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	<title>Guida all&#039;acquisto &#187; Abbigliamento</title>
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		<title>Infradito</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 14:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cosiddette infradito sono calzature prettamente estive realizzate con semplice suola e tomaia davvero ridotta in quanto consiste in una X ottenuta con due strisce in fibra natuale oppure sintetica. &#9830; Storia &#9830; Caratteristiche &#9830; Corretto utilizzo &#9658; Cenni storici &#9650; Tanto nell&#8217;antica Grecia quando nell&#8217;antica Roma questo tipo di calzature risultavano già utilizzate, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le <em>cosiddette</em> <strong>infradito</strong> sono <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature.html" title="Calzature"><strong>calzature</strong></a> prettamente estive realizzate con semplice suola e tomaia davvero ridotta in quanto consiste in una X ottenuta con due strisce in fibra natuale oppure sintetica.
</p>
<p><span id="more-1156"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Storia</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#corretto_utilizzo">Corretto utilizzo</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Tanto nell&#8217;antica Grecia quando nell&#8217;antica Roma questo tipo di calzature risultavano già utilizzate, come accennato anche nell&#8217;articolo relativo alle <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/ciabatte.html" title="Ciabatte"><strong>ciabatte</strong></a>, e le calzature tradizionali giapponesi denominate <strong>z&ouml;ri</strong> erano usate come ciabatte da spiaggia nel sud Pacifico sin dai primi anni 30 del secolo scorso.</p>
<p>Nel periodo immediatamente seguente la seconda guerra mondiale questo tipo di calzature divennero popolari anche in America ed in Nuova Zelanda molto rapidamente, introdotte dagli uomini e prestarono servizio durante l&#8217;occupazione del Giappone.</p>
<p>Gli <strong>z&ouml;ri</strong> erano realizzati con fibre naturali e l&#8217;idea di realizzare le infradito in materiale plastico avvenne su larga scala in Nuova Zelanda negli anni 50 con brevetto depositato nel 1957 da parte di <em>Morris Yock</em>; tuttavia il figlio di <em>John Cowie</em>, uomo di commercio inglese in Hong Kong, rivendica il fatto secondo cui il proprio padre iniziò a commercializzare questo tipo di calzature negli anni 40 affermando che Yock fosse solo un importatore.</p>
<p>Rivendica inoltre il fatto che fu il proprio padre a coniare il termine <em>jandal</em> specificamente per questo tipo di calzature, che era una sorta di abbreviazione a <em>Japanese Sandal</em>. Tuttavia il termine jandal risulta un marchio dal 1957, per lungo periodo facente capo alla società neozelandese <em>Skellerkup</em> che produce prodotti in gomma per uso industriale ed agricolo.</p>
<p>Solo in Nuova Zelanda questo tipo di calzature sono conosciute come <em>jandals</em>, in molti paesi nel mondo sono infatti conosciute semplicemente come <em>infradito</em>, in Australia <em>thongs</em>, negli U.S.A. <em>flip-flops</em>&#8230;</p>
<p>Il primo paio di infradito in materiale plastico furono prodotte da <em>Dunlop</em> nel 1960. Il termine <em>flip-flop</em> con cui sono denominate queste calzature negli U.S.A. pare risalga al XVIV secolo, notate ai piedi degli uomini del 7&deg; Reggimento di Fanteria Volontari dello stato di New York durante la guerra civile americana (1861 &#8211; 1865).</p>
<p>Oggi le infradito sono un tipo di calzature largamente utilizzate in tutto il globo, in colori, materiali più disparati, con forme che anche se di discostano di poco dalla <em>classica</em> ed ormai possiamo dire <em>tradizionale</em> suola con tomaia a forma di X, si richiamano chiaramente ad un modello di calzatura che era presente ben migliaia di anni or sono.</p>
<p>Possiamo anche comprendere il perchè: calzature sufficientemente semplici da realizzare usando fibre naturali e resistenti, che in taluni casi potevano addirittura essere legate anche alla parte inferiore della gamba trasformandosi in una sorta di <em>calzari</em>.</p>
<p>Non esiste continente che non abbia conosciuto nella propria storia questo particolare e semplice tipo di calzature.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/infradito.jpg" alt="Infradito" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.maledettitoscani.com/" target="_blank"><small>maledettitoscani.com</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
<em>Le</em> (se intese come calzature), <em>gli</em> (se intesi come sandali) <strong>infradito</strong> presenta sulla tomaia due cinturini sistemati come una Y, che sostanzialmente rappresentano la tomaia stessa, cinturini che fuoriescono dalla suola.</p>
<p>Tra l&#8217;alluce del piede ed il dito a fianco praticamente trova spazio, una volta calzate le infradito, il cinturino stesso, ed il solo punto in cui il piede rimane <em>aggrappato</em> alla calzatura è solo questo.</p>
<p>Molto utilizzate sulle spiagge di tutto il mondo le infradito sono facenti parte dell&#8217;abbigliamento leggero in paesi come Pakistan e India, in molti paesi in cui la condizione economica media presenta ancora determinate difficoltà queste calzature rappresentano il modello più economico a disposizione delle masse.</p>
<p>Se è provato che per determinate persone che vivono in condizioni economiche difficili le infradito sono le calzature più economiche, per altre persone che non hanno particolari problemi di disponibilità economiche queste calzature sono un vero e proprio oggetto <em>fashion</em>, più o meno elaborato secondo quelle che sono le tendenze della moda.</p>
<p>Come è logico supporre i modelli economici sono realizzati in gomma, spesso anche riciclata (questa è sicuramente un bene per dare un contributo positivo all&#8217;impatto ambientale riducendo di inquinare l&#8217;ambiente con scarti che invece possono essere utilizzati), mentre il cuoio rappresenta <em>il materiale per eccellenza</em> con il quale realizzare le <strong>infradito</strong>.</p>
<p>Quando sono realizzati in cuoio possono essere facilmente riparati da un bravo calzolaio proprio come si impara una qualsiasi scarpa, nei modelli infatti non particolarmente curati nella realizzazione la rottura del cinturino che va a ad alloggiare tra l&#8217;alluce ed in dito vicino capita con una certa frequenza, sembra quasi che alcuni modelli siano volutamente realizzati per durare non più di una stagione.</p>
<p>Ovviamente questa non è una prerogativa propria dei modelli realizzati in cuoio da bravi maestri artigiani, infradito che risultano essere infatti calzature destinate a durare nel tempo, ed un bravo artigiano non rifiuta certo, se il caso, di riparare quanto costruito nel caso di eventuali rotture.</p>
<p>Invece nei modelli di bassissimo costo risulta più semplice, ed anche più logico, sostituire le calzature invece che farle riparare: costano meno se acquistate nuove invece che essere sottoposta riparazione, anche perché sono realizzati in materiali poco esigenti non vale davvero la pena.</p>
<p>Ricordiamo però quanto sia importante riciclare la gomma qualora sia necessario gettare le infradito di questo materiale, non dimentichiamo mai l&#8217;impatto ambientale che può avere una non corretta dispersione di materiali, come la gomma o comunque poliuretano o qualsiasi altro materiale plastico utilizzato per la realizzazione delle infradito, possa risultare altamente nociva per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Alcuni modelli realizzati in cuoio rappresenta davvero delle calzature molto belle, ben realizzate da sapienti maestri artigiani, oggetti di fascino indiscusso con tanto di cuciture bene eseguite, bordature, intrecci, disegni e decorazioni che scaturiscono dalla creatività del maestro artigiano.</p>
<p>I semplici cinturini sistemati come una Y sono stati impreziositi nel tempo via via che esigenze specifiche dei clienti aumentavano, e le tendenze della moda facevano sentire il loro peso per quanto riguarda l&#8217;abbigliamento.</p>
<p>Proviamo ad esempio eleganti infradito espressamente realizzate per donna, dove i cinturini in pelle risultano essere abbondantemente sviluppati in larghezza, con l&#8217;applicazione di alcuni elementi ornamentali di bigiotteria, al fine di conferire maggiore eleganza alla calzatura.</p>
<p>Le tradizionali infradito sono ovviamente unisex, ma dato il largo impiego da parte femminile di questo tipo di calzatura il design della stessa offre oggi davvero una larga scelta, mettendo a disposizione modelli possono andare a soddisfare le diverse esigenze di gusto.</p>
<p>La suola rappresenta senza ombra di dubbio la parte più importante di questo tipo di calzature, in quanto va ad ospitare totalmente il piede che risulta completamente scoperto, la suola infatti deve risultare particolarmente confortevole alla pianta del piede affinché la camminata possa essere ottimale.</p>
<p>Diverse realizzazioni in gomma vanno a creare una sorta di <em>suola ammortizzata</em> e antiscivolo, particolare importantissimo, tuttavia anche quando le calzature sono realizzate completamente in cuoio la cura della suola deve trovare particolare rilievo, per quanto riguarda la comodità e l&#8217;ottimale posizionamento del piede tanto da fermo quanto durante la camminata.
</p>
<h3>&#9658; <a id="corretto_utilizzo">Corretto utilizzo</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
In alcuni settori come quello militare, sanitari, sportivo, etc. laddove vi sia un largo impiego delle <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/cabina-doccia.html" title="Doccia"><strong>doccia</strong></a> da parte di un importante numero di persone le infradito sono state consigliate a quanto sembra che possano essere un incentivo nella riduzione di eventuali infezioni sviluppate da funghi, quindi queste calzature possono rappresentare una soluzione molto importante per quanto riguarda l&#8217;aspetto sanitario.</p>
<p>Aspetto sanitario non deve essere dimenticato in quanto durante la camminata, volenti o nolenti e per quanto confortevole possa risultare la stessa, la caviglia non gode di supporto alcuno, non è certo come camminare a piedi nudi in quanto il piede non ha nulla <em>da tenere aggrappato</em> a se, e talvolta la suola dove il piede appoggia non risulta essere particolarmente confortevole ma tende bensì a far scivolare verso l&#8217;interno il piede stesso provocando potenziali problemi non indifferenti.</p>
<p>La parte interna della suola, quella per intenderci dove va ad appoggiare il piede, <strong>deve risultare particolarmente confortevole</strong> durante la camminata, non deve produrre in alcuna misura <em>scivolate maldestre</em> che possono dare adito distorsioni di indiscussa rilevanza medica.</p>
<p>Il fatto che nelle infradito quando si cammina il piede deve sostanzialmente <em>trascinare</em> la calzatura, talvolta causando problemi di <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/scarpe-sportive.html#iperpronazione" title="Iperpronazione"><strong>iperpronazione</strong></a> che non sono certo da sottovalutare.</p>
<p>Ogni qual volta infatti che il piede appoggia al suolo dovrebbe risultare bloccato saldamente per attutire l&#8217;urto provocato dalla camminata, se invece subentra l&#8217;iperponazione può provocare dolori al tallone, all&#8217;arco del piede ed alle dita, nonché provocare potenziali problemi ai tendini se la situazione viene trascurata.</p>
<p>Diversi ricercatori hanno infatti dimostrato come queste calzature possono causare problemi, tuttavia deve sempre prevalere il buon senso nell&#8217;utilizzo di qualsivoglia prodotto, ed ovviamente questo tipo di calzatura, le infradito, non sono certo pensate per correre come ad esempio le <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/scarpe-sportive.html" title="Scarpe sportive"><strong>scarpe sportive</strong></a>, ma sicuramente sono pensate per attività riposanti, defaticanti, le infradito sono calzature da portare in scioltezza laddove non vi sia necessità di fare particolari sforzi.</p>
<p>Devono sempre assolutamente risultare comode durante la camminata.</p>
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		<title>Ciabatte</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 16:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ciabatte sono una precisa tipologia di calzature aperte, formate da suola e tomaia, pensate per essere indossate in casa per una certa cultura, oppure per gli usi più diversificati. &#9830; Caratteristiche &#9830; Tipologie e materiali &#9830; Igiene &#9658; Caratteristiche &#9650; La storia della ciabatta è prettamente legata alla storia delle calzature, tuttavia vale la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le <strong>ciabatte</strong> sono una precisa tipologia di <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature.html" title="Calzature"><strong>calzature</strong></a> aperte, formate da suola e tomaia, pensate per essere indossate in casa per una certa cultura, oppure per gli usi più diversificati.
