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	<title>Guida all&#039;acquisto &#187; Animali</title>
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		<title>Mobile supporto acquario</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mobile di supporto per un acquario, riveste particolare importanza; per il peso che deve sostenere garantendo affidabilità nel tempo, ed integrarsi nel nostro arredamento. Abbiamo davvero una vasta gamma di mobili per acquario cui scegliere: di produzione industriale, artigianale con rifiniture di pregio, od ancora possiamo decidere di far costruire il mobile di supporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mobile di supporto per un acquario, riveste particolare importanza;<br />
per il peso che deve sostenere garantendo affidabilità nel tempo, ed integrarsi nel nostro arredamento.</p>
<p><span id="more-96"></span></p>
<p>
Abbiamo davvero una vasta gamma di mobili per acquario cui scegliere:<br />
di produzione industriale, artigianale con rifiniture di pregio, od ancora possiamo decidere di far costruire il mobile di supporto per il nostro acquario su misura, come lo preferiamo, in legno massello di noce, ciliegio, ebano, per quelli che sono i nostri gusti e le esigenze di integrare in modo armonioso l&#8217;acquario nel nostro arredamento.<br />
Un acquario ben curato è sempre un piacere da guardare, se poi risulta particolarmente integrato nel contesto abitativo è bello due volte.<br />
Dobbiamo essere certi della qualità dei materiali impiegati nella costruzione, devono obbligatoriamente fornire garanzia di tenuta come un qualsiasi altro mobile atto a sostenere un peso che può essere davvero notevole, in acquari di notevoli dimensioni e capienza rilevante non è raro arrivare a 500-600 chilogrammi di peso.<br />
Le basi su cui poggia il mobile devono essere stabili, in alcuni casi sono regolabili per stabilire una assoluta stabilità facendo in modo che l&#8217;acquario sia perfettamente perpendicolare al pavimento.<br />
Essendo pieno di acqua, se non bene allineato, può essere pericoloso.<br />
Altra punto focale del mobile supporto per acquario è la base su cui deve appoggiare l&#8217;acquario stesso.<br />
Deve risultare perfettamente piana, ben levigata, senza la benchè minima gibbosità o incrinatura, anche se in commercio sono disponibili specifici prodotti da inserire sotto l&#8217;acquario, sopra il mobile.<br />
Inoltre un buon mobile appositamente costruito con cura ha con sè sufficiente spazio per inserire tutti quegli accessori che ci serviranno per la manutenzione dell&#8217;acquario, elegantemente racchiusi dalle ante del mobile.<br />
Pensiamoci bene prima dell&#8217;acquisto, scegliamo il modello che più si integra con il nostro arredamento, e pretendiamo un&#8217;assoluta qualità dei materiali.<br />
Il nostro acquario acquisterà maggior valore anche dal punto di vista estetico.
</p>
<p>Per approfondire: <a href="http://www.acqua-dolce.it/guida_acquario/index.html" title="Guida acquario"><strong>Guida acquario</strong></a>.</p>
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		<title>Acquario</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Un semplice contenitore di vetro, può trasformarsi in un biotopo gradevole da osservare ed estremamente consono per i pesci e le piante che andremo ad ospitare. Potremo optare per acquistare un acquario pronto per l’uso, oppure cimentarci nella costruzione se abbiamo la necessaria esperienza. &#9830; Caratteristiche &#9830; Cenni storici &#9830; Dolce o marino &#9658; Acquario: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Un semplice contenitore di vetro, può trasformarsi in un biotopo gradevole da osservare ed estremamente consono per i pesci e le piante che andremo ad ospitare.<br />
Potremo optare per acquistare un acquario pronto per l’uso, oppure cimentarci nella costruzione se abbiamo la necessaria esperienza.
</p>
<p><span id="more-86"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#dolce_marino">Dolce o marino</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Acquario: un mondo da osservare</a></h3>
<p>
Avere nella nostra casa un acquario, può contribuire in maniera determinante a ritagliare il nostro piccolo spazio di relax osservando il meraviglioso ecosistema che prende vita all’interno delle pareti di vetro di quel contenitore denominato appunto: acquario.<br />
Possedere un acquario, è come avere in casa un qualsiasi altro animale domestico, ovviamente con le dovute differenze, è chiaro.<br />
Ma prenderci cura di quelli che saranno i nostri ospiti, i pesci e le piante, ci darà certamente grandi soddisfazioni.<br />
Possiamo scegliere se cimentarci nella cura e nell’allevamento di specie di acqua dolce, marina, o mediterranea.<br />
Ed ogni acquario possiede le proprie caratteristiche specifiche e selettive, tanto per la scelta dell’arredamento della vasca, quanto per gli strumenti che saranno vitali per la vita dell’acquario stesso: il termoriscaldatore, la pompa per il ricircolo dell’acqua, le lampade ed il tipo di illuminazione, etc.<br />
Ed ancora, per ogni specie animale e vegetale esistono esigenze vitali ben diverse, troviamo pesci di acqua dolce con un determinato grado di durezza (acqua tenera ad esempio) ed altri che vivono sempre in acqua dolce ma con caratteristiche chimico fisiche ben differenti.<br />
Niente paura, sarà la passione a guidarci, e possiamo trovare in quantità più che esaustiva materiale sufficiente per documentarci nel migliore dei modi, e far convivere in piena armonia i pesci e le piante (o invertebrati e molluschi nel caso di un acquario marino) che andremo ad ospitare.<br />
Ad oggi l’acquariofilia è diventata anche in Italia una passione ben consolidata, di conseguenza anche i negozi specializzati sono in grado di offrire tutto il materiale necessario per allestire e mantenere un acquario nel migliore dei modi.<br />
Dai diversi tipi di lampade e supporti, agli impianti più sofisticati per l’erogazione di anidride carbonica, esiste una vasta gamma ove scegliere, ed il rapporto qualità/prezzo è davvero buono, e per tutte le tasche.
</p>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici dell’acquariofilia</a></h3>
<p>
La passione di possedere un acquario, risale a tempi ben lontani, e da quando l’uomo è stato in grado di poter arrivare ad un determinato livello economico, ha potuto di conseguenza pretendere di soddisfare anche quelli che potevano essere considerari solo capricci.<br />
Uomini facoltosi ad esempio, potevano permettersi già più di un secolo fa, di avere nelle loro residenze acquari ornamentali che andavano però a svolgere un ruolo naturalistico al tempo stesso.<br />
Ricercatori ed esploratori che tornavano da terre lontane, quando possibile si portavano in patria determinati esemplari di specie di pesci cimentandosi poi nel loro allevamento e tentandone la riproduzione.<br />
Questo importante aspetto ha contribuito a amnetere negli acquari di diversi appassionati spcie di pesci ed esemplari di piante che rischiano la completa estinzione per via della distruzione degli habitat naturali causata dall’uomo, come il disboscamento di un foresta od il prosciugamento forzato di un fiume.<br />
Prima dell’invenzione della lampada, alcuni appassionati provavano comunque nel coltivare piante e allevare pesci in acquario, ovviamente cercavano di sfruttare al massimo l’illuminazione diurna.<br />
Non fu certo cosa facile, in particolare per specie provenienti dai paesi equatoriali e tropicali: esemplari di piante abituate ad una intensa illuminazione di circa 12 ore non potevano certo adattarsi a condizioni climatiche totalmente differenti, difficile quindi la loro sopravvivenza.<br />
Certamente da quando l’uomo ha iniziato ad usufruire della corrente, l’acquariofilia ha fatto passi da gigante, e negli ultimi 20 anni anche in Italia ha avuto un riscontro notevole.<br />
Grazie alle apparecchiature disponibili sul mercato, è possibile oggi cimentarsi nell’allevamento di pesci e nella coltivazione di piante impensabile una volta.<br />
È davvero possibile ricreare nelle propria mura domestiche un piccolo biotopo in grado di rispecchiare al meglio le caratteristiche che si trovano in natura.
