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	<title>Guida all&#039;acquisto &#187; Arredamento</title>
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		<title>Rubinetto</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 17:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rubinetto è il dispositivo indispensabile per regolare il flusso dell&#8217;acqua e della sua temperatura, sui cui il rubinetto stesso agisce come una sorta di interruttore, oggi elemento di arredo capace di conferire uno stile ben preciso ai sanitari nonché al lavello della cucina. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; Cucina &#9830; Bagno &#9830; Quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <strong>rubinetto</strong> è il dispositivo indispensabile per regolare il flusso dell&#8217;acqua e della sua temperatura, sui cui il rubinetto stesso agisce come una sorta di <em>interruttore</em>, oggi elemento di arredo capace di conferire uno stile ben preciso ai sanitari nonché al lavello della cucina.
</p>
<p><span id="more-1164"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#cucina">Cucina</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#bagno">Bagno</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Quale scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La rotazione di un cilindro (provvisto di foro) che permette o blocca il passaggio dell&#8217;acqua, una tipologia di <em>rubinetto a maschio</em> (valvulae): antica Roma, i primi modelli di rubinetti cui si sia in grado di risalire <em>pare siano</em> proprio questi, e grazie allo sviluppo notevole dell&#8217;imponente rete di acquedotti che rifornivano la città, la produzione di rubinetti, tubature, vasche e stufe per riscaldare l&#8217;acqua diede vita ad una vera e propria attività industriale e commerciale data dalla richiesta e dalla produzione di materiale idraulico.</p>
<p>Non solo rubinetto bensì contemporaneamente <strong>miscelatore</strong> capace, già da allora, di regolare la fuoriuscita di acqua calda, fredda oppure tiepida per il fabbisogno dell&#8217;utilizzatore finale.</p>
<p>La miscela dell&#8217;acqua veniva realizzata in vasche sottostanti gli impianti idrici.</p>
<p>Ferro, piombo, bronzo, ottone nonché metalli preziosi venivano impiegati dalla fiorente industria idraulica per la realizzazione di rubinetti, anche grazie a questo la metallurgia iniziò conoscere importanti e ulteriori mozioni in ambito tecnico &#8211; scientifico, nonché pratico.</p>
<p>Risulta tuttavia corretto menzionare che nell&#8217;antica Grecia venne messa a punto una <strong>rubinetteria</strong> vera e propria, con tanto di accorgimenti meccanici, ed il bronzo risultava essere il metallo più utilizzato. Importante ricordare come con molta probabilità furono i greci a realizzare i primi esemplari di <em>valvole a farfalla per uso idraulico</em>.</p>
<p>Ma ancora occorre citare i <em>qanat</em> di origine orientale, probabilmente i più antichi acquedotti che si sia in grado di conoscere, sistemi di trasporto idrico inizialmente pensati per l&#8217;irrigazione dei campi e delle zone particolarmente aride (sfruttando la pendenza e l&#8217;inclinazione) e successivamente impiegati anche come sistemi di approvvigionamento dall&#8217;acqua per l&#8217;uomo.</p>
<p>Dopo la fine dell&#8217;impero romano sarà necessario attendere il periodo rinascimentale per vedere nuovamente l&#8217;uomo estremamente interessato da appassionato, attraverso le proprie ricerche ed invenzioni, nello studio di oggetti utili per migliorare la qualità della vita, cosa che nel Medio Evo non era tenuta in larga considerazione quanto meno pubblicamente: <em>i ricchi sono sempre stati ricchi ed i poveri sono sempre stati poveri</em>, quindi molto spesso ciò che veniva predicato le masse non veniva rispettato in privato.</p>
<p>Nel Rinascimento romano di gran moda negli imponenti giardini delle ville le fontane, ma anche le piazze ed in diversi luoghi di pubblico dominio, così che architetti, ingegneri, di maestri artigiani idraulici realizzarono tutta una serie di combinazioni per produrre getti d&#8217;acqua e zampilli in un vero e proprio carosello artistico.</p>
<p>Fu lo stesso Leonardo da Vinci a contribuire con i suoi studi e le sue innumerevoli realizzazioni, alla messa a punto di nuove tipologie di valvole da applicare ai rubinetti per aprire e chiudere il getto dell&#8217;acqua.</p>
<p>Nell&#8217;800 grazie a nuove acquisizioni in campo tecnico, medico e scientifico, nonché a tutte le informazioni precedentemente immagazzinate fino a quel momento, fecero in modo che la conoscenza dell&#8217;uomo fece un ulteriore e notevole passo in avanti, da citare relative questo periodo la produzione di energia elettrica e l&#8217;invenzione del motore a scoppio.</p>
<p>Via via che la modernità non assumeva più solo un ruolo di novità, ma bensì cercando di rendere possibile alle masse per migliorare la qualità della vita tutte quelle piccole e grandi invenzioni realizzate, anche il rubinetto diventò pian piano di normale presenza in tutte le abitazioni, dai modelli più semplici e poveri ma pur sempre efficaci per le abitazioni più modeste, fino ad arrivare alle realizzazioni più prestigiose per le persone più abbienti.</p>
<p>La produzione su larga scala ha visto l&#8217;impiego di nuovi materiali come l&#8217;acciaio inox, non dimenticando però per le realizzazioni più pregiate metallico grave, ottone, bronzo ed in taluni casi addirittura <a href="http://www.guida-acquisti.com/oggettistica/oro.html" title="Oro"><strong>oro</strong></a>.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/rubinetto.jpg" alt="Rubinetto" /></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Ciò che praticamente distingue un rubinetto da altre tipologie di valvole è dato dal fatto che non sia presente qualsiasi dispositivo di fissaggio meccanico o fermaglio all&#8217;uscita.</p>
<p>Sebbene di più <em>vecchia</em> concezione sono tuttora presenti in molte abitazioni, anche perché come spesso accade il ritorno alla moda di oggetti considerati obsoleti è all&#8217;ordine del giorno, due rubinetti separati che servono per consentire l&#8217;erogazione dell&#8217;acqua fredda e di quella calda.</p>
<p>Il <strong>miscelatore</strong> solo un tempo considerato da tutti perché risultava particolarmente costoso, oggi è presente in quasi tutte le abitazioni, anche in quella di modesta realizzazione, con questo tipo di rubinetto l&#8217;acqua calda viene miscelata a quella fredda dalle rispettive valvole per poi essere erogata direttamente nel <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/lavabo.html" title="Lavabo"><strong>lavabo</strong></a>.</p>
<p>Nei dispositivi di recente generazione il miscelatore spesso va ad incorporare un bilanciatore di pressione di modo che il rapporto di miscelazione acqua calda / fredda impostata dall&#8217;utilizzatore, possa non subire significative variazioni per quanto riguarda la temperatura dell&#8217;acqua, cosa che può risultare particolarmente fastidiosa quando ad esempio si sta facendo la <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/box-doccia.html" title="Box doccia"><strong>doccia</strong></a>.</p>
<p>Invece di utilizzare due rubinetti, uno per l&#8217;acqua calda ed uno per l&#8217;acqua fredda, spesso il miscelatore utilizza un&#8217;unico pezzo, più sofisticato, che solitamente quando azionato verso l&#8217;alto o verso il basso agisce per regolare il flusso di acqua in uscita, e il spostato verso destra o verso sinistra agisce invece sulla temperatura dell&#8217;acqua (verso sinistra acqua calda, verso destra acqua fredda: in posizione centrale acqua tiepida <em>miscelata</em>, questo almeno per quanto riguarda le installazioni standard di paesi come Europa e Stati Uniti d&#8217;America).</p>
<p>Questi dispositivi sono conosciuti come <strong>valvole termostatiche</strong> e possono essere meccanici o elettronici, addirittura rubinetti con una serie di led a colori per indicare la temperatura dell&#8217;acqua erogata.</p>
<p>Quando i due rubinetti sono separati, sempre per quanto riguarda le installazioni standard come sopra citato, quello posizionato alla destra dell&#8217;utilizzatore eroga acqua fredda, mentre quello sulla sinistra acqua calda; quello dell&#8217;acqua calda solitamente contrassegnati con un segno di colore rosso, viceversa un segno di colore blu (che può essere un cerchio) per quella fredda, sebbene in taluni casi siano presenti i caratteri H (heat, caldo) e C (cold, freddo) per quanto riguarda paesi di lingua anglofona, ad esempio in paesi di lingua francese è possibile trovare C (chaud, caldo) ed F (froid, freddo).</p>
<p>Ottone cromato, acciaio inossidabile, bronzo, rame, oro: c&#8217;è anche chi può permettersi rubinetti in oro massiccio. Materiali più diversificati tra loro sebbene tutti ottimi, in base alle soggettive disponibilità economiche ed esigenze in termini di estetica e funzionalità.</p>
<p>In particolar modo per quanto riguarda i rubinetti da bagno è possibile trovare tutta una serie di marchi, più o meno conosciuti e più o meno prestigiosi (non sempre la prima caratteristica va di pari passo con la seconda) che permettono realmente una vasta scelta dal design più ricercato, raffinato e stilizzato per quanto riguarda anche questo importantissimo complemento di arredo: <strong>il rubinetto</strong>.</p>
<p>L&#8217;acronimo <a name="pvd"><strong>PVD</strong></a> sta ad indicare <em>physical Vapor Deposition</em>, ovvero deposizione fisica di vapore, un tipo di lavorazione capace di stendere su determinate superfici <em>film sottili</em>, strati di materiale con diversi micron di spessore, film che se previsti nella rifinitura del rubinetto rappresentano un indiscusso aiuto per la prevenzione del deposito di macchie.</p>
<p>Rubinetti con tubo estensibile che fuoriescono dalla loro sede possono risultare particolarmente utili per risciacquare.
</p>
<h3>&#9658; <a id="cucina">Cucina</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il rubinetto per il lavello della cucina dovrebbe essere improntato alla funzionalità, anche perchè tanto design quanto funzionalità sono perfettamente compatibili.</p>
<p>Sebbene quando si acquista una cucina solitamente <em>tutto  oquasi</em> può risultare incluso, nulla vieta, anzi è consigliato, dedicare la giusta attenzione a quelli che possono sembrare <em>solamente particolari</em> quando si è concentrati su di un acquisto <em>più grande</em>, come quello della cucina appunto.</p>
<p>Un design anche elegante può risultare funzionale, massima comodità di utilizzo, a partire dal miscelatore la cui praticità deve essere massima, ed il tubo di erogazione dell&#8217;acqua della giusta lunghezza che permetta con facilità di arrivare in ogni punto del lavello.</p>
<p>Se si preferisce un rubinetto più corto è possibile l&#8217;opzione con tubo estensibile che permette di lavare in maniera ottimale.
</p>
<h3>&#9658; <a id="bagno">Bagno</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Un miscelatore termostatico per il bagno è certamente una soluzione funzionale, più costosa, ma probabilmente un buon investimento, visto che i sanitari debbono necessariamente offrire comodità, praticità e risultare confortevoli nell&#8217;utilizzo.</p>
<p>Un&#8217;unica manopola può risultare ottimale, tanto per la doccia quanto per il lavabo od il bidet, pratica da usare, fornisce acqua calda o fredda oppure miscelata come si preferisce in poco tempo, soprattutto quando si hanno me mani impegnate e ci si lava, risulta certo comodo con un unico e semplice movimento azionare il miscelatore per apportare le modifiche necessarie alla temperatura ed al getto dell&#8217;acqua.</p>
<p>L&#8217;estetica non può certo essere lasciata in secondo piano, specie in un arredamento particolarmente curato, ma altresì in uno modesto: spesso sono i particolari, i complementi di arredo, a fare la differenza in meglio andando a valorizzare l&#8217;arredamento stesso.</p>
<p>Finiture lucide a specchio invece che satinate, bronzo invece che ottone, acciaio inox, marchi che sono considerati <em>cult dell&#8217;art design</em>; difficile non trovare il prodotto che meglio si integra con il nostro arredo bagno.</p>
<p>Massima praticità, buona fattura ed estetica.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Come scegliere</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il rubinetto deve essere un oggetto robusto, destinato a durare nel tempo, un prodotto di qualità; proprio sulla qualità è necessario concentrarsi prima ancora che sull&#8217;estetica. Valvole di ottima fattura, rifiniture degne di tale nome sono da prediligere rispetto a quelle <em>troppo economiche</em>.</p>
<p>Rifinitura in <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/rubinetto.html#pvd" title="PVD"><strong>PVD</strong></a> impedisce l&#8217;eventuale, e sempre facile, formazione di macchie dovute al deposito di calcare.</p>
<p>Fortunatamente è possibile coniugare gusto estetico, funzionalità e qualità del prodotto, che sia per la cucina od il bagno.</p>
<p>Il tubo estensibile e scorrevole (nonché a scomparsa) tuttavia può trovare ottima funzionalità tanto nel lavello della cucina quanto nel <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/lavabo.html" title="Lavabo"><strong>lavabo per bagno</strong></a>.</p>
<p>Sappiamo bene quanto la corretta pulizia del lavabo, tanto in cucina quanto in bagno, sia più facile se è possibile bagnare e risciacquare accuratamente (dopo avere usato il detergente), il tubo estensibile in questo caso offre un&#8217;indiscussa funzionalità e facilità di utilizzo.</p>
<p>Provare l&#8217;efficienza del contrappeso (che permette al tubo flessibile di rialloggiare da solo) prima dell&#8217;acquisto, il movimento deve risultare omogeneo, non presentare interruzioni nella corsa.</p>
<p>Occore valutare anche se conviene effettivamente la manopola montata di lato; un&#8217;estetica senz&#8217;altro orginale, ma è così comoda da utilizzare? Anche quando si hanno le mani sporche?</p>
<p>Il getto dell&#8217;acqua deve essere sufficientemente potente (questo ovviamente dipende anche e soprattutto dalla pressione presente nell&#8217;impianto idraulico), uniforme, non <em>schizzare</em> zampilli di acqua ovunque, problematica che si presenta quando ad esempio il filtro a maglia (in metallo) posizionato all&#8217;uscita del rubinetto risulta parzianlmente otturato dal calcare.</p>
<p>Robusto, bello, facile da usare. Troppo economico?! <em>L&#8217;impossibile a richiesta</em>. Un buon rubinetto deve essere un prodotto capace di garantire qualità costante nel tempo. <em>Un piccolo grande investimento</em>.</p>
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		<title>Tegole solari</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 16:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tegole solari (denominate anche tegole fotovoltaiche o tech tile) sono pannelli (o celle) solari veri e propri caratterizzate dall&#8217;aspetto di comuni tegole impiegate per completare la costruzione del tetto. Producono energia elettrica, termica ed entrambe nella tegola ibrida. &#9830; Cos&#8217;è &#9830; Caratteristiche &#9830; Posa in opera &#9830; Energia prodotta &#9658; Cos&#8217;è &#9650; Sebbene di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le <strong>tegole solari</strong> (denominate anche <em>tegole fotovoltaiche</em> o <em>tech tile</em>) sono pannelli (o <em>celle</em>) solari veri e propri caratterizzate dall&#8217;aspetto di comuni tegole impiegate per completare la costruzione del tetto.<br />
Producono energia elettrica, termica ed entrambe nella <em>tegola ibrida</em>.