</p>
<p><span id="more-1148"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tipologie_e_materiali">Tipologie e materiali</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#igiene">Igiene</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La storia della <strong>ciabatta</strong> è prettamente legata alla <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature.html#storia" title="Storia delle calzature"><strong>storia delle calzature</strong></a>, tuttavia vale la pena ricordare che il loro nome deriva dall&#8217;antico mestiere del calzolaio ciabattino, giusto per citare l&#8217;etimologia.</p>
<p>Possono essere realizzate in molteplici materiali, cuoio, gomma o materiale plastico, stoffa (feltro, spugna, diverse tipologie di tessuto), a partire da materiali prettamente naturali fino ad arrivare a materiali sintetici totalmente prodotti dall&#8217;uomo.</p>
<p>Le ciabatte possono essere aperte o chiuse, particolarmente aperte risultano essere le cosiddette <strong>infradito</strong> (flip &#8211; flops) che lasciano le dita dei piedi totalmente scoperte.</p>
<p><em>Infradito</em> che erano già in uso ai tempi dell&#8217;antica Roma o dell&#8217;antica Grecia, realizzate in cuoio e capace di avere le elaborazioni più disparate al secondo della categoria sociale delle persone che le indossavano.</p>
<p>Da citare anche le tradizionali calzature giapponesi denominate <em>z&ouml;ri</em> e <em>varaji</em> (tradizionali sandali giapponesi realizzati in corda di paglia), solitamente abbinate con apposite calze da portare quando si indossano questo particolare tipo di ciabatte.</p>
<p>Sebbene le ciabatte siano, perlomeno nella cultura occidentale, pensate per essere indossate in momenti di riposo, tanto a casa quanto in vacanza, per altre culture sono utilizzate né più né meno come calzature, questo particolare sovente è legato anche alla modesta condizione economica, quindi sociale, delle persone che le indossano anche perché è diversamente non avrebbero null&#8217;altro da indossare; tant&#8217;è che camminare a piedi nudi per molte persone è quanto di più normale possa essere.</p>
<p>Non tutto il male viene per nuocere, sebbene la condizione economicamente modesta delle persone avvicina spesso alla miseria. Non tutto il male viene per nuocere in quanto camminare a piedi nudi talvolta può essere più salutare per il nostro corpo che camminare con di ciabatte che, anche se spesso non ci si pensa, durante la camminata possono far lavorare il piede in maniera per niente corretta, faticando le articolazioni e diventando potenziale causa di problemi ben più gravi.</p>
<p>Non dimentichiamo infatti quanto la camminata debba essere agevole, facile e che non vada in nessuna misura ad incidere in modo deleterio tanto sulle gambe quanto sulla schiena.</p>
<p>Sebbene vi siano modelli di ciabatte unisex vengono prodotti modelli specificamente realizzati per donna e per uomo.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/ciabatte.jpg" alt="Ciabatte" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://shop.300x100.it/" target="_blank"><small>shop.300&#215;100.it</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="tipologie_e_materiali">Tipologie e materiali</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Tra i diversi modelli di ciabatte tra le più utilizzate troviamo la classica <strong>pantofola</strong> (impossibile non ricordare la definizione di <em>pantofolaio</em> affibbiata a chi a passare molto tempo libero in casa propria indossando appunto le pantofole), dove viene sostanzialmente viene coperto per tutta la metà anteriore, dal collo fino alle dita.</p>
<p>Queste pantofole possono essere realizzate in tessuto particolarmente morbido nella loro totalità suola inclusa, come ad esempio<br />
velluto, oppure presentare la suola di una certa rigidità per poi essere ovviamente morbide per quanto riguarda la tomaia.</p>
<p>Dal momento che vanno a coprire completamente il piede (che può essere nudo oppure coperto da una calza) sono sicuramente più indicate per le stagioni fredde in quanto non lasciano respirare completamente il piede, sebbene comode possono essere, ci si accorge senza dubbio della necessità di avere ciabatte più scoperte quando siamo nella stagione calda.</p>
<p>Le suole delle pantofole possono essere in gomma, sufficientemente rigida e antiscivolo nella parte inferiore che appoggia al pavimento o comunque al terreno, e discretamente morbida nella parte superiore della suola dove ovviamente va ad appoggiare il piede che deve trovare conforto necessario ad un giusto riposo; non dimentichiamo infatti che questo tipo di calzature possono essere indossate certamente per fare lunghe camminate, per intenderci.</p>
<p>I modelli più eleganti sicuramente più costosi possono essere realizzati completamente in pelle per quanto riguarda la tomaia ed in cuoio per quanto riguarda la suola, sebbene la parte inferiore della sua stessa dovrà sempre essere munita di materiale antiscivolo, come un leggero strato di pochi millimetri di gomma che permetta appunto alla ciabatta di risultare completamente sicura durante la camminata.</p>
<p>Impossibile non ricordare le classiche pantofole realizzate completamente in tessuto, come lana o cotone, utilizzate dalle nonne delle comunità rurali e nei paesi, quasi delle <em>babbucce</em>.</p>
<p>Altra tipologia di ciabatta sicuramente anch&#8217;essa ormai entrata nel <em>classico</em> è quella composta da suola e come tomaia prevede solamente una striscia che può essere di diverso materiale e di media larghezza dove infilare il piede, ed il collo dello stesso va <em>ad appoggiare</em> alla parte interna della tomaia che in questo caso è sistemata come un semplice nastro che fuoriesce dalla suola.</p>
<p>Sistemato come un semplice nastro passante che può essere un pezzo unico, oppure possono essere molteplici, paralleli tra loro, od ancora sistemati ad X sopra la suola. In questo caso il piede rimane scoperto nella parte anteriore nonché posteriore, rimane infatti coperto solo dalla striscia o più di una (che possono essere realizzate in cuoio, gomma, tessuto, etc.) che serve a mantenere la ciabatta legata al piede durante la camminata.</p>
<p>Impossibile non ricordare le classiche <strong>ciabatte in gomma</strong> realizzato in questo modo, che si utilizzano quando si è in spiaggia invece che in piscina.</p>
<p>Anche per queste tipologie di ciabatte possiamo trovare modelli realizzati completamente in cuoio per quanto riguarda la suola con il solito supporto dell&#8217;esiguo spessore in gomma antiscivolo, e la pelle utilizzata per realizzare le fasce dove si andrà ad inserire il piede.</p>
<p>Altra tipologia di ciabatta particolarmente utilizzata risulta essere quella denominata <em>Birkenstock</em>, fu infatti il tedesco <em>Johann Adam Birkenstock</em>, calzolaio, a creare nel 1774 questo tipo di calzature usate parecchio ancora oggi più come sandali che come ciabatte.</p>
<p>Infatti nelle <em>Birkenstock</em> la parte superiore che va a coprire il collo del piede è molto ampia e lo copre quasi nella sua totalità lasciando scoperte sono le dita. Invece che una semplice fascia di media larghezza come nelle ciabatte sopra citate, in questo tipo di calzature la tomaia si presenta come un unico pezzo saldato alle parti laterali esterne della suola, tomaia che può prevedere delle aperture trasversali per facilitare la respirazione del piede.</p>
<p>Una volta realizzate solo in cuoio e pelle, nonché il legno utilizzato per la suola, oggi si possono tranquillamente trovare modelli realizzati in materiale plastico; plastica molto dura per quanto riguarda la suola di discreto spessore in altezza (2 -3 cm) e materiali altrettanto rigido per quanto riguarda la tomaia, che prevede delle fibbie al fine di regolare i sandali più o meno stretti secondo quelle che sono le specifiche necessità; ricordiamo con la volta che sebbene siano talvolta utilizzate come ciabatte queste calzature sono più che altro sandali.</p>
<p>Vale forse la pena di citare anche i mocassini (<em>Moccasin</em>) realizzati in pelle di cervo, tipiche calzature utilizzate dei Nativi americani che proprio Loro le hanno create.</p>
<p>Per quanto riguarda i colori e le forme ne esistono di più svariati, al fine di soddisfare ogni esigenza, proviamo ciabatte specificamente realizzate per donna più alte nella parte posteriore per quanto riguarda la suola e più bassa in quella anteriore, pensate <em>a mò</em> di scarpa più o meno elegante, tuttavia tanto per uomo, donna e bambino il mercato offre modelli che ben si adattano a tutte le esigenze.</p>
<p>I modelli realizzati per uomo o comunque unisex hanno indicativamente una suola che non va mai oltre i 2 cm circa per quanto riguarda l&#8217;altezza.</p>
<p>Per quanto riguarda la ciabatta di tradizionale sicuramente la suola molto più bassa, e nei modelli più prestigiosi può essere arricchita di bordature e cuciture come nei modelli di calzature più ricercati.
</p>
<h3>&#9658; <a id="igiene">Igiene</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
<em>Ricordiamo ancora una volta</em> quanto sia importante la comodità nella camminata che, visto l&#8217;utilizzo delle ciabatte è sicuramente limitata se avviene solo nelle mura domestiche <strong>ma mai scomoda</strong>, o che siano utilizzate per recarsi in qualsivoglia luogo.<br />
<strong>Non dimentichiamo</strong> che secondo diversi medici che studiano la corretta postura e le articolazioni, l&#8217;uso di ciabatte, aggiungiamo specialmente se non idonee, può causare problemi.</p>
<p><strong>Per un migliore rispetto dell&#8217;igiene</strong> le ciabatte che si utilizzano in casa o comunque esclusivamente all&#8217;interno di un locale chiuso non andrebbero portate all&#8217;esterno; una cosa è camminare come ciabatte sul pavimento di casa altro discorso è camminare sul terreno esterno all&#8217;edificio dove la sporcizia sicuramente è maggiore anche se talvolta non si vede.</p>
<p>Molte persone infatti hanno la buona abitudine di togliere le scarpe prima di entrare in casa di modo che all&#8217;interno dell&#8217;abitazione possano camminare esclusivamente con le ciabatte, non solo per preservare il pavimento dell&#8217;abitazione (che sia di <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/piastrelle.html" title="Piastrelle"><strong>piastrelle</strong></a> o <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/parquet.html" title="Parquet"><strong>parquet</strong></a>) da eventuali graffi sempre possibili se nella suola delle scarpe si va ad incastrare qualche piccolo sassolino, ma bensì anche per mantenere maggiore pulizia all&#8217;interno dell&#8217;abitazione stessa, cercando di contaminare il meno possibile il luogo in cui si vive da agenti esterni di qualsivoglia natura.</p>
<p>Le ciabatte devono essere confortevoli, comode per camminare nello spazio necessario per cui le ciabatte stesse sono state acquistate. Ovvio che se si intende acquistare un paio di ciabatte per andare in spiaggia pure per andare in piscina il materiale plastico risulta sicuramente più indicato, <em>quasi usa e getta</em> al fine di evitare che si possa annidare microbi in eccesso sulle ciabatte stesse.</p>
<p>Le ciabatte di gomma risultano facilmente lavabili anche in <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/lavatrice.html" title="Lavatrice"><strong>lavatrice</strong></a>, con lavaggio delicato se si tratta invece di modelli più delicati, non come la gomma che come ben possiamo immaginare è sufficientemente robusta.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la pulizia di ciabatte in cuoio e pelle il problema non è tanto per quanto riguarda la parte esterna, anche perché essere utilizzati direttamente in casa non avranno granché di sporco, sicuramente, una maggiore attenzione invece deve essere indicata la parte interna dove si può annidare il sudore con l&#8217;andare del tempo.</p>
<p>Quindi come per tutte le calzature e bene farle <em>areare spesso</em>, fargli prendere aria semplicemente lasciando sul balcone di casa, ed una semplice pezza di cotone imbevuto di acqua una piccolissima percentuale di ammoniaca per uso domestico come detergente, può essere utilizzata per pulire la ciabatta all&#8217;interno dopo di che la lasceremo all&#8217;aria per diverse ore.</p>
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		<title>T-shirt</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 17:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[La t-shirt è un capo di abbigliamento intimo sovente usato anche come abbigliamento primario nelle stagioni più calde in quanto trattasi di semplice maglietta di tessuto leggero con le maniche corte. Tanto presso il pubblico maschile (molti uomini prediligono la t-shirt) quanto quello femminile la maglietta riscuote parecchio gradimento. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La <strong>t-shirt</strong> è un capo di abbigliamento intimo sovente usato anche come abbigliamento primario nelle stagioni più calde in quanto trattasi di semplice maglietta di tessuto leggero con le maniche corte. Tanto <em>presso il pubblico</em> maschile (molti uomini prediligono la t-shirt) quanto quello femminile la <em>maglietta</em> riscuote parecchio gradimento.
