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Chimica dell'acqua

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Chimica dell'acqua


Come ben sappiamo, l'acqua è quella sostanza, tanto nell'oceano, nei fiumi, nei laghi, da cui dipendono gli animali e vegetali che in essa vivono.
Per gestire al meglio l'acquario, è bene cercare di approfondire almeno quelli che sono i concetti base legati alla chimica dell'acqua.
L'acqua è composta da 2 atomi di idrogeno legati da un atomo di ossigeno: H2O.
Diverse unità, un numero che varia da 4 a 8, si uniscono tra loro, a secondo della temperatura, formando una molecola di acqua.
Una caratteristica molto importante dell'acqua, è il suo potere solvente, in grado di sciogliere diverse sostanze.
Per questo l'acqua non potrà mai essere chimicamente pura, perchè contiene in sé tracce, anche minime, di sostanze in essa disciolte.
Sono proprio alcune di queste sostanze che vanno ad incidere sui parametri che poi interessano in modo particolare a chi deve gestire un acquario:
il ph, la durezza, il potenziale redox, la conducibilità per citarne alcuni.


La durezza dell'acqua è determinata dalla presenza di ioni calcio e magnesio (gli ioni sono molecole od atomi elettricamente carichi), e non subisce l'influenza degli anioni (molecole od atomi con carica elettrica negativa).
Sappiamo che la durezza dell'acqua viene spesso misurata in gradi tedeschi.
1° dGH (durezza totale) corrisponde a 10 milligrammi di CaO (ossido di calcio).
La durezza totale e quella temporanea (o carbonatica) esprimono, in linea di massima, la reale quantità di bicarbonato di calcio e magnesio presenti, mentre la durezza permanente rappresenta quella quantità di solfati, cloruri, nitrati di calcio e magnesio che non possono essere rimossi dall'acqua nemmeno dopo ebollizione.
La presenza di anidride carbonica che si lega a calcio e magnesio, ha il potere di far formare nell'acqua bicarbonati, che determinano poi la durezza temporanea.
Il processo capace di dare vita a questo fenomeno, ovvero il formarsi di bicarbonati, può anche essere opposto, reversibile, quando l'anidride carbonica è presente in scarsa quantità, facendo in modo che i bicarbonati di calcio e magnesio si sciolgano nuovamente liberando altra anidride carbonica: per questo è indispensabile che nell'acqua dell'acquario sia sempre presente una certa quantità di anidride carbonica libera, per impedire ai bicarbonati di sciogliersi e rendere instabile il ph capace di arrivare a livelli pericolosi per i pesci e le piante.
L'anidride carbonica libera in acqua è prettamente legata alla durezza temporanea: minore è la durezza temporanea minore è anche la presenza di co2, lo sa bene chi ha necessità di avere nel proprio acquario una durezza carbonatica molto bassa, è improbabile riuscire a mantenere stabile il ph senza apporto di anidride carbonica mediante erogatore.
L'anidride carbonica libera, legandosi a calcio e magnesio, ha il potere di svolgere il ruolo di tampone per il ph, quindi è necessario che sia sempre presente in quantità sufficiente.
L'acqua è considerata tenera o dura a secondo delle diverse misurazioni effettuate sull'ossido di calcio:
da 0 a 5 dGH si definisce l'acqua molto tenera;
da 5 a 10 dGH mediamente tenera;
da 10 dGH in poi viene considerata acqua dura.

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