L'ecologia è la scienza bologica che si occupa di studiare l'ambiente, nonché le relazioni ed interazioni che si instaurano tra gli organismi viventi con lo stesso ambiente in cui vivono.
Queste interazioni tra ambiente ed organismi viventi formano dunque l'ecosistema.
All'interno di ciascun ecosistema esistono differenti catene alimentari, ogni catena alimentare è formata da specie che consumano altre specie, siano specie animali, vegetali, o ambedue.
L'ecologia delle acqua dolci è dunque un ramo dell'ecologia che si preoccupa di studiare gli ambienti, gli ecosistemi, che si sviluppano dove c'è acqua dolce.
In natura quindi troviamo acque lotiche (ovvero caratterizzate da movimento, torrenti, ruscelli, fiumi) oppure acque lentiche, cioè ferme, in un lago oppure in uno stagno.
Nonostante solo circa il 2% della superficie terrestre sia coperto da acqua dolce (al contrario dell'acqua salata, basti pensare che gli oceani occupano il 71% della superficie terrestre), oltre il 40% delle specie di pesci conosciute appartengono proprio all'acqua dolce.
Per quanto riguarda le acque lentiche, la loro formazione è dovuta principalmente allo scioglimento della neve ed all'acqua piovana, e comprendono al loro interno diverse zone vitali.
La prima è quella litoranea, in prossimità della superficie, dove crescono piante acquatiche.
La zona litoranea è quella che può godere di maggiore luce solare rispetto ad altre zone, quindi risulta essere quella dove la vita vegetale è più rigogliosa, non solo per la luce del sole ma anche per via del fatto che può godere delle sostanze che l'acqua ricava dallo scorrimento superficiale sul terreno (esempio azoto, fosforo).
Oltre dunque ad una buona presenza di piante sommerse, emerse, galleggianti, fitoplancton, si possono trovare specie animali come rane, insetti, e ovviamente pesci.
Altra zona vitale nelle acque lentiche, dopo quella litorale, è la zona limnetica, ossia quella zona vitale, sottostante la litoranea, che può essere comunque raggiunta dalla luce solare.
Esistono differenti forme vitali, sia animali che vegetali, a secondo delle sostanze a disposizione per ciascuna zona.
Al di sotto della zona vitale limnetica si trova la zona vitale in profondità, zona che non può fruire della penetrazione della luce solare, spazio dunque popolato da pesci capaci di sopravvivere nelle acque più fredde e buie.
Infine la zona bentonica, cioè in prossimità del fondale, dove vivono principalmente organismi atti alla decomposizione.
Le acque lotiche, che funzionano come spartiacque per l'acqua piovana, è sostanzialmente acqua di scorrimento superficiale, e grazie ai fiumi ed ai torrenti arriva sino al mare.
Si distinguono in tre differenti zone vitali, nella prima zona si trovano acque chiare, fredde, correnti, in rapide e cascate.
Cadendo l'acqua dissolve una grande quantità di ossigeno presente nell'aria circostante, in queste acque caratterizzate da forte corrente crescono muschi, alghe, e diverse specie di pesci come ad esempio le trote.
Più in profondità, nella seconda zona vitale, la presenza di ossigeno è minore, la temperatura superiore, meno fredda, i corsi di acqua risultano più ampi e profondi, con la minore presenza di ostacoli.
Nella terza zona vitale l'acqua è ancor più scarsa di ossigeno, le temperature meno rigide rispetto alle zone superiori, per via dell'erosione del terreno l'acqua risulta densa di solidi in sospensione, fango, argilla, etc.
All'interno di un acquario è comunque presente un ecosistema che, come in natura, deve far convivere in armonia tutte le presenze vitali perchè possa funzionare al meglio.