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	<title>Guida all&#039;acquisto</title>
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		<title>Rubinetto</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 17:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rubinetto è il dispositivo indispensabile per regolare il flusso dell&#8217;acqua e della sua temperatura, sui cui il rubinetto stesso agisce come una sorta di interruttore, oggi elemento di arredo capace di conferire uno stile ben preciso ai sanitari nonché al lavello della cucina. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; Cucina &#9830; Bagno &#9830; Quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <strong>rubinetto</strong> è il dispositivo indispensabile per regolare il flusso dell&#8217;acqua e della sua temperatura, sui cui il rubinetto stesso agisce come una sorta di <em>interruttore</em>, oggi elemento di arredo capace di conferire uno stile ben preciso ai sanitari nonché al lavello della cucina.
</p>
<p><span id="more-1164"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#cucina">Cucina</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#bagno">Bagno</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#scegliere">Quale scegliere</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La rotazione di un cilindro (provvisto di foro) che permette o blocca il passaggio dell&#8217;acqua, una tipologia di <em>rubinetto a maschio</em> (valvulae): antica Roma, i primi modelli di rubinetti cui si sia in grado di risalire <em>pare siano</em> proprio questi, e grazie allo sviluppo notevole dell&#8217;imponente rete di acquedotti che rifornivano la città, la produzione di rubinetti, tubature, vasche e stufe per riscaldare l&#8217;acqua diede vita ad una vera e propria attività industriale e commerciale data dalla richiesta e dalla produzione di materiale idraulico.</p>
<p>Non solo rubinetto bensì contemporaneamente <strong>miscelatore</strong> capace, già da allora, di regolare la fuoriuscita di acqua calda, fredda oppure tiepida per il fabbisogno dell&#8217;utilizzatore finale.</p>
<p>La miscela dell&#8217;acqua veniva realizzata in vasche sottostanti gli impianti idrici.</p>
<p>Ferro, piombo, bronzo, ottone nonché metalli preziosi venivano impiegati dalla fiorente industria idraulica per la realizzazione di rubinetti, anche grazie a questo la metallurgia iniziò conoscere importanti e ulteriori mozioni in ambito tecnico &#8211; scientifico, nonché pratico.</p>
<p>Risulta tuttavia corretto menzionare che nell&#8217;antica Grecia venne messa a punto una <strong>rubinetteria</strong> vera e propria, con tanto di accorgimenti meccanici, ed il bronzo risultava essere il metallo più utilizzato. Importante ricordare come con molta probabilità furono i greci a realizzare i primi esemplari di <em>valvole a farfalla per uso idraulico</em>.</p>
<p>Ma ancora occorre citare i <em>qanat</em> di origine orientale, probabilmente i più antichi acquedotti che si sia in grado di conoscere, sistemi di trasporto idrico inizialmente pensati per l&#8217;irrigazione dei campi e delle zone particolarmente aride (sfruttando la pendenza e l&#8217;inclinazione) e successivamente impiegati anche come sistemi di approvvigionamento dall&#8217;acqua per l&#8217;uomo.</p>
<p>Dopo la fine dell&#8217;impero romano sarà necessario attendere il periodo rinascimentale per vedere nuovamente l&#8217;uomo estremamente interessato da appassionato, attraverso le proprie ricerche ed invenzioni, nello studio di oggetti utili per migliorare la qualità della vita, cosa che nel Medio Evo non era tenuta in larga considerazione quanto meno pubblicamente: <em>i ricchi sono sempre stati ricchi ed i poveri sono sempre stati poveri</em>, quindi molto spesso ciò che veniva predicato le masse non veniva rispettato in privato.</p>
<p>Nel Rinascimento romano di gran moda negli imponenti giardini delle ville le fontane, ma anche le piazze ed in diversi luoghi di pubblico dominio, così che architetti, ingegneri, di maestri artigiani idraulici realizzarono tutta una serie di combinazioni per produrre getti d&#8217;acqua e zampilli in un vero e proprio carosello artistico.</p>
<p>Fu lo stesso Leonardo da Vinci a contribuire con i suoi studi e le sue innumerevoli realizzazioni, alla messa a punto di nuove tipologie di valvole da applicare ai rubinetti per aprire e chiudere il getto dell&#8217;acqua.</p>
<p>Nell&#8217;800 grazie a nuove acquisizioni in campo tecnico, medico e scientifico, nonché a tutte le informazioni precedentemente immagazzinate fino a quel momento, fecero in modo che la conoscenza dell&#8217;uomo fece un ulteriore e notevole passo in avanti, da citare relative questo periodo la produzione di energia elettrica e l&#8217;invenzione del motore a scoppio.</p>
<p>Via via che la modernità non assumeva più solo un ruolo di novità, ma bensì cercando di rendere possibile alle masse per migliorare la qualità della vita tutte quelle piccole e grandi invenzioni realizzate, anche il rubinetto diventò pian piano di normale presenza in tutte le abitazioni, dai modelli più semplici e poveri ma pur sempre efficaci per le abitazioni più modeste, fino ad arrivare alle realizzazioni più prestigiose per le persone più abbienti.</p>
<p>La produzione su larga scala ha visto l&#8217;impiego di nuovi materiali come l&#8217;acciaio inox, non dimenticando però per le realizzazioni più pregiate metallico grave, ottone, bronzo ed in taluni casi addirittura <a href="http://www.guida-acquisti.com/oggettistica/oro.html" title="Oro"><strong>oro</strong></a>.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/rubinetto.jpg" alt="Rubinetto" /></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Ciò che praticamente distingue un rubinetto da altre tipologie di valvole è dato dal fatto che non sia presente qualsiasi dispositivo di fissaggio meccanico o fermaglio all&#8217;uscita.</p>
<p>Sebbene di più <em>vecchia</em> concezione sono tuttora presenti in molte abitazioni, anche perché come spesso accade il ritorno alla moda di oggetti considerati obsoleti è all&#8217;ordine del giorno, due rubinetti separati che servono per consentire l&#8217;erogazione dell&#8217;acqua fredda e di quella calda.</p>
<p>Il <strong>miscelatore</strong> solo un tempo considerato da tutti perché risultava particolarmente costoso, oggi è presente in quasi tutte le abitazioni, anche in quella di modesta realizzazione, con questo tipo di rubinetto l&#8217;acqua calda viene miscelata a quella fredda dalle rispettive valvole per poi essere erogata direttamente nel <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/lavabo.html" title="Lavabo"><strong>lavabo</strong></a>.</p>
<p>Nei dispositivi di recente generazione il miscelatore spesso va ad incorporare un bilanciatore di pressione di modo che il rapporto di miscelazione acqua calda / fredda impostata dall&#8217;utilizzatore, possa non subire significative variazioni per quanto riguarda la temperatura dell&#8217;acqua, cosa che può risultare particolarmente fastidiosa quando ad esempio si sta facendo la <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/box-doccia.html" title="Box doccia"><strong>doccia</strong></a>.</p>
<p>Invece di utilizzare due rubinetti, uno per l&#8217;acqua calda ed uno per l&#8217;acqua fredda, spesso il miscelatore utilizza un&#8217;unico pezzo, più sofisticato, che solitamente quando azionato verso l&#8217;alto o verso il basso agisce per regolare il flusso di acqua in uscita, e il spostato verso destra o verso sinistra agisce invece sulla temperatura dell&#8217;acqua (verso sinistra acqua calda, verso destra acqua fredda: in posizione centrale acqua tiepida <em>miscelata</em>, questo almeno per quanto riguarda le installazioni standard di paesi come Europa e Stati Uniti d&#8217;America).</p>
<p>Questi dispositivi sono conosciuti come <strong>valvole termostatiche</strong> e possono essere meccanici o elettronici, addirittura rubinetti con una serie di led a colori per indicare la temperatura dell&#8217;acqua erogata.</p>
<p>Quando i due rubinetti sono separati, sempre per quanto riguarda le installazioni standard come sopra citato, quello posizionato alla destra dell&#8217;utilizzatore eroga acqua fredda, mentre quello sulla sinistra acqua calda; quello dell&#8217;acqua calda solitamente contrassegnati con un segno di colore rosso, viceversa un segno di colore blu (che può essere un cerchio) per quella fredda, sebbene in taluni casi siano presenti i caratteri H (heat, caldo) e C (cold, freddo) per quanto riguarda paesi di lingua anglofona, ad esempio in paesi di lingua francese è possibile trovare C (chaud, caldo) ed F (froid, freddo).</p>
<p>Ottone cromato, acciaio inossidabile, bronzo, rame, oro: c&#8217;è anche chi può permettersi rubinetti in oro massiccio. Materiali più diversificati tra loro sebbene tutti ottimi, in base alle soggettive disponibilità economiche ed esigenze in termini di estetica e funzionalità.</p>
<p>In particolar modo per quanto riguarda i rubinetti da bagno è possibile trovare tutta una serie di marchi, più o meno conosciuti e più o meno prestigiosi (non sempre la prima caratteristica va di pari passo con la seconda) che permettono realmente una vasta scelta dal design più ricercato, raffinato e stilizzato per quanto riguarda anche questo importantissimo complemento di arredo: <strong>il rubinetto</strong>.</p>
<p>L&#8217;acronimo <a name="pvd"><strong>PVD</strong></a> sta ad indicare <em>physical Vapor Deposition</em>, ovvero deposizione fisica di vapore, un tipo di lavorazione capace di stendere su determinate superfici <em>film sottili</em>, strati di materiale con diversi micron di spessore, film che se previsti nella rifinitura del rubinetto rappresentano un indiscusso aiuto per la prevenzione del deposito di macchie.</p>
<p>Rubinetti con tubo estensibile che fuoriescono dalla loro sede possono risultare particolarmente utili per risciacquare.
</p>
<h3>&#9658; <a id="cucina">Cucina</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il rubinetto per il lavello della cucina dovrebbe essere improntato alla funzionalità, anche perchè tanto design quanto funzionalità sono perfettamente compatibili.</p>
<p>Sebbene quando si acquista una cucina solitamente <em>tutto  oquasi</em> può risultare incluso, nulla vieta, anzi è consigliato, dedicare la giusta attenzione a quelli che possono sembrare <em>solamente particolari</em> quando si è concentrati su di un acquisto <em>più grande</em>, come quello della cucina appunto.</p>
<p>Un design anche elegante può risultare funzionale, massima comodità di utilizzo, a partire dal miscelatore la cui praticità deve essere massima, ed il tubo di erogazione dell&#8217;acqua della giusta lunghezza che permetta con facilità di arrivare in ogni punto del lavello.</p>
<p>Se si preferisce un rubinetto più corto è possibile l&#8217;opzione con tubo estensibile che permette di lavare in maniera ottimale.
</p>
<h3>&#9658; <a id="bagno">Bagno</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Un miscelatore termostatico per il bagno è certamente una soluzione funzionale, più costosa, ma probabilmente un buon investimento, visto che i sanitari debbono necessariamente offrire comodità, praticità e risultare confortevoli nell&#8217;utilizzo.</p>
<p>Un&#8217;unica manopola può risultare ottimale, tanto per la doccia quanto per il lavabo od il bidet, pratica da usare, fornisce acqua calda o fredda oppure miscelata come si preferisce in poco tempo, soprattutto quando si hanno me mani impegnate e ci si lava, risulta certo comodo con un unico e semplice movimento azionare il miscelatore per apportare le modifiche necessarie alla temperatura ed al getto dell&#8217;acqua.</p>
<p>L&#8217;estetica non può certo essere lasciata in secondo piano, specie in un arredamento particolarmente curato, ma altresì in uno modesto: spesso sono i particolari, i complementi di arredo, a fare la differenza in meglio andando a valorizzare l&#8217;arredamento stesso.</p>
<p>Finiture lucide a specchio invece che satinate, bronzo invece che ottone, acciaio inox, marchi che sono considerati <em>cult dell&#8217;art design</em>; difficile non trovare il prodotto che meglio si integra con il nostro arredo bagno.</p>
<p>Massima praticità, buona fattura ed estetica.
</p>
<h3>&#9658; <a id="scegliere">Come scegliere</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il rubinetto deve essere un oggetto robusto, destinato a durare nel tempo, un prodotto di qualità; proprio sulla qualità è necessario concentrarsi prima ancora che sull&#8217;estetica. Valvole di ottima fattura, rifiniture degne di tale nome sono da prediligere rispetto a quelle <em>troppo economiche</em>.</p>
<p>Rifinitura in <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/rubinetto.html#pvd" title="PVD"><strong>PVD</strong></a> impedisce l&#8217;eventuale, e sempre facile, formazione di macchie dovute al deposito di calcare.</p>
<p>Fortunatamente è possibile coniugare gusto estetico, funzionalità e qualità del prodotto, che sia per la cucina od il bagno.</p>
<p>Il tubo estensibile e scorrevole (nonché a scomparsa) tuttavia può trovare ottima funzionalità tanto nel lavello della cucina quanto nel <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/lavabo.html" title="Lavabo"><strong>lavabo per bagno</strong></a>.</p>
<p>Sappiamo bene quanto la corretta pulizia del lavabo, tanto in cucina quanto in bagno, sia più facile se è possibile bagnare e risciacquare accuratamente (dopo avere usato il detergente), il tubo estensibile in questo caso offre un&#8217;indiscussa funzionalità e facilità di utilizzo.</p>
<p>Provare l&#8217;efficienza del contrappeso (che permette al tubo flessibile di rialloggiare da solo) prima dell&#8217;acquisto, il movimento deve risultare omogeneo, non presentare interruzioni nella corsa.</p>
<p>Occore valutare anche se conviene effettivamente la manopola montata di lato; un&#8217;estetica senz&#8217;altro orginale, ma è così comoda da utilizzare? Anche quando si hanno le mani sporche?</p>
<p>Il getto dell&#8217;acqua deve essere sufficientemente potente (questo ovviamente dipende anche e soprattutto dalla pressione presente nell&#8217;impianto idraulico), uniforme, non <em>schizzare</em> zampilli di acqua ovunque, problematica che si presenta quando ad esempio il filtro a maglia (in metallo) posizionato all&#8217;uscita del rubinetto risulta parzianlmente otturato dal calcare.</p>
<p>Robusto, bello, facile da usare. Troppo economico?! <em>L&#8217;impossibile a richiesta</em>. Un buon rubinetto deve essere un prodotto capace di garantire qualità costante nel tempo. <em>Un piccolo grande investimento</em>.</p>
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		<title>Infradito</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 14:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cosiddette infradito sono calzature prettamente estive realizzate con semplice suola e tomaia davvero ridotta in quanto consiste in una X ottenuta con due strisce in fibra natuale oppure sintetica. &#9830; Storia &#9830; Caratteristiche &#9830; Corretto utilizzo &#9658; Cenni storici &#9650; Tanto nell&#8217;antica Grecia quando nell&#8217;antica Roma questo tipo di calzature risultavano già utilizzate, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le <em>cosiddette</em> <strong>infradito</strong> sono <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature.html" title="Calzature"><strong>calzature</strong></a> prettamente estive realizzate con semplice suola e tomaia davvero ridotta in quanto consiste in una X ottenuta con due strisce in fibra natuale oppure sintetica.
