Guida ► mutuo casa
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► Il mutuo per la casa
Acquistare casa è sempre più una necessità, oltre che legittima ambizione di ogni cittadino.
Tuttavia, giudicando i prezzi raggiunti dagli immobili, sembra che questi vengano considerati, proprio per via dei costi, beni di lusso, non di necessità come invece dovrebbe essere.
Chi si può permettere, bontà sua, di acquistare una casa da 600 metri quadri per viverci con un nucleo familiare ridotto, buon per lui, ma per chi, con famiglia a carico deve pensare all’acquisto di un bene immobile dove poter vivere con il proprio nucleo familiare, si rende necessario chiedere un mutuo per procedere con l’acquisto.
Il mutuo, che viene erogato da un Istituo Finanziario, solitamente copre circa l’80% del valore del bene immobile.
Se si dispone di maggiori garanzie da offire al mutuante (chi concede il prestito) è possibile anche arrivare ad un finanziamento che copre il 100% della spesa.
Ovviamente il piano di rimborso è destinato ad aumentare in termini di tempo e di spesa.
Il mutuatario (colui che riceve il prestito) è spesso vincolato dalla necessità di ipotecare il bene immobile che intende acquistare, per ottenere il finanziamento.
In questo modo l’Istituo Finanziario può rivalersi del bene stesso, come garanzia, nella malaugurata ipotesi che il cliente non sia più in grado di pagare il debito.
Si parla quindi di mutuo ipotecario, e l’effettivo finanziamento viene sovente concesso una volta eseguito il rogito e gli atti notarili relativi all’ipoteca del bene immobile.
A questo punto è necessario decidere il tipo di tasso da applicare al mutuo.
Iniziamo col dire che il tasso di interesse è sostanzialmente composto da due fattori:
Indice di riferimento e spread.
Il tasso di interesse può essere fisso, variabile o misto.
► Caratteristiche del Mutuo e Tasso di Interesse
L’Indice di riferimento è rappresentato da un indice che rileva la situazione di mercato ed il relativo costo del denaro.
Possiamo citare Euribor (Euro Interbank Offered Rate), Eurirs (European Interest Rate Swap), altro non sono che tassi interbancari per stabilire il tasso di interesse secondo l’andamento finanziario.
Lo spread è il guadagno deciso dall’Istituo Finanziario a suo favore.
¶ In caso di Tasso variabile, l’interesse verrà applicato secondo il valore corrente del denaro, indipendentemente da quello relativo a quando l’accordo per il mutuo è stato stipulato.
È quindi possibile iniziare a pagare le rate di rimborso con tassi di interesse più bassi (altrimenti non si sceglierebbe questa opzione) e successivamente pagare interessi più alti, dettati dall’aumento del costo del denaro.
Si tratta di scelta da valutare con attenzione, perchè in caso di vertiginosi aumenti, non sarà più possibile optare per altre soluzioni, ma bensì portare a termine il pagamento per tutto il periodo di tempo concordato tra le parti.
¶ Il Tasso di Interesse Fisso, come si evince dalla definizione, imposta un interesse che non verrà più modificato, ma resterà quello concordato al momento della sottoscrizione, e si rimane vincolati a tale accordo.
¶ Il Tasso misto prevede invece di godere di una soluzione intermedia.
Un periodo prestabilito ed accettato dalle parti, prevede il rimborso delle rate con un interesse fisso, ed altro periodo in cui si può decidere se continuare con il tasso fisso oppure optare per quello variabile secondo il costo corrente del denaro, prendendo sempre come riferimento gli indici sopracitati.
Il mutuo è concesso a chi dispone dei seguenti requisiti: cittadinanza e residenza nel paese in cui si richiede il finanziamento, e garanzie di reddito che possano dimostrare la possibilità effettiva di estinguere il debito nei tempi concordati.
La durata massima del mutuo è di 30 anni, ovvio che in questo caso il mutuatario (o più di uno) non deve avere un’età avanzata, per garantire al mutuante la reale possibilità di far fronte al debito.
È anche possibile il contrario, ma se una persona dispone di parecchie garanzie (liquidità, beni, etc.) difficilmente si trova costretta a chiedere un mutuo.
Il T.A.E.G. (Tasso Annuo Effettivo Globale), indicato anche come ISC (Indice Sintetico di Costo), calcola qual’è la reale spesa effettiva tenendo conto di interessi, spese, l’importo insomma che si andrà a pagare per ogni rata.
Ricordiamo che, il piano di ammortamento, prevede solitamente rate mensili, in caso di maggiori garanzie ed in base all’entità del prestito, è possibile ottenere pagamenti trimestrali, semestrali, anche se per un cittadino non abbiente, un lavoratore, sarà difficile, ed anche rischioso, ottenere tanto.
Chi non gode di elevate disponibilità economiche, preferisce avere rate più piccole anche se più frequenti.
Il T.A.E.G. dunque comprende: la spesa relativa al capitale rateizzato da restituire, l’interesse applicato, le spese di finanziamento, istruttoria, perizia etc. se non saldate in precendenza.
È quanto effettivamente si dovrà pagare comprendendo tutte le spese cui si riulta in debito con l’Istituo Finanziario.
Quando si apre un mutuo, è comunque necessaria una determinata somma di denaro cui disporre da subito, per spese relative all’apertura del finanziamento, ipoteca, spese notarili, etc.
In caso di un mutuo che copre al 100% l’intera spesa da sostenere, vale comunque quanto detto sopra.
Ovviamente l’Istituo finanziario erogante il mutuo, dispone di propri periti e tecnici che possano valutare e stabilire il valore del bene immobile per concedere poi il finaziamento richiesto che soddisfi entrambe le parti.
Ricordiamo anche come il T.A.N. (Tasso Annuo Nominale) calcola i soli interessi da pagare.
Vista la crescente difficoltà di guadagno riscontrata negli ultimi decenni, per cittadini che non dispongono di buone liquidità, il mutuo è l’unica via possibile per coronare un sogno comune a tanti: acquistare casa.
