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Calzature da donna

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Calzature donna

Cenni storici

Caratteristiche

Scegliere le calzature


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Calzature da donna

Le calzature rappresentano sovente per la donna molto più che un accesorio, ma una vera e propria parte integrante dell’abbigliamento.
Uno strumento seduttivo in più, un tocco di eleganza ulteriore, un pizzico di femminilità evidenziato al meglio.
La seduzione femminile passa anche dalle calzature.

Storia delle calzature da donna

Oltre che essere una necessità per proteggere i piedi, le calzature da donna sono spesso legate, anche nella storia, a particolari esigenze estetiche e di gusto.
Quando i ceti sociali iniziarono ad essere divisi economicamente tra loro, quelli più abbienti potevano unire l’utile al dilettevole, anche per quanto concerne le calzature.
Le scarpe da donna hanno seguito la naturale evoluzione delle calzature, e sono diventate ben presto oggetto di seduzione e di eleganza tutta femminile.
Le prime testimonianze di scarpe con tacco ad esempio, risalgono agli anni del 1500.
Le scarpe con la zeppa risalgono addirittura ad un periodo antecedente, denominate Chopine e realizzate in pelle o tessuto, mentre la suola in sughero o legno veniva rivestita da velluto ricamato e ornato.
Nei modelli in legno, piuttosto ingombranti, non era facile camminare e reggersi in equilibrio, ma la’orgoglio femminile non poteva certo cedere davanti a così poco, tant’è che i modelli vennero via via perfezionati e resi più comodi col passare del tempo.
Le chopine erano molto popolari nelle donne Veneziane, che incantavano i visitatori stranieri con calzature tanto bizzarre, in grado talvolta di far assumere notevoli altezze alle donne che le indossavano.
Tuttavia questo tipo di scarpe sconfinò con il proprio fascino estendosi ad un utilizzo presso le donne di diversi paesi europei, quali Francia, Inghilterra.
Nel periodo vittoriano presero invece il sopravvento sulle zeppe scarpe più piccole, prettamente più eleganti e femminili, e per un lungo periodo storico le chopine scomparvero dai piedi femminili per tornare di moda molti anni dopo, nel 1940, e nel 1970, nonchè in anni più recenti, le zeppe insomma.
Vuoi anche perchè, le chopine divennero presto, prima del 600, indossate anche dalle prostitute, calzature che col tempo conferivano un’inequivocabile professione alla donna che le indossava.
Fu Luigi XIV che decise con un decreto che gli aristocratici indossassero scarope con tacco alto meglio se rosso.
Decisione che alle donne certo non dispiacque, anche perchè gli uomini (fortunatamente) potevano indossare calzature basse con la fibbia.
Iniziò però una certa produzione prestigiosa, in quanto i nobili erano ottimi clienti, di conseguenza maestri calzolai iniziarono a produrre scarpe realizzate con fini lavorazioni, spaziando dal pellame più ricercato al tessuto più fine.
Per un lungo periodo storico le scarpe sono state a solo uso degli aristocratici, in quanto la povera gente si vedeva costretta a servirsi di zoccoli.
In seguito alla Rivoluzione Francese, l’organo preposto al vertice delle istituzioni francesi era il Direttorio.
Si è quasi nel 1800 e la tendenza delle scarpe femminili porta verso le ballerine, dette anche paperine, piccole e minute calzature scollate e rasoterra, ben si legavano ad abiti chiari, delicati, fini, molto utilizzati in quel periodo.
Inutile sottolineare quanto le scarpe seguissero inevitabilmente la moda del vestire.