</p>
<p><span id="more-1156"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Storia</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#corretto_utilizzo">Corretto utilizzo</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Tanto nell&#8217;antica Grecia quando nell&#8217;antica Roma questo tipo di calzature risultavano già utilizzate, come accennato anche nell&#8217;articolo relativo alle <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/ciabatte.html" title="Ciabatte"><strong>ciabatte</strong></a>, e le calzature tradizionali giapponesi denominate <strong>z&ouml;ri</strong> erano usate come ciabatte da spiaggia nel sud Pacifico sin dai primi anni 30 del secolo scorso.</p>
<p>Nel periodo immediatamente seguente la seconda guerra mondiale questo tipo di calzature divennero popolari anche in America ed in Nuova Zelanda molto rapidamente, introdotte dagli uomini e prestarono servizio durante l&#8217;occupazione del Giappone.</p>
<p>Gli <strong>z&ouml;ri</strong> erano realizzati con fibre naturali e l&#8217;idea di realizzare le infradito in materiale plastico avvenne su larga scala in Nuova Zelanda negli anni 50 con brevetto depositato nel 1957 da parte di <em>Morris Yock</em>; tuttavia il figlio di <em>John Cowie</em>, uomo di commercio inglese in Hong Kong, rivendica il fatto secondo cui il proprio padre iniziò a commercializzare questo tipo di calzature negli anni 40 affermando che Yock fosse solo un importatore.</p>
<p>Rivendica inoltre il fatto che fu il proprio padre a coniare il termine <em>jandal</em> specificamente per questo tipo di calzature, che era una sorta di abbreviazione a <em>Japanese Sandal</em>. Tuttavia il termine jandal risulta un marchio dal 1957, per lungo periodo facente capo alla società neozelandese <em>Skellerkup</em> che produce prodotti in gomma per uso industriale ed agricolo.</p>
<p>Solo in Nuova Zelanda questo tipo di calzature sono conosciute come <em>jandals</em>, in molti paesi nel mondo sono infatti conosciute semplicemente come <em>infradito</em>, in Australia <em>thongs</em>, negli U.S.A. <em>flip-flops</em>&#8230;</p>
<p>Il primo paio di infradito in materiale plastico furono prodotte da <em>Dunlop</em> nel 1960. Il termine <em>flip-flop</em> con cui sono denominate queste calzature negli U.S.A. pare risalga al XVIV secolo, notate ai piedi degli uomini del 7&deg; Reggimento di Fanteria Volontari dello stato di New York durante la guerra civile americana (1861 &#8211; 1865).</p>
<p>Oggi le infradito sono un tipo di calzature largamente utilizzate in tutto il globo, in colori, materiali più disparati, con forme che anche se di discostano di poco dalla <em>classica</em> ed ormai possiamo dire <em>tradizionale</em> suola con tomaia a forma di X, si richiamano chiaramente ad un modello di calzatura che era presente ben migliaia di anni or sono.</p>
<p>Possiamo anche comprendere il perchè: calzature sufficientemente semplici da realizzare usando fibre naturali e resistenti, che in taluni casi potevano addirittura essere legate anche alla parte inferiore della gamba trasformandosi in una sorta di <em>calzari</em>.</p>
<p>Non esiste continente che non abbia conosciuto nella propria storia questo particolare e semplice tipo di calzature.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/infradito.jpg" alt="Infradito" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.maledettitoscani.com/" target="_blank"><small>maledettitoscani.com</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
<em>Le</em> (se intese come calzature), <em>gli</em> (se intesi come sandali) <strong>infradito</strong> presenta sulla tomaia due cinturini sistemati come una Y, che sostanzialmente rappresentano la tomaia stessa, cinturini che fuoriescono dalla suola.</p>
<p>Tra l&#8217;alluce del piede ed il dito a fianco praticamente trova spazio, una volta calzate le infradito, il cinturino stesso, ed il solo punto in cui il piede rimane <em>aggrappato</em> alla calzatura è solo questo.</p>
<p>Molto utilizzate sulle spiagge di tutto il mondo le infradito sono facenti parte dell&#8217;abbigliamento leggero in paesi come Pakistan e India, in molti paesi in cui la condizione economica media presenta ancora determinate difficoltà queste calzature rappresentano il modello più economico a disposizione delle masse.</p>
<p>Se è provato che per determinate persone che vivono in condizioni economiche difficili le infradito sono le calzature più economiche, per altre persone che non hanno particolari problemi di disponibilità economiche queste calzature sono un vero e proprio oggetto <em>fashion</em>, più o meno elaborato secondo quelle che sono le tendenze della moda.</p>
<p>Come è logico supporre i modelli economici sono realizzati in gomma, spesso anche riciclata (questa è sicuramente un bene per dare un contributo positivo all&#8217;impatto ambientale riducendo di inquinare l&#8217;ambiente con scarti che invece possono essere utilizzati), mentre il cuoio rappresenta <em>il materiale per eccellenza</em> con il quale realizzare le <strong>infradito</strong>.</p>
<p>Quando sono realizzati in cuoio possono essere facilmente riparati da un bravo calzolaio proprio come si impara una qualsiasi scarpa, nei modelli infatti non particolarmente curati nella realizzazione la rottura del cinturino che va a ad alloggiare tra l&#8217;alluce ed in dito vicino capita con una certa frequenza, sembra quasi che alcuni modelli siano volutamente realizzati per durare non più di una stagione.</p>
<p>Ovviamente questa non è una prerogativa propria dei modelli realizzati in cuoio da bravi maestri artigiani, infradito che risultano essere infatti calzature destinate a durare nel tempo, ed un bravo artigiano non rifiuta certo, se il caso, di riparare quanto costruito nel caso di eventuali rotture.</p>
<p>Invece nei modelli di bassissimo costo risulta più semplice, ed anche più logico, sostituire le calzature invece che farle riparare: costano meno se acquistate nuove invece che essere sottoposta riparazione, anche perché sono realizzati in materiali poco esigenti non vale davvero la pena.</p>
<p>Ricordiamo però quanto sia importante riciclare la gomma qualora sia necessario gettare le infradito di questo materiale, non dimentichiamo mai l&#8217;impatto ambientale che può avere una non corretta dispersione di materiali, come la gomma o comunque poliuretano o qualsiasi altro materiale plastico utilizzato per la realizzazione delle infradito, possa risultare altamente nociva per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Alcuni modelli realizzati in cuoio rappresenta davvero delle calzature molto belle, ben realizzate da sapienti maestri artigiani, oggetti di fascino indiscusso con tanto di cuciture bene eseguite, bordature, intrecci, disegni e decorazioni che scaturiscono dalla creatività del maestro artigiano.</p>
<p>I semplici cinturini sistemati come una Y sono stati impreziositi nel tempo via via che esigenze specifiche dei clienti aumentavano, e le tendenze della moda facevano sentire il loro peso per quanto riguarda l&#8217;abbigliamento.</p>
<p>Proviamo ad esempio eleganti infradito espressamente realizzate per donna, dove i cinturini in pelle risultano essere abbondantemente sviluppati in larghezza, con l&#8217;applicazione di alcuni elementi ornamentali di bigiotteria, al fine di conferire maggiore eleganza alla calzatura.</p>
<p>Le tradizionali infradito sono ovviamente unisex, ma dato il largo impiego da parte femminile di questo tipo di calzatura il design della stessa offre oggi davvero una larga scelta, mettendo a disposizione modelli possono andare a soddisfare le diverse esigenze di gusto.</p>
<p>La suola rappresenta senza ombra di dubbio la parte più importante di questo tipo di calzature, in quanto va ad ospitare totalmente il piede che risulta completamente scoperto, la suola infatti deve risultare particolarmente confortevole alla pianta del piede affinché la camminata possa essere ottimale.</p>
<p>Diverse realizzazioni in gomma vanno a creare una sorta di <em>suola ammortizzata</em> e antiscivolo, particolare importantissimo, tuttavia anche quando le calzature sono realizzate completamente in cuoio la cura della suola deve trovare particolare rilievo, per quanto riguarda la comodità e l&#8217;ottimale posizionamento del piede tanto da fermo quanto durante la camminata.
</p>
<h3>&#9658; <a id="corretto_utilizzo">Corretto utilizzo</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
In alcuni settori come quello militare, sanitari, sportivo, etc. laddove vi sia un largo impiego delle <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/cabina-doccia.html" title="Doccia"><strong>doccia</strong></a> da parte di un importante numero di persone le infradito sono state consigliate a quanto sembra che possano essere un incentivo nella riduzione di eventuali infezioni sviluppate da funghi, quindi queste calzature possono rappresentare una soluzione molto importante per quanto riguarda l&#8217;aspetto sanitario.</p>
<p>Aspetto sanitario non deve essere dimenticato in quanto durante la camminata, volenti o nolenti e per quanto confortevole possa risultare la stessa, la caviglia non gode di supporto alcuno, non è certo come camminare a piedi nudi in quanto il piede non ha nulla <em>da tenere aggrappato</em> a se, e talvolta la suola dove il piede appoggia non risulta essere particolarmente confortevole ma tende bensì a far scivolare verso l&#8217;interno il piede stesso provocando potenziali problemi non indifferenti.</p>
<p>La parte interna della suola, quella per intenderci dove va ad appoggiare il piede, <strong>deve risultare particolarmente confortevole</strong> durante la camminata, non deve produrre in alcuna misura <em>scivolate maldestre</em> che possono dare adito distorsioni di indiscussa rilevanza medica.</p>
<p>Il fatto che nelle infradito quando si cammina il piede deve sostanzialmente <em>trascinare</em> la calzatura, talvolta causando problemi di <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/scarpe-sportive.html#iperpronazione" title="Iperpronazione"><strong>iperpronazione</strong></a> che non sono certo da sottovalutare.</p>
<p>Ogni qual volta infatti che il piede appoggia al suolo dovrebbe risultare bloccato saldamente per attutire l&#8217;urto provocato dalla camminata, se invece subentra l&#8217;iperponazione può provocare dolori al tallone, all&#8217;arco del piede ed alle dita, nonché provocare potenziali problemi ai tendini se la situazione viene trascurata.</p>
<p>Diversi ricercatori hanno infatti dimostrato come queste calzature possono causare problemi, tuttavia deve sempre prevalere il buon senso nell&#8217;utilizzo di qualsivoglia prodotto, ed ovviamente questo tipo di calzatura, le infradito, non sono certo pensate per correre come ad esempio le <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/scarpe-sportive.html" title="Scarpe sportive"><strong>scarpe sportive</strong></a>, ma sicuramente sono pensate per attività riposanti, defaticanti, le infradito sono calzature da portare in scioltezza laddove non vi sia necessità di fare particolari sforzi.</p>
<p>Devono sempre assolutamente risultare comode durante la camminata.</p>
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		<title>Ciabatte</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 16:07:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ciabatte sono una precisa tipologia di calzature aperte, formate da suola e tomaia, pensate per essere indossate in casa per una certa cultura, oppure per gli usi più diversificati. &#9830; Caratteristiche &#9830; Tipologie e materiali &#9830; Igiene &#9658; Caratteristiche &#9650; La storia della ciabatta è prettamente legata alla storia delle calzature, tuttavia vale la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le <strong>ciabatte</strong> sono una precisa tipologia di <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature.html" title="Calzature"><strong>calzature</strong></a> aperte, formate da suola e tomaia, pensate per essere indossate in casa per una certa cultura, oppure per gli usi più diversificati.
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<p><span id="more-1148"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tipologie_e_materiali">Tipologie e materiali</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#igiene">Igiene</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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La storia della <strong>ciabatta</strong> è prettamente legata alla <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature.html#storia" title="Storia delle calzature"><strong>storia delle calzature</strong></a>, tuttavia vale la pena ricordare che il loro nome deriva dall&#8217;antico mestiere del calzolaio ciabattino, giusto per citare l&#8217;etimologia.</p>
<p>Possono essere realizzate in molteplici materiali, cuoio, gomma o materiale plastico, stoffa (feltro, spugna, diverse tipologie di tessuto), a partire da materiali prettamente naturali fino ad arrivare a materiali sintetici totalmente prodotti dall&#8217;uomo.</p>
<p>Le ciabatte possono essere aperte o chiuse, particolarmente aperte risultano essere le cosiddette <strong>infradito</strong> (flip &#8211; flops) che lasciano le dita dei piedi totalmente scoperte.</p>
<p><em>Infradito</em> che erano già in uso ai tempi dell&#8217;antica Roma o dell&#8217;antica Grecia, realizzate in cuoio e capace di avere le elaborazioni più disparate al secondo della categoria sociale delle persone che le indossavano.</p>
<p>Da citare anche le tradizionali calzature giapponesi denominate <em>z&ouml;ri</em> e <em>varaji</em> (tradizionali sandali giapponesi realizzati in corda di paglia), solitamente abbinate con apposite calze da portare quando si indossano questo particolare tipo di ciabatte.</p>
<p>Sebbene le ciabatte siano, perlomeno nella cultura occidentale, pensate per essere indossate in momenti di riposo, tanto a casa quanto in vacanza, per altre culture sono utilizzate né più né meno come calzature, questo particolare sovente è legato anche alla modesta condizione economica, quindi sociale, delle persone che le indossano anche perché è diversamente non avrebbero null&#8217;altro da indossare; tant&#8217;è che camminare a piedi nudi per molte persone è quanto di più normale possa essere.</p>
<p>Non tutto il male viene per nuocere, sebbene la condizione economicamente modesta delle persone avvicina spesso alla miseria. Non tutto il male viene per nuocere in quanto camminare a piedi nudi talvolta può essere più salutare per il nostro corpo che camminare con di ciabatte che, anche se spesso non ci si pensa, durante la camminata possono far lavorare il piede in maniera per niente corretta, faticando le articolazioni e diventando potenziale causa di problemi ben più gravi.</p>
<p>Non dimentichiamo infatti quanto la camminata debba essere agevole, facile e che non vada in nessuna misura ad incidere in modo deleterio tanto sulle gambe quanto sulla schiena.</p>
<p>Sebbene vi siano modelli di ciabatte unisex vengono prodotti modelli specificamente realizzati per donna e per uomo.
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<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/ciabatte.jpg" alt="Ciabatte" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://shop.300x100.it/" target="_blank"><small>shop.300&#215;100.it</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="tipologie_e_materiali">Tipologie e materiali</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Tra i diversi modelli di ciabatte tra le più utilizzate troviamo la classica <strong>pantofola</strong> (impossibile non ricordare la definizione di <em>pantofolaio</em> affibbiata a chi a passare molto tempo libero in casa propria indossando appunto le pantofole), dove viene sostanzialmente viene coperto per tutta la metà anteriore, dal collo fino alle dita.</p>
<p>Queste pantofole possono essere realizzate in tessuto particolarmente morbido nella loro totalità suola inclusa, come ad esempio<br />
velluto, oppure presentare la suola di una certa rigidità per poi essere ovviamente morbide per quanto riguarda la tomaia.</p>
<p>Dal momento che vanno a coprire completamente il piede (che può essere nudo oppure coperto da una calza) sono sicuramente più indicate per le stagioni fredde in quanto non lasciano respirare completamente il piede, sebbene comode possono essere, ci si accorge senza dubbio della necessità di avere ciabatte più scoperte quando siamo nella stagione calda.</p>
<p>Le suole delle pantofole possono essere in gomma, sufficientemente rigida e antiscivolo nella parte inferiore che appoggia al pavimento o comunque al terreno, e discretamente morbida nella parte superiore della suola dove ovviamente va ad appoggiare il piede che deve trovare conforto necessario ad un giusto riposo; non dimentichiamo infatti che questo tipo di calzature possono essere indossate certamente per fare lunghe camminate, per intenderci.</p>
<p>I modelli più eleganti sicuramente più costosi possono essere realizzati completamente in pelle per quanto riguarda la tomaia ed in cuoio per quanto riguarda la suola, sebbene la parte inferiore della sua stessa dovrà sempre essere munita di materiale antiscivolo, come un leggero strato di pochi millimetri di gomma che permetta appunto alla ciabatta di risultare completamente sicura durante la camminata.</p>
<p>Impossibile non ricordare le classiche pantofole realizzate completamente in tessuto, come lana o cotone, utilizzate dalle nonne delle comunità rurali e nei paesi, quasi delle <em>babbucce</em>.</p>
<p>Altra tipologia di ciabatta sicuramente anch&#8217;essa ormai entrata nel <em>classico</em> è quella composta da suola e come tomaia prevede solamente una striscia che può essere di diverso materiale e di media larghezza dove infilare il piede, ed il collo dello stesso va <em>ad appoggiare</em> alla parte interna della tomaia che in questo caso è sistemata come un semplice nastro che fuoriesce dalla suola.</p>
<p>Sistemato come un semplice nastro passante che può essere un pezzo unico, oppure possono essere molteplici, paralleli tra loro, od ancora sistemati ad X sopra la suola. In questo caso il piede rimane scoperto nella parte anteriore nonché posteriore, rimane infatti coperto solo dalla striscia o più di una (che possono essere realizzate in cuoio, gomma, tessuto, etc.) che serve a mantenere la ciabatta legata al piede durante la camminata.</p>
<p>Impossibile non ricordare le classiche <strong>ciabatte in gomma</strong> realizzato in questo modo, che si utilizzano quando si è in spiaggia invece che in piscina.</p>
<p>Anche per queste tipologie di ciabatte possiamo trovare modelli realizzati completamente in cuoio per quanto riguarda la suola con il solito supporto dell&#8217;esiguo spessore in gomma antiscivolo, e la pelle utilizzata per realizzare le fasce dove si andrà ad inserire il piede.</p>
<p>Altra tipologia di ciabatta particolarmente utilizzata risulta essere quella denominata <em>Birkenstock</em>, fu infatti il tedesco <em>Johann Adam Birkenstock</em>, calzolaio, a creare nel 1774 questo tipo di calzature usate parecchio ancora oggi più come sandali che come ciabatte.</p>
<p>Infatti nelle <em>Birkenstock</em> la parte superiore che va a coprire il collo del piede è molto ampia e lo copre quasi nella sua totalità lasciando scoperte sono le dita. Invece che una semplice fascia di media larghezza come nelle ciabatte sopra citate, in questo tipo di calzature la tomaia si presenta come un unico pezzo saldato alle parti laterali esterne della suola, tomaia che può prevedere delle aperture trasversali per facilitare la respirazione del piede.</p>
<p>Una volta realizzate solo in cuoio e pelle, nonché il legno utilizzato per la suola, oggi si possono tranquillamente trovare modelli realizzati in materiale plastico; plastica molto dura per quanto riguarda la suola di discreto spessore in altezza (2 -3 cm) e materiali altrettanto rigido per quanto riguarda la tomaia, che prevede delle fibbie al fine di regolare i sandali più o meno stretti secondo quelle che sono le specifiche necessità; ricordiamo con la volta che sebbene siano talvolta utilizzate come ciabatte queste calzature sono più che altro sandali.</p>
<p>Vale forse la pena di citare anche i mocassini (<em>Moccasin</em>) realizzati in pelle di cervo, tipiche calzature utilizzate dei Nativi americani che proprio Loro le hanno create.</p>
<p>Per quanto riguarda i colori e le forme ne esistono di più svariati, al fine di soddisfare ogni esigenza, proviamo ciabatte specificamente realizzate per donna più alte nella parte posteriore per quanto riguarda la suola e più bassa in quella anteriore, pensate <em>a mò</em> di scarpa più o meno elegante, tuttavia tanto per uomo, donna e bambino il mercato offre modelli che ben si adattano a tutte le esigenze.</p>
<p>I modelli realizzati per uomo o comunque unisex hanno indicativamente una suola che non va mai oltre i 2 cm circa per quanto riguarda l&#8217;altezza.</p>
<p>Per quanto riguarda la ciabatta di tradizionale sicuramente la suola molto più bassa, e nei modelli più prestigiosi può essere arricchita di bordature e cuciture come nei modelli di calzature più ricercati.