</p>
<h3>&#9658; <a id="dolce_marino">Acquario marino o dolce</a></h3>
<p>
Le specie di piante e pesci di acqua dolce disponibili sul mercato, solo in casi davvero rari vengono prelevate in natura.<br />
Questo perchè la loro riproduzione si rende possibile in cattività: pesci e piante che nadiamo a comperare nei negozi specializzati, sono esemplari che da molte generazioni si sono riprodotti in cattività, a tutto vantaggio ovviamente della salvaguardia dell’ambiente naturale di appartenenza, quando questo non è comunque minacciato dall’uomo e dall’inquinamento atmosferico.<br />
Le specie marine invece, solo molto raramente riescono a riprodursi in cattività, ed il loro continuo prelievo dagli ambienti naturali, può contribuire ad impoverirne l’habitat.<br />
Allevatori locali però che vivono di questo, in qualche caso provvedono a dare ad un determinato gruppo di pesci in natura, un incentivo nella loro riproduzione, facendo leva su sistemi del tutto naturali, cercando così di ristabilire un certo equilibrio.<br />
Un acquario marino ha caratteristiche totalmente differenti da qualle di un acquario di acqua dolce, sia per i parametri chimico fisici dell’acqua che per il filtraggio, l’illuminazione, esigenze diverse, insomma, due mondi ben distinti, come in natura del resto.<br />
Meglio prendere un poco di tempo per documentarsi prima di cedere ad acquisti dettati dall’euforia di possedere un acquario, capire bene con quale tipologia di acquario vogliamo cimentarci, e poi procedere.<br />
Per una serie di scambi gassosi necessari alla vita di un acquario, nel caso optiamo per quello marino dovremo preventivare che capienze della vasca inferiori ai 100 litri sono da scartare; i pesci e le specie vegetali del mare hanno esigenze che vanno rispettate, una di queste è la dimensione minima della vasca.<br />
Con un acquario di acqua dolce possiamo anche procedere con capienze inferiori, anche se meglio magari aspettare ma permettersi un acquario un tantino più capiente: non risulta mai particolarmente conveniente allevare pesci e piante in ambienti poco spaziosi.
</p>
<p>Per approfondire: <a href="http://www.acqua-dolce.it/guida_acquario/index.html" title="Guida all'ccquario di acqua dolce"><strong>Guida all’acquario di acqua dolce</strong></a></p>
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		<title>Accessori acquario</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Come si è potuto comprendere dalle pagine precedenti, ogni acquario necessita di accessori specifici, tuttavia è corretto asserire che diversi di questi deve disporre ogni vasca. La pompa per il ricircolo dell’acqua, il termoriscaldatore, l’impianto di illuminazione, il complesso filtrante, il sistema refrigerante per acquario mediterraneo. Ogni accessorio però, risulta specifico per ogni acquario: si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si è potuto comprendere dalle pagine precedenti, ogni acquario necessita di <strong>accessori</strong> specifici, tuttavia è corretto asserire che diversi di questi deve disporre ogni vasca.<br />
La <strong>pompa</strong> per il ricircolo dell’acqua, il <strong>termoriscaldatore</strong>, l’<strong>impianto di illuminazione</strong>, il <strong>complesso filtrante</strong>, il <strong>sistema refrigerante</strong> per acquario mediterraneo.</p>
<p><span id="more-88"></span></p>
<p>
Ogni accessorio però, risulta specifico per ogni acquario: si può facilmente dedurre che una vasca da 50 litri non necessita di <strong>accessori</strong> della medesima capacità di quelli impiegati in una vasca da 200 litri, tanto per fare un esempio, e di conseguenza ogni accessorio risulta consono per un determinato acquario.<br />
Non temete: tanto per iniziare è possibile trovare in commercio un acquario “chiavi in mano” pronto da essere utilizzato, completo di tutti gli accessori, a cui manca solo l’acqua, ed ovviamente i pesci e le piante.<br />
Gli accessori si differenziano comunque tra acquario di acqua dolce e quello marino, per caratteristiche e capacità.<br />
È possibile effettuare delle buone scelte prendendo un acquario completo di tutti gli accessori, studiati su misura.<br />
Se invece avete già un pizzico di esperienza, se non l’avete arriverà, potete selezionare voi stessi quegli accessori che riterrete più opportuni.<br />
Un termostato di maggiore potenza, una pompa per l’acqua che possa corrispondere alle caratteristiche del vostro acquario, creare ad hoc l’impianto relativo all’illuminazione.<br />
In acquario di acqua dolce, l’illuminazione è differente da quella in un acquario marino; cambia lo spettro luminoso, il colore della luce, e la potenza deve essere stabilita per ogni vasca.<br />
In una ad esempio ricca di piante l’illuminazione dovrà essere maggiore.<br />
Se avete un acquario scoperto, potete trovare valide soluzioni nelle <strong>lampade HQL</strong> (<em>ai vapori di mercurio</em>) od in quelle <strong>HQI</strong> (<em>ai vapori di alogenuri metallici</em>), ma, tramite apposita plafoniera potreste anche impiegare le <em>tradizionali</em> <strong>lampade al neon</strong>.<br />
Nelle vasche scoperte comunque le <strong>lampade HQI</strong> sono quelle che dimostrano maggiore resa luminosa a parità di watt con le altre tipologie di lampade: consumano meno corrente delle <em>HQL</em> ma di più dei <em>tubi al neon</em>.<br />
Inutile nascondere che anche questo aspetto ha il suo peso sul costo della bolletta relativa all’energia elettrica.<br />
Complessivamente, per fare un breve disgressione, la passione per l’acquario non è tra le più <em>economiche</em>, specialmente se la passione prende il sopravvento e ci si dedica con cura ed attenzioni.<br />
Tuttavia, è anche giusto avere degli hobby, si vive una sola volta.
