<p>Le spese di apertura e gestione della pratica sono agevolate, ed è possibile ottenere prestiti per la casa, acquisto o ristrutturaione lavori, oppure per motivi di salute o comunque motivi di vario genere.<br />
Si tratta di finanziamenti agevolati ai dipendenti pubblici.</p>
<p><strong>Prestito fiduciario</strong></p>
<p>Un finanziamento può anche essere <strong>fiduciario</strong>, dove le spese e le modalità di rimborso possono essere agevolate per venire incontro ai problemi del contraente del debito.<br />
Non è richiesta una garanzia specifica ma la somma erogata è quindi modesta.</p>
<p>Appare comunque evidente che, sempre e comunque una società finanziaria dovrà avere qualche forma di garanzia per il finanziamento erogato.<br />
Questo è un problema ad esempio dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato, che non potendo offire un certo tipo di garanzia spesso sono in difficoltà nella richiesta e successiva approvazione di un prestito.</p>
<p>Negli ultimi tempi alcune società si stanno muovendo anche per andare incontro ai lavoratori cosìdetti precari, del resto la condizione di precarietà è dovuta all’andamento del mercato, di conseguenza anche le società che operano nel mercato devono trovare soluzioni che possano incontrarsi con le esigenze dei clienti.
</p>
<h3>&#9658; <a id="mutuo">Mutuo</a></h3>
<p>
Il <strong>mutuo</strong> è un finanziamento ipotecario che richiede l’applicazione del Codice Civile, è un contratto di prestito dove l’oggetto dell’acquisto è ipotecato dalla società finanziaria che può riscattare il bene in caso di interruzione di pagamento del finanziamento.</p>
<p>Il contratto prevede che il debitore si impegni a restituire il denaro come stipulato nell’accordo, dilazionato nel tempo con somme prestabilite.<br />
Dato che il mutuo è generalmente un prestito che richiede lungo tempo per essere estinto, può risultare conveniente valutare a fondo la scelta di un tasso di interesse variabile invece che fisso.</p>
<p>Per fare questo occorre avere competenze finanziarie e saper valutare correttamente l’andamento economico del mercato e stilare previsioni affidabili per il futuro, con le evoluzioni che potrà avere il mercato economico.<br />
Vista l’entità di denaro in genere consistente erogata, le società più accreditate a svolgere questo tipo di finanziamento sono le banche.<br />
Solitamente l’erogazione del mutuo non è il totale ammontare della spesa dell’oggetto di acquisto, ma una cospicua parte: 70-80%.</p>
<p>Negli ultimi anni però, alcune società riescono a mettere a disposizione del beneficiario del mutuo una somma che è quasi pari al valore totale di acquisto.<br />
Questo per agevolare chi non ha ingenti disponibilità economiche ad affrontare le spese iniziali di chi magari acquista una casa con conseguente rogito.<br />
Questo aspetto però va ad appesantire ulteriormente la rata mensile da pagare alla società erogante.</p>
<p>Questo tipo di mutuo è definito come <strong>mutuo 100</strong>, cha va coprire al 100% l’intera somma relativa al capitale erogato.<br />
Trova forse migliore collocazione quando ad esempio si ha intenzione di ristrutturare una casa, ovviamente di proprietà: la società finanziaria può ipotecare comunque un bene già in possesso effettivo del contraente.</p>
<p>Una parte della rata è costituita da una quota per il capitale prestato e da una parte relativa agli interessei.<br />
Via via che si procede con il pagamento gli interessi sono destinati a calare a vantaggio della quota di capitale.<br />
Il contratto di un mutuo deve specificare al meglio le modalità di applicazione degli interessi, siano essi a tasso fisso invece che variabile.</p>
<p>La durata di un mutuo si può estendere anche fino a 30 anni, dando così la possibilità di pagare, nel caso di acquisto di una casa, una sorta di affitto.