</p>
<h3>&#9658; <a id="igiene">Igiene</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
<em>Ricordiamo ancora una volta</em> quanto sia importante la comodità nella camminata che, visto l&#8217;utilizzo delle ciabatte è sicuramente limitata se avviene solo nelle mura domestiche <strong>ma mai scomoda</strong>, o che siano utilizzate per recarsi in qualsivoglia luogo.<br />
<strong>Non dimentichiamo</strong> che secondo diversi medici che studiano la corretta postura e le articolazioni, l&#8217;uso di ciabatte, aggiungiamo specialmente se non idonee, può causare problemi.</p>
<p><strong>Per un migliore rispetto dell&#8217;igiene</strong> le ciabatte che si utilizzano in casa o comunque esclusivamente all&#8217;interno di un locale chiuso non andrebbero portate all&#8217;esterno; una cosa è camminare come ciabatte sul pavimento di casa altro discorso è camminare sul terreno esterno all&#8217;edificio dove la sporcizia sicuramente è maggiore anche se talvolta non si vede.</p>
<p>Molte persone infatti hanno la buona abitudine di togliere le scarpe prima di entrare in casa di modo che all&#8217;interno dell&#8217;abitazione possano camminare esclusivamente con le ciabatte, non solo per preservare il pavimento dell&#8217;abitazione (che sia di <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/piastrelle.html" title="Piastrelle"><strong>piastrelle</strong></a> o <a href="http://www.guida-acquisti.com/arredamento/parquet.html" title="Parquet"><strong>parquet</strong></a>) da eventuali graffi sempre possibili se nella suola delle scarpe si va ad incastrare qualche piccolo sassolino, ma bensì anche per mantenere maggiore pulizia all&#8217;interno dell&#8217;abitazione stessa, cercando di contaminare il meno possibile il luogo in cui si vive da agenti esterni di qualsivoglia natura.</p>
<p>Le ciabatte devono essere confortevoli, comode per camminare nello spazio necessario per cui le ciabatte stesse sono state acquistate. Ovvio che se si intende acquistare un paio di ciabatte per andare in spiaggia pure per andare in piscina il materiale plastico risulta sicuramente più indicato, <em>quasi usa e getta</em> al fine di evitare che si possa annidare microbi in eccesso sulle ciabatte stesse.</p>
<p>Le ciabatte di gomma risultano facilmente lavabili anche in <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/lavatrice.html" title="Lavatrice"><strong>lavatrice</strong></a>, con lavaggio delicato se si tratta invece di modelli più delicati, non come la gomma che come ben possiamo immaginare è sufficientemente robusta.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la pulizia di ciabatte in cuoio e pelle il problema non è tanto per quanto riguarda la parte esterna, anche perché essere utilizzati direttamente in casa non avranno granché di sporco, sicuramente, una maggiore attenzione invece deve essere indicata la parte interna dove si può annidare il sudore con l&#8217;andare del tempo.</p>
<p>Quindi come per tutte le calzature e bene farle <em>areare spesso</em>, fargli prendere aria semplicemente lasciando sul balcone di casa, ed una semplice pezza di cotone imbevuto di acqua una piccolissima percentuale di ammoniaca per uso domestico come detergente, può essere utilizzata per pulire la ciabatta all&#8217;interno dopo di che la lasceremo all&#8217;aria per diverse ore.</p>
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		</item>
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		<title>Ricostruzione unghie</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/competenze/ricostruzione-unghie.html</link>
		<comments>http://www.guida-acquisti.com/competenze/ricostruzione-unghie.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 13:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Competenze]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricostruzione delle unghie che questa guida desidera accennare è di carattere puramente estetico, e fa parte del trattamento cosmetico di bellezza conosciuto come manicure e pedicure che ovviamente prevede servizi completi per la bellezza e la cura delle mani e dei piedi, e le unghie particolarmente curate giocano un ruolo importante. &#9830; Onicotecnica &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La <strong>ricostruzione delle unghie</strong> che questa guida desidera accennare è di carattere puramente estetico, e fa parte del trattamento cosmetico di bellezza conosciuto come <em>manicure</em> e <em>pedicure</em> che ovviamente prevede servizi completi per la bellezza e la cura delle mani e dei piedi, e le unghie particolarmente curate giocano un ruolo importante.
</p>
<p><span id="more-1130"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#onicotecnica">Onicotecnica</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#prodotti">Prodotti</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#gel">Gel</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tips_e_cartine">Tips e cartine</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#nail_art">Nail art</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="onicotecnica">Onicotecnica</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Iniziamo a ribadire il concetto per cui questa breve guida vuole fornire indicazioni riguardo quello che è l&#8217;aspetto puramente estetico relativo alla ricostruzione delle unghie, intendiamo precisare senza mezzi termini che per la ricostruzione di tipo chirurgico (ricostruzione ungueale) nonché problemi relativi a qualsivoglia problematica di tipo sanitario <strong>è indispensabile rivolgersi al medico</strong>.</p>
<p>Ricordiamo anche che un attestato di <em>onicotenica</em> (<em>onico</em> dal greco <em>onyx</em> che significa unghia, quindi letteralmente <em>tecnico delle unghie</em>) in possesso di una figura professionista non può comunque sostituirsi in nessuna misura alla figura del medico, attualmente la legislazione italiana <strong>non prevede il riconoscimento della qualifica professionale di onicotecnico</strong>.</p>
<p>Come prima cosa dunque quando si decide di eseguire un lavoro estetico (menzionato sovente come <em>nail art</em>) sulle proprie unghie delle mani o dei piedi è necessario assicurarsi che le unghie stesse siano in ottima salute, belle a vedersi nonché piacevoli al tatto, lisce e robuste, prive di rotture, crepe o qualsivoglia problematica: ricordiamo infatti che prima di eseguire qualsivoglia trattamento estetico è necessario assicurarsi della perfetta salute e della totale integrità della parte da trattare.</p>
<p>Il disegno di legge n. 911 &#8211; Comunicato alla Presidenza il 10 luglio 2008 &#8211; all&#8217;articolo 1 cita testuali parole:</p>
<p><em>L&#8217;attività di onicotecnico consiste nell&#8217;applicazione e decorazione di unghie artificiali. Essa comprende ogni prestazione artistica eseguita, a esclusivo scopo decorativo, sulla superficie di unghie artificiali delle mani e dei piedi, tramite l&#8217;apposizione di unghie artificiali preformate da decorare, e la successiva lavorazione e colorazione delle stesse, con prodotti non cosmetici quali gel, polveri acriliche ed altri prodotti fra quelli elencati all&#8217;articolo 9, comma 1.</p>
<p>L&#8217;attività di onicotecnico viene eseguita con interventi manuali e mediante l&#8217;uso di prodotti con asciugatura ad aria o fotoindurenti.</em></p>
<p>Vi rimandiamo al testo completo disponibile sul sito del Senato: <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&#038;leg=16&#038;id=00311580&#038;part=doc_dc-articolato_ddl-art_a4edado&#038;parse=no"><strong>Legislatura 16&deg; &#8211; Disegno di legge n. 911</strong></a>.</p>
<p>Fatta questa doverosa premessa continuiamo questa guida.  </p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/ricostruzione-unghie.jpg" alt="Ricostruzione unghie" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.howtodonailart.org/" target="_blank"><small>HowToDoNailArt.org</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="storia">Storia</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Decorare le unghie fa parte senza ombra di dubbio dell&#8217;ornamento estetico che da sempre ha accompagnato il <em>rituale del trucco</em>, dall&#8217;antico Egitto, l&#8217;antica Cina, dove le unghie particolarmente decorate o dipinte potevano indicare la precisa appartenenza ad una specifica classe sociale.</p>
<p>Trattamento estetico dunque inizialmente destinato solo alle donne appartenenti alle caste sociali più abbienti, caste che più di altre hanno sempre avuto la possibilità di potersi distinguere anche sotto un profilo estetico.</p>
<p>Smalti, colori, più o meno eleganti o appariscenti, più di 5.000 anni or sono erano già conosciuti nei paesi arabi, si usava l&#8217;<em>henné</em> ricavato dalla <em>Lawsonia inermis</em>, pianta nota come <em>henna</em> già dal periodo storico cui stiamo menzionando.</p>
<p>Henna che in arabo deriva dalla parola sanscrita <em>mehandika</em>. Facendo un salto nella storia si scopre che l&#8217;Imperatrice della dinastia Qing <em<Dowager Cixi</em> (1835 &#8211; 1908) era solita curare con particolare attenzione la decorazione delle unghie.</p>
<p>Sebbene vi siano notizie contradditorie riguardo i tempi più remoti, pare che entrambi i sessi nell&#8217;antichità, in taluni casi, erano soliti decorare le unghie, ben sappiamo comunque come in determinate culture specifici e puri ornamenti estetici possano assumere significati ben precisi.</p>
<p>Fu nel XVIII secolo a Parigi che la tecnica relativa alla decorazione delle unghie fece un balzo in avanti, diventando popolare negli anni 20 del secolo successivo, e la definizione <em>French manicure</em>, o <em>Paris nails</em> è oggi nota ai più.</p>
<p>Per <em>french</em>si intende oggi la tecnica usata per dare risalto alla parte anteriore dell&#8217;unghia (<em>smile</em>) di solito in bianco intenso rispetto all&#8217;unghia stessa che risulta lucida.</p>
<p>Secondo un articolo presente su EverBridge.com la storia dell&#8217;acrilico impiegato per la decorazione delle unghie (<a href="http://www.evebridge.com/post/588"><strong>Acrilic nails history</strong></a>) fu casuale, grazie al medico dentista <em>Fred Slack</em> che, dopo essersi accidentalmente spezzato un unghia, pensò bene di usare (<em>così pare</em>) una lamina sottile di stagnola per <strong>ricostruire l&#8217;unghia</strong>, decorandola poi con materiale di restauro creando con tutta probabilità il primo esemplare di <strong>unghia ricostruita con materiale acrilico</strong>.</p>
<p>Negli anni 20 i <em>tips</em> (estremità) era proposti in colore bianco candido, come neve, per arrivare ad una tonalità color crema negli anni a seguire. La definizione Paris nails è attribuita ai tips con colorazione rosa sui bordi per poi sfumare in un colore più tenue al centro dell&#8217;unghia.</p>
<p>Le aziende cosmetiche, prima la Revlon fondata nel 1932 a New York, misero a disposizione una serie di colori e sfumature che prima di allora potevano sembrare improbabili.</p>
<p>Dalle unghie <em>square</em> (quadrate) di moda negli anni 70, ad alcune vistose unghie finte ed appariscenti in voga negli anni 80, i decenni successivi hanno visto un ritorno dell&#8217;unghia naturale più sobria ed elegante.
</p>
<h3>&#9658; <a id="prodotti">Prodotti</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Risulta doveroso dire che visto il crescente incremento di questo settore negli ultimi anni, e conseguente larga offerta dei prodotti e dei materiali per la decorazione e ricostruzione delle unghie, è opportuno ricordare che occorre fare maggiore attenzione nella scelta specifica dei prodotti, affinché la scelta stessa sia mirata, adeguata e che non comprenda materiali che possono dare luogo ad allergie.</p>
<p>Esistono prodotti costosi, professionali e di ottima qualità, e prodotti offerti a prezzi stracciati e possono risultare inaffidabili e pericolosi.</p>
<p><strong>Attenzione però</strong>: non è detto che sia un prodotto costa molto <strong>debba necessariamente essere migliore</strong>. Occorre imparare a scegliere come per tutti prodotti del resto, come per qualsiasi acquisto che si intende eseguire perché risulta essere un investimento di denaro, investimento piccolo o grande che sia.</p>
<p>Tanto per non sbagliare ed andare sul sito ricordiamoci di poche regole basilari, ovvero i prodotti siano:</p>
<p>&radic; approvati dal ministero italiano della salute;</p>
<p>&radic; sempre presenti i marchi della comunità europea CE;</p>
<p>&radic; realizzati in Europa o negli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>Dal momento che la qualità dei materiali di produzione non sempre segue in maniera parallela il prezzo, che può essere alto offrendo prodotti non all&#8217;altezza, o viceversa è possibile trovare in commercio prodotti di buona qualità a prezzi convenienti, non dimentichiamo quelle che dovrebbero essere le sopra citate regole basilari per una buona scelta.</p>
<p>Altre semplicissime indicazioni per stabilire se un prodotto di scarsa qualità, sono:</p>
<p>il lavoro eseguito sull&#8217;unghia ha una durata molto breve, ed i risultati del lavoro stesso tutta probabilità sono scarsi per quanto riguarda l&#8217;aderenza e l&#8217;opacità / lucentezza del risultato finale.</p>
<p>Non dimentichiamo ancora una volta che prodotti non idonei possono essere dannosi alla salute, tanto che chi esegue il lavoro (che respira i prodotti e ne entra in contatto) quanto per chi è l&#8217;utilizzatore finale.</p>
<p>Sempre attenzione alla scelta dei prodotti da utilizzare anche qualora ci si decida di rivolgersi a personale specializzato, che sarà ben lieto di mostrarvi la qualità dei prodotti che è solito usare; in caso contrario non pensare due volte a cambiare la vostra scelta.</p>
<p>Sarà opportuno scegliere prodotti allergici qualora vi sia la necessità.
</p>
<h3>&#9658; <a id="gel">Gel</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Solitamente per la ricostruzione delle unghie, ovvero per l&#8217;<strong>applicazione artificiale</strong> sull&#8217;unghia viene usato <strong>il gel</strong>.</p>
<p><strong>Gel di base</strong> che rappresenta il prodotto per la stesura iniziale che va a preparare l&#8217;unghia, <strong>gel modellante</strong> che va a costruire, allungare e appunto modellare l&#8217;unghia, disponibile in commercio in <em>coprente bianco o rosa</em> e <em>trasparente bianco o rosa</em> (pink).</p>
<p><strong>Gel sigillante</strong> come si evince dalla definizione va a completare il lavoro lasciando appunto l&#8217;unghia <em>sigillata</em> per quanto riguarda le precedenti stesure, lucida e brillante, questo gel serve a conferire una buona finitura al lavoro eseguito.</p>
<p>Questo almeno per quanto riguarda le tipologie di gel basilari per eseguire un buon lavoro. Molto conosciuti risultano essere prodotti come il <strong>French gel</strong>, gel colorato e con brillantini (<em>glitter</em>) per poter eseguire tutta una serie di lavorazioni particolari e più o meno complesse per quanto riguarda il disegno ed il vero e proprio stile <em>nail art</em> che ovviamente dipende dalla bravura del grado di preparazione di chi che esegue il lavoro.</p>
<p>Il gel può essere monofase o trifase: <strong>gel monofase</strong> se si tratta di un unico prodotto che non necessita di precedente preparatore specifico per l&#8217;aderenza, in questo caso il prodotto racchiude in sé le tre tipologie sopra elencate, ovvero basilare, modellante, sigillante.</p>
<p><strong>Gel trifase</strong> che consiste specificamente nell&#8217;utilizzare le tre tipologie di gel che stiamo discutendo.