</p>
<p><span id="more-1115"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#decorazioni">Decorazione</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La storia della T-shirt ha inizio del XIX secolo andando semplicemente a tagliare quello che era l&#8217;ingombrante indumento intimo maschile composto da maglia a maniche lunghe e pantaloni, tutto in un unico pezzo.</p>
<p>Tagliando l&#8217;indumento sopra i pantaloni quel tanto che bastava per far sì che potesse essere inserito tranquillamente sotto la cintola dai calzoni una volta indossato, e tagliando le maniche lasciando la corte: a forma di T.</p>
<p>Ecco quindi da dove nasce l&#8217;espressione T-shirt, una maglietta di cotone o poliestere molto semplice e con le maniche corte, che richiama appunto la forma della T.</p>
<p>Un semplice capo di indumento da utilizzare negli ambienti con temperature calde, come fecero i minatori e gli operai che lavoravano nelle stive, si liberarono con un pizzico d&#8217;ingegno dei famigerati <em>mutandoni</em> con maglia ammessa.</p>
<p>La T-shirt fu resa celebre grazie alla Marina Militare Americana (U.S. Navy) che adottò quest maglietta come capo di abbigliamento intimo da indossare sotto la divisa, e ben presto si diffuse presso la popolazione e su larga scala come indumento intimo da indossare tranquillamente sotto qualsiasi capo di abbigliamento primario.</p>
<p>Tanto dei militari quanto dai lavoratori della T-shirt venne ben presto adottata come semplice ed unico capo di abbigliamento che serviva a vestire la parte superiore del corpo, durante i lavori più duri e faticosi, laddove vi fosse la necessità di lavorare in ambienti particolarmente caldi senza però correre il rischio di scottare la pelle sotto il so.</p>
<p>Militari, lavoratori, braccianti agricoli, le T-shirt iniziarono ad essere realizzate in diversi colori (non solamente bianche come quelle della U.S. Navy) così da risultare più gradevoli, e perché no simpatiche, andando a soddisfare molteplici gusti ed esigenze.</p>
<p>Mentre negli Stati Uniti d&#8217;America in questo campo di abbigliamento risultava già molto conosciuto sin dai primi anni del XIX secolo, per quanto riguarda l&#8217;Europa necessario aspettare lo sbarco degli Alleati durante la seconda guerra mondiale, fu proprio grazie ai soldati americani che la T-shirt divenne molto popolare anche da noi.</p>
<p>Nell&#8217;immediato periodo dopo seconda guerra mondiale i veterani statunitensi erano soliti abbinare ai pantaloni dell&#8217;uniforme la T-shirt come abbigliamento casual, come se non bastasse divi del cinema come Marlon Brando, James Dean, Paul Newman la indossarono in diversi nei loro film rendendo a tutti gli effetti di questo capo di abbigliamento non solo largamente popolare ma bensì anche accettato ed apprezzato dal mondo della moda, la T-shirt divenne il fatto un capo di abbigliamento <em>stand-alone</em>.</p>
<p>Iniziarono via via a comparire scritte, disegni, loghi personalizzati per arrivare agli anni 60 dove la T-shirt divenne un vero e proprio emblema dove la Psychedelic art sperimentava il suo modo di comunicare ai mass media il suo messaggio artistico, raffigurando le figure più disparate.</p>
<p>A tutti gli effetti oggi mitico esempio della T-shirt caratterizzata come espressione artistica impossibile non menzionare la ormai mitica <strong>tongue and lips</strong> degli altrettanto mitici <strong>Rolling Stones</strong>, od ancora la celeberrima <strong>I &hearts; NY</strong>.</p>
<p>Oggi attraverso le T-shirt è possibile veicolare letteralmente messaggi pubblicitari, politici, espressioni artistiche, messaggi di protesta, stampe ricordo: insomma, attraverso la personalizzazione della T-shirt si può arrivare ovunque!!!
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/t-shirt.jpg" alt="T-Shirt" /></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Per quanto riguarda i <strong>materiali di produzione</strong> il cotone risulta senza ombra di dubbio quello più utilizzato, personalmente utilizzo T-shirt 100&#37; cotone tanto come indumento di biancheria intima durante l&#8217;inverno, e capo di abbigliamento primario in estate.</p>
<p>Sebbene la classica T-shirt sia una semplice maglietta di cotone con la altrettanto classico girocollo e priva di bottoni, possiamo tranquillamente trovare in commercio magliette che hanno nella parte superiore appena sotto il collo dei bottoni, indicativamente tre, che conferiscono la T-shirt un ruolo ancora maggiore di capo d&#8217;abbigliamento <strong>stand-alone</strong> e non solo <em>underwear</em>.</p>
<p>Diventata ormai un capo di abbigliamento tanto popolare capace di <em>scomodare</em> anche gli stilisti più affermati che con i loro atelier non hanno resistito al fascino ed alla tentazione di personalizzare, con il proprio stile di proprio gusto, la T-shirt, tanto che oggi è possibile trovarne di griffate.</p>
<p>Anche la fibra di poliestere tuttavia risulta essere impiegata per la produzione di T-shirt, impossibile però non ricordare il <strong>Jersey stitch</strong> (tessuto <em>Jersey</em> cucito con il classico <em>punto maglia</em>).</p>
<p>A partire dal modello espressamente creato come capo intimo con le maniche piuttosto corte, modello comunque poi <em>sdoganato</em> dalle tendenze di costume come capo <em>stand-alone</em>, le T-shirt sono state via via prodotte nel corso degli anni con maniche più lunghe, con collo a V, indossate volutamente di taglie abbondanti (XL &#8211; XXL) per seguire determinate mode ed appartenenze, nei colori più diversificati e personalizzati, a tinta unita o multicolore.</p>
<p><iframe width="640" height="450" src="http://www.youtube.com/embed/ouu4f0uh3yc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>&#9658; <a id="impatto_ambientale">Impatto ambientale</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Una cosa che probabilmente siamo soliti non pensare al riguardo la T-shirt, è l&#8217;impatto ambientale davvero pesante che risulta capace di avere per la sua produzione, non solo per quanto riguarda le emissioni di CO2 dovute all&#8217;uso ingente di pesticidi impiegati nella coltivazione tradizionale cotone ma anche per quanto riguarda la perdita di efficienza del terreno stesso, che perde parte della sua fertilità, di pesticidi vanno ad inquinare la falda acquifera, inevitabilmente la salute dei coltivatori è a rischio, in poche parole si tratta deteriorare il pianeta.</p>
<p>L&#8217;impiego anche massiccio di prodotti chimici purtroppo non termina con la semplice coltivazione del cotone, ma prosegue per sbiancare il cotone stesso una volta che è stato ottenuto il tessuto dalla fibra.</p>
<p>In seguito all&#8217;utilizzo dei diversi coloranti utilizzati anche il cotone quindi può comunque dare vita a fenomeni di allergia, un&#8217;alternativa valida al metodo di tradizionale coltivazione del cotone sembra essere quello che ottiene il cosiddetto <strong>cotone biologico</strong>, denominato in questa maniera in quanto la coltivazione prevede l&#8217;utilizzo di fertilizzanti di origine vegetale e animale, la rimozione di erba infestante che andrebbe a produrre metano nella pianta del cotone, viene rimosse manualmente o comunque con l&#8217;ausilio meccanico ma non chimico, inoltre per combattere i parassiti dannosi alla pianta del cotone si usano semplicemente insetti antagonisti, e cosa molto importante vengono impiegate semenze che non abbiano subito alcun trattamento chimico da almeno quattro germinazioni.</p>
<p>Per ottenere la certificazione di cotone biologico è necessario un periodo minimo di tre anni dove la coltivazione non subisca alcun intervento chimico con agenti non naturali, ed i controlli effettuati devono essere piuttosto rigorosi.</p>
<p>Successivamente per tutte quelle che sono le operazioni di tessitura, fissaggio, colorazioni varie e sbiancamento sono banditi tutti quei prodotti nocivi o potenzialmente nocivi<br />
 non solo all&#8217;ambiente ma anche alla salute dell&#8217;essere umano, insomma una vera e propria metodologia di lavorazione che intende rispettare il naturale ordine biologico.</p>
<p>Probabilmente questo aspetto non tutti lo considerano, come ad esempio l&#8217;uso della <a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/carta-igienica.html#riciclata" title="Carta igienica riciclata"><strong>carta igienica riciclata</strong></a> capace di ridurre in maniera positiva l&#8217;impatto ambientale.</p>
<p>Vale dunque la pena pensarci.</p>
<h3>&#9658; <a id="decorazioni">Decorazioni</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
L&#8217;espressione artistica dagli anni 60 in avanti ha caratterizzato fortemente le T-shirt, usate molto spesso come vero e proprio oggetto di <strong>comunicazione</strong> (si pensi alle imponenti campagne elettorali dove slogan i nomi dei candidati sono presenti in bella vista), a fini pubblicitari, politici, sportivi, sociali, storici.</p>
<p>Questo è indubbiamente uno degli aspetti più affascinanti delle T-shirt che probabilmente ancor prima degli anni 60, dagli anni 50 iniziarono ad essere prodotte con tutta una serie di nomi di città, di località, protagonisti dei fumetti e dei cartoni animati, incentivando in misura notevole la produzione della stampa nella tessitura.</p>
<p>Ovviamente stiamo sempre parlando degli Stati Uniti, dove poi sì che dagli anni 60 in avanti vennero davvero prodotte tutta una serie di T-shirt, che sebbene il mezzo pubblicitario fosse sempre anche il fine, entrate nel cuore di tanti giovani e meno giovani, di collezionisti, di amanti degli oggetti particolari, e dell&#8217;abbigliamento casual.</p>
<p>Pensiamo alla <strong>ringer T-shirt</strong>, che aveva allora il bordo del collo e delle maniche di colore differente dalla maglietta, oppure la T-shirt completamente nera invece che completamente bianca, od ancora quelle a sfondo nero sul cui retro campeggiavano, e campeggiano ancora, loghi delle band di motociclisti.</p>
<p>I metodi di stampa utilizzati sono stati davvero molti, stampa a caldo con PVC (non dimentichiamo comunque il tasso di pericolosità del PVC durante la lavorazione), serigrafia con inchiostri ad acqua che successivamente prevedono una cottura in forno, disegni e colorazioni a spruzzo, loghi di stoffa cuciti ed applicati alla T-shirt, giusto per citare qualche tipologia impiegata per ottenere le decorazioni.</p>
<p>Da non dimenticare anche le T-shirt senza maniche usate negli anni 70, quelle con le scritte più diverse, dal <em>No alla guerra</em> a quelle raffiguranti volti dei più svariati personaggi storici, politici, musicali, etc.</p>
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		<title>Scarpe sportive</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 17:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le scarpe sportive sono delle calzature che necessariamente devono essere molto comode per risultare ottimali nella camminata o comunque l&#8217;attività che si intende svolgere, talvolta sono modelli specifici studiati appositamente per una determinata disciplina sportiva. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; Consigli &#9658; Cenni storici &#9650; Con tutta probabilità i primi esemplari di calzature sportive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le scarpe sportive sono delle calzature che necessariamente devono essere molto comode per risultare ottimali nella camminata o comunque l&#8217;attività che si intende svolgere, talvolta sono modelli specifici studiati appositamente per una determinata disciplina sportiva.
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<p><span id="more-1110"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#consigli">Consigli</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Con tutta probabilità i primi esemplari di calzature sportive fecero la loro comparsa intorno XVI secolo, nel continente sudamericano, dove gli autoctoni non erano nuovi all&#8217;atto di spalmare lattice (raccolto dalle piante di caucciù) sotto la pianta dei piedi per ottenere protezione durante lunghe camminate nonché un certo isolamento termico.</p>
<p>L&#8217;impiego del caucciù utilizzato nella produzione di scarpe avvenne nel XIX secolo, sciolto grazie all&#8217;ausilio di stampi in argilla facilmente malleabile con la quale si potevano ottenere le forme desiderate per le scarpe da produrre.</p>
<p>Fu grazie a <em>Charles Goodyear</em> che mise a punto il processo cosiddetto di vulcanizzazione, processo di lavorazione della gomma (il lattice) che attraverso un riscaldamento viene legata allo zolfo, che venne resa possibile la produzione su larga scala di calzature in gomma.</p>
<p>Ovvero: la suola era in gomma, più o meno morbida secondo delle esigenze specifiche, mentre la tomaia poteva essere di stoffa oppure di cuoio. Non dimentichiamo che, come sempre accade, in un primo momento nonostante comunque una <em>certa produzione su larga scala</em>, a potersi permettere questo tipo di calzature furono le persone più abbienti, usavano questo allora particolare tipo di scarpa per giocare a tennis ed a croquet.</p>
<p>Con le Olimpiadi del 1896 le scarpe sportive riscossero grande successo, circa trent&#8217;anni più tardi negli Stati Uniti d&#8217;America produssero i primi modelli di scarpe sportive specifiche per basket, successivamente nacquero ulteriori marchi storici come Adidas (dal tedesco Adi Dassler), Puma (Rudolf Dassler fratello di Adi).</p>
<p>Con gli anni 50 e il successo sempre crescente del cinema specialmente americano, i personaggi della celluloide iniziano ad indossare le scarpe sportive che acquisiscono ulteriore popolarità, che va a consolidare il successo già ottenuto nel corso degli anni.</p>
<p>Impossibile non citare anche un altro ormai storico marchio come Nike che nacque proprio importando scarpe sportive dal Giappone dalla allora <em>Onitsuka Tiger</em> divenuta poi Asics.</p>
<p>Una sempre maggiore richiesta anche da parte del pubblico è dovuta al fatto che i produttori storici di scarpe sportive hanno spinto sempre oltre la tecnologia della ricerca per produrre calzature specifiche altamente selettivi e selezionate per ogni singola disciplina; calcio, football americano, trekking, tennis, etc. a tal punto da diventare fornitori ufficiali delle società sportive anche dalle più famose e conosciute.</p>
<p>Il corso degli anni fino ad arrivare ai giorni nostri, ha visto anche un susseguirsi di imprese più o meno piccole non sufficientemente grande da impensierire la concorrenza, perlomeno con i marchi più famosi, che poi sono state assorbite dagli stessi oppure destinate a terminare la loro attività; oggi per certi aspetti si può sicuramente parlare di monopolio delle grandi aziende anche per quanto riguarda le calzature sportive.</p>
<p>Una delle cose sicuramente molto curiose e questo tipo di calzature hanno trovato, da quando hanno iniziato a diventare popolari, un ampio riscontro anche in chi non pratica sport ma ama portare questo tipo di <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature.html" title="Calzature"><strong>calzature</strong></a> come fossero <em>quelle considerate calzature tradizionali </em>, tanto le donne quanto gli uomini e bambini.</p>
<p>Un prodotto che realmente riscosso successo in tutte le fasce di età. Impossibile non ricordare le economiche <em>calzature</em> di tela e gomma indossate dalle teenager statunitensi negli anni 50, modello che ha fatto proseliti, modello <em>ritoccato qua e là</em> nel corso degli anni per essere sempre <em>al passo</em> coi tempi, ma sempre attuale.</p>
<p>Nate per soddisfare la specifica e selettiva esigenza di ogni singola disciplina sportiva, le <strong>calzature sportive</strong> sono state tranquillamente indossate anche nella vita quotidiana dato l&#8217;enorme successo che hanno sempre riscosso presso il grande pubblico.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/scarpe-sportive.jpg" alt="Scarpe sportive" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.adidas.it" target="_blank"><small>Adidas</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La realizzazione delle scarpe sportive per essere competitiva deve adottare materiali di prima scelta, qualitativamente superiori alla media per ottenere prodotti destinati anche, sicuramente derivati, dall&#8217;intensivo uso prettamente agonistico.</p>
<p>Si pensi ad esempio alle scarpe da corsa, oppure le calzature specificamente pensate per il gioco del tennis, per la palestra, il basket, etc.</p>
<p>Non è raro trovare scarpe sportive la cui tomaia si è realizzata in nylon multistrato per risultare più resistente alle sollecitazioni dovute al naturale stiramento della camminata o della corsa, il tessuto risulta sovente traforato (anche con microfori poco visibili) per permettere una maggiore traspirazione del piede.</p>
<p>I modelli più costosi prevedono la pelle di ottima qualità come materiale primario per realizzare la tomaia (come ad esempio il modello di calzature <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/adidas-adi-racer-low.html" title="Adidas Adi Racer Low"><strong>Adidas Adi Racer Low</strong></a> che utilizzano pelle di primo fiore particolarmente morbida e confortevole), se non nella totalità del materiale molto spesso inserti in pelle vengono puniti al tessuto che compone la tomaia, per tornare alla calzatura maggiore resistenza, morbidezza, elasticità, portabilità.</p>
<p>Le scarpe sportive sono solitamente così composte: un&#8217;imbottitura protettiva della parte alta della calzatura in prossimità della caviglia, una striscia di materiale di rinforzo nella parte superiore della tomaia sopra il collo del piede, il rinforzo del puntale, così come un rinforzo esterno del tallone nella parte posteriore, su cui non è insolito trovare catarifrangente.</p>
<p>Sempre ad esempio nel modello sopraccitato la fibra di carbonio e il materiale utilizzato per far assumere alla calzatura la giusta rigidità nei punti dove lo deve essere.</p>
<p>Le forme della calzatura sono svariate, al fine di soddisfare la <em>calzata</em> migliore tenendo conto della differente e soggettiva morfologia dei piedi e delle arcate plantari, vengono costruiti appositamente diversi modelli per soddisfare perché sono le esigenze più specifiche.</p>
<p>La suola delle scarpe sportive è composta in realtà dall&#8217;unione tra il <em>battistrada</em> (la parte che appoggia sul terreno durante la camminata) e l&#8217;<em>intersuola</em>, uno strato di materiale posizionato tra la tomaia della scarpa e il battistrada.</p>
<p>L&#8217;etilene vinil acetato (denominato spesso con l&#8217;acronimo E.V.A.) come il poliuretano sono polimeri utilizzati sovente per la realizzazione delle intersuole delle scarpe sportive, materiali capaci di tornare alla calzatura elevata resistenza, funzione antiscivolo (antisdrucciolo), dove all&#8217;interno viene inserito un sistema di ammortizzazione della scarpa, almeno nei modelli degni di tale nome; una scarpa sportiva eccessivamente economica è solitamente sprovvista di un valido sistema di ammortizzazione, e camminarci non è certo piacevole senza dimenticare la possibilità di scivolare data la scarsa qualità dei materiali che compongono la suola e lasciando perdere la tomaia.</p>
<p>Diversi sistemi di ammortizzamento delle scarpe sportive sono solitamente brevettati dalle aziende produttrici, ciascun sistema differente tende a conferire alla calzatura una particolare camminata cerca di rendere più efficiente possibile lo sforzo fisico secondo quelli che sono i criteri per cui la scarpa è stata specificamente realizzata.</p>
<p>Oggigiorno i laboratori di biomeccanica si occupano di eseguire tutta una serie di test della scarpa sportiva al fine di offrire un prodotto efficace.</p>
<p>La gomma utilizzata per produrre il battistrada viene sovente rinforzata con il carbonio per aumentarne la resistenza; non dimentichiamo infatti che il battistrada della scarpa sportiva è la parte che subisce maggiore sollecitazione, quale la trazione, l&#8217;abrasione, la flessione o addirittura la torsione.</p>
<p>La superficie del battistrada può essere più o meno liscia nei modelli di calzature destinati ad esempio a correre sull&#8217;asfalto, oppure presentare sporgenze di differenti dimensioni fino ad arrivare l&#8217;inserto di tasselli per i modelli di calzature destinati ad esempio la corsa campestre, dove il battistrada si trova a dover fare presa sul terreno reso particolarmente morbido e pesante nella corsa dal fango.</p>
<p>La funzione della suola è di particolare importanza, quasi sempre presenta scanalature che intercorrono i disegni più svariati e concretizzano un obiettivo ben preciso; ad esempio sostenere maggiormente il tallone, oppure rendere particolarmente leggera la camminata andando ad assottigliare in larghezza la parte centrale della suola, o ancora modellare in maniera specifica la punta per facilitare il punto d&#8217;appoggio della camminata o della corsa.</p>
<p>Altro particolare di fondamentale importanza risulta essere all&#8217;interno della tomaia, ovvero dove il piede andrà ad appoggiare e risulterà quindi inserito all&#8217;interno alla calzatura; uno strato più o meno morbido di gomma traspirante pure cuoio lavorato in maniera tale da risultare sufficientemente morbido e particolarmente confortevole viene applicato sulla suola della parte interna però della calzatura, sostanzialmente dove il piede andrà ad appoggiare quando la scarpa risulta calzata.
</p>
<h3>&#9658; <a id="consigli">Consigli</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La <em>pronazione</em> è il movimento biomeccanico che viene effettuato dal piede verso l&#8217;interno, a partire dalla fase di appoggio arrivando a quella di spinta, movimento che parte dalla parte esterna del tallone, attraversa l&#8217;arco plantare in direzione dell&#8217;avampiede.</p>
<p>L&#8217;<a name="iperpronazione"><strong>iperpronazione</strong></a> e l&#8217;<em>ipopronazione</em> (detta anche <em>supinazione</em>) sono varianti di appoggio del piede nella camminata che possono incidere in maniera importante sulla salute del piede, nel primo caso infatti accade che il piede continui a ruotare dopo l&#8217;impatto sul terreno invece di iniziare la fase di spinta; nel secondo caso la scarsa mobilità delle articolazioni fa in modo che la pronazione sia insufficiente caricando più lavoro sulla parte esterna del piede.</p>
<p>Questi movimenti vengono definiti: <em>appoggio neutro</em>, dove la pronazione risulta ottimale andando distribuire equamente il carico di lavoro sul piede, <em>appoggio con iperpronazione</em> (appoggio iperpronatorio) dove la pronazione risulta eccessiva, <em>appoggio con ipopronazione</em> o <em>supinazione</em> (appoggio ipopronatorio) dove la pronazione è insufficiente come sopra spiegato.</p>
<p>Perché questa breve spiegazione? Perché ci si fermi un attimo a riflettere e si comprenda quanto sia importante essere consapevoli del proprio modo di camminare prima di acquistare un paio di calzature che potrebbero risultare inadeguate al soggettivo appoggio.</p>
<p>Solitamente quando si esegue una prova delle calzature all&#8217;interno del negozio dove si intende eseguire l&#8217;acquisto, risulta sufficiente fare pochi passi con scarpe ben allacciate per comprendere se la calzatura che abbiamo indossato possa fare al caso nostro invece che no, anche perché quando si va ad indossare qualcosa di veramente comodo non si riesce a percepire da subito.</p>
<p>Il peso delle calzature, la loro capacità di ammortizzazione, nonché di traspirazione credo possano essere tre elementi basilari per valutare il giusto acquisto delle scarpe sportive: dando ovviamente per scontato che questo tipo di calzatura (come tutte del resto in quasi) sia perfettamente confortevole, come calzare dei guanti.</p>
<p>Si parla di 250 g indicativi di peso per scarpe sportive da corsa (ultraleggere) per arrivare ai 400 g delle scarpe sportive d&#8217;allenamento, comunque oggi il peso piuttosto leggero permette a questo tipo di calzatura di poter essere portata con estrema facilità e comodità; sarebbe quantomeno assurdo portare scarpe sportive eccessivamente pesanti, quanto di più sbagliato per orientarsi nella scelta di un paio di scarpe che invece devono essere <em>leggere, resistenti</em> ed <strong>estremamente comode</strong>.</p>
<p>Tassativamente comode, confortevoli, che permettano una facile ed agevole, nonché piacevole camminata, a maggior ragione insistere sulla comodità e il comfort se le scarpe sono utilizzate per correre.</p>
<p>Risulta particolarmente interessante ricordare la tecnologia a3 introdotta da Adidas sulle scarpe da corsa (<em>running</em>), un sistema particolarmente interessante che permette non solo un efficace sistema di ammortizzazione, ma bensì indirizzare, letteralmente guidare il piede verso un appoggio ottimale, efficace ed efficiente.</p>
<p>Puntare su modelli e materiali che permettono la massima traspirazione del piede, quindi calzatura leggere, ben realizzate per quanto riguarda la fattura: per quanto riguarda il design non vi è che l&#8217;imbarazzo della scelta, tenendo conto del fatto che ogni disegno specifico viene realizzato in virtù del modello che possa risultare ottimale per una determinata disciplina.</p>
<p>I marchi più famosi?!!! Li conosciamo tutti&#8230; Adidas, Reebok, Asics, Nike&#8230;</p>
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		<title>Abito da sposa</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 15:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;abito da sposa è un capo d&#8217;abbigliamento importantissimo per una cerimonia così importante come il matrimonio, una sola volta nella vita può essere una valida giustificazione per coronare il desiderio di vestire l&#8217;abito dei propri sogni. Una sola volta nella vita ma perché no, anche di più. &#9830; Cenni storici &#9830; Tessuto &#9830; Modello &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
L&#8217;abito da sposa è un capo d&#8217;abbigliamento importantissimo per una cerimonia così importante come il matrimonio, <em>una sola volta nella vita</em> può essere una valida giustificazione per coronare il desiderio di vestire l&#8217;abito dei propri sogni.<br />
<em>Una sola volta nella vita</em> ma perché no, anche di più.