</p>
<h3>&#9658; <a id="trattamento_acqua">Trattamento dell’acqua</a></h3>
<p>
Indipendentemente dal tipo di acquario che decidete di acquistare, i cambi parziali e periodici di acqua dovranno prendere in considerazione l’acqua ottenuta dal trattamento di <strong>osmosi inversa</strong>.<br />
In parole povere acqua demineralizzata, privata di tutte quelle impurità presenti nelle acque dei condotti idrici: cloro, rame, zinco, etc.<br />
I pesci tropicali hanno necessità di avere un’acqua con determinati parametri chimico-fisici, molto vicini a quelli dei biotopi di appartenenza in natura.<br />
Molti negozi di acquari, vendono questa acqua trattata, proprio per offrire un servizio ai clienti.<br />
Anche se avete un acquario marino, o comunque di acqua dolce con acqua particolarmente dura, non è possibile utilizzare acqua del rubinetto, o comunque è fortemente sconsigliato: è potabile per gli esseri umani, ma per i pesci tropicali non risulta idonea.<br />
A parte il fatto delle tracce presenti di cloro, rame, etc. (si possono <em>neutralizzare</em> con appositi <strong>biocondizionatori</strong>), ma le caratteristiche presentano parametri spesso incompatibili con le esigenze dell’acquario.<br />
Non possiamo comunque dimenticare che un acqua trattata con il procedimento di <strong>osmosi inversa</strong> è biologicamente pura, dopodichè è giusto inserire sali e condizionatori per portare i valori ai livelli desiderati.<br />
Sempre grazie alla diffusione dell’acquariofilia, i prezzi degli <strong>impianti di osmosi inversa</strong> hanno raggiunto prezzi abbordabili.<br />
Sono facilmente collegabili alla rete idrica delle nostre case, e sono in grado di produrre acqua a sufficienza, non vi è la necessita di produrre 1.000 litri al giorno.<br />
Un piccolo impianto con capacità di produzione di 60 litri/giorno risulta più che sufficiente nella grande maggioranza dei casi.<br />
La spesa sostenuta potrà essere facilmente ammortizzata nel tempo, evitando inoltre il disturbo di recarsi con le taniche presso il negozio che vende acqua RO (<em>Reverse Osmosis</em>), soprattutto se si ha la necessità di cambiare periodicamente 50-60 litri di acqua.<br />
Quello dell’acqua è un argomento di importanza vitale per l’acquario, dal quale dipenderà totalmente la vita degli esseri che in essa vivono.</p>
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		<title>Acquario dolce o marino</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Sovente leggo che, per la gestione di un acquario marino è necessario avere più competenza che non per un acquario di acqua dolce. Personalmente non sono d’accordo, e vi spiego il perchè. &#9830; Quale acquario &#9830; Dimensioni della vasca Quale acquario Fermo restando il fatto che nessuno nasce capace, dipende sempre da quello che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sovente leggo che, per la gestione di un <strong>acquario marino</strong> è necessario avere più competenza che non per un <strong>acquario di acqua dolce</strong>.<br />
Personalmente non sono d’accordo, e vi spiego il perchè.</p>
<p><span id="more-90"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#quale">Quale acquario</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#dimensioni_vasca">Dimensioni della vasca</a></h2>
<h3><a id="quale">Quale acquario</a></h3>
<p>
Fermo restando il fatto che nessuno nasce capace, dipende sempre da quello che ci si prefigge di ottenere dal proprio acquario.<br />
Avrete certamente notato la foto dell’acquario di acqua dolce presente nella pagina precedente.<br />
Bellissimo, ricco di piante rigogliose, nessuna presenza di alghe, un ottimo esempio di gestione della vasca, una perfetta armonia dell’ecosistema.<br />
Pensate forse che per questo non serva esperienza?<br />
So che alla risposta ci arrivate da voi.<br />
Detto questo però, io non parlerei di facile o difficile, ma di esperienza.<br />
Se non si ha esperienza, ci si può far consigliare in merito, non è necessario per un neofita acquistare la “triste boccia di vetro” per metterci i pesci.<br />
Se dedico un’ora di tempo e di impegno ad un progetto, ottengo qualcosa.<br />
Se dedico cinque ore, ottengo qualcosa in più.<br />
Quindi, se optate per l’<strong>acquario marino</strong>, non lasciatevi dissuadere da chi vi dovesse dire che serve più esperienza.<br />
L’esperienza la potete acquisire, documentandovi, <strong>prima di acquistare l’acquario</strong>.<br />
Se si parte da subito con un pizzico di sano entusiasmo, non lasciandosi condizionare dalla fretta, è possibile ottenere ottimi risultati, usufruendo anche di qualche buon consiglio da chi è più esperto.<br />
I vostri gusti, li conoscete solo voi, solo voi sapete se preferite avere una vasca marina o di acqua dolce.<br />
Iniziamo allora a gettare le regole basilari per la scelta dell’acquario.
</p>
<h3>&#9658; <a id="dimensioni_vasca">Dimensioni dell’acquario</a></h3>
<p>
Se optate per l’<strong>acquario marino</strong>, la capienza inferiore ai 100 litri non è ipotizzabile, a meno che non vogliate complicarvi la vita, e so che non è così.<br />
A differenza di una vasca di acqua dolce infatti, dove i pesci sono abituati, in natura, a subire forti cambiamenti climatici dovuti ad inondazioni che si alternano a stagioni asciutte, i pesci marini risultano molto più sensibili a bruschi cambiamenti.<br />
Al fine di mantenere più stabili possibili le condizioni chimico-fisiche si rende quindi necessaria una vasca, come sopracitato, di almeno 100 litri di capienza: se di 200 litri, meglio ancora.<br />
Nell’<strong>acquario marino</strong> riveste particolare importanza una vasta area di superficie dell’acqua: questo incide molto sullo scambio gassoso necessario.<br />
Contrariamente a quanto si possa pensare, una vasca piccola non è detto che debba dare più problemi di gestione rispetto ad una vasca grande, spesso è il contrario.<br />
Con una vasca più capiente, si riesce con più facilità a stabilizzare determinati parametri, e come detto, per il marino questo è essenziale.<br />
Quindi se optate per questo tipo di acquario, le dimensioni minime sono da tenere presenti.<br />
Per una vasca di acqua dolce invece, anche una capiente 30 litri è sufficiente a creare qualcosa di gradevole: certo non si può eccedere per numero di piante e pesci che devono essere di piccole dimensioni, adeguate alla vasca.<br />
Anche in questo caso però, una vasca più capiente, aiuta non solo a controllare la stabilità dei parametri, ma permette di ospitare qualche pesce e pianta in più, a tutto vantaggio del biotopo che intendiamo riprodurre.<br />
Anche in questo caso però, ci sono i se ed i ma: un acquario di acqua dolce destinato ad esempio ai <a href="http://www.acqua-dolce.it/pesci/Cichlidae-Africa-Orientale.html" title="Ciclidi dell’Africa Orientale"><strong>Ciclidi dell’Africa Orientale</strong></a>, non potrà avere dimensioni minime il metro di lunghezza e conseguente buona capienza, superiore ai 100 litri.<br />
Si tratta di pesci con spiccata territorialità, e non dimentichiamo che dobbiamo adattare la vasca ai pesci ed alle piante che intendiamo ospitare, <strong>non il contrario</strong>.<br />
Od ancora potreste decidere per un <strong>acquario mediterraneo</strong>: in questo caso i costi della spesa da affrontare sono maggiori perchè è necessario un refrigeratore, molto costoso, al fine di mantenere l’acqua sempre sotto una certa temperatura.<br />
In <strong>acquario tropicale</strong> invece, dolce o marino che sia, un buon termostato (se ne trovano di tutti i prezzi) mantiene l’acqua ad una certa temperatura costantemente.<br />
<strong>Prima di acquistare</strong>, dobbiamo avere le idee chiare su quali pesci allevare e quali piante coltivare (o barriere coralline in caso di marino ad esempio).<br />
Determinate specie di pesci, hanno specifiche esigenze, dobbiamo allestire l’acquario in funzione di questo.<br />
Anche se vi avvicinate per la prima volta al mondo degli acquari, non avete di che temere: in quanto a bibliografia e materiale su internet si trovano davvero tante utili informazioni.<br />
Sono certo che proverete presto passione, per quelli che, non dimenticatelo, saranno vostri ospiti, da accudire quanto un cane od un gatto, con le dovute differenze.<br />
Il tempo che viene <em>speso</em> <strong>prima dell’acquisto</strong>, si rivela una scelta azzeccata: partire bene, significa essere <em>a metà dell’opera</em>, e ve ne accorgerete subito quando, dopo tutte le attenzioni dedicate, il vostro acquario <em>partirà bene</em> dall’inizio.<br />
Per recuperare agli errori dettati dalla fretta o dall’inesperienza, occorre poi molto tempo.<br />
Non è necessario diventare <em>esperti</em> subito, è ovvio: ma seguire le poche regole basilari, quali la scelta della vasca, la capienza adeguata, il suo corretto posizionamento, l’allestimento svolto secondo le esigenze dei pesci e delle piante, sono tutti punti a vostro favore.<br />
Diamo ora un’occhiata agli <a href="http://www.guida-acquisti.com/animali/accessori-acquario.html" title="Accessori acquario"><strong>accessori per acquario</strong></a> nella prossima pagina.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Impianto co2 per acquario</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/animali/impianto-co2-per-acquario.html</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un acquario di acqua dolce in cui si ha deciso di coltivare piante rigogliose, è necessario provvedere alla somministrazione di anidride carbonica, di vitale importanza per le piante, senza la quale non potrebbero dare vita alla fotosintesi clorofilliana. &#9830; Acquistare &#9830; Accessori &#9830; Senza bombola Risulta basilare per la vita delle piante, ed in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un acquario di acqua dolce in cui si ha deciso di coltivare piante rigogliose, è necessario provvedere alla somministrazione di anidride carbonica, di vitale importanza per le piante, senza la quale non potrebbero dare vita alla <a href="http://www.acqua-dolce.it/acquario/la-fotosintesi-clorofilliana.html" title="Fotosintesi"><strong>fotosintesi clorofilliana</strong></a>.</p>
<p><span id="more-92"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#acquistare">Acquistare</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#accessori">Accessori</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#senza_bombola">Senza bombola</a></h2>
<p>
Risulta basilare per la vita delle piante, ed in commercio abbiamo a disposizione una buona quantità di prodotti qualitativamente apprezzabili ed a prezzi ormai decisamente abbordabili.<br />
Tanto per iniziare possiamo prendere in considerazione, se non vogliamo spendere molto, dei kit per l&#8217;erogazione di co2 in acquario completi di bombole usa e getta, gruppo erogatore e apposito tubo di collegamento bombola/erogatore.<br />
Ad onor del vero, la precisione di erogazione con questo tipo di kit non può essere controllata in modo ottimale, tuttavia se non abbiamo un acquario ricco di piante, possiamo prendere in considerazione questa ipotesi.<br />
C&#8217;è da dire però, che i costi di un impianto di tutto rispetto, sono abbastanza contenuti, il loro impiego andrà ad ammortizzare in breve tempo la spesa sostenuta, ed in quanto all&#8217;erogazione abbiamo certamente a disposizione qualcosa di maggiormente valido ed efficace.
