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Malattie dei pesci di acqua dolce

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      ► Barbus tetrazona

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Malattie dei pesci di acqua dolce


Nessun appassionato vorrebbe mai avere a che fare con le malattie dei suoi beneamati ospiti: i pesci.
Fa parte però del ciclo della vita, quanto per gli esseri umani anche per gli animali affrontare una malattia.
Per mantenere il proprio acquario di acqua dolce libero da parassiti che potrebbero danneggiare la salute dei pesci, la cura più efficace risulta essere la prevenzione.
E non occorre fare nulla di speciale per riuscirci, ma osservare alcune regole basilari di cura e mantenimento della vasca.
Importante quindi, prima di entrare nello specifico di alcune malattie, almeno quelle più frequenti e comuni che si possono riscontrare in acquario, controllare che determinati parametri nella vasca siano rispettati.
Il filtro dell’acquario deve essere sottoposto a periodiche pulizie, in caso contrario andrebbe ad ostruirsi e non potrebbe svolgere al meglio l’essenziale lavoro vitale per l’ecosistema dell’acquario stesso. I cambi parziali di acqua devono essere frequenti, in base alla quantità di pesci e piante presenti e dai rifiuti organici prodotti.
Dando quindi per scontato che vengano rispettate le basilari regole di buon funzionamento dell’acquario, possiamo affermare che di frequente accade di accorgersi di sintomi di malattie dei pesci pochi giorni dopo che questi sono stati acquistati.
Non è così raro che accada, anche perchè ci risulta letteralmente impossibile stabilire in quali condizioni siano stati tenuti fino al momento dell’acquisto.
Nessun negoziante, anche se in buonafede, direbbe mai ad un cliente che non ha rispettato nel migliore dei modi i parametri chimico-fisici dell’acqua dalla quale dipende in modo assoluto la vita dei pesci.
Nella mia personale esperienza, mi sono armato di tanta pazienza, supportata da altrettanta passione.
Quando acquisto dei pesci, mi rivolgo al mio negoziante di fiducia, tanto per cominciare.
Indipendentemente dal fatto che mi posso fidare, visto che la fiducia che ho riposto in lui non è mai stata tradita, quando acquisto dei pesci li vado a mettere in un periodo di quarantena in una vasca di 30 litri di capienza spoglia di tutto: risulta presente solo il filtro e null’altro.
Un semplice contenitore trasparente di vetro dal quale posso osservare il comportamento dei pesci e la loro prima reazione al cambiamento che hanno sostenuto, che sempre e comunque risulta stressante per loro.
I parametri chimico-fisici della vasca di quarantena, cerco di mantenerli più simili possibile a quelli dell’acquario vero e proprio, di modo che, dopo circa trenta giorni posso trasferire i pesci in tutta tranquillità in quello che diventerà il loro nuovo habitat.


Quando un pesce appena acquistato si ammala, questo accade subito dopo pochi giorni, non dopo mesi: in questo caso le cause sarebbero da ricercare altrove.
Il cosiddetto periodo di quarantena per quanto mi riguarda non supera mai i 25/30 giorni.
Nella vasca che utilizzo a questo scopo, lasciata spoglia di proposito, posso osservare se i pesci manifestano sintomi di malattia, ed intervenire inserendo il medicinale più appropriato: soluzione che risulterebbe piuttosto dannosa se dovessi farlo nella vasca principale.
Non è logico curare tutti i pesci perchè solo uno è malato. Non solo, ma ogni medicinale, pur specifico e selettivo che sia, va inevitabilmente a danneggiare, quantomeno a disturbare i pesci sani, le piante, e la preziosa flora batterica presente nell’ecosistema della vasca.
Così facendo, quando è capitato di riscontrare malattie nei pesci, e fortunatamente mi è successo in pochissime occasioni, ho potuto curare i pesci appena acquistati nella vasca adibita alla quarantena.
Una volta acquistai 4 discus (avrei dovuto accertarmi meglio sulle loro condizioni prima dell’acquisto: primo errore) e non vedevo l’ora di inserirli nell’acquario.
Il giorno dopo tutti e 4 presentavano una livrea scura, inappetenza, tendevano a nascondersi e purtroppo dimagrivano vistosamente nei giorni a seguire.
Li ho curati cercando di fare del mio meglio, nella vasca di quarantena, e dopo circa un mese tre si sono perfettamente ristabiliti, uno dei quattro con mio grande rammarico non si è più ripreso ed è morto.
Immaginate che danno avrei fatto se li avessi tenuti da subito nella vasca principale e tentato di curarli?!
Non solo avrei danneggiato l’ecosistema dell’acquario, ma avrei anche seriamente infastidito i pesci e le piante che invece godevano di ottima salute.
La prevenzione è la prima cura contro le malattie dei pesci.

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