</p>
<p><span id="more-1104"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tessuto">Tessuto</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#modello">Modello</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#consigli">Consigli</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Nell&#8217;antica Grecia una tunica bianca di lino munita di cordoni che cingevano la vita, corone composte da fiori di mirto portavano le promesse spose alla cerimonia del matrimonio, così come nell&#8217;antica Roma, od ancora nell&#8217;antico Egitto.</p>
<p>Nel costume romano l&#8217;abito nuziale della sposa poteva essere arricchito con un mantello od un piccolo drappo, ovviamente sempre prettamente legato allo stile della tunica.</p>
<p>Indubbiamente, manco a dirlo <em>come sempre</em>, la ricchezza che poteva andare comporre l&#8217;<strong>abito da sposa</strong> dipendeva come logico supporre dalle disponibilità economiche della famiglia e quindi dallo Stato di appartenenza sociale.</p>
<p>Il matrimonio che sovente è stato storicamente interpretato anche come l&#8217;unione tra le due famiglie degli sposi, talvolta una sorta di promozione sociale a seconda di chi tra i due andava inevitabilmente migliorare la propria situazione economica, di prestigio quindi appunto sociale, ancora oggi esistono persone che attribuiscono una notevole importanza a questo aspetto; sebbene i romantici siano una razza in via di estinzione null&#8217;altro che l&#8217;amore dovrebbe portare gli sposi dal matrimonio.</p>
<p>Nel corso dei secoli le spose hanno continuato a vestirsi secondo le disponibilità economiche che potevano permettersi, talvolta con più o meno grande sacrificio da parte della famiglia che desidera fare questo grande regalo nei confronti della sposa cercando di rendere la giornata semplicemente indimenticabile, provvedendo anche a realizzare un abito da sposa capace di soddisfare appieno il gusto della sposa stessa.</p>
<p>Indicativamente dal 1837 (data di inizio del regno della regina Vittoria) in avanti la tradizione ha sempre privilegiato il bianco nella scelta del colore dell&#8217;abito, sebbene non fosse così raro che prima dell&#8217;epoca vittoriana il colore dell&#8217;abito fosse diverso, in taluni casi addirittura nero era previsto in cerimonie scandinave.</p>
<p>Fu proprio la regina Vittoria nel 1840 che con il suo matrimonio contribuì ulteriormente fare in modo che il bianco entrasse nella tradizione.</p>
<p>Il bianco era, ed è ancora per molti, il colore simbolo di purezza (ampio risalto è talora stato attribuito alla verginità della sposa) sebbene dapprima fosse il blu per alcune culture.</p>
<p>Ricca simbologia culturale come quella legata alle corone, non solo composte dai fiori di mirto (lunga vita), ma bensì grano (fertlità), giglio (purezza), il velo che doveva essere tolto dopo la consumazione del matrimonio.</p>
<p>L&#8217;abito da sposa nel corso degli anni ha talvolta <em>accompagnato</em> l&#8217;evolversi della moda e delle tendenze nel vestire, ad oggi che <em>un po&#8217; di storia è stata scritta e fatta</em> anche per quanto riguarda i capi di <a href="http://www.guida-acquisti.com/prodotti/abbigliamento/" title="Abbigliamento"><strong>abbigliamento</strong></a>, risulta possibile attingere, per quanto concerne la scelta dell&#8217;abito, in una vasta gamma di epoche storiche, talvolta appositamente ricostruite <em>ad hoc</em> per soddisfare quelle che sono le personali esigenze del coronare i propri sogni di quello che punta sempre ad essere uno dei giorni più speciali di tutta la vita: il matrimonio.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/abito-da-sposa.jpg" alt="Abito da sposa" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.abitidasposa-annette.it/abiti-da-sposa/modello-Sasha.html" target="_blank"><small>abitidasposa-annette.it</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="tessuto">Tessuto</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La scelta del tessuto l&#8217;abito da sposa ovviamente non può essere casuale, ma bensì rigorosamente appropriata tanto in virtù della stagione in cui si celebra il matrimonio, quanto alla <em>silhouette</em> della sposa che l&#8217;abito lo deve indossare.</p>
<p>Nella stagione invernale ad esempio può essere indicata la lana o la microfibra, mentre tessuti come seta, lino, cotone ovviamente prediligono la stagione calda; la <strong>scelta del tessuto</strong> ovviamente deve essere funzionale anche in base allo specifico abito da sposa che si intende acquistare, o comunque far realizzare espressamente su misura.</p>
<p>Personale altamente specializzato con indubbie capacità sartoriali può certamente consigliare la sposa in quella che poi risulterà essere la scelta definitiva dall&#8217;abito, un valido professionista aiuta l&#8217;acquirente a meglio comprendere di districarsi in tutte le specifiche caratteristiche proprie dei tessuti, delle diverse tipologie degli stessi, tessuti possono essere più o meno morbidi secondo la fisicità della persona e il modello di abito, le molteplici diversità di <em>cr&ecirc;pe</em> come ad esempio quella <em>Georgette</em> (cui si deve il nome alla sarta francese <em>Georgette De La Plante</em> che lo ha realizzato), indicato per abiti piuttosto rigidi e <em>fasciati</em>, oppure il <em>tulle</em> che grazie al particolare intreccio impiegato nella realizzazione lo rende piuttosto trasparente, molto fresco ma comunque capaci di una certa stabilità, anche in virtù del differente spessore conferito al tessuto stesso durante la lavorazione.</p>
<p>Dal tulle capace di rendere un vestito anche particolarmente vaporoso, con tutta probabilità l&#8217;<em>organza</em> ben si presta ad un matrimonio da celebrare nella stagione calda perché no laddove vi sia la necessità di realizzare un capo d&#8217;abbigliamento particolarmente romantico.</p>
<p><em>Taffetà</em>, altro pregiato tessuto di seta dove la densità dell&#8217;ordito è superiore a quella della trama, questa peculiarità lo rende adatto alla creazione di <em>volants</em>.</p>
<p>Anche il <em>piquet</em> è un tessuto di cotone che trova giusto impiego nella realizzazione dell&#8217;abito da sposa, senza dimenticare il <em>raso</em> nonché i preziosi ricami che possono essere eseguiti sul tessuto.</p>
<p>Tuttavia il fatto che si sia in inverno non pregiudica in maniera tassativa che si debba per forza rinunciare alla scelta di un abito leggero, anche perché grazie ad un caldo ed elegante scialle pure un elegante cappotto, possono comunque evitare la sposa di prendere freddo inutilmente.</p>
<p>Il <em>broccato</em> un tessuto piuttosto pesante di seta, merita di essere ricordato, grazie alle particolari lavorazioni e permettono di ottenere disegni molto interessanti sull&#8217;abito, il <em>cady</em> tessuto realizzato in seta o lana, molto elegante, <em>capace di cascare</em> e di presentarsi crespo al diritto e raso al rovescio.</p>
<p>Lo <em>chiffon</em> è un tessuto particolarmente leggero a velo caratterizzato da trasparenza, soffice ma comunque resistente, il <em>mikado</em> raso che trova origine in Giappone, tessuto capace di risultare consistente e molto interessant, sempre per rimanere nel continente asiatico citiamo lo <em>shantung</em> tessuto di origine cinese con una lavorazione particolare che permette alla superficie di apparire con piccole coste irregolari.</p>
<p>Non dobbiamo nemmeno dimenticare i pregiati ricami che possono essere realizzati sul tessuto, nonché impreziosire ulteriormente lo stesso con fili d&#8217;argento e d&#8217;<a href="http://www.guida-acquisti.com/oggettistica/oro.html" title="Oro"><strong>oro</strong></a>.</p>
<p>In virtù del modello di abito che si intende realizzare una sarta specializzata sa consigliare al meglio il tipo di tessuto più opportuno; sarà indubbiamente anche capace di conciliare dove necessario le esigenze della sposa per quanto riguarda tipologie di tessuto e disegno dell&#8217;abito.
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<h3>&#9658; <a id="modello">Modello</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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I modelli degli abiti da sposa possono essere davvero molteplici, così numerosi e differenti <em>da perdersi</em> nella scelta senza sapersi orientare con il rischio di compromettere quella che sarà la scelta stessa confondendo le idee: ecco perché risulta particolarmente importante rivolgersi sempre personale specializzato capace di dare consigli giusti al momento giusto, personale che ben conosce il proprio mestiere e che non si fa trarre in inganno da mode o tendenze effimere.</p>
<p>Non solo sarti specializzati che lavorano in atelier, anche <em>wedding planner</em> capaci e di comprovata esperienza sono perfettamente in grado di guidare passo passo la sposa della scelta completa di tutto l&#8217;abbigliamento, a partire dall&#8217;abito per terminare con gli assessori, molto importanti e capace di donare ulteriore risalto all&#8217;abito stesso; scarpe, cappello, velo, bouquet, scialle, stuole, etc.</p>
<p>L&#8217;abito da sposa deve soddisfare il desiderio della sposa stessa, coronare il sogno di poter vestire il capo di abbigliamento che davvero può farla sentire realizzata in un giorno così importante, un vestito che deve rispondere a tutti gli effetti a quello che lo stile della sposa, sapientemente consigliata da un buon sarto o comunque persona e di abiti se ne intende.</p>
<p>L&#8217;abito deve <em>calzare</em> perfettamente secondo quella che è la fisicità della sposa stessa, esaltando e dando il giusto risalto alla tonicità del fisico laddove sia presente, invece che risultare leggermente più abbondante dove il fisico non sia prettamente quello che somiglia a quello di una modella: l&#8217;abito dovrebbe essere <em>realizzato su misura</em> per il fisico della sposa. Realizzato su misura o comunque risultare come se lo fosse qualora vi sia la possibilità di acquistare un capo già pronto (<em>pret à porter</em>) che ben soddisfi le esigenze specifiche.</p>
<p>La possibilità di poter usufruire al meglio delle taglie standard è sicuramente più consona a chi ha una maggiore tonicità fisica, sebbene anche lo <em>standard</em> risulti capace di soddisfare davvero concretamente le taglie più disparate; attenzione però a farsi consigliare al meglio.</p>
<p>Spose che amano la tradizione, sempre attente alle tendenze, originali, sobrie, eleganti o sbarazzine: i gusti sono tanti ed i modelli di abiti certo non mancano, una <em>persona del mestiere</em> degna di tale definizione sarà capace di guidare la sposa nella scelta migliore dopo averla conosciuta un poco.</p>
<p>L&#8217;abito da sposa deve tassativamente esaltare le caratteristiche fisiche, non avvilirle o mortificarle. Deve essere messo in risalto quanto più possibile quanto di bello sia presente nel fisico della sposa, sempre in modo garbato, elegante, sobrio, indipendentemente dal gusto che più si avvicina alla tradizione rispetto a quello che segue maggiormente le tendenze.</p>
<p>Abito da sposa <em>realizzato su misura</em> deve implicitamente sottolineare l&#8217;innato portamento della sposa stessa, risultarne in armonia, tanto da risultare espressamente creato per lei anche se si tratta di capo d&#8217;abbigliamento pret-à-porter.</p>
<p>Così come una sposa particolarmente magra può contare su linee fluide dell&#8217;abito, con maniche lunghe anche in estate (un velo di tessuto) contribuisce a non dare troppo risalto alle esili braccia; chi non ha spalle statuarie ma bensì più piccole e magari leggermente cadenti può indubbiamente trovare un valido aiuto andando a giocare sui volumi, senza mai eccedere anche perché davvero poco <em>volume</em> può realmente fare la differenza in meglio.</p>
<p>Il cosiddetto <em>modello impero</em> può risultare indicato nella sposa che ha fianchi più larghi della media o con un addome spiccato, in quanto il taglio dell&#8217;abito è eseguito sotto il seno e poi tende ad allargarsi leggermente scendendo verso il basso.</p>
<p>Il <em>tubino</em> viceversa risulta indicato per la sposa che ha un fisico longilineo, drappeggi e linee cadenti meglio si abbinano a figure più robuste, <em>mettere in risalto le parti migliori del fisico e distoglie l&#8217;attenzione dai punti più critici</em>, una regola implicita del buon sarto.</p>
<p>La scelta di un abito dalla linea aderente può risultare particolarmente sensuale, ovviamente per chi ha fisico tale da permettere una scelta di questo tipo, comunque sia anche un più o meno generoso decolletè ed una sobria scollatura sulla schiena possono risultare armi vincenti anche quando non si dispone del fisico da modella.</p>
<p>La schiena è un particolare sicuramente da tenere nella giusta considerazione, deve essere particolarmente curata e messa nel giusto risalto laddove lo meriti. Un cosiddetto modello <em>a palloncino</em>, che aderisce nel busto e si rende ricco, particolarmente ampio, nella parte inferiore, bensì integra con figure minute donando maggiore volume; ecco che torniamo ancora sul concetto di un corretto gioco dei volumi.
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<h3>&#9658; <a id="consigli">Consigli</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Mai farsi guidare dalla fretta, e mai decidere per l&#8217;acquisto dopo aver visto solo alcuni modelli; anche se capita il <em>colpo di fulmine</em> per un particolare modello di abito da sposa, è bene continuare a visionare e valutare attentamente altre tipologie di modelli, di modo che se il colpo di fulmine non dovesse risultare effimero non fa che rafforzare quella che era la scelta iniziale.</p>
<p>Prendersi tutto il tempo necessario, visionare quanti più modelli possibili, <em>senza cadere nel tranello di visionarne centinaia senza poi ricordarsi da dove si è partiti</em>, ma almeno un paio di decine di modelli sicuramente, sfogliare magari riviste specialistiche del settore tanto per rendersi più consapevoli sull&#8217;idea da concretizzare, valutare le tonalità del colore (<em>bianco, bianco ghiaccio, guscio d&#8217;uovo, avorio, rosa, salmone, etc.</em>), la qualità dei tessuti, l&#8217;eventuale strascico.</p>
<p>Ben difficilmente il prezzo dell&#8217;abito sarà minimale se realmente dovrà soddisfare appieno i desideri della sposa, questo non significa comunque che un abito <em>griffato</em> sia necessariamente migliore di un altro.</p>
<p>Esistono sartorie e stilisti che magari non godono di fama mondiale ma possono essere senza dubbio alcuno molto apprezzati dai loro clienti, molto più di quanto possono essere marchi e brand che tutto o quasi devono al nome.</p>
<p>Trovando la persona che sarà capace di meritarsi la fiducia della sposa nella scelta dell&#8217;abito ci si potrà indubbiamente trovare a metà dell&#8217;opera, persona che saprà consigliare al meglio anche per quanto riguarda il ruolo importantissimo degli accessori: <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature-da-donna.html" title="Scarpe"><strong>scarpe</strong></a> (o sandali), guanti, borsa, <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calze-e-collant.html" title="Calze"><strong>calze</strong></a>, velo, <a href="http://www.guida-acquisti.com/oggettistica/gioielli.html" title="Gioielli"><strong>gioielli</strong></a>, <a href="http://www.guida-acquisti.com/oggettistica/diamanti.html" title="Diamanti"><strong>diamanti</strong></a> (per chi si può permettere).</p>
<p>Cercare di realizzare al meglio il proprio sogno secondo il budget di cui si dispone: pazienza, attenzione, il buon consiglio da parte di una persona competente possono indubbiamente rappresentare il buon inizio per quella che potrà essere la scelta ideale dell&#8217;abito, senza dimenticare che le prove risultano essere di particolare importanza per correggere e migliorare eventuali mancanze che possono scaturire dalle prove stesse.</p>
<p>Prove dell&#8217;abito preventive che faranno in modo di sentirsi perfettamente a proprio agio nel giorno del matrimonio. Il sobrio abbinamento di due colori può dare adito a risultati particolarmente interessanti.</p>
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		<title>Blue jeans</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 16:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[&#200; il Denim il tessuto utilizzato per produrre blue-jeans, il pantalone senza ombra di dubbio più famoso al mondo; Denim o toile de Nimes (tela di Nimes) per ricordare la città francese da cui il tessuto prende il nome. Un tessuto molto robusto, nato per il lavoro e per i lavoratori, e sebbene con fonti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
&Egrave; il <strong>Denim</strong> il tessuto utilizzato per produrre <strong>blue-jeans</strong>, il pantalone senza ombra di dubbio più famoso al mondo; Denim o <em>toile de Nimes</em> (tela di Nimes) per ricordare la città francese da cui il tessuto prende il nome.<br />
Un tessuto molto robusto, nato per il lavoro e per i lavoratori, e sebbene con fonti discordanti tra loro la città di Genova è tra quelle che vanta di annoverare per prima la produzione del tessuto.