</p>
<p><span id="more-1127"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#cos_e">Cos&#8217;è</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#posa_in_opera">Posa in opera</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#energia_prodotta">Energia prodotta</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="cos_e">Cos&#8217;è</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Sebbene di recente produzione (<em>la loro storia</em> inizia nel 2005)  le tegole solari possono rappresentare per l&#8217;immediato futuro una delle alternative più interessanti per quanto concerne la produzione di energia elettrica e termica avendo il sole come fonte di energia, con tutti gli indubbi vantaggi che ne derivano.</p>
<p>Come nei pannelli fotovoltaici <em>più ingombranti</em> e certamente meno apprezzabili da un punto di vista puramente estetico, l&#8217;elettricità viene prodotta grazie alla luce, non necessariamente dalla pura radiazione solare, quindi sono in grado di produrre energia elettrica anche laddove il clima sia nuvoloso o coumque <em>non propriamente solare</em>.</p>
<p>Può realmente rapprresentare un sistema rivoluzionario per la produzione di energia pulita, se il concetto viene assimilato dai consumatori ma sopratutto se proposto e divulgato in maniera adeguata da governanti intelligenti e capaci che dovrebbero giustamente essere preoccupati della salvaguardia dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Ad oggi 20 giugno 2011 possiamo dire che l&#8217;attuale ministro dell&#8217;ambiente Stefania Prestigiacomo risulti piuttosto lontana da concetti che invece come ministro dovrebbe far proprie, concetti rivolti all&#8217;incremento della produzione di energia elettrica e termica con impianti innovativi capaci di produrre energia pulita, impianti che andrebbero adeguatamente <em>promossi</em> sul mercato e commercializzati maggiormente grazie ad incentivi che il governo dovrebbe mettere a disposizione per chi intende acquistare questo tipo di impianti, invece di (<em>anche solo</em>) nominare il nucleare, vecchio, obsoleto e pericoloso.</p>
<p>Il tetto della casa è dunque destinato a diventare un componente attivo con queste tegole, e non più dunque solo (sebbene importantissimo) componente passivo.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/tegole-solari.jpg" alt="Tegole solari" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.jetsongreen.com/" target="_blank"><small>JetsonGreen.com</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La <strong>tegola solare ibrida</strong> può rappresentare certamente una soluzione molto interessante, in quanto capace di produrre energia termica e solare, solitamente le dimensioni di questa, sono di circa quattro volte superiori una tegola normale, risultano essere facilmente posizionabili come le altre; ovvio che l&#8217;installazione deve essere effettuata da personale specializzato anche al fine di mantenere valida la garanzia del prodotto.</p>
<p>Pochi kilogrammi di peso ed in pochi millimetri di spessore possono essere inseriti i componenti assorbenti in rame, grazie alle nanotecnologie in 3 mm può essere inserito un tampone isolante coperto da un vetro ad alta trasmittanza di uno spessore di poco superiore ai 3 mm, e l&#8217;<em>assorbitore</em> termico e/o fotovoltaico completano la costruzione.</p>
<p>Due collettori di alluminio pressofuso sono solitamente posizionati alle estremità delle tegole, capaci di veicolare il <strong>fluido vettore termico</strong> da una tegola all&#8217;altra (<em>glicole propilenico atossico</em> come ad esempio quello del <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/condizionatore.html" title="Condizionatore"><strong>condizionatore</strong></a>).</p>
<p>Indicativamente il fluido vettore entra nella prima tegola posizionata in basso, vicino alla grondaia, per poi arrivare alle ultime tegole, quelle posizionate all&#8217;estremità del tetto, verso l&#8217;alto. Grazie al ricircolo forzato il fluido assorbe energia termica e luminosa dall&#8217;esterno (dall&#8217;ambiente), energia che viene rilasciata nello scambiatore dell&#8217;impianto sanitario dell&#8217;edificio.</p>
<p>Speciali profili in alluminio ottenuti per <a href="http://www.guida-acquisti.com/utensili/estrusore.html" title="Estrusione"><strong>estrusione</strong></a> di dimensioni uguali alle scandole in cui sono inserite le tegole garantiscono una ottimale copertura nonché il deflusso dell&#8217;acqua piovana.</p>
<p>Vengono prodotte anche tegole solari realizzate in <em>plastica stampata ad iniezione</em> dotate di un&#8217;apertura trasparente in plexiglas che permette alla luce di raggiungere le celle solari.</p>
<p>Il materiale delle tegole fotovoltaiche realizzate anche con tecnopolimeri risultano tranquillamente resistenti alla grandine nonché al calpestio qualora vi sia la necessità di intervenire sul tetto.</p>
<p>Le celle solari sono di silicio disponibile in diverse tecnologie, policristallino di recente generazione, monocristallino, etc.
</p>
<h3>&#9658; <a id="posa_in_opera">Posa in opera</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le tegole solari possono essere installate sia su di un edificio nuovo quanto andando invece a sostituire le vecchie tegole andando ad eseguire una <strong>ristrutturazione del tetto</strong>. La pendenza può oscillare tra i 5 ed i 60 gradi di pendenza, tipici di alcune costruzioni particolari.</p>
<p>L&#8217;integrazione di questo tipo di tegole in quelle tradizionali è omogenea, in quanto la cella termica / fotovoltaica che risulta inserita all&#8217;interno della tegola stessa, risulta facente parte dell&#8217;elemento architettonico che può essere specificamente costruito con materiali, colori, moduli al fine di risultare complanare alle tegole esistenti nel tetto.</p>
<p>La posa in opera avviene come per una normale tegola costruita con generici materiali di costruzione (laterizi), l&#8217;innesto meccanico ed elettrico (resistente alle intemperie) avvengono simultaneamente nell&#8217;installazione.</p>
<p>Il risultato estetico può davvero essere molto diversificato, in quanto è possibile ottenere una integrazione ottimale con il contesto architettonico presente, che sia futuristico ed ultratecnologico invece che caratterizzato da stile rustico od antico.</p>
<p>Particolare interesse riveste il collegamento elettrico alla centralina, che permette funzionalità di gestione e di controllo, nonché una rapida è facile individuazione di eventuali anomalie di funzionamento.</p>
<p>Dall&#8217;interno dell&#8217;abitazione (o comunque dell&#8217;edificio in questione) si ha la possibilità di avere il totale controllo dell&#8217;impianto proprio grazie la centralina, che può essere interfacciata con un personal computer per eseguire specifiche analisi tecniche dei dati rilevati.</p>
<p>La centralina ha il compito importante di monitorare costantemente il corretto funzionamento dell&#8217;impianto, l&#8217;irraggiamento solare, la temperatura del tetto, andando ad evidenziare quanto necessario i diversi cambiamenti di stato dell&#8217;impianto, impianto solitamente dotato anche di crono termostato come previsto ormai in qualunque tipo di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/caldaia.html" title="Impianto di riscaldamento"><strong>impianto di riscaldamento</strong></a>.</p>
<p>Il controllo dell&#8217;impianto deve essere semplice ed immediato, e la centralina esegue diagnosi costanti.
</p>
<h3>&#9658; <a id="energia_prodotta">Energia prodotta</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Indicativamente per produrre <em>1 kWp</em> (chilowatt picco, unità di misura della potenza teorica massima cui è capace di produrre un generatore elettrico) sono necessari circa 18 mq di tegole solari (tegole fotovoltaiche), 0,07 mq circa per ciascuna tegola.</p>
<p>Si può andare da circa 1.000 kWh prodotti nel nord Italia in edifici con esposizione a sud, ai 1.500 kWh prodotti nell&#8217;arco di un anno, con tegole fotovoltaiche installate ad una pendenza media di 30 gradi con un tetto della superficie di 18 mq.</p>
<p>Questa tipologia di tegole può realmente rappresentare una interessante e valida soluzione per produrre energia elettrica e termica da fonte solare.</p>
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		<item>
		<title>Porta da interno</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/arredamento/porta-da-interno.html</link>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 14:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.guida-acquisti.com/?p=1092</guid>
		<description><![CDATA[Le porte da interno sono strutture mobili che permettono di chiudere e aprire i locali interni agli edifici, che siano essi costruzioni domestiche, commerciali o industriali. &#9830; Cenni storici &#9830; Materiali &#9830; A battente &#9830; Scorrevole &#9830; A libro &#9830; A soffietto &#9830; Maniglie e serrature &#9658; Cenni storici &#9650; Pare che le prime notizie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le <strong>porte da interno</strong> sono strutture mobili che permettono di chiudere e aprire i locali interni agli edifici, che siano essi costruzioni domestiche, commerciali o industriali.
</p>
<p><span id="more-1092"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#materiali">Materiali</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#a_battente">A battente</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scorrevole">Scorrevole</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#a_libro">A libro</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#a_soffietto">A soffietto</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#maniglie_e_serrature">Maniglie e serrature</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Pare che le prime notizie riguardanti le porte siano risalenti al periodo che appartiene all&#8217;antico Egitto, solitamente realizzate in pezzi unici di legno e poi montate, singole o doppie, per permettere e/o vietare l&#8217;accesso alle tombe.</p>
<p>In tutte quelle località geografiche dove il clima<br />
si presentava sufficientemente asciutto non destavano alcuna preoccupazione eventuali deformazioni<br />
 subite dalle strutture in legno dove invece il tasso di umidità era presente con livelli preoccupanti.</p>
<p>Fu Marco Vitruvio Pollione (<em>Marcus Vitruvius Pollio</em>), architetto e scrittore romano del primo secolo avanti Cristo a sostenere che fosse necessario telaio e pannello come struttura portante della porta per impedirne eventuali deformazioni dovute agli eccessi di umidità o comunque legate alle intemperie stagionali ed escursioni termiche.</p>
<p>Telaio e pannello di tutti gli eventuali spazi relativi al passaggio della porta, scanalature e rotaie per fare in modo che la struttura portante risulti stabile e sicura atta mantenere chiuso un determinato locale, che si potesse aprire e chiudere con estrema facilità mantenendo allo stesso tempo in buone condizioni la porta con tutta la sua intelaiatura.</p>
<p>Lo stile era composto da pannelli verticali <em>tenonati</em> o <em>sospesi</em>, ricordiamo che il <em>tenone</em> è una tipologia di incastro che trova nella <em>mortasa</em> la sua controparte vuota destinata all&#8217;alloggiamento, il tutto realizzato in legno nelle sue diverse essenze.</p>
<p>Olivo, colmo, cipresso, cedro alcune di queste essenze che vennero utilizzate per realizzare porte intelaiature talvolta di rara e pregevole fattura, il legno poteva anche essere lavorato, intarsiato, decorato, arricchito anche con metalli preziosi.</p>
<p>Le porte venivano installate appese ai perni posti nella parte superiore e inferiore del telaio, talvolta si trattava di strutture davvero imponenti e pesanti ed i perni venivano serviti nella solida struttura del muro, che poteva essere di basalto invece che di granito; si pensa ad esempio ad una immensa porta di un tempio o comunque di un luogo sacro, dove le preziose decorazioni e lavorazioni rendevano omaggio al luogo, realizzate su strutture imponenti, porte e telaio, di notevole spessore e dimensione, immaginiamo dunque come esso dovesse essere elevato e di conseguenza quanta solidità dovesse avere l&#8217;intera costruzione per reggere nel tempo sicura e stabile.</p>
<p>Tanto nell&#8217;antica Roma quanto nell&#8217;antica Grecia si usavano porte doppie nonché singole, con chiusure a battente, oppure scorrevoli o ancora <em>a libro</em> (pieghevoli), supportate da cerniere, esemplari poi le costruzioni riscontrabili in diverse località, enormi porte realizzate in pietra.</p>
<p><em>Erone di Alessandria</em>, matematico nonché inventore dell&#8217;antica Grecia vissuto in un periodo a cavallo tra il primo ed il secondo secolo avanti Cristo, mise a punto il primo congegno meccanico che permise l&#8217;apertura e la chiusura automatica delle porte di un tempio, invenzione nota come <em>Macchina di Erone</em>.</p>
<p>Nel settimo secolo in Cina sotto l&#8217;impero di <em>Yang Sui</em> venne realizzato il primo sensore, che si è attivava grazie alla pressione del piede, che permetteva l&#8217;apertura automatica della biblioteca reale dell&#8217;imperatore, nel XIII secolo venne realizzato il primo congegno meccanico che permetteva l&#8217;apertura e chiusura automatica di un cancello, ad opera dell&#8217;inventore arabo Al Jazari.</p>
<p>Lo stile architettonico delle porte come è ovvio e logico supporre ha sempre fatto parte del periodo storico in cui le porte stesse venivano realizzate, facenti parte tutti gli effetti dell&#8217;arredamento, talvolta dalla sontuosità di uno specifico ambiente.</p>
<p>Realizzazioni encomiabili risalenti ai tempi dei terremoti sono ancora oggi ammirabili in tutta la loro bellezza, imponenti opere frutto dell&#8217;ingegno del lavoro dell&#8217;uomo che si possono vedere su antichi templi, cattedrali, palazzi ormai storici, le porte sono a tutti gli effetti elementi architettonici indispensabili in un edificio.</p>
<p>Sebbene il maggiore attenzione, legata anche motivi di sicurezza, potesse essere riposta nella realizzazione della porta d&#8217;entrata principale di un edificio, anche le porte interne ai locali hanno assunto via via una sempre maggiore importanza, il cui ruolo può diventare irrinunciabile tanto nelle abitazioni domestiche quanto agli edifici commerciali o industriali.</p>
<p>Si pensi semplicemente all&#8217;importanza che può assumere una porta quando si ha la necessità di godere di maggiore riservatezza quando si è all&#8217;interno di uno specifico edificio.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/porta-da-interno.jpg" alt="Porta da interno" /></p>
<h3>&#9658; <a id="materiali">Materiali</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Probabilmente quando si pensa ad una porta istintivamente, almeno chi scrive, si è portati a pensare al legno come materiale realizzato per l&#8217;intera struttura (telaio e porta) eccezione fatta ovviamente per i perni e le maniglie.</p>
<p>Tuttavia negli ultimi anni si è avuto un incremento notevole nell&#8217;impiego di materiale plastico per la realizzazione di porte, come il laminato plastico oppure l&#8217;alluminio, materiali alternativi al legno che hanno trovato un valido riscontro anche per quanto riguarda la realizzazione di <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/serramenti.html" title="Serramenti"><strong>serramenti</strong></a>.</p>
<p>Tuttavia il legno rimane con tutta probabilità il materiale più utilizzato per quanto riguarda la realizzazione di porte da interno soprattutto per gli edifici ad uso domestico; legno che sovente trova un ottimo abbinamento con il vetro.</p>
<p>Indubbiamente porte in alluminio risultano più indicate in edifici adibiti a locali commerciali, ambienti di lavoro; porte in materiale plastico oppure realizzate con alluminio o alluminio e vetro trovano indubbiamente una più facile collocazione in ambienti lavorativi, dove si punta alla praticità ed al risparmio per quanto possibile nella realizzazione degli interni, anche quando non ci si possono permettere delle porte da interno realizzati in legno massello, la scelta comunque di una struttura realizzata in particolare probabilmente risulta più consona, anche perché poi il rivestimento o davvero arrivare ad essere quanto oggettivamente desiderato dal cliente.</p>
<p>Pensiamo ad esempio ad una porta realizzata in truciolare rivestito da laminato plastico lavorato in modo da sembrare ciliegio: indubbiamente una finitura che conferisce al prodotto una certa eleganza, un certo calore che ben fanno inserire la porta dell&#8217;arredamento, che diventa <em>vivibile</em> ed apprezzabile nell&#8217;uso quotidiano.</p>