</p>
<h3>&#9658; <a id="tips_e_cartine">Tips e cartine</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le <strong>tips</strong> sostanzialmente sono appendici, protesi se preferite, in materiale plastico e vengono solitamente utilizzate quando è necessario allungare l&#8217;unghia, mentre le <strong>cartine</strong> trovano un impiego più logico quando le unghie devono essere in piccola misura <em>ricostruite</em>, esempio con l&#8217;aggiunta di angoli.</p>
<p>Le <em>cartine</em> sono utilizzate in gran parte per eseguire piccoli lavori di restauro al fine di non sprecare le <em>tips</em>, tuttavia non è assolutamente tassativo in quanto dipende dalle abitudini dettate dall&#8217;esperienza dell&#8217;<strong>onicotecnica</strong> che esegue il lavoro, e che deve valutare con attenzione e logica come dev&#8217;essere eseguito gli ordini lavoro offrendo contemporaneamente il miglior prezzo al cliente.</p>
<p>Le cartine usa e getta risultano essere più malleabili rispetto a quelle realizzate in teflon od in altri materiali rigidi, tuttavia anche in questo caso non bisogna farsi confondere in quanto è sempre l&#8217;esperienza e la capacità dell&#8217;onicotecnica a fare la differenza.</p>
<p>Le <strong>nail form</strong> metallizzate sono più indicate per essere meglio compatibili con materiali acrilici e comunque gel non particolarmente ricchi di pigmento, mentre le trapsarenti risultano essere particolarmente indicate per il gel.
</p>
<h3>&#9658; <a id="nail_art">Nail art</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La <strong>nail art</strong> consiste dunque nell&#8217;intero procedimento che prevede la ricostruzione dell&#8217;unghia artificiale e la decorazione, procedimento che si intende a partire dalla scelta dei prodotti più idonei non solo per quanto riguarda la buona riuscita del lavoro, bensì anche per una completa anallergicità della cliente.</p>
<p>Quindi sono l&#8217;esperienza, la capacità, la creatività e la fantasia dell&#8217;onicotecnica che possono sbizzarrirsi nel disegnare sulle unghie, delle mani o dei piedi, i soggetti più disparati in tema magari con la stagione pure con il look della cliente, e per sempre il buon gusto a fare la differenza.</p>
<p>Le decorazioni comunque dovrebbero sempre risultare lavori ben eseguiti, che vadano a mettere in risalto le unghie, farle diventare vero e proprio elemento ornamentale della persona.</p>
<p>Ottima salute dell&#8217;unghia, aspetto lucido ed elegante magari con un tocco finale di smalto (top coat). Che sia <em>manicure</em> o <em>pedicure</em>.</p>
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		<item>
		<title>Tegole solari</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/arredamento/tegole-solari.html</link>
		<comments>http://www.guida-acquisti.com/arredamento/tegole-solari.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 16:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tegole solari (denominate anche tegole fotovoltaiche o tech tile) sono pannelli (o celle) solari veri e propri caratterizzate dall&#8217;aspetto di comuni tegole impiegate per completare la costruzione del tetto. Producono energia elettrica, termica ed entrambe nella tegola ibrida. &#9830; Cos&#8217;è &#9830; Caratteristiche &#9830; Posa in opera &#9830; Energia prodotta &#9658; Cos&#8217;è &#9650; Sebbene di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le <strong>tegole solari</strong> (denominate anche <em>tegole fotovoltaiche</em> o <em>tech tile</em>) sono pannelli (o <em>celle</em>) solari veri e propri caratterizzate dall&#8217;aspetto di comuni tegole impiegate per completare la costruzione del tetto.<br />
Producono energia elettrica, termica ed entrambe nella <em>tegola ibrida</em>.
</p>
<p><span id="more-1127"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#cos_e">Cos&#8217;è</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#posa_in_opera">Posa in opera</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#energia_prodotta">Energia prodotta</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="cos_e">Cos&#8217;è</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Sebbene di recente produzione (<em>la loro storia</em> inizia nel 2005)  le tegole solari possono rappresentare per l&#8217;immediato futuro una delle alternative più interessanti per quanto concerne la produzione di energia elettrica e termica avendo il sole come fonte di energia, con tutti gli indubbi vantaggi che ne derivano.</p>
<p>Come nei pannelli fotovoltaici <em>più ingombranti</em> e certamente meno apprezzabili da un punto di vista puramente estetico, l&#8217;elettricità viene prodotta grazie alla luce, non necessariamente dalla pura radiazione solare, quindi sono in grado di produrre energia elettrica anche laddove il clima sia nuvoloso o coumque <em>non propriamente solare</em>.</p>
<p>Può realmente rapprresentare un sistema rivoluzionario per la produzione di energia pulita, se il concetto viene assimilato dai consumatori ma sopratutto se proposto e divulgato in maniera adeguata da governanti intelligenti e capaci che dovrebbero giustamente essere preoccupati della salvaguardia dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Ad oggi 20 giugno 2011 possiamo dire che l&#8217;attuale ministro dell&#8217;ambiente Stefania Prestigiacomo risulti piuttosto lontana da concetti che invece come ministro dovrebbe far proprie, concetti rivolti all&#8217;incremento della produzione di energia elettrica e termica con impianti innovativi capaci di produrre energia pulita, impianti che andrebbero adeguatamente <em>promossi</em> sul mercato e commercializzati maggiormente grazie ad incentivi che il governo dovrebbe mettere a disposizione per chi intende acquistare questo tipo di impianti, invece di (<em>anche solo</em>) nominare il nucleare, vecchio, obsoleto e pericoloso.</p>
<p>Il tetto della casa è dunque destinato a diventare un componente attivo con queste tegole, e non più dunque solo (sebbene importantissimo) componente passivo.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/tegole-solari.jpg" alt="Tegole solari" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.jetsongreen.com/" target="_blank"><small>JetsonGreen.com</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La <strong>tegola solare ibrida</strong> può rappresentare certamente una soluzione molto interessante, in quanto capace di produrre energia termica e solare, solitamente le dimensioni di questa, sono di circa quattro volte superiori una tegola normale, risultano essere facilmente posizionabili come le altre; ovvio che l&#8217;installazione deve essere effettuata da personale specializzato anche al fine di mantenere valida la garanzia del prodotto.</p>
<p>Pochi kilogrammi di peso ed in pochi millimetri di spessore possono essere inseriti i componenti assorbenti in rame, grazie alle nanotecnologie in 3 mm può essere inserito un tampone isolante coperto da un vetro ad alta trasmittanza di uno spessore di poco superiore ai 3 mm, e l&#8217;<em>assorbitore</em> termico e/o fotovoltaico completano la costruzione.</p>
<p>Due collettori di alluminio pressofuso sono solitamente posizionati alle estremità delle tegole, capaci di veicolare il <strong>fluido vettore termico</strong> da una tegola all&#8217;altra (<em>glicole propilenico atossico</em> come ad esempio quello del <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/condizionatore.html" title="Condizionatore"><strong>condizionatore</strong></a>).</p>
<p>Indicativamente il fluido vettore entra nella prima tegola posizionata in basso, vicino alla grondaia, per poi arrivare alle ultime tegole, quelle posizionate all&#8217;estremità del tetto, verso l&#8217;alto. Grazie al ricircolo forzato il fluido assorbe energia termica e luminosa dall&#8217;esterno (dall&#8217;ambiente), energia che viene rilasciata nello scambiatore dell&#8217;impianto sanitario dell&#8217;edificio.</p>
<p>Speciali profili in alluminio ottenuti per <a href="http://www.guida-acquisti.com/utensili/estrusore.html" title="Estrusione"><strong>estrusione</strong></a> di dimensioni uguali alle scandole in cui sono inserite le tegole garantiscono una ottimale copertura nonché il deflusso dell&#8217;acqua piovana.</p>
<p>Vengono prodotte anche tegole solari realizzate in <em>plastica stampata ad iniezione</em> dotate di un&#8217;apertura trasparente in plexiglas che permette alla luce di raggiungere le celle solari.</p>
<p>Il materiale delle tegole fotovoltaiche realizzate anche con tecnopolimeri risultano tranquillamente resistenti alla grandine nonché al calpestio qualora vi sia la necessità di intervenire sul tetto.</p>
<p>Le celle solari sono di silicio disponibile in diverse tecnologie, policristallino di recente generazione, monocristallino, etc.
</p>
<h3>&#9658; <a id="posa_in_opera">Posa in opera</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Le tegole solari possono essere installate sia su di un edificio nuovo quanto andando invece a sostituire le vecchie tegole andando ad eseguire una <strong>ristrutturazione del tetto</strong>. La pendenza può oscillare tra i 5 ed i 60 gradi di pendenza, tipici di alcune costruzioni particolari.</p>
<p>L&#8217;integrazione di questo tipo di tegole in quelle tradizionali è omogenea, in quanto la cella termica / fotovoltaica che risulta inserita all&#8217;interno della tegola stessa, risulta facente parte dell&#8217;elemento architettonico che può essere specificamente costruito con materiali, colori, moduli al fine di risultare complanare alle tegole esistenti nel tetto.</p>
<p>La posa in opera avviene come per una normale tegola costruita con generici materiali di costruzione (laterizi), l&#8217;innesto meccanico ed elettrico (resistente alle intemperie) avvengono simultaneamente nell&#8217;installazione.</p>
<p>Il risultato estetico può davvero essere molto diversificato, in quanto è possibile ottenere una integrazione ottimale con il contesto architettonico presente, che sia futuristico ed ultratecnologico invece che caratterizzato da stile rustico od antico.</p>
<p>Particolare interesse riveste il collegamento elettrico alla centralina, che permette funzionalità di gestione e di controllo, nonché una rapida è facile individuazione di eventuali anomalie di funzionamento.</p>
<p>Dall&#8217;interno dell&#8217;abitazione (o comunque dell&#8217;edificio in questione) si ha la possibilità di avere il totale controllo dell&#8217;impianto proprio grazie la centralina, che può essere interfacciata con un personal computer per eseguire specifiche analisi tecniche dei dati rilevati.</p>
<p>La centralina ha il compito importante di monitorare costantemente il corretto funzionamento dell&#8217;impianto, l&#8217;irraggiamento solare, la temperatura del tetto, andando ad evidenziare quanto necessario i diversi cambiamenti di stato dell&#8217;impianto, impianto solitamente dotato anche di crono termostato come previsto ormai in qualunque tipo di <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/caldaia.html" title="Impianto di riscaldamento"><strong>impianto di riscaldamento</strong></a>.</p>
<p>Il controllo dell&#8217;impianto deve essere semplice ed immediato, e la centralina esegue diagnosi costanti.
</p>
<h3>&#9658; <a id="energia_prodotta">Energia prodotta</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Indicativamente per produrre <em>1 kWp</em> (chilowatt picco, unità di misura della potenza teorica massima cui è capace di produrre un generatore elettrico) sono necessari circa 18 mq di tegole solari (tegole fotovoltaiche), 0,07 mq circa per ciascuna tegola.</p>
<p>Si può andare da circa 1.000 kWh prodotti nel nord Italia in edifici con esposizione a sud, ai 1.500 kWh prodotti nell&#8217;arco di un anno, con tegole fotovoltaiche installate ad una pendenza media di 30 gradi con un tetto della superficie di 18 mq.</p>
<p>Questa tipologia di tegole può realmente rappresentare una interessante e valida soluzione per produrre energia elettrica e termica da fonte solare.</p>
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		<title>T-shirt</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/t-shirt.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 17:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[La t-shirt è un capo di abbigliamento intimo sovente usato anche come abbigliamento primario nelle stagioni più calde in quanto trattasi di semplice maglietta di tessuto leggero con le maniche corte. Tanto presso il pubblico maschile (molti uomini prediligono la t-shirt) quanto quello femminile la maglietta riscuote parecchio gradimento. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La <strong>t-shirt</strong> è un capo di abbigliamento intimo sovente usato anche come abbigliamento primario nelle stagioni più calde in quanto trattasi di semplice maglietta di tessuto leggero con le maniche corte. Tanto <em>presso il pubblico</em> maschile (molti uomini prediligono la t-shirt) quanto quello femminile la <em>maglietta</em> riscuote parecchio gradimento.
</p>
<p><span id="more-1115"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#decorazioni">Decorazione</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La storia della T-shirt ha inizio del XIX secolo andando semplicemente a tagliare quello che era l&#8217;ingombrante indumento intimo maschile composto da maglia a maniche lunghe e pantaloni, tutto in un unico pezzo.</p>
<p>Tagliando l&#8217;indumento sopra i pantaloni quel tanto che bastava per far sì che potesse essere inserito tranquillamente sotto la cintola dai calzoni una volta indossato, e tagliando le maniche lasciando la corte: a forma di T.</p>
<p>Ecco quindi da dove nasce l&#8217;espressione T-shirt, una maglietta di cotone o poliestere molto semplice e con le maniche corte, che richiama appunto la forma della T.</p>
<p>Un semplice capo di indumento da utilizzare negli ambienti con temperature calde, come fecero i minatori e gli operai che lavoravano nelle stive, si liberarono con un pizzico d&#8217;ingegno dei famigerati <em>mutandoni</em> con maglia ammessa.</p>
<p>La T-shirt fu resa celebre grazie alla Marina Militare Americana (U.S. Navy) che adottò quest maglietta come capo di abbigliamento intimo da indossare sotto la divisa, e ben presto si diffuse presso la popolazione e su larga scala come indumento intimo da indossare tranquillamente sotto qualsiasi capo di abbigliamento primario.</p>
<p>Tanto dei militari quanto dai lavoratori della T-shirt venne ben presto adottata come semplice ed unico capo di abbigliamento che serviva a vestire la parte superiore del corpo, durante i lavori più duri e faticosi, laddove vi fosse la necessità di lavorare in ambienti particolarmente caldi senza però correre il rischio di scottare la pelle sotto il so.</p>
<p>Militari, lavoratori, braccianti agricoli, le T-shirt iniziarono ad essere realizzate in diversi colori (non solamente bianche come quelle della U.S. Navy) così da risultare più gradevoli, e perché no simpatiche, andando a soddisfare molteplici gusti ed esigenze.</p>
<p>Mentre negli Stati Uniti d&#8217;America in questo campo di abbigliamento risultava già molto conosciuto sin dai primi anni del XIX secolo, per quanto riguarda l&#8217;Europa necessario aspettare lo sbarco degli Alleati durante la seconda guerra mondiale, fu proprio grazie ai soldati americani che la T-shirt divenne molto popolare anche da noi.</p>
<p>Nell&#8217;immediato periodo dopo seconda guerra mondiale i veterani statunitensi erano soliti abbinare ai pantaloni dell&#8217;uniforme la T-shirt come abbigliamento casual, come se non bastasse divi del cinema come Marlon Brando, James Dean, Paul Newman la indossarono in diversi nei loro film rendendo a tutti gli effetti di questo capo di abbigliamento non solo largamente popolare ma bensì anche accettato ed apprezzato dal mondo della moda, la T-shirt divenne il fatto un capo di abbigliamento <em>stand-alone</em>.</p>
<p>Iniziarono via via a comparire scritte, disegni, loghi personalizzati per arrivare agli anni 60 dove la T-shirt divenne un vero e proprio emblema dove la Psychedelic art sperimentava il suo modo di comunicare ai mass media il suo messaggio artistico, raffigurando le figure più disparate.</p>
<p>A tutti gli effetti oggi mitico esempio della T-shirt caratterizzata come espressione artistica impossibile non menzionare la ormai mitica <strong>tongue and lips</strong> degli altrettanto mitici <strong>Rolling Stones</strong>, od ancora la celeberrima <strong>I &hearts; NY</strong>.</p>
<p>Oggi attraverso le T-shirt è possibile veicolare letteralmente messaggi pubblicitari, politici, espressioni artistiche, messaggi di protesta, stampe ricordo: insomma, attraverso la personalizzazione della T-shirt si può arrivare ovunque!!!