</p>
<p><span id="more-909"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#originali">Prodotti originali</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#per_sempre">Un blue jeans è per sempre !!!</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Del resto nella città di Chieri in provincia di Torino nel XV secolo si produceva un fustagno (tessuto particolarmente resistente un tempo prodotto con lino e cotone oggi solo cotone o lana) di colore blu che veniva usato tanto per la produzione di sacche e contenevano le vele delle navi quanto per coprire le merci sulla banchina del porto.</p>
<p><em>Blue de Genes</em> sembra essere l&#8217;etimologia del termine blue-jeans, i commercianti della città di Nimes decisero che le merci per il Nord America dovevano partire dal porto di Genova, e fu <strong>Levi Strauss</strong> a produrre il primo pantalone blue-jeans nel 1847, un capo di abbigliamento espressamente prodotto per gli operai che svolgevano anche i lavori più duri (minatori, carpentieri, stallieri, etc.), un prodotto espressamente destinato ad avere lunga e robusta vita: un capo di abbigliamento economico, resistente, facilmente lavabile.</p>
<p>Un capo di abbigliamento espressamente prodotto per il proletariato, e Levi Strauss bavarese nato in Germania e poi naturalizzato statunitense partì avvantaggiato dal fatto che i suoi due fratelli, proprio negli Stati Uniti, avevano dato vita ad un&#8217;industria di abbigliamento.</p>
<p>Fino agli anni della seconda guerra mondiale il blue-jeans rimase destinato, sebbene con enorme successo, a solo indumento di lavoro, utilizzato anche dei soldati statunitensi nella seconda guerra mondiale, sebbene sia logico e naturale pensare che le classi sociali meno abbienti abbiano già dalla sua nascita impiegato il blue-jeans come capo di abbigliamento quotidiano, specialmente in tempi di difficoltà economiche notevoli il proletariato non poteva certo permettersi abiti da lavoro, abiti da sera, abiti da festa e via discorrendo.</p>
<p>Per questo è logico pensare che il blue-jeans è stato sin dalla sua nascita un capo di abbigliamento, un pantalone, che ha accompagnato le classi sociali economicamente più deboli che vedevano in questo capo di abbigliamento un prodotto economico destinato a durare nel tempo e facilmente lavabile, quindi adatto alle loro tasche anche per quanto riguarda il mantenimento.<br />
Fu proprio nel dopoguerra che anche in Europa, portato dagli americani, questo tipo di pantalone trovò larga richiesta, trascinato anche dal cinema è diventato uno dei capi di abbigliamento sicuramente più utilizzati più conosciuti al mondo, tanto che negli anni a venire è diventato oggetto di rivisitazione per gli stilisti e simbolo giovanile per eccellenza.</p>
<p>Com&#8217;era ovvio prevedere e come sempre accade, quando il ricco mondo della moda decide di investire denaro per promuovere un prodotto già esistente molto sovente questo non fa che aumentare la propria popolarità, al punto che è possibile trovare pantaloni firmati da stilisti che, possiamo proprio dirlo, costano un occhio della testa.<br />
Negli anni 70 noti marchi s&#8217;impadronirono del blue-jeans dando vita al pantalone griffato che, se mi permettete, questo ha <em>snaturalizzato</em> non poco il simbolo che il blue-jeans ha sempre rappresentato da quando è nato e nel corso della sua storia.</p>
<p>Reso ulteriormente celebre da James Dean, Elvis Presley, Marlon Brando (tanto per citare solo alcuni tra gli attori più famosi che hanno contribuito a rendere ancora più conosciuto questo prodotto), il blue-jeans è stato anche capace di diventare oggetto sexy quanto indossato da una bella donna.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/blue-jeans.jpg" alt="Blue jeans" /><br /><small>Fonte immagine:</small> <small>I miei blue jeans</small></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le robuste caratteristiche del blue-jeans sono quelle degli inizi, del 1847, robuste cuciture, tasche e bottoni metallici.</p>
<p>Tasche adatte a contenere anche strumenti di lavoro, non dimentichiamo ma infatti il motivo principale per cui il blue-jeans sono stati pensati, creati e distribuiti.</p>
<p>Sebbene nel corso degli anni le palesi imitazioni, nonché le contraffazioni, si siano inseguite nel tempo ancora oggi è comunque possibile acquistare blue-jeans originali (non necessariamente griffati) belli robusti e durevoli; il prezzo non certo così economico (per le classi sociali meno abbienti in perenne difficoltà) viene comunque ammortizzato nel tempo in quanto il blue-jeans è davvero destinato a durare ad avere lunga vita.</p>
<p>Quattro tasche, due anteriori e due posteriori, bottoni metallici (con il logo del marchio) per allacciare il blue-jeans nella sua parte anteriore, robusti passanti dalla cintura (immancabile con il blue-jeans), robuste cuciture color oro, nere oppure blu, e una serie di particolari interessanti che meritano attenzione.</p>
<p>Ad esempio nella parte destra posteriore, in alto sopra la vasca troviamo il robusto marchio in cuoio che riporta l&#8217;autenticità del marchio stesso dell&#8217;azienda.</p>
<p>Impossibile come non ricordare la salopette, pantaloni che hanno un prolungamento sul busto fino a formare una pettorina seguita da due bretelle che poi si incrociano sulla schiena: indumento di lavoro per eccellenza.</p>
<p>&Egrave; proprio la colorazione la caratteristica tipica del blue-jeans, il tessuto Denim che insieme al colore (ottenuto da pigmenti sintetici) dà vita alla particolare colorazione e poi stata proposta dal mercato delle più disparate tipologie: il blue-jeans stinto, slavato, scuro, chiaro.</p>
<p>Una cosa è certa; la colorazione è parte fondamentale della robustezza di questo tipico capo di abbigliamento. Tessuto e colore insieme infatti hanno dato indiscussa originalità ai blue-jeans.</p>
<p>Per combattere l&#8217;impatto ambientale dovuto all&#8217;impiego di elementi sintetici, un&#8217;equipe di medici californiani specializzati in genetica sembra avere sviluppato una tintura eco-compatibile modificando geneticamente un batterio (Escherichia Coli), questa tintura dovrebbe incidere in maniera positiva a vantaggio del rispetto dell&#8217;ambiente e della salute.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/my-blue-jeans.jpg" alt="She sewed my new Blue jeans..." /><br /><small>Fonte immagine:</small> <small>I miei blue jeans</small></p>
<h3>&#9658; <a id="originali">Blue-jeans originali</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
I blue-jeans sono stati nel corso della loro storia, e lo sono ancora, oggetto di contraffazione; oltre il fatto che è illegale produrre e vendere materiale contraffatto violando il marchio di origine, non dimentichiamo che se la produzione del pantalone non è eseguita a regola d&#8217;arte, l&#8217;impiego di sostanze non ammesse come coloranti pericolosi può essere nocivo per la nostra salute.<br />
Nel corso degli anni dunque le aziende hanno messo a punto sistemi per rendere difficile la contraffazione: le particolari cuciture (come quelle doppie a forma di arco, arcuate appunto denominate arcuates), il minuscolo marchio applicato su di un piccolo lembo di cotone rosso (red tab) sulla tasca posteriore destra ad un limite ben preciso di millimetri dall&#8217;altezza della tasca stessa, le particolari rivettature in cui i piccoli bottoncini metallici (rivetti) sono marchiati con il logo dell&#8217;azienda.</p>
<p>I rivetti in rame furono introdotti proprio da Levi&#8217;s.</p>
<p>Tra i marchi storici non possiamo non ricordare <a href="http://www.levistrauss.com/"><strong>Levi Strauss &amp; CO.</strong></a> (Levi&#8217;s), <a href="http://www.lee.com/"><strong>Lee</strong></a>, <a href="http://www.wrangler.com/"><strong>Wrangler</strong></a>.
</p>
<h3>&#9658; <a id="per_sempre">Un blue jeans è per sempre !!!</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Nato per il proletariato, per i minatori: chi non ha visto almeno una volta nella vita la <em>salopette</em> di blue-jeans?</p>
<p>Risulta essere la colorazione una delle caratteristiche che rendono unico questo capo di abbigliamento, una miscela di pigmenti sintetici impiegata per colorare questo robusto, quasi indistruttibile, tessuto: <em>Denim</em>.</p>
<p><strong>Tela di Nimes</strong> (<em>toile de Nimes</em>) dall&#8217;omonima città francese in cui ha trovato i natali a questo tessuto oggi famosa conosciuta in tutto il mondo.</p>
<p>Sebbene nati per le classi sociali meno abbienti, oggi un paio di <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/blue-jeans.html" title="Blue jeans"><strong>blue jeans</strong></a> originali non si può certo affermare che abbia un prezzo economico, visto anche il particolare e difficile momento di crisi diffusa a livello planetario.</p>
<p><strong>Tuttavia è un prezzo che</strong>, per un prodotto robusto e durevoli nel tempo, rappresenta una spesa che può essere ammortizzata nel tempo: difficilmente un paio di blue-jeans dura meno di 10 anni, è sufficiente quindi dividere per 10 il prezzo di acquisto è sicuramente la spesa annua è sostenibile per un prodotto di qualità.</p>
<p><em>Un prodotto nato per il proletariato adottato anche dai ricchi.</em></p>
<p>I blue-jeans sono stati e sono ancora, tra le altre cose, oggetto di culto anche da parte della moda ha investito ingenti somme di denaro per griffare i propri capi di abbigliamento; ingenti somme di denaro investite che ovviamente non sempre avuto un ritorno, questo non solo dimostra una grande capacità di investimento finanziario da parte del mondo della moda ma anche una grande intuizione per capire quelle che saranno e che sono le tendenze e le scelte dei capi di abbigliamento da parte dei consumatori.</p>
<p>Il tessuto del blue-jeans, usato nel XV secolo per produrre sacche destinate a contenere le vele delle navi, per quanto riguarda l&#8217;abbigliamento è stato impiegato per produrre pantaloni, gonne, salopette, sacche, borse&#8230; <em>e non solo.</em></p>
<p>Ed ogni volta che la moda ha deciso di produrre un capo di abbigliamento con questo tessuto è sempre stato un successo, un prodotto destinato a diventare e rimanere oggetto di culto, nel caso del blue-jeans ancor prima della moda e degli stilisti.</p>
<p>Basti pensare al successo che da subito ha avuto questo tessuto impiegato nella produzione di pantaloni e salopette, capi di abbigliamento nati per il lavoro destinati alle comunità minerarie del Nord America, quindi minatori, carpentieri che necessitava di capi di abbigliamento economici e robusti.</p>
<p><strong>Escherichia coli</strong>: <em>cosa ci azzecca questo batterio con i blue-jeans?</em></p>
<p>A quanto pare medici californiani di Palo Alto hanno modificato geneticamente questo batterio per riuscire a produrre elementi ecocompatibili per la colorazione del blue-jeans, del tessuto; questo dovrebbe migliorare la qualità del prodotto, di pigmenti sintetici infatti possono arrecare danno alla salute quando entrano in contatto con la pelle ogni qualvolta indossiamo un capo d&#8217;abbigliamento, nella fattispecie blue-jeans, e l&#8217;impiego di questo batterio geneticamente modificato dalla produzione di elementi dovrebbe diminuire l&#8217;impatto ambientale dovuto all&#8217;uso di coloranti.</p>
<p><strong>Il blue-jeans è entrato nella storia</strong>, la sua particolare colorazione, con la sua robustezza, con i bottoni metallici ed i rivetti in rame, la sua connotazione storica, oggetto di culto da parte della moda, da sempre punto di riferimento dell&#8217;abbigliamento giovanile: <strong>un blue-jeans è per sempre</strong>.</p>
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		<title>Abbigliamento in pelle</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[I capi di abbigliamento in pelle rappresentano senza dubbio modelli da indossare molto caratteristici e particolari, capaci di regalare all’abbigliamento stesso un look del tutto unico, ed offrire buone caratteristiche sia in termini di qualità che di praticità. &#9830; Cenni storici &#9830; Conciatura della pelle &#9830; Come scegliere Cenni storici Se gli uomini primitivi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
I capi di abbigliamento in <strong>pelle</strong> rappresentano senza dubbio modelli da indossare molto caratteristici e particolari, capaci di regalare all’abbigliamento stesso un look del tutto unico, ed offrire buone caratteristiche sia in termini di qualità che di praticità.
</p>
<p><span id="more-10"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#conciatura">Conciatura della pelle</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Come scegliere</a></h2>
<h3><a id="storia">Cenni storici</a></h3>
<p>
Se gli uomini primitivi non avessero imparato ben presto a servirsi della pelle animale per fabbricare indumenti atti ad essere usati come <strong>abbigliamento</strong>, sarebbe morto ben prima di affrontare la sua evoluzione.<br />
L’uomo comprese ben presto inoltre, che avrebbe dovuto specializzarsi nella <strong>lavorazione della pelle</strong> animale se voleva ottenere da questa indumenti affidabili e duraturi.<br />
L’importanza della <strong>rasatura</strong> della pelle animale ottenuta, rappresentò da subito un punto essenziale: risultava tassativo raschiare il grasso, i tendini, e la carne presenti sotto la pelle dell’animale, per farsì che questa avrebbe potuto, una volta completato il processo di essiccazione, resistere tranquillamente alle intemperie ed alle condizioni climatiche più disparate.<br />
Senza la <strong>conciatura</strong> adeguata la pelle andrebbe incontro a decomposizione, e non potrebbe essere più utilizzata.<br />
Tutto questo per evitare deterioramento della pelle animale, l’uomo capì che si sarebbe dovuto specializzare ben presto per ottenere i suoi primi capi di abbigliamento indispensabili alla propria sopravvivenza.<br />
Il <strong>cuoio</strong> utilizzato per realizzare capi di <strong>abbigliamento in pelle</strong> fu introdotto con una buona fattura ed attenzione nella relizzazione dagli Arabi, che ben presto furono seguiti da altri popoli.<br />
Gli <strong>spagnoli</strong> ad esempio, che sin dalla loro storia più antica si sono destreggiati in maniera ottimale nella lavorazione della pelle, ancora oggi godono di una abilità molto apprezzata nel mondo.
</p>
<h3><a id="conciatura">Conciatura della pelle</a></h3>
<p>
La <strong>conciatura</strong> della pelle è una delle attività più antiche praticate dall’uomo, ne deriva quindi che i risultati qualitativi ottenuti sono davvero sorprendenti.<br />
Nel corso degli anni sono stati sperimentati diversi tipi di conciatura:<br />
uno di questi consiste nell’immergere la pelle, dopo la <em>rasatura</em>, in acqua, poi battuta a dovere con dei legni, invece che essere <em>masticata</em>, peculiarità delle popolazioni esquimesi.<br />
Dopodiché la pelle doveva essere immersa in olio per assicurare una protezione dall’acqua che la poteva inzuppare.<br />
Lasciando la pelle rasata al sole ad essiccare, diventa rigida e dura ma fa scomparire il residuo organico in essa presente.<br />
Altro interessante metodo di lavorazione è quello della <strong>conciatura</strong> ottenuta dalla fumigazione della pelle; questo era un metodo ad esempio utilizzato dagli Indiani d’America nella fabbricazione delle loro tende.<br />
Aspetto di particolare interesse è la concia ottenuta con acido tannico, presente nella corteccia degli alberi, metodo questo di conciatura utilizzato anche su scala industriale fino a pochi anni or sono, quando si è iniziato a utilizzare i sali di cromo ed altri agenti chimici per soddisfare una sempre maggiore quantità di pelle da trattare.
</p>
<h3><a id="scegliere">Come scegliere e acquistare</a></h3>
<p>
L’abbigliamento in pelle offre una vasta scelta di capi offerti e presenti sul mercato: pantaloni, gonne, capispalla, giacche, soprabiti, scelta che si estende per buona parte a tutta la produzione parallela dell’abbigliamento in tessuto.<br />
Lo stesso discorso vale per accessori come cinture, portafogli, calzature: è possibile trovare una vasta gamma di prodotti in pelle, dal disegno più stilizzato e ricercato.<br />
una delle caratteristiche più importanti della pelle, rispetto a tessuti sintetici, è che questa <em>respira</em>, andando a risultare conforme alla persona di chi la indossa nel tempo.<br />
L’abbigliamento in pelle ha rappresentato, e rappresenta ancora, determinate tendenze di moda: basti pensare al <em>chiodo</em>, giubbetto in pelle borchiata del popolo <em>metal</em> per fare un esempio, oppure alle tute da indossare in moto, ma gli estimatori di indumenti in pelle sono davvero tanti.<br />
Grazie ai particolari procedimenti di lavorazione che si sono ad oggi ottenuti, è possibile realizzare capi in pelle di qualsiasi colore e dalle sfumature più svariate, dal capo elegante e raffinato a quello più casual e sportivo.<br />
Alcune aziende hanno legato il loro marchio alla produzione di <strong>abbigliamento in pelle</strong> di elevata fattura, consolidando con stilisti e designer la loro produzione, sempre all’avanguardia anche per quanto riguarda la moda dell’abbigliamento.<br />
Le migliori marche sono senza dubbio quelle che offrono la maggiore qualità della pelle, includendo nella loro linea di produzione anche aspetti molto importanti atti a non incidere negativamente con un impatto ambientale negativo se non vengono rispettate determinate linee di produzione e smaltimento delle sostanza da smaltire create nella produzione stessa.<br />
Negozi che offrono una vasta, se non esclusiva offerta di abbigliamento in pelle, sono in grado anche di offrire al clienti prezzi vantaggiosi rispetto a produttori che non hanno, come linea primaria di distribuzione capi in sola pelle.</p>
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		<title>Calzature</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le calzature, permettono ai nostri piedi di essere protetti e di godere della necessaria salute per continuare d esserlo. Un uso incorretto di calzature, può far scaturire problemi alle gambe ed alla schiena, da qui l’importanza della giusta calzatura per la salute dei nostri piedi. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; Come scegliere &#9658; Cenni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le <strong>calzature</strong>, permettono ai nostri piedi di essere protetti e di godere della necessaria salute per continuare d esserlo.<br />
Un uso incorretto di calzature, può far scaturire problemi alle gambe ed alla schiena, da qui l’importanza della giusta calzatura per la salute dei nostri piedi.
</p>
<p><span id="more-13"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Come scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici delle calzature</a></h3>
<p>
Risulta molto complesso stabilire con precisione quando l’uomo ha iniziato a servirsi di calzature, certamente da quando, o quasi, l’uomo stesso ha iniziato la sua evoluzione.<br />
Tuttavia, visto che con tutta probabilità le prime camzature non erano altro che pelli, nemmeno conciate, avvolte intorno ai piedi e mantenute con legacci vegetali oppure anch’essi di pelle, è stato ben difficile trovare reperti storici in tal senso.</p>
<p>Grazie però a grezzi strumenti di lavorazione ritrovati, ed incisioni rupestri che risalgono a più di 10.000 anni or sono, è stato possibile intuire che l’uomo fosse in grado di prodursi delle calzature.</p>
<p>Nell’antichità, le persone appartenenti alla plebe, andavano scalzi vista la loro totale o quasi indigenza.<br />
Solo le classi sociali meno povere, in particolare quelle più abbienti, potevano permettersi calzature, e come per altri accessori ed aspetti dell’<a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/abbigliamento.html" title="Abbigliamento"><strong>abbigliamento</strong></a>, tendevano a distinguere ed a caratterizzare un ben preciso ruolo sociale.</p>
<p>Ne sono un esempio i sandali indossati dagli antichi Egizi, o dai Greci, per arrivare in casa nostra con gli antichi Romani.<br />
Nel 1200 circa, in Italia, mentre i proveri continuavano ad andare scalzi od arrangiandosi con clazature di <em>fortuna</em>, le classi sociali più agiate iniziarono ad indossare calzature di cuoi, stivali perlopiù, che diventarono via via sempre più agghindati e ricamati, per soddisfare le esigenze, anche estetiche, dei loro proprietari.</p>
<p>L’impiego del legno nella costruzione di calzature rimase per molti anni a venire la sola, o quasi, possibilità per la plebe.
</p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche e tipologia delle calzature</a></h3>
<p>
Si deve innanzitutto decidere quale dovrà essere l’utilizzo maggiore che faremo di un determinato tipo di calzatura.<br />
Cosa fondamentale è sempre e comunque riscontrare una certa comodità nel camminare, per non incappare in problemi, non così remoti, quando si indossano calzature non consone ed adeguate.</p>
<p>Anche quando siamo alla ricerca di un preciso canone estetico, non dovremmo mai dimenticare di dare ai nostri piedi la giusta importanza: camminare comodi e sciolti in tutta naturalezza è essenziale.<br />
In particolar modo quando ci troviamo ad indossare, per diverse ore consecutive, calzature.</p>
<p>La giusta calzatura per ogni esigenza:<br />
per una serata mondana potremo anche permetterci scarpe raffinate, dal design elegante, realizzate in pelle e con lavorazione artigianale, si possono trovare davvero in questa direzione prodotti qualitativamente superiori, fatti anche su misura, che garantiscono nel tempo a venire garanzia ed affidabilità.</p>
<p>Come sempre, il nostro unico limite sarà determinato dal denaro che siamo in grado di spendere.<br />
Possiamo optare per una scarpa comoda e casual da dedicare a passeggiate, calzature sportive per lunghe camminate.</p>
<p>È impossibile stilare una unica guida che possa andare bene per ogni tipo d calzatura: quelle dedicate ad uso agonistico in una corsa devono rispondere a ben precise direttive, quelle da lavoro ad altre e così via.<br />
Ma l’aspetto fondamentale che non dovremo mai dimenticare è la massima comodità di utilizzo della calzatura, e la sua capacità, importantissima, di lasciar respirare il piede.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Scegliere le calzature</a></h3>
<p>
Una volta stabilito il preciso utilizzo cui faremo di un determinato tipo di calzatura, sarà ben difficile non trovare quello che stiamo cercando.</p>
<p>Calzature in pelle, in gomma, in tessuto, sandali coperti o scoperti, anche i migliori marchi delle aziende che producono calzature tendono a offrire la massima scelta per ogni tipologia per precisa di scarpe: marchi ben noti producono colo scarpe da ginnastica ad esempio, altri marchi solo calzature di livello medio alto da utilizzare per attività dove non sia previsto un affaticamento particolare del piede: per chi fa un lavoro di uffico per intenderci.</p>
<p>Se abbiamo la possibilità di spendere qualcosa in più, potremmo far realizzare da un abile artigiano un paio di scarpe realizzate su misura, proprio come dei guanti: apprezzeremo parecchio la comodità e la raffinata maestria artigianale di un abile calzolaio.</p>
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		<title>Calzature da ballo</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ballo, inteso come forme di danza anche molto differenti tra loro, è una forma di espressione artistica, oltre che motivo di aggregazione, divertimento. È certamente una passione che nasce dal voler socializzare, comunicare, esprimere messaggi grazie al linguaggio del corpo. Per ogni ballo possono eesere necessarie diverse tipologie di calzature, in questa breve guida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <strong>ballo</strong>, inteso come forme di <strong>danza</strong> anche molto differenti tra loro, è una forma di espressione artistica, oltre che motivo di aggregazione, divertimento.<br />
È certamente una passione che nasce dal voler socializzare, comunicare, esprimere messaggi grazie al linguaggio del corpo.<br />
Per ogni <strong>ballo</strong> possono eesere necessarie diverse tipologie di <strong>calzature</strong>, in questa breve guida cercherò di illustrare come effettuare la scelta.
</p>
<p><span id="more-17"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; &diams; <a href="#standard">Standard</a></h2>
<h2>&diams; &diams; <a href="#latino_caraibico">Latino caraibico</a></h2>
<h2>&diams; &diams; <a href="#tango">Tango</a></h2>
<h2>&diams; &diams; <a href="#tip_tap">Tip tap</a></h2>
<h2>&diams; &diams; <a href="#acrobatico">Acrobatico</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Come scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche delle calzature da ballo</a></h3>
<p>
L’importanza delle <strong>calzature</strong> per i nostri piedi è fondamentale, sempre: a maggior ragione quando si indossano calzature con cui si intende svolgere una precisa attività.<br />
Nello sport, nella danza, l’affaticamento del corpo viene amplificato rispetto ad una normale passeggiata, affaticamente che coinvolge anche i piedi.<br />
Da qui dunque l’importanza di avere delle buone calzature, comode, efficienti, eleganti, pertinenti, che possano risultare ottimali con il ballo.<br />
Se indossiamo un paio di scarpe comode per camminare, quando si danza la comodità deve essere certamente eguale se non maggiore.<br />
Nei movimenti che il ballo induce, potremmo incappare in distorsioni o malanni se non indossiamo le giuste calzature.<br />
Anche se non si è ballerine/i a livello professionistico, la praticità e comodità delle <strong>calzature</strong> indossate svolge un ruolo primario nell’attività di ballo.<br />
Ogni piede ha esigenze univoche, di conseguenza ogni scarpa deve risultare <em>un guanto</em> da calzare per esprimere al meglio la <em>comunicazione</em> attraverso la <strong>danza</strong>.<br />
Una volta scelto il giusto tipo di calzature, non ci resterà da fare altro se non dedicarci completamente a sviluppare la passione e l’apprendimento del ballo.<br />
Se dovessimo partire con <em>il piede sbagliato</em> per via delle calzature, sarebbe già un errore che potrebbe compromettere la passione per la danza.<br />
Per ogni <strong>tipo di ballo</strong>, è corretto scegliere la giusta <strong>calzatura</strong>, sempre realizzata necessariamente con materiali di qualità che possano contribuire ad una buona respirazione del piede ed agevolarne il normale affaticamento.<br />
Ogni calzatura, da ballo e non, se di buona qualità, in breve tempo si va a <em>modellare</em> secondo la forma del piede che la indossa, <em>personalizzando</em> la portabilità della calzatura, incrementandone la comodità.<br />
La <strong>pelle</strong> risulta senza dubbio il materiale più indicato per la produzione di <strong>calzature da ballo</strong>, è possibile optare per <strong>calzature in gomma</strong> (seppur di buona qualità) ad esempio nella danza acrobatica.<br />
Per ogni tipo di ballo, la calzatura deve rispettare precisi criteri di estetica ed elevata comodità, dove la suola riveste particolare importanza per evitare di scivolare.<br />
La portabilità deve essere assoluta, deve evitare fastidiosi ed irritanti sfregamenti del piede in ogni sua parte.