<p>Molto belle risultano essere anche le porte realizzate con l&#8217;inserto del vetro, sebbene non a tutti piacciono in quanto non garantiscono una totale privacy una volta chiuse. Tuttavia il vetro potrebbe essere smerigliato, e comunque ben difficile che venga proposto del tutto trasparente, cercando di coniugare quindi la privacy dell&#8217;ambiente una volta che la porta è chiusa ma sfruttando magari dove necessario anche la luce che proviene dall&#8217;esterno del locale chiuso dalla porta.</p>
<p>Il telaio della porta (<em>montante</em>) salvo specifiche e direi quasi bizzarre esigenze, viene realizzato con la medesima estetica del materiale della porta stessa; per quanto riguarda le maniglie nonché le cerniere (perni) anche in questo caso solitamente si utilizza lo stesso abbinamento di materiali. Ad esempio di maniglie e cerniere in ottone, in bronzo, in materiale plastico sinterizzato con specifiche e molteplici finiture.</p>
<p>Le finiture possono essere tranquillamente in legno nelle essenze preferiamo: ciliegio, noce, rovere, etc. ed ovviamente il telaio solitamente rifinito con lo stesso materiale, talvolta anche laccato per far assumere all&#8217;intero serramento il colore che risulta più idoneo ai gusti personali<br />
.</p>
<p>Le misure standard di una porta possono essere 80 x 210 invece che 70 x 210 o ancora 60 x 210. Ovvio che possibile realizzare porte su misura dove vi siano specifiche esigenze.</p>
<h3>&#9658; <a id="a_battente">Porte a battente</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le porte a battente sono con tutta probabilità quelle più utilizzate, quella tipologia di porte e tutti ben conosciamo, dove siamo noi stessi azionando dapprima la maniglia e poi semplicemente spingendo in maniera leggera la porta del provochiamo l&#8217;apertura pure la chiusura tirando la porta per la maniglia verso di noi.</p>
<p>Solitamente le <strong>porte a battente</strong> risultano letteralmente appoggiate sui perni (suddiviso in due parti: il maschio fissato nel montante e la femmina sulla porta), perni che solitamente sono due (uno posizionato ) ogni qualvolta la porta è aperta e sufficiente spingerla avanti e indietro per farla ruotare ad angolo, dalla chiusura per l&#8217;apertura e viceversa solitamente di 90&deg;.</p>
<p>In questa tipologia di porta può trovare un valido nonché elegante impiego il vetro inserito nella porta stessa, quasi a conferire al prodotto l&#8217;aspetto di una <em>porta finestra</em> in modo che il materiale in cui la porta è realizzata fa da cornice al vetro stesso; od ancora le cornici possono essere due, in quanto possibile realizzare una porta a battente dove siano inseriti due vetri, uno nella parte superiore e uno in quella inferiore, invece che un vetro unico dove la cornice del vetro stesso verrà realizzata lasciando un inserto a parte superiore è quella inferiore dell&#8217;unico vetro, tant&#8217;è che, in poche parole, la porta abbia una <em>sorta di due finestre</em>.</p>
<p>Queste sono scelte che ovviamente devono essere valutate dall&#8217;utente finale, in base all&#8217;arredamento ed alle specifiche esigenze di riservatezza che ciascun locale deve avere.</p>
<p>Una porta battente realizzata con profilo in alluminio ed interamente in vetro all&#8217;interno della cornice, potrebbe rappresentare una soluzione laddove si desideri che due locali rimangano di fatto comunicanti anche quando la porta è chiusa, laddove si abbia la necessità di vedere in entrambi i locali quando appunto la porta risulta essere chiusa.</p>
<p>Porte invece senza inserto qualcuno, ma bensì totalmente chiuse, garantiscono indubbiamente una maggiore riservatezza quando il locale risulta chiuso dalla porta; qualora l&#8217;arredamento lo permetta è possibile naturalmente alternare le tipologie di porte da inserire all&#8217;interno dell&#8217;edificio.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scorrevole">Porta scorrevole</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le porte scorrevoli (denominate anche <em>porte a scomparsa</em> quando entrano nel controtelaio nel muro una volta aperte) personalmente le ho viste largamente impiegato soprattutto negli ultimi anni, dove le nuove costruzioni edili vengono realizzate pensando ad un reale e concreto al risparmio di spazio tale da permettere un&#8217;ottima vivibilità ma contemporaneamente non cadere in costruzioni che prevedono spazi troppo grandi per il fabbisogno abitativo, spazi che talvolta non vengono utilizzati come dovrebbero, quindi sprecati.</p>
<p>Le <strong>porte scorrevoli</strong>, io le ho viste realizzate in legno massello e in truciolare, ma penso anche si possono tranquillamente realizzare in altro materiale laddove ve ne sia la necessità, permettono realmente un interessante, concreta e tangibile risparmio di spazio; spazio che non sarà più obbligatoriamente lasciato libero in quanto la porta battente deve avere la possibilità di aprire e chiudere il locale ogni qualvolta ve ne sia la necessità, spazio che invece può essere utilizzato tutta la sua capienza in quanto per aprire e chiudere la porta scorrevole sarà necessario semplicemente spingerla verso destra o sinistra (secondo l&#8217;installazione) e farla letteralmente scomparire nel muro del locale è aperto per farlo ricomparire completamente quando vogliamo che il locale stesso sia chiuso.</p>
<p>La <em>parte scorrevole</em> è costituita da un controtelaio solitamente di alluminio la cui struttura risulta specificamente pensata per il telaio che deve sostenere, che in taluni casi può anche raggiungere un peso di tutto rispetto, all&#8217;estremità superiore del controtelaio è presente una rotaia dove la porta possa scorrere con facilità ed estrema semplicità da parte dell&#8217;utente grazie a due rotelle che appunto scorrono nella rotaia stessa quando si va ad aprire o chiudere la porta.</p>
<p>Risulta dunque essere il binario capace di sviluppare il sistema a scorrimento in questa tipologia di porta, che permette all&#8217;anta di <em>scomparire</em> (scorrere) all&#8217;interno del muro dove si trova appunto il controtelaio, vera e propria struttura portante della porta scorrevole.</p>
<p>Dal momento che questa tipologia di prodotto prevede l&#8217;alloggiamento del controtelaio del muro, non dovremo mai dimenticare che sostanzialmente la parte di muro che ospita questa struttura (ovvero il controtelaio) all&#8217;interno è <em>vuota</em>, quindi non sarà possibile praticare fuori nel muro anche di piccole dimensioni o comunque eseguire lavori <strong>che potrebbero in qualche misura andare a danneggiare il controtelaio</strong>.</p>
<p>La porta a scomparsa può davvero rappresentare una soluzione elegante di arredamento nonché contemporaneamente un prodotto realmente apprezzabile in quanto contribuisce al risparmio di spazio.
</p>
<h3>&#9658; <a id="a_libro">Porta a libro</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La porta a libro, cosiddetta in quanto quanto chiuso risulta piegata su se stessa proprio come un libro, può rappresentare oggettivamente laddove vi siano problemi di spazio un&#8217;alternativa tanto alla <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/porta-da-interno.html#a_battente" title="Porta a battente"><strong>porta a battente</strong></a> in quanto se aperta andrebbe ad occupare uno spazio che invece serve oppure dovrebbe occupare uno spazio che non c&#8217;è, quanto alla <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/porta-da-interno.html#scorrevole" title="Porta scorrevole"><strong>porta scorrevole</strong></a> allora non sussistano i presupposti per poterla installare.</p>
<p>Senza dimenticare comunque potrebbe anche venire installata per una scelta puramente estetica. La porta libro è funzionale, semplicissima da utilizzare ed una parte di spazio importante, specie in ambienti piccoli, la fa risparmiare.</p>
<p>Nella parte superiore del montante trova alloggiamento un binario, la porta a libro è composto da due parti ciascuna delle quali, anch&#8217;esse nella parte superiore montano delle piccole rotelle o comunque meccanismi di scorrimento (che non sono visibili in quanto il controtelaio è nascosto nel proprio come nella porta scorrevole), che permettono alla porta di aprirsi e chiudersi come un libro ogni qualvolta l&#8217;utente alla necessità di esercitare questo movimento.
</p>
<h3>&#9658; <a id="a_soffietto">Porta a soffietto</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La porta a soffietto funzione più né meno come la porta a libro, risulta però composta da più pannelli che ricordano il movimento della fisarmonica quando viene aperta e chiusa.</p>
<p>Non solo la porta battente, ma tanto quella a libro, scorrevole, oppure a soffietto possono tranquillamente contenere all&#8217;interno dei pannelli inserti in vetro laddove si abbia il desiderio che la luce possa filtrare comunque tre locali anche quando la porta è chiusa, tutto dipende dalle nostre disponibilità economiche nonché dalle specifiche esigenze soggettive di arredamento e di riservatezza.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/maniglia.jpg" alt="Maniglia porta da interno" /></p>
<h3>&#9658; <a id="maniglie_e_serrature">Maniglie e serrature</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le maniglie delle porte da interno nonché le serrature ed il loro alloggiamento possono senza ombra di dubbio conferire quel tocco di stile, eleganza, unicità e calore all&#8217;intero serramento. Anche se non si ha la possibilità di potersi permettere maniglie e e perni in ottone invece che in bronzo, si può tranquillamente puntare ad un materiale meno costoso ma comunque robusto e con rifiniture che richiamano appunto quelle dell&#8217;ottone, del bronzo, dell&#8217;argento, invece che cromature secondo quelle che sono le esigenze di arredamento ed i gusti di ciascuno.</p>
<p>Le maniglie vengono solitamente posizionate sopra la serratura e può essere con la chiave di tipo tradizionale diciamo, oppure facente parte del alloggiamento della serratura stessa, come mi è capitato di vedere ad esempio in porte a libro, scorrevoli, ed a soffietto: un&#8217;elegante manopola che non fuoriesce dal telaio della porta per conferire maggiore eleganza, è sufficiente farla ruotare per chiudere e aprire la porta una volta chiusa.</p>
<p>Ancora mi è capitato di vedere serrature che sembrano facenti parte del alloggiamento stesso della serratura ma che invece danno la possibilità di estrarre una piccola chiave qualora ve ne sia la necessità..</p>
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		<title>Tipologie di parquet</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 11:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il parquet è una tipologia di pavimentazione che talvolta, magari negli immobili di pregio con finiture di qualità medio-alta, viene inserito nel capitolato. &#9830; Parquet &#9830; Posa del parquet &#9830; Legno &#9658; Parquet &#9650; Dal momento che come le piastrelle di formato più piccolo erano quasi un classico, un&#8217;abitudine fino a qualche decennio fa, oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/parquet.html" title="Parquet"><strong>parquet</strong></a> è una tipologia di pavimentazione che talvolta, magari negli immobili di pregio con finiture di qualità medio-alta, viene inserito nel capitolato.
</p>
<p><span id="more-1068"></span><br />
<object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/shj57GHJ58I?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/shj57GHJ58I?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
<h2>&diams; <a href="#parquet">Parquet</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#posa">Posa del parquet</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#legno">Legno</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="parquet">Parquet</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Dal momento che come le <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/piastrelle.html" title="Piastrelle"><strong>piastrelle</strong></a> di formato più piccolo erano quasi un classico, un&#8217;abitudine fino a qualche decennio fa, oggi che vengono sovente impiegate piastrelle di dimensioni maggiori, spesso a tutto vantaggio dell&#8217;estetica e della praticità di utilizzo, pulizia compresa, anche per quanto riguarda il parquet vengono utilizzati i cosìddetti listoni, pannelli di legno dalle dimensioni discrete a partire dai più piccoli.</p>
<p>Il parquet è sicuramente capace di donare all&#8217;ambiente un certo calore che deriva dal legno, e conferire quel tocco di eleganza all&#8217;arredamento; questo tipo di pavimentazione risulta utilizzato dall&#8217;uomo fin dai tempi più remoti, ed il suo impiego si è affinato sempre di più nel tempo con l&#8217;ausilio di designer, architetti ed esperti posatori.</p>
<p>Già nel lontano medioevo il parquet veniva utilizzato per ottenere la pavimentazione, via via che prese piede questa tipologia di prodotto iniziarono anche, da parte di più facoltosi, ricerche su come utilizzare al meglio il pavimento delle residenze sontuose; i pittori fiamminghi hanno avuto in questo il loro ruolo importante, abili maestri falegnami sono stati capaci di creare intarsi molto decorativi, accostando non solo liste di legno dalla forma differente ma impiegando anche diverse specie di legno, diverse essenze, in modo da creare contrasti tra gli accostamenti, per quanto riguarda il colore e le venature del legno.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di questa pavimentazione affonda le proprie radici storiche sostanzialmente in tutte le parti del globo, dall&#8217;Oriente all&#8217;Occidente, ed in ogni luogo dove è stato e dov&#8217;è ancora impiegato, ha creato nel corso della storia particolari stili di utilizzo, design che si richiamano alle più disparate ambientazioni con tanto di disegni con spiccati riferimenti storici, culturali, religiosi e sociali.</p>
<p>Dall&#8217;antichità fino ai giorni nostri il parquet ha continuato ad essere una tipologia di pavimentazione molto apprezzata, molto importante ricordare che nel 1983 l&#8217;italiano professor <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Giordano"><strong>Guglielmo Giordano</strong></a> ha depositato un brevetto per il sistema di pavimentazione in legno multistrato, di cui sicuramente avrete sentito parlare: il <strong>listone Giordano</strong>.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/parquet.jpg" alt="Parquet" /><br /><small>Fonte immagine: <a rel="nofollow" href="http://www.trovavetrine.it/imgs/all/impresacarrossa/parquet-decoro.jpg">Trovavetrine.it</a></small> </p>
<h3>&#9658; <a id="posa">Posa del parquet</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La posa in opera del parquet risulta di fondamentale importanza per la riuscita del lavoro che deve essere ottimale; è necessario quindi rivolgersi a personale altamente specializzato, abili capaci maestri artigiani posatori.</p>
<p>Anche per quanto riguarda il consiglio su quale tipologia di legno scegliere, di quali dimensioni e colori. Per quanto riguarda le dimensioni dei listelli di legno da impiegare l&#8217;opportuno tenere in considerazione quanto è ampio un ambiente, il locale in cui si intende installare il parquet come pavimentazione.</p>
<p>Da non dimenticare che in primo luogo la base su cui andrà ad appoggiare il legno (il sottofondo) dovrà essere perfettamente levigato, piano, lineare, pulito e privo di qualsiasi umidità o infiltrazioni; in caso contrario già si andrebbe a creare un vero proprio problema in quanto l&#8217;umidità risulta essere nociva per il legno, e come per qualsiasi altro tipo di pavimentazione la stabilità dell&#8217;essere ottimale quindi il pavimento perfettamente liscio e in bolla.</p>
<p>La posa in opera può essere flottante, le varie liste di legno vengono incastrate l&#8217;una all&#8217;altra in più strati, solitamente sistemate in maniera trasversale uno strato rispetto all&#8217;altro, almeno tre per questa tipologia di posa in opera.</p>
<p>Invece la posa in opera chiodata come si può facilmente dedurre utilizzo dei chiodi per fissare i listelli di legno, comunque incastrati tra loro (maschi e femmine).</p>
<p>La colla viene invece utilizzata quando si vuol cercare di contrastare un eventuale shock termico quando ad esempio il riscaldamento è installato sotto il pavimento; la colla con listoni di legno dello spessore minimo indicativo di 15 mm possono certamente rappresentare una buona soluzione.</p>
<p>Non dimentichiamo che il parquet per essere definito tale secondo la <strong>normativa europea UNI EN 13489-2004</strong> stabilisce che lo strato superiore di legno nobile non deve essere inferiore ai 2,5 mm.</p>
<p>Ovviamente lo spessore minimo viene solitamente utilizzato per liste di legno da dimensioni tutto sommato esigue.