</p>
<h3>&#9658; <a id="come_scegliere">Come scegliere un finanziamento</a></h3>
<p>
Le società finanziare che erogano prestiti sono numerose, dalle banche ad altre società nate appositamente per questo scopo.<br />
Nel caso di finanziamenti di entità non eccessiva, finaziamento auto, prestito personale, etc. è possibile rivolgersi a società che in genere offrono servizi mirati concordati con il venditore.</p>
<p>Nell’acquisto di auto ad esempio, ogni casa automobilistica dispone di una società finanziaria ad essa collegata che finanzia l’acquisto rimborsabile in tot mesi scegliendo la rateizzazione più congeniale alle esigenze del cliente.<br />
La stessa modalità di finanziamento la possiamo trovare anche nlee’acquisto di elettrodomestici, apparecchi elettronici, attrezzature sportive, etc. </p>
<p>Per un prestito invece di grossa entità, un mutuo, solitamente le banche, che hanno maggiori disponibilità economiche, sono in grado di offrire un servizio più mirato.<br />
Vista la quantità di società finanziarie e la competitività che ne scaturisce, il preventivo di un finanziamaneto è gratuito, dando così la possibilità al cliente di farsi un’idea concreta della spesa che dovrà sostenere.</p>
<p>Ogni forma di finanziamento, mutuo, prestito, deve essere stipulata in modo <strong>chiaro e trasparente</strong>, nei termini di legge.<br />
Ad oggi è possibile, anche se non facile, ottenere finaziamenti anche per chi è stato protestato o risulta iscritto nell’albo dei cattivi pagatori.<br />
Ovvio che in questi casi le garanzie offerte dal cliente dovranno essere maggiori, magari disporre di un garante.</p>
<p>Del resto regali non li può fare nessuno, ma avendo un reddito anche minimo è possibile usufruire di piccoli o medi finanziamenti che in molti casi servono a risolvere problemi di quotidiana sopravvivenza.<br />
In caso di domanda di finanziamento <strong>sempre rivolgersi</strong> a società legalmente autorizzate e riconosciute.
</p>
<h3>&#9658; <a id="mediazione_creditizia">Mediazione creditizia</a></h3>
<p>
Il <strong>mediatore creditizio</strong> è un professionista che deve risultare iscritto all’Albo presso l’Ufficio Italiano Cambi.<br />
Questo prefessionista ha il compito di risultare il mediatore obiettivo tra domanda e offerta, e non deve avere interessi né con chi esegue la domanda né con chi riceve l’offerta.</p>
<p>Il suo ruolo è quello di portare a buon fine un contratto cui magari sorgono problemi di incompatibilità tra la parti, e non si riesca a giungere ad una soluzione soddisfacente.<br />
Ovviamente il mediatore richiede commissioni sulle operazioni effettuate.
</p>
<h3>&#9658; <a id="diciture">Alcune diciture del finanziamento</a></h3>
<p>
Sempre nei contratti di finanziamento troviamo acronimi che magari non risultano familiari, anche se oggi sono piuttosto conosciuti:<br />
<strong>T.A.N.</strong> Tasso Annuo Nominale che rappresenta il tasso di interesse che si apllica al finanziamento, è calcolato mensilmente su ogni rata.<br />
Il T.A.N. è utilizzato anche come riferimento per paragonare altri tassi di interesse.</p>
<p><strong>T.A.E.G.</strong> Tasso Annuo Effettivo Globale calcola tenendo conto di tutte le spese complessive del finanziamento, e mostra dunque l’effettivo interesse che deve pagare il beneficiario del prestito.<br />
Questi tassi sono regolamentati dalla legge.
</p>
<h3>&#9658; <a id="cessione_del_quinto">  Cessione del quinto</a></h3>
<p>
Per <strong>cessione del quinto</strong> si intende ottenere un <strong>prestito non finalizzato</strong>, ovvero non motivato da un preciso acquisto (auto, casa, etc.) ma erogato per esigenze diverse che non richiedono informazioni aggiuntive.<br />
Questo prestito si paga cedendo appunto un <strong>quinto dello stipendio mensile</strong>, ed è il datore di lavoro a provvedere al pagamento con un bonifico mensile a rata fissa.</p>
<p>La garanzia di questa tipologia di prestito, risiede nella stabilità del posto di lavoro, risulta quindi non possibile erogare questo tipo di finanziamento per lavoratori con contratto a tempo determinato.</p>
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