Dal 1830 in poi, si prese ad utilizzare stivaletti, legati con strighe oppure chiusi con piccoli bottoni.
L’impiego delle pelli e delle stoffe continuò a prosperare nella produzione delle calzature, specie quelle femminili caratterizzate da fini decorazioni ed sofisticati risultati estetici.
Anche le stringature particolari realizzate con pelle, tessuto, dai vari colori, andavano ad impreziosire ed evidenziare ulteriormente determinati ricami sulla calzatura.
Negli stessi anni comparvero anche gli stivali, in origine calzature solo maschili, catturarono ben presto le attenzioni del pubblico femminile.
Nei primi modelli non salivano oltre il polpaccio, con il tacco più o meno alto, lacci per chiudere lo stivale e la punta piuttosto arrotondata.
Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale le zeppe fecero nuovamente la loro comparsa, molto più comode delle loro antenate, erano apprezzate soprattutto perchè scarpe comode e pratiche.
Gli stilisti dell’epoca non mancarono comunque di stupire con modelli piuttosto sbarazzini, considerati tali almeno per quel periodo.
La parte anteriore delle nuove zeppe era più bassa rispetto ai modelli di un tempo, sviluppandosi bene però in altezza in particolar modo nella parte posteriore, dove un tacco sempre in legno o sughero, quest’ultimo facilmente lavorabile, rialzava parecchio da terra la calzatura, la loro praticità era molto aprrezzata.
Salvatore Ferragamo disegnò particolari modelli di zeppe che ancora oggi vengono raccolti e ricordati da collezionisti.
Da notare come nel 1950 circa, calzature simili apparvero ai piedi delle donne giapponesi.
Si trattava di zeppe dall’altezza uniforme, come tutta la suola, spiovente però nelle parte anteriore dove risultata mancante.
Queste particolari calzature vevivano ricoperte di stoffe e velluto, dai ricami molto ricchi, arrivando ad altezze di 10 cm ed oltre ed ottenendo gradevoli risultati estetici, erano portati al piede con due strisce di stoffa, infradito, dei sandali speciali se vogliamo.
Sempre negli anni successivi al secondo dopoguerra, iniziarono a fare la loro comparsa scarpe da donna con la punta bassa ma con il tacco vertiginosamente alto.
Godevano già di design stilistico molto ricercato, particolarmente seduttive queste calzature non vennero più dimenticate, per arrivare negli anni 60 e 70 dove si ripresentarono zeppe dalle altezze particolarmente elevate, specialmente per il tacco posteriore capace di arrivare davvero e vette di tutto rispetto.
I colori, i disegni le pelli e le stoffe continuarono ad offrire nuove creazioni che seguivano la tendenza dello stile imposto dalla moda.
Gli stivali negli anni 60 diventano altro importante accessorio dell’abbigliamento femminile, con tacco anche alto e lo stivale capace di arrivare alla coscia, utilizzati insieme alla minigonna.
Memorabile l’immagine di Jane Fonda nel film Barbarella che indossava stivali bianchi in pelle alti fino alle cosce.
Gli zoccoli, un tempo unico tipo di calzature possibile per la povera gente, tornarono prepotentemente di moda negli anni 70, robusti, di lunga durata, utilizzati storicamente in molti paesi quali l’Olanda anche come calzatura da lavoro.
Il tacco a spillo non ha più abbandonato le calzature femminili proponendosi sempre in ogni modello di scarpa.
Le scarpe da donna hanno continuato a proliferare in modelli, disegni, colori, seguendo un’evoluzione stilistica che non si è più fermata, per arrivare ai giorni nostri dove le scarpe femminili si trovano nei colori, nei disegni, e nelle costruzioni più disparate, vero e proprio oggetto di culto per alcune donne, indubbio strumento seduttivo per molti uomini.