</p>
<h3>&#9658; <a id="acquistare">Acquistare un impianto di co2</a></h3>
<p>
In un impianto tradizionale, la scocca della bombola è come quella di un estintore per intenderci, anche se in genere grigia ed ovviamente di dimensioni inferiori: basti pensare che indicativamente (in base alla capienza dell&#8217;acquario, la quantità di piante ed il loro fabbisogno di co2) una bobmbola da 1.000 grammi può durare diversi mesi nell&#8217;utilizzo in acquario.<br />
La loro sicurezza è assodata, l&#8217;unica premura cui dobbiamo avere è sottoporre a collaudo la bombola dopo un tot numero di anni, ma dato l&#8217;impiego che ne faremo non risulterà un problema, perchè non sarà mai sottoposta a pressioni estreme.<br />
Bisogna però avere l&#8217;accortezza di non esporla ai raggi solari per evitarne il potenziale surriscaldamento, e mantenerla in un ambiente con temperatura inferiore ai 50-60&deg; C.<br />
Per la ricarica di co2 ci possiamo rivolgere al nostro negoziante di fiducia, oppure anche a negozi dove trattano gli estintori, non sarà un problema per loro ricaricare l&#8217;anidride carbonica quando sarà opportuno.<br />
Nella foto in alto possiamo notare il manometro da collegare alla bombola, con possibilità di monitorare costantemenete la pressione di esercizio della co2 erogata e la pressione interna alla bombola.
</p>
<h3>&#9658; <a id="accessori">Accessori e prodotti mirati</a></h3>
<p>
Il tubo che porta co2 al gruppo erogatore, deve essere specifico, ad alta resistenza (in caso contrario subirebbe la corrosione da parte dell&#8217;anidride carbonica) opportuno sempre utilizzare quello della fabbrica produttrice, anche perchè un impianto per l&#8217;erogazione di anidride carbonica risulta completo di tutti i principali ed essenziali accessori.<br />
Il gruppo erogatore, che può essere in materiale plastico oppure in vetro, è quello che verrà inserito all&#8217;interno dell&#8217;acquario, dotato di membrana (che può essere costituita da materiale poroso sinterizzato od altro idoneo) dalla quale la fuoriuscita di co2 avrà luogo.<br />
La sua regolazione avviene in primis dal manometro della valvola posta sulla bombola, e se disponiamo di più gruppi erogatori (a secondo della capienza dell&#8217;acquario) potrà tornare utile avere una ulteriore valvola di regolazione per ciascun gruppo erogatore, al fine di regolare con la massima precisione il flusso di co2.<br />
Questi impianti a bombola hanno dimostrato nel corso degli anni garanzia di prestazioni ottimali ed affidabilità.
</p>
<h3>&#9658; <a id="senza_bombola">Impianto co2 innovativo</a></h3>
<p>
Negli ultimi anni, sta prendendo piede un nuovo tipo di impianto per erogazione di co2 che non necessita di bombola.<br />
Innovativo nel suo genere, è costituito da una lastra di carbone, inserita all&#8217;interno di un elettrodo di acciaio (che andrà posizionato all&#8217;interno dell&#8217;acquario) collegato ad un potenziometro a 12 volt, il lieve passaggio di corrente nell&#8217;elettrodo di acciaio nell&#8217;acqua produce elettrolisi, ed è proprio grazie a questo processo che il carbone inizierà a sciogliersi formando carbonio, quindi in acqua si libera co2 pronto per essere assimilato dalle piante.<br />
Il vantaggio di questo tipo di impianto (anche se più costoso) consiste nel non avere nessuna bombola, massima sicurezza di impiego, e durata delle lastre di carbone piuttosto prolungata nel tempo.
</p>
<p>
Per approfondire: <a href="http://www.acqua-dolce.it/acquario/anidride-carbonica-in-acquario.html" title="Anidride carbonica in acquario"><strong>Anidride carbonica in acquario</strong></a>.</p>
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		<title>Impianto di osmosi inversa</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/animali/impianto-di-osmosi-inversa.html</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;osmosi inversa è un procedimento grazie al quale si va a depurare l&#8217;acqua e renderla consona all&#8217;utilizzo anche alimentare, ma in questo caso si effettua per garantire una buona qualità microbiologica dell&#8217;acqua da inserire nell&#8217;acquario. L&#8217;osmosi indica un fenomeno chimico-fisico grazie al quale si va a movimentare un liquido che contiene concentrazioni diverse di determinati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>osmosi inversa</strong> è un procedimento grazie al quale si va a depurare l&#8217;acqua e renderla consona all&#8217;utilizzo anche alimentare, ma in questo caso si effettua per garantire una buona qualità microbiologica dell&#8217;acqua da inserire nell&#8217;acquario.<br />
L&#8217;osmosi indica un fenomeno chimico-fisico grazie al quale si va a movimentare un liquido che contiene concentrazioni diverse di determinati elementi.</p>
<p><span id="more-94"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#qualita_acqua">Qualità dell&#8217;acqua</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#acquistare">Acquistare</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#funzionamento">La sua funzione</a></h2>
<p>
Questa scissione si ottiene grazie all&#8217;impiego di membrane, è una sorta di filtraggio detto in parole povere.<br />
Il procedimento di osmosi inversa si ottiene andando a forzare il passaggio delle molecole di un fluido (acqua) attraverso una membrana semipermeabile che ha il compito di trattenere il fluido che contiene una concentrazione maggiore rilasciando quello con minore concentrazione.<br />
Dal momento che la pressione idrica va a forzare questo passaggio (in questo caso dell&#8217;acqua) si definisce osmosi inversa perchè è l&#8217;esatto contrario di quello che avviene in natura, basti pensare alle radici delle piante che vanno a <em>filtrare</em> dal terreno le sostanze nutritive di cui hanno bisogno, le loro proprietà osmotiche permettono di scindere le sostanze utili da quelle inutili o dannose.<br />
Il passaggio dell&#8217;acqua della rete idrica attraverso la membrana semipermeabile (membrana osmotica), va a rilasciare solo una piccola quantità di acqua rispetto alla quantità trattata, trattenendo tutte le impurità presenti nell&#8217;acqua (rame, zinco, cloro, sale, calcio, etc.) e garantendo così il rilascio di un&#8217;acqua biologicamente pura e priva di minerali.<br />
La quantità di sali minerali ed il ph dell&#8217;acqua ottenuta, può variare dall&#8217;impostazione di fabbrica della membrana osmotica, ma generalmente l&#8217;acqua ottenuta risulta priva al 90/98% di sali minerali e presenta un ph acido da 6 a 6,5.