</p>
<h3>&#9658; <a id="legno">Tipi di legno</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le diverse tipologie di legno, specie, si possono impiegare per allestire la pavimentazione in parquet è molto ampia, non c&#8217;è davvero che l&#8217;imbarazzo della scelta. Faggio, rovere, ciliegio, iroko, etc. danno vita a tutta una serie di colori, di contrasti che si possono ottenere anche abbinando legni diversi.</p>
<p>In questo modo si va ad ottenere degli intarsi particolarmente appariscenti. La scelta del legno tuttavia rimane legata anche alle dimensioni dei listelli di legno; infatti se si ha la necessità di applicare listoni di legno dalle dimensioni ragguardevoli e ovvio che si dovrà puntare su di un legno più robusto di quello che può essere impiegato per liste di legno dalle piccole dimensioni.</p>
<p>Un buon rivenditore deve essere sicuramente in grado di consigliare il cliente sulla scelta del legno da impiegare per realizzare la pavimentazione del parquet; scelta che deve tenere conto delle dimensioni dell&#8217;ambiente da pavimentare, dai colori che il cliente intende ottenere ed ovviamente come sempre anche in base al prezzo.</p>
<p>Prezzo ovviamente, trattandosi di legno, in questo caso lavorato specificamente per questa bellissima tipologie di pavimentazione non sarà proprio economico; tuttavia la scelta è davvero ampia e forse potremmo anche rimanere stupiti del fatto che probabilmente, non dimentichiamo ovviamente la posa in opera, potrebbe costare comunque meno di quanto ci immaginiamo.</p>
<p>Questa è una pagina (<a href="http://www.parquet-pavimenti-cabbia.it/essenze_legno_per_parquet_e_pavimenti.html"><strong>essenze parquet</strong></a>) che vi consiglio molto volentieri per orientarvi, per farvi un&#8217;idea sulla scelta del legno da utilizzare per realizzare la pavimentazione in parquet.</p>
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		<title>Piumone</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/arredamento/piumone.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 16:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il piumone è una coperta da letto (trapunta) usata nei mesi freddi per le qualità apprezzabili di risultare calda, morbia, leggera, facilmente lavabile, ancor più facile da sistemare quando si deve rifare il letto al mattino. Una componente semplice ma importante del nostro vivere quotidiano? Ci sono buoni motivi per rispondere sì. &#9830; Cenni storici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il piumone è una coperta da letto (trapunta) usata nei mesi freddi per le qualità apprezzabili di risultare calda, morbia, leggera, facilmente lavabile, ancor più facile da sistemare quando si deve <em>rifare il letto</em> al mattino. Una componente semplice ma importante del nostro vivere quotidiano? Ci sono buoni motivi per rispondere sì.
</p>
<p><span id="more-985"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#imbottitura">Imbottitura</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tessuto">Tessuto</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#cuciture">Cuciture</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#pulitura">Igiene e pulitura</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Dal momento che il piumone impiega la tecnica del <em>quilting</em> per la sua produzione e questo può aiutarci maggiormente comprendere quelle che potrebbero essere le radici storiche di questo prodotto.</p>
<p>Il quilting è una metodologia di lavorazione per unire insieme più strati di materiale grazie a cuciture, originariamente eseguite solo a mano in maniera del tutto artigianale prima che ovviamente questo tipo di prodotto diventasse di uso comune, largamente diffuso in molte parti del globo.</p>
<p>La parola inglese <em>quilt</em> trova le sue origini nel latino <em>culcita</em>, ovvero un <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/materasso.html" title="Materasso"><strong>materasso</strong></a> imbottito e legato grazie a cuciture.</p>
<p>Una delle prime prove risalenti a questa tipologia di cucitura si riscontra addirittura nel primo secolo d.C. in Asia, una coperta di lino ritrovato in Siberia in una grotta adibita ad Tomba, dove la trapunta aveva ovviamente uno scopo ornamentale ed era stesa a terra come un tappeto.</p>
<p>Culture risalenti all&#8217;antico Egitto dimostrano raffigurazioni di figure umane che sembrano indossare qualcosa che somiglia molto ad un tessuto trapuntato, presentando le stesse similari caratteristiche di una trapunta come intesa oggi, indubbiamente si trattava di indumenti specificamente studiati per proteggersi dalle temperature più rigide, nonché dal freddo scaturito anche dal vento ad esempio, dato che l&#8217;Egitto è indubbiamente un paese in cui il caldo è predominante ma la notte nel deserto come sappiamo si possono aggiungere temperature anche particolarmente rigide.</p>
<p>Sembra che in Europa questo tipo di indumento/coperta abbia dovuto aspettare fino al XII secolo prima di avere un utilizzo più ampio, ma a quanto pare fu introdotto in Europa a partire dal V secolo d.C. e pare fosse commercializzato proprio dall&#8217;Egitto in quanto reperti archeologici hanno dimostrato come alcune trapunta contenessero cotone egiziano.</p>
<p>Le tre punte riportavano disegni sulla propria stoffa raffiguranti animali, esseri umani, ritratti, proprio nella stessa misura in cui è possibile farlo su di un <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/tappeto-orientale.html" title="Tappeto Orientale"><strong>tappeto</strong></a> dove l&#8217;abilità del disegnatore del maestro tessitore riescono a conferire maggiore importanza al tessuto stesso ed al prodotto finale.</p>
<p>I Crociati talvolta indossavano questo particolare capo di <a href="http://www.guida-acquisti.com/prodotti/abbigliamento/" title="Abbigliamento"><strong>abbigliamento</strong></a> di ritorno dal Medio Oriente, dal XIV al XVII secolo divenne particolarmente usato anche in Europa non solo per quanto riguarda la moda maschile ma bensì anche come particolare indumento da indossare sotto le armature dei guerrieri, in Italia questo particolare tipo di tessuto lavorato bene impiegato anche nella produzione di tuniche.</p>
<p>Anche oltreoceano comunque questo particolare capo di indumento veniva prodotto regolarmente dalle donne che impiegava buona parte del loro tempo nel filato, nelle cuciture, sviluppando ottime capacità sartoriali dando vita a indumenti trapuntati di sempre maggiore pregio, cuciti sempre più finemente con tanto di tessuti pregiati, ricercati, ovviamente sostenuti da fili di ottima qualità impiegati per il ricamo e le cuciture.</p>
<p>Durante il periodo dei pionieri in America la carta scarseggiava, quindi le donne erano soliti conservare ritagli di giornale e qualsiasi altro pezzo di carta riuscissero a procurarsi, carta che veniva impiegata anche come isolante termico e veniva inserito come materiale adibito l&#8217;imbottitura nelle trapunte che cucivano con le loro mani.</p>
<p>Venivano prodotti diversi modelli di coperte con imbottiture differenti, talvolta specifiche per le temperature più fredde altre volte per le temperature più miti; coperte non sono capaci di mantenere il caldo nelle stagioni fredde ma bensì anche il fresco nelle stagioni più calde, questo grazie ad un particolare tipo di imbottiture fatte anche dei materiali più poveri, di tutti quei materiali che potevano risultare idonei e contemporaneamente facilmente reperibili soprattutto da quelle persone che non avevano ampie possibilità economiche.</p>
<p>Durante il periodo coloniale americano all&#8217;interno delle diverse comunità (Nativi Americani, Amish, Afro-Americani, Irlandesi, Italiani, etc.) si svilupparono via via sempre maggiori stili che andavano a ripercorrere quelle che erano le radici storiche delle rispettive comunità, rendendo le attuali e creando stili veri e propri che non sono più stati abbandonati anche se, come è ovvio supporre, hanno subito una logica evoluzione.</p>
<p>A tal punto che oggi, ma bensì anche nel corso della storia, è stato possibile riscontrare diverse tipologie di trapunte in diverse parti del mondo, più precisamente in tutti i continenti del globo, diverse tipologie di lavorazione e cucitura che hanno influenzato ed accompagnato la produzione, spesso artigianale, di questo importante indumento usato sovente come coperta, riscontrabili tanto nel continente africano, asiatico, europeo nonché in Oceania.</p>
<p>La semplicità di utilizzo di questo indumento che serve a coprire non hanno smesso di accompagnare l&#8217;uomo tutta la storia della sua evoluzione.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/piumone.jpg" alt="Piumone" /><br /><small> Fonte immagine <a rel="nofollow" href="http://www.piumino-orobico.net/">www.piumino-orobico.net</a></small></p>
<h3>&#9658; <a id="imbottitura">Imbottitura</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il vero piumino d&#8217;oca risulta essere il materiale più apprezzato (la definizione di <em>piumone</em> del resto deriva proprio da questa particolare imbottitura) per quanto riguarda l&#8217;imbottitura della trapunta; quando le oche sviluppano i fiocchi più grossi delle loro piume per proteggersi dal freddo, avviene la cosiddetta <em>spiumatura</em>, questo tipo di prodotto riesce a conferire un <strong>potere termico isolante</strong> molto apprezzabile in quanto capace di trattenere il calore corporeo, avendo al tempo stesso una <strong>capacità igroscopica</strong> capace di assorbire la traspirazione notturna liberandola durante il giorno, con proprietà di <strong>termoregolazione</strong> in quanto permette una distribuzione omogenea ed uniforme del calore, e non ultima la capacità di essere un prodotto <strong>anallergico</strong> e <strong>antiacaro</strong>, qualità sicuramente ancora più apprezzabili quando si parla di materassi (si pensi che mediamente un terzo dalla nostra vita lo possiamo proprio a <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/letto.html" title="Letto"><strong>letto</strong></a>).</p>
<p>Il <strong>vero piumino d&#8217;oca vergine</strong> è un prodotto al 100&#37; naturale, con doti di estrema leggerezza e magnificamente caldo, maggiore risulta essere la quantità di <em>piumino fiocco</em> (che deriva cioè dal sotto collo, dal sotto pancia dell&#8217;oca) migliore sarà la qualità dell&#8217;imbottitura, con forza, leggerezza del prodotto e durata nel tempo.</p>
<p>Come abbiamo detto il <em>fiocco di piumino</em> risultano essere le piume presenti nel sotto collo (sotto pancia), le <em>piumette</em> che provengono invece dalle ali hanno una minore qualità, quindi l&#8217;imbottitura in piumino d&#8217;oca diventa più pregiata quanto la percentuale di <em>fiocco</em> risulta essere maggiore rispetto alle <em>piumette</em>.</p>
<p>Questo quindi è il cosiddetto <em>piumone naturale</em>. Oltre alle piume d&#8217;oca vengono talvolta impiegate quelle di anatra, gallina, ededrone (una specie di anatra marina). Quando si decide di acquistare una trapunta la cui imbottitura sia naturale, nell&#8217;etichetta del prodotto deve essere specificato, e non è raro che in un opuscolo siano presenti tutte le informazioni necessarie atte a stabilire che le condizioni di allevamento degli animali siano state rispettate.</p>
<p>Tuttavia è possibile ottenere anche importanti imbottiture in fibra di poliestere con eccellenti capacità di leggerezza, proprietà di morbidezza, traspirazione, anallergica ed antiacaro; grazie all&#8217;impiego della moderna tecnologia è stato possibile mettere a punto imbottiture realizzate per l&#8217;appunto in fibra di poliestere di elevata qualità, che sebbene non potranno mai competere in assoluto con il <em>vero piumino naturale d&#8217;oca al 100&#37;</em> possono comunque seriamente rappresentare un ottimo rapporto qualità prezzo anche delle proprietà e la fibra di poliestere è capace di esprimere.</p>
<p>Molto interessanti risultano essere le fibre derivate interamente dal mais, adibite ovviamente all&#8217;imbottitura della trapunta, anche questo materiale al 100&#37; naturale di origine vegetale anziché animale, con proprietà davvero interessanti per capacità termo isolanti, igroscopiche, traspiranti, igienico sanitarie nonché morbidezza e leggerezza, ipoallergeniche, lunga durata e facilità di lavaggio.</p>
<p>Molto interessanti anche le imbottiture realizzate con <strong>cachemire</strong> (una pregiata fibra tessile che deriva dal peso della <em>Capra hircus</em>) e <strong>seta</strong>, altri prodotti naturali, egualmente pregiati sebbene con caratteristiche proprie ma comunque molto apprezzabili rappresentano una valida alternativa al piumino d&#8217;oca. La <strong>lana di cammello</strong> è un altro pregiato materiale utilizzato per l&#8217;imbottitura della trapunta, che presenta eccellenti proprietà. Anche la comune lana di pecora presenta interessanti qualità come quella di cammello; tuttavia per la lana occorre stabilire che non vi sia una predisposizione allergica da parte dell&#8217;utilizzatore.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tessuto">Tessuto</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Anche per quanto riguarda la stoffa impiegata nella produzione della trapunta possiamo trovare molteplici tipologie di materiale, cotone, poliestere, raso, etc.</p>
<p>Ovviamente la qualità della stoffa impiegata sarà indubbiamente paragonata, all&#8217;altezza, al materiale impiegato per l&#8217;imbottitura che come abbiamo compreso è il vero e proprio cuore della trapunta.</p>
<p>Quindi la scelta del tessuto è strettamente legata alla qualità del materiale di imbottitura, nonché le decorazioni ed i vari disegni che possono risultare presenti sul tessuto stesso.
</p>
<h3>&#9658; <a id="cuciture">Cuciture</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
una delle caratteristiche principali della trapunta (<em>piumone</em>) è quella relativa alle cuciture, che vanno suddividere in quadrati più o meno grandi la coperta stessa, andando così a distribuire in maniera uniforme l&#8217;imbottitura proprio in virtù dei quadrati di diverse dimensioni cuciti ed indipendenti tra loro.</p>
<p>Quindi si parla di <strong>trapuntatura a quadri fissi</strong> e <strong>trapuntatura a cassettoni</strong>.</p>
<p>La <em>trapuntatura a quadri fissi</em> riesce a mantenere particolarmente omogenea la distribuzione del materiale, del piumino, che va a comporre l&#8217;imbottitura, sostanzialmente i teli che contengono al loro interno il piumino sono fissati tra loro, in maniera che ogni quadro sia sigillato su ogni lato mantenendo omogenea nella sua distribuzione l&#8217;imbottitura.</p>
<p>La <em>trapuntatura a cassettoni</em> (definita anche <em>Kassetten</em>) presenta la caratteristica grazie alla quale il <em>sacco</em> contenente l&#8217;imbottitura presenta due distanziali interni alle cuciture dello spessore indicativo di 2 &#8211; 3 cm permettendo quindi di contenere maggiore piumino (o comunque materiale) per l&#8217;imbottitura andando ad evitare il crearsi di eventuali zone fredde dal momento che riescono a garantire una omogenea distribuzione nel imbottitura dei quadri; questo tipo di piumone è indicato per i locali particolarmente freddi, dalle temperature particolarmente rigide.
</p>
<h3>&#9658; <a id="pulitura">Pulitura</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Al fine di mantenere al meglio piumone è possibile osservare poche semplici regole da attuare periodicamente;</p>
<p>arieggiare il piumone stendendolo all&#8217;aperto per restituire elasticità e volume, tanto tessuto quanto l&#8217;imbottitura, scuotendolo in maniera energica prima e dopo averlo fatto arieggiare;</p>
<p>non è necessario utilizzare battipanni ma al limite impiegare una morbida spazzola per togliere eventuale polvere;</p>
<p>bene evitare l&#8217;esposizione diretta alla luce solare e comunque alle alte temperature;</p>
<p>per il lavaggio domestico è possibile lavare il piumone in <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/lavatrice.html" title="Lavatrice"><strong>lavatrice</strong></a> utilizzando un programma delicato con detersivo neutro ed una temperatura ma di 40&deg;C &#8211; mentre se si opta per la pulitura in lavanderia solo lavaggio a secco e nient&#8217;altro;</p>
<p>durante il periodo di utilizzo conservare il piumone pulito e ripiegato in armadio ben asciutto e privo di qualsiasi umidità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lavabo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 15:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lavello è un componente igienico-sanitario presente nelle case, nelle cucine, nelle stanze da bagno (definito anche come lavabo o lavandino), può essere presente anche nei garage, nelle cantine, collegato alla rete idrica ed a quella fognaria per lo scarico dell&#8217;acqua. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; Stanza da bagno &#9830; Cucina &#9830; Rubinetti &#9658; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il lavello è un componente igienico-sanitario presente nelle case, nelle cucine, nelle stanze da bagno (definito anche come <em>lavabo</em> o <em>lavandino</em>), può essere presente anche nei garage, nelle cantine, collegato alla rete idrica ed a quella fognaria per lo scarico dell&#8217;acqua.
</p>
<p><span id="more-983"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#bagno">Stanza da bagno</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#cucina">Cucina</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#rubinetti">Rubinetti</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Breve storia</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il lavabo trova il suo antenato nella bacinella, o catino, contenitore ceramico oppure metallico usato come accessorio del bagno.<br />
I primi bagni erano già in uso nel terzo millennio a.C. e le più o meno piccole vasche e bacinelle, ciotole, recipienti atti a contenere acqua erano destinati al lavaggio delle mani, del viso, una parte dunque dell&#8217;igiene personale di prima necessità, sappiamo bene quanto infatti sia importante ad esempio la pulizia delle mani per evitare la trasmissione delle più comuni malattie stagionali come raffreddore e influenza.</p>
<p>Quando i rubinetti non esistevano ancora, e certo non nelle camere e nei locali, si procedeva al versare acqua, anche precedentemente riscaldata, fino a riempire il recipiente per quel tanto che bastava, per poi utilizzare il <a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/sapone.html" title="Sapone"><strong>sapone</strong></a> per lavarsi le mani, il volto, le braccia, etc.</p>
<p>Pensiamo che la parola igiene deriva da Igea, che nella mitologia greca e più tardi romana rappresentava la Dea della salute e dell&#8217;igiene, e proprio da tempi remoti come quello dell&#8217;antica Grecia e dell&#8217;antica Roma e l&#8217;igiene personale fece comprendere all&#8217;uomo la sua basilare importanza, non solo per preservarsi dalla trasmissione di malattie potenzialmente derivanti dalla sporcizia, ma bensì per rispetto di se stessi e per migliorare i rapporti sociali.</p>
<p>Pare che le prime tracce risalenti a fognature risalgano proprio al 3000 a.C. ritrovate in India e in Pakistan, e 1000 anni più tardi nell&#8217;isola di Creta fece la comparsa una costruzione la cui struttura in materiale ceramico e legno ricorda più che mai quello che oggi può essere definita una stanza da bagno.</p>
<p>Cosa importante è che ci fosse un canale d&#8217;acqua sotterranea alla struttura stessa, che portava verso il fiume l&#8217;acqua di scarico dopo essere stato utilizzato nel bagno, quindi qualcosa che riproduceva realmente ciò che oggi accade con le più moderne fognature.</p>
<p>Come spiegato anche nei <a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/sapone.html#storia" title="Breve storia del sapone"><strong>cenni storici del sapone</strong></a> l&#8217;evoluzione dell&#8217;igiene personale dell&#8217;uomo e tutto ciò che essa comporta (lo stesso sapone, gli strumenti per lavarsi, etc.) ha subito nel corso storico momenti di progresso alternati a momenti di arresto; proprio in questi momenti che l&#8217;uomo si rese conto di quanto fosse importante invece una corretta igiene personale.</p>
<p>Pensiamo ad esempio al vaso da notte impiegato nel medioevo che poteva risultare igienicamente corretto solo se svuotato e lavato accuratamente subito dopo l&#8217;utilizzo; del resto anche nelle bacinelle una volta impiegate come si usa oggi un moderno lavabo, l&#8217;acqua doveva essere sicuramente sostituita spesso affinché potesse risultare sempre pulita evitando che arrivasse a ristagnare diventando deleteria invece che utile all&#8217;utilizzo da parte dell&#8217;uomo.</p>
<p>Sempre a proposito dell&#8217;igiene personale durante il medioevo che scomparirono le pubbliche latrine per una errata convinzione che esponendo a continui e frequenti lavaggi il corpo umano, questo si potesse predisporre a malattie e infezioni: si rivelò invece l&#8217;esatto contrario. Si pensi ad esempio all&#8217;orinatoio pubblico che prese il nome da imperatore Tito Flavio vespasiano nel primo secolo avanti Cristo; questo è un esempio di come già da allora l&#8217;uomo avesse compreso l&#8217;importanza dell&#8217;igiene personale e di una corretta pulizia nei luoghi in cui viveva.</p>
<p>In seguito progressi e arresti dell&#8217;evoluzione dell&#8217;igiene personale da parte dell&#8217;uomo, l&#8217;evoluzione fortunatamente ebbe la meglio tant&#8217;è che via via con il passare del tempo vennero escogitati sistemi sempre più efficaci affinché l&#8217;igiene personale fosse di semplice attuazione da parte di tutti, e si è sempre cercato di farmi capire da tutti l&#8217;estrema importanza, così alla fine del XVIII secolo il bagno non fu più considerato solo un luogo curativo e terapeutico, iniziarono di nuovo comparire percorsi fognari in maniera capillare di servizi igienici sia pubblici che privati.</p>
<p>Possiamo dunque comprendere come la storia del lavabo, utilizzato tanto il bagno quando in cucina invece che in un garage od in una cantina, abbia accompagnato la storia dell&#8217;igiene personale e dell&#8217;evoluzione dei servizi igienici.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/lavabo.jpg" alt="Elegante e capiente lavabo in marmo" /><br /><small>Fonte immagine: <a rel="nofollow" href="http://www.ebmarmi.it/">www.ebmarmi.it</a></small></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il materiale impiegato per la costruzione di un lavabo è sicuramente la ceramica specialmente se questo è presente in un bagno; se invece adibito alla cucina è molto più facile trovarlo in acciaio inossidabile.</p>
<p>Il lavabo può essere a sé stante solitamente collocato in prossimità del muro all&#8217;interno del quale sono presenti le tubature relative alla rete idrica ed allo scarico fognario; tant&#8217;è che il lavabo andrà proprio collocato dove vi sono queste predisposizioni, e l&#8217;idraulico provvederà a collegare correttamente le tubature per poter utilizzare tranquillamente questo importantissimo sanitario.</p>
<p>I rubinetti sono di acciaio inossidabile per far sì che possano durare a lungo nel tempo, dal momento che il contatto con l&#8217;acqua sarà pressoché permanente, se il materiale non fosse adeguato l&#8217;acqua andrebbe a corrodere i rubinetti; rubinetti che possono essere di ottone, di rame, e per quei pochi che sono possono permettere persino di oro.</p>
<p>Il lavabo può risultare anche incassato in un mobile, oppure soprastante a mò di scultura come oggetto dal design raffinato ed elegante, oltre che di materiale ceramico può essere costruito in diverse tipologie di materiali, come già sopraccitato in acciaio inox, oppure acciaio che ricopre come uno smalto la ghisa, calcestruzzo, pietra, legno, vetro, granito, marmo; materiali che possono avere colorazioni differenti e di più diversificati concetti stilistici al fine di potersi integrare anche degli arredamenti più sofisticati e ricercati.</p>
<p>Abbinati ovviamente anche a rubinetti dalle forme essenziali o ricercate cercando proprio abbinamenti tra i materiali: a partire da modelli dove si trova il lavabo in ceramica ed i rubinetti in acciaio per arrivare ad esempio a lavabo in marmo e rubinetti di ottone, con tutta una serie di piccoli dettagli che vanno a conferire in alcuni casi unicità stiliste al prodotto. Dipende dalle tasche di ciascuno e dalla volontà di spendere una determinata cifra di denaro per allestire il proprio bagno, per alcuni vero e proprio <em>oggetto di culto</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="bagno">In bagno</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il lavabo utilizzato in bagno <em>come minimo</em> è in ceramica smaltata; risulta più igienico e congeniale in quanto esclusivamente (o quasi) dedicato la pulizia personale. Ciò non toglie che si possano lavare capi di indumenti ma ancora una volta la ceramica risulta un materiale igienico.</p>
<p>Può essere a sé stante collocato al muro con o senza colonna sottostante, quando presente può nascondere parte delle tubature oppure risultare unicamente a puro carattere estetico, la colonna sottostante può anche essere sospesa, ovvero una colonna di modesta lunghezza e copre solo le tubature non è destinata ad arrivare al pavimento, per quanto mi riguarda esteticamente non apprezzabile ma è una questione di gusti personali.</p>
<p>Oppure il lavabo può essere incassato nel mobile, magari di pregio che va ad arredare la stanza da bagno; od ancora il lavabo può risultare soprastante la struttura (<em>lavabo ad appoggio</em>), che può essere un mobile in legno oppure una ulteriore struttura di marmo o ceramica, qualcosa che può diventare davvero rappresentativo ed elegante in un particolare design di una stanza da bagno.</p>
<p>Le misure indicative possono essere di 70 cm di larghezza per 50 cm di profondità ma nulla vieta di avere un lavabo particolarmente grande, quando le dimensioni della stanza da bagno lo permettono e soprattutto quando le nostre tasche sono in grado di farlo.</p>
<p>Sono sempre le tasche che ci possono far permettere di acquistare un lavabo di marmo invece di ceramica colorata di nero lucido, e chi più ne ha più ne metta: è possibile davvero sbizzarrirsi se abbiamo le possibilità economiche per poter creare il bagno dei nostri sogni.</p>
<p>Nei lavabi più recenti dove sono collocati i rubinetti vi è uno spazio di circa 10 cm dove è possibile appoggiare un portasapone; nelle stanze da bagno di più vecchia costruzione si era soliti trovare i portasapone incassato nel muro, quindi il lavabo aveva meno spazio in superficie dove erano collocati i rubinetti.</p>
<p>Il lavabo, specialmente quando è in bagno, può assumere davvero anche le forme più insolite secondo quelli che sono i nostri gusti oltre i consigli dell&#8217;architetto di fiducia per chi se lo può permettere; lavabi dalla forma rettangolare, quadrata, rotonda, ovale, oppure stilizzato e personalizzato anche la forma e può essere quella che più ci piace.
</p>
<h3>&#9658; <a id="cucina">In cucina</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
L&#8217;acciaio inox è il materiale impiegato per il lavello piuttosto economico della cucina, nonché nelle varie strutture commerciali quali mense aziendali e locali adibiti alla ristorazione, in quanto l&#8217;acciaio rappresenta una buona soluzione per costi e qualità del prodotto, ottenuto solitamente da un foglio di acciaio piegato e sagomato, per quanto riguarda i lavelli più grandi delle soluzioni commerciali vengono impiegati anche saldature in quanto le capienza del lavello possono essere davvero notevoli.</p>
<p>L&#8217;acciaio inox ha il vantaggio di essere facilmente lavabile, non subire alcun danno in caso si vada ad esempio depositare un oggetto particolarmente caldo come una pentola appena tolta dal fuoco, resistono bene al contrario anche ad un oggetto particolarmente freddo o ghiacciato a tal punto da non subire nessun danno, e risulta resistente ad urti; uno degli svantaggi più noti e quando il foglio di acciaio impiegata per costruire il lavello ha uno spessore davvero esiguo, cosa che si riscontra purtroppo nelle cucine di fascia economica più bassa, chi scrive è convinto che impiegando un foglio di acciaio dallo spessore leggermente maggiore non incide di molto il costo complessivo ma possa bensì fornire al consumatore un prodotto più idoneo al suo utilizzo.</p>
<p>Un altro tipo di lavello piuttosto economico e quello costruito in materiale termoplastico, capace di avere comunque una certa resistenza accanto agli urti quanto ad oggetti caldi, o freddi, e comunque dovrà vedere una certa accortezza da parte di chi ne fa uso, infatti in quanto materiale termoplastico e bene non sottoporlo ad eccessivi sbalzi di calore.</p>
<p>Il lavabo della cucina può essere da incasso, già predisposto nel mobile della cucina stessa, oppure può essere a sé stante come si era soliti trovare nelle case fino a qualche anno fa.</p>
<p>Non era raro trovare nelle case di nuova costruzione nella cucina un ampio lavabo in ceramica smaltata e lucida, capiente in dimensioni, spesso anche con doppia buca, altro non si doveva fare che allestire per chi lo desiderava un mobile su misura sotto il lavabo stesso; si veniva così a creare un ottimo angolo dedicato alla pulizia delle stoviglie.</p>
<p>Nelle case odierne (e non parliamo certo di abitazioni personalizzate per chi se le può permettere) è molto probabile trovare nella stanza adibita cucina solamente le predisposizioni per la rete idrica e null&#8217;altro, in quanto negli ultimi anni prevale la tendenza di inserire il lavabo nella struttura stessa della cucina, quindi quando si acquistano immobili di quest&#8217;ultima si trova tutto incluso; dipende quindi dal costo della cucina anche la qualità del lavabo, di materiale termoplastico, in acciaio inox, pure materiale ceramico a seconda dei costi.</p>
<p>Da non dimenticare, e parlo per esperienza, che quando vengono acquistate cucine di modesta entità economica come sopra citato il foglio in acciaio e davvero esiguo e debole, per non parlare delle tubature e raccordi in plastica in dotazione al lavello: costi economici ma materiali davvero poveri.</p>
<p>Un&#8217;altra soluzione è quella rappresentata dal lavello in ghisa ricoperto da acciaio inox, oppure come sempre perché la possibilità di permetterselo può scegliere i materiali che più risultano congeniali: marmo, ceramiche dalle colorazioni particolari, pietra grezza, etc.</p>
<p>La ceramica smaltata rappresenta sicuramente una buona soluzione, il particolare attenzione deve sempre essere posta anche nei tubi e negli accordi che sono componenti essenziali del lavello, l&#8217;acciaio inox (e non la plastica) risulta certo un materiale ottimale.</p>
<p>Allora non si avesse la possibilità di avere nella cucina un lavabo a sé stante magari in ceramica, piuttosto capiente, con doppia buca, occorre mettere particolare attenzione nella scelta della cucina in quanto il lavello fa parte dei componenti che vanno a comporre la cucina stessa: per evitare problemi in un futuro molto prossimo e bene fare attenzione che il lavello, i <a href="#rubinetti" title="Rubinetti"><strong>rubinetti</strong></a>, i tubi ed i raccordi siano di materiale robusto ed ovviamente igienico.
</p>
<h3>&#9658; <a id="rubinetti">Rubinetti</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
I rubinetti possono essere in acciaio inox che il materiale che può garantire nella fascia di prezzo più bassa, ma non necessariamente economica, un buon rapporto qualità prezzo.</p>
<p>Negli ultimi anni il rubinetto con miscelatore è diventato di uso pressoché comune, ed è facile trovarlo anche negli appartamenti di recente costruzione; tuttavia c&#8217;è ancora chi preferisce utilizzare il rubinetto vite tanto per gusti stilistici quanto per durata del prodotto. Il miscelatore infatti risulta più delicato del rubinetto a vite sebbene un buon rubinetto con miscelatore deve comunque garantire una certa durata nel tempo.</p>
<p>Anche per quanto riguarda i rubinetti esiste di tutto e di più, nel senso che se le nostre tasche non permettono possiamo davvero effettuare le scelte più diversificate che meglio sposano i nostri gusti; rubinetti delle molteplici forme, in ottone od in rame anziché in acciaio <em>(lasciamo perdere l&#8217;oro ?!)</em>.</p>
<p>Un aspetto particolarmente importante nei rubinetti di ultima generazione e che possono essere termostatici, capace dunque di regolare il flusso dell&#8217;acqua se questo non corrisponde una determinata temperatura, se risulta troppo fredda oppure troppo calda.</p>
<p>I rubinetti termostatici risultano infatti espressamente pensati per evitare scottature. L&#8217;acciaio inox cromato rappresenta sicuramente una bella soluzione, elegante e funzionale: è possibile spendere cifre davvero ragguardevoli anche senza andare a parare nell&#8217;ottone oppure nel rame invece che nel bronzo per chi ha esigenze stilistiche di un certo gusto.</p>
<p>Il miscelatore può essere anche termostatico e anticalcare; per chi ha la possibilità di <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/acquistare-casa.html" title="Acquistare casa"><strong>acquistare casa</strong></a> potendo godere di un capitolato di un certo livello risulta possibile scegliere rubinetti qualitativamente superiori che possono anche contemporaneamente corrispondere al nostro gusto soggettivo: dal momento che si tratta di una spesa destinata a durare nel tempo personalmente trovo giusto, quando vi sia la possibilità, di acquistare un prodotto di qualità superiore togliendosi magari anche un piccolo <em>sfizio</em> andando soddisfare gusti e piccoli sogni che abbiamo nel cassetto. Se una casa ed a vivere il bagno anche; ogni qual volta andremo ad azionare i rubinetti per far scorrere l&#8217;acqua risulterà un piacere.</p>
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		<title>Parquet</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 18:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il parquet è un pavimento in legno, più precisamente composto da pannelli di legno (di molteplici dimensioni) assemblati tra loro, il cui spessore minimo deve rispettare le normative vigenti. Di aspetto particolarmente gradevole, elegante, caldo riesce a donare particolare pregio negli ambienti in cui viene posato. &#9830; Cenni storici &#9830; Normative europee &#9830; Tipi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il parquet è un pavimento in legno, più precisamente composto da pannelli di legno (di molteplici dimensioni) assemblati tra loro, il cui spessore minimo deve rispettare le <a href="#normative"><strong>normative</strong></a> vigenti.<br />
Di aspetto particolarmente gradevole, elegante, caldo riesce a donare particolare pregio negli ambienti in cui viene posato.