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/t-shirt.jpg" alt="T-Shirt" /></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Per quanto riguarda i <strong>materiali di produzione</strong> il cotone risulta senza ombra di dubbio quello più utilizzato, personalmente utilizzo T-shirt 100&#37; cotone tanto come indumento di biancheria intima durante l&#8217;inverno, e capo di abbigliamento primario in estate.</p>
<p>Sebbene la classica T-shirt sia una semplice maglietta di cotone con la altrettanto classico girocollo e priva di bottoni, possiamo tranquillamente trovare in commercio magliette che hanno nella parte superiore appena sotto il collo dei bottoni, indicativamente tre, che conferiscono la T-shirt un ruolo ancora maggiore di capo d&#8217;abbigliamento <strong>stand-alone</strong> e non solo <em>underwear</em>.</p>
<p>Diventata ormai un capo di abbigliamento tanto popolare capace di <em>scomodare</em> anche gli stilisti più affermati che con i loro atelier non hanno resistito al fascino ed alla tentazione di personalizzare, con il proprio stile di proprio gusto, la T-shirt, tanto che oggi è possibile trovarne di griffate.</p>
<p>Anche la fibra di poliestere tuttavia risulta essere impiegata per la produzione di T-shirt, impossibile però non ricordare il <strong>Jersey stitch</strong> (tessuto <em>Jersey</em> cucito con il classico <em>punto maglia</em>).</p>
<p>A partire dal modello espressamente creato come capo intimo con le maniche piuttosto corte, modello comunque poi <em>sdoganato</em> dalle tendenze di costume come capo <em>stand-alone</em>, le T-shirt sono state via via prodotte nel corso degli anni con maniche più lunghe, con collo a V, indossate volutamente di taglie abbondanti (XL &#8211; XXL) per seguire determinate mode ed appartenenze, nei colori più diversificati e personalizzati, a tinta unita o multicolore.</p>
<p><iframe width="640" height="450" src="http://www.youtube.com/embed/ouu4f0uh3yc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>&#9658; <a id="impatto_ambientale">Impatto ambientale</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Una cosa che probabilmente siamo soliti non pensare al riguardo la T-shirt, è l&#8217;impatto ambientale davvero pesante che risulta capace di avere per la sua produzione, non solo per quanto riguarda le emissioni di CO2 dovute all&#8217;uso ingente di pesticidi impiegati nella coltivazione tradizionale cotone ma anche per quanto riguarda la perdita di efficienza del terreno stesso, che perde parte della sua fertilità, di pesticidi vanno ad inquinare la falda acquifera, inevitabilmente la salute dei coltivatori è a rischio, in poche parole si tratta deteriorare il pianeta.</p>
<p>L&#8217;impiego anche massiccio di prodotti chimici purtroppo non termina con la semplice coltivazione del cotone, ma prosegue per sbiancare il cotone stesso una volta che è stato ottenuto il tessuto dalla fibra.</p>
<p>In seguito all&#8217;utilizzo dei diversi coloranti utilizzati anche il cotone quindi può comunque dare vita a fenomeni di allergia, un&#8217;alternativa valida al metodo di tradizionale coltivazione del cotone sembra essere quello che ottiene il cosiddetto <strong>cotone biologico</strong>, denominato in questa maniera in quanto la coltivazione prevede l&#8217;utilizzo di fertilizzanti di origine vegetale e animale, la rimozione di erba infestante che andrebbe a produrre metano nella pianta del cotone, viene rimosse manualmente o comunque con l&#8217;ausilio meccanico ma non chimico, inoltre per combattere i parassiti dannosi alla pianta del cotone si usano semplicemente insetti antagonisti, e cosa molto importante vengono impiegate semenze che non abbiano subito alcun trattamento chimico da almeno quattro germinazioni.</p>
<p>Per ottenere la certificazione di cotone biologico è necessario un periodo minimo di tre anni dove la coltivazione non subisca alcun intervento chimico con agenti non naturali, ed i controlli effettuati devono essere piuttosto rigorosi.</p>
<p>Successivamente per tutte quelle che sono le operazioni di tessitura, fissaggio, colorazioni varie e sbiancamento sono banditi tutti quei prodotti nocivi o potenzialmente nocivi<br />
 non solo all&#8217;ambiente ma anche alla salute dell&#8217;essere umano, insomma una vera e propria metodologia di lavorazione che intende rispettare il naturale ordine biologico.</p>
<p>Probabilmente questo aspetto non tutti lo considerano, come ad esempio l&#8217;uso della <a href="http://www.guida-acquisti.com/igiene/carta-igienica.html#riciclata" title="Carta igienica riciclata"><strong>carta igienica riciclata</strong></a> capace di ridurre in maniera positiva l&#8217;impatto ambientale.</p>
<p>Vale dunque la pena pensarci.</p>
<h3>&#9658; <a id="decorazioni">Decorazioni</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
L&#8217;espressione artistica dagli anni 60 in avanti ha caratterizzato fortemente le T-shirt, usate molto spesso come vero e proprio oggetto di <strong>comunicazione</strong> (si pensi alle imponenti campagne elettorali dove slogan i nomi dei candidati sono presenti in bella vista), a fini pubblicitari, politici, sportivi, sociali, storici.</p>
<p>Questo è indubbiamente uno degli aspetti più affascinanti delle T-shirt che probabilmente ancor prima degli anni 60, dagli anni 50 iniziarono ad essere prodotte con tutta una serie di nomi di città, di località, protagonisti dei fumetti e dei cartoni animati, incentivando in misura notevole la produzione della stampa nella tessitura.</p>
<p>Ovviamente stiamo sempre parlando degli Stati Uniti, dove poi sì che dagli anni 60 in avanti vennero davvero prodotte tutta una serie di T-shirt, che sebbene il mezzo pubblicitario fosse sempre anche il fine, entrate nel cuore di tanti giovani e meno giovani, di collezionisti, di amanti degli oggetti particolari, e dell&#8217;abbigliamento casual.</p>
<p>Pensiamo alla <strong>ringer T-shirt</strong>, che aveva allora il bordo del collo e delle maniche di colore differente dalla maglietta, oppure la T-shirt completamente nera invece che completamente bianca, od ancora quelle a sfondo nero sul cui retro campeggiavano, e campeggiano ancora, loghi delle band di motociclisti.</p>
<p>I metodi di stampa utilizzati sono stati davvero molti, stampa a caldo con PVC (non dimentichiamo comunque il tasso di pericolosità del PVC durante la lavorazione), serigrafia con inchiostri ad acqua che successivamente prevedono una cottura in forno, disegni e colorazioni a spruzzo, loghi di stoffa cuciti ed applicati alla T-shirt, giusto per citare qualche tipologia impiegata per ottenere le decorazioni.</p>
<p>Da non dimenticare anche le T-shirt senza maniche usate negli anni 70, quelle con le scritte più diverse, dal <em>No alla guerra</em> a quelle raffiguranti volti dei più svariati personaggi storici, politici, musicali, etc.</p>
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		<title>Scarpe sportive</title>
		<link>http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/scarpe-sportive.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 17:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le scarpe sportive sono delle calzature che necessariamente devono essere molto comode per risultare ottimali nella camminata o comunque l&#8217;attività che si intende svolgere, talvolta sono modelli specifici studiati appositamente per una determinata disciplina sportiva. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; Consigli &#9658; Cenni storici &#9650; Con tutta probabilità i primi esemplari di calzature sportive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Le scarpe sportive sono delle calzature che necessariamente devono essere molto comode per risultare ottimali nella camminata o comunque l&#8217;attività che si intende svolgere, talvolta sono modelli specifici studiati appositamente per una determinata disciplina sportiva.
</p>
<p><span id="more-1110"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#consigli">Consigli</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Con tutta probabilità i primi esemplari di calzature sportive fecero la loro comparsa intorno XVI secolo, nel continente sudamericano, dove gli autoctoni non erano nuovi all&#8217;atto di spalmare lattice (raccolto dalle piante di caucciù) sotto la pianta dei piedi per ottenere protezione durante lunghe camminate nonché un certo isolamento termico.</p>
<p>L&#8217;impiego del caucciù utilizzato nella produzione di scarpe avvenne nel XIX secolo, sciolto grazie all&#8217;ausilio di stampi in argilla facilmente malleabile con la quale si potevano ottenere le forme desiderate per le scarpe da produrre.</p>
<p>Fu grazie a <em>Charles Goodyear</em> che mise a punto il processo cosiddetto di vulcanizzazione, processo di lavorazione della gomma (il lattice) che attraverso un riscaldamento viene legata allo zolfo, che venne resa possibile la produzione su larga scala di calzature in gomma.</p>
<p>Ovvero: la suola era in gomma, più o meno morbida secondo delle esigenze specifiche, mentre la tomaia poteva essere di stoffa oppure di cuoio. Non dimentichiamo che, come sempre accade, in un primo momento nonostante comunque una <em>certa produzione su larga scala</em>, a potersi permettere questo tipo di calzature furono le persone più abbienti, usavano questo allora particolare tipo di scarpa per giocare a tennis ed a croquet.</p>
<p>Con le Olimpiadi del 1896 le scarpe sportive riscossero grande successo, circa trent&#8217;anni più tardi negli Stati Uniti d&#8217;America produssero i primi modelli di scarpe sportive specifiche per basket, successivamente nacquero ulteriori marchi storici come Adidas (dal tedesco Adi Dassler), Puma (Rudolf Dassler fratello di Adi).</p>
<p>Con gli anni 50 e il successo sempre crescente del cinema specialmente americano, i personaggi della celluloide iniziano ad indossare le scarpe sportive che acquisiscono ulteriore popolarità, che va a consolidare il successo già ottenuto nel corso degli anni.</p>
<p>Impossibile non citare anche un altro ormai storico marchio come Nike che nacque proprio importando scarpe sportive dal Giappone dalla allora <em>Onitsuka Tiger</em> divenuta poi Asics.</p>
<p>Una sempre maggiore richiesta anche da parte del pubblico è dovuta al fatto che i produttori storici di scarpe sportive hanno spinto sempre oltre la tecnologia della ricerca per produrre calzature specifiche altamente selettivi e selezionate per ogni singola disciplina; calcio, football americano, trekking, tennis, etc. a tal punto da diventare fornitori ufficiali delle società sportive anche dalle più famose e conosciute.</p>
<p>Il corso degli anni fino ad arrivare ai giorni nostri, ha visto anche un susseguirsi di imprese più o meno piccole non sufficientemente grande da impensierire la concorrenza, perlomeno con i marchi più famosi, che poi sono state assorbite dagli stessi oppure destinate a terminare la loro attività; oggi per certi aspetti si può sicuramente parlare di monopolio delle grandi aziende anche per quanto riguarda le calzature sportive.</p>
<p>Una delle cose sicuramente molto curiose e questo tipo di calzature hanno trovato, da quando hanno iniziato a diventare popolari, un ampio riscontro anche in chi non pratica sport ma ama portare questo tipo di <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature.html" title="Calzature"><strong>calzature</strong></a> come fossero <em>quelle considerate calzature tradizionali </em>, tanto le donne quanto gli uomini e bambini.</p>
<p>Un prodotto che realmente riscosso successo in tutte le fasce di età. Impossibile non ricordare le economiche <em>calzature</em> di tela e gomma indossate dalle teenager statunitensi negli anni 50, modello che ha fatto proseliti, modello <em>ritoccato qua e là</em> nel corso degli anni per essere sempre <em>al passo</em> coi tempi, ma sempre attuale.</p>
<p>Nate per soddisfare la specifica e selettiva esigenza di ogni singola disciplina sportiva, le <strong>calzature sportive</strong> sono state tranquillamente indossate anche nella vita quotidiana dato l&#8217;enorme successo che hanno sempre riscosso presso il grande pubblico.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/scarpe-sportive.jpg" alt="Scarpe sportive" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.adidas.it" target="_blank"><small>Adidas</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La realizzazione delle scarpe sportive per essere competitiva deve adottare materiali di prima scelta, qualitativamente superiori alla media per ottenere prodotti destinati anche, sicuramente derivati, dall&#8217;intensivo uso prettamente agonistico.</p>
<p>Si pensi ad esempio alle scarpe da corsa, oppure le calzature specificamente pensate per il gioco del tennis, per la palestra, il basket, etc.</p>
<p>Non è raro trovare scarpe sportive la cui tomaia si è realizzata in nylon multistrato per risultare più resistente alle sollecitazioni dovute al naturale stiramento della camminata o della corsa, il tessuto risulta sovente traforato (anche con microfori poco visibili) per permettere una maggiore traspirazione del piede.</p>
<p>I modelli più costosi prevedono la pelle di ottima qualità come materiale primario per realizzare la tomaia (come ad esempio il modello di calzature <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/adidas-adi-racer-low.html" title="Adidas Adi Racer Low"><strong>Adidas Adi Racer Low</strong></a> che utilizzano pelle di primo fiore particolarmente morbida e confortevole), se non nella totalità del materiale molto spesso inserti in pelle vengono puniti al tessuto che compone la tomaia, per tornare alla calzatura maggiore resistenza, morbidezza, elasticità, portabilità.</p>
<p>Le scarpe sportive sono solitamente così composte: un&#8217;imbottitura protettiva della parte alta della calzatura in prossimità della caviglia, una striscia di materiale di rinforzo nella parte superiore della tomaia sopra il collo del piede, il rinforzo del puntale, così come un rinforzo esterno del tallone nella parte posteriore, su cui non è insolito trovare catarifrangente.</p>
<p>Sempre ad esempio nel modello sopraccitato la fibra di carbonio e il materiale utilizzato per far assumere alla calzatura la giusta rigidità nei punti dove lo deve essere.</p>
<p>Le forme della calzatura sono svariate, al fine di soddisfare la <em>calzata</em> migliore tenendo conto della differente e soggettiva morfologia dei piedi e delle arcate plantari, vengono costruiti appositamente diversi modelli per soddisfare perché sono le esigenze più specifiche.</p>
<p>La suola delle scarpe sportive è composta in realtà dall&#8217;unione tra il <em>battistrada</em> (la parte che appoggia sul terreno durante la camminata) e l&#8217;<em>intersuola</em>, uno strato di materiale posizionato tra la tomaia della scarpa e il battistrada.</p>
<p>L&#8217;etilene vinil acetato (denominato spesso con l&#8217;acronimo E.V.A.) come il poliuretano sono polimeri utilizzati sovente per la realizzazione delle intersuole delle scarpe sportive, materiali capaci di tornare alla calzatura elevata resistenza, funzione antiscivolo (antisdrucciolo), dove all&#8217;interno viene inserito un sistema di ammortizzazione della scarpa, almeno nei modelli degni di tale nome; una scarpa sportiva eccessivamente economica è solitamente sprovvista di un valido sistema di ammortizzazione, e camminarci non è certo piacevole senza dimenticare la possibilità di scivolare data la scarsa qualità dei materiali che compongono la suola e lasciando perdere la tomaia.</p>
<p>Diversi sistemi di ammortizzamento delle scarpe sportive sono solitamente brevettati dalle aziende produttrici, ciascun sistema differente tende a conferire alla calzatura una particolare camminata cerca di rendere più efficiente possibile lo sforzo fisico secondo quelli che sono i criteri per cui la scarpa è stata specificamente realizzata.</p>
<p>Oggigiorno i laboratori di biomeccanica si occupano di eseguire tutta una serie di test della scarpa sportiva al fine di offrire un prodotto efficace.</p>
<p>La gomma utilizzata per produrre il battistrada viene sovente rinforzata con il carbonio per aumentarne la resistenza; non dimentichiamo infatti che il battistrada della scarpa sportiva è la parte che subisce maggiore sollecitazione, quale la trazione, l&#8217;abrasione, la flessione o addirittura la torsione.</p>
<p>La superficie del battistrada può essere più o meno liscia nei modelli di calzature destinati ad esempio a correre sull&#8217;asfalto, oppure presentare sporgenze di differenti dimensioni fino ad arrivare l&#8217;inserto di tasselli per i modelli di calzature destinati ad esempio la corsa campestre, dove il battistrada si trova a dover fare presa sul terreno reso particolarmente morbido e pesante nella corsa dal fango.</p>
<p>La funzione della suola è di particolare importanza, quasi sempre presenta scanalature che intercorrono i disegni più svariati e concretizzano un obiettivo ben preciso; ad esempio sostenere maggiormente il tallone, oppure rendere particolarmente leggera la camminata andando ad assottigliare in larghezza la parte centrale della suola, o ancora modellare in maniera specifica la punta per facilitare il punto d&#8217;appoggio della camminata o della corsa.</p>
<p>Altro particolare di fondamentale importanza risulta essere all&#8217;interno della tomaia, ovvero dove il piede andrà ad appoggiare e risulterà quindi inserito all&#8217;interno alla calzatura; uno strato più o meno morbido di gomma traspirante pure cuoio lavorato in maniera tale da risultare sufficientemente morbido e particolarmente confortevole viene applicato sulla suola della parte interna però della calzatura, sostanzialmente dove il piede andrà ad appoggiare quando la scarpa risulta calzata.