</p>
<h3>&#9658; <a id="qualita_acqua">La qualità dell&#8217;acqua</a></h3>
<p>
Che si decida di <a href="http://www.guida-acquisti.com/animali/acquario.html" title="Acquario"><strong>acquistare un acquario</strong></a> di acqua dolce o marino, su una cosa dovremo essere certi: la qualità dell&#8217;acqua che si andrà ad inserire dovrà essere di qualità, quello che proviene dagli acquedotti va bene per gli esseri umani, ma per la stragrande maggioranza di pesci e piante tropicali no, perchè contiene sostanze che andrebbero a minare la loro salute.<br />
Tracce di rame, cloro, etc. malcoincidono con le caratteristiche chimico-fisiche che l&#8217;acqua di un acquario deve avere.<br />
Cosa essenziale per la vita di un acquario e per chi ci <em>vive</em>, e per sviluppare all&#8217;interno dell&#8217;acquario stesso un piccolo ma prezioso ecosistema ben funzionante ed equilibrato, risultano essere i cambi parziali e periodici di acqua.
</p>
<h3>&#9658; <a id="acquistare">Acquistare un impianto di osmosi inversa</a></h3>
<p>
I negozi specializzati nella vendita di acquari, solitamente vendono <strong>acqua demineralizzata</strong>, che deriva appunto da <strong>impianti di osmosi inversa</strong>, in genere impianti di una certa capacità produttiva atti a soddisfare la richiesta dei clienti.<br />
Per chi non volesse trafficare con taniche e bidoni ed il relativo trasporto, può decidere per l&#8217;acquisto di un impianto da utilizzare nella propria casa.<br />
Grazie alla commercializzazione che ha avuto luogo negli ultimi 10-15 anni, anche questi impianti hanno raggiunto prezzi che possono dirsi alla portata di qualunque appassionato.<br />
Un impianto ad esempio che, sotto pressione di esercizio, è in grado di produrre 40-50 litri di acqua in 24 ore, può essere più che sufficiente per la stragrande maggioranza di acquariofili.<br />
Si tratta di impianti facilmente collegabili alla rete idrica domestica, in grado di funzionare anche con pressioni di esercizio piuttosto basse come spesso accade di avere negli ambienti domestici.
</p>
<h3>&#9658; <a id="funzionamento">La sua funzione</a></h3>
<p>
Un impianto per osmosi inversa, va a demineralizzare l&#8217;acqua proveniente dall&#8217;acquedotto attraverso pochi semplici passaggi:<br />
&#9830; l&#8217;acqua proveniente dalla rete idrica viene dapprima filtrata da uno scomparto (cartuccia) che contiene carbone attivo, andando a dare una prima importante <em>pulita</em> all&#8217;acqua da trattare;<br />
&#9830; poi l&#8217;acqua passa alla seconda cartuccia dell&#8217;impianto, che contiene del filo in cotone avvolto su di un tubo in materiale plastico, e trattiene le impurità più grossolane presenti nell&#8217;acqua già filtrata dal carbone attivo;<br />
&#9830; a questo punto l&#8217;acqua entra nella cartuccia che costituisce il cuore dell&#8217;impianto per osmosi inversa, dove è racchiusa la <strong>membrana osmotica</strong>.<br />
Spinta dalla pressione della rete idrica, l&#8217;acqua è costretta a passare attraverso la membrana che andrà a trattenere tutte le molecole che non siano di acqua: basti pensare che, indicativamente, su 5 litri di acqua trattata si ottiene 1 litro di acqua demineralizzata, con ph acido che può variare in base alle impostazioni dell&#8217;azienda produttrice dell&#8217;impianto.<br />
Avremo così un&#8217;acqua corretta da utilizzare, cui andranno aggiunti i vari sali minerali ed oligoelementi necessari alla vita della flora e della fauna acquatiche.
</p>
<h3>&#9658; <a href="http://www.acqua-dolce.it/acquario/osmosi-inversa.html" title="Procedimento di osmosi inversa">Procedimento di osmosi inversa</a></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Laghetto in giardino</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi ha la fortuna di possedere un giardino, è possibile allestire un laghetto con pesci e piante, questo non farà che rendere il giardino ancora più piacevole. &#200; comunque un impegno, che richiede tempo e passione, questa non tarderà certo ad arrivare se si avrà il buon senso di partire da subito adottando qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Per chi ha la fortuna di possedere un giardino, è possibile allestire un <strong>laghetto</strong> con pesci e piante, questo non farà che rendere il giardino ancora più piacevole.<br />
&Egrave; comunque un impegno, che richiede tempo e passione, questa non tarderà certo ad arrivare se si avrà il buon senso di partire da subito adottando qualche accorgimento, al fine di prevenire i possibili problemi.
</p>
<p><span id="more-100"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#buca_vasca">Buca e Vasca</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#filtro_e_pompa">Filtro e pompa</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#piante">Le Piante</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#pesci">I Pesci</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#acqua">L’acqua</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="buca_vasca">La buca e la vasca</a></h3>
<p>
Come prima cosa verificare che non vi siano tubature dove si intende scavare, o che la buca di alloggiamento della vasca non sia sopra locali come taverne, garage, in tal caso si deve essere <strong> assolutamente certi</strong> dell’isolamento che si andrà ad applicare alla vasca.<br />
Nello scavare la buca, è bene procedere in maniera progressiva, secondo quelle che sono le dimensioni della vasca da collocare.<br />
Si trovano in commercio <em>preformati</em> plastici, in PVC ad esempio, od in vetroresina.<br />
Entrambi materiali che hanno dimostrato nel tempo ottime capacità di resistenza duratura.<br />
La buca dovrà risultare circa 15 cm più profonda della vasca stessa, è opportuno inserire della sabbia soffice, dove la vasca andrà ad appoggiare riuscendo così a meglio adattarsi al peso che dovrà sostenere.<br />
La <strong>posizione della vasca</strong> dovrà essere situata in modo che non riceva più di 5-6 ore algiorno di luce solare diretta: questo potrebbe infatti creare problemi, piuttosto <em>pressanti</em>, con le alghe.<br />
Un canale di scolo dell’acqua piovana in eccesso, è molto utile.<br />
Per intenderci, un po’ come accade nella vasca da bagno: quando l’acqua supera il livello massimo viene indirizzara nel condotto di scarico per impedire che fuoriesca.<br />
Quindi, se non si dispone già di un condotto, è necessario costruirne uno.<br />
Una volta scavata la buca, riempita con sabbia, e posizionata la vasca, è bene <em>isolare</em> i bordi di questa, perchè le radici delle piante non possano invadere i bordi stessi, od ancora impedire infiltrazioni sotto la vasca.<br />
Può essere una soluzione quella di <em>piastrellare</em> i bordi con piccole mattonelle colorate, secondo i gusti personali e lo stile del giardino.<br />
Ricordate di procedere con calma, attenzione, anche per quelli che possono sembrare piccoli particolari: una volta piazzata la vasca non sarà più possibile rimuoverla, a meno che intendiate rifare daccapo tutto il lavoro.