Caratteristiche delle calzature da donna

Modelli considerati unisex, come le scarpe da ginnastica, gli anfibi, etc. non rientrano prettamente nella calzatura femminile per eccellenza, come le scarpe con il tacco, e questa breve guida accenna quindi a questo tipo di calzatura prettamente femminile.
Inutile ricordare che i tacchi a spillo rappresentano meglio di altri titpi di tacco l’arte della seduzione femminile.
Un tacco a spillo che si rispetti non è inferiore ai 10-12 cm di altezza, molto affusolato (un tempo detto anchestiletto), viene abbinato a modelli di scarpe dalla differente tipologia, anche se è un tipo di calzatura sempre improontata sull’estrema femminilità.
La calzatura décolleté è considerata la scarpa col tacco per eccellenza, da cui si sviluppano e prendono forma altri modelli caratterizzati da forma slanciata, elegante, particolarmente sinuosa quando il tacco è considerevolmente alto.
Questa calzatura avvolge il piede femminile lasciandone scoperto solo il dorso, caratteristica che è possibile trovare anche nelle scarpe denominate ballerine ovviamente.
Il décolleté può presentarsi più o meno aperto, a secondo dei modelli e del disegno della scarpa, risulta però priva di qualsiasi stringa e laccio.
Nel modello con la punta aperta, questa lascia intravedere la punta dei piedi, modello che meglio si presta chiaramente per un utilizzo nelle stagioni più calde.
Una scarpa molto bella e sempre décolleté risulta essere il modello D’Orsay, in cui il fianco del piede è particolarmente scoperto.
Molto indicata per una serata elegante, da abbinare con cura al vestito indossato, può ottenere un effetto davvero molto gradevole.
Altro modello di décolleté è Chanel, sempre con punta chiusa ma nella parte posteriore ha un cinturino come il sandalo, cinturino che passa proprio sopra il tallone.
In alcuni modelli è presente una piccola fibbia in modo da poter regolare la chiusura del cinturino in maniera ottimale.
Anche in questa tipologia esistono scarpe aperte sul davanti.
I cinturini lanciati a suo tempo da Coco Chanel sono stati implementati da altri stilisti, è possibile infatti trovare modelli di scarpa décolleté con cinturini che si intrecciano sulla caviglia ed anche oltre, calzature che in alcuni casi lasciano totalmente scoperto il fianco del piede femminile.
Tutti i diversi modelli di décolleté sfoggiano il meglio della loro eleganza con il tacco a spillo, che è indiscutibilmente alto, affusolato, con una base di appoggio davvero esigua.
Si va a sottilizzare parecchio a scendere, e sulla base è spesso inserito un inserto (gomma o metallo) per aumentarne la resistenza della pressione che risulta tutta concentrata in poco spazio.
Non ha mai smesso di essere di moda, ed è praticamente impossibile che venga abbandonato fino a quando le calzature femminili continueranno ad esistere.
Altri tipi di tacco (sempre piuttosto affusolato) più bassi risultano più inclinati in avanti, caratteristica questa improponibile nel tacco a spillo che potrebbe rompersi, e renderebbe la camminata davvero impossibile.
Si trovano poi tacchi più ampi e larghi, abbinati al meglio in ogni tipo di calzatura.
Le ballerine sono caratterizzate da una linea semplice, molto fini, rasoterra, non rientrano nell’ambito prettamente seduttivo ma sono di estrema comodità, facilmente portabili, realizzate anche in questo caso nei materiali e nei colori più diversi, pellami, stoffe, dai disegni talvolta originali, anche se la loro grande peculiarità è la praticità.
La calzatura femminile per eccellenza è la scarpa con il tacco affusolato, la punta piuttosto stretta, e décolleté.

