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Osmosi inversa

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Osmosi inversa


I pesci e le piante presenti nel nostro acquario, anche se arrivano dalla cattività trovano origine in zone in cui le caratteristiche dell’acqua risultano totalmente diverse da quelle di un’acqua proveniente dai nostri acquedotti.
Se teniamo conto poi anche del fattore di inquinamento ambientale che negli ultimi anni, con grande rammarico per tutti noi, risulta essere un problema non indifferente, per poter inserire nel nostro acquario un’acqua pura ed avente le caratteristiche chimico-fisiche consone ai pesci ed alle piante che ospitiamo, dobbiamo per forza di cose ricorrere al trattamento dell’acqua attraverso l’osmosi inversa.
La quantità dei sali minerali, nonché la loro qualità, che risulta presente nella nostra acqua potabile, non è per nulla adatta al nostro acquario.
Gli impianti di osmosi inversa hanno raggiunto oggi prezzi piuttosto abbordabili, la cui spesa è certamente ammortizzabile nel tempo.
Questi impianti sono costituiti sostanzialmente da un filtro di carbone attivo, una cartuccia filtrante in filo di cotone avvolto, ed una membrana osmotica.
Per utilizzare correttamente ogni impianto è bene attenersi alle indicazioni del costruttore onde evitare di danneggiare l’impianto stesso: in particolar modo prestare attenzione alla pressione di esercizio in grado di essere supportata dalla membrana osmotica, indicativamente dai 3 ai 9 bar di pressione, ed un ’acqua con temperatura che non superi i 40°C; parametri che ovviamente possono differenziarsi da impianto a impianto.
L’acqua spinta dalla pressione della rete idrica entra prima nello scomparto del carbone attivo (prefiltro 1), dove vengono eliminati il cloro ed altre impurità, per poi passare nella cartuccia con filo di cotone avvolto (prefiltro 2) dove vengono trattenuti ulteriori sedimenti e altre impurità grossolane (fino a 5 micron circa) presenti nell’acqua del rubinetto, al fine di proteggere la membrana osmotica che potrebbe altrimenti facilmente danneggiarsi.
Una volta prefiltrata, l’acqua entra membrana osmotica dove inizia il processo di osmosi inversa.
L’acqua, che in questo caso è il solvente in questione, viene spinta attraverso una membrana semipermeabile, che trattiene il soluto (molecole non di acqua) e lascia passare il solvente (molecole di acqua).
Il passaggio dell’acqua attraverso la membrana semipermeabile, è in grado di trattenere con quantità che possono variare a secondo dell’impianto e della sua capacità di esercizio, dall’80 al 98% circa di tutte quelle molecole inquinanti (soluto) costituite da sali, metalli pesanti, batteri, composti organici, etc.


La membrana osmotica può essere in acetato di cellulosa, oppure in poliammide, secondo la qualità della membrana stessa varia anche il suo utilizzo nel tempo: esistono impianti con procedure di lavaggio della membrana, ma comunque questa andrà sostituita quando inizierà a risultare satura di soluto, e la sua capacità di esercizio diminuisce drasticamente.
Ovviamente anche il carbone attivo ed il filtro in cotone avvolto dovranno essere sostituiti periodicamente per garantire la loro efficienza.
Questo varia in base all’utilizzo dell’impianto ed alla quantità di acqua trattata.
Un impianto di osmosi inversa ad uso domestico, varia la sua capacità di produzione in base alla pressione della rete idrica, ed alla capacità dell’impianto stesso.
L’acqua ottenuta dal trattamento di osmosi inversa è denominata permeato, ed è un acqua alla quale avremo sì tolto le impurità, ma anche quei sali che risultano necessari.
Una volta ottenuta un’acqua demineralizzata, questa avrà una durezza uguale a 0 dgh ed un ph che oscilla da 6 a 6,5 in base alla impostazione predefinita nella fabbricazione dell’impianto di osmosi inversa.
Nelle specifiche del costruttore sono indicati tutti i parametri inerenti l’acqua ottenuta dopo il trattamento.
Una volta terminato il trattamento di osmosi inversa dovremo preoccuparci di preparare l’acqua secondo le esigenze del nostro acquario, andando ad apportare le necessarie correzioni per ottenere l’acqua che rispetti determinate esigenze.

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