Guida acquisto di prodotti e servizi ¶ Indice guide   ¶ Ricerca guida   ¶ Guida all’acquisto   ¶ Richiedi una guida   ¶ Mappa del sito
Esegui una ricerca

Dentifricio

Condividi questo sito
 Sei in: Guida all'acquisto » igiene personale » Dentifricio

articolo precedente « Collutorio | articolo successivo » Spazzolino da denti

Dentifricio

Dentifricio

Caratteristiche e Composizione

Dentifricio al fluoro

Azione sbiancante

Preleva il codice per linkare questa pagina se l'articolo è di tuo interesse.
Leggi questa pagina per come fare.

Dentifricio



Il dentifricio è il prezioso prodotto da impiegare, insieme allo spazzolino da denti, per la cura della nostra igiene orale.

Dentifricio al fluoro, sbiancante... la pubblicità ci bombarda parecchio promettendo denti bianchi in un batter d’occhio.

Cerchiamo di capire come orientarci nell’acquisto del dentifricio.


Caratteristiche e composizione del dentifricio



Il dentifricio può essere semplice, oppure medicato, ed in questo caso contiene sostanze antibatteriche, disinfettanti, etc.

Il dentifricio in sè, non può fare miracoli: le belle fanciulle che si notano nelle relative pubblicità con denti bianchi e perfetti certo rappresentano il massimo in fatto di perfetta dentatura.

Trascurando la pulizia dei denti, è sciocco pretendere da un dentifricio quello che questo non può dare.

Può però risultare un valido alleato nella prevenzione della carie, insieme al corretto e regolare utilizzo dello spazzolino da denti.

Il dentifricio può essere offerto come pasta, liquido, dai sapori più diversi, menta, arancia, limone, anche per renderlo più gradevole ai bambini e facilitare la loro educazione all’igiene orale con un prodotto che sa di buono.

Un semplice dentifricio senza additivo alcuno (fluoro, etc.) se coadiuvato da una corretta pulizia dei denti può essere più che sufficiente.

Tuttavia, è anche possibile integrare l’azione pulente ed igienizzante dentifricio/spazzolino con prodotti specifici.

Ricordiamo che, in caso di ipersensibilità individuale di denti e/o gengive, solo il medico dentista può consigliare quale sia il prodotto specifico più adatto a noi.

La composizione del dentifricio risulta quindi importante per la salute e salvaguardia dei denti e dell’igeiene orale.

Componenti di base per il dentifricio normalmente sono: saponi, detergenti cationici (che sviluppano schiuma al contatto con acqua) che favoriscono una pulizia più accurata emulsionando, polvere inerte che può rimuovere, grazie all’azione meccanica dello spazzolino, la placca batterica, poi coloranti, deodoranti, si possono trovare sostanze ad azione astringente per migliorare la tenuta delle gengive.

In tempi antichi, si usava una foglia di salvia per pulire i denti, azione efficace grazie all’azione antisettica dell’olio essenziale.

Troviamo infatti diversi dentifrici in commercio tra i cui componenti si trova proprio l’estratto naturale di salvia.

Altri componenti però, vanno usati con cautela: è il caso ad esempio del triclosan, un antibatterico utilizzato anche come conservante, che risulta presente anche in detersivi e detergenti per igiene personale, questa sostanza può, attraverso un effetto cumulativo nei tessuti, causare seri danni all’organismo.

Questo argomento è fonte di discussione e pareri contrastanti tra medici e Ministeri della Sanità a livello internazionale.

In diversi paesi tra i quali l’Italia, l’impiego del triclosan è permesso nei cosmetici purchè non superi lo 0,3% sul composto totale.

È impiegato in dentifrici, colluttori, cosmetici appunto, e prodotti destinati all’igeiene personale e non solo.

A quanto pare, effetti sulla sua tossicità non sono stati dimostrati da indagini approfondite, ed il Comitato Scientifico per i prodotti Cosmetici della Commissione Europea ha decretato, nel 2002, che l’utilizzo del triclosan nel pieno rispetto delle regole vigenti è sicuro.

Questo però, ha incentivato molti produttori a ridurre, se non eliminare, questa sostanza dai loro prodotti.

Un abuso infatti, potrebbe causare problemi, è quindi consigliabile il suo impiego solo in caso di reale necessità.

Il triclosan è un clorofenolo ad azione antisettica, capace di sconfiggere molti batteri, ha capacità disinfettanti.

Le sue proprietà possono però venire alterate, e quindi risultare potenzialmente nocive, se non vengono rispettati determinati criteri di lavorazione, quali l’impiego di materie prime di scarsa qualità, non rispettare le temperature di lavorazione, questo potrebbe innescare processi che alterano le proprietà buone della sostanza.

Ricordiamo il limite dello 0,3% e chiediamo magari consiglio al medico dentista, che in quanto medico è aggiornato sulle leggi stabilite dal Ministero della Sanità.


Dentifricio al fluoro



Tuttavia ci sono altre sostanze che, se impiegate antro certi limiti, sono favorevoli, in caso di abuso creano problemi.

Il dentifricio al fluoro, in virtù di questo capace di penetrare lo strato superficiale dello smalto, legandosi agli ioni calcio produce idrossiapatite, un minerale presente anche nelle ossa sotto forma di calcio.

