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Guida abbigliamento intimo donna

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Intimo femminile

Cenni storici

Materiali

Come scegliere


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Abbigliamento intimo femminile

L’abbigliamento intimo donna è senza ombra di dubbio una componente importante dell’abbigliamento femminile.
Sentirsi a proprio agio con sé stessa per un donna, può significare anche indossare una biancheria intima appropriata, che la faccia sentire sicura e serena, certa di essere gradevole anche dove... non si vede.
L’eleganza passa anche da qui: indossare il giusto prodotto di intimo, abbinato al vestito portato, l’intimo non può essere notato a meno che la donna decida di donare la visione di sé.
Non può essere notato, ma la donna che lo indossa sa che c’è.
I capi di intimo, oltre che avere un indubbio gusto estetico, devono essere prodotti con materiale di alta qualità, anallergico, che possa sosddisfare al meglio la portabilità del capo intimo stesso.

Cenni storici dell’abbigliamento intimo femminile

L’abbigliamento intimo femminile ha accompagnato l’evoluzione sociale della donna e del suo importante ruolo nella società.
Fece la sua comparsa nell’antichità, per quanto è dato di sapere, in Grecia ed in Egitto, dove delle tuniche di lino, o comunque di un tessuto molto fine e leggero, ricoprivano dal collo ai piedi il copro femminile.
Fecero la loro prima comparsa, col passare degli anni, l’antenato del reggiseno, una sorta di fascia in pelle che cingeva il seno.
Altre guaine sempre in pelle atte a cingere la vita.
Come si può dedurre, questi espedienti avevano il ruolo di comprimere, nascondere in qualche modo le forme femminili, per via del fatto che la donna era relegata in secondo piano nella società.
Quando nell’800 i capi di intimo da donna erano relegati a mutandoni e busti ingombranti e per nulla comodi da portare, questo significava ancora un ruolo secondario della donna, una sorta di celata schiavitù, costretta a muoversi in abiti intimi scomodissimi per convenienze dettate dalla società, che impacciavano di certo il naturale movimento della donna: questo era di per sé un ruolo di imposizione.
Dal 1900 in poi, possiamo affermare che l’intimo femminile ha subìto una vera e propria rivoluzione, anche culturale, almeno per quanto riguarda determinati paesi occidentali.
Il reggiseno, la sottoveste, gli slip che sostituirono i vecchi ed ingombranti mutandoni, presero piede al tal punto che iniziò la commericalizzazione su scala industriale dell’abbigliamento intimo femminile.
Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, con l’avvento negli anni 50 per primo timido benessere economico, anche i capi di intimo femminile trovarono presto commercio, andando ad unire elganza, sobrietà e praticità nei capi da indossare.
Col passare degli anni, gli indumenti di intimo femminile hanno rappresentato per la donna una sempre crescente libertà, dovuta alla portabilità dei capi di intimo, ma che stava a rappresentare una crescente posizione della donna nella società.
Il reggiseno, classico od a balconcino, trasparente, minimale, poi i collant, la calze in nylon ed in seta, poi di nuovo nella storia bustini e reggicalze, questa volta però non ingombranti e scomodi come i loro antenati, ma al contrario creati per arricchire la seduttività dell’intimo femminile.
La lingerie è entrata di prepotenza nell’abbigliamento intimo femminile, portando con sé nuova forma di espressione della donna e della sua innata seduzione.

Materiali di produzione

I materiali impiegati nella produzione di intimo femminile, rivestono particolare importanza.
Troviamo tessuti come la seta, la lana, il cotone od il lino.
Cotone e seta possiamo affermare che vanno per la maggiore, presentando notevoli ed indubbie caratteristiche vantaggiose.
Il cotone ha origine vegetale, è un tessuto traspirante che permette quindi alla pelle di respirare, evitando irritazioni e fastidi.
Non è aderente di per sé, ma ha una certa robustezza, può essere inoltre unito a prodotti sintetici appositamente studiati ed anallergici per migliorarne l’elasticità.
La seta che è di origine animale, è tra le più rinomate fibre che la natura può offrire. Sicuro connunbio che lega la seta all’intimo femminile, ha dato vita a creazioni di capi di intimo particolarmente apprezzati e per la comodità nell’indossarli e per il risultato estetico particolarmente accattivante e ricercato.
Microfibre ottenute da materiali sintetici, come la poliammide (nylon) e l’elastam (fibra sintetica derivata dal poliuretano), sono in grado di donare maggiore resistenza ed elasticità ai capi di intimo.
Anche se questi materiali sintetici derivano sostanzialmente dal petrolio, i continui studi e ricerche mai finite, permettono a questi materiali di integrarsi bene con quelli di origine animale e vegetale, andando a contribuire in maniera determinante alla produzione di capi di intimo facilmente portabili.

Scegliere abbigliamento intimo

La scelta dell’abbigliamento intimo più appropriato deve quindi essere legata alla qualità dei materiali impiegati nella produzione, la giusta attenzione deve essere posta anche nella scelta di quelli che sono materiali complentari nella produzione di intimo: le mollette dei reggicalze, od i piccoli ganci del reggiseno, è opportuno che non vadano ad irritare ma al contrario possano risultare parte integrante del capo intimo stesso.