</p>
<h3>&#9658; <a id="consigli">Consigli</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La <em>pronazione</em> è il movimento biomeccanico che viene effettuato dal piede verso l&#8217;interno, a partire dalla fase di appoggio arrivando a quella di spinta, movimento che parte dalla parte esterna del tallone, attraversa l&#8217;arco plantare in direzione dell&#8217;avampiede.</p>
<p>L&#8217;<a name="iperpronazione"><strong>iperpronazione</strong></a> e l&#8217;<em>ipopronazione</em> (detta anche <em>supinazione</em>) sono varianti di appoggio del piede nella camminata che possono incidere in maniera importante sulla salute del piede, nel primo caso infatti accade che il piede continui a ruotare dopo l&#8217;impatto sul terreno invece di iniziare la fase di spinta; nel secondo caso la scarsa mobilità delle articolazioni fa in modo che la pronazione sia insufficiente caricando più lavoro sulla parte esterna del piede.</p>
<p>Questi movimenti vengono definiti: <em>appoggio neutro</em>, dove la pronazione risulta ottimale andando distribuire equamente il carico di lavoro sul piede, <em>appoggio con iperpronazione</em> (appoggio iperpronatorio) dove la pronazione risulta eccessiva, <em>appoggio con ipopronazione</em> o <em>supinazione</em> (appoggio ipopronatorio) dove la pronazione è insufficiente come sopra spiegato.</p>
<p>Perché questa breve spiegazione? Perché ci si fermi un attimo a riflettere e si comprenda quanto sia importante essere consapevoli del proprio modo di camminare prima di acquistare un paio di calzature che potrebbero risultare inadeguate al soggettivo appoggio.</p>
<p>Solitamente quando si esegue una prova delle calzature all&#8217;interno del negozio dove si intende eseguire l&#8217;acquisto, risulta sufficiente fare pochi passi con scarpe ben allacciate per comprendere se la calzatura che abbiamo indossato possa fare al caso nostro invece che no, anche perché quando si va ad indossare qualcosa di veramente comodo non si riesce a percepire da subito.</p>
<p>Il peso delle calzature, la loro capacità di ammortizzazione, nonché di traspirazione credo possano essere tre elementi basilari per valutare il giusto acquisto delle scarpe sportive: dando ovviamente per scontato che questo tipo di calzatura (come tutte del resto in quasi) sia perfettamente confortevole, come calzare dei guanti.</p>
<p>Si parla di 250 g indicativi di peso per scarpe sportive da corsa (ultraleggere) per arrivare ai 400 g delle scarpe sportive d&#8217;allenamento, comunque oggi il peso piuttosto leggero permette a questo tipo di calzatura di poter essere portata con estrema facilità e comodità; sarebbe quantomeno assurdo portare scarpe sportive eccessivamente pesanti, quanto di più sbagliato per orientarsi nella scelta di un paio di scarpe che invece devono essere <em>leggere, resistenti</em> ed <strong>estremamente comode</strong>.</p>
<p>Tassativamente comode, confortevoli, che permettano una facile ed agevole, nonché piacevole camminata, a maggior ragione insistere sulla comodità e il comfort se le scarpe sono utilizzate per correre.</p>
<p>Risulta particolarmente interessante ricordare la tecnologia a3 introdotta da Adidas sulle scarpe da corsa (<em>running</em>), un sistema particolarmente interessante che permette non solo un efficace sistema di ammortizzazione, ma bensì indirizzare, letteralmente guidare il piede verso un appoggio ottimale, efficace ed efficiente.</p>
<p>Puntare su modelli e materiali che permettono la massima traspirazione del piede, quindi calzatura leggere, ben realizzate per quanto riguarda la fattura: per quanto riguarda il design non vi è che l&#8217;imbarazzo della scelta, tenendo conto del fatto che ogni disegno specifico viene realizzato in virtù del modello che possa risultare ottimale per una determinata disciplina.</p>
<p>I marchi più famosi?!!! Li conosciamo tutti&#8230; Adidas, Reebok, Asics, Nike&#8230;</p>
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		<title>Abito da sposa</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 15:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;abito da sposa è un capo d&#8217;abbigliamento importantissimo per una cerimonia così importante come il matrimonio, una sola volta nella vita può essere una valida giustificazione per coronare il desiderio di vestire l&#8217;abito dei propri sogni. Una sola volta nella vita ma perché no, anche di più. &#9830; Cenni storici &#9830; Tessuto &#9830; Modello &#9830; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
L&#8217;abito da sposa è un capo d&#8217;abbigliamento importantissimo per una cerimonia così importante come il matrimonio, <em>una sola volta nella vita</em> può essere una valida giustificazione per coronare il desiderio di vestire l&#8217;abito dei propri sogni.<br />
<em>Una sola volta nella vita</em> ma perché no, anche di più.
</p>
<p><span id="more-1104"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#tessuto">Tessuto</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#modello">Modello</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#consigli">Consigli</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Nell&#8217;antica Grecia una tunica bianca di lino munita di cordoni che cingevano la vita, corone composte da fiori di mirto portavano le promesse spose alla cerimonia del matrimonio, così come nell&#8217;antica Roma, od ancora nell&#8217;antico Egitto.</p>
<p>Nel costume romano l&#8217;abito nuziale della sposa poteva essere arricchito con un mantello od un piccolo drappo, ovviamente sempre prettamente legato allo stile della tunica.</p>
<p>Indubbiamente, manco a dirlo <em>come sempre</em>, la ricchezza che poteva andare comporre l&#8217;<strong>abito da sposa</strong> dipendeva come logico supporre dalle disponibilità economiche della famiglia e quindi dallo Stato di appartenenza sociale.</p>
<p>Il matrimonio che sovente è stato storicamente interpretato anche come l&#8217;unione tra le due famiglie degli sposi, talvolta una sorta di promozione sociale a seconda di chi tra i due andava inevitabilmente migliorare la propria situazione economica, di prestigio quindi appunto sociale, ancora oggi esistono persone che attribuiscono una notevole importanza a questo aspetto; sebbene i romantici siano una razza in via di estinzione null&#8217;altro che l&#8217;amore dovrebbe portare gli sposi dal matrimonio.</p>
<p>Nel corso dei secoli le spose hanno continuato a vestirsi secondo le disponibilità economiche che potevano permettersi, talvolta con più o meno grande sacrificio da parte della famiglia che desidera fare questo grande regalo nei confronti della sposa cercando di rendere la giornata semplicemente indimenticabile, provvedendo anche a realizzare un abito da sposa capace di soddisfare appieno il gusto della sposa stessa.</p>
<p>Indicativamente dal 1837 (data di inizio del regno della regina Vittoria) in avanti la tradizione ha sempre privilegiato il bianco nella scelta del colore dell&#8217;abito, sebbene non fosse così raro che prima dell&#8217;epoca vittoriana il colore dell&#8217;abito fosse diverso, in taluni casi addirittura nero era previsto in cerimonie scandinave.</p>
<p>Fu proprio la regina Vittoria nel 1840 che con il suo matrimonio contribuì ulteriormente fare in modo che il bianco entrasse nella tradizione.</p>
<p>Il bianco era, ed è ancora per molti, il colore simbolo di purezza (ampio risalto è talora stato attribuito alla verginità della sposa) sebbene dapprima fosse il blu per alcune culture.</p>
<p>Ricca simbologia culturale come quella legata alle corone, non solo composte dai fiori di mirto (lunga vita), ma bensì grano (fertlità), giglio (purezza), il velo che doveva essere tolto dopo la consumazione del matrimonio.</p>
<p>L&#8217;abito da sposa nel corso degli anni ha talvolta <em>accompagnato</em> l&#8217;evolversi della moda e delle tendenze nel vestire, ad oggi che <em>un po&#8217; di storia è stata scritta e fatta</em> anche per quanto riguarda i capi di <a href="http://www.guida-acquisti.com/prodotti/abbigliamento/" title="Abbigliamento"><strong>abbigliamento</strong></a>, risulta possibile attingere, per quanto concerne la scelta dell&#8217;abito, in una vasta gamma di epoche storiche, talvolta appositamente ricostruite <em>ad hoc</em> per soddisfare quelle che sono le personali esigenze del coronare i propri sogni di quello che punta sempre ad essere uno dei giorni più speciali di tutta la vita: il matrimonio.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/abito-da-sposa.jpg" alt="Abito da sposa" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.abitidasposa-annette.it/abiti-da-sposa/modello-Sasha.html" target="_blank"><small>abitidasposa-annette.it</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="tessuto">Tessuto</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
La scelta del tessuto l&#8217;abito da sposa ovviamente non può essere casuale, ma bensì rigorosamente appropriata tanto in virtù della stagione in cui si celebra il matrimonio, quanto alla <em>silhouette</em> della sposa che l&#8217;abito lo deve indossare.</p>
<p>Nella stagione invernale ad esempio può essere indicata la lana o la microfibra, mentre tessuti come seta, lino, cotone ovviamente prediligono la stagione calda; la <strong>scelta del tessuto</strong> ovviamente deve essere funzionale anche in base allo specifico abito da sposa che si intende acquistare, o comunque far realizzare espressamente su misura.</p>
<p>Personale altamente specializzato con indubbie capacità sartoriali può certamente consigliare la sposa in quella che poi risulterà essere la scelta definitiva dall&#8217;abito, un valido professionista aiuta l&#8217;acquirente a meglio comprendere di districarsi in tutte le specifiche caratteristiche proprie dei tessuti, delle diverse tipologie degli stessi, tessuti possono essere più o meno morbidi secondo la fisicità della persona e il modello di abito, le molteplici diversità di <em>cr&ecirc;pe</em> come ad esempio quella <em>Georgette</em> (cui si deve il nome alla sarta francese <em>Georgette De La Plante</em> che lo ha realizzato), indicato per abiti piuttosto rigidi e <em>fasciati</em>, oppure il <em>tulle</em> che grazie al particolare intreccio impiegato nella realizzazione lo rende piuttosto trasparente, molto fresco ma comunque capaci di una certa stabilità, anche in virtù del differente spessore conferito al tessuto stesso durante la lavorazione.</p>
<p>Dal tulle capace di rendere un vestito anche particolarmente vaporoso, con tutta probabilità l&#8217;<em>organza</em> ben si presta ad un matrimonio da celebrare nella stagione calda perché no laddove vi sia la necessità di realizzare un capo d&#8217;abbigliamento particolarmente romantico.</p>
<p><em>Taffetà</em>, altro pregiato tessuto di seta dove la densità dell&#8217;ordito è superiore a quella della trama, questa peculiarità lo rende adatto alla creazione di <em>volants</em>.</p>
<p>Anche il <em>piquet</em> è un tessuto di cotone che trova giusto impiego nella realizzazione dell&#8217;abito da sposa, senza dimenticare il <em>raso</em> nonché i preziosi ricami che possono essere eseguiti sul tessuto.</p>
<p>Tuttavia il fatto che si sia in inverno non pregiudica in maniera tassativa che si debba per forza rinunciare alla scelta di un abito leggero, anche perché grazie ad un caldo ed elegante scialle pure un elegante cappotto, possono comunque evitare la sposa di prendere freddo inutilmente.</p>
<p>Il <em>broccato</em> un tessuto piuttosto pesante di seta, merita di essere ricordato, grazie alle particolari lavorazioni e permettono di ottenere disegni molto interessanti sull&#8217;abito, il <em>cady</em> tessuto realizzato in seta o lana, molto elegante, <em>capace di cascare</em> e di presentarsi crespo al diritto e raso al rovescio.</p>
<p>Lo <em>chiffon</em> è un tessuto particolarmente leggero a velo caratterizzato da trasparenza, soffice ma comunque resistente, il <em>mikado</em> raso che trova origine in Giappone, tessuto capace di risultare consistente e molto interessant, sempre per rimanere nel continente asiatico citiamo lo <em>shantung</em> tessuto di origine cinese con una lavorazione particolare che permette alla superficie di apparire con piccole coste irregolari.</p>
<p>Non dobbiamo nemmeno dimenticare i pregiati ricami che possono essere realizzati sul tessuto, nonché impreziosire ulteriormente lo stesso con fili d&#8217;argento e d&#8217;<a href="http://www.guida-acquisti.com/oggettistica/oro.html" title="Oro"><strong>oro</strong></a>.</p>
<p>In virtù del modello di abito che si intende realizzare una sarta specializzata sa consigliare al meglio il tipo di tessuto più opportuno; sarà indubbiamente anche capace di conciliare dove necessario le esigenze della sposa per quanto riguarda tipologie di tessuto e disegno dell&#8217;abito.
</p>
<h3>&#9658; <a id="modello">Modello</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
I modelli degli abiti da sposa possono essere davvero molteplici, così numerosi e differenti <em>da perdersi</em> nella scelta senza sapersi orientare con il rischio di compromettere quella che sarà la scelta stessa confondendo le idee: ecco perché risulta particolarmente importante rivolgersi sempre personale specializzato capace di dare consigli giusti al momento giusto, personale che ben conosce il proprio mestiere e che non si fa trarre in inganno da mode o tendenze effimere.</p>
<p>Non solo sarti specializzati che lavorano in atelier, anche <em>wedding planner</em> capaci e di comprovata esperienza sono perfettamente in grado di guidare passo passo la sposa della scelta completa di tutto l&#8217;abbigliamento, a partire dall&#8217;abito per terminare con gli assessori, molto importanti e capace di donare ulteriore risalto all&#8217;abito stesso; scarpe, cappello, velo, bouquet, scialle, stuole, etc.</p>
<p>L&#8217;abito da sposa deve soddisfare il desiderio della sposa stessa, coronare il sogno di poter vestire il capo di abbigliamento che davvero può farla sentire realizzata in un giorno così importante, un vestito che deve rispondere a tutti gli effetti a quello che lo stile della sposa, sapientemente consigliata da un buon sarto o comunque persona e di abiti se ne intende.</p>
<p>L&#8217;abito deve <em>calzare</em> perfettamente secondo quella che è la fisicità della sposa stessa, esaltando e dando il giusto risalto alla tonicità del fisico laddove sia presente, invece che risultare leggermente più abbondante dove il fisico non sia prettamente quello che somiglia a quello di una modella: l&#8217;abito dovrebbe essere <em>realizzato su misura</em> per il fisico della sposa. Realizzato su misura o comunque risultare come se lo fosse qualora vi sia la possibilità di acquistare un capo già pronto (<em>pret à porter</em>) che ben soddisfi le esigenze specifiche.</p>
<p>La possibilità di poter usufruire al meglio delle taglie standard è sicuramente più consona a chi ha una maggiore tonicità fisica, sebbene anche lo <em>standard</em> risulti capace di soddisfare davvero concretamente le taglie più disparate; attenzione però a farsi consigliare al meglio.</p>
<p>Spose che amano la tradizione, sempre attente alle tendenze, originali, sobrie, eleganti o sbarazzine: i gusti sono tanti ed i modelli di abiti certo non mancano, una <em>persona del mestiere</em> degna di tale definizione sarà capace di guidare la sposa nella scelta migliore dopo averla conosciuta un poco.</p>
<p>L&#8217;abito da sposa deve tassativamente esaltare le caratteristiche fisiche, non avvilirle o mortificarle. Deve essere messo in risalto quanto più possibile quanto di bello sia presente nel fisico della sposa, sempre in modo garbato, elegante, sobrio, indipendentemente dal gusto che più si avvicina alla tradizione rispetto a quello che segue maggiormente le tendenze.</p>
<p>Abito da sposa <em>realizzato su misura</em> deve implicitamente sottolineare l&#8217;innato portamento della sposa stessa, risultarne in armonia, tanto da risultare espressamente creato per lei anche se si tratta di capo d&#8217;abbigliamento pret-à-porter.</p>
<p>Così come una sposa particolarmente magra può contare su linee fluide dell&#8217;abito, con maniche lunghe anche in estate (un velo di tessuto) contribuisce a non dare troppo risalto alle esili braccia; chi non ha spalle statuarie ma bensì più piccole e magari leggermente cadenti può indubbiamente trovare un valido aiuto andando a giocare sui volumi, senza mai eccedere anche perché davvero poco <em>volume</em> può realmente fare la differenza in meglio.</p>
<p>Il cosiddetto <em>modello impero</em> può risultare indicato nella sposa che ha fianchi più larghi della media o con un addome spiccato, in quanto il taglio dell&#8217;abito è eseguito sotto il seno e poi tende ad allargarsi leggermente scendendo verso il basso.</p>
<p>Il <em>tubino</em> viceversa risulta indicato per la sposa che ha un fisico longilineo, drappeggi e linee cadenti meglio si abbinano a figure più robuste, <em>mettere in risalto le parti migliori del fisico e distoglie l&#8217;attenzione dai punti più critici</em>, una regola implicita del buon sarto.</p>
<p>La scelta di un abito dalla linea aderente può risultare particolarmente sensuale, ovviamente per chi ha fisico tale da permettere una scelta di questo tipo, comunque sia anche un più o meno generoso decolletè ed una sobria scollatura sulla schiena possono risultare armi vincenti anche quando non si dispone del fisico da modella.</p>
<p>La schiena è un particolare sicuramente da tenere nella giusta considerazione, deve essere particolarmente curata e messa nel giusto risalto laddove lo meriti. Un cosiddetto modello <em>a palloncino</em>, che aderisce nel busto e si rende ricco, particolarmente ampio, nella parte inferiore, bensì integra con figure minute donando maggiore volume; ecco che torniamo ancora sul concetto di un corretto gioco dei volumi.
