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Chimica dell'acqua

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Chimica dell'acqua


L’acqua dell’acquario, così come nei fiumi o nel mare, determina im modo totale la vita degli organismi che da essa dipendono, per cui le sue caretteristiche chimico fisiche le dovremo approfondire, ed acquisire alcune nozioni di base riguardanti la chimica dell’acqua.
Due atomi di idrogeno sono legati da un atomo di ossigeno (H2O), diverse unità si legano tra loro, la quantità differenzia a secondo della temperatura, in una molecola di acqua.
L’acqua è un ottimo solvente per le sostanze di rifiuto prodotte dai pesci e dalle piante, anche se ovviamente si rende necessario il filtraggio in acquario.
I valori dell’acqua più importanti per quel che riguarda l’acquario, sono la durezza, il ph, la relazione tra durezza - ph - anidride carbonica, la conduttività, ed il potenziale redox.
Cominciamo col dire che la durezza è determinata dagli ioni di calcio e magnesio presenti nell’acqua.
La durezza, generalmente misurata in gradi tedeschi, si divide in totale (dgh), dove 10 mg di CaO - ossido di calcio, in un litro di acqua corrispondono ad 1 dgh.
La durezza totale si divide in carbonatica, denominata anche temporanea e si esprime con dkh, ed è costituita da quella parte di durezza che può essere rimossa dall’acqua, ad esempio quando evapora, e la durezza permanente è invece quella che rimane presente nell’acqua anche dopo l’evaporazione, od ebollizione ad esempio.
Il valore ph invece oscilla da 0 a 14, e quando è 7 si dice neutro. Quando è neutro è dovuto al fatto che gli ioni idrogeno (H+) e gli ioni idrossido (OH-) sono presenti in egual misura.
Quando gli ioni idrogeno sono superiori a quelli idrossido, l’acqua è considerata acida (da 0 a 6,9) ed al contrario quando gli ioni idrossido sono maggiori di quelli idrogeno l’acqua è definita alcalina, o basica (da 7,1 a 14).
Esiste un´importante relazione tra durezza, ph, ed anidride carbonica.
Quest’ultima infatti, funge da sostanza tampone per il ph, in grado di dargli quindi una certa stabilità.
È il bicarbonato di calcio però, a svolgere metà dell’opera insieme all’anidride carbonica.
Il bicarbonato di calcio però, rimane disponibile nell'acqua in presenza di una certa quantità di anidride carbonica libera, se questa viene consumata nella sua totalità, dalle piante ad esempio, i bicarbonati di calcio e magnesio si sciolgono, liberando nell’acqua altra anidride carbonica libera, ed il ph si sposta verso livelli di alcalinità, perchè la parte che rimane di anidride carbonica non è più sufficiente per acidificare l’acqua.
Non è necessario avere timore, è sufficiente seguire poche regole basilari: in primis, la durezza carbonatica (o temporanea) è opportuno mantenerla su valori non inferiori a 3 dkh, e saremo già a buon punto, lasciando nell’acqua quella quantità di bicarbonato di calcio e magnesio sufficiente a non far avere al ph brusche oscillazioni: questo si rende possibile proprio all’anidride carbonica, che legandosi ai bicarbonati riesce a controllare il ph.
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