</p>
<p><span id="more-945"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#normative">Normative europee</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tipi_di_legno">Tipi di legno</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#posa_in_opera">Posa in opera</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Iniziamo col dire che il legno affonda in tempi ben remoti il suo utilizzo, da parte dell&#8217;uomo, per ottenere (non solo) la pavimentazione nei locali adibiti ad uso residenziale nonchè lavorativo e comunque conviviale.<br />
Dopo avere utilizzato la pietra, la terra battuta, certamente prima dell&#8217;impiego del marmo, il legno ha trovato modo di essere utilizzato come <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/piastrelle.html" title="Pavimentazione"><strong>pavimentazione</strong></a>; purtroppo essendo anche facile da distruggere, le devastazioni ambientali succedute nel corso dei secoli dovute a guerre, eventi naturali di particolare violenza come terremtoti, inondazioni, etc. hanno reso difficile trovare testimonianze del materiale; è più corretto dire che quanto meno buona parte sono andate distrutte, ma reperti (ancora oggi in ottimo stato di conservazione perché preservati dall&#8217;uomo) nonché studi archeologici hanno dimostrato come il legno sia stato usato dall&#8217;uomo.</p>
<p>Ben lontani infatti sono i tempi in cui l&#8217;uomo comprese l&#8217;importanza del legno, e del suo impiego; ottimo isolante termico trovò utilizzo nei locali in cui l&#8217;uomo passava parte del suo tempo.</p>
<p>Pare che già nell&#8217;antica Roma fosse in uso la posa di pavimentazione in legno, e poi durante (tutto) il medioevo ed a cavallo tra la fine del primo millennio e l&#8217;inizio del secondo l&#8217;antesignano del parquet, era pressochè diffuso in tutta Europa, con alcuni paesi nordici che forse per primi sperimentarono l&#8217;accostamento di legni diversi nella poso in opera dei listoni in legno.</p>
<p>Tutto ciò al fine di conferire maggiore bellezza scaturita proprio dall&#8217;accostamento delle diverse tipologie di legno con relative colorazioni e venature.<br />
Non solo, perchè anche gli intarsi ed i dipinti iniziarono ad affacciarsi sui pannelli di legno impiegati alla posa in opera della pavimentazione.<br />
Quindi non più solo legni rari e pregiati, ma bensì anche la maestrìa dei pittori per decorare il legno destinato alla pavimentazione.</p>
<p>Come sempre accade queste prerogative furono per prime impiegate dalle persone più facoltose, dei ceti sociali più abbienti, e la pittura fiamminga ebbe un ruolo particolarmente importante nei dipinti nelle decorazioni che rendevano ancora più pregiate queste pavimentazioni.</p>
<p>I palazzi più sontuosi, le residenze illustri specialmente nel periodo del XVIII secolo vedono intarsi, decorazioni dipinti sui pavimenti destinati ad essere parte integrante dell&#8217;arredamento, chiamando in causa anche il lavoro di architetti oltre che di abili artigiani, nonché come già menzionato dei pittori.</p>
<p>Tutto ciò ha dato vita a pavimenti di rara bellezza in alcuni casi conservati fino ai giorni nostri, in sontuosi palazzi in cui hanno soggiornato, e vissuto, le persone più facoltose.</p>
<p>Dal Xv secolo in avanti le pavimentazione in legno vennero impiegate più largamente anche per la costruzione di chiese, teatri, palestre ed edifici destinati a riunioni collettive.</p>
<p>Sembra che uno dei saloni in una residenza di Luigi XIV si chiamasse <em>&ldquo;Parquet&rdquo;</em>; pare dunque che la parola abbia che fare con <em>parc</em> in francese significa appunto &ldquo;parco&rdquo;, quindi l&#8217;etimologia dovrebbe essere questa.</p>
<p>E tra il XVII ed il XIX secolo fu proprio la Francia ad essere predominante per quanto riguarda il design europeo.</p>
<p>Particolare importanza nella storia del parquet è da attribuire anche all&#8217;Oriente, dove l&#8217;influenza e l&#8217;originalità dell&#8217;arte islamica hanno ispirato anche l&#8217;India, sono stati creati per i propri capolavori di intarsi, disegni e colori che sono andati ad arricchire in maniera pregiata le pavimentazioni in legno.</p>
<p>Anche in Giappone l&#8217;impiego del legno come pavimentazione ha riscontrato notevole successo, lasciando maggiore spazio alla sobrietà tanto delle tinte quanto di eventuali disegni.</p>
<p>Nel 1983 il professor <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Giordano">Guglielmo Giordano</a> mise. Un brevetto di legno multistrato per la pavimentazione divenuto famoso con la definizione di <a href="http://www.listonegiordano.com/italia/">Listone Giordano</a>.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/parquet.jpg" alt="Parquet" /><br /><small>Fonte immagine: http://www.trovavetrine.it/imgs/all/impresacarrossa/parquet-decoro.jpg</small> </p>
<h3>&#9658; <a id="normative"></a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Lo spessore minimo di legno nobile di ogni singolo elemento che compone la pavimentazione del parquet non deve essere inferiore ai 2,5 mm &#8211; resta quanto stabilito dalle normative europee.</p>
<p>La pavimentazione di parquet deve essere composta per assemblaggio dei diversi elementi indipendentemente dalle loro dimensioni, il documento relativo alle normative europee per il prodotto parquet stabilito dal CEN (European Committee for Standardization) ha messo a punto diverse direttive:</p>
<p>- Pavimenti di legno &#8211; Norma di prodotto &#8211; Elementi di parquet massiccio conincastro maschio e/o femmina, EN 13226;<br />
- Pavimenti di legno &#8211; Norma di prodotto &#8211; Elementi di legno massiccio senzaincastro, EN 13227;<br />
- Pavimenti di legno &#8211; Norma di prodotto &#8211; Elementi legno massiccio consistema di assemblaggio, EN 13228;<br />
- Pavimenti di legno &#8211; Parquet a mosaico, EN 13488 ;<br />
- Elementi di parquet multistrato, EN 13489;<br />
- Pavimenti di legno &#8211; Tavole preassemblate con incastro, EN 13629</p>
<p>(Le normative europee UNI EN).<br />
La normativa di prodotto UNI EN 13489-2004 stabilisce che:</p>
<p><em>&ldquo;Per parquet si deve intendere solo edesclusivamente una pavimentazione di legno con uno spessore minimo dello strato superiore nobile maggiore di 2,5 mm prima della posa. Tutto ciò che non rientra all&#8217;interno di questa definizione non può essere denominato parquet&rdquo;</em>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tipi_di_legno">Tipi di legno</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Sono molteplici le tipologie di legno impiegate per realizzare una pavimentazione in parquet, caratteristiche, venature, colori, essenze differenti.</p>
<p>Nei cosiddetti <strong>legni chiari</strong> possiamo trovare legno di rovere, faggio (tonalità tendente al colore rosa) e acero americano (color beige piuttosto chiaro).</p>
<p>Nei <strong>legni scuri</strong> si possono trovare legni che provengono dall&#8217;Africa, come le specie legnose (essenze) <em>Mutenye</em> (particolarmente scuro), Wengè-Panga dalla colorazione particolarmente scura tendente al nero.</p>
<p>Troviamo poi <strong>legni rossi</strong> e <strong>legni bruni</strong>, che ovviamente presentano tonalità di colore possono integrarsi nell&#8217;arredamento secondo le specifiche esigenze.</p>
<p>Questa interessante <a href="http://www.greenpeace.it/parquet/index.php"><strong>guida alla scelta del legno realizzata da Greenpeace</strong></a> può essere molto utile per cercare di comprendere come avviene la preservazione delle foreste laddove viene prelevato il legno per la realizzazione del parquet.</p>
<p>Non dimentichiamo infatti che esistono strumenti preziosi come la certificazione forestale che servono al consumatore, per comprendere come sia possibile usufruire dei prodotti in legno senza però depredare in maniera selvaggia la natura.</p>
<p>Teniamo presente inoltre come le diverse tipologie di legno possono reagire in maniera diversa, a seconda dell&#8217;esposizione in cui sono sottoposte; luce solare, sbalzi termici, umidità.</p>
<p>Questi sono solo alcuni dei fattori che possono incidere, anche negativamente, sul parquet una volta posato.</p>
<p>L&#8217;ossidazione è un fenomeno del tutto naturale per il legno, quando viene esposto alla luce e non dimentichiamo che l&#8217;umidità rimane il nemico numero uno da cui il legno si deve difendere.</p>
<p>Quindi le variazioni di colore del legno utilizzato per il parquet sono da tenere in conto.</p>
<p>Faggio, iroko (legno che proviene dall&#8217;Africa) e rovere indicativamente hanno un buon rapporto qualità prezzo, e sempre indicativamente senza presunzione alcuna da parte di chi scrive anche il legno di abete sembra avere un buon riscontro di utilizzo, l&#8217;essenza di acacia, legno di castagno, bambù, ciliegio, Kempas (legno di provenienza asiatica come lo Jatobà), il legno di larice naturale oppure trattato (sbiancato, anticato), legno di noce, di Merbau (altro tipo di pianta asiatica utilizzata anche per il legno), il legno di olmo.</p>
<p>Ovviamente abbiamo citato solo alcune tipologie di legno, che si differenziano per colore, robustezza ed ovviamente prezzo.</p>
<p>Nonostante lo spessore minimo dei pannelli non debba essere inferiore al 2,5 mm uno spessore minimo di 4 mm di legno nobile garantisce un maggiore investimento, in quanto ad esempio può essere levigato più volte oltre che presentare maggiore stabilità dello spessore minore minimo per rispettare la normativa.</p>
<p>Non dimentichiamo che lo spessore di 2,5 mm deve permettere comunque almeno una levigatura dando vita così ad una vera e propria ristrutturazione del pavimento in parquet.</p>
<p>Inoltre dobbiamo anche ricordare che secondo la tipologia di legno impiegato, che comunque intendiamo utilizzare, quasi sicuramente corrisponderà uno spessore minimo da utilizzare, differente per tipologia di legno; si pensi ad esempio al legno di abete che risulta essere tra i più economici e viene però utilizzato in pannelli (listoni) di notevoli dimensioni in uno spessore minimo indicativo intorno ai 25 mm.
</p>
<h3>&#9658; <a id="posa_in_opera">Posa in opera</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La posa in opera del parquet deve essere eseguita da personale specializzato, capace: maestri posatori.</p>
<p>Sono necessari inoltre alcuni requisiti fondamentali per rispettare per la buona riuscita del lavoro; in primis il sottofondo (dove il parquet viene posato) deve presentarsi perfettamente piano, lineare, compatto, assolutamente pulito, disidratato in maniera idonea e professionale al fine di prevenire umidità.</p>
<p>Il sottofondo è un parametro essenziale per la ottimale riuscita della posa in opera del parquet; non dimentichiamo infatti che il parquet stesso al pari di qualsiasi altra pavimentazione è destinato, deve esserlo, ad una lunga ed ottimale durata nel tempo.</p>
<p>In alcuni casi può essere usato come sottofondo la pavimentazione pre-esistente, purché sia ben livellata e pulita in maniera assoluta. Oppure realizzare un sottofondo cementizio (malta e calcestruzzo).</p>
<p>Come ricordiamo l&#8217;umidità risulta essere un nemico non indifferente per il legno, per questo motivo la posa in opera del parquet non viene mai effettuata nei mesi invernali (a meno che l&#8217;ambiente dove si intende usare<br />
 il parquet sia ben riscaldato e privo di umidità) e comunque particolarmente freddi e/o umidi.</p>
<p>Solitamente quando la pavimentazione è composta da pannelli di parquet di dimensioni piuttosto modeste, comunque non grandi, gli strati sono due: la parte superiore di legno nobile, ed il supporto (parte inferiore) in legno di betulla, più precisamente multistrato di betulla.</p>
<p>Betulla in quanto garantisce una ottimale stabilità rispetto ad altre tipologie di legno; se invece la pavimentazione prevede pannelli più grandi come i listoni, risulta più congeniale una costruzione a tre strati: la parte superiore in legno nobile, quella centrale può essere di abete dove i pannelli vengono disposti in maniera trasversale rispetto a quelli superiori (legno nobile) ed un terzo strato di pannelli che riprendono la medesima linea trasversale del legno nobile posto sul livello superiore.</p>
<p>Le dimensioni dei pannelli sono da decidere in base allo spazio in cui vanno posati; non dimentichiamo ovviamente che se uno spazio risulta sufficientemente grande potremo anche inserire (titolo di esempio) listoni e misura 10 cm di larghezza e 1 metro di lunghezza; lo spessore del legno in questo caso non sarà certo inferiore ai 10 mm.</p>
<p>Lo spessore può risultare inferiore (comunque mai meno di 2,5 mm) via via che diminuiscono le dimensioni dei pannelli.</p>
<p>Se una posa in opera risulta ben eseguita, a regola d&#8217;arte, sostanzialmente possiamo fermare che non ci sono particolari differenze tra una posa <strong>incollata</strong> ed una <strong>flottante</strong>, invece che <strong>chiodata</strong>.</p>
<p>La <strong>posa in opera flottante</strong> (o <em>galleggiante</em>) permette di limitare ulteriormente le infiltrazioni di umidità andando a migliorare l&#8217;isolamento termo-acustico del pavimento, non è necessario attendere il tempo di asciugatura come ad esempio avviene per la colla, non sono utilizzati chiodi, inoltre i listelli (fissati grazie ad una particolare tipologia di incastro) possono essere riutilizzati in un secondo momento qualora si intenda cambiare la disposizione del parquet. Questo tipo di posa prevede l&#8217;utilizzo di listoni di dimensioni piuttosto grandi, <em>tavole</em>.</p>
<p>Questo tipo di posa in opera viene ad esempio eseguita con il parquet <strong>prefinito</strong>: per <em>prefinito</em> si intendono pannelli multistrato dove la parte superiore composta dal legno nobile non deve essere inferiore ai sopraccitati 2,5 mm per poter essere definito parquet, secondo la normativa europea.</p>
<p>Ricordiamo inoltre come la posa in opera definita <em>flottante</em> (come tutte le altre del resto) debba essere eseguita con scrupolo e perizia, al fine di ottenere un risultato estetico eccellente, evitando di lasciare fessure tra un pannello ed un altro; cosa che può essere più facile rispetto ad esempio d&#8217;una posa in opera eseguita con la colla.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>posa in opera incollata</strong> solitamente si adoperano i <em>listoncini</em>, il <em>lamparquet</em> (formato standard indicativamente largo 4 -6 cm e lungo 20 -30 cm), il listone prefinito. Questa tipologia di posa in opera viene impiegata ad esempio quando l&#8217;impianto di riscaldamento è installato a pavimento, dove il legno è ovviamente sottoposto a maggiori sollecitazioni termiche.</p>
<p>Invece nella <strong>posa in opera chiodata</strong> si prevede l&#8217;incastro dei pannelli maschio e femmina che successivamente dovranno essere inchiodati.</p>
<p>La scelta della posa in opera del parquet deve essere eseguita in base alla tipologia dei pannelli che andremo ad installare, tipologia di pannelli che a sua volta dipende dalla dimensione del locale dove abbiamo intenzione di installare il parquet.</p>
<p><strong>Personale altamente specializzato</strong> può sicuramente consigliare tanto per quanto riguarda la scelta dei pannelli che per la tipologia di posa in opera, prettamente legata al tipo di pannello (se preferite listone) che intendiamo utilizzare.</p>
<p>Solitamente per il parquet dello spessore di 10 mm si usa la <em>posa in opera incollata</em>, uno spessore maggiore (esempio 15 mm) può utilizzare tanto la <em>posa incollata che flottante</em>.</p>
<p>Indicativamente possiamo indicare un prezzo che varia dai 30 ai 90 &euro; per metro quadro ovviamente da intendersi per il solo legno; il costo della manodopera e dei materiali impiegati della posa in opera e da calcolare a parte.</p>
<p>La <strong>finitura del parquet</strong> può essere <strong>ad olio</strong>: praticamente la superficie naturale del legno <em>a poro aperto</em>, dove eventuali rigature possono essere riparate usando appunto apposito olio.</p>
<p>La <strong>finitura a vernice</strong> può essere pulita facilmente con acqua e detergente (<a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/sapone.html" title="Sapone"><strong>sapone</strong></a>) e resiste bene ad eventuali macchie e aloni; una rigatura pesante, dovuta ad esempio allo striscio di un mobile, può lasciare un segno indelebile o comunque difficilmente cancellabile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Calorifero</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/arredamento/calorifero.html</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 16:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il calorifero è una componente essenziale dell&#8217;impianto di riscaldamento domestico, solitamente impiegato ad uso civile o comunque in locali di dimensioni tutto sommato limitate (in caso contrario, esempio nei capannoni si usano termoconvettori). Conosciuto anche con la definizione di termosifone, sebbene quest&#8217;ultima sta a significare il fenomeno fisico grazie al quale in un circuito idraulico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <strong>calorifero</strong> è una componente essenziale dell&#8217;impianto di riscaldamento domestico, solitamente impiegato ad uso civile o comunque in locali di dimensioni tutto sommato limitate (in caso contrario, esempio nei capannoni si usano <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/termoconvettore.html" title="Termoconvettori"><strong>termoconvettori</strong></a>).<br />
Conosciuto anche con la definizione di <em>termosifone</em>, sebbene quest&#8217;ultima sta a significare il fenomeno fisico grazie al quale in un circuito idraulico (in questo caso il calorifero) scaturisce la <em>convezione</em>.