</p>
<h3>&#9658; <a id="standard">Calzature da ballo standard</a></h3>
<p>
Per il <em>ballo standard</em> (inteso come <em>liscio, ballo da sala in generale</em>) è possbile impiegare per la donna <strong>calzature</strong> <em>décolleté</em>, in pelle, magari coperta di raso, caratterizzate da un tacco di 5 cm.<br />
Risultano eleganti, appropriate, disponibili nelle diverse colorazioni possono essere un buon punto di partenza per indirizzare la scelta.<br />
Per uomo invece, un paio di calzature in pelle (solitamente nera), magari lucide, con stringatura ed un tacco di 2 cm, scarpe che risultano solide, robuste ma comunque eleganti.
</p>
<h3>&#9658; <a id="latino_caraibico">Calzature per ballo latino caraibico</a></h3>
<p>
In questo tipo di ballo, l’estetica della scarpa assume certamente una valenza importante, senza mai perdere di vista la praticità di utilizzo.<br />
Le calzature offerte sono molteplici, per la donna ad esempio dei <strong>sandali</strong>, anche molto aperti che lasciano scoperto per intero i fianchi del piede.<br />
L’altezza del tacco può variare dai 5 agli 8 cm, solitamente a <em>tronchetto</em>.<br />
Si differenziano con punta chiusa ed aperta, offrendo diverse allacciature, che a volte si fermano sul collo del piede, altre raggiungono la caviglia.<br />
In questo tipo di calzature è possibile trovare modelli davvero rilevanti dal punto di vista estetico, molto seducenti ed accattivanti.<br />
Per uomo, le calzature iniziano ad alzare il tacco, 4 0 5 cm, sempre robuste, eleganti, stringate, che possono essere di differente colorazione, come bianco e nero insieme, oppure nere, od ancora un elegante bèige.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tango">Calzature tango</a></h3>
<p>
Gli <em>specialisti</em> di questa affascinante forma di espressione artistica, perchè questo è il <strong>tango</strong>, bene sanno quanto sia importante dedicare la giusta attenzione alle <strong>calzature</strong>, che oltre a dover risultare comode devono essere parte integrante del costume, ricercate con cura ed attenzione minuziosa.<br />
Per le donne si trovano calzature davvero stupende, dalle diverse colorazioni, décolleté, punta chiusa od aperta, cinturino al collo del piede od alla caviglia, spesso questo cinturino può essere impreziosito da particolari finiture, stringhe, lustrini, che conferiscono alla <em>tanguera</em> una eleganza ed una seduzione davvero accattivanti.<br />
Il tacco, a tronchetto, può iniziare a raggiungere <em>quote</em> di tutto rispetto, 8 cm.<br />
Non solo <em>décolleté</em> ma anche <strong>sandali</strong>, particolarmente scoperti, caratterizzati da affascinanti legature, anche questi con eleganti cinturini al collo del piede od alla caviglia.<br />
Le scarpe in lamé, rosse e con vernice nera sono molto caratteristiche, uno degli esempi nelle calzature adatte al tango.<br />
Per uomo, calzature eleganti, nere, in pelle, con tacco che può variare dai 2 ai 4 cm indicativamente: scarpe dall’aspetto classico, robuste, con stringatura.</p>
<h3>&#9658; <a id="tip_tap">Tip tap</a></h3>
<p>
Nel tip tap le mitiche <strong>claquettes</strong> sono inconfondibili: chi non ricorda il modello bicolore, bianco e nero, anche per donna, scarpa dalla punta chiusa, scoperta con cinturino sul collo del piede, tacco di 4 cm circa, suola rinforzata, punta e tacco caratteristici per imprimere alla danza il giusto ritmo.<br />
La stringatura nel modello da uomo, anch’essa contraddistinta dal punta/tacco che devono <em>suonare</em> durante la danza.
</p>
<h3>&#9658; <a id="acrobatico">Calzature per ballo acrobatico</a></h3>
<p>
Le <strong>calzature</strong> da utilizzare in questo tipo di disciplina, sono caratterizzate dall’estrema praticità ed indossabilità, morbide, elastiche, la suola in gomma deve garantire una perfetta tenuta antiscivolo e la parte superiore può essere anch’essa in gomma od in pelle, dalle colorazioni più svariate, spesso da integrarsi con abbigliamento molto appariscente.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Scegliere le calzature da ballo</a></h3>
<p>
Ovvio dire che per ciascuna disciplina si rende necessaria la scelta della tipologia di calzatura più idonea.<br />
Solo i rivenditori specializzati sono in grado di offire la vasta gamma di modelli tra i quali trovare la calzatura che meglio si adatta alla univoca conformazione di ogni piede.<br />
I prezzi base di conseguenza, non possono risultare così economici, anche se comunque competitivi per questo tipo di calzature.<br />
In particolare i modelli di fine lavorazione, come ad esempio la calzature per il tango, possono giustamente raggiungere prezzi elevati proporzionati alla notevole manifattura impiegata nella produzione, che utilizza materiali altamente qualitativi.<br />
Presso questi rivenditori è possibile trovare <strong>scarpe da ballo</strong> per donna, uomo, bambino, potendo scegliere con minuziosa attenzione il modello che meglio si presta ad ogni tipo di danza ed ogni tipo di piede.<br />
Si può optare anche per modelli su misura per ottenere la calzatura meglio confortevole.<br />
È importante dedicare la giusta attenzione nella scelta di questo tipo di calzatura, a tutto vantaggio della salute dei piedi, che svolgono un ruolo fondamentale nel ballo.<br />
Quindi, la calzatura più idonea, permetterà di sopportare con facilità anche un affaticamento prolungato.<br />
Materiali di qualità, cura nella produzione, provare al meglio un modello prima di acquistarlo: meglio magari spendere qualche euro in più, se si comprende che un determinato paio di calzature può davvero offrire di più, a tutto vantaggio della futura salute dei piedi.</p>
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		<title>Intimo donna</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’abbigliamento intimo donna è senza ombra di dubbio una componente importante dell’abbigliamento femminile. Sentirsi a proprio agio con sé stessa per un donna, può significare anche indossare una biancheria intima appropriata, che la faccia sentire sicura e serena, certa di essere gradevole anche dove&#8230; non si vede. &#9830; Cenni storici &#9830; Materiali &#9830; Come scegliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’abbigliamento intimo donna è senza ombra di dubbio una componente importante dell’abbigliamento femminile.<br />
Sentirsi a proprio agio con sé stessa per un donna, può significare anche indossare una biancheria intima appropriata, che la faccia sentire sicura e serena, certa di essere gradevole anche dove&#8230; <em>non si vede</em>.</p>
<p><span id="more-19"></span></p>
<h2>&#9830; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&#9830; <a href="#materiali_produzione">Materiali</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Come scegliere</a></h2>
<p>
L’eleganza passa anche da qui: indossare il giusto prodotto di intimo, abbinato al vestito portato, l’intimo non può essere notato a meno che la donna decida di donare la visione di sé.<br />
Non può essere notato, ma la donna che lo indossa sa che c’è.<br />
I capi di intimo, oltre che avere un indubbio gusto estetico, devono essere prodotti con materiale di alta qualità, anallergico, che possa sosddisfare al meglio la portabilità del capo intimo stesso.
</p>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici dell’abbigliamento intimo femminile</a></h3>
<p>
L’abbigliamento intimo femminile ha accompagnato l’evoluzione sociale della donna e del suo importante ruolo nella società.<br />
Fece la sua comparsa nell’antichità, per quanto è dato di sapere, in Grecia ed in Egitto, dove delle tuniche di lino, o comunque di un tessuto molto fine e leggero, ricoprivano dal collo ai piedi il copro femminile.<br />
Fecero la loro prima comparsa, col passare degli anni, l’<em>antenato del reggiseno</em>, una sorta di fascia in pelle che cingeva il seno.<br />
Altre guaine sempre in pelle atte a cingere la vita.<br />
Come si può dedurre, questi espedienti avevano il ruolo di comprimere, nascondere in qualche modo le forme femminili, per via del fatto che la donna era relegata in secondo piano nella società.<br />
Quando nell’800 i capi di intimo da donna erano relegati a mutandoni e busti ingombranti e per nulla comodi da portare, questo significava ancora un ruolo secondario della donna, una sorta di celata schiavitù, costretta a muoversi in abiti intimi scomodissimi per <em>convenienze</em> dettate dalla società, che impacciavano di certo il naturale movimento della donna: questo era di per sé un ruolo di imposizione.<br />
Dal 1900 in poi, possiamo affermare che l’intimo femminile ha subìto una vera e propria rivoluzione, anche culturale, almeno per quanto riguarda determinati paesi occidentali.<br />
Il reggiseno, la sottoveste, gli slip che sostituirono i vecchi ed ingombranti mutandoni, presero  piede al tal punto che iniziò la commericalizzazione su scala industriale dell’abbigliamento intimo femminile.<br />
Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, con l’avvento negli anni 50 per primo timido benessere economico, anche i capi di intimo femminile trovarono presto commercio, andando ad unire elganza, sobrietà e praticità nei capi da indossare.<br />
Col passare degli anni, gli indumenti di intimo femminile hanno rappresentato per la donna una sempre crescente <em>libertà</em>, dovuta alla portabilità dei capi di intimo, ma che stava a rappresentare una crescente posizione della donna nella società.<br />
Il reggiseno, classico od a balconcino, trasparente, minimale, poi i collant, la calze in nylon ed in seta, poi di nuovo nella storia bustini e reggicalze, questa volta però non ingombranti e scomodi come i loro antenati, ma al contrario creati per arricchire la seduttività dell’intimo femminile.<br />
La <strong>lingerie</strong> è entrata di prepotenza nell’abbigliamento intimo femminile, portando con sé nuova forma di espressione della donna e della sua innata seduzione.
</p>
<h3>&#9658; <a id="materiali_produzione">Materiali di produzione</a></h3>
<p>
I materiali impiegati nella produzione di intimo femminile, rivestono particolare importanza.<br />
Troviamo tessuti come la seta, la lana, il cotone od il lino.<br />
Cotone e seta possiamo affermare che vanno per la maggiore, presentando notevoli ed indubbie caratteristiche vantaggiose.<br />
Il cotone ha origine vegetale, è un tessuto traspirante che permette quindi alla pelle di respirare, evitando irritazioni e fastidi.<br />
Non è aderente di per sé, ma ha una certa robustezza, può essere inoltre unito a prodotti sintetici appositamente studiati ed anallergici per migliorarne l’elasticità.<br />
La seta che è di origine animale, è tra le più rinomate fibre che la natura può offrire. Sicuro connunbio che lega la seta all’intimo femminile, ha dato vita a creazioni di capi di intimo particolarmente apprezzati e per la comodità nell’indossarli e per il risultato estetico particolarmente accattivante e ricercato.<br />
Microfibre ottenute da materiali sintetici, come la poliammide (nylon) e l’elastam (fibra sintetica derivata dal poliuretano), sono in grado di donare maggiore resistenza ed elasticità ai capi di intimo.<br />
Anche se questi materiali sintetici derivano sostanzialmente dal petrolio, i continui studi e ricerche mai finite, permettono a questi materiali di integrarsi bene con quelli di origine animale e vegetale, andando a contribuire in maniera determinante alla produzione di capi di intimo facilmente portabili.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Scegliere abbigliamento intimo</a></h3>
<p>
La scelta dell’abbigliamento intimo più appropriato deve quindi essere legata alla qualità dei materiali impiegati nella produzione, la giusta attenzione deve essere posta anche nella scelta di quelli che sono materiali complentari nella produzione di intimo: le mollette dei reggicalze, od i piccoli ganci del reggiseno, è opportuno che non vadano ad irritare ma al contrario possano risultare parte integrante del capo intimo stesso.</p>
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