</p>
<h3>&#9658; <a id="filtro_e_pompa">La pompa ed il filtro</a></h3>
<p>
Proprio come per un acquario, la pompa ed il filtro devono trovare giusta collocazione nel <strong>laghetto</strong>, al fine di fornire un ottimale ricircolo dell’acqua che viene mantenuta pulita dal filtro.<br />
Dal momento che, al contrario dell’ambiente domestico dove le prese per la corrente sono un po’ ovunque, in prossimità del laghetto dovremo avere una <strong>centralina a tenuta stagna</strong> dove collegare le apparecchiature necessarie, la pompa per il filtro, illuminazione, etc.<br />
La pompa per il filtro bene sia a bassa tensione, il <strong>trasformatore collocato nella centralina</strong> provvederà a dare la giusta tensione alla pompa dopo avere trasformato la corrente da 220 a 12 volt.<br />
Quindi, centralina stagna con traformatore e prese per illuminazione, ed il problema elettricità è risolto.<br />
Bene fare attenzione, assicurarsi della validità della costruzione ed isolamento della centralina: acqua e corrente sono un connubio pericoloso.<br />
Il filtro potrà essere interno, collocato dentro la vasca e magari occultato da qualche pianta, oppure esterno, proprio come in un acquario tradizionale.<br />
La scelta del filtro interno od esterno deve essere presa in considerazione in base allo spazio a disposizione, ed alla comodità e facilità con cui sarà possibile intervenire per effettuare la periodica manutenzione: pulitura del materiale filtrante, pulizia della pompa, sostituzione, etc.<br />
Non preoccupatevi per la durata della pompa: gli accessori impiegati per uso in acquario hanno dimostrato notevoli e sicuri impieghi nel tempo.<br />
Una buona pompa, impiega diversi anni prima di perdere parte della sua effettiva capacità, espressa in litri/ora per abbinare, in base alla capienza del laghetto, il giusto accessorio.<br />
La dimensione del filtro e relativa capacità della pompa vengono scelte proprio in base alla capienza del laghetto, quindi alla quantità di acqua per ora da filtrare.<br />
Oltre a questo, dovremo tenere conto del numero di pesci e piante che intenderemo ospitare nel laghetto stesso, proprio come in acquario, né più né meno.<br />
Ricordate che la facilità di intervento deve essere ottima: pochi minuti necessari alle periodiche pulizie del filtro.<br />
In base alla capienza del laghetto è possibile acquistare, presso rivenditori specializzati, idoneo filtro completo di materiale filtrante e pompa adatta alla capienza del laghetto.<br />
Il filtro esterno può anche essere interrato in prossimità della vasca, nascosto dalla vegetazione circostante il laghetto.<br />
Il materiale filtrante (spugne sintetiche, fibra di perlon, sfere plastiche, supporti in ceramica, etc.) viene predisposto nel filtro, è possibile impiegare enzimi attivanti, per approfondire il discorso del filtraggio vi rimandiamo alla lettura di questo articolo:<br />
<a href="http://www.acqua-dolce.it/acquario/filtraggio.html" title="Filtro acquario"><strong>Sistema filtrante in acquario</strong></a>.<br />
Tenendo presente che nel laghetto, la movimentazione dell’acqua deve essere consona a fornire una buona ossigenazione.<br />
In base alla capienza e struttura del laghetto, è possibile ripodurre piccole cascate e zampilli di acqua.
</p>
<h3>&#9658; <a id="piante">Le piante</a></h3>
<p>
È bene da subito inserire una buona quantità di <strong>piante</strong> nel laghetto, per combattere le alghe, e vista la loro crescita spesso veloce e rigogliosa, può essere una valida soluzione inserire le piante in vaso.<br />
In questo modo sarà molto più semplice procedere con la periodica potatura, ed il vaso verrà presto <em>nascosto</em> dalla crescita delle foglie, e fiori, della pianta stessa.<br />
Nel vaso deve essere presente apposito terriccio fertilizzato, sempre intervenendo sul vaso stesso, sarà possibile reintegrare il fertilizzante, sotto forma di piccoli coni, sfere, etc.<br />
Questi fertilizzanti duranno mesi, anni addirittura, gli inteventi in questo senso saranno davvero limitati.<br />
Per la scelta delle piante non avete che da scegliere: <strong>Ninfee</strong>, nelle diverse specie, <strong>Elodea Canadensis, Myriophyllum proserpinacoides, Acorus</strong>, etc.<br />
Se avete la possibilità di mantenere piuttosto umida la zona circostante il laghetto, le <strong>piante palustri</strong> potrebbero risultare ideale soluzione del bordo.<br />
In realtà, quasi tutte le piante dette acquatiche sono palustri: alcune si adattano ottimamente a vivere sott’acqua, altre necessitano di forte umidità, esempio la bellissima <strong>Hygrophila colorata</strong>, pianta che vive bene con le sole radici in acqua.<br />
In base ai colori, delle foglie e dei fiori, alle dimensioni che raggiunge la pianta, la vostra creatività si deve sbizzarrire per trovare la composizione più idonea al vostro giardino.<br />
Un buon rivenditore specializzato nell’<strong>allestimento di laghetti</strong> non mancherà certo di darvi consiglio in merito, mostrandovi nel suo negozio, le piante.<br />
Creare un buon abbinamento tra piante acquatiche sommerse, a foglia galleggiante, bambù, fiori di loto, potrà dare al vosto laghetto, e quindi al giardino, quelle caratteristiche estetiche che possono fare davvero la differenza, anche nel piacere di vivere con piacere il proprio giardino.
</p>
<h3>&#9658; <a id="pesci">I pesci</a></h3>
<p>
Le <strong>Carpe koi</strong>, <em>carpe giapponesi</em>, sono pesci che possono raggiungere dimensione in lunghezza anche di un metro.<br />
Il <em>buon conosciuto</em> <strong>pesce rosso (Carassius auratus)</strong> è altro pesce che si trova spesso nei laghetti.<br />
Od ancora <strong>Orifiamma</strong>, pesci che, grazie ai numerosi incroci sono disponibili nei colori più diversi, lo stesso vale per la carpe koi.<br />
Gli <strong>Shobunkin</strong> sono altri pesci molto presenti nei laghetti, non dimenticate mai di creare un idoneo equilibrio tra flora e fauna, e sapere quali dimensioni i pesci possono raggiungere, di modo che sia possibile fornire loro lo spazio adeguato.<br />
Questa scelta deve essere effettuata in base alla capienza del laghetto, ricordare lo spazio necessario alle piante e quello per i pesci.<br />
I pesci che vivono in laghetto, raggiungono spesso buone dimensioni, sono ottimi mangiatori e producono di conseguenza abbondanti rifiuti organici.<br />
Per questo, sovente il filtraggio è piuttosto potente, per poter fornire la giusta pulizia dell’acqua.<br />
È necessario impiegare apposito mangime, per pesci di acqua dolce che vivono in acqua fredda. Non è davvero un problema reperire tutto il necessario presso rivenditori specializzati, cibo specifico ricco di apposite vitamine da somministrare ai pesci del laghetto.<br />
Somministrazione di cibo che varia anche in base alle stagioni: in estate sarà necessario somministrare un cibo ricco di fibre, in primavera ed autunno ricco in vitamine.<br />
Nei periodi invernali, quando le temperature sono particolarmente basse, sotto i 10°C, è necessario sospendere, per alcuni periodi, la somministrazione di cibo.