</p>
<h3>&#9658; <a id="consigli">Consigli</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Mai farsi guidare dalla fretta, e mai decidere per l&#8217;acquisto dopo aver visto solo alcuni modelli; anche se capita il <em>colpo di fulmine</em> per un particolare modello di abito da sposa, è bene continuare a visionare e valutare attentamente altre tipologie di modelli, di modo che se il colpo di fulmine non dovesse risultare effimero non fa che rafforzare quella che era la scelta iniziale.</p>
<p>Prendersi tutto il tempo necessario, visionare quanti più modelli possibili, <em>senza cadere nel tranello di visionarne centinaia senza poi ricordarsi da dove si è partiti</em>, ma almeno un paio di decine di modelli sicuramente, sfogliare magari riviste specialistiche del settore tanto per rendersi più consapevoli sull&#8217;idea da concretizzare, valutare le tonalità del colore (<em>bianco, bianco ghiaccio, guscio d&#8217;uovo, avorio, rosa, salmone, etc.</em>), la qualità dei tessuti, l&#8217;eventuale strascico.</p>
<p>Ben difficilmente il prezzo dell&#8217;abito sarà minimale se realmente dovrà soddisfare appieno i desideri della sposa, questo non significa comunque che un abito <em>griffato</em> sia necessariamente migliore di un altro.</p>
<p>Esistono sartorie e stilisti che magari non godono di fama mondiale ma possono essere senza dubbio alcuno molto apprezzati dai loro clienti, molto più di quanto possono essere marchi e brand che tutto o quasi devono al nome.</p>
<p>Trovando la persona che sarà capace di meritarsi la fiducia della sposa nella scelta dell&#8217;abito ci si potrà indubbiamente trovare a metà dell&#8217;opera, persona che saprà consigliare al meglio anche per quanto riguarda il ruolo importantissimo degli accessori: <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calzature-da-donna.html" title="Scarpe"><strong>scarpe</strong></a> (o sandali), guanti, borsa, <a href="http://www.guida-acquisti.com/abbigliamento/calze-e-collant.html" title="Calze"><strong>calze</strong></a>, velo, <a href="http://www.guida-acquisti.com/oggettistica/gioielli.html" title="Gioielli"><strong>gioielli</strong></a>, <a href="http://www.guida-acquisti.com/oggettistica/diamanti.html" title="Diamanti"><strong>diamanti</strong></a> (per chi si può permettere).</p>
<p>Cercare di realizzare al meglio il proprio sogno secondo il budget di cui si dispone: pazienza, attenzione, il buon consiglio da parte di una persona competente possono indubbiamente rappresentare il buon inizio per quella che potrà essere la scelta ideale dell&#8217;abito, senza dimenticare che le prove risultano essere di particolare importanza per correggere e migliorare eventuali mancanze che possono scaturire dalle prove stesse.</p>
<p>Prove dell&#8217;abito preventive che faranno in modo di sentirsi perfettamente a proprio agio nel giorno del matrimonio. Il sobrio abbinamento di due colori può dare adito a risultati particolarmente interessanti.</p>
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		<title>Condizionatore</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 13:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrodomestici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il condizionatore è quell&#8217;apparecchio grazie al quale si rende possibile raffreddare e deumidificare l&#8217;aria di uno specifico locale dove il condizionatore è presente, grazie al ciclo di refrigerazione. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9830; Potenza e consumi &#9658; Cenni storici &#9650; Niente meno che Benjamin Franklin, e John Hadley, professore di chimica alla Cambridge University [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <strong>condizionatore</strong> è quell&#8217;apparecchio grazie al quale si rende possibile raffreddare e deumidificare l&#8217;aria di uno specifico locale dove il condizionatore è presente, grazie al ciclo di refrigerazione.
</p>
<p><span id="more-1101"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#potenza_e_consumi">Potenza e consumi</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
<em>Niente meno</em> che <em>Benjamin Franklin</em>, e <em>John Hadley</em>, professore di chimica alla Cambridge University a compiere un esperimento per approfondire il principio di evaporazione come tramite per raffreddare rapidamente un oggetto.</p>
<p>Stabilirono così che l&#8217;evaporazione altamente volatile di liquidi come possono essere l&#8217;alcol oppure l&#8217;etere, poteva essere usata per ridurre la temperatura di un oggetto al di sotto degli 0&deg;C &#8211; la cui soglia fa sì che l&#8217;acqua congeli.</p>
<p>Da questi esperimenti compresero come potenzialmente possibile applicare tale principio per raffreddare un ambiente la cui temperatura risultasse troppo elevata, o comunque di non facile vivibilità, per l&#8217;uomo, e questo accadeva nel 1758.</p>
<p>Nel 1820 lo scienziato inglese <em>Michael Faraday</em> scoprì che attraverso la compressione e liquefazione dell&#8217;ammoniaca fosse possibile raffreddare l&#8217;aria quando l&#8217;ammoniaca stessa veniva permesso di evaporare.</p>
<p>Nel 1842 il medico <em>John Gorrie</em>, particolarmente apprezzato anch&#8217;egli per le sue doti umane oltre che per le sue competenze scientifiche, uso la tecnologia del compressore per creare ghiaccio che utilizzo per raffreddare l&#8217;aria per i suoi pazienti di un ospedale della Florida.</p>
<p>Immagino da subito che questa sua intenzione potesse venire utilizzata per regolare la temperatura negli edifici, ma si spinse anche oltre cercando di concepire impianti centralizzati di condizionamento dell&#8217;aria tali da permettere il raffreddamento dell&#8217;aria in centri ben più grandi, al fine di migliorare la qualità di vita delle persone.</p>
<p>Brevettò il suo progetto nel 1851 ma sfortunatamente il finanziatore morì poco dopo, e John Gorrie non aveva il denaro necessario per permettersi di sviluppare il progetto a tal punto da renderlo operativo, purtroppo l&#8217;idea da lui messa a punto per quanto concerne il condizionamento d&#8217;aria rimase abbandonata per oltre cinquant&#8217;anni. <em>Uno degli esempi in cui un grande essere umano non raccolse in vita quanto oggettivamente meritava per quanto importante la sua opera di medico e scienziato</em>.</p>
<p>Fu necessario aspettare i primi anni del novecento per vedere il primo modello di condizionatore d&#8217;aria elettrico ad opera di <em>Willis Carrier</em>, inventore ed ingegnere dello Stato di New York, condizionatore adibito a migliorare le prestazioni di un impianto industriale.</p>
<p>La sua invenzione permise di controllare non solo la temperatura ma bensì anche l&#8217;umidità; la bassa temperatura e l&#8217;umidità controllata permettevano infatti di migliorare notevolmente le prestazioni dell&#8217;impianto tipografico che per primo vide l&#8217;invenzione dello scienziato.</p>
<p>Negli anni successivi al 1902, anno in cui il primo condizionatore moderno <em>vide la luce</em>, Willis Carrier si adoperò per migliorare la produttività sull&#8217;ambiente di lavoro rendendo la temperatura ottimale quando troppo elevata per permettere una buona vivibilità da parte dei lavoratori.</p>
<p><em>The Carrier Air Conditioning Company of America</em> venne creata specificamente per soddisfare l&#8217;ingente richiesta di apparecchiature elettriche per il condizionamento dell&#8217;aria, in un primo momento impiegate perlopiù ad uso industriale e successivamente anche per quanto riguarda le abitazioni e le automobili: una vera e propria rivoluzione di qualità della vita, un migliore comfort concretamente ottenibile che vide negli anni 50 una fortissima richiesta di condizionatori.</p>
<p>Tuttavia fu lo statunitense <em>Stuart W. Cramer</em> a coniare il termine <em>aria condizionata</em> mentre stava sperimentando un modo per avere umidità controllata nel suo laboratorio tessile, al fine ovviamente di migliorare la qualità produttiva.</p>
<p>Era il 1906 quando depositò la richiesta di brevetto per un analogo <em>condizionamento dell&#8217;acqua</em>, in modo da permettere una più facile lavorazione dei tessuti, l&#8217;evaporazione di acqua nell&#8217;aria al fine di fornire un raffreddamento della stessa, venne da allora menzionato come raffreddamento per evaporazione.</p>
<p>I primi esemplari di condizionatori d&#8217;aria e frigoriferi usavano, come liquido frigorigeno, infiammabili come ammoniaca e propano, e da subito ci si rese conto dei gravi rischi che si potevano correre utilizzando tali liquidi. Fu lo statunitense <em>Thomas Midgley Jr.</em>, chimico ed ingegnere, che nel 1928 utilizzò per primo un composto organico contenente carbonio, cloro, fluoro.</p>
<p>Oggi conosciuti con il nome commerciale di <em>Freon</em>, la famiglia di gas che vengono impiegati come fluidi per cicli frigoriferi, noti anche con l&#8217;acronimo di <em>C.F.C.</em> che sta per <em>clorofluorocarburi</em>.</p>
<p>Questa fu una ulteriore rivoluzione nell&#8217;ambito del condizionamento dell&#8217;aria, in quanto il nuovo fluido utilizzato risultò essere molto più sicuro dei precedenti, almeno per quanto riguarda gli esseri umani perché poi venne stabilito che dannoso per lo strato di ozono nell&#8217;atmosfera.</p>
<p>L&#8217;<em>H.C.F.C.</em> &#8211; idroclorofluorocarburi &#8211; è risultato essere il liquido maggiormente utilizzato per quanto riguarda il condizionamento domestico, dovrebbe essere dismesso entro il 2020 per lasciare spazio, almeno si spera, a liquidi frigorigeni il più possibile meno dannosi per l&#8217;ambiente e l&#8217;atmosfera.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/condizionatore.jpg" alt="Condizionatore d'aria" /><br />
<small>Fonte immagine:</small> <a rel="nofollow" href="http://www.solencosa.co.za/" target="_blank"><small>Solenco</small></a></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Per quanto riguardano le caratteristiche di costruzione di un condizionatore sono pressoché simili a quelle della <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/pompa-di-calore.html#funzionamento" title="Pompa di calore"><strong>pompa di calore</strong></a>.</p>
<p>E&#8217; compito del compressore comprimere il fluido refrigerante alla pressione indicativa di 20 bar facendo così raggiungere al liquido stesso una temperatura di circa 80&deg; centigradi, in questo modo il gas viene convogliato al condensatore (unità esterna) dove cede parte del suo calore grazie anche al ventilatore, il gas poi si raffredda e quindi costretto a passare attraverso un tubo capillare tornando in parte allo stato gassoso raffreddandosi notevolmente. Lo stesso gas passa all&#8217;evaporatore collocato all&#8217;interno dell&#8217;ambiente da raffreddare (unità interna) dove cede freddo all&#8217;aria grazie all&#8217;ausilio del ventilatore; a questo punto ha inizio nuovamente il ciclo di refrigerazione.</p>
<p>I condizionatori impiegati nelle abitazioni e comunque nei locali sono quelli <em>a compressione</em>, quelli invece detti <em>ad assorbimento</em> sono commercializzati solo in medie e grandi dimensioni adatti quindi al condizionamento d&#8217;aria di locali davvero molto grandi, come fabbriche, ristoranti, centri commerciali e industriali.</p>
<p>Un condizionatore può essere <em>a parete, a soffitto, a pavimento, ad incasso, portatile (monoblocco o split), etc.</em> ovviamente per quanto concerne l&#8217;aspetto esteriore per il quale oggi risulta davvero possibile trovare modelli capaci di inserirsi in qualsiasi design.</p>
<p>I condizionatori si dividono quindi in <strong>fissi</strong> oppure <strong>portatili</strong> che a loro volta si suddividono in <em>monoblocco</em> dove troveremo un tubo del diametro indicativo di 10 cm la cui estremità andrà collocata all&#8217;esterno, e gli <em>split</em> che prevedono solitamente l&#8217;unità interna montata su ruote (come tranquillamente possibile anche nel <em>monoblocco</em>) e un&#8217;unità esterna che per essere collocati all&#8217;esterno del locale in maniera molto semplice, ad esempio con delle cinghie.</p>
<p>Condizionatore d&#8217;aria <em>on &#8211; off</em> o <em>inverter</em>? Il condizionatore On &#8211; Off si accende quando deve raffreddare la temperatura, e si spegne quando ho raggiunto il grado di raffreddamento impostato dall&#8217;utente. Il condizionatore <em>inverter</em> risulta essere invece sempre in funzione, regolando però la potenza di esercizio quindi abbassandola quando la temperatura impostata è stata raggiunta e dev&#8217;essere mantenuta.</p>
<p>I condizionatori Inverter trova la logica soluzione di utilizzo quando rimangono accesi per tempi superiori ai 30 minuti, tuttavia i condizionatori On &#8211; Off consumano parecchio ad ogni accensione.</p>
<p>Il costo di un condizionatore Inverter e di parecchio superiore rispetto a quello On &#8211; Off, risulta essere quindi una spesa che deve trovare senso logico di applicazione per poter essere ammortizzata nel tempo, come sopra citato nonostante rimanga sempre acceso riesce a regolare la potenza di esercizio contribuendo in maniera intelligente sul risparmio energetico, al contrario di un modello On &#8211; Off dove quando acceso è capace anche di funzionare alla massima potenza per raggiungere nel minor tempo possibile la temperatura impostata, con conseguente notevole dispendio di energia elettrica.</p>
<p>I condizionatori d&#8217;aria che sono costituiti da due unità, denominate rispettivamente <em>unità interna</em> ovvero l&#8217;apparecchiatura che risulta installato all&#8217;interno dell&#8217;abitazione dalla quale fuoriesce getto di aria fresca, e <em>unità esterna</em> che come si evince facilmente dal nome anche in questo caso, viene collocata all&#8217;esterno dell&#8217;edificio, unità collegate tra loro da tubi in rame.</p>
<p>I condizionatori senza unità esterna non hanno invece bisogno di avere alcun che collocato esternamente all&#8217;ambiente, denominati <em>Unico</em>. Sono i condizionatori che hanno risolto il problema, spesso esteticamente sgradevole, di collocare all&#8217;esterno degli edifici le unità esterne dei condizionatori d&#8217;aria. Unità esterne che ricordiamo solitamente vengono collegati alla rete elettrica, nel caso invece dell&#8217;<em>Unico</em> il collegamento elettrico avviene direttamente al condizionatore stesso.</p>
<p><strong>Importante</strong> ricordare come il gas utilizzato che ha la funzione di <em>fluido termovettore</em>, l&#8217;<strong>R410A</strong> rappresenta attualmente una delle alternative a lungo termine ottimali, a <em>detta dei produttori</em> non dannoso per l&#8217;ozono e non inquinante per l&#8217;ambiente, così come l&#8217;<strong>R407C</strong>, classificati entrambi come non infiammabili.</p>
<h3>&#9658; <a id="potenza_e_consumi">Potenza e consumi</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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Un aspetto di particolare interesse del condizionatore d&#8217;aria è quello relativo alla potenza espressa in <em>B.T.U./h</em> (British thermal unit per hour), la capacità del condizionatore stesso di cedere ed assorbire calore in un&#8217;ora di tempo.</p>
<p>Questo è indubbiamente uno dei parametri fondamentali cui tenere conto se si decide di procedere all&#8217;acquisto di un condizionatore, come è logico supporre maggiore alla potenza del condizionatore stesso maggiore efficacia. Tuttavia occorre tenere conto dell&#8217;ampiezza dei locali dove condizionatore dovrà essere installato, della loro superficie dettata dall&#8217;esposizione alla luce solare.</p>
<p>Pensando di risparmiare cercando di acquistare una macchina sottodimensionata quelle che sono le specifiche esigenze, è sicuramente un errore in quanto tale apparecchio dovrebbe essere sempre joule per cercare di raggiungere la temperatura impostata consumando più energia del dovuto; al contrario acquistare un prodotto superiore alle specifiche esigenze (sovradimensionato) può significare un errore ulteriore in quanto raggiungerebbe anzitempo la temperatura desiderata dall&#8217;utente rendendo impossibile una corretta deumidificazione dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Occorre acquistare il prodotto capace di erogare la potenza necessaria alle esigenze mirate dell&#8217;utente. Nei condizionatori monoblocco la potenza refrigerante media e compresa tra 7.000 e 9.000 Btu/h, mentre per i cosiddetti <em>split</em> di sono modelli capaci di raggiungere 14.000 Btu/h.</p>
<p>Ovviamente la potenza può anche essere calcolata in <em>Watt</em> (1 Watt corrisponde a 3,4 Btu/h) pure in <em>chilocalorie</em> dette anche <em>chilofrigorie</em> (1 kcal/h o 1 kfrig/h corrispondono a 4 Btu/h).</p>
<p>Esponiamo di seguito un semplice esempio puramente indicativo utile calcolare la potenza necessaria del condizionatore che intendiamo acquistare, senza dimenticare che generalmente negli edifici adibiti ad uso domestico la potenza elettrica disponibili al contatore è di 3 kW.</p>
<p>K x l1 x l2 x h = W</p>