Scegliere le calzature da donna

Sia nella scarpa che nello stivale femminile, il tacco svolge il suo ruolo primario, contraddistinguedo in modo inequivocabile un oggetto prettamente legato alla donna ed alla storia della sua seduzione.
Tuttavia camminare su scarpe con tacchi alti non è sempre facile, una donna è capace di molto di più, ma è giusto non eccedere per evitare ripercussioni sulla schiena ed affaticamento delle gambe.
Le calzature eleganti sovente hanno punto stretta, questa deve comunque risultare (almeno entro certi limiti) comoda da portare.
Ovvio che le scarpe con il tacco non si indossano per andare a fare una camminata, ma in momenti dove l’eleganza sia il fattore più importante.
Nella scelta delle scarpe occorre comunque tenere presenti alcuni fattori importanti, quali la traspirazione, e la comodità della calzatura anche se con tacco a spillo.
Si parla di comodità relativa (chi meglio di una donna conosce l’ergomento), però risulta essenziale effettuare una scelta consona, verso un prodotto che non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello qualitativo possa risultare idoneo.
Calzature in pelle risultano le meglio indicate, che siano scarpe o stivali.
Puntare sulla quantità non è davvero il caso, soprattutto con scarpe con il tacco alto.
Premesso che per un uomo non sarà mai possibile raggiungere livelli di portabilità della calzatura come per una donna, nemmeno per questa deve risultare un sacrificio indossare determinate calzature.
Meglio magari avere due paia di scarpe in meno, ma puntare sulla massima qualità di produzione del modello che una donna si può permettere.
Non si tratta di scarpe da ginnastica comunque indossabili: si parla si scarpe con tacco che non devono rovinare i piedi, verso cui giustamente le donne nutrono sempre maggiori attenzioni.
Ebbene sì, sono un uomo e mi permetto di scivere a riguardo delle scarpe femminili: per quanto mi riguarda focalizzare l’attenzione solo sul particolare non avrebbe senso, ma nell’armonia dell’insieme espressa dal corpo femminile, anche i piedi assumono la loro importanza.
Anche per le donne, altrimenti non si spiegherebbe il perchè di tanti modelli di clazature che non devono fare altro, sostanzialmente, che dare risalto all’eleganza di una donna passando proprio per i piedi.
Per indossare i sandali ad esempio, che lasciano il piede scoperto, la cura del piede deve essere simile a quella delle mani al pari delle attenzioni che una donna impiega per tutto il suo corpo.
I sandali lasciano ampia libertà al piede, molto più indossati naturalmente nelle stagioni calde, hanno dato vita ad una infinita serie di modelli che per elencarli tutti o descriverne almeno una parte, sarebbe necessario aprire un sito che parli nello specifico solo di questo.
Quello però che amo ricordare è che il tacco, piuttosto fine da un’altezza media (5 cm) a quella più vertiginosa, conferisce (e parlo da uomo) una eleganza ed una carica seduttiva alle gambe delle donne inequivocabile ed irresistibile.
Gli stilisti più noti e conosciuti come Jean Paul Gaultier, Yves Saint Laurent, Coco Chanel, Anne Klein, solo per citare qualche nome, hanno creato modelli di calzatura femminile che hanno fatto, e continuano a fare, la storia delle scarpe da donna.
Le calzature femminili con il tacco, stivali, scarpe, sandali, abbinate al giusto abbigliamento, tipo alle calze e collant, possono davvero conferire una sensualità davvero notevole.
Ribadiamo il concetto: non sono scarpe da ginnastica, facilmente portabili per chiunque, al contrario le scarpe con il tacco sono spesso caratterizzate da uno spazio ristretto dove il piede femminile deve calzare.
Meglio allora possedere qualche modello in meno, ma godere di calzature belle, ben realizzate, facilmente portabili, pelle nella tomaia e cuoio nella suola, che siano un piacere da portare per la donna.
I modelli realizzati a mano, come anche per le calzature maschili, risultano molto ben calzabili, certo più costosi di modelli realizzati in industria.
Per le realizzazioni su misura il prezzo decolla, anche se è come indossare dei guanti ai propri piedi.
Dalla pelle di capretto, cammello, coccodrillo, alle stoffe più selezionate, alla vernice applicata, l’unico limite sarà quello relativo alla disponibilità economica.
Le calzature con il tacco, sono l’espressione della sensualità ai piedi femminili.
L’acquisto di un particolare modello di rende possibile presso rivenditori specializzati, anche piccoli negozi molto selettivi, difficile trovare nei grandi magazzini un modello di scarpa particolarmente sofisticato.
In questo caso le botteghe artigiane sono davvero in grado di fare la differenza, oppure negozi specializzati nella sola vendita di calzature possono offrire quanto di meglio il mercato offre.