</p>
<h3>&#9658; <a id="acqua">L’acqua</a></h3>
<p>
Proprio come in acquario, i cambi parziali e periodici di acqua, si rendono necessari, per facilitare lo smaltimento dei composti azotati prodotti pa pesci e piante.<br />
La sostituzione parziale di acqua deve avvenire con acqua che presenta determinate caratteristiche di durezza e ph.<br />
Non è possibile integrare al laghetto acqua di rubinetto, questa, oltre che contenere tracce di elementi dannosi (rame, cloro, etc.) non presenta quelle caratteristiche chimico-fisiche necessarie.<br />
Questi parametri non possono essere stabiliti a priori, ma solo in base ai pesci ed alle piante che intendiamo ospitare nel laghetto.<br />
Soprattutto durante il periodo estivo, quando l’evaporazione di acqua dovuta al calore, è notevole.</p>
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		<item>
		<title>Scegliere l’acquario</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/animali/scegliere-lacquario.html</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 09:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene un acquario sia popolato da pesci e piante che crescono, vivono, si riproducono, può a tutti gli effetti essere considerato come facente parte dell’arredamento. Non vuole essere affatto una mancanza di rispetto nei confronti degli animali o delle piante; certo un acquario richiede tempo ed impegno da parte di chi se ne prende cura. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene un <strong>acquario</strong> sia popolato da pesci e piante che crescono, vivono, si riproducono, può a tutti gli effetti essere considerato come facente parte dell’<strong>arredamento</strong>.<br />
Non vuole essere affatto una mancanza di rispetto nei confronti degli animali o delle piante; certo un <strong>acquario</strong> richiede tempo ed impegno da parte di chi se ne prende cura.</p>
<p><span id="more-98"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#posizionare">Posizionare l&#8217;acquario</a></h2>
<p>
Maggiore sarà la cura, maggiori saranno i risultati, anche in termini estetici, sfido chiunque a dimostrare il contrario.<br />
È altrettanto chiaro che quando si decide di comperare ed allestire un <strong>acquario</strong>, non lo si fa per abbinare all’<strong>arredamento</strong> il “pezzo mancante’, ma al contrario perchè si desidera approfondire la conoscenza e la passione verso animali meravigliosi come i pesci e vegetali altamente spettacolari come le piante.<br />
Uno dei <em>vantaggi</em> di possedere un acquario sta nel fatto che resterà sempre entro le nostra mura domestiche, dove avremo trovato migliore collocazione.<br />
Di conseguenza, se dovesse avere, come certo avrà, un gradevole aspetto estetico, questo non farà altro che rendere più piacevole l’<strong>arredamento</strong>, più confortevole, piacevole, vivibile.<br />
Possedere un acquario significa entrare in un mondo meraviglioso, passerete le ore ad ammirare la vita che si svolge all’interno del <em>piccolo</em> ma prezioso <strong> ecosistema</strong> che si verrà a creare racchiuso tra le pareti di vetro.<br />
Per fare un esempio, sovente preferirete guardare il vostro acquario piuttosto che la televisione.<br />
In un mondo sempre più caotico, dettato dai ritmi frenetici della quotidianità, osservare da vicino, con calma, un acquario e la vita che si svolge al suo interno, può rappresentare un modo concreto per cercare di eliminare parte dello stress che inevitabilmente si accumula.<br />
Un <em>piccolo biotopo</em> da ricreare nel vostro appartamento, una riproduzione, il più fedele possibile, di un <em>pezzo</em> di habitat naturale: una piccola <em>porzione</em> di foresta amazzonica, una parte di un ruscello africano, od ancora una <em>branchia</em> dei grandi laghi Victoria o Malawi.<br />
Ma potreste anche optare per uno spettacolare ambiente marino da ricreare nel vostro acquario, quindi nel vostro ambiente domestico.<br />
Acquario di acqua dolce, marino o mediterraneo.<br />
Nessuno può sapere meglio di voi quali siano i vostri gusti ed il tipo di acquario che preferite allestire, il <em>biotopo</em> che desiderate ricreare,  cerchiamo allora di chiarire alcuni concetti basilari prima di affrontare l’argomento relativo a marino o dolce.<br />
Al fine di facilitare gli scambi gassosi nella vasca, è opportuno che questa non abbia forme strane dettate dalla moda o dall’architetto.<br />
Il parallelepipedo è la soluzione preferibile.<br />
Se volete cimentarvi nella costruzione nessuno ve lo impedisce, è necessaria però un po’ di esperienza e porre attenzione nella giusta scelta degli specifici materiali destinati alla costruzione dell’acquario.<br />
Mastice, vetri temperati, etc.<br />
Tuttavia, visto il notevole successo commerciale che si è riscontrato anche in Italia in fatto di acquario, possiamo trovare ottime offerte, dai prezzi più accessibili per arrivare al <em>superaccessoriato</em>.<br />
Tenete presente che, via via a crescere con la capienza, lo spessore dei vetri dovrà risultare maggiore: in una vasca da 100 litri lo spessore dei vetri non dovrebbe essere inferiore ad 1 centimetro, meglio non risparmiare sulla sicurezza di impiego, ricordate che un acquario può rimanere con noi parecchi anni, puntiamo quindi su qualcosa di valido, che ci possa dare garanzia nel tempo.<br />
Ricordate poi, che una volta pieno di acqua, il peso aumenta in modo considerevole rispetto alla vasca, che se particolarmente capiente, pesa parecchio già di suo.<br />
Quindi risulta chiaro l’importanza che riveste un buon <strong>mobile di supporto</strong>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="posizionare">Posizionare l’acquario</a></h3>
<p>
Prima di entrare nel merito di acquario marino o di acqua dolce, pensiamo a come collocare in modo stabile, sicuro e duraturo, la vasca.<br />
Una volta riempita di acqua, non sarà possibile spostarla, nel caso di acquari capienti, ma risulterà <strong>comunque e sempre pericoloso</strong> (oltre che sciocco) movimentare una vasca piena di acqua.<br />
Nello spostamento la pressione dell’acqua potrebbe far cedere le pareti, immagine voi il resto.<br />
Per quanto riguarda il mobile, la cosa fondamentale è che sia solido, robusto, adeguato al peso che deve supportare.<br />
Ed anche questo potrà essere un pezzo importante del nostro arredamento: immaginate un bel mobile di mogano, o ciliegio, costruito su misura per sostenere il nostro acquario.<br />
La bellezza del legno non farà che valorizzare ulteriormente la bellezza dell’acquario stesso.<br />
In molti casi il mobile offrirà anche spazio adeguato per contenere i diversi accessori dell’acquario.<br />
Come sempre, quando un prodotto trova successo commerciale, questo viene oggetto del design più stilizzato: un acquario non fa eccezione, troviamo sul mercato acquari completi di mobile supporto e accessori concepiti secondo uno stile elegante e raffinato che ben si integra, al meglio, in ciascun tipo di arredamento.<br />
Certo non possiamo pretendere, in questo caso, che si tratti di prodotti economici.<br />
Una volta scelta la vasca della capienza desiderata, ed il mobile di supporto, dovremo collocare l’acquario in un posto che permetta anche una certa comodità quando ci sarà bisogno di effettuare manutenzione.<br />
Dovremo avere la possibilità di svolgere con regolarità, tutti quegli interventi che sono necessari: cambi parziali di acqua, pulizia del filtro, potatura delle piante, etc.<br />
Quindi assicuramoci, che nella zona destinata ad ospitare l’acquario, il pavimento non sia troppo inclinato: aiutiamoci con una bolla da muratore, per scegliere la posizione migliore.<br />
Una eccessiva inclinazione, potrebbe risultare pericolosa ad acquario pieno: l’acqua <em>spingerebbe</em> in una sola direzione, mettendo a dura prova le pareti della vasca.<br />
È bene spendere tempo in più per pensare a questi <em>dettagli</em>: se rispettiamo al meglio questi criteri, questo lavoro lo dovremo effettuare una sola volta, e basta.<br />
Assicuratevi, due, tre volte, che tutto sia in ordine, <strong>prima di riempire la vasca di acqua</strong>.<br />
Continuiamo con il prossimo capitolo dedicato alla scelta della tipologia:<br />
<a href="http://www.guida-acquisti.com/animali/acquario-dolce-o-marino.html" title="Acquario dolce o marino"><strong>Acquario di acqua dolce o marino</strong></a>.</p>
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		<item>
		<title>Canarino</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 15:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il piccolo uccello da canto che conosciamo come Canarino domestico, appartiene alla famiglia dei Fringillidae sotto il nome di Serinus canarius, che poi è il Canarino selvatico. Se ne trovano comunque numerose specie (Serinus citrinella, Serinus albogularis, etc.), molte delle quali si differenziano per i colori grazie anche ai numerosi incroci ottenuti in cattività da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il piccolo <em>uccello da canto</em> che conosciamo come <em>Canarino domestico</em>, appartiene alla famiglia dei <em>Fringillidae</em> sotto il nome di <strong>Serinus canarius</strong>, che poi è il Canarino selvatico.<br />
Se ne trovano comunque numerose specie (<em>Serinus citrinella, Serinus albogularis, etc.</em>), molte delle quali si differenziano per i colori grazie anche ai numerosi incroci ottenuti in cattività da allevatori ed appassionati.