</p>
<p><span id="more-919"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#funzionamento">Funzionamento</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#manutenzione_utilizzo">Manutenzione e utilizzo</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
<strong>Ghisa</strong> e <strong>alluminio</strong> sono i materiali impiegati per la costruzione del calorifero (anche <em>acciaio</em>), che risulta solitamente composto da <strong>pannelli</strong>, o <em>moduli</em>, che determinano la dimensione del calorifero stesso e la sua capacità di riscaldamento; più moduli assemblati insieme per locali più grandi, e viceversa pochi moduli sufficienti per riscaldare anche gli ambienti più piccoli.</p>
<p>Ghisa e alluminio in quanto metalli capaci di scaldare velocemente e mantenere a lungo il calore, in modo particolare la ghisa che risulta essere il materiale per eccellenza del calorifero, largamente utilizzato ancora oggi per le sue eccellenti proprietà, nonostante l&#8217;alluminio abbia trovato largo impiego; l&#8217;acciaio viene anch&#8217;esso utilizzato per la costruzione di caloriferi, tuttavia caloriferi in acciaio sono indicati per zone dove le temperature non siano particolarmente rigide, data la capacità di riscaldamento e raffreddamento piuttosto veloce che tende quindi a dissipare in maniera piuttosto rapida il calore.</p>
<p>Ogni elemento, o modulo, del calorifero contiene acqua; il calorifero è collegato alla caldaia tramite impianto di riscaldamento (tubature che percorrono l&#8217;edificio), quando la caldaia viene accesa scalda l&#8217;acqua di conseguenza scalda il calorifero che si rende così capace di propagare caldo dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Troviamo sul mercato diversi modelli di caloriferi, che comprendono moduli dal design anche ricercato da raffinato capace di essere integrato alla perfezione in ambienti di particolare stile. Particolare interesse hanno suscitato negli ultimi anni di caloriferi che si possono usare come <em>stendini</em>, solitamente impiegati nel bagno ci si possono letteralmente <em>stendere</em> tranquillamente gli asciugamani nonché capi di abbigliamento o di uso quotidiano (come tovaglia, tovaglioli, etc.) quando necessitano di un&#8217;asciugatura veloce perchè ci servono.</p>
<p>Sul calorifero solitamente troviamo una manopola che permette di chiudere e aprire la circolazione dell&#8217;acqua calda spinta della caldaia; questa manopola agisce sul rubinetto di apertura &#8211; chiusura alimentazione dell&#8217;acqua.</p>
<p>Se un ambiente risulta particolarmente caldo possiamo chiudere tale rubinetto di modo che il calorifero smetta di propagare calore.</p>
<p>Risulta presente una valvola di spurgo dell&#8217;acqua; azionando tale valvola possiamo far fuoriuscire dal calorifero una certa quantità di acqua (solitamente poca quantità risulta sufficiente), questa operazione serve per andare a ripristinare la pressione ottimale dell&#8217;acqua destinata circolare negli elementi (moduli) del calorifero; quando risulta presente troppa aria all&#8217;interno dei moduli ce ne accorgiamo facilmente in quanto il riscaldamento del modulo stesso non risulta omogeneo, uniforme.</p>
<p>&Egrave; facile accorgersi: basta avvicinare una mano all&#8217;elemento (modulo) in tutta la sua lunghezza e constatare che il calore sia distribuito in modo uniforme su tutta la superficie dell&#8217;elemento; quando presenta zone fredde ed alcune calde significa che la pressione dell&#8217;acqua e dell&#8217;aria che circola al suo interno devono essere ripristinate, azionando proprio la valvola di spurgo.</p>
<p>La valvola termostatica è collocata all&#8217;ingresso dell&#8217;acqua nel calorifero (dove il tubo arriva dalla caldaia al termosifone); questa valvola è molto importante in quanto permette di limitare una temperatura limite il calorifero deve raggiungere in quanto va proprio ad agire, a controllare, sulla temperatura massima del fluido (acqua) in entrata.</p>
<p>Questa importante caratteristica permette un&#8217;aria più salubre all&#8217;interno dell&#8217;ambiente riscaldato, in quanto una temperatura ottimale incide in maniera determinante sulla giusta umidità che deve essere presente nell&#8217;aria che respiriamo.</p>
<p>Il posizionamento del calorifero all&#8217;interno di una nicchia ricavata nel muro come si faceva solitamente anni fa, è una soluzione oggi non più impiegata, in quanto capace di incidere negativamente (in misura più o meno importante) sull&#8217;efficienza del riscaldamento andando a creare il cosiddetto ponte termico, ovvero impedendo una distribuzione il più omogenea ed uniforme possibile del calore.</p>
<p>È mancata ed omogenea distribuzione di calore può essere responsabile di zona in cui l&#8217;umidità può essere maggiore e soprattutto non prevista, capace di essere a volte l&#8217;origine di muffe.</p>
<p>In virtù delle leggi vigenti che regolano la costruzione degli edifici è giusto ricordare che il cosiddetto cappotto, cioè l&#8217;ideale ed ottimale coibentazione dei muri (durante la costruzione o ristrutturazione dell&#8217;edificio) tende sicuramente a minimizzare la dannosa, anche economicamente parlando, dispersione di calore.</p>
<p>Tuttavia tale nicchia richiamata nel muro non risulta quasi più utilizzato, a vantaggio di una distribuzione del calore più uniforme.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/calorifero.jpg" alt="Calorifero in alluminio ad 11 elementi" /><br /><small>Fonte immagine: uno dei miei caloriferi</small></p>
<h3>&#9658; <a id="funzionamento">Funzionamento</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il funzionamento del calorifero è possibile grazie alla caldaia tramite delle pompe spinge l&#8217;acqua riscaldata negli elementi (moduli) del calorifero stesso.</p>
<p>I tubi collocati solitamente all&#8217;interno del muro collegano la caldaia con i caloriferi, l&#8217;impianto deve essere seguito nel rispetto delle leggi vigenti ed avere l&#8217;attestato di conformità dei lavori eseguiti a regola d&#8217;arte.</p>
<p>Questo impianto viene eseguito tanto nei locali di nuova costruzione quanto in quelli ristrutturati dove si rende necessario il parziale o totale rifacimento dell&#8217;impianto di riscaldamento.</p>
<p>Il termostato elettronico che viene per comodità posizionato in una delle camere dell&#8217;appartamento (al contrario della caldaia che per legge deve essere installata fuori dall&#8217;appartamento stesso, per impedire esalazioni nocive di gas all&#8217;interno del locale), permette con facilità di impostare ad una temperatura specifica il calore che desideriamo vedere all&#8217;interno delle nostre abitazioni; determinate tipologie di termostato permettono tutta una serie di regolazioni a secondo dei modelli: regolazione di temperatura diversa per ogni stanza, timer per regolare l&#8217;accensione e lo spegnimento automatico del riscaldamento (impostazione giornaliera, settimanale, etc.).</p>
<p>Il termostato viene solitamente impostato su una temperatura minima di 16&deg; centigradi, di modo che quando il riscaldamento è acceso non permetterà che la temperatura dei locali scenda sotto la temperatura minima impostata (in questo caso ad esempio 16&deg;C) in modo da mantenere sempre un certo calore negli ambienti domestici.</p>
<p>Il termostato viene sempre accompagnato da un esaustivo libretto di istruzioni che permettono la facile regolazione della temperatura, ed il funzionamento del riscaldamento viene reso agevole proprio dal termostato.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/calorifero-stendipanni.jpg" alt="Calorifero stendipanni" /><br /><small>Fonte immagine: il calorifero del mio bagno</small></p>
<h3>&#9658; <a id="manutenzione_utilizzo">Manutenzione e utilizzo</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La manutenzione del calorifero si limita alla semplice pulizia dello stesso (ovviamente quando il freddo e male quando è caldo) dalla polvere o da eventuali macchie di sporco che si possono depositare sugli elementi.</p>
<p>L&#8217;ottimale pulizia del calorifero contribuisce in buona misura alla uniforme ed omogenea distribuzione del calore; il calorifero può essere riverniciato quando necessita, quando presenta scrostature notevoli della vernice che indubbiamente non favoriscono una omogenea distribuzione del calore ma al contrario la limitano.</p>
<p>In questo caso è un lavoro da eseguire con la massima cura ed attenzione, occorre procedere alla totale rimozione della vecchia vernice presente (ovviamente lavoro da eseguire calorifero freddo con il riscaldamento spento) aiutandosi con solventi appositi e carta vetrata per rendere la superficie di più liscia ed omogenea possibile, di modo che possa permettere alla vernice da applicare un facile luogo dove aggrapparsi.</p>
<p>Può essere indispensabile smontare il termosifone al fine di eseguire il lavoro nel migliore dei modi; dobbiamo quindi valutare in questo caso se siamo in grado di farlo da soli oppure no. Se non siamo certi di poter eseguire un lavoro regolare arte rivolgiamoci sempre a personale altamente specializzato, tanto per la disinstallazione &#8211; installazione del calorifero quanto per la verniciatura dello stesso.</p>
<p>Per un corretto ed ottimale utilizzo del calorifero è necessario che questo sia sgombro da qualsiasi copertura che possa limitare e quindi non permettere l&#8217;ottimale distribuzione del calore deve sempre essere invece omogenea ed uniforme.</p>
<p>Anche quando si tratta di caloriferi espressamente costruiti come stendini è importante non eccedere con i capi che si intendono appoggiare, stendere, sul calorifero stesso per non limitarne il corretto funzionamento; dovremo semplicemente avere la buona creanza di stendere pochi capi per volta, che siano asciugamani, magliette, etc. in modo da permettere comunque l&#8217;ottimale funzionamento del calorifero e la facile e veloce asciugatura dei capi che ci interessano.
</p>
<table>
<tr>
<td>
<img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/valvola-di-spurgo.jpg" alt="Valvola di spurgo del calorifero" />
</td>
<td>
<img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/rubinetto-calorifero.jpg" alt="Manpola del rubinetto apertura-chiusura acqua" />
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/valvola-termostatica.jpg" alt="Valvola termostatica" />
</td>
<td>
<img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/stendino.jpg" alt="Stendino" />
</td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Divano</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/arredamento/divano.html</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 13:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Sofà, ottomana, canapè: altri nomi per definire il divano nelle sue forme e nei suoi stili; il divano è un posto a sedere adeguatamente imbottito per rendere comoda seduta, come la poltrona, destinato solitamente ad ospitare più sedute, le persone. Due, tre, quattro posti: ma anche sei, otto, dieci: divani angolari: di tutto di più. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Sofà, ottomana, canapè: altri nomi per definire il divano nelle sue forme e nei suoi stili; il divano è un posto a sedere adeguatamente imbottito per rendere comoda seduta, come la poltrona, destinato solitamente ad ospitare più sedute, le persone.<br />
Due, tre, quattro posti: ma anche sei, otto, dieci: divani angolari: <em>di tutto di più</em>.
</p>
<p><span id="more-915"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
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<h2>&diams; <a href="#scegliere">Scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Il divano risulta presente nell&#8217;antica Grecia, nell&#8217;antica Roma, anche se in forme diverse rispetto a quelle odierne questa componente di arredamento affonda le sue radici storiche in tempi ben remoti, e possiamo affermare che ha accompagnato l&#8217;evoluzione dell&#8217;essere umano nei rapporti sociali quotidiani.</p>
<p>Il divano infatti è nato per ospitare più persone, quindi imbastire o consolidare rapporti umani, che siano questi innescati da un pranzo, una cena o un qualsiasi altro momento di aggregazione, interloquire, stare piacevolmente insieme, discutere del più e del meno per il gusto di farlo pure intrattenere dialoghi di una certa importanza e rilevanza; seduti su un divano.</p>
<p>Ma ancora il divano come oggetto di particolare intimità, legato al calore affettivo dell&#8217;abitazione, dove sdraiarsi e coricarsi, da soli oppure insieme alle persone amate.</p>
<p>Il Medio Evo con il suo rigido e austero periodo in cui il gotico trova forse la sua massima espressione, il divano è destinato a scomparire momentaneamente alla storia, preferendo adesso spartane e rigide sedie austere, non propriamente comode, console al periodo buio.</p>
<p>Quindi il divano, che nei tempi più antichi aveva conosciuto imbottiture di pregio quanto le stoffe impiegate per la tappezzeria, il legno intarsiato e lavorato usato come struttura portante del divano stesso; raffiguranti zampe di leone nelle gambe (supporti) destinati a sostenerlo, teste di leone invece ricavate nel bracciolo, veri piccoli troni dotati di ampia spalliera, nonché poggiatesta, dove potersi anche sdraiare.</p>
<p>Fu il Rinascimento quindi a vedere rivisitato e riconsiderato l&#8217;impiego del divano, con tanto di ricerche stilistiche ancora oggi oggetto di culto da parte dei collezionisti di antiquariato, basti pensare allo stile Luigi XV E da tutti i divani e divanetti (e non solo) scaturiti in quel preciso contesto storico e culturale, dove non sono divano ma anche le poltrone vengono largamente impiegate, pensate prodotte e costruite manco a dirlo per le persone più abbienti; solo in un secondo momento infatti resti oggetti facenti parte dell&#8217;arredamento ed entrano in tutte le case anche in quelle delle persone economicamente più svantaggiate.</p>
<p><strong>Voyeuse</strong>, poltrona con la parte alta dello schienale ampio e generoso nelle imbottiture, <strong>bergère</strong>, poltrona che vedeva tanto schienale quanti braccioli chiusi dalle imbottiture, marquise, doppia poltrona, le decorazioni (tanto sulle stoffe della tappezzeria quanto sui legni) seguono via via il periodo storico nell&#8217;evoluzione dell&#8217;espressione artistica, è nel XX secolo e il divano e ad essere parte integrante di ogni arredamento in quasi tutte le case, nei salotti, nelle cucine, nelle anticamere o sale d&#8217;aspetto anche degli studi professionali.</p>
<p>Di conseguenza è possibile trovare oggi tutta una serie di brani appartenuti ai diversi periodi storici, oggetti molto ricercati e particolari, per tipologie di costruzione, impiego di stoffe, disegni sulle stesse ed elaborazioni sui legni.</p>
<p>Indiscusso oggetto di relax facente parte del corrente arredamento il divano è entrato prepotentemente, con stili ad usi diversi, nell&#8217;uso quotidiano, le forme sempre più rettilinee lo hanno contraddistinto negli ultimi due secoli.