<p>l1 = primo lato del locale in metri (es. 3,5)<br />
l2 = secondo lato del locale in metri (es. 4,5)<br />
h = altezza del locale in metri (es. 2,5)<br />
K = costante</p>
<p>La costante K può essere indicativa di 24&deg;C.</p>
<p>Da <a rel="nofollow" target="blank" href="http://www.gde.it/pages/home_shop/ventilazione/fredda/pages/tabella_clim.htm"><strong>questa pagina</strong></a> è possibile vedere un modulo molto dettagliato per quanto riguarda il calcolo in Btu/h relativo al condizionatore che si intende acquistare.</p>
<p>Per quanto riguarda i consumi deve essere esattamente specificato nel <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/frigorifero.html#cartellino_energy_label" title="Esempio di cartellino Energy Label"><strong>energy label</strong></a> che come è ovvio deve risultare presente sul condizionatore.</p>
<p>A titolo indicativo un condizionatore split avente un potere di raffreddamento di 5,8 kWh in doppia classe A (AA o A&#178;) mantenuto acceso per 1.000 ore l&#8217;anno il consumo annuo dovrebbe essere inferiore ai 1.800 kWh.</p>
<p>Anche in questo caso si tratta di un esempio puramente indicativo in quanto sarà l&#8217;installatore specializzato e qualificato a consigliare l&#8217;utente sulla parecchio più idoneo da utilizzare; quindi non ha sbagliato avere più preventivi per poi valutare quale può essere la scelta migliore, non solo per quanto riguarda il costo totale del condizionatore più installazione, ma bensì anche per i consumi di energia elettrica che derivano dal suo impiego.</p>
<p>Non solo per quanto riguarda il condizionatore per qualsiasi altro <a href="http://www.guida-acquisti.com/prodotti/elettrodomestici/" title="Elettrodomestici"><strong>elettrodomestico</strong></a> acquistare apparecchiature di classe A oppure AA equivale a puntare da subito sul risparmio energetico in modo certamente più significativo che non acquistare un&#8217;apparecchiatura di classe B o C e via dicendo.</p>
<p>&radic; <strong>Condizionatore</strong> in classe A o AA, della potenza necessaria al reale fabbisogno (non sottodimensionato né sovradimensionato), ed un uso intelligente.</p>
<p>&radic; A partire dall&#8217;istallazione del condizionatore dell&#8217;essere posizionati in modo che nulla possa ostruire la fuoriuscita ottimale dell&#8217;aria, quindi rivolgersi al personale specializzato e qualificato.</p>
<p>&radic; Tenere sempre ben chiuse porte e finestre quando si utilizza il condizionatore in modo da impedire che l&#8217;eventuale aria calda possa entrare e compromettere il buon funzionamento e di certo aumentare i consumi per niente.</p>
<p>&radic; Tenere acceso il condizionatore solo per il periodo di tempo strettamente necessario.</p>
<p>&radic; Eseguire una pulizia periodica e sovente dei filtri (non dimentichiamo inoltre che il filtro del condizionatore permette di respirare meglio a chi soffre di allergie stagionali) e la loro sostituzione se necessario.</p>
<p>&radic; Assicurarsi che l&#8217;acqua scaturita dalla condensa venga scaricata regolarmente dal condizionatore e quindi vuotarne il contenitore.</p>
<p>&radic; Un utilizzo intelligente per condizionatore altro non è che un sano principio che ci impone di utilizzare un&#8217;intelligenza qualsiasi tipologia di elettrodomestico; mai fare funzionare diversi insieme a meno che non sia strettamente necessario, e soprattutto per gli altri elettrodomestici mai fare funzionare nelle ore più calde della giornata.</p>
<p>Una soluzione particolarmente interessante può essere rappresentata dal cosiddetto <strong>Unico</strong>, e non necessita più di unità esterna; vero che se dovessimo comparare i modelli l&#8217;<em>Unico</em> a una presa certamente inferiore <em>all&#8217;ormai vecchio modello</em> con unità esterna, tuttavia, in virtù anche delle continue ricerche per migliorare la tecnologia degli elettrodomestici, il rendimento dell&#8217;<em>Unico</em> può risultare certamente sufficiente per il fabbisogno domestico.</p>
<p>Unità esterne, ricordiamolo, che non pochi <em>grattacapi</em> hanno procurato per via della non sempre possibile disponibilità nell&#8217;installarli forse dove più comodo ma esteticamente meno apprezzabile, o in taluni casi non permesso, per regolamenti condominiali pure comunali.</p>
<p>Non esiste un condizionatore migliore di un altro, esiste il condizionatore che può soddisfare la giusta misura le nostre esigenze, ed esiste altresì l&#8217;impiego intelligente del condizionatore stesso.</p>
<p>Garanzia, assistenza, installazione, rapporto ottimale qualità / prezzo: Mitsubishi, Airwell, Panasonic, Daikin risultano essere buoni marchi secondo il parere di alcuni amici che da anni utilizzano regolarmente, sia sul posto di lavoro sia in abitazione, il condizionatore.</p>
<p>Prendere in seria considerazione l&#8217;acquisto di una <a href="http://www.guida-acquisti.com/elettrodomestici/pompa-di-calore.html" title="Pompa di calore"><strong>pompa di calore</strong></a>, al fine di avere in un unico elettrodomestico aria fresca per le stagioni più calde e aria calda per quelle più fredde, incidendo in buona misura su di un minore impatto ambientale.</p>
<p>Il telecomando in dotazione facilita ulteriormente l&#8217;utilizzo per quanto riguarda le impostazioni relative all&#8217;accensione e spegnimento programmato, un display, magari la scomparsa, segnala tutte le informazioni necessarie.</p>
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		<title>Ventilatore</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 15:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Autore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrodomestici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ventilatore rappresenta ancora oggi, nell&#8217;epoca dei condizionatori ad oltranza ed ovunque, un elettrodomestico semplice, funzionale ed efficace capace di muovere l&#8217;aria quel tanto che basta per farci vivere bene anche durante le stagioni più calde. &#9830; Cenni storici &#9830; Caratteristiche &#9658; Cenni storici &#9650; La storia del ventilatore ha origini ben remote, risalenti addirittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Il <strong>ventilatore</strong> rappresenta ancora oggi, <em>nell&#8217;epoca dei condizionatori ad oltranza ed ovunque</em>, un elettrodomestico semplice, funzionale ed efficace capace di muovere l&#8217;aria quel tanto che basta per farci vivere bene anche durante le stagioni più calde.
</p>
<p><span id="more-1097"></span></p>
<h2>&diams; <a href="#storia">Cenni storici</a></h2>
<h2>&diams; <a href="#caratteristiche">Caratteristiche</a></h2>
<h3>&#9658; <a id="storia">Cenni storici</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
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La storia del ventilatore ha origini ben remote, risalenti addirittura al 500 a.C. in India con il nome di <em>Punkah</em> che nel linguaggio Hindi dovrebbe significare qualcosa come <em>grande ventaglio</em> se non vado errando.</p>
<p>Ovviamente si trattava di un sistema del tutto manuale, era compito dei servi (<em>Punkawallah</em>) <em>azionare</em>, per così dire, il grande ventaglio, tirando delle corde (avanti e indietro) che risultavano collegate alle foglie, molto grandi, di una pianta denominata <em>Palmyra</em>.</p>
<p>Ovviamente fino a al momento in cui la rivoluzione industriale nel XVIV secolo non fece la sua comparsa, tutti i sistemi legati alla ventilazione domestica, tutto ciò insomma che serviva a muovere l&#8217;aria per procurare una gradevole frescura, era dovuto all&#8217;azione dell&#8217;uomo anche quando determinati congegni meccanici potevano essere messi in moto.</p>
<p>Basti pensare, almeno una volta nella vita tutti lo abbiamo visto, ai sultani e regnanti vari che rappresentati nei film avevano al loro fianco osservi che muovevano enormi foglie vicini alle loro persone al fine di rendere leggermente ventilata l&#8217;aria che li circondava.</p>
<p>Fu Omar-Rajeen Jumala nel 1832 che costruì il primo ventilatore meccanico e venne usato e praticamente testato nel suo funzionamento nelle miniere di carbone e in alcune fabbriche, per quanto riguarda invece il ventilatore ad uso domestico è necessario aspettare gli ultimi anni del XVIV secolo ed i primi anni del XX quando l&#8217;energia elettrica iniziò ad essere disponibile su larga scala.</p>
<p>L&#8217;americano <em>Schuyler Skaats Wheeler</em> all&#8217;età di 22 anni nel 1882 mise a punto il primo ventilatore elettrico, munito di due pale, e venne commercializzato dall&#8217;<em>American firm Crocker &amp; Curtis electric motor company</em>, sempre nello stesso anno <em>Philip Diehl</em>, inventore tedesco americano, realizzò il primo esemplare di ventilatore elettrico da soffitto, i ventilatori capaci di produrre aria calda erano solitamente alimentati con olio, alcol, cherosene prima di allora.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/ventilatore.jpg" alt="Ventilatore" /></p>
<p>
I primi esemplari vennero costruiti impiegando l&#8217;ottone per realizzare tanto le pale quanto le <em>gabbie</em> destinate a contenerle, tuttavia i primi modelli erano piuttosto lontani dal concetto di sicurezza domestica come concepito oggi, e parecchi giovani ragazzini ignari del pericolo si ferirono andando a mettere le mani proprio in prossimità delle pale in funzione. Le gabbie infatti che proteggevano le pale, o meglio che avrebbero dovuto proteggere eventuali incidenti dalle pale, avevano <em>maglie</em> troppo larghe per impedire che accadessero.</p>
<p>Negli anni 20 l&#8217;industria iniziò a lavorare l&#8217;acciaio su larga scala anche per far sì che questo venisse lavorato tanto da assumere molteplici forme secondo gli usi cui doveva essere destinato, e commercializzato ed utilizzato al grande consumo anche per quanto riguarda la produzione di <a href="http://www.guida-acquisti.com/prodotti/elettrodomestici/" title="Elettrodomestici"><strong>elettrodomestici</strong></a>.</p>
<p>Negli anni 30 venne disegnato il primo ventilatore stilizzato denominato <em>swan fan</em>, successivamente realizzato anche in diverse colorazioni tanto da assumere un design capace di far assumere al prodotto un ruolo stabile nella categoria degli elettrodomestici anche perché ben riusciva ad integrarsi nell&#8217;<a href="http://www.guida-acquisti.com/prodotti/arredamento/" title="Arredamento"><strong>arredamento</strong></a>.</p>
<p>Negli anni 60 negli Stati Uniti d&#8217;America per le costruzioni più facoltose l&#8217;aria condizionata centralizzata, al pari dell&#8217;impianto di riscaldamento, fece in modo che diverse aziende produttrici di ventilatore terminassero la loro attività.</p>
<p>Sebbene gli impianti di climatizzazione siano diventati sicuramente più abbordabili anche al largo consumo, per tutta una serie di motivi non tutti sono comunque disposti a farne un uso smodato.</p>
<p>Ancora oggi il ventilatore elettrico continua ad essere un elettrodomestico che può trovare nella portabilità del prezzo e nella sua buona efficacia di <em>muovere l&#8217;aria</em>, un&#8217;alternativa sicuramente economica ed interessante all&#8217;impianto di aria condizionata.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/gabbia-ventola-ventilatore.jpg" alt="Gabbia pale ventilatore" /></p>
<h3>&#9658; <a id="caratteristiche">Caratteristiche</a> <a href="#top">&#9650;</a></h3>
<p>
Il ventilatore e alimentato elettricamente e le pale solitamente sono collegate direttamente al motore elettrico dal quale vengono azionate, senza l&#8217;ausilio alcuno di ingranaggi o cinghie.</p>
<p>Il motore elettrico in genere si estende dietro le pale del ventilatore, pale che possono essere tre o quattro (ma non vi è un numero prestabilito) dalle forme più disparate, racchiuse in una gabbia dalla maglia piuttosto fitta di modo che sia impossibile, o comunque improbabile, il contatto accidentale le mani.</p>
<p>Anche se banale risulta opportuno sempre ricordare di non avvicinarsi mai in maniera che può risultare pericolosa a qualsiasi apparecchio in funzione, vale lo stesso anche nel caso del ventilatore, che serve solamente a muovere l&#8217;aria per creare un po&#8217; più di fresco e non è certo costruito per avvicinarsi con il corpo in maniera potenzialmente pericolosa.</p>
<p>Il ventilatore può essere da tavolo, da soffitto, in alcuni casi incassato nel muro, oppure in una finestra, invece che in un tetto, etc.</p>
<p>Solitamente il ventilatore dotato di motore elettrico asincrono (dove la velocità di rotazione dell&#8217;albero è inferiore rispetto alla velocità di rotazione prodotta dagli avvolgimenti delle parti <em>statiche</em>) e funziona a corrente alternata.</p>
<p>La potenza del motore dipende dalla costruzione del motore stesso ed alla forza che deve fornire alla rotazione delle pale, ad esempio potenze che possono andare da 20 Watt per un ventilatore da tavolo, arrivare ai 40 W per un modello da pavimento, od ancora 60 W per un ventilatore da soffitto che ovviamente ha delle pale molto più grandi rispetto ai precedenti modelli; non avrebbe alcun senso logico applicare al soffitto un ventilatore con le pale troppo piccole in quanto non andrebbe a movimentare l&#8217;aria in maniera sufficiente a generare una piacevole frescura, obiettivo per il quale si procede con l&#8217;acquisto di un ventilatore.</p>
<p>Il materiale plastico risulta essere largamente utilizzato nella produzione di ventilatori, sebbene sia possibile trovare modelli realizzati in acciaio inox.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/ventola-orientabile.jpg" alt="Pulsante di blocco/sblocco ventola orientabile" /></p>
<p>
Il ventilatore che si vede nella fotografia ha una potenza di 48 Watt ed è possibile la regolazione a tre velocità diverse azionando semplicemente la pulsantiera posizionata sotto la ventola stessa.</p>
<p>Tanto per il ventilatore da tavolo quanto per quello a pavimento sono dotati di cavo elettrico che esce dal motore ed è tranquillamente collegabile alla rete elettrica domestica, il modello invece al soffitto (che talvolta è provvisto anche di luce) va collegato ai cavi che prevedono l&#8217;allacciamento del lampadario, lavoro che deve essere fatta da un elettricista a meno che non si abbiano sufficiente esperienza per eseguirlo da noi, nel qual caso sarebbe opportuno raccomandare di togliere completamente l&#8217;alimentazione elettrica prima di eseguire qualsivoglia lavoro.</p>
<p>Il prezzo di un buon ventilatore può oscillare dai 20 agli 80 &euro; ma ovviamente si tratta di pura indicazione; senza ombra di dubbio con 80 &euro; è possibile acquistare un bel modello di ventilatore a soffitto il cui diametro di rotazione delle pale può essere, altrettanto indicativamente, di 90 cm.</p>
<p>Sempre per quanto riguarda il modello di ventilatore a pavimento delle fotografie presenti in questa pagina, il diametro delle pale è di 40 cm.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;estetica ed il design è possibile trovare una miriade di modelli al fine di avere un&#8217;ampia scelta, e posso soddisfare quelle che sono le soggettive e personali esigenze al fine di inserire al meglio nel proprio arredamento l&#8217;elettrodomestico appropriato.
</p>
<p><img src="http://www.guida-acquisti.com/immagini/asta-ventilatore-da-pavimento.jpg" alt="Regolazione altezza asta ventilatore da pavimento" /></p>
<p>
Nei modelli da tavolo ed a pavimento la regolazione di inclinazione della ventola è semplice grazie a meccanismi ad avvitamento, oppure ad incastro cui è sufficiente una leggera pressione sul blocco del motore, l&#8217;opzione della ventola che ruota di 90&deg; circa mentre è in funzione si può semplicemente disattivare bloccando un perno in prossimità del motore, in questo modo la ventola rimane fissa sebbene risulti più congeniale il movimento della stessa durante il suo funzionamento. Esiste poi la possibilità, nel ventilatore a pavimento, di alzare / abbassare l&#8217;asta su cui è posizionata la ventola con un meccanismo che può essere <em>svita / avvita</em>.</p>
<p>La base deve sempre essere robusta, con supporti antiscivolo di modo che debba rimanere ben salda e stabile quando il ventilatore è in funzione; ricordiamo che se in funzione al massimo della velocità e con attiva l&#8217;opzione di orientamento della ventola il ventilatore deve comunque rimanere fermo e stabile, quindi è bene assicurarsi della stabilità della base.</p>
<p>L&#8217;impianto di climatizzazione per molti è un sogno che diventa realtà, tuttavia vi possono essere diversi motivi per cui non si desideri avere per ventiquattr&#8217;ore al giorno dell&#8217;impianto di condizionamento costantemente in funzione, in questo caso <em>il vecchio e semplice ventilatore</em> può rappresentare un&#8217;efficace e valida, nonché economica, alternativa.</p>
<p>La manutenzione dell&#8217;apparecchio si riduce alla sola pulizia per effettuare la rimozione della polvere che naturalmente si può depositare.</p>
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