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<p><span id="more-326"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#caratteristiche_morfologiche">Caratteristiche morfologiche</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#alimentazione">Alimentazione</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#gabbia">La gabbia</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche_morfologiche">Caratteristiche morfologiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Il canarino selvatico sviluppa una lunghezza di circa 12 cm, sebbene alcune specie possano raggiungere i 16 cm, con un&#8217;apertura alare intorno ai 20 cm, ed arriva a pesare sui 20 grammi circa.<br />
Alcuni esemplari riprodotti in cattività possono sviluppare anche lunghezze intorno ai 20 cm.<br />
Le penne si presentano così: dieci remiganti primarie&#8230;
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<div class="evidenza">
Le penne remiganti sono penne di contorno maggiori delle ali degli uccelli, trovano collocazione sul margine posteriore dell&#8217;ala e ne costituiscono il piano portante.<br />
Quelle più laterali, che risultano più lunghe e robuste, vengono denominate remiganti primarie; quelle invece mediali, meno rigide, più corte ed arrotondate vengono denominate secondarie.<br />
Indicativamente le primarie variano da 9 a 12 e le secondarie da 9 a 14 ma <em>solitamente</em> da 10 a 15.
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&#8230;troviamo poi diciotto secondarie e dodici penne timoniere nella coda.<br />
La colorazione varia di tonalità, spaziando dal bianco per arrivare al rosso, secondo le specie, cui ciascuna può presentare caratteristiche cromatiche differenti e ben precise.<br />
Il Canarino selvatico può addirittura presentare colorazione grigiastra con striature verdi; per un certo periodo di tempo, la colorazione del piumaggio del Canarino selvatico poco si differenziava da quella del Canarino domestico, ma, come sopracitato e come ben sappiamo, i numerosi incroci ottenuti in cattività hanno creato colorazioni che spaziano in numerose e differenti tonalità.<br />
Queste <em>nuove colorazioni</em> sono di carattere ereditario, ed hanno creato così nuovi cromatismi, senza contare che anche le mutazioni delle piume e della taglia sono sempre derivanti dal susseguirsi di nuove generazioni di uccelli allevati e riprodotti in cattività.<br />
A partire dunque dal Canarino selvatico (<em>Serinus canarius</em>) si arriva al Canarino domestico (<em>Serinus canarius domesticus</em>), che comprende numerose razze.<br />
Segnalo con piacere la pagina di questo bellissimo sito dove trovare maggiori informazioni, molto dettagliate, sulle <a href="http://www.synapsis.it/canarini/pag5.htm">&raquo; <strong>razze dei canarini</strong></a>.
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<h3>&#9658; <a id="alimentazione">Alimentazione</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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La corretta alimentazione del Canarino deve prevedere una buona miscela di semi che deve essere adeguatamente integrata con alimenti vegetali, quali frutta e verdura, nonché minerali dal buon apporto proteico.<br />
Si nutre dunque in prevalenza di semi (<em>ravizzone, canapa, avena, papavero, etc.</em>) essendo un uccello granivoro, ma questi <strong>non devono</strong> essere contemplati come unica risorsa.<br />
La lattuga e la cicoria ad esempio risultano verdure particolarmente apprezzate, così come il radicchio, la carota, importante anche l&#8217;azione antifermentativa possibile somministrando piccoli pezzi di cipolla ed aglio freschi.<br />
Importantissimo ricordare come la somministrazione di verdure debba avvenire <strong>dopo avere accuratamente lavato ed asciugato</strong> la verdura stessa, per prevenire disturbi legati all&#8217;eccessiva presenza di acqua nel cibo.<br />
Ottima la mela per quanto riguarda la frutta, sempre somministrata in piccole porzioni, affinché possa essere facilmente consumata dai nostri <em>ospiti</em> prima che possa deteriorarsi.<br />
Il biscotto all&#8217;uovo risulta anch&#8217;esso gradito, quotidianamente, oppure una piccola parte di rosso dell&#8217;uovo sodo un paio di volte a settimana.<br />
Soprattutto nel periodo riproduttivo le proteine devono essere ben somministrate, si può ricorrere al classico <em>pastoncino all&#8217;uovo</em>, che tanti appassionati, od allevatori, si preparano da loro in casa.<br />
Ecco un altro link importante riguardo l&#8217;<a href="http://www.synapsis.it/canarini/pag6.htm">&raquo; <strong>alimentazione del canarino</strong></a>.
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<h3>&#9658; <a id="gabbia">La gabbia</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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La gabbia è il luogo dove il Canarino vivrà e potrà riprodursi, rispettando idonee condizioni.<br />
La pulizia della gabbia risulta di fondamentale importanza, l&#8217;igiene è da tenersi in altissima considerazione.<br />
Il cassetto estraibile sul fondo può essere coperto da un foglio di giornale, sul quale porre sabbia asciutta da ripulire (<em>setacciare</em>) spesso, e sostituire in parte quella buttata.<br />
Se il cassetto di fondo è <em>coperto</em> da una grata metallica, questa dovrà essere pulita molto spesso, risulta forse meglio, più comodo, ripulire la sabbia.<br />
Tutti gli accessori, posatoi, abbeveratoi, etc. vanno anch&#8217;essi puliti con frequenza ogni qualvolta presentino dello sporco, e di frequente  gli uccelli vanno allontanati dalla gabbia per effettuare periodiche pulizie complete della gabbia stessa con apposite soluzioni disinfettanti che si possono trovare nei negozi specializzati.<br />
Importante la presenza di minuscole vaschette, <strong>con acqua a temperatura ambiente</strong>, dove i Canarini possano pulirsi da loro, essendo molto attenti all&#8217;igiene personale, ritiriamo però dalla gabbia le vaschette poche ora prima della sera, affinché non possano rimanere al Canarino penne umide con possibili conseguenti costipazioni, bene evitare anche le correnti d&#8217;aria.</p>
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