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<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/divano.jpg" alt="Divano" /><br /><small>Fonte immagine: www.bosal.it</small></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Minimo due posti, in caso contrario viene considerato poltrona, con la seduta più o meno estesa in profondità, dalla larghezza minima indicativa di 70 &#8211; 80 cm circa per persona in quanto la comodità è un requisito fondamentale del divano, altezza della seduta che possono variare dei 50 &#8211; 60 cm &#8211; al prezzo indicativo dello schienale di 1 metro.</p>
<p>L&#8217;imbottitura è di particolare importanza per un divano, nella stessa misura di un <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/letto.html"><strong>letto</strong></a>, in quanto la comodità della seduta (quindi della schiena) non dovrebbe mai essere messo in discussione o scendere a compromessi: personalmente (esempio) dopo un periodo di trasloco e conseguente difficoltà economica piuttosto che comperare un divano così e così preferisco aspettare quando avrò maggiori disponibilità economiche e acquistare un oggetto degno di tale nome, con una imbottiture che si rispetti, di quelle per intenderci cosiddette capaci di memoria, in poche parole che non fanno la buca ma che tornano nella forma originale una volta alzati, e capaci di regalare libri, donare comodità e relax durante la seduta stessa.</p>
<p>Quindi è proprio sul imbottitura che personalmente dedicherei particolare attenzione nell&#8217;acquistare questo prodotto, un divano che si sfonda facilmente del resto non è ambizione di nessuno.</p>
<p><strong>Componibile</strong>: in questo caso ovviamente, come per i divani di ampie dimensioni, occorre valutare lo spazio che si ha a disposizione; un ampio e comodo divano angolare credo sia il sogno di molti tuttavia destinato a rimanere esclusivo appannaggio di pochi rispetto ai più, date le dimensioni del locale che ospita il divano che devono essere particolarmente generose.</p>
<p><strong>Divano letto</strong>: personalmente non credo molto in questo tipo di soluzione, a meno che l&#8217;imbottitura offerta non sia davvero ad altissimi livelli, non dimentichiamo infatti che la stessa importanza attribuita alla seduta non può che aumentare quando si tratta di coricarci per dormire.</p>
<p>Può rappresentare sicuramente un&#8217;ottima soluzione per chi ha problemi di spazio ma deve garantire assoluta comodità nella postura; pensato quindi per svolgere doppia funzione, per un prodotto di qualità e costi non possono essere minimi.
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<h3>&#9658; <a id="materiali">Materiali</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Lo scheletro, la struttura portante del divano deve garantire una buona tenuta nel tempo; legno, alluminio, acciaio inox.</p>
<p>Secondo lo stile che meglio si integra con il nostro arredamento e con le nostre disponibilità economiche, nonché con i nostri gusti, non abbiamo che l&#8217;imbarazzo della scelta anche per quanto riguarda il design.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;imbottitura, importantissima, ovatta, piuma, schiuma di lattice, poliuretano espanso, la cosa fondamentale è che non credo eccessivi sprofondamenti quando ci si siede perché provocherebbero uno stress per la schiena nonché una scomodità della seduta; al contrario proprio nel momento in cui ci si siede l&#8217;imbottitura deve risultare con una sorta di rigida elasticità, atta si ad ospitare comodamente che si siede ma capaci di tornare nella forma originaria una volta che ci si è alzati.</p>
<p>L&#8217;imbottitura risulta davvero fondamentale, tanto quanto la struttura nella scelta del divano: non dimenticare infatti che noi e i nostri familiari ci passeremo un bel po&#8217; di tempo, non solo seduti ma probabilmente anche sdraiati o semisdraiati, è un oggetto dell&#8217;arredamento destinato infatti l&#8217;assoluto relax quindi l&#8217;imbottitura e la comodità derivata da questa deve essere massima.</p>
<p>Sintetici, cotone, microfibra, lavabili, pelle, stoffe: per quanto riguarda il rivestimento dell&#8217;imbottitura (tappezzeria) occorre valutare in quale preciso contesto andrà inserito un divano, se il tessuto che lo riveste infatti è facile allo sporco difficilmente potrà essere impiegato per un uso quotidiano senza troppi problemi.</p>
<p>Esempio: un elegante divano rivestito di pelle bianca merita determinate attenzioni, sicuramente non sedersi con vestiti sporchi (magari quando si torna a casa dal lavoro).</p>
<p>&Egrave; sempre possibile naturalmente utilizzare una coperta per proteggere il rivestimento del divano, tuttavia quando si acquista un oggetto destinato a far parte del nostro arredamento la soddisfazione sta nel vivere pienamente tale oggetto, quindi non trovo corretto che diventi fonte di stress l&#8217;eccessiva preoccupazione prima di sedersi: quando si ha un divano ci si siede, punto e basta.
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<h3>&#9658; <a id="scegliere">Scegliere</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Molteplici fattori possono incidere sulla scelta del nostro divano, o meglio del divano che intendiamo acquistare: disponibilità economiche e spazio a disposizione.</p>
<p>Personalmente, in linea di massima prediligo un&#8217;ottima imbottitura e un rivestimento in stoffa sfoderabile e lavabile oppure in pelle.</p>
<p>Oltre due principali fattori sopra esposti (disponibilità e spazio) gioca un ruolo fondamentale il gusto soggettivo e come questo ci possa guidare dal momento che si sarà portati a scegliere in base all&#8217;arredamento, o comunque anche in base a quello.</p>
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		<title>Scuro</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 15:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scuro (denominato anche &#8220;oscuro&#8221;) è un particolare tipo di serramento che serve a proteggere la finestra dalle intemperie nonché dalla luce ed eventuali intrusioni; è definito scuro in quanto capace di una chiusura totale con relativo totale oscuramento della finestra o porta-finestra dove installato. Come le persiane può essere un tipo di serramento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Lo <strong>scuro</strong> (denominato anche <em>&ldquo;oscuro&rdquo;</em>) è un particolare tipo di serramento che serve a proteggere la finestra dalle intemperie nonché dalla luce ed eventuali intrusioni; è definito scuro in quanto capace di una chiusura totale con relativo totale oscuramento della finestra o porta-finestra dove installato.<br />
Come le persiane può essere un tipo di serramento che va a sostituire le <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/tapparelle.html" title="Tapparelle"><strong>tapparelle</strong></a> avvolgibili.
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<p><span id="more-905"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#materiali">Materiali</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#bandelle">Bandelle e chiusure</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Come scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Impiegabile tanto per le finestre quanto per le porte-finestre, lo scuro, serramento che trova origini storiche nel più lontano e buio medioevo, è particolarmente amato da chi desidera un oscuramento totale del locale (ad esempio quando ci si va a coricare), E comunque una privacy sicuramente protetta in quanto lo scuro, una volta chiuso, rende praticamente impossibile vedere dall&#8217;esterno all&#8217;interno e viceversa.<br />
Serramento che fa della semplicità il suo punto di forza: non esiste nulla di più semplice di uno, o più pannelli di legno adibiti a chiusura totale di una porta o di una finestra.<br />
Nella stessa misura in cui la tecnologia sviluppa continuamente tecniche di lavorazione su prodotti differenti per produrre le persiane, in eguale misura questo lavoro viene applicato per la fabbricazione dello scuro; quindi legno, PVC, alluminio, acciaio inox.</p>
<p>Quindi un serramento che va ad oscurare e chiudere in maniera totale la finestra o la porta-finestra.
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<h3>&#9658; <a id="materiali">Materiali</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Indubbiamente il legno anche in questo caso è il materiale che ha visto nascere questo tipo di serramento, nel corso degli anni con l&#8217;impiego sempre maggiore di molteplici tipologie di materiale, anche questo tipo di serramento viene prodotto in alluminio, in PVC pesante, in acciaio inox, in quest&#8217;ultimo caso specialmente quando parliamo di <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/serramenti.html" title="Serramenti"><strong>serramenti</strong></a> blindati.</p>
<p>Quando si producono serramenti in metallo, quindi alluminio o acciaio inox, si parla ovviamente di profili (profilati metallici di un certo spessore) ottenuti per estrusione e solitamente questi profili vengono coibentati, almeno in piccola misura, al fine di garantire al serramento stesso una resa ottimale in termini di risparmio energetico e di protezione ambientale ed acustica.</p>
<p>Possiamo definire particolarmente interessante la tipologia di materiale denominato PVC (PoliVinilCloruro), materiale plastico capace di ottima resistenza e di buona durata nel tempo, materiale che trova largo impiego nella costruzione di serramenti avendo dalla sua il vantaggio di riduzione dei costi, quindi risparmio da parte del consumatore, rispetto ai tradizionali serramenti in legno oppure in alluminio (o alluminio-legno), od ancora in acciaio.</p>
<p>Ovviamente è necessario fare delle distinzioni in quanto non tutti i materiali sono uguali, ma bensì ciascuno di questi si presenta con caratteristiche ben specifiche; non solo, perchè in genere i serramenti sono un completamento logico, tanto per quanto riguarda la qualità dei materiali impiegati quanto la loro efficienza, di un&#8217;abitazione.</p>
<p>Se è vero che il PVC riesce ad abbassare i costi rispetto ad un medesimo serramento prodotto in legno, è altrettanto vero che il calore del legno nonché la sua bellezza e solidità non può certo essere paragonata ad un materiale plastico; sebbene tanto i serramenti prodotti in PVC, quanto quelli in alluminio o acciaio, abbiano particolari finiture tendono a far apparire il serramento stesso praticamente identico (visivamente) al legno, il legno rimane sempre un materiale per alcuni insostituibile.</p>
<p>Come logico supporre l&#8217;acciaio viene presa in considerazione quando si desidera avere uno scuro blindato; come vale per qualsiasi altro tipo di serramento non avrebbe senso logico sovraccaricare il peso del serramento (tenendo conto del fatto che in questo caso le cerniere devono essere maggiorate e il lavoro di muratura eseguito ad opera d&#8217;arte) se non vi fosse la stretta necessità di blindare il locale dove si intende applicare tali serramenti.</p>
<p>Il legno viene ovviamente sottoposto a procedimento di flow coating per prevenire muffe e la presenza di parassiti, quindi per meglio resistere nel tempo non solo alle intemperie; la scelta del legno ovviamente dipende anche dal cliente, ciliegio, noce, etc.
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<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/scuro.jpg" alt="Scuro (serramento)" /><br /><small>Fonte immagine:</small> <small>www.arti-infissi.com</small></p>
<h3>&#9658; <a id="bandelle">Bandelle e chiusure</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Le bandelle dei serramenti devono indubbiamente essere adeguate alla tipologia del serramento stesso, essere perfettamente in grado di sopportarne il peso e rendere la movimentazione facile e ottimale, che non debba implicare sforzo alcuno per l&#8217;utilizzatore.</p>
<p>Trovo molto interessante l&#8217;utilizzo delle bandelle in PVC, che possono venire ad esempio impiegate sullo scuro prodotto con lo stesso materiale, rifinite talmente bene che sembrano di metallo ad un primo sguardo; il grado di lavorazione di questo materiale oggi è talmente bene eseguito che l&#8217;utilizzo del PVC, tanto nelle bandelle quanto nei cardini, è capace di dare ottimi risultati.</p>
<p>Personalmente, e si tratta ovviamente di parere soggettivo, preferisco tanto i cardini quanto le bandelle in metallo, ovviamente verniciati a fuoco per resistere a lungo nel tempo; anche in questo caso comunque il metallo impiegato nella costruzione di cardini e bandelle, deve far sì che tanto gli uni quanto le altre debbano essere specificatamente costruiti su misura per il serramento in questione, quindi supportare senza difficoltà il peso e facilitare la movimentazione dello stesso serramento.</p>
<p>Per quanto riguarda le chiusure risultano particolarmente interessanti quelle denominate alla vicentina: peculiarità di questo serramento è che risulti incassato nel muro, grazie alla presenza di una mazzetta architettonica, una sorta di nicchia dove le <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/persiane.html" title="Persiane"><strong>persiane</strong></a> (in questo caso lo scuro) quando aperte rimangono sostanzialmente nascoste nel muro incassato.</p>
<p>Nella stessa misura delle persiane anche lo scuro o presentare diverse ante, a seconda delle esigenze del cliente e delle misure della finestra dove queste andranno installate, la loro apertura quindi può essere a battente, scorrevole od a libro, né più né meno con le stesse modalità delle persiane.</p>
<p>Tanto le bandelle quanto i cardini possono avere rifiniture particolari, borchiature, al fine di assecondare i gusti del cliente ad andare incontro nella maniera migliore all&#8217;estetica dei locali dove serramenti vengono montati.
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<h3>&#9658; <a id="scegliere">Come scegliere</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Possiamo tranquillamente affermare che al giorno d&#8217;oggi tutti i materiali impiegati nella costruzione di serramenti, hanno raggiunto un livello ottimale di qualità, in termini di isolamento termo-acustico e ambientale; dal momento che occorre sempre valutare con estrema attenzione l&#8217;acquisto di un prodotto o di un servizio prima di spendere denaro, in quanto si tratta di un <a href="http://www.guida-acquisti.com/competenze/finanziamenti.html" title="Finanziamenti"><strong>investimento</strong></a> piccolo o grande che sia, oggi difficilmente ci possiamo troviamo davanti al serramenti di pessima qualità, in quanto la legge non solo incentiva con riduzioni di spesa chi intende muoversi in una direzione e contribuisce al risparmio energetico quindi alla salvaguardia e alla tutela dell&#8217;ambiente, proprio in virtù di questo sarebbe controproducente per i rivenditori e produttori di serramenti fabbricare articoli di scarsa qualità anche se a basso costo.</p>
<p>Anche se ci sono persone che possono storcere il naso davanti all&#8217;impiego del PVC nella costruzione di serramenti, e nessuno tantomeno chi scrive intende mettere in discussione le competenze e di gusti altrui, credo che comunque nessuno possa affermare che il PVC non abbia un ottimo riscontro in termini di qualità dei serramenti.</p>
<p>Per quanto riguarda invece l&#8217;impatto ambientale che si ha con la lavorazione del PVC, un certo dannoso impatto ambientale lo si può vedere sicuramente anche con il legno qualora questo venga prelevato senza provvedere in giusta misura al rimboschimento; la stessa cosa vale per l&#8217;estrazione dell&#8217;alluminio, etc.</p>
<p>Come sempre e il buon senso e l&#8217;onestà intellettuale a rendere ottimo un prodotto già buono, in quanto se si è dotati di tali criteri nonché delle giuste competenze si procede nella produzione di un determinato prodotto rispettando tanto l&#8217;ambiente quanto la qualità del prodotto finale offerto al consumatore.</p>
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