Questa azione contribuisce a rendere lo smalto più resistente, meno incline ad eventuale sfaldamento dovuto alla presenza di acidi della placca batterica.

Il fluoro ha dimostrato ottime capacità di prevenzione della carie, impiegandolo con un dentifricio specifico.

Irrobustisce lo smalto dei denti rendendoli più sani.

L’assunzione di fluoro controllata, anche in gocce o pasticche, aiuta il processo di crescita dei denti anche nei neonati e bambini piccoli.

Opportuno ricordare come tale somministrazione debba essere eseguita sotto controllo medico.

Il fluoruro di sodio risulta essere il principio attivo nel dentifricio fluorato.

Una eccessiva assunzione di fluoro dall’organismo, provoca fluorosi che altera l’aspetto estetico e funzionale dello smalto dei denti.

In parole povere, anche un bicchiere di vino a pasto può fare bene, una bottiglia no.

Di conseguenza. l’impiego di dentifricio fluorato, dovrebbe rendersi necessario solo su consiglio del medico dentista.

Questi parametri che scriviamo solo a livello indicativo, indicano quanto fluoro sia permesso assumere:



Dai a 5 ai 10 kg di peso corporeo max 0,25 grammi per giorno.

Da 10 a 15 kg di peso 0,50 grammi per giorno

Da 15 a 20 kg di peso 0,75 grammi per giorno

Peso superiore a 20 kg 1 grammo per giorno



Questo solo per indicare quanto sia importante il consulto medico per l’assunzione di fluoro.

Ovviamente, i dentifrici offerti in commercio, sono studiati per non far assimilare ai nostri denti una eccessiva dose di fluoro, ma bensì controllata.

Tuttavia, è un aspetto da non sottovalutare, in quanto l’iperdosaggio non è così infrequente come si possa pensare.

Anche una semplice telefonata al vostro dentista di fiducia, può dare valide indicazioni alle vostre esigenze.
Anche in questo caso ci sono state campagne pro e contro il fluoro, che risulta presente anche nell’acqua minerale, od ancora in zone dove l’acqua presente risulti ricca di ioni fluoro.

Ma non solo, anche negli alimenti ne troviamo traccia: mele, spinaci, per citare un esempio.

Il fluoro contenuto nel dentifricio è esiguo in quantità sul totale del composto, ma più che sufficiente per i denti.

Si pensi che, un colluttorio con fluoro, è sufficiente che ne contenga lo 0,05% per risciaqui da parte di persone dai 6 anni in poi.

Rinunciare alla fluoprofilassi può risultare sbagliato, tanto quanto abusare del fluoro.

Ecco perchè: fluoro sì, ma controllato.

Quando c’è di mezzo la salute dei denti, chi meglio del medico dentista può consgiliare ?

La prima regola del buon consumatore, è quella di non sottovalutare mai anche i consigli che possono sembrare scontati.


Azione sbiancante



L’azione sbiancante spesso pubblicizzata da alcune marche di dentifricio, è un’azione abrasiva effettuata sullo smalto.

Di conseguenza, primo può non essere necessaria, secondo può rovinare lo smalto.

Il dentista esegue, con metodi ed apparecchiature professionali, il lavoro di sbiancatura: ma solo quando lo ritiene necessario.

Anche in questo caso, a meno che non si sia medici dentisti, improvvisare nell’utilizzo di un prodotto, non è la scelta giusta.

Può sembrare banale, ma se ci si rivolge ad esempio al carrozziere per chiedere consiglio su quale prodotto sia più indicato per pulire la carrozzeria della nostra auto nuova cui teniamo tanto, perchè non chiedere al medico dentista quale può essere il dentifricio migliore da usare con tranquillità?

Ingiallimento dei denti, o comunque presenza di macchie, chiare o scure, è dovuto a cause da risolvere alla loro radice, il dentifricio non può fare miracoli.

Quindi, ancora una volta: solo il medico dentista può dare i consigli giusti.

L’impiego di un dentifricio a base naturale, può risultare consigliato, anche se un po’ più caro rispetto alla media.

L’azione del dentifricio non deve essere aggressiva, ma essere un prezioso supporto dell’azione meccanica di pulizia possibile grazie allo spazzolino.

Commenti

Sara 20/01/2010 15:29:10
Mi chiedo se possano causare aftosi ricorrente visto che lotto con questo prob.da anni e non trovo pace...

Antonio 20/01/2010 15:36:59
Cara Sara,
mi auguro che si sia già rivolta ad un medico per risolvere il suo problema, ovviamente La invito a rivolgersi al medico se ancora non lo ha fatto.

Sull'afta se ne sentono dire parecchie, o meglio, diverse ipotesi vengono indicate come causa, non ho mai letto che possa trattarsi di un dentifricio.

Detto ciò: solo il medico può esprimersi in merito.

Le auguro sinceramente di risolvere questo problema in breve.
Cordiali saluti.

Esegui una ricerca

» Scrivi un commento

Condividi questo sito

Nome:
richiesto
Email:
richiesto (non verrà divulgato)
Url:


Voglio ricevere una email quando un nuovo commento viene inserito
Codice di verifica
Inserire il codice di verifica: